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I No Tav tornano in Val di Susa, campeggio vietato: alta l’allerta per il weekend

Il prefetto ha vietato il campeggio ai no Tav. Vietati anche passamontagna e oggetti atti a offendere


Più di 120 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri feriti, un cantiere devastato e danni stimati in circa un milione di euro. È l’eredità lasciata dagli scontri esplosi lo scorso fine settimana in Val di Susa durante la manifestazione del movimento No Tav, una delle giornate più tese degli ultimi anni sul fronte della protesta contro la Torino-Lione.

A distanza di pochi giorni da quei disordini, il movimento si prepara a tornare in valle. Anche questo fine settimana sono previste assemblee, presìdi e momenti di mobilitazione, con l’arrivo di attivisti da diverse parti d’Italia. Una nuova prova che sarà seguita con la massima attenzione dalle forze dell’ordine, impegnate a evitare il ripetersi delle violenze che hanno segnato il precedente appuntamento.

Lo scorso weekend migliaia di manifestanti hanno raggiunto l’area del cantiere di Chiomonte. In una fase della protesta la situazione è rapidamente degenerata: gruppi di attivisti hanno tentato di avvicinarsi alle recinzioni dell’area di lavoro, dando vita a un duro confronto con il dispositivo di sicurezza. Tra lanci di pietre, bombe carta e l’utilizzo di lacrimogeni, gli scontri sono proseguiti per diverse ore, provocando il ferimento di oltre 120 appartenenti alle forze dell’ordine.

Il bilancio è stato pesante anche sotto il profilo economico. Secondo le prime stime, i danni arrecati alle infrastrutture del cantiere ammontano a circa un milione di euro. Nel corso della manifestazione sono state inoltre identificate più di 450 persone, mentre proseguono le indagini della Digos e della Procura attraverso l’analisi dei filmati registrati durante gli incidenti per individuare i responsabili degli episodi di violenza.

Ora l’attenzione si sposta sul nuovo fine settimana di mobilitazione. La presenza delle forze dell’ordine sarà ulteriormente rafforzata nei punti più sensibili della Val di Susa, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e impedire nuovi assalti al cantiere. Sul territorio il clima resta teso: da una parte il movimento No Tav conferma la volontà di proseguire la protesta contro l’opera, dall’altra le istituzioni ribadiscono che i lavori andranno avanti e che eventuali azioni violente saranno contrastate con fermezza.

Concorso “Pannunzio-Flaiano” Edizione 2026

Il Centro Pannunzio indice il concorso pluridisciplinare aperto a tutti

Scadenza invio elaborati: 30 settembre 2026

Premiazione: sabato 28 novembre 2026, ore 16 – Collegio San Giuseppe, Torino

Scrivere non basta, occorre farlo con rigore, spirito critico e libertà di giudizio. È lo slancio con cui il Centro Pannunzio di Torino rinnova l’invito a studiosi, giornalisti, narratori e poeti attraverso l’edizione 2026 del Concorso “Mario Pannunzio-Ennio Flaiano”. Il bando rimarca esplicitamente la lezione civile e letteraria di due figure che hanno fatto del pensiero indipendente il loro tratto distintivo. Oltre a Mario Pannunzio, anima fondante del settimanale “Il Mondo”, l’iniziativa è dedicata anche a Ennio Flaiano, scrittore e osservatore acutissimo dei vizi e delle contraddizioni del Novecento italiano. «D’altronde, entrambi hanno incarnato una tradizione intellettuale che rifiutava a spada tratta il conformismo, privilegiando il dubbio rispetto alle certezze ideologiche: “L’immaginazione al potere. Ma quale immaginazione accetterà di restarvi?”, si domandava Flaiano con la consueta ironia deflagrante, poiché considerava la letteratura uno spazio di responsabilità individuale prima ancora che un esercizio estetico», commenta il professor Pier Franco Quaglieni (foto), storico e fondatore del Centro Pannunzio.

A conferma di tale vocazione, il premio si apre a discipline diverse, articolandosi in quattro sezioni: poesia, narrativa, giornalismo e saggistica, tesi di laurea. Per ogni sezione saranno proclamati un primo, un secondo e un terzo classificato. Ai vincitori verranno conferite le tradizionali medaglie dei Dioscuri del Palazzo Reale di Torino, riconoscimento che sottolinea il legame con la città e con una visione della cultura quale patrimonio condiviso e duraturo. È possibile partecipare a più sezioni con elaborati editi o inediti, purché leggibili e non manoscritti. I testi dovranno essere firmati e accompagnati da dati personali, recapiti e un breve curriculum. Gli elaborati vanno inviati in una sola copia entro il 30 settembre 2026 (farà fede il timbro postale).

 

Invio via e-mail: info@centropannunzio.it.

Invio postale: Centro Pannunzio, Via Maria Vittoria 35, 10123 Torino.

È previsto un contributo di 25 euro per ogni sezione a cui si partecipa. La ricevuta del versamento dovrà essere allegata all’elaborato.

Sezione A – Poesia: massimo cinque liriche edite o inedite a tema libero.

Sezione B – Narrativa: massimo tre racconti o un romanzo, oppure tre novelle.

Sezione C – Giornalismo e saggistica: un articolo o un saggio critico, anche online.

Sezione D – Tesi di laurea: lavori discussi negli ultimi tre anni accademici.

La cerimonia di premiazione si terrà al Collegio San Giuseppe, in via San Francesco da Paola 23, a Torino. I nomi di premiati e finalisti saranno pubblicati sul sito www.centropannunzio.it.

Gruppo Pd: “Consiglio Regionale in stallo. Il centrodestra pensa di essere in un suk”

“Mentre i cittadini affrontano liste d’attesa infinite, una sanità pubblica sempre più in affanno e la crisi di liquidità blocca Comuni, Province e Terzo Settore, la maggioranza di centrodestra trasforma le istituzioni in un mercato di scambi tra i partiti di maggioranza.” È dura la denuncia del Gruppo Pd in Consiglio regionale di fronte al reiterato blocco dei lavori d’Aula.

Da giorni la dinamica si ripete fotocopia: convocazione fissata per le 10:30, ma i lavori non prendono il via prima delle 11:30. Oggi l’ennesimo strappo, con il rinvio dell’apertura alle ore 12:00. Un ritardo ingiustificato verso la cittadinanza, causato unicamente dall’incapacità del centrodestra di trovare un accordo interno sulle nomine e sulle posizioni di potere.

“Siamo di fronte a un vero e proprio ‘suk’ politico all’interno della maggioranza. È intollerabile che l’attività istituzionale venga tenuta in ostaggio dai loro continui litigi. Le priorità del territorio sono completamente paralizzate mentre la maggioranza si scontra su logiche di spartizione”.

Nel frattempo, la realtà fuori dal palazzo presenta un conto salatissimo ai cittadini. Proprio in queste ore arrivano gli ultimi drammatici dati sulle liste d’attesa per visite ed esami specialistici, che continuano ad allungarsi inesorabilmente costringendo molti a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato, per non parlare della situazione allarmante delle Rsa.

“Vergogna è l’unica parola possibile per descrivere questo spettacolo indecoroso. Esigiamo rispetto per le istituzioni e, soprattutto, risposte immediate sui problemi reali delle persone. Se non sono in grado di governare e di garantire nemmeno il funzionamento dell’aula, ne traggano le dovute conseguenze”.

I Consiglieri regionali del Gruppo Pd

Svelati i brand protagonisti del Salone dell’Auto Torino 2026

 

Si terrà dall’11 al 13 settembre prossimi

Torna nel cuore della città di Torino, dall’11 al 13 settembre prossimi, il Salone dell’Auto, con tre giornate dedicate al mondo dell’automobile.
Dopo aver accolto oltre 500 mila visitatori nelle prime due edizioni, l’evento conferma il suo format a ingresso gratuito, con anteprime, esposizioni, text drive e tante novità.
Tra i brand presenti figurano Alfa Romeo, Ares, Automobili Lamborghini, Bmw, Italdesign, Jeep, Kgm, KIA, Lancia, Leapmotor, Lepas, Linktour, Link&CO, Lotus, Macerata, Mazda, Mercedes Menz, Pininfarina, Open, Peugeot, Porsche, RECARO Automotive, Suzuki, Renault, Tesla, X Peng e Zeekr.
Per  tutta la durata della manifestazione sarà possibile provare gratuitamente su strada le vetture messe a disposizione dalle case automobilistiche partecipanti. Hanno già confermato la presenza nell’area test Drive le vetture BYD, Changan, EMC, Geely, GWM, Honda, Hongqi Kia, Lepas, Lynk&Co, Mazda, OMODA, JAECO, Tesla e Zeekr.
Giovedì 10 settembre il Teatro Regio ospiterà  la prima edizione di B TOb Salone Auto Torino,  il nuovo appuntamento dedicato alla filiera automotive con panel, incontri e una Business Lounge pensata per favorire  il networking e nuove opportunità di business tra case automobilistiche, istituzioni, aziende e operatori del settore.
Venerdì 11 settembre tornerà il TADAC, il premio internazionale dedicato al design automobilistico contemporaneo, che coinvolgerà designer, case automobilistiche, centri stile e media internazionali.
Tra le novità dell’edizione 2026 debutta Promozioni Week by Salone Auto Torino, l’iniziativa che coinvolgerà case automobilistiche e concessionarie con una settimana di offerte dedicate all’acquisto delle vetture.

L’elenco aggiornato degli espositori verrà comunicato durante una conferenza stampa  di presentazione del Salone dell’Auto Torino, che si terrà  alle Ogr Torino il 2 settembre prossimo alle ore 11. Le prime due edizioni hanno accolto più  di 500 mila visitatori. Il percorso espositivo si svilupperà tra piazza Castello, i Giardini dei Musei Reali e i Giardini Reali, dove saranno allestiti gli spazi dei brand automobilistici, le aree dedicate ai test Drive e le iniziative che accompagneranno i visitatori durante tutto il weekend.

Accanto alle case automobilistiche saranno presenti aziende della filiera, centri stile, università, associazioni di categoria, partner industriali, Forze armate  e Corpi dello Stato, oltre a media nazionali e internazionali,  confermando ancora una volta il Salone dell’Auto di Torino come uno degli appuntamenti di riferimento per il settore automotive, tra cui Allianz Direct, Arexons, ASI Automotoclub Storico Italiano, Arma dei Carabinieri, Dumarey, Esercito Italiano, Guardia di Finanza, IED Torino, Norauto , Politecnico di Torino, Polizia di Stato.
Accanto al Salone Auto i media partner, collaborazioni storiche, si affiancheranno a nuove partnership che confermano quanto la manifestazione rappresenti un appuntamento unico proficuo per tutti gli attori del sistema automotive. Saranno presenti con attività nel centro di Torino AlVolante, AUTO, Class Editori, Quattroruote, Motor 1, Rai, Sport Mediaset, Tuttosport, Virglio Motori e Zipnews.
Sabato12 settembre tornerà  il Supercar Meeting Venaria Reale – Torino, appuntamento dedicato a supercar, hypercar, one-off, limited edition, prototipi e auto classiche provenienti da tutta Italia.
La giornata inizierà alla Reggia di Venaria, dove gli equipaggi saranno accolti per l’accredito e l’esposizione delle vetture nella scenografica Piazza della Repubblica, ai piedi della Fontana del Cervo. Dopo la cerimonia inaugurale, i partecipanti visiteranno il percorso museale  e i giardini della Reggia, prima di ritrovarsi per il pranzo nel centro storico di Venaria Reale. Nel pomeriggio gli equipaggi raggiungeranno individualmente il salone dell’Auto Torino, entrando a far parte delle iniziative della manifestazione. Il Supercar Meeting si conferma  come un’esperienza capace di unire la passione automobilistica, il patrimonio culturale e la valorizzazione  del territorio, offrendo ai partecipanti un itinerario esclusivo tra alcuni dei luoghi simbolo del Piemonte.
“Salone Auto Torino continua a crescere insieme al settore automotive e al territorio che lo ospita – spiega Andrea Levy, Presidente del Salone Auto Torino –  L’edizione 2026 conferma la volontà di offrire un evento capace di parlare a pubblici diversi, agli appassionati, che potranno scoprire le novità delle case automobilistiche e vivere l’esperienza dei test drive, ai professionisti, grazie al debutto di bTOb Salone Auto Torino, e alla città,  attraverso iniziative che coinvolgono il tessuto economico, culturale e turistico. Torino è  la città dell’automobile e Salone Auto Torino vuole contribuire a valorizzarne il ruolo, creando occasioni di incontro, dialogo e sviluppo per tutto il sistema automotive”.

Mara Martellotta

Al via il bando ampliamento Tunnel di Tenda

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Anas (Gruppo FS Italiane) ha pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il bando di gara per i lavori di alesaggio, vale a dire allargamento, della canna storica del tunnel di Tenda, per un valore di 120,12 milioni di euro nel quadro di un investimento complessivo pari a circa 140 milioni di euro.

“A pochi giorni dall’approvazione del progetto esecutivo da parte del nostro Consiglio di Amministrazione e dal successivo via libera della Commissione Intergovernativa – ha dichiarato il Commissario Straordinario e AD di Anas Claudio Andrea Gemme – siamo arrivati alla pubblicazione della gara d’appalto. Un risultato apprezzabile anche in termini di efficienza amministrativa. Con la pubblicazione del bando entriamo nella fase operativa di un progetto che potenzierà in modo concreto la mobilità tra il Piemonte e le Alpi Marittime”.

Le domande di partecipazione, corredate di tutta la documentazione amministrativa richiesta, dovranno pervenire sul Portale Acquisti di Anas (https://acquisti.stradeanas.itentro e non oltre il 7 settembre 2026. Il termine di scadenza per eventuali richieste di chiarimenti è fissato per il giorno 21 agosto 2026.

Il progetto di adeguamento dello storico tunnel ottocentesco del Tenda prevede un intervento di alesaggio che comporta l’allargamento della canna esistente. A seguito dei lavori, il tunnel disporrà di una piattaforma stradale larga 6,50 metri, comprensiva di banchina e corsia di emergenza, così da consentire anche il transito affiancato di eventuali mezzi di soccorso.

La circolazione all’interno della galleria sarà organizzata in senso unico, dalla Francia verso l’Italia, mentre la nuova canna già in esercizio ospiterà la circolazione dall’Italia in direzione Francia. Il progetto include la realizzazione di by‑pass carrabili e pedonali che collegheranno la nuova canna in esercizio con quella storica allargata. Le dotazioni tecnologiche previste replicheranno i sistemi ad alta automazione già installati nel nuovo tunnel, con particolare attenzione ai dispositivi di rilevazione delle criticità di traffico e alle soluzioni impiantistiche dedicate alla sicurezza.

Scomparsa dei negozi di vicinato: la proposta Fesica

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Per un’economia di prossimità che unisca salario, identità e innovazione
CARO DIRETTORE,
con una media drammatica di circa 40 micro-attività che chiudono i battenti ogni giorno in Italia, il nostro Paese non sta perdendo soltanto serrande su strada, ma il cuore battente della propria identità urbana, sociale ed economica. Di fronte all’avanzata della Grande Distribuzione Organizzata, del commercio elettronico e delle catene a basso costo, la sindacalizzazione e la tutela del lavoro non possono limitarsi alla nostalgia: serve un patto di realtà tra Stato, lavoratori e impresa. A sottolinearlo è la Fesica, organizzazione sindacale in prima linea nella tutela dell’artigianato. Il sindacato interviene nel dibattito nazionale per rivolgere al Governo una proposta chiara e pragmatica, condividendo appieno le recenti dichiarazioni del presidente di Conflavoro PMI, Roberto Capobianco, ai microfoni di “Morning News” di Mediaset.
“Non possiamo ignorare la realtà quotidiana di milioni di lavoratori e famiglie italiane che affrontano salari tra i più bassi d’Europa”, dichiara il sindacato autonomo dei lavoratori. Un lavoratore con una busta paga al limite della sussistenza non sempre può permettersi il prosciutto di alta gastronomia nella bottega sotto casa, ma deve far quadrare i conti scegliendo la convenienza della GDO o del grande centro commerciale. Demonizzare il consumatore o i nuovi modelli distributivi — che pure garantiscono occupazione a migliaia di addetti — è un errore d’analisi. La vera priorità è restituire potere d’acquisto agli italiani e, contemporaneamente, mettere i micro-negozi nelle condizioni di competere dove ha senso farlo”.
La crisi del commercio di vicinato e dell’artigianato non è solo una questione di prezzi, ma risponde a un vero e proprio cambio d’epoca culturale e generazionale. I giovani di oggi legittimamente cercano un equilibrio tra vita privata e lavoro e non vedono più nel sacrificio di 10-12 ore giornaliere, sei giorni su sette compresa spesso la domenica, un modello di vita sostenibile per margini di guadagno sempre più ridotti. Per questo la Fesica ritiene che la risposta non possa essere “resistere come nel Novecento”, ma innovare l’organizzazione del lavoro e dell’offerta. Per salvare le botteghe storiche e l’artigianato senza fare pura assistenza a fondo perduto, la Fesica chiede al Governo e agli enti locali un pacchetto di interventi strutturali basato su quattro pilastri:
• Zero tasse sul lavoro di prossimità (Cuneo fiscale azzerato per le micro-imprese): Il costo del lavoro e la burocrazia per un piccolo artigiano o un negozio di quartiere non possono essere equiparati a quelli di una multinazionale. Serve una fiscalità di vantaggio mirata per chi mantiene viva la presenza nei centri storici e nelle periferie;
• Incentivi al “ricambio generazionale ibrido”: Agevolazioni a fondo perduto e credito d’imposta per i giovani che rilevano botteghe storiche digitalizzandole — introducendo vendita e-commerce locale, orari flessibili e servizi integrati di quartiere (punti ritiro, consegne a domicilio ad impatto zero, servizi alla persona);
• Calmiere sulle locazioni commerciali e TARI differenziata: Blocco degli affitti speculativi nelle città d’arte e riduzione drastica delle imposte comunali (TOSAP, TARI) per chi svolge una funzione di utilità sociale, presidio del territorio e sicurezza urbana;
• Patto di filiera tradizione-distribuzione: Favorire accordi in cui la stessa GDO e le piattaforme online riservino spazi d’eccellenza e vetrine digitali ai prodotti dell’artigianato locale, integrando la micro-produzione nelle grandi reti logistiche invece di soffocarla.
Un quartiere senza botteghe è, tra l’altro, un quartiere più buio, meno sicuro e socialmente più solo. L’artigianato italiano è la storia dei nostri padri e la qualità del nostro futuro. Ma per salvarlo non servono pianti sulla tradizione, serve una politica economica coraggiosa che aumenti i salari reali degli italiani, riduca le tasse su chi crea lavoro dal basso e aiuti le nuove generazioni a fare impresa in modo sostenibile. Competere sul prezzo è impossibile, vincere sulla qualità e sul servizio è ancora fattibile, ma solo se lo Stato fa la sua parte”, conclude la Fesica.

Dal Sistina a Libarna: il Concerto del tramonto

Fibra ottica a Carmagnola con Fibercop

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FiberCop, gestore dell’infrastruttura digitale più estesa e capillare del Paese, prosegue i lavori di potenziamento della rete internet in fibra ottica, fino alle abitazioni (FTTH), nel territorio di Carmagnola, in provincia di Torino.

 

Le attività per la realizzazione della nuova rete a banda ultralarga, previste dal ‘Piano Italia 1 Giga’ nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), hanno già interessato diverse aree del territorio comunale e si sono concluse entro la scadenza prevista. Gli interventi per il proseguimento dei lavori saranno interamente finanziati da FiberCop con l’obiettivo di rendere progressivamente disponibili collegamenti ultraveloci.

 

L’infrastruttura digitale predisposta da FiberCop può raggiungere una velocità fino a 10 Gigabit al secondo e permetterà di accelerare i processi di digitalizzazione di cittadini, imprese e pubblica amministrazione, consentendo la fruizione di servizi innovativi, quali lo streaming in 4K, lo smart working, la telemedicina e i servizi digitali come, ad esempio, la gestione del traffico, dell’illuminazione pubblica e il monitoraggio ambientale. Inoltre, la fibra ottica contribuirà ad aiutare l’ambiente grazie alla riduzione delle emissioni di CO2.

 

“L’estensione della rete in fibra ottica rappresenta un investimento importante per il futuro della nostra città e un passo concreto verso un territorio sempre più connesso e moderno. Disporre di un’ampia ed efficiente infrastruttura digitale significa offrire a cittadini, famiglie, imprese e professionisti migliori opportunità di accesso ai servizi, allo studio, al lavoro e all’innovazione, contribuendo a rendere Carmagnola ancora più attrattiva e competitiva. Ringrazio FiberCop per l’impegno profuso nella realizzazione dell’intervento e tutte le maestranze impegnate nei cantieri, così come i cittadini per la collaborazione e la comprensione durante l’esecuzione dei lavori, che saranno svolti con l’obiettivo di limitare il più possibile i disagi” – dichiara Ivana Gaveglio, Sindaco di Carmagnola.

 

“FiberCop continua a investire nella trasformazione digitale del Paese, promuovendo l’adozione della fibra ottica e facilitando l’accesso a servizi avanzati in tutto il territorio – dichiara Rosario Cristaudo, Responsabile Operations Area Nord Ovest di FiberCop. – La disponibilità di un’infrastruttura in grado di erogare volumi di traffico sempre maggiori attraverso connessioni stabili e veloci permetterà di sostenere le imprese nello sviluppo del loro business e di migliorare la qualità della vita dei cittadini, contribuendo alla crescita dell’economia locale”.

 

I lavori in programma

Gli interventi avranno inizio nel mese di agosto e proseguiranno fino a interessare la maggior parte del territorio comunale entro il 2026.

 

Per la realizzazione della rete saranno utilizzate, laddove possibile, infrastrutture già esistenti, mentre i nuovi scavi, ove necessari, saranno realizzati adottando tecniche innovative a basso impatto ambientale, con interventi sulla sede stradale di circa 10-15 centimetri. FiberCop opererà per limitare l’impatto sulla viabilità e procedere speditamente nella realizzazione della nuova rete.

 

I cittadini potranno verificare la copertura del servizio presso il proprio operatore telefonico e richiederne l’attivazione per beneficiare fin da subito delle prestazioni della nuova rete.

 

Autostrade, scatta il piano anti-code: cantieri ridotti per l’esodo estivo

In vista delle settimane di maggiore traffico legate all’esodo estivo, la Regione Piemonte ha riunito il tavolo tecnico dedicato al monitoraggio dei cantieri autostradali, coinvolgendo istituzioni, società concessionarie e gestori della rete per verificare lo stato degli interventi programmati sulle principali arterie che conducono alle località di villeggiatura.

L’incontro, convocato e presieduto dall’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti Marco Gabusi, ha avuto l’obiettivo di coordinare le attività di manutenzione per limitare i disagi agli automobilisti, garantendo al tempo stesso elevati standard di sicurezza e una maggiore fluidità della circolazione nei periodi di massimo afflusso turistico.

Alla riunione ha partecipato anche una rappresentanza della Direzione generale per le autostrade e la vigilanza sui contratti di concessione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a conferma dell’attenzione del Governo nei confronti della gestione della rete autostradale piemontese e del coordinamento con tutti i soggetti coinvolti.

«Abbiamo voluto istituire questo Tavolo perché crediamo che il coordinamento tra Regione, concessionarie e gestori della rete sia fondamentale per programmare i cantieri in modo efficace e ridurre al minimo i disagi per cittadini, lavoratori e turisti – ha dichiarato l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi – Il nostro obiettivo è coniugare la sicurezza – e quindi la necessità di portare avanti gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza della rete – con la fluidità della circolazione, evitando sovrapposizioni e garantendo una pianificazione condivisa degli interventi. È un metodo di lavoro che continueremo a portare avanti anche dopo l’estate, perché il dialogo costante è la chiave per offrire ai piemontesi una rete autostradale sempre più sicura ed efficiente».

I principali interventi

A6 Torino-Savona (Autostrada dei Fiori)
Per tutta la stagione estiva è stato predisposto un piano speciale per agevolare gli spostamenti verso la Liguria. Fino alla fine di settembre, nei fine settimana saranno garantite due corsie nella direzione di traffico prevalente lungo l’intera tratta.

Prosegue inoltre il programma di ammodernamento dell’infrastruttura, con un sensibile miglioramento rispetto allo scorso anno: sono già stati completati gli interventi su 54 viadotti, mentre altri 12 sono in lavorazione e nove dovrebbero essere conclusi entro la fine del 2026. Sul tratto piemontese restano tre cantieri permanenti tra Mondovì, Niella Tanaro, Ceva e Millesimo. Nel periodo di Ferragosto, dal pomeriggio del 7 agosto fino al 17 agosto, i cantieri saranno rimossi o riorganizzati per assicurare sempre due corsie nella direzione più trafficata.

A4 Torino-Milano (SATAP)
I lavori riguardano prevalentemente manutenzioni programmate e aggiornamenti tecnologici. Si tratta di cantieri mobili, con avanzamento progressivo di pochi chilometri, che consentiranno comunque di mantenere almeno due corsie aperte durante il giorno, limitando le ripercussioni sulla circolazione.

A5 Quincinetto-Aosta (SAV)
Dal 24 luglio al 7 settembre i cantieri saranno sospesi nei fine settimana, permettendo la percorribilità dell’intera autostrada con due corsie per senso di marcia. Nei giorni feriali potranno essere presenti esclusivamente interventi di breve durata.

Resta invece chiuso fino a giugno 2027 il raccordo del Gran San Bernardo per consentire l’adeguamento delle gallerie Côte de Sorrelay e Signayes.

Dopo il 7 settembre prenderanno il via nuovi interventi sul viadotto Arnard e, successivamente, sul viadotto Garin e nella galleria Montjovet, con deviazioni di carreggiata e una corsia disponibile per senso di marcia.

A32 Torino-Bardonecchia (SITAF)
Dal 7 al 30 agosto tutti i cantieri saranno sospesi nei fine settimana e nei giorni festivi, garantendo due corsie di marcia per ciascuna direzione.

Fino al 7 agosto saranno attivi cinque cantieri con chiusura della corsia di sorpasso, ridotti a uno durante il primo fine settimana di agosto. Tra il 7 e il 23 agosto resteranno operativi soltanto due cantieri nelle gallerie Prapontin e Cels, anch’essi sospesi nei weekend. Dal 24 agosto riprenderanno anche gli interventi nella galleria Giaglione, mentre dal 31 agosto sarà avviato un ulteriore cantiere permanente allo svincolo di Chiomonte, con durata prevista di circa 45 giorni.

Rete Ivrea-Torino-Piacenza (ITP)
Gli interventi estivi interesseranno soprattutto la Tangenziale di Torino e l’A5 Torino-Quincinetto. Sulla A55 sono previsti lavori di consolidamento dello svincolo Drosso, interventi sui ponti del Rio Tepice e della Gora del Mulino, oltre al ripristino di cordoli e barriere danneggiati.

Sull’A5 proseguirà invece la gestione del viadotto Camolesa, dove rimarrà la deviazione provvisoria a una corsia per senso di marcia in vista dell’avvio dei lavori definitivi. Sull’A21 Torino-Piacenza, invece, non sono programmati cantieri inamovibili durante il periodo estivo.

Autostrade per l’Italia: A26 e A7
Gli interventi previsti tra luglio e settembre interesseranno soprattutto ponti, viadotti e barriere di sicurezza lungo l’A26 Genova-Gravellona Toce e i collegamenti con l’A7 e la D26.

Tra le opere principali figurano la sostituzione dei giunti dei viadotti Tiasca e Tanaro e il rinnovo delle barriere di sicurezza in diversi tratti della rete, compresi gli svincoli di Novi, Vercelli Ovest e Serravalle Scrivia. I lavori sono stati distribuiti nell’arco dell’estate per contenere l’impatto sul traffico, privilegiando riduzioni temporanee di corsia nei soli tratti interessati.