ilTorinese

Restiamo umani: in marcia contro l’odio

Partecipa Giampiero Leo, coordinatore di Noi con Voi
Le associazioni piemontesi si uniscono in una marcia contro l’odio indetta da John Mpaliza
Giovedì 20 giugno 2019, Giornata Mondiale del Rifugiato, è partita da Trento la Marcia “Restiamo Umani”, ideata e promossa dall’attivista per i diritti umani e camminatore per la pace John Mpaliza. Questa marcia, che nasce come protesta nonviolenta e proposta di resistenza attiva contro il clima di paura e di odio che stiamo vivendo nel nostro Paese, arriverà a Torino venerdì 12 luglio. Molte associazioni della società civile hanno aderito e parteciperanno alle iniziative di questo weekend estivo.
Programma:
Venerdì 12 luglio ore 20.45 presso Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi 13, Torino
Proiezione del film documentario “Iuventa”, che narra le vicende dell’omonima nave tedesca, tra
quelle erano schierate nel Mediterraneo. Con la straordinaria partecipazione del regista Michele
Cinque.
Sabato 13 luglio ore 14.30 ritrovo presso Ufficio Pastorale Migranti, via Cottolengo 24, Torino
Camminata “Restamo umani” per le vie della città: tante associazioni della società civile coinvolte,
quattro tappe che ci porteranno a conoscere la storia e l’impegno attuale di tante persone che, a
Torino e in Piemonte, hanno fatto e stanno facendo molto per la pace, la nonviolenza, l’inclusione sociale, l’accoglienza dei migrant, l’educazione all
e differenze e alla convivenza . Storie, incontri, musica, balli, buon cibo per divertrsi, conoscere e approfondire insieme toccando i punt più
significativi della città “migrante”.
Percorso:
– Via Cottolengo 24: PARTENZA –
Camminare come gesto di resistenza, pace e giustizia contro l’odio e le discriminazioni
– Via Garibaldi 13: in marcia per i diritti umani, la nonviolenza e la disobbedienza civile
– Galleria Umberto I: in marcia per l’intercultura e l’apertura agli altri
– Sermig: ARRIVO –
Una festa di accoglienza e convivialità tra i popoli
Domenica 14 luglio
ore 7.30
partenza della marcia “Restiamo umani” da Piazza Montale (quartiere
Vallette) , accompagnando a piedi John verso la tappa successiva: Ciriè. Dopo aver toccato quasi
tutta l’Italia, si concluderà 4 mesi dopo, domenica 20 ottobre in Piazza San Pietro a Roma.
La tappa di Torino vede la collaborazione delle seguenti realtà territoriali:
A San Mauro Restando Umani,
ACMOS, ASAI, Associazione Arteria,
Associazione Gruppo Abele onlus,
Camminare Insieme,
Carovane Migranti, Centro Studi Sereno Regis, Circoscrizione Piemonte e Valle d’Aosta di Amnesty
Internatonal, CISV, L’Italia che resiste, Missio Torino, Noi con voi, Peace Walking Man Foundaton,
Opinione sinistra, Refugees Welcome Italia, Rete Radié
Resch, Rete Welcoming Ast, Sermig
Arsenale della pace, Triciclo Associazione, Ufficio Pastorale Migrant, Viaggi Solidali – Migrantour,
Yepp Porta Palazzo.
Per adesioni alla tappa torinese:
Sara Colombo CISV, tel. 0118993823, info@cisvto.org
Per info generali:
John Mpaliza, marciarestamoumani@gmail.com
Evento facebook:
http://bit.ly/2ZPy1GO

Mpp: proseguono gli incontri sulle fusioni dei Comuni

                                 E’ LA VOLTA DI GATTICO VERUNO

                     Verso una lettera alla Regione per cambiare la legge

 

Proseguono gli incontri sulle problematiche sorte dalle fusioni di Comuni in Piemonte.

Massimo Iaretti, presidente di MPP-Movimento Progetto Piemonte e portavoce del Comitato Autonomia Piemont è stato giovedì 12 luglio a Gattico Veruno, comune della Provincia di Novara, nato dalla fusione, avvenuta attraverso l’apposita legge regionale, delle municipalità di Gattico e di Veruno.

Nella casa comunale di Gattico, sede del nuovo Comune,  Iaretti ha avuto un ampio scambio di idee con il sindaco Federico Casaccio ed il vice sindaco Giuseppe Crevacore. Entrambi si erano opposti alla fusione (ma non era stato costituito alcun comitato come nei casi di Cuccaro e di Gavazzana) poi hanno deciso di ‘correre’ alle elezioni comunali del 26 maggio scorso, conquistando l’amministrazione.

“E’ stato uno scambio di idee proficuo – dice Massimo Iaretti – premesso che ogni fusione ha una sua storia e le sue peculiarità. Personalmente ho evidenziato di non essere a priori contro le fusioni ma contrario al procedimento attuale previsto dalla legge regionale del Piemonte che è profondamente anti-democratico”.

Il caso di Gattico e Veruno, infatti, è emblematico perché nonostante il voto contrario delle due popolazioni in occasione della proposta referendaria, il Consiglio Regionale ha proseguito lo stesso l’iter tracciato dalle delibere dei due consigli comunali.

“Ferma restando quella che è la situazione attuale – dice ancora Iaretti – quella che va cambiata è la legge regionale quando parla della consultazione referendaria, e su questo anche sindaco e vice sindaco di Gattico Veruno sono stati concordi. Per questo è prossima, da parte di MPP. Comitato Autonomia Piemont e di tutti quei soggetti, comitati e cittadini che volessero sottoscriverla, la richiesta al Presidente della Regione Piemonte, all’Assessore agli enti locali, al Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte ed ai capigruppo consiliari di Palazzo Lascaris, di una modifica sul punto alla legge regionale che preveda lo stop alle procedure di fusione in seguito ad una pronuncia referendaria negativa”.

Torino, 12 luglio 2019

Storie di ordinaria follia ed emarginazione

Storie di ordinaria follia.  Esattamente storie di quotidiana ed ordinaria follia.  Storie di arroganza e di sopraffazione. Questa volta, prodotte da poveri ed emarginati
Dalla scala sociale più bassa. Non ho studiato sociologia e non sono avvezzo ai numeri. Mi limito a osservare. Sabato e domenica ero a Biella tra piccole spese e l’immancabile supermercato. Anche qui si sta diffondendo la presenza di ragazzi di colore che nei supermercati , davanti ai negozi e chiese chiedono l’ elemosina.  Il fenomeno è in aumento ma ancora sotto controllo.  Su 10 passanti 2 fanno la carità. Generalmente donne. Clima contenuto e direi quasi ovattato.  La differenza con le grandi Città sono i numeri.  Tutta la provincia non arriva a 160 mila abitanti. La comunità dei Rom non mi sembra un problema ed unico punto critico sono i Giardini Lamarmora in pieno centro. Ogni tanto un’auto della polizia transita.  Che poi si parla al massimo di 2 o 3 assembramenti per volta di persone tutt’altro che facinorosi. Eppure la media dei biellesi si lamenta di una situazione fuori controllo. Dovrebbero farsi un giro a Torino o a Roma. Ma tutto é relativo . Soprattutto la percezione. Ci sono, comunque, dati oggettivi in questa percezione? Sicuramente si. Ma relativi alle singole situazioni. Penso alla piccola stazione di Trastevere presidiata giorno e notte da tossici o senza tetto contornati dalle innumerevoli bottiglie di birra vuote con la mole di rifiuti per strada che fa il resto. Penso alle differenze ed arrivo a Torino.  Parcheggio vicino a piazza Foroni, ottimo mercato rionale. Mi accoglie un forte odore di urina. Nella cantina dove compro il vino, degli avventori sconsolati raccontano: la piscina Sempione chiusa perché le acque sporcate da feci umane.  Altro bar dove amici mi raccontano: tra il ponte Carpanini e l’Università tra le sponde della Dora drogati, movida selvaggia, senza tetto ed emarginati la fanno da padrone.  Racconto che 10 giorni fa in Piazza Crispi si era formata una piccola comunità di Rom.  Mi si obbietta: in Barriera di Milano il fenomeno é più diffuso di quello che si pensi. Del resto dove c’era la Grandi Motori ora è terra di nessuno. Nel tardo pomeriggio ritorno nelle Valli Biellesi passando appositamente in Piazza Crispi.  Effettivamente la situazione è migliorata.  La comunità Rom si è dimezzata.  Passando da quattro a due roulotte. Considerazioni finali: la metastasi dell’inciviltà si allarga sempre di più.
Patrizio Tosetto

Proiezioni di città

Le trasformazioni urbane e sociali, le migrazioni e l’accoglienza: temi di attualità che stanno nel cuore della narrazione delle città che cambiano

 Per questo motivo Urban Lab ha deciso, per questa anteprima alla terza edizione di Proiezioni di città, di raccontare una storia di viaggi migratori da paesi lontani. Torino è infatti una delle città simbolo di questi flussi: dal sud Italia al sud del mondo, passando per l’est Europa e l’estremo Oriente, il melting pot di persone che si sono sovrapposte ha plasmato intere aree della città, definendone abitudini, usi e costumi. Una popolazione che ha nella trasformazione e nel mescolamento uno dei principali segni distintivi della sua storia.

A fare da cornice a questo evento, prodotto in collaborazione con Flowers Festival, è il Parco Archeologico della Porta Palatina, un luogo suggestivo utilizzato per la prima volta come palcoscenico, collocato a pochi passi da Porta Palazzo, una delle zone più coinvolte nella trasformazione urbana e sociale di Torino.

In apertura di serata il documentario L’età di Torino (Massimo Mida, 1968, 11’), un film conservato dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa in cui è protagonista la Torino degli anni ’60 con i cambiamenti prodotti dall’industrializzazione, l’immigrazione e la modernizzazione.

A seguire Odisseo, l’emigrante, lo spettacolo portato in scena da Giuseppe Cederna in cui protagonista è la storia di Odisseo, un migrante mediterraneo sulla via del ritorno, narrata da Omero. Dalla ninfa Calipso all’incontro con la giovane Nausicaa, la figlia del re Alcinoo; la partenza, l’addio all’immortalità, la tempesta e l’approdo nell’isola dei Feaci; la cetra di Demodoco e le lacrime degli eroi; e intanto la fuga di Telemaco alla ricerca del padre, l’agguato dei pretendenti, la protezione di Atena.

Il suo racconto viene accompagnato dalle composizioni di Willy Merz e dello straordinario CLG Ensemble diretto da Dario Bruna.

 

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria (www.urbancenter.to.it) fino a esaurimento posti prato. Non ci sono sedie, quindi si consiglia agli spettatori di portarsi un plaid.

Grimaldi (LUV): “Cirio è “il buco con la Lega intorno”

Riceviamo e pubblichiamo

“Prima seduta del Consiglio Regionale, la maggioranza non accoglie l’iscrizione all’ordine del giorno di un testo sull’ermergenza climatica. La nostra stagione di opposizione sarà calda, altro che cambiamenti climatici”

Si è svolta oggi la prima seduta, dopo l’insediamento di lunedì 2 luglio, del nuovo Consiglio Regionale piemontese.

All’apertura della seduta, il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi Marco Grimaldi ha chiesto (come previsto dal regolamento) l’inserimento all’ordine del giorno di un testo sulla dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale. Il primo voto del nuovo Consiglio Comunale è stato contrario, la maggioranza guidata da Alberto Cirio ha rifiutato di aprire la discussione a questi temi.

“Non sorprende che la destra continui anche in Piemonte sulla linea ‘negazionista’ nei confronti dell’emergenza climatica”– dichiara Grimaldi. – “Credo che presto i ragazzi e le ragazze di Fridays For Future verranno a bussare alla nostra porta, anzi lo spero proprio”.

Nel proprio intervento in aula, Grimaldi non ha fatto sconti alla maggioranza e alle esternazioni “sensazionalistiche e sbruffoncelle” di alcuni esponenti, pur riconoscendo la dura sconfitta del centrosinistra, che “non si può archiviare solo con il trend di crescita al cubo della ‘Lega Italia’ firmata Salvini”.

Ha promesso un’opposizione “di sana e robusta Costituzione” e “calda” contro una maggioranza in cui il Presidente Cirio, “mite democristiano di Publitalia”, si accorgerà di essere “il buco con la Lega intorno”. L’obiettivo? Non far arretrare il territorio dai diritti e dalle opportunità conquistate: il 100% delle borse di studio universitarie, il fondo “salva sfratti” e il fondo “salva mutui”, il contrasto al gioco d’azzardo patologico, il divieto del cottimo per i lavoratori delle piattaforme digitali, la giusta retribuzione negli appalti, la difesa della legge 194, dei consultori, della libertà riproduttiva delle donne.

“Se è vero che continueremo le battaglie per migliorare la qualità dell’aria e per fermare i cambiamenti climatici, la ‘questione locale’ non si può slegare da una critica profonda a un sistema ultraconsumista che sacrifica la qualità della vita delle persone, la giustizia e il futuro del pianeta per il profitto di pochissimi” – ha concluso il Capogruppo di LUV – “Difenderemo quindi innanzitutto un punto di vista sul mondo e, nel concreto, le conquiste degli ultimi cinque anni, che vanno nella direzione di un Piemonte più giusto, aperto e solidale. Loro dicono ‘viva la Lega’, noi rispondiamo: ‘viva la Costituzione e viva la Repubblica’”.

Passione Panino: la vera passione degli italiani!

Da Passione Panino trovi solo prodotti di alta qualità preparati con cura ogni giorno per gourmet esperti e appassionati di cose buone, fresche, genuine

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E’ aperto il nuovo Passione Panino in via Nizza 105. Tra le proposte più sfiziose la degustazione di  una selezione di miniamburger a 10 euro!

 

PassionePanino è una realtà nata dopo un’esperienza di anni nel settore della ristorazione veloce dove con la collaborazione e l’esperienza di grandi professionalità artigiane siamo riusciti a produrre l’eccellenza di due prodotti comuni alla nostra tradizione e amati da tutti: il pane ed il gelato.

Non abbiamo inventato nulla di nuovo ma solo ricercato gli ingredienti dai migliori fornitori locali, persone e non aziende che condividono i nostri valori e la nostra idea…fare le cose semplici! A questo abbiamo unito il nostro progetto più ampio: fare qualcosa insieme a tutti voi!! Scontato direte?

Forse, ma in modo alternativo perché non ci costa nessuno sforzo! Scaricate la nostra applicazione nell’apposita sezione e capirete perché è più di un Panino! 


FORSE E’ SOLO UN SOGNO MA SE C’E’ LA PASSIONE PERCHÉ NON SOGNARE?”

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Informazione promozionale

Il rapinatore di oro ha sperperato 200 mila euro alle slot

Cronache dal Piemonte

Nella mattinata del 19 gennaio a Valenza un ex orafo era stato vittima di una rapina in abitazione

Dopo avere sentito dei rumori provenire dalla scala condominiale aveva aperto la porta del suo appartamento e si era trovato di fronte un uomo incappucciato ed armato di pistola. Il delinquente, dopo aver colpito al volto la vittima con la pistola, si era fatto consegnare quattro chili di oro pura in lamine che la vittima conservava all’interno di una cassaforte, oltre ad altri gioielli, anelli ed orologi di valore. I carabinieri di Valenza, insieme al Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Alessandria sono riusciti ad assicurarlo alla giustizia in conseguenza delle indagini scaturite dalla dettagliata denuncia della vittima. In manette è finito un 53enne, italiano, addetto di un’impresa di pulizie che effettuava le pulizie nel condominio della vittima. In tutto, tra oro e preziosi, colpo era fruttato circa 200mila euro. L’oro sottratto è stato poi fuso per essere rivenduto in nero ad un noto banco metalli alla periferia di Valenza, e trasformato così in denaro contante che il delinquente ha in grande parte sperperato in sale slot senza successo. Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Alessandria, concordando con le risultane investigative dell’Arma ha disposto l’applicazione della custodia cautelare in carcere dell’uomo eseguita nelle prime ore dell’11 luglio. Inoltre è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria il direttore del banco metalli che aveva acquistato l’oro provento di rapina. Il resto contestato è riciclaggio.

Massimo Iaretti

Gli appuntamenti musicali di Anima Festival

Ripercorrendo i suoi successi che negli anni l’hanno portata a diventare la più grande voce femminile italiana, Giorgia ha emozionato il pubblico dell’Anima Festival a Cervere ed ha presentato il suo primo album di cover

In un anfiteatro costruito in mezzo ai campi di grano, tra le Langhe ed il Monviso, Natascia ed Ivan Chiarlo, hanno voluto realizzare suggestive serate all’Anfiteatro Anima, offrendo, per la quarta edizione, un programma con alcuni dei migliori artisti italiani ed internazionali. I concerti continueranno nelle prossime serate con: Orchestra sinfonica di Sanremo 12 luglio, Antonello Venditti 16 luglio, Concerto dei 7 Regni – Trono di Spade 20 luglio, Loreena McKennitt 28 luglio.

ESTATE IN MUSICA

IL TORINESE WEB TV: Giorgia in concerto all’Anima Festival a Cervere (CN). Leggi i prossimi appuntamenti del Festival su www.iltorinese.it

Pubblicato da Il Torinese su Giovedì 11 luglio 2019

Controlli di polizia nei fabbricati abbandonati

Ancora un segnale della vicinanza della Polizia di Stato alle istanze dei cittadini

Agenti del Commissariato Borgo Po, coadiuvati dalla Polizia Municipale, hanno predisposto, martedì scorso, un servizio di polizia nella zona di corso Moncalieri, all’altezza del civico 422, ove una volta era presente il circolo Amici del Remo. L’attività trae origine da alcune segnalazioni dei residenti giunte in Commissariato riguardo allo stato di abbandono in cui versa l’area, da quando alcuni anni addietro una violenta alluvione ha colpito il circolo e le sue pertinenze.

Lungo le sponde del fiume si trovano infatti tre ruderi di fabbricati di proprietà comunale, un tempo adibiti ad uso del circolo di canottaggio, ed erano parcheggiati quattro veicoli privi di targhe, una roulotte in stato di abbandono, carcasse di auto smontate, con parti di carrozzeria accatastate. Per tale situazione procedeva, per competenza, la Polizia Municipale.

Durante il servizio, all’interno di due baracche, sono stati identificati e controllati tre cittadini rumeni, di 42, 37 e 33 anni; il più anziano è risultato essere sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria del Commissariato di Polizia di Stato. San Secondo ma inottemperante alla misura dal mese di maggio scorso.

L’intervento del Commissariato ha dato una risposta concreta ai residenti che hanno manifestato il loro apprezzamento agli operatori, auspicando ulteriori attività similari nel prossimo futuro.

Energia, cultura e ambiente nel gemellaggio tra Torino e Betlemme

Nel 2015 la Città di Torino e la Municipalità di Betlemme (situata nei Territori Palestinesi e, più precisamente, in Cisgiordania) hanno siglato un Accordo di Cooperazione che inizialmente si è concretizzato in un progetto sulla gestione delle risorse idriche nel distretto di Betlemme e, successivamente, in un piano di riqualificazione del Mercato all’ingrosso locale

Entrambe le iniziative sono state cofinanziate dal MAECI (Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale) attraverso il PMSP (Palestinian Municipalities Support Program).

Nel febbraio 2018 ha preso l’avvio il progetto triennale ‘NUR – New Urban Resources. Energia rinnovabile per Betlemme’ (‘nur’ o ‘noor in lingua araba significa ‘luce’)  finalizzato a promuovere la diffusione di energia rinnovabile nel territorio della Municipalità di Betlemme – composta da 30mila abitanti – attraverso l’installazione di pannelli solari, l’assistenza tecnica relativa all’efficienza energetica, la formazione professionale, la costituzione di startup, iniziative di sensibilizzazione e processi di governance locale. Gli interventi, che si concluderanno nel gennaio 2021, sono invece cofinanziati dall’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e gestiti dall’ufficio Cooperazione internazionale e Pace della Città di Torino.

Il ‘NUR’ beneficia di un partenariato ampio e composito caratterizzato dalla presenza di due enti locali (Torino e Betlemme), di una rete di Città (il Co.Co.Pa – Coordinamento Comuni per la Pace), di due atenei (Politecnico di Torino e Bethlehem University), di due enti di formazione professionale (Enaip Piemonte e Scuole Tecniche Salesiane di Betlemme), di una ONG (il VIS – Volontariato Internazionale Salesiano, che opera a Betlemme da un ventennio), della neonata Fondazione Links e di un’azienda privata (lo studio Ai Engineering Srl) oltre al  supporto scientifico dell’Energy Center di Torino. Suo obiettivo è generare una visione complessiva di sostenibilità ambientale a Betlemme animata sia dagli impulsi delle autorità locali, sia dall’apporto degli attori territoriali.

Il progetto ha un valore complessivo di quasi 1milione e 900mila euro di cui 1milione e 500mila finanziati dall’AICS65mila dati in contanti dal VIS e il rimanente coperto dalla fornitura di lavoro e servizi da parte dei 10 partner.

Ad aprile 2018, con la firma dell’Accordo di Partnership del progetto NUR siglata nel capoluogo piemontese dai sindaci Chiara Appendino e Anton Salman, il primo cittadino di Betlemme – centro che nel 2020 sarà ‘Capitale della cultura araba’ – ha espresso la volontà  di realizzare un ‘gemellaggio culturale’ con la Città di Torino.

La prima collaborazione in ambito creativo tra Torino e Betlemme è stata ‘Let it light!’ (E luce sia!) un concorso di arti visive dedicato a giovani artisti palestinesi, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, per richiamare l’attenzione sugli aspetti sostenibili del progetto ‘NUR – New Urban Resources. Energia rinnovabile per Betlemme’, lanciato nella città della Cisgiordania a marzo 2019.

La Municipalità di Betlemme ha individuato nel Museo di Banksy ‘Walled Off Hotel Gallery’ – collocato a pochi metri dal muro fatto costruire da Israele per separare la città palestinese dai territori di Gerusalemme Est – il partner artistico ideale del concorso.

Il ‘Walled Off Hotel Gallery’ è stato aperto a sorpresa due anni fa da Banksy – probabilmente il più famoso, provocatorio e talentuoso street artist del mondo – e, pur avendo come payoff The worst view in the world (‘la peggiore vista al mondo’) a causa del suo affaccio sul muro – la struttura sorge infatti a soli quattro metri dalla barriera di Betlemme eretta da Israele per segnare la divisione con i territori palestinesi -, le opere di Banksy, insieme a quelle di altri famosi street artists, hanno trasformato la parete antistante in una delle gallerie artistiche open air più famose del mondo.

La struttura ospita sia un museo che ripercorre la storia e gli effetti del muro di separazione, sia una galleria d’arte dove vengono allestite mostre temporanee di artisti palestinesi gestita, sotto la direzione artistica di Banksy, dal responsabile dell’hotel, Wissam Salsa.

La Città di Torino, con il concreto apporto dell’Ufficio Torino Creativa, ha elaborato il bando del concorso. A rispondere sono stati 63 artisti che hanno presentato altrettanti bozzetti creati con tecniche diverse: dalla pittura alla scultura, alla fotografia. Una giuria composta da 7 artisti e critici d’arte palestinesi, collaboratori della Walled Off Hotel Gallery di Betlemme ne ha selezionate 21 che sono state esposte per un mese all’interno della Gallery e viste da 4mila visitatori invitati a votarle. Cinque di queste sono state vendute con prezzi variabili da 700 a 1.500 dollari.

Per selezionare i vincitori del contest il pubblico ha espresso 1.017 voti ‘pesando’ per un terzo sul risultato finale. Gli altri due terzi sono stati determinati da una giuria di qualità a cui ha partecipato anche un’esperta di arte contemporanea scelta e messa a disposizione dalle politiche culturali della Città di Torino.

Si tratta di Francesca Canforadirettore artistico di Paratissima – una delle più rilevanti manifestazioni promosse a Torino durante la settimana dell’Arte contemporanea – chiamata a far parte della commissione dall’amministrazione con l’intento finale di poter ospitare i lavori dei primi tre classificati nella rassegna di quest’anno. I tre artisti palestinesi, grazie ai fondi messi a disposizione dal Progetto NUR e alla collaborazione della Rete di Comuni Co.Co.Pa., riceveranno un premio in denaro (rispettivamente di 500, 300 e 200 euro) e avranno la possibilità di essere presenti a Torino nei giorni della Fiera d’arte contemporanea (30 ottobre – 3 novembre) dove, oltre a promuovere le proprie opere, incontreranno altri artisti e galleristi e animeranno laboratori per famiglie. Il trasporto dei dipinti sarà finanziato dalla Walled Off Hotel Gallery, mentre il Co.Co.Pa. (partner che ha gestito questa azione del progetto) insieme alla Città di Torino (con l’Ufficio Cooperazione Internazionale e Pace, l’Ufficio Torino Creativa e il Servizio Arti visive, Cinema e Teatro) garantirà (utilizzando i fondi del progetto NUR) le spese di viaggio, di vitto e di alloggio per i tre artisti.

Per la Città di Torino questa iniziativa è un esempio concreto dell’importanza dell’arte nei percorsi di creatività e protagonismo giovanile – dichiara l’assessore alle politiche giovanili, Marco Giusta -. L’auspicio è che il contest rappresenti la prima di molte tappe di un percorso di collaborazione con il museo di Banksy e con tutto il movimento di artisti che questo rappresenta, anche nell’ottica di futuri possibili scambi con Betlemme. Il linguaggio della street art è molto apprezzato nel capoluogo piemontese, come testimoniato dai progetti Murarte, Picturin, B-Art e Toward 2030 Wath Are you Doin. Per questo Torino è la città ideale per dialogare con il Banksy Museum”.

 

Let it light!, iconcorso di arti visive dedicato a giovani artisti, inserito nel progetto ‘NurUrban Resources. Energia rinnovabile per Betlemme’ e organizzato con il Walled off Hotel,è la prima tappa della cooperazione culturale di Torino con Betlemme, città che sarà capitale araba della cultura 2020 – sottolinea l’assessora alla Cultura, Francesca Leon -. L’amministrazione, che ritiene fondamentale questa collaborazione, vede nel progetto un’importante testimonianza delle contaminazioni culturali internazionali nelle politiche locali torinesi”.

 

“Per Paratissima si tratta della prima occasione di collaborazione con la Palestina afferma Francesca Canfora, direttore artistico di Paratissima . È stato interessante e arricchente aver avuto l’opportunità di partecipare a questo progetto, visionare dal vivo alla Walled Off Hotel Gallery di Betlemme tutte le opere candidate e conoscere personalmente sia i giovani partecipanti al concorso, sia gli importanti artisti palestinesi che hanno preso parte alla giuria. Sono rimasta piacevolmente stupita non solo dalla padronanza tecnica dei giovani artisti, che hanno scelto perlopiù un medium non facile come la pittura, ma anche dalle reinterpretazioni del difficile tema proposto, ovvero l’energia e la sostenibilità”.