





Con i fondi 8×1000, la Chiesa Valdese ha finanziato, nel corso del 2018-19, il progetto InclusiveWEB, una metodologia innovativa nel campo delle tecnologie di supporto alle persone affette da disabilità
Il progetto ha avuto come capofila Sloweb, associazione che promuove l’uso consapevole e responsabile del web, che ha guidato un partenariato composto da APRI Onlus, associazione italiana ipovedenti e retinopatici, e Il Nodo Group, associazione che studia i processi relazionali consci e inconsci tra gli individui nei gruppi di lavoro.
Alla base del progetto InclusiveWEB è appunto il processo relazionale, re-interpretato dai partner in ottica “user experience”, e applicato alle relazioni tra la persona affetta da handicap, la sua comunità e gli strumenti tecnologici di ausilio.
Visto il successo dell’informatica nel mercato mondiale, questi strumenti di ausilio esistono in diverse forme. Sia come soluzioni specializzate e di alto costo, sia come semplici configurazioni specifiche di dispositivi di uso comune, reperibili nell’ambito della normale offerta di mercato. Quest’ultime offrono costi contenuti, ma anche l’apertura di orizzonti di autonomia non disponibili con altre tecnologie, quali l’accesso ai servizi internet di socializzazione, divertimento, informazione etc. in mobilità. In altre parole, la persona affetta da ipovisione può ora uscire da casa e abbandonare le tradizionali (e care) tecnologie di ausilio basate su PC per utilizzare in modo pieno e soddisfacente i moderni smartphone e tablet.
Tuttavia, la vasta offerta commerciale può porre dubbi sulla migliore soluzione: il progetto InclusiveWEB ha tra i propri obiettivi quello di consentire una scelta ponderata delle migliori tecnologie di supporto tra quelle offerte dal mercato. Inoltre, è progettata per essere utilizzata come strumento di valutazione di tecnologie di assistenza per ogni tipo di disabilità. Associazioni ed enti possono fare uso della metodologia prodotta dal progetto per determinare la tecnologia che meglio risponde ai bisogni dei propri iscritti.
Per ogni tecnologia analizzata, InclusiveWEB fornisce l’elenco dei bisogni ancora non soddisfatti, e ulteriori requisiti di sviluppo per quelli non ancora soddisfacenti. Nel corso del progetto, è stato verificato il livello di risposta ai bisogni di persone affette da ipovisione della tecnologia Apple iPhone in configurazione VoiceOver e con l’impiego dell’assistente personale Siri, riscontrandone un generale buon livello di rispondenza, ma anche specifiche mancanze.
Il progetto è stato possibile grazie ad una felice forma di unione di diverse competenze ed esperienze: quella informatica di Sloweb, quella psicologica-relazionale di Il Nodo Group e quella propria di APRI Onlus.
Ritornano i “Kakemono” al MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino. Fino al 4 ottobre
Opere estremamente delicate, in quanto realizzate in tempi remoti su carta o seta o cotone, per mantenersi inalterate nel tempo devono obbligatoriamente sottoporsi a periodiche soste di riposo ben custodite in appositi contenitori, al riparo delle luci della ribalta, per poi ripresentarsi al pubblico in perfetta “forma” con le loro misteriose immagini, evocatrici di simbologie e leggende le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Sono i “Kakemono” o “Kakejiku”, classici dipinti – o calligrafie – giapponesi eseguiti su rotolo verticale per essere appesi a parete ( a differenza degli “Emakimono”, rotoli pittorici che vengono invece aperti in senso orizzontale su una superficie piatta) e che ritornano in mostra, più fascinosi che mai, nelle sale del MAO-Museo d’Arte Orientale, dopo il forzato e saggio periodo di “letargo”, in rotazione con altre opere appartenenti alla Collezione del Museo di via San Domenico a Torino. Fil rouge che lega i dipinti presenti in mostra la rappresentazione, rispetto alla quale fin dal XII secolo gli artisti giapponesi hanno dato prova di straordinaria abilità compositiva e interpretativa, di soggetti animali: “creature reali e fantastiche” (come recita il titolo della rassegna), che fin dai tempi più antichi popolano l’arcipelago, così come l’immaginario del suo popolo e dei racconti tradizionali passati nel tempo di generazione in generazione e di artista in artista. La nuova rotazione di “Kakemono” trae dunque spunto da questa ricca produzione artistica, presentando, fino al prossimo 4 ottobre, una selezione di creature della terra, dell’acqua e dell’aria che sono immagini rappresentative di un mondo naturale dove allegoria, leggenda e mito si fondono in un unicum carico di sottile mistero e magica poesia. Così nel dittico di Scuola Kano, la più importante e longeva dell’arte giapponese (attiva dal XV al XIX secolo), il drago, protettore dell’Est e della primavera, dialoga con la tigre, emblema dell’Ovest e dell’autunno: l’abile gioco di pennellate a inchiostro concretizza l’abbinamento propizio di forze complementari, dominatrici di cielo e terra. A volgere lo sguardo al cielo verso la tonda luna è invece la rasserenante “Coppia di conigli” protagonista del dipinto di Maruyama Oshin (1791-1839): sono i conigli lunari, associati alla festa di metà autunno, quando, secondo la leggenda, è possibile scorgere sulla faccia lunare la forma di un coniglio intento a preparare il dolce tradizionale, il mochi. L’associazione del coniglio con la luna rinvia anche alla figura della principessa lunare, da cui la trasposizione moderna di “Sailor Moon”, protagonista di un cartone animato popolare in Italia. Proseguendo nell’iter espositivo, troviamo poi la bellissima “Coppia di carpe” del celebre Maruyama Okyo (1733-1795; attivo alla corte imperiale e fondatore della “Maruyama-Shijo”, fra le scuole naturaliste più prestigiose dell’epoca) che pare prendere vita, tanto è dettagliata la resa
delle squame. E non è solo una questione di stile: “La carpa, in giapponese ‘koi’, rinvia – dicono al MAO – alla parola omofona che significa ‘amore’, e l’associazione simbolica è rafforzata proprio dalla scelta di presentare l’animale in coppia”. Altrettanto fine è ancora il dettaglio delle zampe della “Coppia di gru” di Kawamura Bunpo (1779-1821), artista di Kyoto, nelle cui opere la tradizione tematica giapponese si allarga a influenze realistiche occidentali. “L’augurio di longevità convogliato tradizionalmente da questa creatura si unisce all’auspicio di pace e speranza, di cui la gru è divenuta simbolo dopo la seconda guerra mondiale”. Nel corridoio che al Museo ospita le stampe policrome è anche presentata una selezione di “Ukiyo-e” ( genere di stampa artistica su carta, fiorita nel cosiddetto periodo Edo fra il XVII ed il XX secolo), il cui nucleo centrale è costituito da ritratti di famosi attori di teatro kabuki ad opera di Utagawa Kunisada ( noto anche come Utagawa Toyokuni III), fra i più importanti e celebri artisti del Giappone dell’Ottocento.
Gianni Milani
“Creature reali e fantastiche”
MAO-Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11, Torino; tel. 011/4436927 o www.maotorino.it
Fino al 4 ottobre
Orari: dal mart. al ven. 10/18, sab. e dom. 11/19; chiuso il lunedì
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RAPPRESENTANZA ZERO PER I TERRITORI MONTANI E LE AREE INTERNE DEL PAESE DOVE NON CI SONO NUMERI. UNCEM CHIEDE INCONTRO AL MINISTRO FRACCARO
Il Presidente Uncem Marco Bussone ha chiesto al Ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro un incontro nel quale analizzare le conseguenze della riforma del sistema elettorale successiva alla riduzione dei Parlamentari, in discussione i queste settimane nelle due Camere.
Come già evidenziato in alcune note trasmesse a maggio a Senatori e Deputati, il rischio è che la riduzione complessiva degli eletti tagli drasticamente le possibilità dei territori di essere rappresentati se non vi saranno delle “compensazioni territoriali” nella composizione dei collegi elettorali. Sia per il Senato, sia per la Camera, già oggi con il Rosatellum hanno maggiore forza le aree dove sono concentrati più elettori. Le aree urbane hanno maggiore capacità di esprimere i propri rappresentanti, qualunque sia il loro partito. A seguito della riduzione a 200 Senatori e a 400 Deputati, questo divario tra chi elegge donne e uomini in Parlamento e chi invece non ha i voti sufficienti per farlo e viene “escluso” andrà a crescere. Se poi si aggiunge l’innalzamento delle soglie di sbarramento, vicine al 10%, tutto si complica ulteriormente.
Uncem più volte, negli ultimi dieci anni, ha chiesto – assieme ad associazioni del terzo settore, ad aggregazioni quali ad esempio l’associazione Alte Terre – che nei sistemi elettorali regionali la componente territorio, esteso e da governare, fosse inserita a compensazione dei numeri ridotti di cittadini elettori delle zone interne e montane del Paese. Una richiesta che, ad esempio il Consiglio regionale del Piemonte non ha mai voluto accogliere nel disegnare nuovi collegi elettorali capaci di rispondere alle istanze democratiche e di rappresentanza non solo delle zone urbane. Il rischio è che anche a livello nazionale si vada verso scenari negativi: nei grandi collegi elettorali, il baricentro saranno le città, prevarranno ancora i grandi numeri. E il territorio non potrà votare. Le città prenderanno tutto. A danno delle zone agricole, rurali, montane. Almeno per il Senato, Uncem proporrà invece valga la regola prevista negli Stati Uniti – ogni Stato, dunque ogni collegio, esprime due Senatori indipendentemente dalla popolazione e dall’estensione – dopo la battaglia vinta nella Rivoluzione americana di metà Settencento. ‘ No taxation without representation’ era il punto fermo, slogan concreto della Rivoluzione. Uncem proporrà valga anche oggi in Italia, per evitare che la riduzione dei Parlamentari, la concentrazione del potere elettorale dove ci sono i numeri più alti, indebolisca le zone montane e rurali del Paese, dove vivono 15 milioni di persone, un quarto degli italiani. Evitare nuove sperequazioni territoriali nella scrittura delle regole del gioco, è imprescindibile e decisivo per la tenuta democratica del Paese
La seconda tappa della European Para-Archery Cup si è conclusa con cinque medaglie per l’Italia e due di queste portano la firma di Elisabetta Mijno, bronzo nella gara individuale dell’arco olimpico e argento nel mixed team in coppia con Stefano Travisani
Sulla linea di tiro di Nove Mesto (Repubblica Ceca) l’arciera torinese tesserata per Fiamme Azzurre e Arcieri delle Alpi ha vinto ieri la finale per il terzo posto contro la brasiliana Thais Silva Carvalho. Un match mai in discussione e chiuso con il punteggio di 6-0 (parziali 37-15 27-22 27-22), dopo la semifinale persa 6-2 contro la polacca Milena Olszewska. In precedenza Elisabetta aveva superato la russa Lilia Rinatovna Rashitova 6-4 ai quarti, cui era approdata direttamente grazie al secondo posto in qualifica con 618 punti. Nel mixed team la plurimedagliata atleta paralimpica e mondiale ha raggiunto la finale per l’oro insieme a Stefano Travisani, ma i due si sono poi arresi 6-0 contro la Russia di Barantseva e Tsydorzhiev (parziali 37-32 37-32 36-33). In semifinale gli azzurri avevano sconfitto 6-0 la Corea del Sud (Kim, Lee), ai quarti allo shoot off 5-4 (18-17) la Polonia (Olszewska, Ciszek).
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Il 20 luglio 1969 la Missione Apollo 11 raggiungeva il nostro satellite e il comandante Neil Amnstrong, insieme al pilota del Modulo Lunare, Buzz Aldrin, poggiavano per primi il piede sulla Luna
Infini.to – Museo dell’Astronomia e dello Spazio, Planetario di Torino – organizza dal 15 al 21 luglio una settimana di appuntamenti per celebrare il cinquantesimo anniversario dallo sbarco sulla Luna, eventi che condurranno il pubblico fino a quel fatidico 20 luglio 1969, giorno in cui la Missione Apollo 11 raggiunse il nostro satellite. La tecnologia del Planetario digitale, gli spettacoli live creati dallo Staff di Infini.to, una nuova postazione interattiva e una Maratona Lunare permetteranno di ripercorrere i momenti salienti dell’avventura che ha portato 3 coraggiosi astronauti verso la Luna. Sarà possibile rivivere le emozioni, conoscere le ricadute di tale operazione, scoprire i nuovi orizzonti e le nuove sfide legate all’unico oggetto celeste raggiunto fino a ora da un essere umano.
Tutti i dettagli, gli orari e i costi dei singoli eventi sono consultabili al link
http://www.planetarioditorino.it/infinito/50-anni-di-luna/infinito

PROGRAMMA
15 luglio – Guarda che Luna, riflessioni a 50 anni dallo sbarco
Per ricordare lo sbarco dell’uomo sulla Luna e celebrare le grande imprese passate e future, La Stampa incontra i suoi grandi ospiti per discuterne insieme a loro.
Conduce Gabriele Beccaria – giornalista La Stampa e responsabile Tuttoscienze
Interviene Maurizio Molinari – direttore de La Stampa e direttore editoriale Gnn
A seguire spettacolo presso il Planetario ed osservazioni di gruppo.
Ingresso su invito ed iscrizione
16 luglio – Eclissi di Luna
Il 16 luglio la Luna è protagonista di uno dei fenomeni astronomici più attesi dell’anno, l’eclissi di Luna. Una serata per scoprire il nostro satellite e lasciarsi incantare dall’osservazione al telescopio dalla terrazza del Museo. Ospite della serata Eleonora Ammannito (ASI – Agenzia Spaziale Italiana)
17 luglio – Fly me to the Moon
Una serata dedicata all’ispirazione che la Luna ha creato nel mondo della musica e della letteratura, in un intreccio di letture e brani musicali a cura di Daniela Fargione (Università degli Studi di Torino) e del critico, scrittore Franco Bergoglio.
18 luglio – Robotica ed AI al servizio dell’esplorazione spaziale
Tavola rotonda per discutere gli innumerevoli temi legati all’esplorazione robotica e umana dello Spazio. Ospiti della serata: Maria Antonietta Perino (Thales Alenia Space), Giancarlo Genta (Politecnico di Torino) e Giada Genchi (IIT). Durante l’evento demonstration a cura di COMAU e Infini.to. e.DO, il robot di COMAU utilizzato nelle demonstration, è un robot modulare, articolato multiasse con intelligenza integrata, open-source progettato per rendere divertenti e più interattivi l’apprendimento, la creazione, l’esplorazione e la programmazione. Con la stessa ingegneria innovativa e facile da usare che caratterizza i robot industriali Comau, e.DO soddisfa le esigenze di mondi molto diversi: da insegnanti e studenti a makers e appassionati, da scuole e università a organizzatori di eventi e centri comunitari.
19 luglio – Song for stars – Lo spettacolo del cielo in musica
Appuntamento della rassegna di sonorizzazioni, serate di performance live con proiezione sulla cupola del Planetario, dedicato alla Luna insieme ai Time Machine e alle sonorità dei Pink Floyd.
20 Luglio – “Ha toccato!”
Per celebrare una dei momenti più emozionanti dell’uomo, Infini.to inaugura Moon Explorer: una postazione museale dotata di un simulatore che permette l’esplorazione della superficie lunare interagendo con ciò che le missioni dirette al nostro satellite hanno lasciato nel corso degli ultimi 50 anni, e di prendere parte alle missioni future verso la Luna, proiettandosi intorno a una stazione circumlunare.
Alla sera Infini.to propone una Maratona lunare: la missione Apollo 11 in diretta con i veri protagonisti dell’avventura lunare e i video dell’impresa che ha inchiodato alla TV milioni di telespettatori la sera del 20 luglio 1969 – cronaca a cura del giornalista Antonio Lo Campo.
21 luglio – Apollo 11 – Correva l’anno 1969…
Inaugurazione dello spettacolo per planetari realizzato da Infini.to che ripercorre le fasi salienti sull’esplorazione lunare e sull’anniversario dell’allunaggio con una prospettiva sulle missioni future.
Successo per il ‘compleanno solidale’ di Cristiano Bilucaglia, il mecenate che azzera le bollette di luce e gas.
Compiere gli anni e fare doni, anziché riceverli. E’ successo in questi giorni a Torino. Un fatto singolare, che ha quasi dell’incredibile in epoca di consumismo, con protagonista Cristiano Bilucaglia, da tempo stimato imprenditore e benefattore, famoso per aver introdotto per primo in Italia la moneta complementare, con cui in dieci anni, dal 2009 a oggi, è stato possibile salvare migliaia di imprese dalla crisi, preservando altrettanti posti di lavoro, e creandone di nuovi.
Per le sue prime fortunate 50 candeline, il generoso mecenate piemontese divenuto universalmente noto per essere stato il primo ad azzerare le bollette di luce e gas (Canone Rai e accise incluse)ha scelto di farsi un regalo davvero unico nel suo genere: “A 50 anni suonati, i più raggiungono un discreto livello di saggezza. Ma 50 anni è anche un traguardo per coloro che invece iniziano la gara della vita da una griglia di partenza sfavorevole: proprio tutti quei bimbi del mondo che versano in realtà disagiate, a cuiamorevolmente tende la mano BeChildren, una Onlus a me decisamente cara perché fornisce l’aiuto più bello. Il più utile: portare in loco gli strumenti del cambiamento economico, culturale, sociale. Insegnare a piccoli e adulti, a grandi e piccini, a fare squadra insieme alla luce dei valori che contano per raggiungere e condividere un comune obiettivo, un comune sentire: il bene di una comunità unita e coesa”.
Per poi proseguire: “Motivo per cui, al galà dei festeggiamenti, ho chiesto ai miei numerosi ospiti di pensare a queste persone, prima che a me. Ed il risultato è stato strabiliante: ben più di 5.000 euro donati dagli invitati ai referenti di BeChildren presenti all’evento. Una somma importante, che per i Paesi terzomondisti in cui opera la predetta Onlus rappresenta un capitale cospicuo per il prosieguo delle attività di sostegno in essere”, conclude entusiasta il Presidente di ‘uBroker Srl’.
Giovedì prossimo 18 luglio alle ore 17,30, in via De Santis 12 a Torino (piazza Massaua) presso il centro civico della Circoscrizione III si terrà un convegno aperto al pubblico sul futuro dell’Europa, promosso dal Pde, con Rete Bianca e il Domani d’Italia.
L’intervento della prima cittadina, Chiara Appendino, oggi in Sala Rossa, a seguito delle polemiche sul Salone dell’ Auto delle dimissioni del vicesindaco Montanari
“IL MANDATO E’ VINCOLATO AL VOTO SUI PROSSIMI PROVVEDIMENTI”
Le vicende di questi giorni, ha esordito Appendino, impongono alcune considerazioni di natura politica.
Il trasferimento non è ovviamente stato deciso in un paio di giorni.
Le difficoltà politiche hanno fatto da sfondo a questa vicenda. Nessuno tra coloro che hanno il dovere e l’onore e la responsabilità di governare la cosa pubblica può permettersi il lusso di ironizzare, dileggiare e osteggiare un evento che coinvolge 700 mila cittadini e che ha ricadute sulla città in termini economici, lavorativi e di immagine. Il lavoro deve sempre essere rispettato. La nostra responsabilità istituzionale sovrasta sempre quella politica. Per questo motivo ho revocato le deleghe al vice sindaco Guido Montanari che ringrazio per il lavoro svolto ma ci sono momenti nei quali ognuno deve assumersi la responsabilità di ciò che dice. Quando si rivestono ruoli istituzionali non si possono permettere certi inciampi.
Le parole riportate dai giornali dal vice sindaco non possono essere derubricate a battute. Terrò io le deleghe ad interim.
Ha quindi avviato una riflessione sull’operato della maggioranza. “Non sono disposta in alcun modo ad andare avanti con il freno a mano tirato, ha affermato. Intendo onorare fino in fondo la responsabilità ad amministrare questa città. E’ innegabile che in questi tre anni abbiamo fatto tanto ma è altrettanto vero che tanto altro avremmo potuto fare.
Ringrazio quei consiglieri che tra infinite difficoltà si sono spesi anima e corpo su provvedimenti nell’esclusivo interesse della collettività, sforzi che non possono essere vanificati da esternazione estemporanee, affermazioni che trattano superficialmente i temi che riguardano la vita di migliaia di cittadini, di imprese e di lavoratori. In questi anni di mandato, la Città ha raggiunto traguardi che molti non ritenevano possibili. Ciò è accaduto quando la maggioranza ha saputo far fronte con unità di intenti alla responsabilità di amministrare Torino.
Tuttavia, ha aggiunto, ricorrono con frequenza non più compatibile con la responsabilità di amministrare la Città comportamenti che spesso vanificano i risultati raggiunti.
La credibilità di una città, soprattutto nei confronti dei suoi cittadini degli investitori, del Paese passa anche dall’unità di intenti delle sue istituzioni e dalla capacità di prendere decisioni veloci ed efficaci. Non possiamo pensare che provvedimenti come quello relativo al motovelodromo possano essere osteggiati per diatribe interne, non possiamo pensare che la realizzazione di un impianto sportivo che un investitore privato vorrebbe far sorgere in Parella venga compromesso da posizioni ideologiche e occorre anche chiarire alcuni aspetti sui rapporti con le istituzioni. Non possiamo pensare che chi ha responsabilità di governo si scagli continuamente contro il lavoro di Prefettura e Questura. Non possiamo pensare che ambiente, innovazione, sicurezza, welfare eventi il futuro della città siano soggetti a diatribe interne e a compromessi al ribasso. La politica è mediazione ma non può essere una corsa al ribasso messa davanti all’interesse generale della Città.
Dalla settimana prossima arriveranno in aula una serie di delibere di cui la Città ha bisogno per esprimere al massimo tutto il suo potenziale, che riguardano il futuro e il benessere dei cittadini. Provvedimenti sui quali chiederò all’aula un mandato pieno.
Non intendo più accettare battute di arresto e compromessi al ribasso. Ciò che chiedo è una prova di maturità. Per questo, a questi atti che ritengo fondamentali per il futuro della Città vincolerò il mio mandato e il destino di questa amministrazione, perché questa Amministrazione ha senso di esistere solo se può lavorare e portare per il bene della Città. Abbiamo la Linea 2 della metro da finanziare e da avviare, strade e ciclabili da fare, aziende da far crescere lavoro da creare, ambiente da tutelare, cittadini in difficoltà da aiutare anche grazie alle iniziative messe in campo con il reddito di cittadinanza, trasporti da migliorare, raccolta differenziata da estendere, sicurezza da garantire.
Se l’Amministrazione sarà in grado di continuare a fare il bene della Città sarò felice di portare avanti il mio mandato, di continuare a dare ai cittadini le risposte che meritano. Una perdurante situazione di stallo che verificheremo già dai voti sui primi provvedimenti procurerebbero danni che la Città non può permettersi. Se il male minore fosse il termine anticipato della consiliatura, così sarà”.
(foto Enrico Belt)
“L’amore non viene mai meno”
In Italia i Testimoni di Geova hanno organizzato, per questa estate, 73 congressi della durata di tre giorni, improntati sul tema “L’amore non viene mai meno”.
Ad uno dei congressi, in programma nella Sala delle Assemblee di Cameri dal 2 al 4 agosto, si prevede la presenza di 4mila delegati provenienti da Torino e provincia.

La serie mondiale degli eventi congressuali in programma quest’anno abbraccerà sei continenti, sbarcherà in più di 200 Paesi, e il programma sarà presentato in oltre 400 lingue.
“Questi eventi dimostreranno in che modo l’amore può avere un’influenza positiva nell’unire persone provenienti da diversi ambienti culturali”, afferma Alberto Bertone, portavoce locale dei Testimoni di Geova. “I congressisti avranno l’opportunità di incontrarsi e trascorrere del tempo in compagnia dei loro fratelli cristiani. Gli abitanti della cittadina in provincia di Novara, ove ha sede una capiente e confortevole Sala di Assemblee di recente costruzione, saranno felici di accogliere l’afflusso di visitatori nei numerosi bar, ristoranti, hotel e luoghi di interesse turistico”.
È possibile conoscere le località e gli orari di questi congressi aperti al pubblico su jw.org, il sito ufficiale dei Testimoni di Geova.
I momenti più attesi del congresso. Il programma esaminerà in che modo i princìpi biblici possono aiutare le persone in modi pratici. Durante la giornata di venerdì verrà spiegato in che modo l’amore può aiutare le persone a superare ostacoli come un’educazione difficile, una malattia cronica, o la povertà. Il programma del sabato esaminerà alcuni princìpi della Bibbia che aiutano mariti, mogli e figli a mostrarsi amore l’un l’altro. Infine, il programma della domenica includerà un discorso pubblico dal tema “Vero amore in un mondo pieno d’odio. Dove trovarlo?”, che mostrerà come superare il pregiudizio e l’odio.
Nota per la Redazione. I congressi dei Testimoni di Geova sono aperti al pubblico; non si fanno collette. Invitiamo chiunque desiderasse saperne di più a esaminare il programma completo su jw.org e guardare un video sui congressi dei Testimoni di Geova. Oltre che in italiano, i congressi in Italia saranno presentati in altre 14 lingue, tra le quali la lingua dei segni italiana. (LIS)