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Torino Design of the City: la città del futuro

Dopo il successo delle tre edizioni precedenti prosegue il viaggio di Torino Design of the City che quest’anno, forte delle esperienze acquisite, condurrà il pubblico, dal 2 al 20 ottobre,  a esplorare nuovi orizzonti, nuovi temi e nuove relazioni. La manifestazione, che privilegia la dimensione del confronto cosmopolita, offrirà al pubblico un mese all’insegna di incontri, workshop, mostre, tour ed eventi che delineeranno l’apporto necessario e fondamentale che il design potrebbe dare quotidianamente, oggi, nella costruzione della Torino di domani. Dal 2014 Torino è Città creativa UNESCO per il Design, unica città italiana insieme ad altre 30 città di tutto il mondo. Per il capoluogo piemontese essere città creativa per il Design vuol dire riflettere sul proprio futuro attraverso la cooperazione e lo scambio con le città creative UNESCO, forti di un tessuto economico, sociale e industriale che in questi anni ha collaborato per costruire una città accessibile e sostenibile tramite il Design, modalità progettuale che mette al centro i bisogni delle persone.

Il tema di Torino Design of the City 2019 – progetto della Città di Torino con il sostegno della Fondazione CRT, Camera di commercio di Torino, Politecnico e Università degli Studi di Torino, realizzato con Turismo Torino e Provincia e in collaborazione con il Tavolo Consultivo del Design – è ‘La Città del Futuro’, scelto in stretta correlazione con l’Annual Conference delle Città Creative UNESCO di Fabriano, che si è svolta a giugno 2019, e con le riflessioni lì condotte con le città sorelle.

“Torino Design of the City 2019 conferma la vocazione creativo–imprenditoriale della nostra città. Torino, che è diventata negli anni una città plurale, investendo sempre più in innovazione, ricerca e internazionalizzazione, elementi indispensabili per lo sviluppo di un territorio, non è nuova a eventi dedicati al settore – sottolinea Chiara Appendino, Sindaca di Torino –. Il design, con la sua forte componente creativa, è dunque un asset economico importante. È cultura, produzione, occupazione, industrializzazione ma è anche servizi. All’interno della logica generale che riguarda tutti gli aspetti del design, la Città ha approfondito quello dedicato all’accessibilità. Il design infatti può essere utile per riprogettare i servizi alla persona, culturali, ambientali, urbanistici, sociali oltre a quelli rivolti alla mobilità. Temi a cui la nostra amministrazione dedica particolare attenzione”.

“L’obiettivo che ci proponiamo è l’utilizzo del Design come metodologia di lavoro capace di dar forma anche alle esigenze inespresse e latenti, coinvolgendo le persone in veste di attori, insieme ai tecnici, agli stake-holder, per avviare o favorire la nascita di progetti che ridisegnino servizi, quartieri, luoghi della città, collegandole con il filo rosso rappresentato dal tema dell’accessibilità universale e dal design for all – dichiara Francesca Leon, Assessora alla Cultura della Città di Torino –. Torino Design of the City non è un festival ma un metodo di lavoro per costruire e incentivare le relazioni, le collaborazioni e le sinergie a livello locale, nazionale, internazionale, promuovendo il nostro sistema creativo, produttivo e imprenditoriale della filiera del Design torinese con attenzione alle nuove esperienze di innovazione e del digitale”.

 

“Fondazione CRT sostiene ‘Torino Design of the city’, come strumento di valorizzazione della Città e vetrina delle eccellenze del nostro territorio – afferma Giovanni QuagliaPresidente della Fondazione CRT –. ‘La Città del futuro’, per mutuare il titolo di questa quarta edizione, la immagino come un’officina che produce bellezza, creatività, talenti, innovazione, sperimentazione, all’insegna della sostenibilità: questi elementi, da sempre centrali nell’attività di Fondazione CRT, hanno trovato ‘casa’ nel più grande intervento della nostra istituzione, le rinate OGR di Torino”.

Come Camera di commercio di Torino lavoriamo da anni sul settore design, promuovendo numerose iniziative, spesso in collaborazione con il Politecnico e il Circolo del Design, realtà che abbiamo ospitato per alcuni anni nella nostra sede e accompagnato quest’anno verso una nuova location e nuovi progetti – spiega Guido BolattoSegretario Generale della Camera di commercio di Torino –. Proprio due giorni fa abbiamo presentato ai designer la piattaforma Ask to Design, che ha l’obiettivo di mettere in contatto imprese che necessitano di soluzioni di design e professionisti selezionati in grado di rispondere a tali esigenze. Nei giorni della Torino Design of The City promuoveremo, inoltre, incontri tra gli studenti e gli studi più affermati presenti in città, per uno scambio comune in ottica di orientamento e formazione/lavoro”.

Il programma della rassegna internazionale è stato realizzato con il coinvolgimento e il supporto del Tavolo consultivo del Design – che interessa oltre 47 soggetti pubblici e privati, tra cui associazioni di categoria, enti di formazione, archivi e musei – insieme e con il sostegno delle Fondazioni Bancarie, della Camera di Commercio di Torino, del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino.

Centrale nel calendario della manifestazione sarà il Forum Internazionale ospitato il 10 e l’11 ottobre all’Energy Center del Politecnico (via Paolo Borsellino, 38) a cui parteciperanno rappresentanti delle città di Montréal, Detroit, Saint Ètienne, Kortrijk, Cape Town, Wuhan, Singapore, Seoul, Shanghai e Londra per condividere e approfondire i progetti che hanno al centro il tema dell’accessibilità e della sostenibilità presentati in risposta alla call lanciata da Torino in occasione della XIII Annual Conference di Fabriano di giugno 2019.

Torino Design of the City 2019 sarà anche la base per la preparazione degli appuntamenti del 2020 quando la nostra città sarà ospite al Madrid Design Festival nel mese di febbraio.

L’evento si aprirà mercoledì 2 ottobre con un incontro e una mostra al rinnovato Circolo del Design che avrà un ruolo importante e, per l’occasione, proporrà una speciale programmazione. Il giorno successivo, giovedì 3 ottobre, sarà inaugurato il Torino Graphic Days (www.graphicdays.it), festival internazionale dedicato al visual Design.

La rassegna chiuderà il 20 ottobre con Torino Stratosferica (www.torinostratosferica.it), primo festival di City making in Italia.

La Città di Torino promuoverà il 4 e 5 un incontro internazionale sulla street-art, intesa anche come strumento di rigenerazione urbana. Il 16 pomeriggio, proseguendo il percorso iniziato lo scorso anno, si farà il punto su accessibilità a Musei e Istituzioni culturali.

Martedì 15 ottobre si parlerà di Biblioteche pubbliche del futuro con la presenza di professionisti del settore provenienti dalle città di Brema, Helsinki, Madrid, Milano, Roma. La riflessione ruoterà attorno al ruolo delle biblioteche di pubblica lettura nelle città come piazze del sapere, spazio di confronto, incontro e  scoperta al servizio di una crescita delle competenze dei cittadini di fronte ad un mondo in continua evoluzione.

Torino Design of the City, oltre a essere una rassegna è soprattutto un metodo di lavoro per costruire e incentivare le relazioni, le collaborazioni e le sinergie a livello locale, nazionale, internazionale, promuovendo il nostro sistema creativo, produttivo e imprenditoriale della filiera del Design torinese con attenzione alle nuove esperienze di innovazione e del digitale.

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Sul sito www.torinodesigncity.it è possibile consultare e scaricare il programma.

(foto Mihai Bursuc)

 

Referendum, FI: “Proposta dà dignità al voto popolare”

“OLTRE LE OFFESE DI CHI NON METABOLIZZA LE SCONFITTE”
“Ci spiace che le opposizioni abbiano tenuto in ostaggio il Consiglio regionale in questi ultimi tre giorni, così come ci spiace che abbiano cercato di scaricare la responsabilità di questa lunga paralisi sulla maggioranza. Hanno scelto di salire sulle barricate per difendere l’ingovernabilità del Paese e continuare con i papocchi e inciuci che hanno consegnato l’ennesimo governo composto da forze che hanno perso le elezioni politiche. Lo hanno fatto anche con offese e insulti inqualificabili verso il nostro partito e il nostro presidente della Regione perché non hanno ancora metabolizzato le recenti sconfitte, ma guardiamo avanti. In questi giorni in modo condiviso abbiamo portato avanti la nostra battaglia di civiltà: difendere la dignità del diritto di voto dei nostri concittadini piemontesi troppe volte calpestato e che il Governo nazionale non reputa prioritario. Ecco allora che insieme ai nostri alleati storici abbiamo fatto fronte comune, in punta di Costituzione, per chiedere insieme ad altri quattro Consigli regionali di indire un referendum e predisporre una proposta di legge nazionale che preveda un premio di maggioranza, una norma anti ribaltone, una quota proporzionale, uno stop ai paracadutati e catapultati e l’elezione diretta del Capo dello Stato. Tutti sacrosanti principi di una democrazia  sana e moderna. Siamo stati determinanti in tal senso, riuscendo ad essere tra i primi Consigli regionali a lanciare questa proposta. Abbiamo dato il nostro piccolo ma indispensabile contributo per rispondere ad un bisogno reale del Paese: quello di dare la possibilità di poter avere finalmente maggioranze chiare e governi stabili”. Ad affermarlo il capogruppo di Forza Italia Paolo Ruzzola e i consiglieri regionali Alessandra Biletta, Franco Graglia e Carlo Riva Vercellotti.

Arrestato ragazzo con più di tre chili di droga

UN UOMO LO STAVA INSEGUENDO PENSANDO FOSSE UN LADRO
Quando ha visto una BMW “sgommare” e scendere dall’auto un ragazzo che si stava
allontanando con borsone ha pensato che fosse un ladro, ha chiamato il 112 e lo ha
inseguito. Quello che l’uomo, un cittadino straniero, non sapeva è che il conducente
dell’auto non era un ladro e il borsone conteneva più di tre chili di droga.
Durante un ordinario posto di controllo effettuato dalle equipaggi della Squadra Volante
del Commissariato Mirafiori in via Onorato Vigliani, i poliziotti intmano l’alt ad un
giovane alla guida di una BMW che procede a forte velocità. L’auto, però, non si ferma
e, complice il traffico intenso, cerca di far perdere le sue tracce. I poliziotti annotano la
targa e si mettono alla ricerca dell’auto, diramando la nota di rintraccio alla centrale
operatva.
Pochi minut dopo, un uomo chiama il 112: parla di un ragazzo che sta fuggendo con un
borsone dopo essere sceso dall’auto; forse un incidente, forse un furto, viste le
manovre spericolate del conducente. Lo segue, fornisce element utli agli agent e li
avverte degli spostament del fuggitvo, vede il ragazzo disfarsi del borsone e individua
il luogo preciso dove lo abbandona, fino all’arrivo dei poliziotti che giungono sul posto
in pochi minut.
Gli agent del Commissariato Mirafiori riconoscono nel giovane, un italiano di 21 anni,
già noto alle forze dell’ordine, l’uomo che non si era fermato all’alt poco prima e lo
arrestano. In un giardino, dove il ventunenne lo aveva lanciato, gli agent recuperano
anche il borsone. Al suo interno ci sono più di 3 chili e 200 grami di marijuana. Al
ragazzo vengono anche sequestrat 830 euro in contant.
Gli agent poi scopriranno anche che il fuggitvo era alla guida dell’auto pur non
essendo in possesso di patente di guida mai conseguita, e per questo sarà anche
denunciato.
Torino, 27 settembre 2

Cercasi poligono di tiro per la Polizia di Stato

Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione del segretario del Siulp

In verità, dichiara il Segretario del SIULP di Torino Eugenio Bravo, il poligono di tiro per le esercitazioni e l’addestramento con la pistola in dotazione e l’arma lunga sarebbe già esistente. Presso il Reparto Mobile di Torino si trova il simulacro di un poligono di tiro costruito verso la fine degli anni ‘90 che, anziché sottoporlo ai necessari adeguamenti e ristrutturazioni a norma di legge e il cui costo si aggirerebbe intorno ai 200.000 euro, si preferisce consolidare la consueta prassi italiana dello sperpero di denaro imperante, evitando di ripristinare l’utilizzo del poligono, abbandonandolo all’inerzia ed al degrado. Eppure, continua Eugenio Bravo, il poligono di tiro predisposto in particolar modo per i settori più operativi della Polizia di Stato, (volanti, RPC, Reparto Mobile, Specialità) dovrebbe essere una priorità nell’agenda del Dipartimento di PS.
Superfluo rammentare continua Eugenio Bravo, l’importanza di poter usufruire di un poligono di tiro in modo frequente e soprattutto continuativo per l’addestramento dei poliziotti torinesi. Purtroppo anziché recuperare in modo celere, funzionale e lungimirante una struttura utile alla formazione dei poliziotti, ragioni più o meno oscure dettate soprattutto da motivi legati alle alte spese di manutenzione idonee al mantenimento funzionale e rispettose della salubrità ambientale del poligono, convincono ad organizzare momenti di addestramento al tiro presso il poligono civile TSN di via Reiss Romoli, con tempi e modi, per ovvie ragioni, più limitati.
Certo l’ideale sarebbe confrontarsi ed ascoltare i consigli del personale tecnico competente che, a rigor di logica, vorrebbe recuperare l’area del poligono, la cui estensione sarebbe in grado di creare 5 campi da tiro a costi decisamente inferiori rispetto al poligono in galleria. In pratica gli esperti ritengono che in luogo dell’attuale poligono si potrebbero realizzare 5 campi di tiro per le armi in dotazione alle forze di polizia e un campo di tiro idoneo a supportare calibri più “impegnativi”. I costi di gestione sarebbero sicuramente più contenuti rispetto a quelli di una struttura chiusa.
Tutto può essere ragionevolmente utile, chiude Eugenio Bravo, tranne restare indifferenti e subire l’implacabile solita burocrazia economica che soffoca le iniziative di sviluppo e ammodernamento di un poligono di tiro già preesistente e che si trova all’interno del Reparto Mobile.

Il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo Direttore

Il 26 settembre 2019 si è riunito il consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali.

L’incarico sarà effettivo dal I ottobre 2019.

Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio CRT “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre.

Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei repertori ornamentali alla storia delle arti decorative.

“Sentieri e narrazioni espressive” a “La Scuoletta”

Collettiva degli allievi di Franco Raga  in via Bagetti a Torino. Da sabato 28 settembre a venerdì 18 ottobre

Otto pittrici e un pittore. Sono nove gli artisti in mostra. Tutti allievi di Franco Raga, artista e docente di lungo corso, essi raccontano attraverso opere realizzate con le tecniche più varie ( dall’olio all’acrilico alla grafica, indirizzata soprattutto all’uso di pastelli, acquerelli, chine e carboncini) esperienze di avvicinamento all’arte – quella praticata in concreto – di estremo interesse sotto l’aspetto di tecniche e linguaggi espressivi mutuati dalle parole e dalle “dritte”, che sono sempre atti d’affetto e di amicizia, del Maestro, ma che non di meno lasciano spesso e volentieri campo libero a voli fantastici indirizzati a singolari sperimentazioni stilistiche e concettuali, assolutamente incoraggiate e aiutate nel loro processo di germinazione. Processo meditato, mai casuale, avvicinato, tentato (forse a lungo con ostinata perseveranza) compiuto e perfezionato all’interno de “La Scuoletta”, il Laboratorio d’arte – dal nome assolutamente “grazioso” e accattivante – aperto una ventina d’anni fa dallo stesso Raga (allora docente di Educazione Artistica alla Scuola Media “Pascoli” di Torino), nei locali dell’Associazione Musicale Artistica e Culturale “erremusica”, fondata nel ’96 da Marisa Rivera, in via Bagetti 27, a Torino.

E proprio qui verrà inaugurata, sabato 28 settembre (ore 17), la collettiva o mostra – saggio dei nove “Raghiani” – mi si passi l’amichevole termine – dal titolo, perfetto che di più non si può, “Sentieri e narrazioni espressive”. La rassegna si rivela, infatti, come itinerario estremamente suggestivo e articolato in percorsi (anche inusuali e inaspettati) che portano alla luce “una ricchezza straordinaria – racconta Raga – di forti personalità e capacità estetiche”. Il tutto facilitato da un’atmosfera di “collaborativo sodalizio che fa della nostra ‘Scuoletta’ un luogo dove ritrovarsi, soprattutto come amiche e amici– continua Raga – uniti da una comune passione per l’arte e in cui ciascuno trova subito l’opportunità di collocarsi e identificarsi secondo le proprie linee personali, approfondendo le singole attitudini espressive insieme alle tecniche più adatte ad esprimerle”. Nel complesso sono una quarantina le opere assemblate in via Bagetti e tutte si fanno osservare con piacevole attenzione, accompagnate dalle paterne parole del Maestro. Le firme sono quelle di: Maria Vittoria Crosazzo, Maria Gangemi, Valentina Giarlotto, Rosalinda Guida, Carla Guidi, Matteo Marinacci, Valentina Miola, Anna Maria Raga e Loredana Vergini.

g.m.

“Sentieri e narrazioni espressive”

La scuoletta – Associazione erremusica, via Bagetti 27, Torino; www.erremusica.it

Dal 28 settembre al 18 ottobre

Visita su appuntamento: tel. 349/5763141

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Nelle foto
– Franco Raga
– Allieve al lavoro

Afro&Motion 2019

Si svolgerà sabato 28 e domenica 29 settembre, presso il Pluriuso “Guido Mino” che sarà aperto il giorno 27 ad Ivrea.
Il Festival ha il patrocinio dei Comuni di Chiaverano ed Ivrea e il contributo di oltre 40 associazioni del territorio.
In un momento storico nel quale si cerca il nemico nel diverso e nel quale la propaganda becera la fa da padrona riteniamo che sia fondamentale confrontarsi, condividere esperienze e scoprire le altre culture.
Le tre giornate di Afro&Motion saranno caratterizzate da vari momenti di confronto, cucina e musica. Un bel modo per far conoscere persone, tradizioni e saperi che possono aiutarci a crescere.
Ci auguriamo che questa evento sia apprezzato da tutti, indipendentemente dalle idee politiche, e venga vissuto come un’occasione per imparare e per capire.
PROGRAMMA del weekend 27-29 settembre 2019

Dal 23 al 29 settembre presso lo ZAC sarà esposta la mostra fotografica “One day in Africa”.
Venerdì 27 settembre: alle ore 17 a Ivrea – piazza Ottinetti , corteo delle bandiere africane e sfilata di moda africana.
Ore 19,30 allo Zac: aperitivo a buffet Senegalese  (12 euro)
Ore 21 documentario sul Senegal “Contro Coltura” di Luca Puzzangara.
SABATO 28 SETTEMBRE presso il Salone Pluriuso di Chiaverano (piazza Ombre)
Saranno presenti stand delle associazioni organizzatrici, con prodotti africani.
Mattina: Convegno. Africa: Origine e futuro
    • Su Origini antropologiche dell’umanità in Africa con gli antropologi Annamaria Fantauzzi e Alberto Salza.
    • Su Le Afriche di oggi, interverranno Marie-Jeanne Balagizi, membro del comitato del Forum donne africane italiane e Nouhoum Traore, Vice Presidente dell’Associazione Mosaico–Azione per i rifugiati, collaboratori del Centro Piemontese di Studi Africani.
    • Modera: giornalista della rivista “ Africa
ore 13 – Pranzo: Africa a tavola
Pomeriggio:
“ L’ora delle relazioni” per conoscersi.
Laboratori di danza, acconciature tipiche, percussioni. Jam-session tra percussionisti. Presentazione delle associazioni con progetti in Africa.
Ore 19,30 – Cena: Africa a tavola
Ore 21 – Concerto di musicisti africani
DOMENICA 29 SETTEMBRE  (GIORNATA MONDIALE DEI MIGRANTI) – presso il Salone Pluriuso di Chiaverano (piazza Ombre)
Saranno presenti stand delle associazioni organizzatrici, con prodotti africani.
Mattina: Convegno : L’Africa fra noi
    • Gli africani in Italia : Testimonianze di africani in Canavese ( a cura di Osservatorio migranti, Consorzio Inrete, Coooperative). Le rimesse dei migranti.
    • Gli aspetti legali delle migrazioni
ore 13 – Pranzo: Africa a tavola
Pomeriggio:
ore 15: partita di calcio  Africa vs Canavese, nel campo di calcio adiacente il salone.
ore 16,30: Musiche e danze africane: intervento della scuola Baobab di Ivrea.
Presentazione delle associazioni con progetti in Africa.
ore 19,30 –  Cena: Africa a tavola
Ore 21 – Concerto di musicisti africani
Le organizzazioni promotrici:  ACMOS, Albo delle associazioni di Ivrea, ANPI, Ass. Lucy, Ass. Moabi, Associazione Ponte per l’Africa, Azione Cattolica Ivrea, Baobab, Casa della Pace, Centro Documentazione Pace, Centro Gandhi, Centro migranti, Chiesa Valdese di Ivrea, CISV di Albiano, Comunità Artaban di Burolo, Coop. Marypoppins, Croce Rossa Ivrea, Emergency, Fraternità Carmelitana di Lessolo, Good Samaritan, Il Sogno di Tsige, InReTe Consorzio Servizi Sociali, L’Albero della Speranza ODV, La rivista Africa, Legambiente circolo Dora Baltea, Libera Coordinamento Ivrea e Canavese, MIR, Osservatorio Migranti, Parrocchia di Chiaverano, Pax Christi di Ivrea, Seniores International Experts Volunteers, Senza Confini, ZAC coop.
Con il contributo di: Associazione Culturale Panafricando, AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), Le ricette del dialogo, LVIA, Associazione Stelo ONLUS, Centro Piemontese Studi Africani, Centro servizi VOL.TO.
Con il Patrocinio dei comuni di: Chiaverano e Ivrea.

L’evento sarà seguito in diretta radio streaming da Radio Spazio Ivrea

Migliaia di giovani in piazza: “Cambiamo il sistema non il clima”

Alcune decine di  migliaia di ragazzi e ragazze hanno preso parte a Torino alla manifestazione del Fridays for Future,  dietro allo  striscione con la scritta “Cambiamo il sistema non il clima”. Il corteo ha preso il via da piazza Statuto, ed è passato per il centro storico fino  a raggiungere piazza Vittorio.

 

“Se gli adulti non non fanno il loro compito e scioperano dal loro dovere, allora tocca a noi”, ha detto all’Ansa  un manifestante. Molti insegnanti e maestre hanno accompagnato i loro studenti in corteo. Le scuole torinesi hanno giustificato la partecipazione alla manifestazione ispirata dalla giovane ecologista Greta Thunberg.

Baselli, Rincon e Belotti in campo a Parma

A Parma i granata per dare continuità alla vittoria sul Milan dovranno ottenere un buon risultato lunedì  nel posticipo della sesta giornata. Mazzarri sta valutando con attenzione la squadra da schierare, anche in base a chi avrà recuperato meglio dopo la gara di giovedì. Il ct potrebbe anche decidere di tornare ad un modulo più prudente 3-4-2-1 con un centrocampista sulla trequarti, così da avere un 3-5-2 nella fase di non possesso. Secondo il sito Toro News le sole certezze al momento sono Baselli, Rincon e Belotti, mentre Verdi potrebbe indossare una nuova maglia da titolare.

I 1000 volti di Lombroso

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ospita, dal 25 settembre 2019 al 6 gennaio 2020, la mostra I 1000 VOLTI DI LOMBROSO che presenta per la prima volta al pubblico una selezione di fotografie appartenenti al fondo fotografico dell’Archivio del Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” dell’Università di Torino, in parte restaurate per l’occasione.

Padre fondatore della criminologia, gli archivi di facce di Lombroso dialogano con i cataloghi antichi e moderni dei volti che raccontano la mostra #FACCEEMOZIONI. 1500-2020: DALLA FISIOGNOMICA AGLI EMOJI curata da Donata Pesenti Campagnoni e Simone Arcagni, inaugurata al Museo Nazionale del Cinema il 17 luglio scorso, una grande esposizione che, partendo dalla prestigiosa collezione del Museo Nazionale del Cinema, racconta gli ultimi 5 secoli di storia di questa pseudoscienza. Un percorso emozionale tra maschere e sistemi di riconoscimento facciale che conferma ancora una volta come il volto sia il più importante luogo di espressione dell’anima dell’essere umano.
La mostra I 1000 VOLTI DI LOMBROSO è a cura di Cristina Cilli – conservatrice e responsabile dell’Archivio del Museo, Nicoletta Leonardi – storica dell’arte e docente presso l’Accademia Albertina di Torino, Silvano Montaldo – direttore scientifico del Museo e docente presso l’Università degli studi di Torino e Nadia Pugliese – borsista di ricerca presso l’Archivio del Museo e rientra nel quadro delle celebrazioni del decennale dell’apertura del Museo Lombroso.
Ospitata nelle teche conservative al piano +5 del Museo Nazionale del Cinema, la mostra prevede l’esposizione di 305 fotografie che dialogano con 13 disegni, 2 manoscritti, 1 pannello illustrativo per la didattica e la divulgazione, 1 calco in gesso di un cranio e 1 maschera mortuaria in cera, 2 strumenti scientifici, 2 manufatti realizzati da pazienti psichiatrici, 1 scultura, 11 libri e 1 rivista per un totale di 340 exhibit.
I 1000 volti di Lombroso vuole creare un parallelo tra le numerose fotografie di volti presenti nel fondo e le diverse sfaccettature del pensiero lombrosiano, evidenziando lo stretto legame tra fotografia e ruolo sociale della scienza sul finire del XIX secolo e l’inizio del XX secolo. Tra il 1860 e il 1909 Lombroso raccolse, grazie alla sua fitta rete di relazioni con criminologi, psichiatri e medici legali, un’enorme quantità di immagini di soggetti appartenenti prevalentemente al mondo della psichiatria e a quello della criminalità.
Queste fotografie furono sistematicamente utilizzate dall’antropologo veronese nella ricerca, nella didattica e nell’ambito di attività espositive finalizzate alla divulgazione scientifica. Com’era pratica comune fra gli scienziati dell’epoca, Lombroso raccoglieva immagini acquistate sul mercato, inviategli da colleghi o da lui stesso commissionate, e usava la fotografia come prova documentaria, dato positivo da associare a misurazioni antropometriche dei crani, disegni, descrizioni biologiche e psicologiche.
Il percorso della mostra, articolata in 5 sezioni, presenta una selezione ragionata di questi materiali seguendo la cronologia delle ricerche di Lombroso: iniziando con gli studi sui malati psichiatrici e sul genio, passando poi per la sua teoria sull’atavismo (secondo la quale alcuni individui presentano i caratteri regressivi tipici dell’uomo primitivo), per le ricerche sul brigantaggio e sul delitto politico, si arriverà al tema della criminologia in rapporto al razzismo con un focus specifico sulla donna delinquente. Il percorso espositivo terminerà con un’ampia panoramica di immagini legate all’identificazione del criminale ovvero alla fotografia segnaletica e alla nascita della Polizia scientifica.