ilTorinese

Mantova rende omaggio alla “nuova maniera” di Giulio Romano

La figura di Giulio Romano, pseudonimo di Giulio Pippi de’ Jannuzzi (Roma, 1492 o 1499 – Mantova, 1546), il più talentuoso tra gli allievi di Raffaello, è celebrata da un importante evento in programma a Palazzo Ducale di Mantova.

Dal 6 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020, si tiene “Con nuova e stravagante maniera”. Giulio Romano a Mantova, una mostra nata dalla collaborazione tra il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e il Musée du Louvre di Parigi, curata da Peter Assmann, Laura Angelucci, Paolo Bertelli, Roberta Serra, con la collaborazione di Michela Zurla, che intende illustrare la figura di Giulio Romano e la sua “nuova maniera” di fare arte, in particolare nella città gonzaghesca, mettendone in luce le peculiarità e l’aspetto fortemente innovativo.

Intesa Sanpaolo, nell’ambito di Progetto Cultura, è partner della mostra.

Il progetto elaborato dal comitato scientifico – composto da Peter Assmann, Laura Angelucci, Paolo Bertelli, Renato Berzaghi, Paolo Carpeggiani, Sylvia Ferino-Pagden, Augusto Morari, Roberta Serra e Luisa Onesta Tamassia – vede il coinvolgimento del Département des Arts Graphiques del Musée du Louvre che, per la prima volta, concede in prestito un nucleo di settantadue disegni, che ripercorrono, in maniera organica e completa, la carriera professionale di Giulio Romano, dagli esordi a Roma, alla lunga e intensa attività a Mantova, evidenziando la molteplicità dei suoi interessi.

Accanto alle opere del Louvre la mostra propone un’ulteriore e ricca selezione di disegni, provenienti dalle più importanti collezioni museali italiane e straniere (tra cui l’Albertina di Vienna e il Victoria & Albert Museum di Londra, oltre a dipinti, arazzi e stampe.

Sono inoltre utilizzate le più recenti tecnologie digitali al fine di ricreare, attraverso ricostruzioni 3D, oggetti e ambienti giulieschi.

“L’iniziativa di Palazzo Ducale su Giulio Romano – afferma Peter Assmann, direttore del Complesso Museale Palazzo Ducale – vuole essere un grande evento culturale che mostri al mondo l’eccezionalità della figura storica del più celebre allievo ed erede di Raffaello. Maestro del Manierismo, Giulio Romano ha lasciato a Mantova testimonianze straordinarie del suo talento di pittore, architetto e uomo di cultura. “Con nuova e stravagante maniera”, con la prestigiosa collaborazione di una rinomata istituzione europea come il Louvre, rappresenta un’importante chance per la città: andare oltre la tradizionale concezione di mostra temporanea per riunire tutte le forze produttive locali intorno a Palazzo Ducale e rafforzare l’immagine di Mantova come città d’arte in Europa e nel mondo. Al di là della sua importanza culturale specifica si tratta di un’occasione per fare rete tutti insieme verso un unico grande obiettivo di crescita collettiva”.

“La mostra Con nuova e stravagante maniera. Giulio Romano a Mantova – sottolinea Jean-Luc Martinez, presidente e direttore del Musée du Louvre di Parigi -, che si svolge a Palazzo Ducale di Mantova, è il frutto di un partenariato eccezionale tra il Musée du Louvre e il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova. L’evento espositivo permette di presentare negli ambienti di Palazzo Ducale una scelta di settantadue fogli di Giulio Romano (1492 o 1499 – 1546) scelti all’interno del ricco fondo di disegni di mano dell’artista conservato al Louvre, il più importante oggi noto”.

La mostra si articola in tre sezioni che approfondiscono aspetti diversi dell’attività di Giulio Romano mettendo in luce la “nuova e stravagante maniera” della sua arte, secondo la definizione coniata da Giorgio Vasari nelle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti.

La prima, Il segno di Giulio, allestita al piano terreno del Castello di San Giorgio, analizza la produzione grafica di Giulio come progettista, designer e pittore presentando il suo fondamentale apporto all’elaborazione del linguaggio manierista. Dagli interventi architettonici agli schizzi per dipinti e oggetti, ogni singolo segno è una novità assoluta da tradurre, copiare e imitare. La forza creatrice di Giulio viene esaminata attraverso una selezione del corpus dei disegni conservati al Musée du Louvre di Parigi.

Attraverso questi disegni si illustrano i momenti immediatamente precedenti l’arrivo nella città gonzaghesca di Giulio Romano per poi presentare la sua lunga attività mantovana, in particolare il suo lavoro come disegnatore e progettista. I suoi fogli raccontano l’evoluzione del suo operare e illustrano le esperienze relative ai diversi cantieri mantovani, del territorio e fuori lo Stato dei Gonzaga, come testimoniato dai disegni per Palazzo Te.

La prima sezione si chiude indagando il suo rapporto con le arti e il passaggio tra la fase di progetto e la sua realizzazione. I disegni qui esposti trattano dell’attività del Pippi come designer, inventore di argenterie e arazzi, avendo cura di affrontare la produzione di Giulio ad ampio spettro. In mostra si trova una decina di fogli in relazione con dipinti e oggetti come vasellame o trionfi da tavola. Viene inoltre presentato un arazzo della serie dei Giochi di putti(Modena, Raffaele Verolino), esposto accanto al disegno preparatorio (Chatsworth, The Devonshire Collections) e a un frammento del cartone preparatorio oggi al Louvre.

La sezione dal titolo Al modo di Giulio, occupa la Corte Nuova e l’Appartamento di Troia, suggerendo un dialogo diretto tra i disegni dell’artista e la decorazione della residenza dei Gonzaga. Il Palazzo Ducale fu il cantiere nel quale Giulio Romano riversa la sua genialità e la sua capacità d’innovare. Sala per sala, laddove è ancora possibile, s’instaura una relazione tra i suoi disegni e gli ambienti reali. È il caso, ad esempio, della Sala dei cavalli dov’è esposto il disegno preparatorio per la decorazione del soffitto con la Caduta di Icaro, confronto che è apprezzabile tramite uno specchio.

In mostra si possono inoltre ammirare i rilievi eseguiti da Ippolito Andreasi detto l’Andreasino che hanno tramandato l’aspetto originario delle stanze progettate da Giulio, particolarmente importanti per approfondire la comprensione delle parti non sopravvissute ai secoli. Così avviene per il Camerino dei Cesari e per la Loggia dei marmidetta poi dei Mesi, ambienti per i quali i disegni dell’Andreasi permettono un confronto diretto tra l’idea di Giulio Romano e quanto sopravvive negli ambienti stessi.

La rassegna si chiude nell’appartamento della Rustica con Alla maniera di Giulio, nella quale viene approfondito, da un lato, il tema di Giulio Romano architetto, analizzato grazie a numerosi disegni provenienti da prestigiose istituzioni pubbliche europee, tra cui spicca la Copia da Giulio Romano di Andrea Palladio (Londra, Royal Institute of British Achitects), e, dall’altro, quello della sua eredità, con le opere di allievi e discepoli, come Fermo Ghisoni, Giovanni Battista Bertani, Lorenzo Costa e altri.

In questa sezione è stato creato un approfondimento sulle case del Pippi, in particolare su quella di Mantova e sulla produzione di opere religiose. Si possono qui osservare alcune pale d’altare eseguite da artisti della cerchia di Giulio Romano a confronto con i disegni originali del maestro.

 

 

Salvaguardare le scuole di montagna

Proseguire nella riorganizzazione della rete scolastica in atto dal 2015 verticalizzando il più possibile per istituti comprensivi e garantire il mantenimento dei plessi scolastici nei comuni montani e marginali attraverso deroghe al numero minimo di bambini previsti per classe e il mantenimento di pluriclassi: con questi obiettivi è stato approvato nei giorni scorsi  a maggioranza dal Consiglio regionale l’atto di indirizzo sul piano regionale di dimensionamento scolastico e la programmazione dell’offerta formativa delle autonomie scolastiche piemontesi per l’anno 2020-2021, presentato dall’assessore all’Istruzione Elena Chiorino.

Le Province e la Città metropolitana avranno tempo fino al 29 novembre 2019 per presentare le loro proposte alla Regione, che dovrà approvare il documento entro la fine dell’anno: i termini di presentazione dei piani provinciali e metropolitano sono stati ampliati su proposta emendativa del consigliere Carlo Riva Vercellotti (Fi), approvata all’unanimità dall’Aula, per consentire ai soggetti coinvolti di provvedere agli adempimenti di competenza in tempi adeguati.

L’Aula ha approvato all’unanimità anche un emendamento presentato dal consigliere Diego Sarno (Pd), che rafforza il riferimento allo sviluppo delle potenzialità delle aree interne nell’ambito della programmazione 2014/20: l’obiettivo è quello di salvaguardare il servizio scolastico nelle aree montane, mantenere percorsi sussidiari di istruzione e formazione professionale e valorizzare le attività di alternanza scuola-lavoro.

I fondi regionali ammontano a 4,4 milioni, che l’assessore Chiorino ha chiesto di portare a 5 in fase di assestamento di bilancio.

Librolandia farà tappa in altre città prima dell’apertura a Torino

SALONE DEL LIBRO: SI LAVORA A TAPPE “OFF” DI AVVICINAMENTO 
Incontro  in Regione tra il presidente Cirio, gli assessori Poggio e Ricca,  il presidente della Fondazione Circolo dei lettori Biino  e il direttore del Salone Lagioia
 
“Aspettando il Salone del Libro”, un ciclo di avvicinamento al grande evento internazionale di Torino, facendo tappa in altre città piemontesi e italiane: è l’idea nata in occasione dell’incontro fra il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, con il presidente della Fondazione Circolo dei lettori Giulio Biino e il direttore del Salone Nicola Lagioia. Presenti in piazza Castello anche l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio, Vittoria Poggio, e l’assessore alle Partecipate Fabrizio Ricca.
“È stato un incontro molto positivo che ci ha permesso di condividere già alcune idee per la prossima edizione – spiega il presidente Cirio –. In particolare il direttore Lagioia ci ha proposto di realizzare delle sinergie con altre città, per creare delle tappe di avvicinamento al Salone. Ci sembra un’ottima idea per far crescere la percezione di questo grande evento, non solo nelle province piemontesi che rappresentano un bacino di pubblico molto importante per il Salone, ma anche in altre città d’Italia. Parliamo di uno dei più grandi eventi internazionali ospitati dal nostro Paese, con una ricaduta turistica per il Piemonte strategica. Per cui siamo favorevoli a potenziare tutte le azioni che possano favorire la crescita dei suoi visitatori. Il Salone del Libro è un patrimonio del nostro territorio e c’è piena condivisione anche sull’importanza di valorizzarne la pluralità, senza pregiudizi ideologici. Un aspetto quest’ultimo che, ci tengo a sottolinearlo, vale anche sulla valutazione dei risultati. La riuscita di un evento si “giudica” solo a sipario calato. E io per l’edizione del 2020, la prima nel mio ruolo di presidente, non posso che augurarmi la migliore di sempre. Da parte mia e di tutta la squadra della Regione Piemonte ci sarà massimo supporto”.
(foto C. Benedetto – www.fotoegrafico.net)

Cattolici, tramonta il partito identitario

E’ venuto, forse, il momento di dirlo con chiarezza e senza equivoci: la grande stagione della
Democrazia Cristiana prima e del Partito Popolare Italiano poi sono ormai alle nostre spalle.
Grandi esperienze politiche, culturali, programmatiche e anche organizzative che, semplicemente,
non sono più riproponibili perché sono state archiviate dalla storia. Certo, il dibattito in alcuni settori
dell’area cattolica italiana continua ad essere forte e fecondo. Il che è decisamente positivo e non
va affatto sottovalutato. Anche perché il mondo cattolico contemporaneo continua ad essere un
giacimento culturale, ideale, etico e politico non indifferente e può contribuire, seriamente e con
grande senso di responsabilita’, al rinnovamento della vita politica italiana. Ma, al contempo, non si
può non rilevare che un conto è contribuire al rinnovamento e al cambiamento della politica italiana
attraverso la dimensione valoriale, culturale ed etica; altra cosa è organizzare un forza politica
autonoma che si misura nella cittadella politica nostrana. A livello locale come a livello nazionale.
Ora, dovrebbe essere evidente a tutti che ci sono stati decine di esperimenti politici ed elettorali a
livello comunale, regionale, nazionale ed europeo che si sono infranti contro gli scogli. Esperimenti
che hanno evidenziato ripetute e puntuali sconfitte elettorali, e quindi sconfitte politiche ed
organizzative. Non si tratta, dunque, di ritenere irreversibilmente e definitivamente chiusa quella
pagina. Ma, al contempo, non si può non prendere atto che oggi il decollo di una formazione
politica di ispirazione cristiana che affonda le sue radici nel popolarismo, rischia di trasformarsi in
una semplice, seppur nobile, esperienza testimoniale e politicamente del tutto irrilevante. Non lo
dicono le opinioni di singoli osservatori ma è la stessa realtà a confermarlo nei numeri.
Ripetutamente e a tutti i livelli istituzionali. Del resto, è altrettanto inutile appellarsi alle dichiarazioni
di qualche autorevole prelato che, periodicamente e saltuariamente, lancia appelli all’impegno
politico diretto dei cattolici italiani. Seppur nel rispetto della laicità dell’azione politica e del
superamento di ogni dimensione confessionale e clericale della presenza politica diretta. Sono
appelli e incoraggiamenti importanti all’impegno politico che, coerentemente e correttamente, si
fermano però di fronte ad un sostegno più o meno indiretto alla presenza dei laici cristiani nella
società politica. E non può che essere così. Dopodiché, non possiamo sottacere un altro aspetto
non indifferente ai fini della presenza politica organizzata dei cattolici italiani. Nello specifico, di
coloro che si rifanno al patrimonio storico e politico del popolarismo di ispirazione cristiana. E cioè,
molti esponenti – più o meno autorevoli – di quel filone ideale e culturale sono seccamente e
fortemente impegnati in molti partiti, e nelle relative correnti interne, e non rinunciano affatto a
quella appartenenza per dar vita a qualche altro esperimento politico ed organizzativo. Un nome e
un cognome per tutti. L’ultimo segretario del Ppi Pier Luigi Castagnetti e’, del tutto legittimamente,
fortemente impegnato in una corrente all’interno del Partito democratico e, credo, sarebbe il primo
tenace oppositore per strutturare una iniziativa politica autonoma dei cattolici democratici e
popolari italiani. Ma si potrebbero fare, al riguardo, centinaia di esempi che confermano quella tesi.
E dunque, che fare? Rassegnarsi all’irrilevanza o alla sola testimonianza? Certamente no. Ma è
altrettanto indubbio che non si può lavorare contro i mulini a vento. E quindi, diventa importante e
decisivo continuare a testimoniare la nostra specificità culturale e politica su più fronti. A livello
prepolitico per chi ritiene che sia fondamentale e prioritario la formazione di una futura classe
dirigente preparata, competente e culturalmente orientata e definita. A livello politico e in prima
linea, per chi ritiene che in questa fase storica la cultura politica dei cattolici democratici e popolari
possa continuare a condizionare la linea e il progetto di singoli partiti. Sul fronte dell’ex centro
sinistra o sul fronte moderato. A livello intellettuale e culturale per chi ritiene che l’evoluzione della
politica italiana passa anche e soprattutto attraverso la capacità di saper incidere a livello
mediatico e di formazione della pubblica opinione. Oggi particolarmente disorientata e confusa,
dopo la sbandata trasformistica che ha travolto recentemente la politica italiana.
Ma, per il momento, e per onestà intellettuale, e’ anche bene dire con chiarezza che continuare a
parlare di partiti autonomi e organizzati che ripropongono le esperienze del passato, si rischia
prima o poi non solo di andare controcorrente ma, soprattutto, di non saper leggere ed interpretare
ciò che le dinamiche attuali della società italiana ci trasmettono.
Giorgio Merlo

Anni Settanta in bianco e nero

“Nell’era velocissima dei social è sempre più difficile immortalare momenti particolari della nostra vita – ha sottolineato il presidente del consiglio regionale Stefano Allasia – situazioni ed emozioni che invece ben traspaiono da queste belle immagini in bianco e nero scattate con tanta cura da Pietro Lombardi negli anni Settanta. Queste fotografie sono importanti anche perchè ci lasciano memoria di un territorio e di un modo di vivere che oggi è così cambiato, sono preziosa testimonianza della vita delle persone”.

“Anni ’70 tra memoria e nostalgia” è una mostra fotografica promossa dal Consiglio regionale del Piemonte che espone 100 immagini in bianco e nero realizzate dal fotografo chierese (di origini lucane) Pietro Lombardi.

L’esposizione – organizzata in collaborazione con la Federazione dei Circoli delle Associazioni Lucane del Piemonte, a cura di Roberto Mastroianni – si svolge nei locali di Off Topic (in via Pallavicino 35, zona Campus Einaudi) da giovedì 19 settembre a giovedì 31 ottobre.

Orario di apertura: da lunedì a sabato dalle 10 alle 19. Ingresso gratuito.

Dai bambini che giocavano nei cortili (a Torino come a Trieste o a Potenza), ai lavoratori dei campi del sud e delle fabbriche del nord, i primi incontri dei giovani del Gruppo Abele (con immagini di don Ciotti, Ernesto Olivero, il cardinale Pellegrino), fino alle passeggiate sulla spiaggia di Rimini e agli sguardi intensi degli anziani al sole sulle sedie davanti a casa. Ricordi di un’Italia del passato letti dagli occhi di un fotografo che l’ha attraversato da sud a nord. In sala durante l’inaugurazione era presente anche il bambino ritratto nella immagine di copertina, a cui il fotografo ha donato le stampe orginali in grande formato.

All’inaugurazione sono intervenuti: Stefano Allasia presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Luca Spadon presidente Torino Youth Centre, Rocco Sabia presidente della Federazione dei Circoli e Associazioni Lucane del Piemonte, Roberto Mastroianni curatore della mostra, Pietro Lombardi fotografo autore delle immagini in mostra. Moderatore Francesco Candido.

Ottima vendemmia a Villa della Regina

VIGNA DELLA REGINA: BALBIANO, UN 2019 ENTUSIASMANTE”

Terminata la raccolta delle uve del vigneto urbano di Torino
che conclude, con ottime prospettive, un anno di grandi successi e riconoscimenti

Si è conclusa giovedì la scenografica vendemmia di Vigna della Reginavigneto urbano adagiato sulla collina torinese con una vista unica sul capoluogo piemontese. L’azienda vitivinicola Balbiano, che dal 2009 ha riportato in produzione il vigneto reale impiantato a inizio del ‘600, ha terminato la raccolta dei circa 50 quintali di uva Freisa. “Portiamo in cantina uve sane e mature, le prospettive per l’annata sono molto buone. Nonostante i temporali estivi sul torinese i grappoli si sono mantenuti in condizioni ottime, permettendoci la raccolta nel momento di perfetta maturazione fenolica” commenta Luca Balbiano che oltre al vigneto urbano gestisce l’azienda di famiglia, storica produttrice della DOC Freisa di Chieri.

Il 2019 sarà sicuramente un anno da ricordare per Balbiano. A giugno è nata ufficialmente la  Urban Vineyards Association, la rete internazionale dei vigneti urbani di cui Luca Balbiano è presidente. Il 18 ottobre la U.V.A. si riunirà a Torino per il primo convegno dell’Associazione all’interno della manifestazione Vendemmia a Torino a cui prenderanno parte i vigneti cittadini di tutta Europa, da Berlino a Praga passando per Lione, Palermo, Milano, Venezia e Siena.

Il Freisa di Chieri DOC “Vigna Villa della Regina” è stato inoltre inserito nella prestigiosa guida Doctor Wine con il punteggio di 96/100, mentre l’azienda Balbiano per la prima volta è entrata nella rosa delle cantine Slow Wine stilata da Slow Food. Grandi riconoscimenti non solo sulla carta, ma anche a tavola. Da quest’anno all’elenco dei ristoranti di rilievo in cui è possibile degustare il Vigna della Regina si aggiungeranno anche il Ristorante Carignano * Michelin e l’Hotel Principi di Piemonte Casa Savoia.

Il successo dell’etichetta prosegue anche fuori dei confini nazionali: a inizio novembre sarà una delle poche bottiglie selezionate da “Vinitaly International Academy” per rappresentare l’essenza del vino italiano a Hong Kong all’interno della masterclass  condotta da Henry Davar e Sarah Heller (Master of Wine). Da Oriente Vigna della Regina volerà poi fino all’estremità occidentale del globo: entro dicembre partirà, infatti, il primo ordine diretto negli States, mercato internazionale che si aggiunge a quello di Finlandia, Svezia, Danimarca, Uk, Francia e Irlanda del Nord.

“Una domenica a testa in giù” alla Reale Società Ginnastica

Le Feste dell’Acrobatica “Una domenica a testa in giù” accolgono centinaia di persone, in ognuno dei vari appuntamenti stagionali, con full immersion di sport e circo ad ingresso gratuito in cui è possibile sperimentare l’acrobatica e tante discipline circensi con alcuni dei migliori istruttori a livello nazionale.
La Reale Società Ginnastica di Torino sarà aperta dalle ore 10 alle ore 12 per bambini e ragazzi tra i 6 e i 15 anni di etàdalle 16 alle 19 per adulti e ragazzi dai 16 anni di età e dalle 19 alle 20 con “Palco Aperto”, esibizioni di circo contemporaneo per un pubblico di tutte le età a cura degli allievi della FLIC Scuola di Circo.


Domenica 6 ottobre 2019 è in programma la prima Festa dell’Acrobatica “Una domenica a testa in giù” della stagione 2019/2020, con l’apertura straordinaria della Reale Società Ginnastica di Torino e della sua FLIC Scuola di Circo per una giornata di festa, sport e cultura, ad ingresso gratuito, in cui sarà possibile provare in prima persona il brivido dell’acrobatica e la magia del circo.

Appuntamenti che nelle ultime due stagioni hanno riscosso un grande successo, ospitando in ogni domenica di programmazione centinaia di persone grazie alla presenza di molti istruttori altamente qualificati e disponibili a far praticare acrobatica a terra, a coppie e di gruppo, trampolino elastico, discipline aeree circensi (tessuti, cerchio, corda, trapezio, trapezio ballant), verticali, roue Cyr, palo cinese, parkour capoeira acrobatica e functional training.

Feste di sport, arte e cultura che la società sportiva più antica d’Italia continua a regalare, per la terza stagione consecutiva, ai propri concittadini e a tutte le persone che coglieranno l’occasione arrivando anche da altre città del Piemonte e da altre regioni limitrofe, come ampiamente successo nelle passate edizioni.

Ore 10 > 12 soprattutto per bambini dai 6 ai 15 anni di età
La mattina, dalle ore 10 alle ore 12, è riservata a bambini e ragazzi dai 6 ai 15 anni di età che potranno divertirsi a sperimentare alcune discipline di acrobatica aerea (tessuti, cerchio, trapezio), trampolino elastico, parkour, ginnastica artistica, ginnastica ritmica e arti marziali. I genitori e gli accompagnatori potranno anch’essi cimentarsi in varie attività, oppure attendere nell’area relax e ristoro, o ancora visitare la sala dei trofei e l’intera storica sede di via Magenta 11.

Ore 16 > 19 per adulti e ragazzi dai 16 anni di età
Il pomeriggio, dalle ore 16 alle ore 19, è riservato a ragazzi dai 16 anni di età e adulti che potranno cimentarsi in acrobatica a terra, a coppie e di gruppo, trampolino elastico, discipline aeree circensi (tessuti, cerchio, corda, trapezio, trapezio ballant), verticali, roue Cyr, palo cinese, capoeira acrobatica e functional training.

Ore 19 > 20  “Palco Aperto” con esibizioni per un pubblico di tutte le età
Dalle ore 19 alle ore 20 è in programma PALCO APERTO, esibizioni rivolte ad un pubblico di tutte le età a cura di allievi, amatori e professionisti che si concluderanno con un momento conviviale di condivisione e dialogo con il pubblico.

I prossimi appuntamenti stagionali sono in programma nei giorni 17 novembre 2019, 19 gennaio, 8 marzo e 19 aprile 2020.

Le Feste dell’Acrobatica sono occasioni speciali da vivere all’interno di un luogo d’eccellenza e con alcuni dei migliori istruttori a livello nazionale, tutti molto esperti, alcuni in possesso della qualifica di formatori nazionali di acrobatica aerea e docenti del “Percorso Formativo di Tecnico Regionale di 2° Livello di Acrobatica Aerea” organizzato dalla Federazione Ginnastica Italiana.
Da meno di un anno infatti, l’acrobatica aerea è entrata infatti a far parte delle discipline riconosciute e praticate dalla FGI grazie alla fondamentale collaborazione della Reale Società Ginnastica, che dal 31 gennaio 2019 ha diretto all’interno della sua sede tutti i moduli del nuovo percorso formativo riconosciuto anche dallo SNaQ – CONI (Sistema Nazionale di Qualifica dei Tecnici Sportivi) e valido e in tutti i paesi europei.

La Reale Società Ginnastica, società sportiva più antica d’Italia che il 17 marzo 2019 ha festeggiato i suoi 175 anni di attività, ha sede in una storica palazzina di 2500 mq nel cuore di Torino.
Edificata nel 1851 su progetto dell’ing. Domenico Regis, la struttura consta di 9 palestre distribuite su quattro piani, dispone di una grande dotazione di attrezzature all’avanguardia e dallo scorso anno si è rinnovata il look, sia all’interno che all’esterno, con nuove decorazioni e pannellature riportanti bellissime immagini artistiche sulla sua storia, risaltate su via Magenta e via Massena da una apposita illuminazione notturna.

La FLIC Scuola di Circo è stata creata nel 2002 dalla Reale Società Ginnastica di Torino ed è diventata in pochi anni una delle scuole del settore più rinomate d’Europa. Recentemente ha ottenuto, per la seconda volta consecutiva, il miglior punteggio in assoluto da parte del Mibac tra i progetti di formazione circense presentati per l’assegnazione del FUS riceve il sostegno per residenze artistiche promosse da Regione Piemonte attraverso il bando “Artisti nei territori”.
In questa stagione gli allievi FLIC sono 92, hanno età comprese tra i 17 e i 30 anni e provengono per il 50% dall’estero, di cui la metà da paesi extra-europei.
Compresa l’Italia, con ragazzi provenienti da diverse regioni, gli allievi giungono da 19 diverse nazioni: Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Francia, Germania, Grecia, Israele, Messico, Olanda, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Uruguay, USA

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domenica 6 ottobre 2019
Reale Società Ginnastica di Torino e FLIC Scuola di Circo, via Magenta 11, TORINO
– dalle ore 10 alle 12 attività per bambini e ragazzi dai 6 a 15 anni di età
– dalle ore 16 alle 19 attività per adulti e ragazzi dai 16 anni di età
– dalle ore 19 alle 20 “Palco Aperto” con performance circensi per un pubblico di tutte le età

INGRESSO GRATUITO

Inseguimento all’alba, arrestato un uomo

Alcuni giorni fa, mentre transitavano in via Pietro Cossa, all’incrocio con Piazza Cirene, gli agenti della Squadra Volante hanno visto una Fiat Panda bianca attraversare l’incrocio ad alta velocità nonostante la luce rossa del semaforo. Ne è nato un inseguimento, nel corso del qualel’auto in fuga ha proseguito la sua folle corsa a velocità sostenuta, spesso impegnando vie contromano e attraversando più volte incroci con luce semaforica rossa. In corso Regina Margherita, la Fiat Panda ha raggiunto la velocità di circa 170 km/h., nonostante il primo traffico del mattino, essendo da poco trascorse le 5. L’inseguimento, che ha interessato numerose vie del quartiere, è durato più di 15 minuti nel corso del quale il conducente dell’auto ha proseguito con manovre spericolate e pericolose.

Dopo che l’auto ha svoltato in corso Tassoni, gli agenti hanno momentaneamente perso di vista il veicolo prima di ritrovarla parcheggiata in via Levanna angolo via Locana.Due donne che erano in strada nei pressi,  hanno riferito agli agenti che l’uomo in fuga aveva tentato con loro un approccio, ma al loro rifiuto di era allontanato in direzione di via Cibrario.

Gli agenti della Squadra Volante hanno poi rintracciato l’uomo in piazza Moncenisio. Quando questi è stato fermato è caduto più volte in contraddizione alle domande dei poliziotti. Con sé, inoltre, aveva le chiavi della Panda bianca.

Gli agenti hanno anche appurato che, il conducente dell’auto, un italiano di 35 anni, con precedenti di polizia era alla guida dell’auto con la patente revocata. Il trentacinquenne è stato arrestato per resistenza a P.U. e denunciato per il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti così come previsto dal Codice della Strada.      

Intesa Sanpaolo apre 11 sedi per “Invito a Palazzo”

Sabato 5 ottobre dalle 10 alle 19 ritorna “Invito a Palazzo”, l’appuntamento promosso da ABI per l’apertura straordinaria e gratuita dei palazzi storici delle banche italiane. Intesa Sanpaolo partecipa con 11 tra residenze storiche, sedi museali e palazzi di direzione. A Torino previste visite guidate al grattacielo, al Museo del Risparmio e a Palazzo Turinetti (Piazza San Carlo)

Intesa Sanpaolo aderisce alla diciottesima edizione di Invito a Palazzo, l’iniziativa promossa da ABI per l’apertura al pubblico dei palazzi storici delle banche italiane. La manifestazione è posta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e si avvale del patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Sabato 5 ottobre dalle ore 10 alle ore 19 saranno aperte le porte, con ingresso libero e visite guidate, di 11 sedi in 9 diverse città d’Italia. Una presenza importante che sottolinea come il profondo legame che lega la Banca al territorio sia dato anche dal desiderio di condividere e far conoscere il proprio patrimonio di arte e storia.

In ciascun palazzo saranno organizzati eventi e/o visite guidate. A ciascun partecipante sarà donato un astuccio dedicato al Barbiere di Siviglia di Rossini della collana multimediale Vox Imago, produzione culturale realizzata dalla Banca.

Ecco l’elenco delle sedi Intesa Sanpaolo aperte in Piemonte:

Torino, Grattacielo, Corso Inghilterra, 3

Ai confini del centro storico di Torino, nella riqualificata area multifunzionale di Spina 2, l’edificio, progettato da Renzo Piano Building Workshop, coniuga innovazione architettonica, sostenibilità ambientale e integrazione tra ambienti di lavoro e spazi aperti al pubblico. Particolarmente suggestivi sono l’Auditorium sospeso che, attraverso un sistema meccanizzato, può diventare sala conferenze o spazio espositivo, e la spettacolare serra bioclimatica che offre una vista panoramica sulla città e ospita il ristorante e lounge bar Piano35. All’interno della serra è anche possibile ammirare l’installazione luminosa “α-cromactive” realizzata per Intesa Sanpaolo dallo studio Migliore+Servetto Architects.

Visite guidate per gruppi di massimo 60 persone con orario continuato dalle 10.00 alle 18.30 (ultima visita 17.45). Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili a partire dal 27 settembre 2019 sul sito: www.grattacielointesasanpaolo.com.


Torino, Museo del Risparmio, Via San Francesco d’Assisi, 8/A

Sito nel cuore di Torino, il Museo del Risparmio è un vero e proprio laboratorio multimediale, unico e innovativo, che stimola bambini, ragazzi e adulti a riflettere sull’utilizzo consapevole del denaro e sui concetti base del risparmio e dell’investimento. Perché anche la finanza può essere divertente!.

Visite guidate “STORIE DI SALVADANAI” (durata: 30 minuti)

La visita illustrerà il nuovo allestimento della preziosa collezione di salvadanai del Museo, di cui saranno raccontate sto-ria e origini, con particolare attenzione alla sezione dedicata ai salvadanai meccanici di fine ‘800.

Orario d’inizio: 10.30, 11.30, 14.30, 15.30, 16.30.

Laboratorio di riciclo creativo “IL PORTAFOGLIO DI FOR E MIKA” (durata: 60 minuti)

Dopo un’introduzione alla storia della moneta attraverso i cartoni animati di For e Mika, i bambini saranno guidati nella creazione di un originale portamonete realizzato con fogli di carta patinata recuperati da riviste.

Orario d’inizio: 15.00

Per entrambe le attività occorre prenotarsi attraverso il numero verde 800.167.619 o via mail a prenotazioni-MDR@operalaboratori.com


Torino, Palazzo Turinetti, piazza San Carlo 156

Commissionato dal Marchese Giorgio Turinetti di Priero, banchiere del Ducato di Savoia, il palazzo si affaccia con il lungo porticato su piazza San Carlo a qualificare, in concerto con gli altri edifici, l’armonioso disegno unitario del salotto della città. Arredi, boiserie, stucchi, specchiere, preziosi intagli conservano l’originario sa-pore sei-settecentesco degli interni, sapientemente salvaguardato dopo la ricostruzione post-bellica, arricchito da arazzi di manifattura francese e dipinti dal XVII al XX secolo di artisti come il Francia, Cignaroli, Rapous, De Mura.

Visite guidate a ciclo continuo senza prenotazione.