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Nella Marchesini. La vita nella pittura

In mostra alla GAM di Torino, la pittura come racconto di vita della prima e “prediletta” allieva di Felice Casorati. Fino al 29 settembre

Non c’è pennellata, non c’è impronta di segno e colore che non siano state spese e sofferte e gridate per raccontare di sé. La pittura come pagina intensa di riflessione autobiografica. E, come tale, soggetta alle voci altalenanti della vita. Pacata, misurata, scolastica ma anche ribelle, fuori dalle righe, esultante o allegoria amara di tristezze che hanno segnato il cammino personale dell’artista e di quanti quel cammino hanno con lei condiviso nel corso del tempo.

La suggestiva mostra (chiarissimo il titolo: “La vita nella pittura”), dedicata dalla GAM di Torino, negli spazi della Wunderkammer, a Nella Marchesini, si apre con un casoratiano, nitido e rigoroso “Ritratto del padre” del 1923 e si chiude con “Tre donne”, tempera e olio su compensato del 1952, una sorta di triplice autoritratto dai tratti espressionistici, che può considerarsi immagine iconica della rassegna e sublime sintesi umana e pittorica di una vita passata dalle gioie e dalle speranze giovanili (la Marchesini colta di spalle, fra le mani le lunghe trecce nere stese con giocosa lievità), agli affanni, ai dolori e alle drammatiche tensioni di anni più maturi segnati dagli accadimenti imposti dalla guerra (il trasferimento con la famiglia a Drusacco, in Valchiusella, e successivamente a Rosero, sulla collina torinese) e dai gravi lutti famigliari determinati dalla morte del padre, delle due sorelle Maria e Ada, e del marito, il pittore di formazione parigina, Ugo Malvano. Complessivamente la rassegna, curata da Giorgina Bertolino e Alessandro Botta, ospita una trentina di opere realizzate dalla Marchesini fra il 1920 e il 1953, provenienti da collezioni private e dal significativo nucleo acquisito dalla GAM nel ’54, cui s’affiancò la generosa donazione allo stesso Museo da parte degli eredi Malvano – Marchesini, accolta da Rosanna Maggio Serra nel ’78. In mostra sono anche esposte lettere, cartoline fotografie d’epoca, libri e alcune pagine degli scritti dell’artista che permettono di rivivere, in parallelo il vivace fermento artistico e culturale della Torino fra gli anni Venti e Cinquanta del Novecento. Nata a Marina di Massa nel 1901, Nella si trasferisce giovanissima, durante la Grande Guerra, sotto la Mole e pochi anni dopo entra nella cerchia dei giovani intellettuali (da Carlo Levi a Natalino Sapegno, da Edmondo Rho a Federico Chabod) raccolti intorno a Piero Gobetti e alla moglie Ada Prospero.

E’ lo stesso Gobetti a presentarla nel 1920 a Felice Casorati, che l’accoglie come allieva, la prima, nel suo studio di via Mazzini, che diventerà poi la Scuola Libera di Pittura, il “chiostro” d’apprendistato pittorico aperto ufficialmente in via Galliari nel 1923, dove la Marchesini diventerà assistente e “allieva prediletta” dello stesso Casorati, assumendone anche la direzione amministrativa dal ’23 al ’30. Sono anni di totale immersione nel magistero casoratiano, in quella pittorica concezione di “realismo magico” che le ispira ad esempio il magnifico “Donne assise con bambino” del ’25, dalle larghe geometriche e immobili campiture di colore, così come le “Donne sulla terrazza” del ’23, non privo di suggestioni quattrocentesche, derivate in particolare dall’amore per l’opera di Piero della Francesca. Dal ’26 datano le sue prime partecipazioni alle più importanti manifestazioni pubbliche: dalla mostre alla Promotrice torinese, alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma. Anni che iniziano a registrare per Nella anche un “mutamento di segno”. Nel ’30 si sposa con il pittore torinese Ugo Malvano (con cui avrà tre figli); ma è anche l’anno in cui si stacca dalla Scuola di Casorati e l’anno della morte del padre Alessandro, figura “bianca e luminosa” di molte sue opere, che continuerà a rappresentare una “presenza centrale nell’universo poetico dell’artista”.

Tre anni dopo scompare anche la sorella Maria. Accadimenti che tendono in parte (almeno fino al dopoguerra) ad isolare, umanamente e artisticamente, la Marchesini e quasi ad accompagnare lo sfaldarsi di punti fermi, di realtà “consolidate” della vita, allo sfaldarsi dell’originaria compattezza strutturale delle prime opere in cifre stilistiche di più soffusa e indefinita ricerca figurale. Ecco allora l’essenziale “Primavera a Drusacco” del ’41, ma soprattutto quell’“Ireos” del ’31, in cui l’artista (incinta della prima figlia, Laura) si ritrae mentre innaffia una pianta in vaso. La pennellata è qui decisamente più rapida e minore l’attenzione alla solidità dei volumi. Vita e arte, ancora una volta, s’intrecciano. Insieme, colori e frammenti di vita familiare. Un unicum sempre presente nella “viva” pittura dell’artista. Fino al 17 agosto del 1953, quando Nella scompare a Torino. Dopo avere organizzato, già sofferente, una retrospettiva dedicata al marito deceduto l’anno prima.

Gianni Milani

“Nella Marchesini. La vita nella pittura”

Wunderkammer GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna, via Magenta 31, Torino; tel. 011/4429518 o www.gamtorino.it

Fino al 29 settembre

Orari: dal mart. alla dom. 10/18, lun. chiuso

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Nelle foto

– “Tre donne”, tempera e olio su compensato, 1952
– ” Donne assise con bambino”, olio su tavola, 1925
– “Primavera a Drusacco”, olio su cartone, 1941
– “L’ireos (Autoritratto)”, olio su cartone, 1931

Erba alta nei parchi? Il Comune: “lo sfalcio procede regolarmente”

In questi giorni in molti parchi e giardini di Torino sembra di trovarsi in piena giungla. Ma il Comune rassicura, e afferma attraverso una nota che “il  taglio dell’erba nei parchi, nei giardini e nelle aiuole della città sta procedendo secondo regolare tabella di marcia e le ditte incaricate dello sfalcio e i tecnici del Verde del Comune non hanno mai interrotto le attività. A parte alcune criticità che si stanno cercando di affrontare, non si segnalano situazioni fuori dal controllo”.
La Città fa presente che in alcune aree all’interno di parchi periferici (Pellerina lato sinistro della Dora, laghetti Falchera, Colonnetti e Sangone) viene attuata una manutenzione differenziata: questa modalità di gestione comporta che l’erba venga lasciata crescere più a lungo rispetto alle restanti aree verdi, in modo che raggiunga la necessaria altezza per poter essere utilizzata come foraggio; è una tecnica scelta da tempo, per tali parchi, per una serie di ragioni di natura sia ambientale che economica.
• Il mantenimento dell’erba fino alla sua fioritura favorisce le popolazioni d’insetti, che costituiscono anche cibo per molti uccelli, e di conseguenza la sopravvivenza dell’avifauna; popolazioni messe in crisi dal crescente inquinamento e dalla sempre maggiore urbanizzazione dei loro habitat naturali;
• I prodotti di risulta del taglio non sono più considerati rifiuti, ma materie prime (foraggio, lettiera per il bestiame, letame, compost, e così via), riducendo i costi di smaltimento e realizzando quindi un risparmio per la Città.
• I tagli vengono dunque effettuati soltanto tre volte nell’anno, orientativamente nei mesi di giugno, agosto e ottobre, in funzione dell’andamento climatico.
“Nonostante il regolare svolgersi degli interventi di sfalcio, non mancano le segnalazioni di erba alta che i cittadini rivolgono agli uffici comunali del Verde pubblico e gli articoli di stampa che fanno figurare una situazione più drammatica della realtà. – aggiunge il comunicato di Palazzo Civico –  Si segnala che, con le grandi piogge cadute sulla città, cresce la presenza di una pianta infestante che ha rapidamente colonizzato aiuole, giardini e spartitraffico, creando grandi disagi ai cittadini. La sorghetta (Sorghum halepense), un’infestante graminacea a rapido accrescimento (molto più rapido delle erbe che costituiscono i prati cittadini), può infatti arrivare in una settimana, a seguito delle piogge, a superare il metro d’altezza e il suo ciclo non viene rallentato dalle alte temperature. La troviamo più facilmente negli spartitraffici, in aree in cui sono stati fatti degli scavi o dove c’è terra smossa. Gli interventi di sfalcio non risultano sufficienti a contenere la crescita di questa infestante, perché in pochi giorni si ripresenta e la normativa vigente a tutela della salute pubblica vieta l’uso del diserbo chimico nelle aree verdi cittadine”.

La programmazione ed esecuzione del taglio erba e della potatura di siepi e arbusti, zona per zona, può essere consultata, laddove disponibile, sul sito web del Verde Pubblico, sezione Agenda Verde:
http://www.comune.torino.it/verdepubblico/verde-che-cambia/agenda-verde/av.shtml
Interventi in corso anche alla Tesoriera, dove a seguito degli atti vandalici avvenuti, sono state cancellate le scritte nei bagni pubblici e a breve si interverrà su panchine e cestini danneggiati.

Torino-Caselle fa rotta su Kiev. Nuovo volo da dicembre

Torino Airport amplia il network di destinazioni con  SkyUp Airlines
L’Aeroporto di Torino amplia il proprio network di destinazioni servite con volo diretto e aggiunge un nuovo collegamento con Kiev, la capitale dell’Ucraina, servito dal vettore low-cost SkyUp Airlines.Il nuovo volo Torino-Kiev verrà operato a partire dal 12 dicembre con frequenza bisettimanale, ogni giovedì e domenica, con aeromobile Boeing 737-700 da 149 posti.
I biglietti sono in già vendita sul sito skyup.aero con tariffe a partire da 50 euro sola andata. Torino Airport accoglie così una nuova compagnia aerea e amplia l’offerta di destinazioni low-cost, offrendo la possibilità di un nuovo volo diretto a tutti coloro che per motivi di turismo o di lavoro desiderano recarsi da Torino a Kiev. Il volo servirà inoltre l’ampia comunità ucraina presente in Piemonte, dove conta oltre 10mila cittadini residenti. Non solo: il nuovo collegamento va anche incontro alle esigenze di viaggio della popolazione ucraina, che sceglie sempre di più le località sciistiche europee per le proprie vacanze invernali. La compagnia aerea low-cost SkyUp Airlines, che ha come mission rendere i viaggi confortevoli e convenienti per gli ucraini, nonché di aprire l’Ucraina al mondo, estende con la nuova rotta Torino-Kiev il proprio network di destinazioni in Italia: il nuovo volo si aggiunge infatti ai collegamenti con l’Ucraina che già opera dagli aeroporti di Napoli, Catania e Rimini.

Torino Basket anno zero: la partenza di un nuovo gruppo sportivo

Si è tenuto da poco il raduno ufficiale della nuova società di basket trapiantata in Torino da quel di Cagliari pronta ad iniziare un percorso avventuroso nel secondo campionato nazionale di Pallacanestro.
La società Basket Torino affiancata in maniera notevole dalla Reale Mutua Assicurazioni non solo come sponsor è quindi alle prese con i primi movimenti di preparazione atletica e sportiva in previsione di un’annata sicuramente “strana” per tutti gli appassionati di pallacanestro dopo le purtroppo ben note vicissitudini dell’ultimo anno sportivo.
Quasi 500 persone (tra cui il sottoscritto…) hanno già dato fiducia alla nuova società sottoscrivendo l’abbonamento al campionato, e, visto il clima che si era creato a fine stagione, direi che non è un risultato di cui vanagloriarsi ma è sicuramente un segnale importante: Torino ha appassionati che hanno voglia di vedere Basket con la maiuscola davanti (non dico B perché sono scaramantico…) .


La squadra è sicuramente adatta al campionato e sembra avere caratteristiche tali da poter disputare una stagione di buon livello. Dei giocatori ho già scritto nello scorso articolo e quindi ora vorrei solo porre l’accento su un punto importante che credo possa essere decisivo per le sorti di questa squadra. Al momento, diverse persone sono indecise sul da farsi: seguire o non seguire la squadra? Abbonarsi o non abbonarsi? Andare alla partita oppure no? Gli stessi media ufficiali sono alquanto timidi e non si sbilanciano troppo. Ma a Torino e ai suoi tifosi interessa solo una cosa: che la squadra giochi al massimo e che, soprattutto vinca. La nostra è una città dove un allenatore che ha vinto tutto con la squadra di calcio con la maglia a strisce è stato giubilato con sospiri di sollievo (!!!).

Lo spettacolo degli ultimi anni nel campo da basket a volte è stato eccezionale, e quei momenti resteranno nella memoria dei veri esteti del gioco, ma, purtroppo, in un mondo dove la critica prevale sempre sul bello, troverete sempre quello che “ne sa” e che sarà contento di rivangare fuori solo cose negative.
Ma questa squadra non ha passato, non ha memorie, inizia oggi l’anno zero. Ed ha bisogno di pubblico. Come tante ombre alla finestra sono gli indecisi del basket, pronti a trasformarsi in angeli cantori del palazzetto in caso di successo o di divenire neri avvoltoi con disegnata sulle ali la scritta “io lo sapevo che finiva così” in caso contrario.

Non ci sono soluzioni: questa squadra deve iniziare alla grande: deve vincere subito tanto e bene. Non sarà sufficiente giocare bene. Dovrà vincere. Il successo chiama pubblico, le sconfitte richiamano solo parole. E non ci sarà tempo dopo per recuperare. Dovrà vincere fin dalla prima partita perché i segnali saranno lì. Guai a perdere con Biella di Galbiati (l’allenatore con un record di 3 vinte 12 perse il primo anno con Torino e di 8 – 22 nel secondo campionato a metà tra vice e capo allenatore …) Casale e Tortona in Supercoppa, e “guaissimi” a non vincere subito in campionato sempre con Biella e nelle prime partite. Sarebbe un Harakiri pesante e sarebbe difficile recuperare il sostegno degli indecisi… .

La preparazione dovrebbe essere orientata nel “partire a palla”, come si dice, altrimenti si rischia il flop degli indecisi, che potrebbero gradualmente perdere di interesse e prediligere il mare o la montagna per il loro divertimento domenicale. Il caso di Brindisi dell’altr’anno è eclatante. Solo vittorie nel precampionato, una partenza alla grande, e poi, giornata dopo giornata, entusiasmo a raffica e campionato che se non è da incorniciare è solo perché alla fine non hanno vinto nulla, ma la stagione è stata entusiasmante, con una squadra sicuramente buona ma che nessuno considerava in questi termini all’inizio.

E così dovrà essere anche per la Reale Mutua Assicurazioni Basket Torino: una crescita di entusiasmo condotta dalle vittorie, unico viatico per la fiducia dei tifosi del secondo giorno. Cinquecento del primo giorno sono già pronti; apriamo le porte con l’unica chiave che conta per gli “sportivi” italiani … Vincere!

Paolo Michieletto

C’è Izzo per Torino-Wolverhampton

Armando Izzo è disponibile per Torino-Wolverhampton,  andata dei playoff di Europa League, che si terrà giovedì sera allo stadio Olimpico Grande Torino

Il giocatore all’allenamento dpresso il Filadelfia,  ha partecipato all’intero programma con la squadra. Izzo si era leggermente infortunato nell’andata del terzo turno preliminare di Europa League, contro i bielorussi dello Shakhtyor Soligorsk. Alla ripresa della preparazione, in questi giorni  Walter Mazzarri ha diretto una sessione sul campo secondario dello stadio Filadelfia e una successiva doppia seduta di allenamento.

Uccide la moglie e si costituisce

Un uomo si è appena costituito per aver ucciso la moglie con un oggetto contundente. É accaduto in corso Orbassano. L’uomo, un cittadino italiano del 1954, ha colpito la donna e solo dopo qualche ora ha contattato il 112 NUE

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AGGIORNAMENTO

La vittima, classe 1955, sarebbe stata uccisa dal marito, nel corso di un litigio, con una lima per modellismo. E’ stata colpita da più fendenti. L’uomo, ex ferroviere, è stato portato via in manette

Pusher fermato con droga e 4500 euro

Ha cambiato direzione di marcia alla vista della pattuglia facendo insospettire così gli agenti che lo hanno immediatamente fermato dopo un breve inseguimento. Erano circa le tre del pomeriggio di venerdì e il ragazzo durante la fuga si è anche disfatto di un grosso fazzoletto al cui interno nascondeva 30 dosi di cocaina. Nelle sue tasche gli operatori hanno trovato 1 telefono cellulare dual sim, 145 euro in contanti e 2 mazzi di chiavi. Mentre il primo mazzoapriva il suo alloggio di residenza, in via Monte Rosa, dove i poliziotti hanno trovato altri 2 pezzi di stupefacente e quasi 4500 euro in contanti, dell’altro gruppo di chiavi il ventiquattrenneitaliano non ha saputo in alcun modo giustificarne il possesso.Probabilmente riconduceva ai luoghi dove il giovane effettuava i suoi traffici.

Grazie ad un’intensa attività info-investigativa gli agenti della Squadra Volante sono riusciti ad intercettare, nel quartiere Falchera diversi stabili in questione. In via degli Abeti, all’interno del locale contatori, i poliziotti hanno rinvenuto, con il supporto dell’Unità Cinofila altra sostanza stupefacente. Nello specifico,all’interno di una fessura nel pavimento erano nascosti, celati tra i calcinacci, 2 involucri di cocaina e hashish e un bilancino di precisione. Mentre, in via delle Querce, nel vano illuminazione dell’ascensore, è stata trovata, completamente incellofanata, unapistola. Si tratta di una AKT-GES calibro 6,35 con relativo caricatore con 5 cartucce, sequestrata a carico di ignoti. Inoltre,sono state trovate diverse chiavi di cui una passe-partout ed un taccuino con i dettagli di nomi e pseudonimi associati a cifre.

Il 24enne è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Il ragazzo, con precedenti di Polizia, è stato anche denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di minacce a Pubblico Ufficiale.

Dalla Serbia a Torino, nel cuore un solo ventricolo: salvata

Grazie a un complesso intervento che le evita il trapianto

Arrivata dalla Serbia all’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino con il cuore univentricolare. Era venuta in Italia per eseguire un trapianto di cuore ma, grazie ad un complesso intervento chirurgico, tornerà a casa con il suo cuore funzionante.

MR, 17 anni, di Belgrado, portatrice dalla nascita di una grave cardiopatia congenita, un cuore univentricolare, era stata sottoposta nel suo Paese a 2 interventi cardiochirurgici, che però non avevano dato i risultati attesi. In condizioni critiche, si riteneva che solo un trapianto di cuore potesse salvarle la vita, per cui, grazie all’accordo tra il governo serbo ed  il nostro Paese, il caso è stato segnalato al Centro di Coordinamento Trapianti Nazionale che ha lanciato l’appello ai Centri trapianto regionali. A raccoglierlo è stata la Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino (diretta dal dottor Carlo Pace Napoleone), dove la paziente è stata trasferita dall’ospedale di Belgrado lo scorso giugno. Le condizioni cliniche all’arrivo erano disperate, ma, dopo gli accertamenti eseguiti dall’équipe della Cardiologia pediatrica (diretta dalla dottoressa Gabriella Agnoletti), i cardiochirurghi hanno cambiato strategia e sono riusciti, grazie ad una complessa operazione a cuore aperto durata circa 8 ore, ad ottenere un risultato insperato che ha consentito alla paziente di evitare il trapianto. Durante l’intervento si è ricostruito un collegamento diretto tra le vene, che portano il sangue non ossigenato al cuore, ed i polmoni, senza passare per il ventricolo destro iposviluppato. Ora la ragazza, che durante la degenza ha festeggiato anche i suoi 18 anni, tornerà a casa in grado di iniziare una vita finalmente normale.

Un ruolo importante è stato svolto anche dall’Associazione Amici Bambini Cardiopatici che, con la presidente Marina De Nardo, ha garantito il supporto logistico alla paziente ed ai suoi famigliari.

Anche in questo caso è stata cruciale per la riuscita dell’intervento la collaborazione multidisciplinare garantita dalle altissime professionalità mediche ed infermieristiche presenti all’interno del Regina Margherita, che hanno consentito di superare non solo le difficoltà cliniche ma anche quelle organizzative che il caso ha presentato.

Il Direttore Sanitario della Città della Salute dottor Giovanni La Valle ha sottolineato l’attenzione con la quale si sta affrontando il problema della cura dei pazienti nel periodo cosiddetto di transizione (transitional care), tra la fase pediatrica e quella adulta. “Allo stato attuale”, ha detto La Valle, “ la Città della Salute rappresenta l‘unico esempio regionale ed uno dei pochi a livello nazionale nel quale le cardiopatie congenite possono essere curate indipendentemente dall’età del paziente, potendone garantire la presa in carico  dall’età pediatrica fino alla transizione all’età adulta. I vincoli assistenziali dovranno essere salvaguardati senza ostacolare però una attività che rappresenta una necessità imprescindibile per questa categoria di pazienti, oltre che un fiore all’occhiello della nostra Azienda”.

La polizia fa 45 arresti nei giorni “caldi”

Continua il costante impegno operativo della Polizia di Stato nell’ambito dell’attività di prevenzione e contrasto del degrado sociale e della criminalità diffusa con particolare attenzione ai furti in appartamento soprattutto nella settimana di ferragosto.

Solo in 5 giorni – 11/16 agosto – sono state arrestate 45 persone e denunciate all’Autorità Giudiziaria oltre 100. Per ciò che concerne i titoli di reato, maggior incidenza l’hanno avuta gli arresti per furto(in appartamento, in esercizi commerciali, su auto, a danno di viaggiatori), sia tentati che consumati, e per detenzione di sostanza stupefacente. Subito a seguire troviamo i reati di resistenza, violenza o minaccia a Pubblico Ufficiale, sequestro di persona a scopo estorsivo, maltrattamento in famiglia, ricettazione, ed infine quelli connessi all’immigrazione clandestina, al possesso e alla fabbricazione di documenti falsioltre che all’esecuzione di Ordini di Carcerazione.

Tra gli ultimi arresti per tentato furto in appartamento rientra uno degli interventi delle volanti del Commissariato “Centro”. Nel tardo pomeriggio di mercoledì sono intervenuti in viaSant’Ottavio angolo corso Regina Margherita dove un passante ha segnalato la presenza di due ragazzi di etnia Rom che stavano provando ad aprire alcuni portoni a spallate. Difatti anche i poliziotti hanno potuto immediatamente constatare l’azione delittuosa dei due ragazzi, che una volta all’interno dell’androne sono stati fermati dagli agenti. Uno dei due era riuscito a nascondere un cacciavite di grosse dimensioni all’interno di una plafoniera e uno dei due aveva anche finto di essere lì per visionare un appartamento da prendere in affitto. Si tratta di due cittadini rumeni di 20 e 23 anni, con precedenti di Polizia, arrestati per tentato furto aggravato in concorso.

Il giorno prima, sempre gli agenti del “Centro”, avevano arrestato un ventunenne del Gambia, irregolare sul Territorio Nazionale e con precedenti di Polizia, per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. Nello specifico i poliziotti erano intervenuti in supporto al personale sanitario giunto in Lungo Dora Napoli per un’aggressione in strada. Il 21enne aveva perso il controllo aggredendo un cittadino marocchino con una bottiglia di vetro. Gli operatori hanno tentato più volte di tranquillizzare l’uomo, quest’ultimo palesemente sotto l’effetto di abuso di alcool, inveiva contro i poliziotti ed improvvisamente si scagliava contro di loro, colpendoli con calci e pugni. Mediante l’uso dello spray al peperoncino lo straniero si riportava alla calma.

Sempre nella giornata di mercoledì, gli agenti del Commissariato “Barriera Nizza” durante un controllo straordinario del territorio hanno sequestrato, a carico di ignoti, quasi 50 grammi di marijuana. Lo stupefacente è stato rinvenuto dai cani poliziotto all’interno del Parco del Valentino. Nel medesimo contesto, grazie anche al supporto del Reparto Prevenzione Crimine, sono state identificate 23 persone e sono stati controllati 2 esercizi commerciali. Il titolare di una sala scommesse di corso Vittorio Emanuele II è stato sanzionato amministrativamente per inidoneità dei locali fumatori.

Nella stessa giornata e in materia di stupefacenti indichiamo anche l’arresto degli agenti del Commissariato “Barriera Milano”. In via Brandizzo, all’interno di un appartamento, due ragazzi senegalesi, di 19 e 20 anni, detenevano circa 50 grammi di cocaina, in 28 dosi pronte alla vendita. L’attenta attività di osservazione consentiva ai poliziotti di fermare l’attività di spaccio dei due giovani, già con precedenti di Polizia. Inoltre all’interno dell’abitazione è stato rinvenuto materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente, un bilancino di precisione ed oltre 700 euro in contanti.

Giovedì pomeriggio, i motociclisti dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno arrestato un 24enne del Gambia per spaccio. Quest’ultimo nell’area pedonale di corso Massimo d’Azegliodirezione corso Marconi, giunto all’altezza dell’area cani, si fermava guardandosi intorno con circospezione. Dopo poco prelevava un sacchetto dalle tasche per posizionarlo sul punto più alto di un albero, poi stazionava in zona in attesa di clienti. Dopo circa un’ora di osservazione, i poliziotti hanno notato il primo scambio e sono intervenuti fermando il pusher dopo un breve inseguimento. Si trattava di infiorescenze di marijuana. Il giovane aveva precedenti di Polizia ed a carico l’Ordine del Questore di lasciare il Territorio Nazionale per il quale è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

A inizio settimana invece, gli agenti del Commissariato “Madonna di Campagna” hanno denunciato in stato di libertà per furto un ragazzo del Mali. Un suo connazionale, addetto alla sicurezza, ha notato il giovane aggirarsi, con fare sospetto, tra le corsie di un noto negozio di scarpe di via Orvieto. Il venticinquenne si è poi diretto verso le uscite con in mano una borsa con lo stesso marchio, senza però essere mai passato dalle casse. Il giovane aveva asportato un paio di scarpe del valore di circa 50 euro. La merce, non essendo danneggiata, veniva restituita al proprietario e rimessa in vendita.

Gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato un cittadino romeno di 30 anni per il reato di furto aggravato di beni esposti alla pubblica fede. Nello specifico l’uomo era stato notato lunedì sera in via Arbe, presso un centro di raccolta rifiuti, da una donna di passaggio. In compagnia di un altro uomo stava scavalcando il cancello per introdursi all’interno dell’ecocentro. In un’enorme vasca di contenimento di materiali elettrici e ferrosi, nonché di rame, il 30enne stava armeggiando creando un forte rumore, i poliziotti hanno così approfittato di quel momento per fermarlo. Il complice, probabilmente in un altro punto dell’area, riusciva a far perdere le sue tracce.                

Ladro nega: “Stavo solo cercando un appartamento in affitto”

Sorpreso dai poliziotti a spintonare una porta ha detto loro che stava solo “cercando un appartamento in affitto”. Questa la scusa di un giovane rom data alla pattuglia della polizia che lo ha sorpreso nell’androne di un edificio nel centro di Torino, nei pressi dell’Università, insieme con un complice. Gli agenti erano stati chiamati da  un passante che aveva detto di aver visto due ragazzi cercare di sfondare a spallate i portoni delle palazzine, disabitate per le vacanze. Il giovane e il suo “collega” sono stati arrestati.