ilTorinese

Maxi sequestro di giocattoli pericolosi

Erano già imballati e pronti per essere immessi sul mercato i 2,6 milioni di giocattoli, potenzialmente pericolosi, sequestrati, nel corso di un’operazione, dalla Guardia di Finanza di Torino.

I Finanzieri della Compagnia di Susa, che hanno effettuato l’ingente sequestro, hanno rinvenuto il materiale in due grossi depositi gestiti da due imprenditori di origine cinese, importatori e distributori, per la Lombardia ed il Piemonte, dei giocattoli.

Certificazioni di conformità qualitative e composizione dei giocattoli: tutto rigorosamente falso. Così come è dubbia anche la provenienza dei giocattoli visto che non è stata rinvenuta alcuna indicazione certa circa l’origine.

Tra gli articoli sequestrati, migliaia di braccialetti e brillantini potenzialmente tossici e nocivi in quanto sprovvisti di una qualsivoglia indicazioni circa la loro composizione, il tutto con evidenti e gravi rischi per la salute dei piccoli consumatori, visto che questi prodotti vengono utilizzati, direttamente a contatto con la pelle, da soggetti minori di età.

L’operazione dei Finanzieri ha visto coinvolti, come detto, due imprenditori sessantenni, di origine cinese, titolari delle aziende, ubicate in Lombardia, a Monza e Sesto San Giovanni e a Beinasco nel torinese, che si occupavano dell’importazione e della successiva distribuzione dei prodotti illegali.

Oltre 2,6 milioni i giocattoli sequestrati per un valore di mercato di circa 4 milioni di euro.

Frode in commercio, questa l’accusa nei confronti dei due 2 imprenditori denunciati alla Procura della Repubblica di Torino. Rischiano sino a due anni di carcere. Irrogate sanzioni per oltre 100.000 euro.

L’operazione rientra nel quadro delle attività svolte dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale finalizzate a preservare il mercato dalla diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione Europea, oltre che alla repressione degli illeciti di natura fiscale, a tutela degli imprenditori onesti.

 

Come risolvere la balbuzie. Se ne parla a Torino

Una conferenza informativa Giovedì 18 luglio ore 18.30

 

Cosa è la balbuzie? Quali sono i meccanismi interni e psicologici messi in atto da chi balbetta? La balbuzie si può risolvere? Queste le domande al centro della conferenza informativa a ingresso gratuito che si terrà giovedì 18 luglio alle ore 18.30 a Torino.

Il dott. Anselmo Zoccali, partendo dalla sua esperienza personale, guiderà i presenti nella comprensione di questo disturbo che interessa tra il 4 e il 5% della popolazione e del quale si parla ancora molto poco.

Inoltre, anche grazie all’ausilio di video e testimonianze, verranno illustrate quali siano le cause che danno origine al blocco e cosa sia possibile fare per superare l’inceppo.

Infine, il dott. Zoccali fornirà utili informazioni sull’approccio terapeutico e sugli strumenti che possono essere acquisiti per comunicare con efficacia e risolvere la balbuzie.

“Psicodizione” afferma la dott.ssa Chiara Comastri, psicologa ex balbuziente e fondatrice del metodo “affianca un approccio psicologico ad uno tecnico” continua “che lavora sul saper controllare i suoni guidandoli e liberando il pensiero dalla percezione degli inceppi e dall’idea pressante di non riuscire ad esprimere liberamente ciò che si ha così chiaro in mente” conclude.

 

Si tratta, infatti, di un percorso con basi che poggiano su un approccio psicologico cognitivo-comportamentale, che analizza cioè gli schemi comportamentali e cognitivi della persona, cercando di identificare e modificare quelli che creano disagio e che, quindi, danno origine al blocco in mente e, come conseguenza a ciò, alla disfluenza nell’eloquio. Questa metodologia punta a potenziare le abilità che ci rendono dei buoni comunicatori.

Durante il percorso, viene insegnato ad usare l’ansia a proprio vantaggio, sfruttandone la forza, fino a far diventare l’emotività un supporto alla comunicazione e raggiungere la libertà di espressione in qualsiasi stato emotivo ci si trovi.

Molte persone finiscono con il rassegnarsi a convivere con questo disturbo, convinte che non si possa fare nulla per risolverlo. In realtà non è così e lo dimostra proprio la storia della dott.ssa Comastri, del dott. Zoccali e delle tante persone che si sono lasciate questo problema alle spalle.

“Ho cominciato a balbettare all’età di tre anni, senza un motivo apparente” spiega la dott.ssa Comastri “ripetendo la sillaba dell’inizio della frase o allungando la vocale iniziale. Crescendo, poi, ho imparato a mascherare il più possibile i miei blocchi, attraverso giri di parole, sinonimi, forzando il suono o alterando il flusso della respirazione. Come per ogni altro balbuziente, l’unico scopo era diventato il non far accorgere l’interlocutore del fatto che mi stavo per inceppare”. “A scuola era molto difficile” ricorda “le interrogazioni mi creavano molta ansia con conseguenti blocchi molto evidenti e, quando mi compativano, provavo dolore e rabbia”.

Partendo dalla sua esperienza personale e dalla sua specifica ricerca, che negli anni l’ha portata a risolvere la balbuzie, Chiara Comastri ha elaborato il metodo Psicodizione, che dal 2004 ha aiutato oltre 4.600 persone (bambini, ragazzi e adulti) affette da questo disturbo.

La conferenza è gratuita e si terrà in Via Cesana 11, presso lo Studio di Psicodizione. È gradita la prenotazione, per facilitare l’allestimento della sala e la preparazione del materiale informativo che verrà messo a disposizione dei partecipanti.

Per informazioni: 011.0466223 | info@psicodizione.it | www.psicodizione.it

Il Salsasio in una app

Ivan Quattrocchio presenta le novità in campo informatico della società rossonera

 

Non solo il sito, il blog ed i social. L’Usd Salsasio approda ora anche su tutti gli smartphone con un app.

Grazie alla collaborazione con Community Smart ora la società sportiva rossonera ha un  proprio spazio nell’app gratuita “Carmagnola Smart”. L’app scaricabile su tutti gli smartphone e Android presenta numerose curiosità legate al territorio, oltre a tutte le news giornaliere pubblicate da “Il Carmagnolese”.

Il Salsasio quindi anche su Carmagnola Smart pubblicherà tutte le iniziative, novità, comunicati ed eventi con la comodità di avere tutto questo in un’app.

Il Responsabile dell’ufficio relazioni esterne e con i media del Salsasio Ivan Quattrocchio spiega: “Si tratta di un mattoncino in più che va ad aggiungersi alla già grande presenza dell’UsdSalsasio su internet. Infatti oltre ad un sito e ad un nuovo blog che sta per nascere, la nostra società sportiva è presente tuttora anche sui social: Facebook, Twitter e Instagram. La nuova iniziativa nata grazie alla collaborazione con Alessandro e Lorenzo della Comunity Smart è quindi una nuova opportunità in campo informatico e informativo che sarà per il Salsasio un’altra vetrina per presentare a tutti le nostre iniziative e gli eventi”.

Una vendemmia (tutta nuova) nel cuore di Torino

Torna “La Vendemmia a Torino. Grapes in town” rinnovata nel suo assetto. La manifestazione cresce, si espande e diventa infatti il contenitore di tutte le iniziative di promozione del vino programmate in città dal 12 al 20 ottobre.

Nove giorni di degustazioni, masterclass, incontri, visite guidate per apprezzare il Piemonte in un bicchiere: la cultura del vino, un paesaggio meraviglioso, le dimore più prestigiose, il valore del lavoro, l’accoglienza e la convivialità.

Il programma prenderà il via con la rassegna “Portici Divini”, sabato 12 ottobre per arrivare nei giorni 18-20 ottobre al gran finale con gli appuntamenti della “Vendemmia a Torino”. Un percorso che partendo da vini del torinese raggiungerà quelli di tutto il Piemonte.

“Vendemmia a Torino” inaugura il calendario iniziando il 12 ottobre con “Portici Divini”, consolidata kermesse dei produttori vitivinicoli “Torino DOC”, promossa dalla Città di Torino, sostenuta dalla Camera di commercio di Torino e organizzata dalla Fondazione Contrada Torino onlus. “Portici Divini” da quest’anno proporrà alcune isole di promozione e di degustazione del vino, prodotto dai vigneti della Collina Torinese, del Pinerolese, della Valle di Susa e del Canavese.

Inoltre sotto i portici, spazio distintivo del disegno e dell’urbanistica di Torino, si rinnoverà per turisti e cittadini curiosi l’appuntamento per degustare e apprezzare i vini DOCG e DOC in oltre venti locali, con la possibilità di conoscere direttamente i produttori di Torino DOC, selezionati dall’ente camerale.

E ancora, a Palazzo Birago un fitto programma di eventi animerà le giornate del 12 e 13 ottobre con workshop e degustazioni guidate che, nel fine settimana successivo, si sposterà negli spazi del Mercato centrale.

Qual Piuma al Vento: al Castello di Susa le opere di Daniela Baldo

Informale, intima e raffinata: sono questi i tre aggettivi che meglio descrivono la pittura degli ultimi anni di Daniela Baldo. A raccontarli è la mostra «Qual Piuma al Vento», dedicata all’affermata artista valsusina e allestita nelle sale del Castello di Adelaide — Museo Civico di Susa.  
Nonostante la lunga carriera, iniziata ufficialmente nel lontano 1980, Daniela Baldo non riesce a nascondere la felicità di tornare ad esporre nella sua Valle di Susa: «Sono sinceramente emozionata; quando si gioca in casa, la pressione si fa maggiormente sentire perché sai che visiteranno la mostra anche persone che ti conoscono davvero».
Forse anche per questa ragione, l’artista ha pensato a ogni minimo dettaglio. L’allestimento semplice non lascia scampo: le opere sono le uniche, assolute protagoniste della mostra. L’ordinamento è chiaramente studiato per accompagnare il visitatore alla scoperta del mondo interiore, delle emozioni dell’artista. I lavori di Daniela Baldo appartengono a quella che viene definita arte informale: «A un occhio disattento le opere paiono come degli scarabocchi colorati — spiega il critico d’arte Paolo Nesta — solo se le si osserva con attenzione, si coglie la loro essenza e ci si rende conto che si tratta di sistemi di segni capaci di trasmettere emozioni». La necessità di prendersi del tempo per scoprire ciascun dipinto è ribadita dalla stessa artista: «Le mie opere non sono di immediata comprensione. Per questo chiedo a chiunque verrà a visitare la mostra di osservarle con calma». Così facendo, ciascun lavoro diventa come la pagina scritta di un diario segreto: rivelatore dello stato d’animo dell’artista e specchio delle emozioni dell’osservatore. 
«Il gesto pittorico sulla tela e i colori sono gli strumenti di dialogo con le mie emozioni interiori più profonde — racconta Daniela Baldo — per questo non amo spiegare i contenuti delle mie opere, ma sono curiosa di sapere se riesco a trasmettere a chi guarda una sensazione simile a quella che ho provato io dipingendo». Certamente, è riuscita a farlo nel dipinto che dà il nome alla mostra. Qual Piuma al Vento è una tela del 2018 in cui le pennellate blu e le reti nere di scarabocchi diventano espressione della precarietà della natura umana. Il senso di incertezza lascia spazio a atmosfere più rilassate in altri lavori come C’è una nuova stella (2019), Calde Emozioni (2018) e Alternanze (2017). 
La varietà di riflessioni offerte dai dipinti consente al visitatore di compiere un vero e proprio viaggio tra le pieghe dell’anima dell’artista valsusina: «Siamo orgogliosi di poter ospitare sino al prossimo 3 Novembre le opere di Daniela Baldo — spiega Stefano Paschero, responsabile della gestione del Castello — perché queste consentono ai visitatori di confrontarsi con il presente». Il Museo Civico di Susa non vuole essere un semplice custode del passato, ma un luogo vivo e attivo: «Mostre come questa, il cui biglietto di ingresso è incluso in quello di visita al museo, sono piccoli grandi passi verso il raggiungimento di un obiettivo decisamente ambizioso. Lavoriamo costantemente affinché il Castello di Adelaide possa diventare un punto di riferimento per la comunità e per i turisti della Valle di Susa». 
Giulia Amedeo 

InclusiveWeb: il progetto che aiuta i disabili

Con i fondi 8×1000, la Chiesa Valdese ha finanziato, nel corso del 2018-19, il progetto InclusiveWEB, una metodologia innovativa nel campo delle tecnologie di supporto alle persone affette da disabilità

Il progetto ha avuto come capofila Sloweb, associazione che promuove l’uso consapevole e responsabile del web, che ha guidato un partenariato composto da APRI Onlus, associazione italiana ipovedenti e retinopatici, e Il Nodo Group, associazione che studia i processi relazionali consci e inconsci tra gli individui nei gruppi di lavoro.

Alla base del progetto InclusiveWEB è appunto il processo relazionale, re-interpretato dai partner in ottica “user experience”, e applicato alle relazioni tra la persona affetta da handicap, la sua comunità e gli strumenti tecnologici di ausilio.

Visto il successo dell’informatica nel mercato mondiale, questi strumenti di ausilio esistono in diverse forme. Sia come soluzioni specializzate e di alto costo, sia come semplici configurazioni specifiche di dispositivi di uso comune, reperibili nell’ambito della normale offerta di mercato. Quest’ultime offrono costi contenuti, ma anche l’apertura di orizzonti di autonomia non disponibili con altre tecnologie, quali l’accesso ai servizi internet di socializzazione, divertimento, informazione etc. in mobilità. In altre parole, la persona affetta da ipovisione può ora uscire da casa e abbandonare le tradizionali (e care) tecnologie di ausilio basate su PC per utilizzare in modo pieno e soddisfacente i moderni smartphone e tablet.

Tuttavia, la vasta offerta commerciale può porre dubbi sulla migliore soluzione: il progetto InclusiveWEB ha tra i propri obiettivi quello di consentire una scelta ponderata delle migliori tecnologie di supporto tra quelle offerte dal mercato. Inoltre, è progettata per essere utilizzata come strumento di valutazione di tecnologie di assistenza per ogni tipo di disabilità. Associazioni ed enti possono fare uso della metodologia prodotta dal progetto per determinare la tecnologia che meglio risponde ai bisogni dei propri iscritti. 

Per ogni tecnologia analizzata, InclusiveWEB fornisce l’elenco dei bisogni ancora non soddisfatti, e ulteriori requisiti di sviluppo per quelli non ancora soddisfacenti. Nel corso del progetto, è stato verificato il livello di risposta ai bisogni di persone affette da ipovisione della tecnologia Apple iPhone in configurazione VoiceOver e con l’impiego dell’assistente personale Siri, riscontrandone un generale buon livello di rispondenza, ma anche specifiche mancanze.

Il progetto è stato possibile grazie ad una felice forma di unione di diverse competenze ed esperienze: quella informatica di Sloweb, quella psicologica-relazionale di Il Nodo Group e quella propria di APRI Onlus.

Creature reali e fantastiche

Ritornano i “Kakemono” al MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino. Fino al 4 ottobre

Opere estremamente delicate, in quanto realizzate in tempi remoti su carta o seta o cotone, per mantenersi inalterate nel tempo devono obbligatoriamente sottoporsi a periodiche soste di riposo ben custodite in appositi contenitori, al riparo delle luci della ribalta, per poi ripresentarsi al pubblico in perfetta “forma” con le loro misteriose immagini, evocatrici di simbologie e leggende le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Sono i “Kakemono” o “Kakejiku”, classici dipinti – o calligrafie – giapponesi eseguiti su rotolo verticale per essere appesi a parete ( a differenza degli “Emakimono”, rotoli pittorici che vengono invece aperti in senso orizzontale su una superficie piatta) e che ritornano in mostra, più fascinosi che mai, nelle sale del MAO-Museo d’Arte Orientale, dopo il forzato e saggio periodo di “letargo”, in rotazione con altre opere appartenenti alla Collezione del Museo di via San Domenico a Torino. Fil rouge che lega i dipinti presenti in mostra la rappresentazione, rispetto alla quale fin dal XII secolo gli artisti giapponesi hanno dato prova di straordinaria abilità compositiva e interpretativa, di soggetti animali: “creature reali e fantastiche” (come recita il titolo della rassegna), che fin dai tempi più antichi popolano l’arcipelago, così come l’immaginario del suo popolo e dei racconti tradizionali passati nel tempo di generazione in generazione e di artista in artista. La nuova rotazione di “Kakemono” trae dunque spunto da questa ricca produzione artistica, presentando, fino al prossimo 4 ottobre, una selezione di creature della terra, dell’acqua e dell’aria che sono immagini rappresentative di un mondo naturale dove allegoria, leggenda e mito si fondono in un unicum carico di sottile mistero e magica poesia. Così nel dittico di Scuola Kano, la più importante e longeva dell’arte giapponese (attiva dal XV al XIX secolo), il drago, protettore dell’Est e della primavera, dialoga con la tigre, emblema dell’Ovest e dell’autunno: l’abile gioco di pennellate a inchiostro concretizza l’abbinamento propizio di forze complementari, dominatrici di cielo e terra. A volgere lo sguardo al cielo verso la tonda luna è invece la rasserenante “Coppia di conigli” protagonista del dipinto di Maruyama Oshin (1791-1839): sono i conigli lunari, associati alla festa di metà autunno, quando, secondo la leggenda, è possibile scorgere sulla faccia lunare la forma di un coniglio intento a preparare il dolce tradizionale, il mochi. L’associazione del coniglio con la luna rinvia anche alla figura della principessa lunare, da cui la trasposizione moderna di “Sailor Moon”, protagonista di un cartone animato popolare in Italia. Proseguendo nell’iter espositivo, troviamo poi la bellissima “Coppia di carpe” del celebre Maruyama Okyo (1733-1795; attivo alla corte imperiale e fondatore della “Maruyama-Shijo”, fra le scuole naturaliste più prestigiose dell’epoca) che pare prendere vita, tanto è dettagliata la resa delle squame. E non è solo una questione di stile: “La carpa, in giapponese ‘koi’, rinvia – dicono al MAO – alla parola omofona che significa ‘amore’, e l’associazione simbolica è rafforzata proprio dalla scelta di presentare l’animale in coppia”. Altrettanto fine è ancora il dettaglio delle zampe della “Coppia di gru” di Kawamura Bunpo (1779-1821), artista di Kyoto, nelle cui opere la tradizione tematica giapponese si allarga a influenze realistiche occidentali. “L’augurio di longevità convogliato tradizionalmente da questa creatura si unisce all’auspicio di pace e speranza, di cui la gru è divenuta simbolo dopo la seconda guerra mondiale”. Nel corridoio che al Museo ospita le stampe policrome è anche presentata una selezione di “Ukiyo-e” ( genere di stampa artistica su carta, fiorita nel cosiddetto periodo Edo fra il XVII ed il XX secolo)il cui nucleo centrale è costituito da ritratti di famosi attori di teatro kabuki ad opera di Utagawa Kunisada ( noto anche come Utagawa Toyokuni III), fra i più importanti e celebri artisti del Giappone dell’Ottocento.

Gianni Milani

“Creature reali e fantastiche”

MAO-Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11, Torino; tel. 011/4436927 o www.maotorino.it

Fino al 4 ottobre

Orari: dal mart. al ven. 10/18, sab. e dom. 11/19; chiuso il lunedì

***

Nelle foto
– Opera di Scuola Kano
– Maruyama Okyo: “Coppia di carpe”
– Maruyama Oshin: “Coppia di conigli”

 

 

 

Meno parlamentari? Le zone montane senza rappresentanti

 RAPPRESENTANZA ZERO PER I TERRITORI MONTANI E LE AREE INTERNE DEL PAESE DOVE NON CI SONO NUMERI. UNCEM CHIEDE INCONTRO AL MINISTRO FRACCARO 

Il Presidente Uncem Marco Bussone ha chiesto al Ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro un incontro nel quale analizzare le conseguenze della riforma del sistema elettorale successiva alla riduzione dei Parlamentari, in discussione i queste settimane nelle due Camere.

Come già evidenziato in alcune note trasmesse a maggio a Senatori e Deputati, il rischio è che la riduzione complessiva degli eletti tagli drasticamente le possibilità dei territori di essere rappresentati se non vi saranno delle “compensazioni territoriali” nella composizione dei collegi elettorali. Sia per il Senato, sia per la Camera, già oggi con il Rosatellum hanno maggiore forza le aree dove sono concentrati più elettori. Le aree urbane hanno maggiore capacità di esprimere i propri rappresentanti, qualunque sia il loro partito. A seguito della riduzione a 200 Senatori e a 400 Deputati, questo divario tra chi elegge donne e uomini in Parlamento e chi invece non ha i voti sufficienti per farlo e viene “escluso” andrà a crescere. Se poi si aggiunge l’innalzamento delle soglie di sbarramento, vicine al 10%, tutto si complica ulteriormente.

Uncem più volte, negli ultimi dieci anni, ha chiesto – assieme ad associazioni del terzo settore, ad aggregazioni quali ad esempio l’associazione Alte Terre – che nei sistemi elettorali regionali la componente territorio, esteso e da governare, fosse inserita a compensazione dei numeri ridotti di cittadini elettori delle zone interne e montane del Paese. Una richiesta che, ad esempio il Consiglio regionale del Piemonte non ha mai voluto accogliere nel disegnare nuovi collegi elettorali capaci di rispondere alle istanze democratiche e di rappresentanza non solo delle zone urbane. Il rischio è che anche a livello nazionale si vada verso scenari negativi: nei grandi collegi elettorali, il baricentro saranno le città, prevarranno ancora i grandi numeri. E il territorio non potrà votare. Le città prenderanno tutto. A danno delle zone agricole, rurali, montane. Almeno per il Senato, Uncem proporrà invece valga la regola prevista negli Stati Uniti – ogni Stato, dunque ogni collegio, esprime due Senatori indipendentemente dalla popolazione e dall’estensione – dopo la battaglia vinta nella Rivoluzione americana di metà Settencento. ‘ No taxation without representation’ era il punto fermo, slogan concreto della Rivoluzione. Uncem proporrà valga anche oggi in Italia, per evitare che la riduzione dei Parlamentari, la concentrazione del potere elettorale dove ci sono i numeri più alti, indebolisca le zone montane e rurali del Paese, dove vivono 15 milioni di persone, un quarto degli italiani. Evitare nuove sperequazioni territoriali nella scrittura delle regole del gioco, è imprescindibile e decisivo per la tenuta democratica del Paese

European Para-Archery Cup, un argento e un bronzo per Elisabetta Mijno

La seconda tappa della European Para-Archery Cup si è conclusa con cinque medaglie per l’Italia e due di queste portano la firma di Elisabetta Mijno, bronzo nella gara individuale dell’arco olimpico e argento nel mixed team in coppia con Stefano Travisani

Sulla linea di tiro di Nove Mesto (Repubblica Ceca) l’arciera torinese tesserata per Fiamme Azzurre e Arcieri delle Alpi ha vinto ieri la finale per il terzo posto contro la brasiliana Thais Silva Carvalho. Un match mai in discussione e chiuso con il punteggio di 6-0 (parziali 37-15 27-22 27-22), dopo la semifinale persa 6-2 contro la polacca Milena Olszewska. In precedenza Elisabetta aveva superato la russa Lilia Rinatovna Rashitova 6-4 ai quarti, cui era approdata direttamente grazie al secondo posto in qualifica con 618 punti. Nel mixed team la plurimedagliata atleta paralimpica e mondiale ha raggiunto la finale per l’oro insieme a Stefano Travisani, ma i due si sono poi arresi 6-0 contro la Russia di Barantseva e Tsydorzhiev (parziali 37-32 37-32 36-33). In semifinale gli azzurri avevano sconfitto 6-0 la Corea del Sud (Kim, Lee), ai quarti allo shoot off 5-4 (18-17) la Polonia (Olszewska, Ciszek).

Risultati completi a questo link

50 anni di Luna con Moon Week

Il programma fino al 21 luglio 

Il 20 luglio 1969 la Missione Apollo 11 raggiungeva il nostro satellite e il comandante Neil Amnstrong, insieme al pilota del Modulo Lunare, Buzz Aldrin, poggiavano per primi il piede sulla Luna

Infini.to – Museo dell’Astronomia e dello Spazio, Planetario di Torino – organizza dal 15 al 21 luglio una settimana di appuntamenti per celebrare il cinquantesimo anniversario dallo sbarco sulla Luna, eventi che condurranno il pubblico fino a quel fatidico 20 luglio 1969, giorno in cui la Missione Apollo 11 raggiunse il nostro satellite. La tecnologia del Planetario digitale, gli spettacoli live creati dallo Staff di Infini.to, una nuova postazione interattiva e una Maratona Lunare permetteranno di ripercorrere i momenti salienti dell’avventura che ha portato 3 coraggiosi astronauti verso la Luna. Sarà possibile rivivere le emozioni, conoscere le ricadute di tale operazione, scoprire i nuovi orizzonti e le nuove sfide legate all’unico oggetto celeste raggiunto fino a ora da un essere umano.

Tutti i dettagli, gli orari e i costi dei singoli eventi sono consultabili al link
http://www.planetarioditorino.it/infinito/50-anni-di-luna/infinito


PROGRAMMA

15 luglio – Guarda che Luna, riflessioni a 50 anni dallo sbarco
Per ricordare lo sbarco dell’uomo sulla Luna e celebrare le grande imprese passate e future, La Stampa incontra i suoi grandi ospiti per discuterne insieme a loro.
Conduce Gabriele Beccaria – giornalista La Stampa e responsabile Tuttoscienze
Interviene Maurizio Molinari – direttore de La Stampa e direttore editoriale Gnn
A seguire spettacolo presso il Planetario ed osservazioni di gruppo.
Ingresso su invito ed iscrizione

16 luglio – Eclissi di Luna
Il 16 luglio la Luna è protagonista di uno dei fenomeni astronomici più attesi dell’anno, l’eclissi di Luna. Una serata per scoprire il nostro satellite e lasciarsi incantare dall’osservazione al telescopio dalla terrazza del Museo. Ospite della serata Eleonora Ammannito (ASI – Agenzia Spaziale Italiana)

17 luglio – Fly me to the Moon
Una serata dedicata all’ispirazione che la Luna ha creato nel mondo della musica e della letteratura, in un intreccio di letture e brani musicali a cura di Daniela Fargione (Università degli Studi di Torino) e del critico, scrittore Franco Bergoglio.

18 luglio – Robotica ed AI al servizio dell’esplorazione spaziale
Tavola rotonda per discutere gli innumerevoli temi legati all’esplorazione robotica e umana dello Spazio. Ospiti della serata: Maria Antonietta Perino (Thales Alenia Space), Giancarlo Genta (Politecnico di Torino) e Giada Genchi (IIT). Durante l’evento demonstration a cura di COMAU e Infini.to. e.DO, il robot di COMAU utilizzato nelle demonstration, è un robot modulare, articolato multiasse con intelligenza integrata, open-source progettato per rendere divertenti e più interattivi l’apprendimento, la creazione, l’esplorazione e la programmazione. Con la stessa ingegneria innovativa e facile da usare che caratterizza i robot industriali Comau, e.DO soddisfa le esigenze di mondi molto diversi: da insegnanti e studenti a makers e appassionati, da scuole e università a organizzatori di eventi e centri comunitari.

19 luglio – Song for stars – Lo spettacolo del cielo in musica
Appuntamento della rassegna di sonorizzazioni, serate di performance live con proiezione sulla cupola del Planetario, dedicato alla Luna insieme ai Time Machine e alle sonorità dei Pink Floyd.

20 Luglio – “Ha toccato!”
Per celebrare una dei momenti più emozionanti dell’uomo, Infini.to inaugura Moon Explorer: una postazione museale dotata di un simulatore che permette l’esplorazione della superficie lunare interagendo con ciò che le missioni dirette al nostro satellite hanno lasciato nel corso degli ultimi 50 anni, e di prendere parte alle missioni future verso la Luna, proiettandosi intorno a una stazione circumlunare.
Alla sera Infini.to propone una Maratona lunare: la missione Apollo 11 in diretta con i veri protagonisti dell’avventura lunare e i video dell’impresa che ha inchiodato alla TV milioni di telespettatori la sera del 20 luglio 1969 – cronaca a cura del giornalista Antonio Lo Campo.

21 luglio – Apollo 11 – Correva l’anno 1969…

Inaugurazione dello spettacolo per planetari realizzato da Infini.to che ripercorre le fasi salienti sull’esplorazione lunare e sull’anniversario dell’allunaggio con una prospettiva sulle missioni future.