ilTorinese

Lavoro in nero nelle campagne piemontesi

Nuovi controlli dei Carabinieri in materia di lavoro in agricoltura: sanzionati tre imprenditori per avere retribuito in contanti i lavoratori. Denunciati due stranieri per falsa attestazione a Pubblico Ufficiale.

 

 

Proseguono i controlli avviati dai Carabinieri della Compagnia di Saluzzo in collaborazione con i militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Cuneo, finalizzati a contrastare il fenomeno del caporalato e l’impiego di manodopera irregolare nel settore agricolo.

Questa volta sono state ispezionate tre aziende con sedi a Revello (CN) e Lagnasco (CN) e sono stati controllati circa 30 lavoratori, tutti stranieri di origine africana, impiegati nei campi nella raccolta della frutta.

Due imprenditori sono stati sanzionati per avere corrisposto in contanti la retribuzione ai lavoratori assunti, mentre ad un terzo è stata contestata una violazione amministrativa per avere occupato un lavoratore omettendo di effettuare la prescritta comunicazione on-line. Sono state complessivamente elevate sanzioni pecuniarie pari a circa 4.000,00 euro.

Nel medesimo contesto, i Carabinieri hanno proceduto a controlli nel centro urbano di Saluzzo e lungo le principali arterie di collegamento, per verificare la regolarità della posizione sul territorio nazionale dei numerosi migranti presenti sul territorio. Due cittadini africani sono stati accompagnati in caserma poiché hanno dichiarato false generalità agli operanti. Al termine delle operazioni di identificazione, entrambi gli stranieri sono stati denunciati per falsa attestazione a Pubblico Ufficiale e nei confronti di uno di loro sono state avviate le procedure amministrative per l’espulsione dal territorio nazionale, poiché risultato privo del permesso di soggiorno.

I controlli proseguiranno nelle prossime settimane.

 

 

Alla ricerca della verità

Di Maio, Salvini e Meloni volevano la verità sui fatti di Bibbiano. Accontentati: non è vero niente.
Lo sostiene il Tribunale dei minori di Bologna. Penso che quelli del PD esigano delle scuse dai tre. Le accuse neanche velate erano precise: colpevoli. Anche il sottoscritto
esige delle pubbliche scuse. Non tanto per gli insulti a quelli del PD, ma perché sono stati insultati dei cittadini solo
per rancore politico. Chissà se ci saranno risvolti politici ed elettorali? Francamente non credo
proprio. Scenderà l’oblio dei media. Non ci sarà più alcuna notizia in tal proposito e tutti ma proprio
tutti non si scolleranno dalle rispettive opinioni.
In questo caso non siamo di fronte a delle notizie false ma a notizie manipolate
e dunque false. Ma appunto poco importa. Poco importa tutelare i diritti dei cittadini . Dei
cittadini che rimangono tali anche se condannati.
Si è colpevoli solo per un motivo : se si è avversari politici o amici dei nostri avversari politici o
anche se si è solo loro vicini e come tali nemici per antonomasia.
Nessuna ricerca della verità. Di ciò che è o può essere stato. Anche la categoria giornalistica non
è da meno. Per convinzione o per compiacere qualcuno si dice ciò che conviene dire. Non credo
proprio che sia un bel vivere.
Vale sempre la regola del contrappasso o se volete la più prosaica legge del chi la fa l’ aspetti.
Veramente si complica tutto. Ne fanno le spese le proprie opinioni.
Cosi le opinioni sono precedenti alla verità e non viceversa. C’ è anche una commissione in salsa
nostrana. Quasi ovvio, visto che Hansel e Gretel è una associazione pinerolese. Succederà qualcosa?
Dubito, sono lanciati ed andranno avanti. Ricercare la verità vuol dire
stabilire ciò che è avvenuto. Legittimo per chi è preposto a cercare questa verità. Sbaglierò
ma queste commissioni sanno molto di politico e poco se non niente di giustizia. E generalmente
i reati di carattere penale sono individuali. Anni fa , esattamente nel 1979, Luciano Violante ci
spiegò l’associazione a delinquere. Fece l’ esempio di una rivoltella. Un gruppo di persone si ritrovano
per decidere di ammazzare un avversario. Ognuno si presenta con un pezzo particolare della pistola.
La montano e la danno al Killer. Tutti responsabili anche dell’ omicidio. Nel 1979 Violante viene eletto
come indipendente nelle liste del PCI. Era magistrato e Professore all’ Università di Torino. Tutto
ciò per significare un altro episodio indicativo.
A metà anni ’70 inquisito Edgardo Sogno per golpe. Partigiano monarchico e fiero
anticomunista tra i fondatori di Gladio. Non se ne fece nulla e non fu rinviato a giudizio e dunque
processato.
Anni dopo dopo la morte di Sogno venne pubblicata la sua autobiografia. Luciano Violante
aveva ragione su tutto. Intervistato sull’ argomento prosaicamente rispose : capita. In altre
parole un conto sono le convinzioni, un conto ( in questo caso ) è la giustizia terrena. Un conto
essere politico un conto magistrato e professore. Mettere tutto insieme determina un cocktail
esplosivo. I più sostengono che questo imbarbarimento è avvenuto durante e dopo la stagione
di tangentopoli. È un pezzo di verità. C’ è anche un imbarbarimento della società civile, un
inasprimento della qualità dei rapporti umani. Non ci sopportiamo più. E molte regole sono vissute
come vessatorie e lesive della propria libertà. Effettivamente ciò che non torna è il rapporto con l’
altro. Il vicino da quasi sempre fastidio. Cosi l’ avversario politico diventa un nemico
L’ ho appena letto. Una trentina di anni fa dopo l’ abbattimento del Muro di Berlino, su 16
persone solo una sosteneva: meglio l’ ordine delle dittature. Ora il rapporto si è ridotto ad 1 su 6.
L’ aumento della popolazione mondiale e la relativa immigrazione non controllata hanno fatto
il resto. Inciviltà che si è velocemente indirizzata verso una visione politica dove ( appunto ) l’ altro
deve essere negato. E’ di questi giorni la notizia di un un gruppo di minorenni che hanno fatto
girare video razzisti con violenze sessuali ed insulti verso ebrei e palastinesi. Il tutto è partito
dalla denuncia di una madre che risiede nel senese. Indagini partite da Torino perché il il ” capo”
del gruppo via web è della nostra città. Follie più folli perché riguardano minorenni. Addirittura
quattro di loro essendo 14enni non sono inquisibili Speriamo in una condanna ai servizi sociali come
rieducazione per tutti.
Diciamocela tutta ma: non siamo messi bene. Odio porta solo odio e rancore solo
violenza.

 

Patrizio Tosetto

Archivi nel mercato dell’arte e strumenti legali nelle collezioni e lasciti d’artista

Torino e Verona sempre più vicine con il convegno organizzato all’Art Verona 

 

Torino è  sbarcata a Verona e lo ha fatto ad Art Verona, rassegna di respiro internazionale che si è tenuta dall’11 al 13 ottobre scorsi.

Una partecipazione di prestigio è stata quella avvenuta sabato 12 ottobre scorso nel corso dell’incontro dedicato agli “Archivi nel mercato dell’arte e gli strumenti legali che risolvono il nodo generazionale di collezioni e lasciti d’artista”. Vi ha partecipato, tra i vari relatori, anche l’avvocato torinese e collezionista Simone Morabito, fondatore dell’associazione Business Jus ed anche promotore dell’evento torinese “Art & Law”, giunto quest’anno alla sua sesta edizione. Il talk, moderato da Marianna Agliottone, ha coinvolto anche le esperienze di Francesco Fabris,  socio veneziano di Art Lawyers.legal, Andrea Pizzi, consigliere dell’Archivio Calzolari e Tommaso Tisot.

La Fiera è stata diretta dalla abile Adriana Polveroni, che si è dimostrata capace di traghettarla verso una dimensione di respiro maggiore e più dinamico. Di rilievo le gallerie rappresentate, tra cui alcune torinesi, come la galleria Mazzoleni, Pick Gallery.

Oltre ai talk, di particolare  utilità ed interesse, degna di nota è stata la partecipazione del giovane pubblico presente in tutte le attività della Fiera, concetto non scontato per una fiera italiana.

“Business Jus – precisa l’avvocato Morabito – è un’associazione scientifica che raggruppa professionisti che si occupano del diritto d’impresa (all’interno del quale rientra anche la disciplina del diritto dell’arte), commercialisti, avvocati, notai e revisori dei conti.

Oggi, in mancanza di una specifica documentazione, a differenza degli anni Settanta, quando il mercante d’arte era considerato una figura culturale dotata di una indiscussa autorevolezza e del quale l’acquirente di un’opera d’arte si fidava ciecamente, l’opera di un artista quotato potrebbe risultare pressoché invendibile. In Italia non esiste, infatti,  una certificazione incontestabile ed ufficiale di un’opera d’arte, trovandoci di fronte alla mancanza di una figura specifica di certificatore ufficiale di opere. In un eventuale procedimento giudiziale, infatti, non è permessa neanche allo stesso autore dell’opera la possibilità di pronunciare un’ultima e definitiva parola. In Italia manca, infatti, la regolamentazione da parte di albi professionali che inglobino periti o esperti d’arte, persone dotate di particolari certificazioni  che consentano o limitino la possibili di vagliare perizie e certificazioni “.

“In mancanza, così, di una normativa specifica – precisa l’avvocato Morabito  – l’archivio diventa uno degli strumenti più preziosi per perpetuare l’opera di un artista. Questo strumento,  muovendosi in un contesto privo di una disciplina uniforme a livello nazionale, se non viene ad essere ancorato a principi di trasparenza e buona fede, si può trasformare  in un veicolo molto pericoloso per il raggiungimento di interessi specifici nel mercato dell’arte, oggi sempre più competitivo”.

“Gli archivi – precisa l’avvocato Morabito – sono enti di diritto privato che hanno lo scopo di perseguire lo scopo di registrare, su richiesta degli interessati, le opere autentiche di un artista defunto, respingere quelle non autentiche e denunciare i falsi.

Esiste nel nostro Paese l’Associazione Italiana Archivi d’artista, che è un ente culturale che opera nelle ricerche della vita e delle tracce di un artista, promuovendo la conoscenza della sua figura e della sua opera. L’archivio di un artista rappresenta l’insieme dei documenti prodotti da un individuo o ente, il luogo dove sono conservati. Risulta fondamentale il ruolo di ricerca dell’autenticita’ dell’opera data dall’archivio in cui sono racchiuse le intenzioni dell’artista e le informazioni sulla paternità dell’opera medesima. Di qui deriva il loro ruolo preminente, in quanto essi gestiscono l’ immissione o meno sul mercato di una determinata opera d’arte”.

“In Italia  – aggiunge l’avvocato Morabito – in mancanza di un albo che racchiudi periti ed esperti d’arte, la giurisprudenza utilizza un’interpretazione di norme di rango costituzionale che prevedono, da una parte, la libera manifestazione del pensiero e, dall’altra parte, la dichiarazione della libertà dell’arte, sancita dall’articolo 33 della Costituzione. Oggi l’opera d’arte può essere autenticata da parte degli eredi dell’artista, da parte dell’archivio che fa a lui capo o da parte di esperti d’arte. L’archivio ha, però, anche il potere di respingere l’autenticazione di un’opera d’arte o di attuare il suo disconoscimento, anche se esso stesso è stato costituito dopo la compravendita dell’opera. Colui il quale si ritenga leso dalla mancata autenticazione dell’opera d’arte può far ricorso alla via giudiziale e, se la sentenza viene passata in giudicato, verrà  riconosciuta l’autenticità dell’opera dal Tribunale. Oltre ad auspicare una gestione virtuosa e trasparente degli archivi dell’arte, il legislatore deve dare norme chiare sulla costituzione e funzionamento degli archivi medesimi”.

 

Mara Martellotta

Quali saranno le sfide ed i cambiamenti del futuro?

GRATTACIELO INTESA SANPAOLO

Dopo il successo della scorsa stagione sono ripresi gli incontri del progetto culturale ideato da Giulia Cogoli per Intesa Sanpaolo “Immaginare il futuro. Conversazioni sui grandi cambiamenti e le sfide del domani”, il cui scopo è quello di far intervenire pensatori che raccontino come vedono e pensano il futuro.

 

Questa seconda conferenza del mese di ottobre ha avuto come oggetto la tematica dello storytelling e nello specifico è stato affrontato il tema “Un viaggio nel futuro dello storytelling: capire come comunicare nell’era dell’intelligenza artificiale”. Ad intervenire Francesco Marconi, 33 anni, papà italiano e mamma portoghese, moglie americana, un figlio ed una vita passata negli ultimi dieci anni in America. Responsabile Ricerca e Sviluppo del Wall Street Journal, ricercatore affiliato del MIT Media Lab e Fellow alla Columbia University’s Tow Center for Digital Journalism. Esperto di tecnologie, automazione, intelligenza artificiale, nel 2017 Francesco è stato riconosciuto da MediaShift come uno dei venti principali innovatori nell’ambito dei media digitali, nominato da Editor & Publisher Magazine tra i 25 leader dell’editoria sotto i 35 anni ed è finalista a Digiday Future Leaders Awards.

 

Lo spunto di riflessione con cui si apre il dibattito è il seguente: in che modo gli algoritmi e l’intelligenza artificiale influenzeranno sempre più la produzione di notizie e il giornalismo e con quali tempistiche.

L’esempio più semplice di Intelligenza Artificiale, con cui quasi tutti noi abbiamo a che fare oramai da anni, ed in particolar modo i proprietari di un Iphone della Apple, è Siri l’assistente intelligente che ti aiuta a fare qualunque cosa con i tuoi dispositivi, in modo più facile semplice e veloce. Si può chiedere a Siri di effettuare una chiamata o di mandare un messaggio al nostro posto. Attraverso queste attività si raccolgono dati, il nuovo petrolio del futuro, e la loro elaborazione rappresenterà la ricchezza delle prossime aziende.

 

Jonathan Zittrain, professore americano di Diritto di Internet, sostiene un tema oramai diffuso da tempo ovvero della overdipendenza dalle tecnologie. A riguardo la popolazione attuale si può suddividere in due tipologie di futuri utilizzatori delle nuove tecnologie: chi ci crederà e chi non ci crederà.

Chi, per esempio, avrebbe mai potuto immaginare che un quadro come la   “Monna Lisa” di Leonardo si potesse animare? La società Samsung lo ha  già fatto dando vita al quadro. Questo è un chiaro esempio di ciò che sta riuscendo a fare L’Intelligenza Artificiale: creare “oggetti” fino a qualche anno fa impensabili ed inconcepibili.

A questi progressi tecnologici eravamo in parte pronti, quello a cui non eravamo pronti, al momento della nascita dell’Intelligenza Artificiale e dei Social Media, ed ancora adesso non siamo totalmente pronti, sono le conseguenze ed i pericoli che si nascondono e a quelli a cui andremo incontro ovvero problematiche inerenti la Privacy per i singoli individui, la Proprietà Intellettuale per le aziende.

L’Intelligenza Artificiale ha già delle sfere di applicazione nel mondo del giornalismo, gli algoritmi “Natural Languages” per esempio hanno la capacità di riprodurre articoli narrazioni storie come se venissero scritti da giornalisti. Quello che si deve fare per creare valore al processo giornalistico è introdurre i giornalisti dentro i processi di innovazione.

L’Intelligena Artificiale libererà inoltre il giornalismo dai lavori ripetitivi, il così detto giornalismo computazionale (definito più di dieci anni fa da James Hamilton, direttore del DeWitt Wallace Center for Media and Democracy presso la Duke University, come l’utilizzo di sofisticate applicazioni informatiche in grado di aiutare il lavoro di indagine del giornalista. In pratica il datamining applicato alla produzione di notizie).

La riflessione di Hamilton nasce da un’osservazione da economia dei media: produrre inchieste e reportage giornalistici è attività costosa, laboriosa e spesso non pagata in proporzione all’impegno profuso dagli investitori pubblicitari, è preferibile quindi usare tecnologie digitali in grado di affiancare (o sostituire) il giornalista nel produrre inchieste approfondite. Il tempo risparmiato e guadagnato lo si può dedicare quindi ad una maggiore creatività.

L’Intelligenza Artificiale però come sarà di aiuto al giornalismo sarà anche di supporto al Deepfake (parola coniata nel 2017 che rappresenta una tecnica per la sintesi dell’immagine umana basata sull’intelligenza artificiale appunto, usata per combinare e sovrapporre immagini e video esistenti con video o immagini originali, tramite una tecnica di apprendimento automatico, conosciuta come rete antagonista generativa al fine di far credere che il prodotto finale sia reale) nella creazione di fake news. Un esempio può essere la notizia riportata dal WSJ a fine agosto secondo la quale era stata tentata una frode, ai danni di una nota multinazionale americana, creando attraverso l’Intelligenza Artificiale la voce del Ceo dell’azienda che al telefono, chiedeva di effettuare un bonifico di 220 mila euro.

I primi Deepfake non avevano il battito di ciglia, quelli successivi non avevano le pulsazioni cardiache delle vene sotto pelle e sono stati migliorati per apparire il più reali possibili. Rimangono sempre algoritmi progettati da essere umani.

Il giornalismo tradizionale però rimarrà sempre il modo migliore per verificare la veridicità di una storia e l’Intelligenza Artificiale non sostituirà il giornalismo, ma accellererà e faciliterà i processi di comunicazione.

Il fattore umano, attraverso l’empatia e l’intuizione, rimarrà l’elemento che farà la differenza rispetto all’Intelligenza Artificiale e che ci permetterà di individuare i Fake.

 

Emanuele Farina Sansone

“Emergenza climatica? Meglio di no”

Riceviamo e pubblichiamo

Il Consiglio Regionale del Piemonte ha bocciato,  la mozione del giorno sulla “dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale”, depositata e primo firmatario Il Consigliere Regionale d’opposizione della lista “LIBERI UGUALI- VERDI”, Marco Grimaldi.

La maggioranza di governo del Piemonte, guidata dal forzista Alberto Cirio, sostenuta anche dalla Lega e da Fratelli d’Italia ha dimostrato, ancora una volta, di non essere attenti e sensibili ai temi ambientali e ai cambiamenti climatici.

《Noi Verdi del Piemonte insieme al Consigliere Grimaldi ed ai tanti ragazzi del movimento Fridays For Future Torino ci siamo impegnati molto in questa mozione per cercare di sensibilizzare il tema ambientale e l’emergenza che stiamo vivendo.
La dichiarazione poteva essere una chiave per aprire la porta “all’economia green” e, dunque, per rilanciare un’economia piemontese sempre più in affanno, per creare nuovi posti di lavoro e per dirottare la nostra regione verso l’utilizzo e la produzione di energie rinnovabili. – dichiarano i due portavoce dei Verdi piemontesi, Tiziana Mossa e Alessandro Pizzi – Non ci perdiamo d’animo: continueremo a portare proposte concrete per un Piemonte Verde in Consiglio! Cogliamo l’occasione – proseguono i due leader del partito – per ringraziare il nostro Consigliere Regionale Marco Grimaldi per la tenacia che lo contraddistingue ed il lavoro svolto per questa mozione》.

La Regione investe sul volontariato sociale

Sono 31 i progetti presentati dalle organizzazioni di volontariato e promozione sociale piemontesi finanziati con oltre 1.990.000 euro.

Si tratta di quelli in linea con i requisiti richiesti dall’apposito bando emanato per l’anno 2019 e pervenuti al settore “Politiche per le famiglie, minori, giovani e sostegno alle fragilità sociali” della direzione Coesione sociale della Regione Piemonte. I progetti, finanziati dalla Regione attingendo alle risorse del Fondo nazionale per il Terzo Settore, hanno rilevanza locale ed interessano tutte le province piemontesi.

“Il Terzo Settore deve proseguire nella sua opera di sostegno alle fasce deboli – dichiara l’assessore regionale alle Politiche sociali, Chiara Caucino – garantendo quegli interventi sussidiari che il sistema dei servizi pubblici non riesce a fornire. Con questi finanziamenti si sostengono progetti in piena linea con le azioni dei programmi regionali d’intervento, privilegiando quelli che permettono una loro replicabilità e sostenibilità negli anni futuri“.

“Andremo poi sui territori – prosegue Caucino – per confrontarci con gli enti e per verificare concretamente gli interventi realizzati; solo così riusciremo a capire come riorientare la nuova stagione di programmazione per il 2020″.

Giardiniere pusher coltivava droga bio in casa, arrestato dai carabinieri

I carabinieri della Stazione di Torino Barriera Piacenza hanno arrestato un giardiniere italiano di 27 anni, per detenzione e produzione di marijuana.
Le operazioni traggono la propria origine da numerosi controlli operati nei parchi collinari, con particolare riferimento al parco Cascina Bert, ove i militari dell’Arma hanno effettuato molteplici servizi preventivi individuando assuntori di stupefacenti e raccogliendo le lamentele della cittadinanza che notava via vai di persone e l’abbandono di materiali e rifiuti tipici dello spaccio di droghe.
I carabinieri hanno quindi individuato il pusher, che era appostato con tipico atteggiamento d’attesa nei pressi della propria autovettura. La perquisizione personale ha permesso di sequestrare diverse dosi di hashish e 700 euro in contanti di piccolo taglio.
In macchina, i carabinieri hanno trovato alcune bustine vuote con tracce di marijuana. La successiva perquisizione a casa ha permesso di sequestrare 240 grammi di hashish, 100 grammi di marijuana, alcune piante in coltivazione, 13000 euro ritenuti provento dell’attività illecita posta in essere nonché tutto il necessario per la coltivazione delle infiorescenze e foglie di marijuana. Con quest’ultime attrezzature, complice anche la qualificazione professionale acquisita quale giardiniere, aveva tappezzato la propria abitazione in Pino Torinese, dimostrando assoluta perizia nella produzione dello stupefacente.
Tratto in arresto e tradotto presso la casa circondariale Lorusso e Cutugno in attesa della direttissima, l’uomo dovrà rispondere di detenzione e coltivazione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Due arresti a distanza di poche ore per maltrattamenti a donne

La polizia di Stato arresta gli aggressori
Domenica scorsa, il personale della Squadra Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale è
intervenuto in soccorso di due donne in difficoltà.
Nel primo caso, una signora di origini rumene ha contattato il 112 NUE: rientrando a casa, ha
trovato l’ex marito sul balcone di pertinenza della cucina. I due sono separati da alcuni anni. La
donna, vittima dei comportamenti violenti del marito, lo aveva già denunciato diverse volte.
Giovedì l’uomo, in stato di ebbrezza, si è presentato presso la sua vecchia abitazione;
approfittando dell’assenza dei familiari, ha pensato di scavalcare un cancello e introdursi
nell’alloggio passando del balcone. Tramite una pinza a pappagallo ed un palanchino aveva già
forzato una porta finestra, ma l’arrivo degli agenti della squadra Volante ha interrotto la sua
azione criminosa, consentendo il suo arresto per violazione di domicilio ed atti persecutori.
Poche ore dopo, sempre nel quartiere Dora Vanchiglia, i poliziotti hanno prestato soccorso ad
una donna, anche lei rumena. La vittima ha raccontato che pochi minuti prima, in seguito ad
un litigio sorto per futili motivi, il compagno, un connazionale di circa 50 anni, afferrava un
coltello in cucina: nel corso di una colluttazione sorta fra di loro, la donna ha riportato una
vistosa ferita a un braccio. Per sfuggire all’aggressione, si è rifugiata a casa di alcuni
conoscenti; qualche minuto dopo, l’arresto per lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia
del marito violento da parte della Squadra Volante.

“Principle of Organization” vincitore al Premio Nazionale delle Arti 2019

Ci fu un tempo in cui ancora giace addormentato quel “c’era una volta”, il germoglio primordiale della creazione, il cui istinto di nascita generò una tradizione di mutamento. Fu quel primo input di spostamento di una presenza che permise la genesi del tempo, un suono veicolato nella forma di un’equazione di base.
A ricercare il segno primo che diede voce a tutto ciò che, esistendo, esprime spazio, è Pier Alfeo, un giovane di Molfetta (BA), che da poco ha compiuto il suo trentaquattresimo giro intorno al sole.
Vincitore per il primo posto della sezione “arti elettroniche”, concorrente al Premio Nazionale delle Arti 2019, presso l’Accademia Albertina (TO), la sua installazione, che sarà visibile in loco dal 14 ottobre al 17 novembre 2019, prevede un sistema di attribuzione di un timbro sonoro a quell’equazione di base, impercettibile a un semplice e umano ascolto.
Pier Alfeo ha studiato presso l’istituto scientifico tecnologico di Molfetta, al termine del quale decise di conferire alla sua formazione musicale da autodidatta, una definizione tecnica, trasferendosi dapprima a Rimini, Bologna, cercandosi e sperimentandosi anche a Milano e Berlino, per concludere il suo percorso a Bari, dove ha approfondito le sue conoscenze in conservatorio.
La propensione a tale partecipazione di conoscenza colse la sua ispirazione nella rappresentazione di una sinusoide, durante una lezione di fisica. Si tratta di un’onda dispiegata in un grafico, atta a indicare quante volte, in un’unità di tempo, la funzione si ripete. Quivi il fulcro del dispositivo, che potrete ancora ammirare e con cui avrete la possibilità di interagire.
La circolare organizzazione dell’installazione evoca la meditativa condizione di ascolto, un’ascensionale influenza reciproca di cause con il micro e con il macro, estrapolandone la timbrica impercettibile. E in tal modo convogliare il germe pentametrico del suono in un’ispirazione organica d’insieme, nella fusione tra visivo e visibile, nel binomio sintetico della percezione, unito alla fonte uditiva del segno.
Il dispositivo circonferenziale è la risultante di un’onda che si manifesta ai vertici della sua definizione, un linguaggio che si genera dal ribadirsi di un algoritmo,
esprimendone la sonorità nella computazione dei numeri. E nel vortice visibile del segno, si traduce la linfa geometrica del suono, calibrando la sua libra nella sinaptica migrazione dello spazio.
Procedono le convulsioni di un bit nel circolo mantrico della radice, si dice di come un grafo possa, nel limite della sua corteccia, racchiudere il circuito fertile della possibilità.
La finalità dell’artista si esprime in una duplice funzionalità: installare la genesi di nuovi linguaggi di generazione sonora e sensibilizzare all’ascolto, con l’emissione di suoni meditativi, verso il proprio e altrui micro modo di esistere.
Alessia Savoini

Sbloccata dal ministero la progettazione della bretella est di Carmagnola

Cirio: «Carmagnola strategica “porta” del Roero Terra Unesco». Gabusi: «Ufficiale finalmente il finanziamento del lotto 1, ma anche il 2 e il 3 hanno le caratteristiche per essere finanziate»

 

 

 

La tangenziale di Carmagnola è tra le priorità del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che stamane, insieme all’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, ha incontrato il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio e gli assessori Alessandro Cammarata e Gianluigi Surra. L’incontro odierno segue di poche settimane quello organizzato con l’assessore Gabusi a confermare l’interesse della Regione per quella che il presidente Cirio ha definito “la porta del Roero Terra Unesco”.

 

Dopo una lunga attesa, è stato finalmente ufficializzato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il via libera alla progettazione della Bretella Est. Seconda in tutto il Piemonte per sforamenti di PM10, Carmagnola attende la tangenziale dal 1999. Si tratta di un’opera divisa in tre lotti, di cui il primo sarà realizzato da Autostrada dei Fiori per un costo previsto di 8.500.000 di euro circa, di cui 8 milioni a carico della società autostradale e 500.000 a carico della Regione.

 

«Sull’importanza della tangenziale non ci sono dubbi – ha sottolineato il presidente Cirio -. Dopo 20 anni di discorsi è lampante anche il carattere prioritario di un’opera che porta giovamento a tutti: alla città, che viene sgravata dal traffico in centro, ai cittadini, che possono muoversi più facilmente e ai turisti che possono raggiungere più agevolmente queste belle terre. Sono venuto a Carmagnola in prima persona per dare il mio appoggio e quello della Regione Piemonte al progetto della tangenziale, perché ha una portata di estremo interesse. Si tratta di un’opera in grado di cambiare il destino di una città. I sindaci tenaci come Ivana Gaveglio, che si battono per determinare il futuro della propria città, vanno sostenuti: siamo qua per dare il nostro supporto».

 

Cartina alla mano, il presidente Cirio e l’assessore Gabusi hanno verificato con il sindaco Gaveglio lo stato della viabilità. «Abbiamo già condiviso – ha concluso l’assessore Gabusi – con il Comune di Carmagnola il modus operandi dell’amministrazione regionale, che vede i territori soggetti attivi nelle indicazioni da dare a Roma rispetto alle priorità delle opere. Proseguiamo dunque insieme in un percorso che vede il primo lotto della tangenziale, già finanziato, aver ottenuto il parere positivo dal Ministro dei trasporti, mentre per il lotto 2 e 3 possiamo confermare che presentano le caratteristiche richieste per poter essere finanziati».