ilTorinese

Spettacolare tappa finale del circuito di Coppa Italia Boulder

DAL ZOTTO E SALVATORE TRIONFANO 

SALVATORE E GIACANI SOLLEVANO IL TROFEO DI CIRCUITO

È andata in scena al Crazy Center di Prato la spettacolare tappa finale del circuito di Coppa Italia Boulder.

La tracciatura dei blocchi, impostata dal team di tracciatori FASI capitanati da Igor Simoni, ha portato a un notevole impegno fisico e mentale degli atleti, in tutte le fasi di gara.

Durante le qualifiche maschili è stato subito evidente il tasso di complessità dei tracciati proposti: solo i primi due classificati sono riusciti a chiudere tutti e 5 i blocchi. Niccolò Antony Salvatore (Fiamme Rosse) ha realizzato 4 top flash su 5 e Nicolo Sacripanti (The Change SSD) 2 top flash su 5. Si è piazzato in terza posizione Giovanni Bagnoli (Crazy Center), sostenuto dal tifo di casa, con 4 top (di cui 2 flash) e 1 zona.

Nelle qualifiche femminili solo le quattro atlete in testa alla classifica hanno risolto tutti e 5 i blocchi: Irina Daziano (InOut) e Stella Giacani (Fiamme Gialle) hanno condiviso la prima posizione, mentre in terza piazza si sono piazzate Federica Papetti (Rock Brescia) e Giulia Rosa (Ragni di Lecco).

Le semifinali si sono rivelate tecniche, strategiche e complesse, giocate sulla lotta punto a punto fra i vari atleti. Sul fronte maschile Niccolò Antony Salvatore ha bissato il primo posto delle qualifiche, essendo stato l’unico a portarsi a casa il secondo blocco. Coi suoi 3 top ha tenuto la testa della classifica, seguito dal fratello Mattia Salvatore (Gollum Climbing Academy) e da Giovanni Bagnoli (Crazy Center).

Nel comparto femminile si è posta in testa al gruppo la Giacani, con 3 top (di cui 2 flash) e 1 zona, seguita da Giulia Previtali (Climberg ASD), con 3 top e 1 zona. All’inseguimento Irina Daziano, Miriam Fogu (Arrampicata Libera) e Caterina Dal Zotto (We Rock).

La finale maschile è stata dominata da Niccolò Antony Salvatore, che ha affrontato ogni salita con concentrazione, capacità di lettura del blocco e grande sicurezza esecutiva, dimostrando notevole padronanza delle scelte tecniche e strategiche.

Ha suggellato la sua vittoria conquistando in modalità flash il quarto blocco, che era stato inafferrabile per tutti i suoi rivali. Sul secondo gradino del podio è salito un ottimo Giovanni Bagnoli, con 3 top, e sul terzo Mattia Salvatore, con 2 top e 2 zone. Niccolò, con questo ennesimo oro, dopo quello conquistato nella tappa di Cuneo e il quinto posto della prova di Mozzate, ha conquistato con indubbio merito anche il titolo di circuito.

Per Salvatore si tratta della seconda vittoria consecutiva della Coppa Italia assoluta, solo che quest’anno l’ha conseguita con la maglia del Gruppo Sportivo dei Vigli del Fuoco, nel suo primo anno da atleta professionista. Sul podio di circuito con lui sono saliti due atleti diciassettenni, che hanno dimostrato di essere in continua crescita, sia dal punto di vista tecnico che nell’approccio mentale: Giovanni Bagnoli, acclamato dal pubblico pratese, che ha conquistato l’argento, e il romano Tommaso Milanese, che ha fatto suo il bronzo.

Nella sfida fra le 8 specialiste dei blocchi approdate alla finale, è stata la ventiduenne trevigiana Caterina Dal Zotto ad aggiudicarsi la vittoria, con una grandissima prova di carattere, decisione e abilità tecnica. È stata infatti l’unica atleta che è riuscita a risolvere il quarto blocco, e con 3 top e 1 zona ha conquistato la sua prima, meritatissima, vittoria in Coppa Italia. Per la piazza d’onore si è disputato un appassionante testa a testa fra Irina Daziano e Stella Giacani. È stata la chiusana Daziano a conquistare l’argento, con 2 top e 2 zone (69,8 punti), mentre l’anconetana Giacani si è aggiudicata il bronzo con 2 top e 2 zone (68,6 punti). Poco dopo però ha dovuto salire due posizioni più in alto sul podio, per festeggiare la meritatissima vittoria del trofeo di circuito. Dopo l’oro a Cuneo e il bronzo a Mozzate ha nettamente confermato di rappresentare una delle certezze più luminose del parterre di atlete della scena agonistica nazionale.

Irina Daziano si è aggiudicata l’argento anche nel podio di circuito, grazie alla sua grinta e alle sue capacità tecnico-atletiche, confermando saldamente il suo ritorno nel giro delle migliori specialiste dei blocchi italiane.

Caterina Dal Zotto, che aveva collezionato dei buoni piazzamenti nelle tappe precedenti, con l’oro odierno è riuscita anche a guadagnarsi il terzo gradino del podio assoluto di circuito.

Si è proceduto infine alla premiazione del circuito a squadre: bronzo per la Star Wall Climbing Roma, argento per il Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle e oro per il Crazy Center di Prato.

A premiare i protagonisti di questa giornata di competizioni sono intervenuti il referente del CONI di Prato, Massimo Taiti, il Presidente FASI, Davide Battistella, il DT delle squadre Nazionali, Davide Manzoni, e la Presidentessa del Comitato regionale Toscana della FASI, Lisa Pellegrini.

Un grazie speciale va proprio a Lisa Pellegrini e Cristiano Ticci, padroni di casa del Crazy Center, per aver ospitato con un’ottima organizzazione questa importante tappa di Coppa.

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Le dichiarazioni:

Niccolò Antony Salvatore: “Oggi mi sentivo fisicamente molto bene, e anche per questo diciamo che mentalmente è stata un po’ più difficile, soprattutto in finale. Perché partire per ultimo lo soffro sempre un po’. E come ho gestito mentalmente la gara è la cosa di cui vado più fiero oggi, soprattutto dopo il piccolo problema che ho avuto al braccio – che per fortuna adesso non ha risentimenti -. Ho cercato di scalare senza pensarci, perché sennò sono sicuro che mi avrebbe limitato molto. Il mio desiderio principale per quest’anno è di tornare a gareggiare in Coppa del Mondo: mi sento in forma e spero di andare e fare del mio meglio. Ringrazio i miei allenatori e il Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco che mi permettono di fare della mia passione il mio lavoro.”

 

Caterina Dal Zotto: “Sicuramente negli ultimi due anni, dalla prima finale a Bressanone, sono cresciuta sia fisicamente che mentalmente. Ho assunto un po’ di consapevolezza sulle mie capacità e su quello che posso fare. Oggi ho scalato libera, volendo fare questi top. E questo è il risultato. Grazie al mio allenatore Riccardo e a tutte le figure che mi stanno accanto, grazie mamma e papà.

Fisicamente stavo molto bene, mentalmente ho preso questa gara come se fosse un allenamento, in vista dei Trials della prossima settimana, in cui spero di fare del mio meglio.”

 

Stella Giacani: “Questa vittoria per me è molto importante perché rappresenta il raggiungimento di uno degli obiettivi che io e il mio allenatore ci eravamo prefissati per questa stagione. Ci sono stati grandi progressi in questi anni, ma sono anche consapevole del grande lavoro che c’è stato dietro, per questo non do nulla per scontato. Ora mi piacerebbe godermi questa vittoria e non vedo l’ora di mettermi in gioco nelle prossime sfide più motivata che mai!”

 

Cristiano Ticci e Lisa Pellegrini del Crazy Center di Prato: “È stata una due giorni avvincente, di grandissimo livello, con un’ampia partecipazione di pubblico. Una manifestazione che per noi si è conclusa nel migliore dei modi, con la vittoria della medaglia d’oro nel circuito a squadre, e con il secondo posto di tappa e assoluto per il nostro Giovanni Bagnoli nella competizione maschile. Un sentito grazie va a tutti i nostri ragazzi, Federica Mabboni, Simone Mabboni ed Emiliano Zingrini, alla Federazione, ai dipendenti del Crazy Center che hanno reso possibile un evento di tale portata, e a tutti coloro che ci sono sempre al fianco”.

 

Davide Battistella, Presidente F.A.S.I.: “Si conclude il circuito di Coppa Italia, un circuito di alto profilo e molto combattuto. Gare molto belle, ottimamente tracciate, un’ottima partecipazione di pubblico. Come Federazione siamo molto molto soddisfatti e ringraziamo le ASD che ci hanno supportato in questo percorso, che hanno ospitato le competizioni.

Questo weekend si terrà al Centro Tecnico Federale di Arco un trial di selezione per le gare internazionali, dopodiché partirà la stagione agonistica internazionale e siamo fiduciosi che arrivino bei risultati, i ragazzi sono in forma. Il lavoro che viene svolto proprio sul Boulder, ad Arco, con i tecnici nazionali, coordinati dalla direzione tecnica di Davide Manzoni, è molto intenso, molto proficuo, e sono convinto che darà i suoi frutti. Un grande in bocca al lupo ai nostri atleti.”

Lingua Madre a SalTo26, le vincitrici

 XXI edizione del Concorso 

Scritture e sguardi diretti e privi di compiacimenti intrecciano dimensioni intime, culture e contesti sociali: dramma, forza e poesia di vite minime scivolano via lasciando una traccia leggera, come un aroma.

Primo Premio Andreea Paula Danilescu (Romania) con il racconto Le ferite delle madri, le cicatrici dei figli
Secondo Premio Aurora Leode Fadonougbo (Benin/Italia) con il racconto Lingua padre
Terzo Premio Brenda Soledad Carmona (Argentina) con il racconto Madre in terra straniera
Premio Sezione Speciale Donne Italiane Carmela Caldarola (Italia) con il racconto Il profumo del cardamomo
Premio Speciale Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Julia Derbule (Argentina) con la fotografia Cuore diviso
Premio Speciale Torino Film Festival Ana Paula Alfonso Lonardi (Argentina) con il racconto Arrivederci a Genova
Premio Speciale Slow Food – Terra Madre Mary Valeriano (Brasile) con il racconto Piante e altre rivoluzioni

Sono anche in corso le votazioni tra i dieci racconti finalisti per il Premio Speciale Giuria Popolare, che verrà decretato il 15 aprile 2026.

Tutti i racconti selezionati saranno pubblicati nell’antologia Lingua Madre Duemilaventisei. Racconti di donne non più straniere in Italia (Edizioni SEB27), che sarà edita in autunno e quindi disponibile in tutte le librerie insieme ai volumi del Gruppo di Studio del Concorso sui temi della migrazione femminile.

La Premiazione si svolgerà lunedì 18 maggio alle ore 13.30 in Arena Piemonte, Lingotto Fiere. Una cerimonia aperta a tutte e tutti che chiuderà il calendario di eventi CLM nell’ambito del XXXVIII Salone Internazionale del Libro di Torino.

Ideato nel 2005 da Daniela Finocchi, il Concorso Lingua Madre è un progetto permanente della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro, diretto alle donne migranti, alle loro figlie e a tutte coloro che si riconoscono in appartenenze multiple. Una sezione speciale è dedicata alle donne italiane che pur non avendo origine straniera vogliano mettersi in relazione con l’Altra.

Tra le novità di quest’anno che saranno presentate al Salone:

  • il progetto “Fammi un quadro del sole”. Omaggio a Emily Dickinson in collaborazione con l’Università di Torino e le Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte | Castello di Moncalieri e Forte di Gavi: la prospettiva della poeta, a 140 anni dalla sua morte, si rispecchia con un reading-spettacolo in quella “delle altre” – artiste, attrici, scrittrici, tra cui quelle CLM – che, ieri come oggi, mirano a proporre nuove possibilità di ordine e relazione.
  • il romanzo d’esordio dell’autrice CLM Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez intitolato Occhi foresta ed edito da Capovolte edizioni: l’immaginazione di una bambina diventa la ricerca di una donna, tra Italia e Perù. Un’opera che unisce genealogie femminili e realismo magico, tra relazioni, sorellanza e memoria precoloniale.

Le ottanta domande di Atena Ferraris: quando capire se stessi è il mistero più difficile

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 Torino tra le righe

Ci sono romanzi che si leggono per scoprire come va a finire. E poi ci sono storie come Le ottanta domande di Atena Ferraris di Alice Basso, che si leggono per restare dentro una mente, un modo di vedere il mondo, una voce che continua a farti compagnia anche dopo l’ultima pagina.
Atena Ferraris non è una protagonista qualsiasi. È una di quelle persone che osservano tutto, analizzano, cercano risposte dove gli altri si accontentano di intuizioni. Le domande, per lei, non sono un vezzo: sono una necessità. E quando le risposte non arrivano, il mondo diventa un luogo ancora più difficile da abitare.
Nel cuore di una Torino contemporanea, fatta di relazioni, lavoro e fragili equilibri quotidiani, Atena si muove con cautela, cercando di decifrare non solo un mistero – quello di una lettera minatoria che coinvolge una sua amica – ma soprattutto se stessa. Perché, in fondo, il vero enigma non è mai quello che sembra.
Autrice amatissima da librai e lettori, Alice Basso è nata a Milano ma vive e lavora a Torino, città che spesso fa da sfondo alle sue storie. Dopo il grande successo della serie dedicata a Vani Sarca, ha saputo conquistare ancora una volta il pubblico con il personaggio di Atena Ferraris, confermando una cifra stilistica riconoscibile: ironia intelligente, personaggi profondi e una straordinaria capacità di raccontare le relazioni umane senza mai appesantirle.
Alice Basso costruisce attorno ad Atena un microcosmo vivo, fatto di personaggi che non sono semplici comparse, ma presenze reali, con un peso emotivo preciso. Tra questi, spicca Jacopo: non un eroe ingombrante, non un salvatore, ma una presenza. E in un panorama narrativo spesso dominato da figure maschili eclatanti, è proprio questa sua discrezione a renderlo interessante. Jacopo non invade, non travolge: resta. E, restando, cambia le cose.
La forza del romanzo sta tutta qui: nella capacità di raccontare relazioni autentiche senza mai scivolare nel melodramma. L’ironia sottile di Atena alleggerisce anche i momenti più complessi, trasformando la leggerezza in una vera e propria strategia di sopravvivenza. Si ride, sì, ma mai per distrazione: si ride per restare in piedi.
E mentre il “giallo” scorre in sottofondo, quasi come una trama parallela, emerge con sempre più forza il cuore del libro: la ricerca di un’identità. Le famose “ottanta domande” diventano il simbolo di un bisogno profondissimo – quello di definirsi, di trovare un ordine, una spiegazione, forse persino un’etichetta. Ma cosa succede quando quella definizione rischia di diventare una gabbia?
Atena lo sa bene: dare un nome alle cose può aiutare, ma può anche limitare. E allora la vera sfida non è trovare tutte le risposte, ma imparare a convivere con le domande.
Lo stile di Alice Basso è, ancora una volta, una certezza: fluido, ironico, mai banale. I dialoghi scorrono con naturalezza, come frammenti rubati alla vita reale, e la narrazione riesce a essere insieme intelligente ed emotiva, senza mai risultare forzata. È una scrittura che accoglie il lettore, lo accompagna, e poi – quasi senza che se ne accorga – lo porta a riflettere.
Le ottanta domande di Atena Ferraris è un romanzo che intrattiene, certo, ma soprattutto fa qualcosa di più raro: fa compagnia. Perché nelle fragilità di Atena, nelle sue esitazioni, nelle sue paure di essere definita o fraintesa, è facile riconoscersi.
E forse è proprio questa la domanda che resta, una volta chiuso il libro:
abbiamo davvero bisogno di tutte le risposte… o possiamo imparare a vivere anche con qualche domanda in più?
MARZIE ESTINI

Quaglieni: Referendum, le riflessioni di uno storico

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

I risultati del referendum sulla giustizia ha visto un’ampia partecipazione al voto di  cittadini che rappresenta un fatto molto positivo, se si considera l’assenteismo che stava caratterizzando la democrazia italiana da molti anni. Un quesito apparentemente tecnico si è rivelato fortemente politico, forse esageratamente politico perché i due fronti in lizza lo hanno politicizzato anche in modo strumentale. La gente è andata al voto e la sinistra ha dimostrato una capacità di mobilitare le masse che la destra non ha mai avuto. Si è parlato di manipolazione della Costituzione e questo argomento ha fatto breccia. Il fronte del SI’, come già più volte avevo sommessamente evidenziato ,si è rivelato inadeguato nei suoi sostenitori, accettando tra le proprie file personaggi come Di Pietro e Malara. Certe espressioni estreme del ministro Nordio si sono rivelate controproducenti perché sono state il corrispettivo delle sparate del procuratore Gratteri. Il Si’ poteva far leva su valori liberali che non sono stati spiegati: quei valori sono stati lasciati in mano alla Fondazione Einaudi romana che ha organizzato una maratona di “smargiassi”  in piazza in cui hanno avuto spazio oves et boves indistintamente. Einaudi si è rigirato nella tomba. Ci sono stati sostenitori del No che hanno criminalizzato la riforma, dando l’impressione di una rinata egemonia politica che sembrava ridimensionata. E’ tornato in vetta l’antifascismo come fossimo tornati al 1945. Oggi ci troviamo di fronte ad un elettorato quasi  spaccato a metà. La stagione delle riforme appare archiviata sine die e la sconfitta del Sì avrà quasi sicuramente ripercussioni anche sul Governo. La situazione internazionale creata da Trump e i gravi contraccolpi economici derivati hanno giocato un ruolo anche  sul voto degli Italiani. In questo ultimo anno di legislatura sarà difficile predisporre una riforma elettorale che pareva sbagliata prima del referendum e oggi appare quasi impossibile da proporre, se non si vuole esasperare le divisioni del Paese. Parlare di premi di maggioranza a chi raggiunge il 40 per cento potrebbe essere considerato “golpismo” o qualcosa di molto simile. Si apre un anno difficile, tutto in salita con un’opposizione  galvanizzata dall’esito referendario. Essa non deve tuttavia illudersi perché un’aggregazione in nome del No non significa affatto la concretizzazione di una maggioranza capace di governare. Meloni dovrebbe cogliere l’occasione di un rimpasto  per sostituire ministri inadeguati e sottosegretari screditati. E’ indispensabile un tagliando al governo, se Meloni vuole sperare in un successo elettorale nel 2027. Tutto il Piemonte – salvo la provincia di Torino – ha votato per il Sì. Un dato che va meditato e studiato.

Foto: TorinoClick

Le zavorre di Giorgia

Dai…Giorgia, dai Giorgia stavolta non è andata bene. Ed aggiungerei che tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.  L’hai buttata in politica e questo è il risultato. E poi ‘sto strano popolo ha ripreso a votare (guarda che 7 punti di differenza sono tanti).
Ammettiamolo che sei sfortunata.  Al ministero di Grazia e Giustizia hai un trio traballante. Nordio decisamente ondivago. Il capo di Gabinetto che parla di magistrati come plotone d’esecuzione, ma il più sconsolante è il biellese Del Mastro che ogni anno ne combina una.  Stavolta la più grave, aprendo un ristorante con soggetti  in qualche modo “vicini” alla camorra.
Persino Crosetto ti mette in difficoltà. Organizza le vacanze dove scoppia una guerra.  E poi c’è Trump. Che dire di lui? Diciamo non classificato, ed essergli amico è letale: direi decisamente cancerogeno. Mi sto allargando?  Non penso proprio. Molti fattori hanno contribuito alla vittoria del no.
E non è finito. Per dovere di cronaca, all’inizio il centro destra era certo di vincere.
I sondaggi confermava  questa certezza. Ma non consideravano una cosa: il numero dei votanti. Dunque?  Più gente vota più c’è democrazia.  Più che è democrazia più ci sono domande da parte del popolo.
Più ci sono domande da parte del popolo più c’è bisogno di una classe politica che sia qualificata nel dare le risposte al popolo.  E Tu cara Giorgia sei decisamente carente nel scegliere i tuoi sodali. Del Mastro in primis ma anche con Santaché o De  Giuli non hai scherzato.  Diciamo così: sono troppi leggeri e troppo contestabili.  Si vedrà, ovviamente e comunque.  Tra un anno si voterà per le politiche.  Ed un anno passa velocemente. Dai Giorgia ” salvati ” scaricando le zavorre che hai intorno a Te.
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Patrizio Tosetto
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(Foto Città di Torino)

Referendum (Fi): “Sconfitte le forze riformiste”

REFERENDUM, ROSSO – FONTANA: “UNA BRUTTA PAGINA PER IL PAESE”

«Oggi non esce sconfitto il centrodestra, ma le forze politiche riformiste del Paese», dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicesegretario di Forza Italia in Piemonte, e Marco Fontana, segretario cittadino del partito a Torino che proseguono:

«Escono sconfitte dopo una campagna avvelenata da una falsa narrazione, in cui ancora una volta, dai soliti, è stato evocato lo spettro del ritorno al fascismo e dell’attentato alla Costituzione. Tutti argomenti completamente fuori tema rispetto alla riforma dell’ordinamento giudiziario che si era chiamati a votare.

Spiace constatare che chi vuole rendere più efficiente il Paese, come peraltro ci chiede anche l’Europa, esca sempre sconfitto a causa di chi la butta in caciara per convenienza elettorale.

Oggi escono sconfitte anche le vittime di una giustizia che non sa giudicare chi sbaglia tra le proprie fila. Sarà difficile, in futuro, correggere la rotta per attuare davvero l’obiettivo del giusto processo, di una compiuta divisione delle carriere e di un giudice terzo e imparziale, anche rispetto alle proprie correnti di autogoverno.

È una brutta pagina per il Paese. Gli elettori comunque si sono espressi, anche in modo rappresentativo, e noi ne prendiamo atto con grande rispetto», concludono Rosso e Fontana.

Ferrero (Prc): “La vittoria del popolo della Costituzione”

Paolo Ferrero segretario provinciale di rifondazione comunista ha dichiarato: “La vittoria del popolo della Costituzione si delinea schiacciante per numero dei votanti e percentuale dei no. È la dimostrazione che su una scelta netta di difesa delle garanzie costituzionali la maggioranza del popolo italiano ha le idee chiarissime e le destre sono minoranza nel paese. Bene, si tratta di un grande risultato da festeggiare: come un decennio fa bloccammo Renzi oggi fermiamo la Meloni. Tutti in piazza a festeggiare perche la Costituzione deve essere attuata e non manomessa!”

“La ragazza con la lavastoviglie di perla”, viaggio ironico con Giulia Pont

 ALLO SPAZIO KAIROS 

Dopo il sold out registrato nella serata del 5 marzo, lo Spazio Kairos di via Mottalciata 7 aggiunge una data alla sua stagione per ospitare Giulia Pont. L’attrice torinese propone “La ragazza con la lavastoviglie di perla“. L’appuntamento è fissato per sabato 28 marzo alle 21.

Lo spettacolo, scritto e interpretato dalla stessa Pont con la regia e la collaborazione drammaturgica di Carla Carucci, si configura come un viaggio ironico e profondamente onesto attraverso le contraddizioni dell’età adulta. Protagonista è quella generazione che si sente costantemente fuori tempo e fuori posto, sospesa tra il desiderio di adeguatezza e la realtà di una quotidianità decisamente meno glamour di quella sognata durante l’adolescenza. Con uno sguardo intriso di sarcasmo, l’autrice esplora il paradosso di chi si ritrova a frequentare corsi di danza circondata da teenager o a gestire un rapporto decisamente conflittuale con il concetto stesso di relax e le notti insonni.

Il cuore del monologo risiede nel ridimensionamento terapeutico delle proprie aspettative. Mentre i miti d’infanzia come Jennifer Lopez incarnano un ideale di felicità irraggiungibile tra yacht e successi planetari, Giulia Pont invita il pubblico a scoprire una nuova forma di realizzazione, forse più modesta ma certamente più autentica, che può manifestarsi anche davanti allo sportello di una lavastoviglie. Tra il racconto di “uomini carciofo” finalmente lasciati alle spalle e l’arrivo di insperati bravi ragazzi, la pièce si trasforma in una catartica confessione collettiva, dove le piccole rivelazioni della vita diventano momenti di irresistibile comicità.

La protagonista

Giulia Pont nasce a Torino nel 1986. Si laurea al Dams (2010) e si diploma all’Atelier Teatro Fisico di Torino (2011) diretto da Philip Radice. Si forma con maestri quali Eugenio Al legri, Jean Meningue, Philippe Hottier, Rita Pelusio, Laura Curino, André Casaca, Carlo Boso e altri. Non solo interpreta ma inizia a scrivere, perché scrivendo può giocare a trasformare gli incidenti della vita in storie divertenti e catartiche. Nel marzo del 2012 “Ti lascio perché ho finito l’ossitocina”, il primo spettacolo di cui è autrice oltre che interprete, si classifica primo al concorso di monologhi UNO di Firenze e nel 2013 partecipa, con grande successo di pubblico, al Torino Fringe Festival. Lo spettacolo ha fatto un centinaio di repliche in tutta Italia.
Lavora anche in diversi spettacoli della compagnia Action Theatre in English, diretta da Rupert Raison, ed entra nel cast de “Il medico per forza” di Molière, prodotto da Mulino ad Arte. Nel 2016 torna a studiare e consegue il diploma al corso di perfezionamento per attori Shakespeare School, diretto da Jurij Ferrini e con maestri quali lo stesso Ferrini, Cristina Pezzoli, Valerio Binasco, Marco Lorenzi, Alessandra Frabetti e altri. Nel marzo 2018 debutta nella rassegna Il cielo su Torino del Teatro Stabile di Torino con lo spettacolo “Effetti indesiderati anche gravi” scritto dalla stessa Ponte da C. Trione. In scena con lei Lorenzo De Iacovo. Sempre nel 2018 scrive “Non tutto il male viene per nuocere, ma questo sì” di cui affida la regia a Carucci. Ancora nello stesso anno fonda, insieme ad altri 23 colleghi, la compagnia Crack24.

 

Utilità
Informazioni: 3514607575 (anche whatsapp),  biglietteria@ondalarsen.orgwww.ondalarsen.org.

Ingresso riservato ai soci Arci: se ci si tessera in loco, il biglietto del primo spettacolo è a 6 euro.
Spazio Kairos apre un’ora prima degli spettacoli. I biglietti si possono comprare online su www.ticket.it.
Intero: 12 euro. Ridotto (universitari, over 65, TAT, CRAL, carta giovani, abitanti circoscrizione 6, AIACE): 10 euro. Under 18 e persone con disabilità: 8 euro. Ridotto Comitiva (acquisto minimo di 6 biglietti per la stessa serata: 48 euro. Abbonamento “Onda” con 4 spettacoli a scelta: 32 euro.

 

Grimaldi (AVS): Destra di Meloni non è nuova autobiografia della nazione

REFERENDUM
“Mentre aumentava l’affluenza, aumentava la nostra consapevolezza di aver fatto qualcosa di grande. Senza soldi, contro vento, contro Telemeloni. Nemmeno tutte le forze di opposizione erano in campo per il NO. Eppure… Questo risultato straordinario mostra che le italiane e gli italiani hanno cara la loro Costituzione, hanno cara la loro democrazia. Il NO ha vinto contro la legge del più forte, contro i pieni poteri e contro l’allergia di questo governo a ogni principio di equilibrio, bilanciamento, controllo, contropotere. Ha vinto la Carta di Calamandrei, Pertini, De Gasperi, Iotti, Di Vittorio contro la nuova Costituzione monstre di Nordio, Meloni, Delmastro e Santanché. I cittadini hanno capito, nonostante una propaganda sfrenata e fatta con ogni mezzo, un quesito e una riforma complessi. Hanno capito che smantellare l’organo di autogoverno della magistratura significava esporlo alle pressioni, alle minacce e al controllo dell’esecutivo, rendendo più indifesi tutte e tutti noi. Oggi sappiamo che la destra di Meloni non è la nuova autobiografia della nazione. C’è ancora speranza. È il momento di organizzarla e farla vivere per giorni migliori” – lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.