ilTorinese

Tutti astronauti: destinazione Spazio alla “Promotrice” di Torino

“Space Adventure”

Fino al 22 marzo 2020

Oltre mille biglietti staccati al botteghino nella prima giornata torinese di sabato 22 novembre scorso. Giornata, per di più, di forte maltempo. Una partenza che lascia ben sperare, quasi inaspettata per gli stessi organizzatori e alla luce per altro dei 4milioni di visitatori registrati nelle precedenti tappe di Copenaghen, Tel Aviv, Johannesburg, Varsavia e Bucarest. Atterrata a Torino (città già meritevolmente impegnata nell’industria dell’aerospazio), grazie alla concreta organizzazione di “Extramuseum Divulgazione Scientifica” e dell’“Associazione Radar”, “Space Advenure” è una produzione dell’“US Space & Rocket Center”, il museo della NASA di Huntsville-Alabama e, sotto la Mole, resterà fino al 22 marzo del prossimo anno, negli spazi della “Promotrice delle Belle Arti” al Valentino. Mostra piacevolmente interattiva e coinvolgente, rivolta all’intera famiglia, ai grandi ma anche (e in modo particolare) ai giovani e ai bambini, la rassegna vuole essere non solo vetrina di “mirabilia” spaziali – raccontate attraverso gli occhi e gli oggetti della NASA o della moscovita Città delle Stelle – ma anche una sorta di “ludica palestra” in cui sperimentare di persona le sensazioni e le emozioni vissute dai cosmonauti nel corso delle loro missioni. Tute e navicelle spaziali, modelli in scala di satelliti e razzi, pietre lunari, il cibo consumato nello spazio, fino alla cuccia della cagnolina Laika che il 3 novembre del 1957 fu imbarcata a bordo del sovietico Sputnik 2 – per non fare più ritorno sulla Terra – e tant’altro ancora: i 1500 metri quadri di percorso espositivo assemblano (sulle orme di astronauti, tecnici e scienziati) un centinaio di cimeli originali, provenienti dalle basi e dai centri di ricerca di tutto il mondo. E’ un viaggio unico ed emozionante che racconta le incredibili conquiste dell’uomo nelle esplorazioni spaziali, toccando in concreto (fatto salvo un breve accenno all’immaginifico e letterario sogno di Jules Verne, con il suo “De la Terre à la Lune” del 1865) gli anni di feroce rivalità nella corsa allo spazio, in tempi di conclamata “guerra fredda”, fra l’Unione Sovietica – cui si deve il lancio in orbita del primo satellite artificiale, lo Sputnik, e la missione di Jurij Gagarin, primo uomo a volare nello spazio, portando a termine la propria missione nell’aprile del 1961 a bordo della Vostok 1 – e gli Stati Uniti, che il 20 luglio del 1969, con il programma Apollo 11, arrivarono allo sbarco dei primi uomini sulla Luna. E il viaggio continua fino al “cessate le armi” e alla fattiva collaborazione fra le due superpotenze che nel luglio del 1975 porta la capsula sovietica Soyuz ad agganciarsi in orbita a una navicella americana del programma Apollo, “in un abbraccio di grande potenza simbolica”. Che porta alla creazione di quella Stazione Spaziale Internazionale (ISS) – per la quale proprio la torinese “Thales Alenia” collaborò nella progettazione e costruzione del veicolo spaziale Cygnus destinato al trasporto cargo – in cui il visitatore s’imbatte all’ingresso dell’esposizione e che rappresenta forse uno dei più alti gradi di complessità e di integrazione tecnologica e scientifica mai raggiunta, coinvolgendo molte nazioni, Italia compresa. Di qui hanno scattato le loro fotografie i nostri Samantha Cristoforetti, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea, e (Astro)Luca Parmitano, primo italiano ad effettuare un’attività extraveicolare (EVA) nel luglio del 2013, con ben sei ore e sette minuti di passeggiata spaziale. Fra oggetti autentici e fedeli riproduzioni, si arriva ancora alla scoperta della plancia comandi dello Shuttle, adibito dagli States a missioni in orbita intorno alla terra, allo Sputnik, ai lanciatori della NASA, fino all’enorme veicolo spaziale Orion, la grande “novità” del prossimo futuro, che sarà utilizzata nell’esplorazione umana degli asteroidi e degli spazi cislunari, in vista di un futuro sbarco su Marte. Di sicura attrazione, infine, lo Space Camp: centinaia di metriquadri di pura interattività dove, grazie ai simulatori, i visitatori potranno sperimentare le sensazioni che provano gli astronauti durante l’addestramento, dalla microgravità alla perdita dell’orientamento spaziale. Guidati dai Pilot si potrà provare l’emozione di guidare uno Shuttle, sperimentare l’assenza di gravità fluttuando nello spazio o simulare la rotazione Multi-Axis a bordo di una navicella spaziale. Con 1/6 Gravity si potrà ancora scoprire l’emozione di camminare sulla Luna o partecipare all’addestramento dei piloti con l’F18 Simulator Pilot.

Gianni Milani

“Space Adventure”

Promotrice delle Belle Arti, v.le Balsamo Crivelli 11, Torino; tel. 011/6692545

Fino al 22 marzo 2020

Orari: ven. 14/19; sab., dom. e festivi 10/19; dal 21 dicembre al 6 gennaio, tutti i giorni 10/19. Possibilità di visite guidate.

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Nelle foto

– “Space Adventure”
– “Shuttle cockpit”
– “Soviet space suit”
– Immagini dello “Space Camp”

Rachlin, Anderszewski e Dudamel le “stelle” di dicembre

Note di Classica

Mercoledì 4 alle 21 al Conservatorio per la stagione dell’Unione Musicale, il Trio di Parma eseguirà il primo concerto dei Trii di Beethoven e Kagel. Giovedì 5 alle 20.30 e venerdì 6 alle 20, all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Tomàs Netopil e con Alena Baeva al violino, eseguirà musiche di Mozart, Strauss e Schumann. Martedì 10 alle 20 al Teatro Regio, debutto di “Carmen” di Bizet. Opera comique in quattro atti. L’Orchestra e il Coro del Teatro sarà diretta da Giacomo Sagripanti. Repliche fino a domenica 22. Sempre martedi 10 alle 20.30, all’Auditorium del Lingotto, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Gustavo Dudamel, eseguirà musiche di Rossini, Schubert, Brahms. Mercoledì 11 alle 21 al conservatorio, per l’Unione Musicale, il pianista Piotr Anderszewski, eseguirà musiche di Bach, Schumann, Beethoven.

Giovedì 12 alle 20.30 e venerdì 12 alle 20, all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da March Albrecht e con Julian Rachlin al violino, eseguirà musiche di Prokofev e Berlioz. Domenica 15 alle 16.30 al Conservatorio per l’Unione Musicale, i King’Singers presenteranno un programma dal titolo “A Spotless RoSe” con musiche di Praetorius, Palestrina, Berlioz, Poulenc, Chilcott, Howells, Warlock, Cajkovskij.  A seguire “The Christmas Stocking- Regali di Natale” . Selezione di canti natalizi, sorprese e improvvisazioni. Sabato 21 dicembre alle 20.30 all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da James Conlon, presenta il “Concerto di Natale “. Verrà eseguito “Lo Schiaccianoci” op. 71 di Cajkovskij.  Domenica 29 alle 20.30 Al Teatro Regio, Roberto Bolle And Friends. Repliche Lunedì 30 e martedì 31.

Pier Luigi Fuggetta

Bomba via Nizza: fine operazioni prima del disinnesco

Domani al via la bonifica.  

Torino, 30 novembre 2019. I guastatori del 32° Reggimento Genio della Brigata Alpina “Taurinense”, unità altamente specializzata dell’Esercito Italiano, hanno completato questa mattina le operazioni di consolidamento e la preparazione delle attrezzature necessarie per la bonifica della bomba d’aereo inglese da 500 libbre, risalente al secondo conflitto mondiale, rinvenuta nei giorni scorsi in Via Nizza nel corso di lavori per il teleriscaldamento. Gli operatori del team CMD dell’Esercito (acronimo per Conventional Munitions Disposal ovvero bonifica da ordigni convenzionali), unitamente al personale della Compagnia di Supporto allo Schieramento, sono intervenuti implementando e finalizzando le opere di barricamento e di predisposizione del sito di disattivazione.

 

Nella giornata di domani, al termine delle procedure di evacuazione e sgombero della popolazione, gli operatori procederanno con le operazioni di inibizione della prima spoletta tramite una speciale schiuma poliuretanica, proseguendo quindi con il “taglio” della bomba mediante un cannone in grado di segare l’ordigno con un potente getto di acqua e sabbia. Questa operazione – gestita da remoto – consentirà di raggiungere la seconda spoletta danneggiata e renderla quindi inerte, permettendone la movimentazione in sicurezza. La bomba MK IV, al termine di queste delicate operazioni di messa in sicurezza, verrà poi trasportata in una cava a Ciriè dove verrà fatta brillare.

 

Gli specialisti del 32° Reggimento Genio Guastatori – che vantano una preziosa esperienza maturata anche nelle missioni all’estero – nel solo 2019 hanno effettuato circa 140 interventi bonificando, tra le altre, bombe d’aereo dello simili a quella di via Nizza ritrovate a Valenza Po, Caselle e Fossano, e rendendo inoffensivi oltre 250 residuati bellici inesplosi in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Dal 2006 ad oggi, il Reggimento ha effettuato più di 1500 interventi, bonificando oltre 4000 ordigni e proiettili di ogni calibro e dimensione.

Scuola di Applicazione: il ministro Guerini apre l’anno accademico

ESERCITO, ETICA E VALORI ELEMENTI INDISPENSABILI NELLA FORMAZIONE
Anno Accademico e Scolastico degli Istituti di Formazione dell’Esercito
Ieri presso il Palazzo dell’Arsenale di Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito alla presenza del Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, del Comandante del COMFORDOT (Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito) Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale e di numerose altre autorità civili, militari, religiose e accademiche è stato inaugurato l’Anno Accademico/Scolastico 2019 – 2020.
Dopo l’indirizzo di saluto del Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, il Dott. Maurizio Sella, Presidente della Banca Sella, ha tenuto una Lectio Magistralis sul tema “Tradizione, valori, etica e innovazione nel rapporto tra famiglia e impresa”. Il Presidente Sella ha sottolineato come l’unità d’intenti, lo spirito di abnegazione, il senso del dovere, la diffusione delle informazioni e il rapporto intergenerazionale siano valori che accomunano l’Esercito e le grandi imprese basate su famiglie.
A seguire sono stati premiati gli Ufficiali e gli Allievi frequentatori, primi classificati nel merito complessivo al termine del 1° anno di corso.
Il Generale Farina, sottolineando come l’Esercito sia un’Istituzione pronta ed efficiente, basata sull’elemento umano e supportata da moderne tecnologie, elemento cardine del sistema di difesa per la sicurezza interna ed esterna del Paese, nel rivolgersi agli ufficiali e agli allievi, ha evidenziato: “il mondo accademico e scolastico forma gli uomini e le donne che saranno i comandanti e i costruttori, protagonisti, del domani della nostra società e del nostro Paese; e di questo l’Esercito ne è pienamente convinto e consapevole investendo moltissimo sulla preparazione e aggiornamento del proprio personale”. Il Capo di SME, inoltre, ha voluto richiamare i valori etici e morali distintivi del soldato italiano sottolineando l’altissimo profilo del corpo docente e dei Comandanti degli Istituti scolastici; illustrando il maggior focus sulla concretezza, sullo studio della storia, sull’aggiornamento degli indirizzi formativi e sull’incremento del numero degli ingegneri, delle materie tecniche e del conseguimento della laurea in ingegneria per l’arma trasporti e materiali nonché giurisprudenza per il corpo di commissariato.
Successivamente, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha dichiarato ufficialmente aperto l’Anno Accademico/Scolastico 2019-2020 in collegamento video con tutti gli Istituti militari dell’Esercito: la Scuola di Applicazione di Torino, l’Accademia Militare di Modena, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo, la Scuola di Lingue Estere dell’Esercito di Perugia e le due Scuole militari, “Nunziatella” di Napoli e “Teulié” di Milano. I suggestivi rintocchi della “Campana del Dovere” hanno suggellato il momento solenne, richiamando tutti i frequentatori alla responsabilità e all’impegno assunto nei confronti dell’Istituzione e quale motivo di deferente ricordo per tutti coloro che, nel rispetto del giuramento prestato e del dovere assunto, hanno sacrificato la propria vita per il bene dell’Italia.
L’Onorevole Guerini nel suo intervento ha affermato: “Un punto fondamentale a cui dedicarci è quello di far crescere la cultura della difesa nel nostro Paese che ha l’ambizione di essere protagonista sulla scena internazionale. Da parte nostra è richiesto un salto di qualità anche nell’atteggiamento con il quale ci confrontiamo su questi temi. Dobbiamo essere capaci di offrire al Paese un dibattito sul tema della difesa. Abbiamo bisogno di far crescere questo dibattito con grande serenità, utilizzando parole chiare per confrontarci e, aspetto fondamentale, dare un messaggio all’opinione pubblica”.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa prendendo la parola ha augurato i migliori auspici a tutti i frequentatori delle Scuole e degli Istituti di formazione, sottolineando quanto siano importanti i valori cui bisogna aderire con animo e con passione e che dovranno sempre ispirarli nel proseguimento della loro carriera professionale.
Gli Istituti di formazione dell’Esercito si pongono oggi tra le eccellenze del mondo culturale e accademico nazionale, in quanto i loro diversificati percorsi formativi prevedono, oltre alla classica preparazione di carattere tecnico-militare, un ricco e armonico complesso di discipline a livello scolastico e universitario.
Ogni anno i corsi svolti negli Istituti di Formazione dell’Esercito sono frequentati da oltre 1000 Ufficiali, 400 Allievi Ufficiali, circa 600 Sottufficiali e 400 studenti Allievi delle Scuole Militari. Ad essi si aggiungono gli oltre 2500 frequentatori dei corsi, militari di ogni grado e personale civile, presso la Scuola di Lingue Estere dell’Esercito, in ben 24 diverse lingue straniere. La consolidata collaborazione con i prestigiosi Atenei universitari di Torino, Modena e Reggio Emilia, Viterbo e Perugia, unitamente agli Uffici Scolastici delle città di Napoli e Milano garantisce l’alta qualità della formazione culturale degli allievi.

Bruzolo in festa per l’inaugurazione del “Mulino Valsusa”

Domenica 1 dicembre, a partire dalle 15

Taglio del nastro per la rinascita del “Mulino Valsusa” di Bruzolo, a una manciata di chilometri da Torino nella Bassa Valsusa.

L’appuntamento è per domenica 1 dicembre e l’idea quella di trascorrere un pomeriggio di festa per celebrare una realtà “che vuole essere volano per tutta la Valle di Susa – dicono gli organizzatori – e motore per un progetto di valorizzazione del territorio”, oltreché una piacevole occasione per fare capolino e curiosare nell’antico mulino ad acqua risalente al 1884 ed oggetto di un importante progetto di restauro.

Il ritrovo sarà alle 15 all’esterno del Mulino, in via Umberto I; alle 15,30, davanti al portone principale, si terrà una breve cerimonia, con il taglio del nastro da parte di Massimiliano Spigolon, l’uomo che ha deciso di far tornare in vita la struttura, e la partecipazione di varie autorità e realtà del territorio. Presente anche il sindaco di Bruzolo, Mario Richiero, non potrà mancare, come in ogni festa che si rispetti, la Banda Musicale del paese. Per l’occasione, le strade verranno momentaneamente chiuse alle auto (dalle 14 alle 18) e il consiglio é di parcheggiare all’ingresso del paese, nel grande piazzale della palestra comunale. Quindi, ci sarà la possibilità di entrare al Mulino per una breve visita a gruppi. Non serve prenotazione e il Mulino sarà, comunque, visitabile una volta al mese, da gennaio 2020. La visita prevede anche la possibilità di assaggiare specialità realizzate con farine “Mulino Valsusa”, preparate da due realtà della Valle, entrambe facenti parte del progetto “Valsusa in tavola”: il Panificio Marzo di Venaus e il Ristorante Phoenix di Condove.
Tutte le farine sono prodotte dal Mulino (che lavora grani antichi, tradizionali e moderni) con la molitura a pietra, con la quale si macinano i chicchi interi: in questo modo, il germe e la crusca si amalgamano con la farina. La scarsa velocità della ruota mobile mantiene bassa la temperatura durante la molitura e fa sì che la farina non corra alcun rischio di surriscaldamento, preservandone al meglio le qualità organolettiche e le proprietà nutrizionali, ottenendo farine di notevole pregio, non impoverite di vitamine e proteine. In occasione della festa di inaugurazione, all’interno della struttura, è prevista inoltre la vendita di farine, mentre all’esterno, grazie alla collaborazione delle associazioni locali, si offriranno vin brulé e cioccolata calda.

Primo Mulino della Valle recuperato non solo per fini didattici “ma soprattutto per collegare la sua messa in funzione – precisa Spigolon – a un progetto importante di filiera alimentare, principalmente valsusina, ha incominciato a funzionare il 30 ottobre scorso nell’ambito di un progetto denominato “Per un futuro più buono”, essenzialmente teso alla salvaguardia e alla valorizzazione della biodiversità, con lo scopo ambizioso di “ripopolare i terreni della Valle e diffondere le varietà di cereali”. Per ora, venderà due farine, la Facondia e la Prosperosa. Entrambe le linee sono state declinate in varianti (con più o meno crusca).

La molitura avviene settimanalmente su ordinazione per garantire sempre il prodotto al massimo delle sue proprietà. Prossimamente arriveranno la farina artigianale di Antico Mais Piemontese “Pignoletto”, quella di ceci, e a breve quelle di segale, grano tenero antico e grano duro Khorosan.

 

g. m.

 

Nelle foto
– Il “Mulino Valsusa”
– Massimiliano Spigolon

 

Chiude di nuovo la Torino-Savona

La società Autofiori comunica che è stata di nuovo chiusa in entrambe le direzioni l’autostrada A6 Torino-Savona  tra Altare e il Bivio con la A10,  era stata riaperta lo scorso  venerdì 29 nella carreggiata sud a doppio senso di marcia. La chiusura si è resa necessaria per il piano sottoscritto in Prefettura, che prevede che se il monitoraggio della frana da parte della protezione civile evidenzia il superamento delle soglie di sicurezza l’autostrada va nuovamente interdetta.

Leonardo e i suoi saperi

PERCORSO FILATELICO SULLA VITA E LE OPERE DEL GRANDE GENIO
A CURA DI FABRIZIO FABRINI

Esposta la più grande e ricca collezione di francobolli internazionali dedicati al grande genio a cura del
collezionista 
I festeggiamenti del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci vedono la città di Torino impegnata, come d’altra parte tutta l’Italia, in una serie di eventi dedicati al grande genio italico.
La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino in sinergia con la Fondazione Luigi Firpo Centro Studi sul
Pensiero Politico e con l’Università degli Studi di Torino ha proposto una mostra dedicata a Leonardo e i
suoi saperi, con una selezione di oltre trenta opere alla scoperta di un Leonardo che, per mezzo delle più
disparate letture, andava costruendo il proprio sapere per riversarlo, rivisitato dal proprio ingegno, negli
scritti e nelle opere d’arte che ancora oggi noi tutti ammiriamo in estatica e sorpresa contemplazione.
Leonardo Da Vinci temeva di essere definito dai suoi contemporanei “Omo sanza lettere”, per il fatto di
non conoscere il latino; probabilmente per tale motivo, e per ampliare le proprie conoscenze nei vari
campi del sapere, iniziò ad avvicinarsi ai libri fino a formare nel tempo una vera e propria biblioteca privata, con opere importanti tra cui quelle di Dante, Petrarca e Boccaccio.
In questo contesto letterario, si inserisce il Percorso filatelico tra Storia e Arte, arricchito dalla presenza
importante di Dante, di Petrarca e di Boccaccio – le tre corone di un’epoca che ha prodotto grandi capolavori della letteratura italiana – e di Sant’Agostino – tra i massimi pensatori cristiani del primo millennio –
eccellenze che non potevano mancare nella formazione culturale di Leonardo e rappresentate semanticamente all’interno di preziosi francobolli che hanno reso immortali nel tempo questi illustri personaggi.
Durante l’inaugurazione del 29 novembre sarà possibile acquistare l’inedito folder filatelico con apposito speciale annullo postale appositamente ideati da Poste Italiane in collaborazione con la Biblioteca
Nazionale Universitaria di Torino .

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Sarà attiva una postazione di Poste Italiane
per l’inedito folder filatelico dedicato alla mostra
Auditorium Vivaldi – Piazza Carlo Alberto 5
La mostra sarà aperta fino al 29 febbraio 2020
Lun-gio 10-18 – Ven-Sab 10-13
www.abnut.it/leonardo_e_i_suoi_saperi
bu-to.eventi@beniculturali.it

Sosta a pagamento anche nei festivi dall’8 al 22 dicembre

La giunta comunale di Torino ha deliberato nei giorni scorsi provvedimenti sulla viabilità nel periodo delle festività di Natale.  Si tratta di misure,  scrive la sindaca Chiara Appendino su Facebook, “finalizzate a incentivare l’uso dei mezzi pubblici e a ridurre il più possibile il traffico delle auto nei giorni di massima congestione migliorando così la mobilità nella zona centrale della città”. Per favorire la rotazione delle auto, dall’8 al 22 dicembre la sosta a pagamento verrà estesa anche nei giorni festivi in tutte le “zone blu” del centro” . Quindi parcheggio a pagamento in centro anche la domenica. Dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 è prevista l’estensione del servizio delle Linee Star al sabato e nei giorni festivi (con l’esclusione del 25 dicembre), giorni nei quali sarà possibile utilizzare gratuitamente le due linee.

La nuova Commissione al via. Cinque anni decisivi

Con il voto di approvazione da parte del Parlamento europeo – e la successiva nomina da parte del Consiglio europeo – la Commissione presieduta da Ursula von der Leyen è finalmente pronta per entrata in carica, dal 1° dicembre. Un mese di ritardo sulla tabella di marcia prevista, con qualche turbolenza, che però ci ha fornito utili indicazioni politiche e istituzionali. Ma soprattutto un quinquennio davanti che sarà decisivo per il progetto d’integrazione europea e per il ruolo dell’Europa nel mondo.
Il fatto che la nuova Commissione abbia ricevuto 461 voti a favore (157 contrari, 89 astensioni) è un segnale molto positivo, se comparato alla risicata maggioranza con cui la candidata Presidente von der Leyen era stata eletta il 16 luglio scorso: 383 deputati a favore, nove in più della soglia minima di 374 (con 327 contrari e 22 astenuti). Doveroso anche ricordare che la Commissione Juncker, nel 2014, era stata approvata dal Parlamento con 423 voti favorevoli (209 contrari, 67 astensioni).
Al di là delle cifre, se è vero che il metodo degli Spitzenkandidaten ha registrato una battuta d’arresto, è oggi ancor più evidente che, in futuro, alla nomina della Commissione si dovrà arrivare con un dialogo strutturato fra Parlamento e Consiglio, fra i rappresentanti dei cittadini e quelli degli Stati europei. Purtroppo qualche leader europeo ancora fatica a comprendere e rispettare il ruolo e il peso di un Parlamento forte e autonomo. Le audizioni pubbliche cui sono sottoposti i Commissari designati costituiscono un importante esercizio di democrazia, senza paragoni negli Stati membri.
D’altro canto, il Parlamento dovrà impiegare questi cinque anni anche per costruire una vera coalizione europeista, basata su poche priorità fondamentali. Non è pensabile che l’intera legislatura possa vivere solo su precarie maggioranze a geometria variabile. Nel 2024 saranno sperabilmente delle coalizioni a presentarsi alle elezioni europee, con i rispettivi candidati (di coalizione) alla Presidenza della Commissione. La “Conferenza sul futuro dell’Europa” (oggetto di uno stimolante non-paper franco-tedesco), che dovrebbe essere varata a inizio 2020, potrà definire proposte lungimiranti per favorire quel processo.
Nel discorso tenuto ieri a Strasburgo la Presidente von der Leyen ha mostrato di aver tenuto conto dei rilevi critici del Parlamento in sede di audizioni e ha ribadito gli assi fondamentali dell’azione della sua Commissione. Nel contempo, è sembrata voler parlare direttamente ai cittadini europei, voler mostrare loro che cosa l’Europa può e vuole fare per migliorare le loro vite. A partire da un solenne impegno per la parità di genere a tutti i livelli – da parte della prima Presidente donna, della Commissione “meno sbilanciata” della storia (11 donne e 15 uomini) –, che riguarderà anzitutto l’organizzazione e le politiche della Commissione stessa.
La volontà di von der Leyen di avere una Commissione “geopolitica” indica con chiarezza che sono in gioco il ruolo internazionale dell’Unione, la sua capacità di essere co-protagonista nella costruzione di un nuovo ordine globale. Un’Europa “campione del multilateralismo”, nelle parole della Presidente, che promuova un sistema basato su regole condivise e sia all’avanguardia nell’affrontare le due “transizioni gemelle” e interdipendenti: quella per la lotta al cambiamento climatico (vera e propria “questione esistenziale”) e quella sul digitale.
La Presidente von der Leyen ha ribadito che lo European Green Deal (EGD) sarà al cuore della “nuova strategia di crescita” per l’economia europea, un vettore di investimenti in ricerca e innovazione, con l’obiettivo di una “carbon neutrality” entro il 2050. Una transizione che potrà contare sulla BEI quale “banca Ue del clima” e che dovrà essere “giusta e inclusiva”. Il Commissario Timmermans presenterà nelle prossime settimane un pacchetto complessivo di proposte sull’EGD, che metteranno la strategia europea al centro della scena internazionale.
L’altra transizione che l’Unione dovrà compiere è quella sul fronte della “digitalizzazione”, che apre orizzonti e rischi impensabili fino a pochi anni fa. L’impegno della Commissione è quello di definire una robusta strategia europea, in un campo oggi dominato da soggetti non europei. Questo richiederà capacità di controllare le tecnologie chiave in Europa, di valorizzare le competenze di cui disponiamo e di sostenere l’innovazione, di dotarsi di infrastrutture adeguate, di valorizzare la disponibilità di dati (non personali) e nel contempo di continuare a proteggere la “identità digitale” delle persone, anche grazie a una strategica unitaria per lacybersecurity.
Altro elemento chiave nel mandato della nuova Commissione sarà il rafforzamento dell’Unione economica e monetaria, per il quale un ruolo importante sarà svolto dal Commissario Gentiloni. In parallelo all’EGD quale motore di occupazione e sviluppo, si dovrà procedere verso il completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercato dei capitali e dotare l’Ue di un bilancio pluriennale all’altezza delle sue ambizioni – con anche una autonoma capacità fiscale, che possa contare su risorse proprie. Altrettanto decisivo sarà un impegno europeo lungimirante per lo sviluppo dell’Africa: una strategia già avviata dalla Commissione Juncker, che la nuova Commissione dovrà proseguire e rafforzare.
Nel suo discorso von der Leyen (già ministro della difesa in Germania) non ha toccato i temi della sicurezza militare. Ma per una Commissione “geopolitica” questo sarà di necessità un capitolo centrale, in un quadro internazionale in forte e incerto cambiamento. È almeno dal 2016 – anno del voto sulla Brexit e dell’elezione di Trump – che l’Europa ha iniziato a compiere passi avanti significativi sulla difesa, grazie anche alla “Strategia Globale” presentata dall’Alto Rappresentante Federica Mogherini. Un impegno che il suo successore, Josep Borrell, saprà sviluppare, per un’Europa in grado di svolgere un ruolo più inciso e coeso all’interno della Nato e, in prospettiva, di costruire una capacità di difesa autonoma.
Da ultimo, ma non meno importante, colpisce, come detto, l’attenzione della Presidente von der Leyen nel promuovere un’Europa che “deve occuparsi di ciò che sta a cuore ai cittadini”. Dall’impegno a voler dare all’Ue un ruolo guida nella lotta contro il cancro (con anche un toccante e tragico ricordo di vita personale della Presidente), al rafforzamento del pilastro europeo dei diritti sociali, con l’introduzione in tutti i Paesi di un salario minimo adeguato, all’attenzione per la sicurezza alimentare, all’impegno (invero ancora generico) ad arrivare a risposte “umane ed efficaci” di fronte alle migrazioni. Tutti tasselli di una “Europa che protegge”, a partire – indispensabile ribadirlo – dalla difesa dai cambiamenti climatici.

Buon lavoro dunque alla nuova Commissione, nell’interesse di tutti noi cittadini europei. Con l’auspicio che l’Italia sappia finalmente uscire dal circolo vizioso di dibattiti di corto respiro ed essere all’altezza della propria storia quale “motore dell’integrazione”. Serve più che mai un ruolo attivo e propositivo dell’Italia per un’Europa più forte e più unita, modello di sviluppo sostenibile e solidale, anche per contribuire a costruire un mondo più pacifico e meno inquinato.

 

Fulvio Brugnoli

Direttore del Centro Studi sul Federalismo

Ladro finto salutista: alla cassa solo fagioli e finocchi ma nasconde dolciumi

Fermato per furto in un supermercato
Si presenta in cassa con un finocchio ed una confezione di fagioli ma nello zaino nasconde
dolciumi per oltre 70 euro.
Nel pomeriggio di mercoledì, personale del Commissariato Barriera Milano ha arrestato un
cittadino italiano in seguito a segnalazione di personale di vigilanza interno al supermercato.
L’uomo, un italiano di 42 anni, viene visto aggirarsi tra gli scaffali di un supermercato di Via
Clementi, guardandosi nervosamente intorno. Il suo atteggiamento insospettisce da subito la
sorveglianza. Dopo alcuni minuti, il cliente si dirige verso le casse per pagare una confezione di
fagioli ed un finocchio. Notando un rigonfiamento nello zainetto che portava al seguito, il
personale di vigilanza ferma l’uomo all’uscita del negozio ed allerta gli agenti della Polizia di
Stato. Al loro arrivo, il quarantaduenne estrae dallo zaino dolciumi 14 confezioni di diversi
prodotti dolciari.