Nostalgia canaglia. Serata con i vecchi amici e compagni del PCI. Precisamente il Gotha dei dirigenti del partito di Torino anni ’60 e anni ’70. Il massimo del massimo. Stagione irripetibile. Direi quasi – almeno per il sottoscritto – mitica
Mille storie, mille rivoli confluenti in un solo fiume. Nostalgia che non diventa mai tristezza. Nostalgia mista a consapevolezza per ieri ma anche per l’ oggi. Oggi decisamente triste ed al di sotto delle speranze di ieri. Impossibile citare tutti nelle oltre 100 presenze.
Autoconvocati? Non proprio, cominciando da Gaspare Enrico segretario di Ivrea e a Torino braccio destro di Piero Fassino. Anna Apostolico moglie e compagna di una vita tra azienda della famiglia e passione politica. Con Rocco Imperiale operaio e funzionario di partito tra zona nord e fabbriche. Con il pallino dell’ organizzazione. Patron della serata Carlo Foppa che ha rivitalizzato un asfittico Circolo del Risorgimento. Quasi 77 anni e un’ altra scommessa politica vinta. Alfredo Schiavi 94 anni arrivato appositamente da Sanremo: indubbiamente ha fatto un accordo con il diavolo. Partigiano e tipografo. Lui non era un dirigente della stampa e propaganda. Lui era ed è la stampa e propaganda.
E Sante Baiardi anche lui 94 anni. Scuole di partito anni ’50 , assessore alla Sanità in Piemonte e riorganizzatore della Sanità. Enrico Cavalitto con la sua dolcissima moglie Silvia Gibellino. Enrico, il più giovane consigliere del Pci nel 1975 con Marcello Vindigni assessore, architetto, dalla Sicilia sua patria. Enrico con la sua casa Editrice Felix che vedendomi mi redarguisce: ti dai una mossa a scrivere il libro su tuo padre? Ha ragione da vendere e Rocco Larizza da allievo operaio Fiat a Parlamentare e Senatore della Repubblica. Scusate se è poco. E arriva Primo Greganti tra i più famosi dei presenti. Sicuramente il più invidiato dagli altri partiti della prima Repubblica. Invidiato per come si è comportato di fronte a Di Pietro. Angela Migliasso commossa che girava i tavoli. La nostra pasionaria è la mia preferita. Ha sempre detto ciò che pensava, coerente con quel che faceva.
Altro che non ha mai avuto peli sulla lingua è Giorgio Ardito. Dai cattolici del dissenso al comunismo libertario. Racconta sempre che per imparare leggeva ogni sera una parola del vocabolario. Irraggiungibile. Ed Emanuele Braghero orgoglioso dei suoi genitori con il padre operaio della Michelin. Sempre con la valigia in mano. Segretario della Fgci a Catania e segretario di Luciano Violante quando era Presidente della Camera . È arrivato appositamente da Firenze. Risiede ad Empoli ed è stato capo
di gabinetto del Sindaco, ora in Regione Toscana. Ammette che Matteo Renzi lo ha proprio deluso: se l’è proprio giocata male.
Poi la Senatrice Magda Negri che la politica ce l’ha proprio nel sangue. Tanti e tanti altri presenti nella serata e nei nostri ricordi. Poi… poi il sottoscritto. Un piccolo primato con Manuele Braghero e Antonio Sucamiele: i più giovani della sala. Anche se un altro piccolo primato penso di avercelo. Amo dire: mi sono iscritto alla Fgci nel 1956, quando ero nella pancia
di mia madre, sartina, ex giovane comunista e moglie di Ferdinando, mio padre grande capo della commissione interna della Grandi Motori. Avevo poco da scegliere. Sacre le tradizioni di famiglia.
Sia ben chiaro che non tutto allora era perfetto. Si sono consumati tanti scontri verbali e quando il PCI è diventato Pds non era solo Achille Occhetto che piangeva. Era diventato un abito troppo stretto. Sentivo liberatorio questo nuovo percorso politico. Teneri gli ex compagni che diedero vita a Rifondazione, ma appunto teneri e basta. Ricordo Giorgio Gaber alla fine della canzone “Qualcuno era comunista” con l’allegoria del tentativo di spiccare il volo, stupenda allegoria. Ma almeno ci tentammo. Non poca cosa. Alla fine “rubo” una bellissima frase di Lorenzo, amico e compagno di studi universitari di Sara, mia figlia. Siamo dei singoli che scegliamo di essere un Noi. Ottima sintesi. Anche speranza per un futuro possibile. Noi che non abbiamo mai amato un uomo solo al comando. Noi contenti e felici di essere un Noi. Con la enne maiscola. Noi, protagonisti del nostro futuro.
Patrizio Tosetto
Nell’ambito delle iniziative volte al contrasto dell’incidentalità e al miglioramento della sicurezza della rete viaria delle Tangenziali di Torino, la Polizia Stradale di concerto con la Concessionaria ATIVA S.P.A., dopo attente valutazioni sui tratti autostradali più interessati da errati comportamenti dell’utenza in transito, ha provveduto all’installazione di due box per la collocazione di apparecchiature Autovelox 105 SE, misuratori di velocità di ultima generazione.

Un modo per dire NO al progressivo degrado e desertificazione del Valentino. Recentemente infatti si andava ventilando l’ipotesi di uno sfratto del Perosino, ma in seguito a un incontro tra i gestori e Antonino Iaria, Assessore all’ Urbanistica della Città di Torino , tale pericolo sembra si stia allontanando.
valorizzare i luoghi storici che rappresentano una risorsa del Valentino “. Si va quindi verso una soluzione consensuale . Nel 2000 il Demanio ha ceduto al Comune tutti i terreni sulle sponde del fiume, ma Anna De Coster, figlia di Graziella Perosino, la titolare dell’Imbarco, ricorda che “ questa struttura l’aveva comprata mio nonno nel 1936”. Da qui avevano avuto inizio i contrasti, che ci si augura possano venire appianati grazie all’estrema disponibilità dell’Assessore Iaria, che si è anche dichiarato favorevole alla costituzione di un comitato di gestione del Valentino.


RAVETTI E GALLO (PD) SUI CONTI DELLA SANITA’: “DA ICARDI I SOLITI NUMERI MA NESSUNA SOLUZIONE”
sanitario, dopo che per anni il blocco del turn over aveva fatto esplodere la mobilità passiva. Il secondo fattore è dato dall’incremento della spesa farmaceutica legata ai farmaci innovativi, in particolare antitumorali ed epatite C. Noi siamo orgogliosi di aver consentito alla sanità piemontese di tornare ad assumere e di aver garantito a tutti i piemontesi cure per malattie gravi. L’assessore Icardi, preoccupato per la perdita lorda di 278 milioni di euro nel 2019, ha voluto avvisare tutti del fatto che il Piemonte ha già un piede nel futuro piano di rientro. Sulla cura, su come affrontare la situazione, sulle politiche da adottare, solo silenzio e un rinvio a future conferenze stampa e future slides. Dove magari spiegherà anche come pensa di pagare il maggiore contributo da parte della sanità privata. Speriamo solo che tanto allarmismo non sia propedeutico a infauste scelte, come un nuovo blocco delle assunzioni. Questo sì che sarebbe un salto nel passato che pagherebbero duramente tutti i piemontesi”
Di Pier Franco Quaglieni