ilTorinese

Il sole di Primavera “riscalda” i motori del Salone del Libro

In attesa della partenza ufficiale del prossimo 14 maggio, il “Salone” organizza uno speciale weekend all’“Orto Botanico” di Torino

Sabato 28 (dalle 10,30 alle 14) e domenica 29 marzo (ore 16)

Due appuntamenti speciali per “accogliere la Primavera”. Entrambi organizzati in un’ideale, profumata e poetica (quel tanto che basta) location. In occasione della riapertura dell’“Orto Botanico” di Torino, il “Salone Internazionale del Libro” organizza infatti (tra libri, cultura e natura), in Viale Matteotti 25, al Parco del Valentino, due gradevolissimi appuntamenti: il primo dal titolo “Silent Book Party”  sarà ispirato al manifesto della XXXVIII edizione de “Il mondo salvato dai ragazzini”, il secondo porterà invece avanti (quale quarto appuntamento) la Rassegna “Prendersi cura”, ospite la giornalista e scrittrice Annalisa Cuzzocrea in dialogo con la direttrice del “Salone” Annalena Benini sul libro “E non scappare mai. Miriam Mafai, i segreti e le lotte nella tempesta della storia” (Rizzoli), dedicato ad una delle principali protagoniste del giornalismo italiano, nota per il suo impegno civile e politico e per le sue battaglie femministe.

Ecco dunque il programma. Si inizia sabato 28 marzodalle 10,30 alle 14, con l’organizzazione, da parte del “Salone” del suo primo Silent Book Party”, dal titolo “Il mondo salvato dalla primavera”, per invitare a leggere tutti insieme “tra i primi fiori che sbocciano e sotto il verdeggiante arboreto”. I partecipanti potranno portare il proprio libro da casa oppure lasciarsi ispirare dai titoli in vendita grazie alla “Libreria Trebisonda”. Ognuno potrà scegliere il proprio angolo di verde e immergersi nella lettura. Nello spazio sarà disponibile anche un “temporary shop” con una selezione di prodotti della linea del “Salone del Libro”. Per raccontare il tema della XXXVIII edizione del “Salone del Libro”, l’“Orto Botanico” accoglierà anche “installazioni” ispirate allo stesso manifesto “Il mondo salvato dai ragazzini”. In programma anche un “evento speciale” (ore 10,45) dedicato proprio ai bambini: la prima presentazione del nuovo albo di Anna Benotto dal titolo “Karl e le forme della natura” (Lupoguido)Dentro una delle serre dell’orto, si creerà per l’occasione un “laboratorio” teso a intrecciare il suggestivo legame esistente tra le forme della natura e quelle dell’arte.

Per partecipare al “Silent Book Party” sarà possibile prenotare l’ingresso sul sito https://biglietteria.salonelibro.it/events/18382/ . In caso di pioggia, l’appuntamento sarà rimandato a sabato 11 aprile.

Il secondo evento in programma nei giardini all’aperto dell’“Orto Botanico” (domenica 29 marzoore 16) vedrà Annalisa Cuzzocrea e Annalena Benini protagoniste del quarto appuntamento di “Prendersi cura”, il progetto ideato nel 2024 dal “Salone”, dedicato ai temi dell’ascolto e dell’attenzione verso gli altri, reso possibile dalla collaborazione con il Main partner “Esselunga”, che dal 2021 sostiene la manifestazione. Giornalista, inviata ed editorialista di “Repubblica”, prima donna a ricoprire la carica di vicedirettrice in un quotidiano italiano (a “La Stampa”, dal 2022 al 2024), autrice e conduttrice del “podcast” “Controvento”, in cui racconta e commenta l’attualità politica e sociale italiana, Annalisa Cuzzocrea presenterà al pubblico, in dialogo con Annalena Benini, il romanzo “E non scappare mai. Miriam Mafai, i segreti e le lotte nella tempesta della storia (Rizzoli). Il libro ricompone (attraverso lettere, diari, telegrammi e altri documenti e ricordi personali a lei consegnati dalla figlia Sara) la storia e la vita complessa della Mafai, partigiana, giornalista militante, scrittrice e parlamentare, partendo dal Dopoguerra, per arrivare fino ai giorni nostri. “Una narrazione – si legge – che attraversa amori, ferite, scelte e impegni all’insegna dell’indipendenza, dei diritti e delle libertà d’azione per tutte e tutti. La vita di una donna sempre in movimento, protagonista della scena politica e culturale del Novecento italiano, che ha sempre lottato per i valori di uguaglianza, inclusione, equità”Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoriahttps://biglietteria.salonelibro.it/events/18384. La prenotazione consentirà anche la visita agli altri spazi dell’“Orto”. In caso di pioggia l’appuntamento si terrà alla vicina “Facoltà di Architettura”.

“Diamo spazio all’ascolto” è il claim che accompagna gli incontri – a Torino e a Milano – di “Prendersi cura”, che in primo luogo significa proprio “Mettersi all’ascolto dell’altro”. Il che significa molte cose. “Prima fra tutte – precisa Annalena Benini – uno slancio del cuore, poi un sentimento che tiene in sé emozione e ragione e costruisce il ‘prendersi cura’. Delle relazioni, degli ambienti, della vita quotidiana, delle intermittenze del cuore nel rispetto della diversità. Piccole cose e cose grandi”.

Gianni Milani

Nelle foto: Locandina Evento di “Primavera”; Annalena Benini; Annalisa Cuzzocrea e cover libro “E non scappare mai. Miriam Mafai, i segreti e le lotte nella tempesta della storia”

Auto Moto Turin Show 2026 , il grande show dei motori, approda a Torino

Dal 27 al 29 marzo 2026 l’Auto Moto Turin Show trasformerà Lingotto Fiere in un grande festival dei motori dove convivono adrenalina, spettacolo e innovazione.

Si tratta di un palinsesto continuo di spettacoli tra drifting, freestyle motocross e acrobazie, in collaborazione con gli organizzatori di Masters of Dirt, che animerà ogni area del Salone, garantendo lo show in ogni condizione metereologica.
L’asfalto diventa palcoscenico e l’adrenalina scenografia naturale, quando dal 27 marzo al 29 marzo tornerà  a Torino AMTS Auto Moto Turin Show, organizzato da GL Events Italia e Lingotto Fiere.
La terza edizione della rassegna si presenta ricca e dinamica con tre giorni di spettacoli continui, fruibili anche in caso di pioggia grazie a un palinsesto concentrato negli spazi indoor, dove drifting, freestyle motocross, acrobazie su due e quattro ruote, tecnologie d’avanguardia, mobilità del futuro e attività partecipative si alterneranno senza sosta.
Ogni spazio del salone diventerà parte di un unico grande racconto fatto di performance, spettacolo e coinvolgimento diretto del pubblico. Una formula pensata per gli appassionati più esperti, ma anche per famiglie, giovani e curiosi.

“AMTS 2026 è  un vero festival dei motori. Il nostro obiettivo è quello di offrire al pubblico un’esperienza  immersiva , grazie alla collaborazione con professionisti internazionali e a un palinsesto che spazia dal drifting al freestyle motocross, vogliamo coinvolgere ed emozionare i puristi dei motori, ma anche famiglie e giovani di ogni età  rendendoli parte attiva di questa grande celebrazione dell’energia e del movimento – dichiara Gabor Ganczer, amministratore  delegato di GL Events Italia.
Completano questa visione le collaborazioni con alcune delle varietà più dinamiche del territorio, quali l’ecosistema Vehicle Valley Piemonte, che porta in fiera competenze e filiere d’eccellenza dell’automotive regionale,  la Living Lab ToMove, la piattaforma urbana di sperimentazione dedicata alla mobilità innovativa, fino all’accordo con la Pinacoteca Agnelli, che consentirà ai visitatori di accedere alla Pista 500 direttamente con il biglietto del Salone.
L’anima dinamica dello show si fonderà con la proposta espositiva corale che si snoda attraverso gli oltre 90 mila metri quadrati della fiera. All’interno dell’Oval, confermato come il Tempio del Tuning”, andrà in scena la tredicesima edizione di ETT Expo Tuning Torino, con circa 300 vetture selezionate e la prestigiosa sfida  “ Be bETTEr” valutata da una giuria internazionale, affiancata dalle eccellenze aziendali delle ruote in lega aftermarket  con Fondmetal e GMP.

Il Padiglione 2 rappresenterà l’anima più eterogenea dell’evento, unendo le esibizioni alle esposizioni di auto da corsa, auto delle Forze armate, (Esercito, Arma dei carabinieri, Vigili del fuoco e Guardia di finanza),  supercar, miti americani  con varie generazioni di Corvette e alcune tra le più iconiche JDM. Da non perdere il Blind test, sfida che metterà alla prova il pubblico alla scoperta di un’auto mascherata.
Nella sezione Special  Car riflettori puntati sulle restomod. A prendersi la scena la Grassi 044, mentre la KImera EVO 038 “Aura” sarà esposta insieme  un esemplare irripetibile di Lancia 037.
Quest’ultima, caratterizzata dalla livrea NordMende unica al mondo, rappresenta un pezzo di storia del motorsport. Con il pilota Fulvio Bacchelli e il navigatore Paolo Spollon, fu autrice di uno sfortunato debutto al Rally Colline di Romagna del 1982 e, dopo un meticoloso restauro, che ne ha restituito l’autenticità originaria, è pronta a riconquistare il pubblico.

Sempre nel Padiglione 2 troverà ampio spazio Vehicle Valley Piemonte, ecosistema promosso dalla realtà del territorio piemontese che rappresenta un laboratorio di competenze umane e tecnologiche, capace di trasformare l’eredità storica locale nel futuro della mobilità. Infine i Padiglioni 2 e 3 saranno il crocevia per famiglie, collezionisti e appassionati, ospitando grandi spettacoli, club storici e l’area Aftermarket.
A coronare l’evento l’esclusivo accesso panoramico alla Pista 500, della rampa Sud, a pochi metri dall’ingresso principale, con il biglietto di AMTS, reso possibile grazie alla collaborazione con la Pinacoteca Agnelli.

Mara Martellotta

Da La Stampa a Stellantis: Torino dopo l’uscita degli Agnelli

//

Fine di un secolo: la cessione di GEDI ridisegna l’editoria italiana e segna l’addio della dinastia al capoluogo subalpino

La vendita del gruppo GEDI rappresenta un passaggio storico per il sistema dell’informazione in Italia e, allo stesso tempo, un momento simbolico molto forte per Torino. Non si tratta semplicemente di un cambio di proprietà, ma della conclusione di una lunga fase durata quasi cent’anni, durante la quale la famiglia Agnelli – oggi incarnata dagli Elkann – ha avuto un ruolo centrale non solo nell’industria automobilistica, ma anche nel mondo dei media.

L’operazione ha comportato lo smantellamento di uno dei principali gruppi editoriali del Paese. Le attività più importanti, tra cui la Repubblica, le emittenti radiofoniche e le piattaforme digitali, sono passate al gruppo greco Antenna, mentre La Stampa è stata acquisita da SAE, realtà già presente nel settore dell’editoria territoriale. Questo riassetto riflette dinamiche ormai evidenti da tempo: da un lato l’apertura del mercato a investitori internazionali, dall’altro la progressiva disgregazione dei grandi poli editoriali a favore di strutture più distribuite e meno centralizzate. In parallelo, il digitale continua a guadagnare peso, ridimensionando il ruolo economico della carta stampata.

La cessione ha anche alimentato timori nel mondo giornalistico e istituzionale, soprattutto per quanto riguarda l’autonomia delle redazioni e la tenuta dei livelli occupazionali. Il cambiamento, infatti, non riguarda solo gli assetti societari, ma tocca direttamente il futuro del lavoro nel settore.

A Torino l’impatto è particolarmente significativo. La vendita de La Stampa interrompe un legame storico con la famiglia Agnelli iniziato nel 1926, un rapporto che ha contribuito in modo determinante a definire l’identità culturale e civile della città. Per decenni il quotidiano è stato un punto di riferimento per la classe dirigente industriale torinese, oltre che uno spazio di connessione tra economia, politica e società. Ha avuto anche un ruolo importante nel raccontare Torino al resto del Paese e all’estero.

Con il passaggio di proprietà, la città perde un importante centro decisionale. Le scelte editoriali e strategiche non saranno più radicate nello stesso contesto territoriale, con il rischio di un progressivo allentamento del legame tra il giornale e la realtà locale.

L’uscita degli Agnelli dall’editoria si inserisce in un processo più ampio di distacco da attività storicamente connesse a Torino. Negli ultimi anni si è assistito a una progressiva riduzione della presenza diretta della famiglia in settori chiave legati al territorio, accompagnata da un orientamento sempre più marcato verso una dimensione internazionale. L’editoria rappresentava uno degli ultimi simboli di questo radicamento, e la sua cessione assume quindi un significato che va oltre il semplice dato economico: segna la fine di un modello in cui impresa e territorio erano strettamente intrecciati.

Questo passaggio richiama quanto già avvenuto nel comparto automobilistico. La trasformazione di FIAT in Stellantis, con una struttura societaria globale e sedi fuori dall’Italia, ha ridotto il peso specifico di Torino nel sistema produttivo. La città ha progressivamente perso centralità industriale, così come si è ridimensionato l’impatto occupazionale diretto del settore. Il passaggio da azienda nazionale a gruppo multinazionale ha ridefinito le priorità strategiche, privilegiando una logica globale rispetto a quella territoriale.

In questo contesto, la vendita di GEDI appare coerente con una linea di sviluppo orientata verso attività internazionali e più redditizie, accompagnata da un progressivo disimpegno rispetto agli asset legati al territorio torinese.

Le conseguenze per la città possono essere rilevanti. Sul piano occupazionale si aprono interrogativi sul futuro delle redazioni, delle strutture produttive e delle attività collegate, con possibili effetti su stabilità del lavoro, riorganizzazioni e riduzioni. Ma l’impatto non si limita al perimetro diretto dell’editoria. Il settore contribuisce infatti a sostenere un più ampio ecosistema fatto di pubblicità, iniziative culturali, eventi e servizi. Un eventuale ridimensionamento rischia quindi di avere effetti a catena sull’economia locale.

C’è poi un aspetto meno immediato ma altrettanto importante, legato al ruolo simbolico della città. Torino potrebbe perdere ulteriormente peso come centro decisionale, con una riduzione dei luoghi in cui si formano strategie e visioni. Questo comporta anche una minore capacità di incidere nel dibattito nazionale e un indebolimento della propria identità storica di città industriale e culturale.

La cessione di GEDI segna dunque un cambio di fase. Da un lato si riduce il ruolo delle grandi famiglie industriali italiane nell’editoria come strumento di influenza e presenza pubblica; dall’altro si consolida un sistema mediatico più frammentato e aperto a capitali globali. In questo scenario, anche il peso di Torino appare destinato a ridimensionarsi.

Non è soltanto una operazione economica. È il segnale di una trasformazione più profonda, in cui i tradizionali centri industriali perdono progressivamente centralità mentre le decisioni si spostano su scala internazionale. Torino si trova ancora una volta dentro questo cambiamento, ma in una posizione più fragile, chiamata a ridefinire il proprio ruolo in un contesto completamente diverso rispetto al passato.

Tagli di alberi sulle Provinciali nel Torinese

A Vauda Canavese sulla Provinciale 243 è stato programmato il taglio di alcuni alberi dalle precarie condizioni di stabilità, che comporta la chiusura al traffico tra le 8,30 e le 18,30 di martedì 24 e mercoledì 25 marzo tra il Km 0 e il km 2+800, con la delimitazione dell’area di cantiere e la deviazione del traffico su di un percorso alternativo segnalato in loco. Come sempre, la chiusura non si protrarrà oltre la conclusione dei lavori, se dovesse avvenire prima dell’orario stabilito nell’ordinanza.

A Grosso il taglio di alcuni alberi lungo la diramazione 1 della Provinciale 22 del Colle Forcola di collegamento con la Provinciale tra il Km 0+600 e il km 0+900, comporta la sospensione della circolazione tra le 8,30 e le 18,30 di giovedì 26 marzo, con delimitazione dell’area di cantiere e deviazione del traffico su di un percorso alternativo segnalato in loco.

A Barbania il taglio di alberi lungo la Provinciale 728 dei Boschi tra il km 2+450 e il Km 2+800 comporta giovedì 26 e venerdì 27 marzo la sospensione della circolazione stradale per tutti i veicoli tra le 8 e le 19, ad eccezione dei mezzi di soccorso, con delimitazione dell’area di cantiere e deviazione su di un percorso alternativo segnalato in loco.

A Collegno sulla Provinciale 176 di Savonera tra il km 0+700 e il km 1+300 da mercoledì 25 marzo a martedì 30 giugno viene attivata la circolazione a rotatoria, con il limite di velocità a 30 km orari e il divieto di sorpasso e sosta per tutti i veicoli in entrambi i sensi di marcia.

L’Accademia di Medicina plaude al Giardino Amprino

L’Accademia di Medicina di Torino fu tra i promotori di una richiesta alla Città di Torino volta a dedicare uno spazio pubblico a ricordo del prof. Rodolfo Amprino, suo Socio negli anni ’50, illustre Docente, Ricercatore appassionato della nostra Facoltà di Medicina e poi fondatore di una prestigiosa scuola anatomico-istologica all’Università di Bari.
Il professor Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino
Nell‘esprimere il suo più vivo compiacimento, ringrazia la Città di Torino per l’accoglimento dell’istanza, ed invita a partecipare il prossimo 10 Aprile alle ore 11,00 alla  cerimonia di intitolazione al prof Amprino del giardino compreso fra Corso G. Lanza e Viale  G. Curreno”.

Alla cerimonia interverranno anche l’Università di Torino, una delegazione dell’Università di Bari e l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), in considerazione del ruolo svolto da Amprino nella Resistenza antifascista.

Scherma, tre titoli regionali per il circolo Ramon Fonst

Il Circolo della Scherma Ramon Fonst vince il medagliere dei Campionati Regionali U14 nella specialità del fioretto, disputati lo scorso fine settimana ad Agliè. Sono stati tre i giovanissimi atleti della società di Mirafiori Sud a salire sul gradino più alto del podio: Giulia Maria LEVRONE ha vinto il titolo nella cat. Allieve (2012), nell’analoga gara maschile finale tutte arancio-nera con Francesco Lou FORNERIS che batte il compagno di squadra Mattia MAUTONE e si aggiudica il quarto titolo in altrettante stagioni U14, terzo titolo nel fine settimana nella cat. Giovanissime (2014) con Letizia GHIGO che bissa il successo della scorsa stagione. Oltre all’argento già descritto, c’è stato anche il bronzo dell’esordiente Alan ROTELLA nella cat. Maschietti (2015), e l’8° posto di Daniel BAGATELLA nella cat. Ragazzi (2013)

Le parole del Maestro del Circolo torinese Paolo Cuccu:

“I nostri più giovani fiorettisti hanno dato una bella prova di sé in questi Campionati Regionali, con tre medaglie d’oro siamo in cima al medagliere del fioretto. Francesco Lou FORNERIS e Letizia GHIGO hanno dominato le loro gare, confermando i titoli già in loro possesso, bravissimo Mattia MAUTONE che in ogni anno ha saputo salire un gradino del podio arrivando fino a giocarsi una finalissima tutta Ramon Fonst. Un plauso anche ad Alan ROTELLA e Daniel BAGATELLA, che stanno lavorando molto per migliorarsi e percorrere le orme dei loro compagni più grandi, infine grandissima prestazione di Giulia Maria Levrone, che in finale ha vinto con un clamoroso 15-2. Adesso avremo le ultime due gare della stagione, entrambe importati: la seconda prova nazionale del Gran Prix ad Ancona e il Campionato Italiano a Riccione, entrambi gli appuntamenti potranno vedere i nostri colori protagonisti fino in fondo, si continua a lavorare con questo obiettivo”

Il prossimo week le gare saranno nuovamente ad Agliè, cambiano le categorie, questa volta saranno in pedana sabato 28 marzo i “Cadetti” e domenica 29 marzo i “Giovani”, ancora tra i favoriti per la vittoria i nostri fiorettisti, i migliori si qualificheranno per il Campionato Nazionale GOLD di fine aprile a Riccione.

Le case più antiche di Torino, il fascino del Medioevo e la storia della città

Torino, conosciuta per la sua eleganza sobria, la sua architettura barocca, ma anche Liberty e neo-classica conserva nel suo cuore tracce di un passato molto lontano: le sue case medievali. Questi edifici sono pregiati e inestimabili testimoni di un’epoca in cui la città si stava trasformando in un centro di cultura, ma anche in un luogo autorevole in fatto di geopolitica. La sua posizione strategica ai piedi delle Alpi e al centro di un crocevia di culture, infatti, l’ha convertita in un modello unico di civilta’. I suoi palazzi contribuiscono a rendere questa citta’ un luogo elegante e fascinoso ed e’ impossibile passeggiando per le vie di Torino non voltare lo sguardo verso l’alto per esplorare visivamente queste opere d’arte costituite da particolari architettonici e artistici, da disegni, da balconi decorati e di finestre dai vetri colorati. Tra le piu’ antiche palazzine della citta, memorie di un passato che arriva fino ai giorni, ne abbiamo tre di sicuro interesse artistico e storico.

Casa del Pingone, posizionata tra piazza delle Erbe e il Duomo, e’ una delle abitazioni più antiche della città, risalente ai secoli XV – XVI e prende il nome da Emanuele Filiberto Pingone, storico di corte del duca Emanuele Filiberto di Savoia che la abito’ dopo il trasferimento da Padova . L’edificio conserva elementi architettonici di grande pregio, come i soffitti in legno, affreschi decorati con motivi a grottesche (pitture di radice romana), e una torre merlata medievale ancora visibile sebbene sia stata coperta in alcune sue parti. Questa casa rappresenta un raro esempio di architettura civile medievale ancora intatta nel cuore di Torino. Nel 2000 e’ stata ridipinta per donarle i colori originari.

Casa del Senato e’ un altro esempio di edilizia medievale che si distingue per la sua base in pietra e per tracce di finestre ogivali, poi sostituite nel XVI secolo da ampie finestre a crociera in cotto. Con i suoi quattro piani fuori terra, la Casa del Senato era sorprendentemente alta per l’epoca, sottolineando il suo ruolo istituzionale e la sua importanza all’interno della città medievale. Costruita come casa nobiliare e poi divenuta luogo di incontro del Senato Subalpino dove furono discusse e approvate alcune delle decisioni più significative per l’unificazione dell’Italia e ha avuto un’importanza particolare durante il Risorgimento italiano. Si trova nel cuore del centro di Torino e rappresenta uno dei simboli capitale del Regno di Sardegna.

Casa Romagnano, sita in via dei Mercanti 9, conosciuta anche come “Casa Armissoglio”, è un’altra testimonianza dell’edilizia civile della Torino medievale costruita tra la fine del XIII e l’inizio del XVI secolo. Dimora dell’omonima famiglia, nonostante i numerosi interventi di restauro nel corso del tempo, la casa conserva il suo aspetto nobile con dettagli architettonici dell’epoca come le quattro eleganti finestre in cotto e marcapiani che le danno equilibrio e sobrieta’ e che rispecchiano la maestria artigianale di quel periodo. Afine del 1800 fu riqualificata e vennero riportati alla luce diversi elementi come le parti in cotto e le finestre.

Altre Testimonianze Storiche

Oltre a queste dimore, Torino conserva altri edifici medievali sparsi per il centro storico. Le mura romane, le torri e alcune chiese completano un quadro ricco di fascino, che permette di immaginare com’era la città secoli fa.

Maria La Barbera

Torino, la grande storia in Galleria Subalpina con Pier Franco Quaglieni

 

La storia è protagonista alla Galleria Subalpina di Torino: Pier Franco Quaglieni presenta tre volumi delle Edizioni Pedrini. Infatti, domenica 29 marzo, alle ore 11:00, la suggestiva cornice della scalinata della Galleria Subalpina ospiterà un importante appuntamento culturale dedicato alla grande storia e al pensiero liberale italiano.

Lo storico Pier Franco Quaglieni presenterà tre volumi di rilievo pubblicati dalle Edizioni Pedrini“Doveri dell’Uomo”“Matteotti” e “Il liberale Pannunzio”. L’incontro si configura come un viaggio attraverso le figure e i valori che hanno segnato il percorso civile del nostro Paese, dal Risorgimento mazziniano alla strenua difesa della libertà.

A dialogare con l’autore sarà Nicola Gallino, firma del quotidiano la Repubblica. Il confronto tra lo storico e il giornalista offrirà l’occasione per approfondire l’attualità di questi testi e la rilevanza dei loro protagonisti nel panorama culturale odierno.

L’evento, aperto al pubblico, rappresenta un’occasione importante per riflettere sulla memoria storica e sull’impegno civile in uno dei luoghi più iconici del capoluogo piemontese.

Contrabbando di sigarette: 5 arresti e 2,5 milioni di beni sequestrati

L’inchiesta parte da Torino e abbatte una rete transnazionale di contrabbando sigarette tra Italia, Francia, Polonia, Svizzera, Regno Unito, con rotte in Africa e Asia. L’operazione “Borotalco”, diretta dall’Eppo torinese (Ufficio del Procuratore pubblico europeo), arresta 5 persone-  di cui un britannico capo di un’organizzazione criminale curda, due italiani e due polacchi – e sequestra 40 tonnellate di merce più beni per 2,5 milioni di euro.

Indizi da container sospetti nel porto di Genova. La base nel Regno Unito con traffici in Europa, Africa e Asia. I pacchi di tabacco lavorato spacciato per merci da Armenia, Dubai e Spagna ma deviato via Georgia, Kenya, Olanda e Turchia per aggirare i controlli della dogana.

Secondo una nota ufficiale, la banda usava una ditta genovese per dichiarare carichi fittizi di materiali edili e rifornire magazzini in provincia di Alessandria, nascondendoci il tabacco. Un informatico campano creava siti web falsi ed email contraffatte, mentre comunicavano via app criptate.

Il gip di Genova ha disposto la custodia cautelare per tutti e 5 gli indagati e il sequestro dei beni dal valore di 2,5milioni di euro. L’inchiesta aveva già intercettato carichi per 15 milioni sul mercato nero, con evasione su dazi, accise e Iva oltre i 10 milioni. Sul fronte operativo sono intervenute Guardia di Finanza, Europol, Hmrc britannica e dogane svizzere.

VI.G