ilTorinese

Una magia per la vita. Brachetti per la Fondazione Mago Sales

Lunedì 6 gennaio 2020 alle 21, Teatro Colosseo Via Madama Cristina 71, Torino

SOLO DI ARTURO BRACHETTI

 

Proprio per soddisfare la grande richiesta da parte del pubblico, è stata aggiunta una replica speciale lunedì 6 gennaio alle 21 che sarà tutta dedicata alla Fondazione Mago Sales, realtà che da anni opera per creare opportunità concrete per i bambini in tutto il mondo. Questo appuntamento speciale servirà per raccogliere fondi per le missioni salesiane in Uganda e in particolare per la costruzione di un dispensario medico e di una scuola professionale per avviamento al lavoro per le ragazze madri.

A contribuire al progetto sarà lo stesso Arturo che devolverà l’importo del suo cachet della serata a favore della Fondazione.

 

Brachetti ha deciso di portare a Torino il suo spettacolo SOLO per il periodo natalizio, dal 19 dicembre al 6 gennaio. La risposta e l’affetto del pubblico torinese non si sono fatti attendere: ogni giorno è stato un successo rinnovato e Torino ha vissuto la favola del Natale con le emozioni dettate da questo suo torinese doc. Stupore, meraviglia, sogno… non ci sono termini per descrivere l’incanto di uno spettacolo unico al mondo. Ma Arturo con lo spettacolo della sera del 6 gennaio va oltre le aspettative e decide di condividere il suo successo con chi ha bisogno di un sorriso in più, i bambini delle missioni salesiane nel nord Uganda, attraverso la Fondazione Mago Sales.

Chi salva un bambino, aiuta un pezzo di cielo a illuminare il mondo” è lo slogan di don Silvio Mantelli, in arte mago Sales, colui che ha fatto scoprire la magia ad Arturo Brachetti ed è stato suo primo maestro negli anni del seminario.

Non è la prima volta che Brachetti collabora con la Fondazione; per esempio, con l’introito di una serata del grande successo L’uomo dai mille volti al teatro Mogador di Parigi, venne costruito e attrezzato un reparto di cure mediche del Nazareth Hospital nella periferia di Nairobi in Kenya.

 

IL PROGETTO A CUI SARANNO DESTINATI I FONDI RACCOLTI

Costruzione di un dispensario medico e di una scuola professionale per avviamento al lavoro (cucina, igiene, sartoria, giardinaggio, ecc.) per le ragazze madri. Si chiamerà “JOHN LEE HEALTH CENTRE”, in ricordo di un salesiano medico coreano morto in Sud Sudan qualche anno fa. Ci saranno i servizi base di soccorso e diagnostica, un reparto maternità, servizi di vaccinazione, educazione sanitaria e trasporto d’emergenza. Questo perché chi lascia il suo paese lo faccia per scelta e non per necessità.

So che mi aiuterete anche in questo nuovo progetto e fin d’ora il mio grazie, a nome della comunità salesiana e della nostra gente che ormai ti conosce e ti ha visto più volte tra loro qui in Uganda”.

Don Gianni Uboldi (1 settembre 2019)

 

TESTIMONIANZA DI DON SILVIO

Ho conosciuto Arturo Brachetti, quando era ancora un ragazzino, con un po’ di voglia di diventare prete e tante fantasie, unite ad un incontenibile desiderio di fare teatro e magia. Gli insegnai alcuni giochi di prestigio e gli regalai gli attrezzi per eseguirli. Poche cose, ma sufficienti per creare un grande interesse e far sbocciare in quel ragazzino di soli 11 anni una indomabile passione per tutto ciò che fa spettacolo. Così la voglia di prete passò, mentre prese sempre più il sopravvento in lui il lato fantastico, fino a diventare realtà teatrale.

Ora sulla scena si ricrea continuamente, fantastica… interpreta se stesso e inneggia alla vita come una cosa bella. È lui solo, ma sembrano 10, 100, 1.000 personaggi e ogni spettatore si ritrova in qualcuno di essi. Arturo interpreta la vita, sua e di tutti noi, la vita che è quell’indomabile desiderio di essere e restare bambino o ragazzino.

Arturo è ancora sempre quel giovane ragazzo di 11 anni con un’immensa voglia di giocare e fantasticare con se stesso a cui io ho insegnato, allora, un gioco in più”.

 

MESSAGGIO DI ARTURO BRACHETTI AL MAGO SALES

Ci sono degli incontri nelle nostre vite, per cui poi noi diventiamo quello che sognavamo di essere. Questa è la magia che ha fatto Don Silvio per me.

Ma oggi lui è molto di più per me e per tutti. Anche senza trucchi né costumi, Sales porta la vera magia, quella della vita a coloro che hanno solo la propria sopravvivenza da difendere.

Grazie Sales per essere ancora quel “ragazzo” piene di idee, di risorse e di ideali che mi hai insegnato a perseguire. Grazie per avermi insegnato che non esistono montagne invalicabili…

 

 

Per seguire i progetti e le attività della Fondazione https://www.sales.it/index.php/fondazione/chisiamo

Acqua potabile migliore e nuove fognature: in arrivo i fondi della Regione

Tra il 2020 e il 2025 in Piemonte saranno investiti oltre 88 milioni di euro per migliorare la qualità dell’acqua potabile, contrastare le dispersioni reali di rete sostituendo i tratti danneggiati, abbattere la presenza di azoto e fosforo, rendere il sistema più efficiente riducendo i costi di gestione.

Inoltre, saranno ammodernati diversi tratti di fognatura

Gli interventi previsti sono 60 e rientrano in un accordo di programma sottoscritto da Ministero dell’Ambiente, Regione e dai sei Enti di governo d’ambito territoriale ottimale in cui è suddiviso il Piemonte. Saranno finanziati con 33.540.000 euro del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020 (Piano operativo Ambiente, sotto-piano “Interventi per la tutela del territorio e delle acque”) e con 54.730.000 euro dai gestori attingendo dai proventi della tariffa del servizio idrico integrato. I Comuni interessati sono 105, con una popolazione di circa 450.000 persone.

“Si tratta del più importante intervento di sostegno pubblico alla manutenzione su acquedotti e impianti di depurazione degli ultimi cinque anni – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, nel corso della presentazione svoltasi il 2 gennaio nel palazzo della Regione – L’Italia è il secondo Paese al mondo dopo la Cina, sebbene con grande distacco, per l’inquinamento da fosforo. In Piemonte la situazione è critica soprattutto nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, dove ci sono allevamenti intensivi. Azoto e fosforo fanno proliferare le alghe in modo abnorme, il che riduce l’ossigeno e soffoca i pesci e la flora autoctona, che in salute contribuirebbe al mantenimento degli argini. Investendo in tecnologia puntiamo a ripristinare un ambiente sano e a ridurre i 160 milioni all’anno che il Piemonte spende in manutenzioni sulle reti idriche”.

Aveva  250 grammi di marijuana in cantina

Arrestato un ventitreenne dalla Polizia di Stato

Un giovane italiano di 23 anni, con precedenti di polizia a carico, è stato arrestato dagli agenti
della Squadra Volante per la detenzione di sostanza stupefacente.
Nei giorni scorsi, i poliziotti hanno controllato tre giovani che stazionavano nel Giardino La
Fontana”: il ventitreenne e due fratelli dei quali uno minorenne, questi ultimi poi denunciati in
stato di libertà. Tutti e tre venivano trovati in possesso di marijuana. Nel corso delle successive
perquisizioni domiciliari, gli agenti trovavano a casa del ventitreenne, più precisamente in
cantina diverse buste contenenti 250 grammi di marijuana e il materiale necessario per il
confezionamento delle dosi.

Regione e Abi per le imprese vitivinicole

L’assessore all’Agricoltura, cibo, caccia e pesca della Regione Piemonte Marco Protopapa si è fatto portavoce nei giorni scorsi nei confronti della Commissione regionale dell’Associazione Bancaria Italiana, delle difficoltà delle imprese vitivinicole del territorio colpite dai recenti calamità a cui si aggiunge quest’anno un forte calo delle rese produttive in alcune zone del Piemonte.

“A seguito della nostra segnalazione alla Commissione regionale dell’Abi, abbiamo ottenuto una pronta risposta circa l’attenzione del sistema bancario alle esigenze del settore vitivinicolo piemontese gravemente colpito in queste ultime settimane dagli eventi alluvionali”, spiega l’assessore regionale all’agricoltura Marco Protopapa.

“Di qui la garanzia dell’attivazione di una serie di misure di supporto con iniziative sia autonome sia di settore come ad esempio l’attuazione di quanto stabilito con l’Accordo per il Credito 2019, sottoscritto il 15 novembre del 2018 dall’Abi con le Associazioni di rappresentanza delle imprese”.

Tale accordo prevede per il settore agricolo alcune misure specifiche tra cui ad esempio la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio e lungo termine, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie come anche l’allungamento della durata dei mutui, dei finanziamenti a breve termine e delle operazioni di credito agrario di conduzione.

La Commissione regionale dell’Abi del Piemonte ha quindi provveduto immediatamente a sensibilizzare gli istituti bancari per l’applicazione degli interventi previsti dall’Accordo per il Credito 2019.

Centro si’, ma perché non decolla?

Dunque, siamo di fronte ad una palese contraddizione

 

Da un lato alcuni autorevoli commentatori e
politologi continuano a sostenere la tesi che la crisi del sistema politico italiano e’ sostanzialmente
riconducibile all’assenza di un “partito di centro” che possa garantire la stabilità in un contesto che
ormai, di fatto, e’ sempre più proporzionale.

 

Un “partito di centro” che, sostengono sempre gli
opinionisti e i cattedratici di questo filone, si rende anche necessario perché rappresenta una
costante storico e politica del sistema democratico vigente nel nostro paese dal secondo
dopoguerra. Al contempo, però, una seconda corrente di commentatori e di opinionisti – cioè quelli
che rappresentano l’ormai nota intelligentia italiana, anche se prevalentemente salottiera e
aristocratica – sostiene all’unisono che i presunti quattro partiti che puntano oggi ad occupare
quello spazio politico, e cioè Renzi, Calenda, Carfagna e Toti, sono destinati a giocare un ruolo del
tutto marginale perché si tratta di uno spazio politico virtualmente richiesto ma elettoralmente
incapace di sfondare. Appunto, una contraddizione in se’.
Ora, senza neanche prendere in considerazione i vari partiti cattolici, o di cattolici, o dei cattolici o
di ispirazione cristiana spuntati in questi ultimi tempi – che del resto non vengono mai citati o
ripresi da nessun commentatore laico o cattolico che sia – e’ indubbio che si tratta di un nodo che
prima o poi dovrà essere politicamente sciolto. Perché se è vero che una “politica di centro” – e
non un “partito di centro”, quindi – si rende più necessaria nel nostro paese per la specificità e la
profondità che storicamente rappresenta in un sistema politico come quello italiano, forse è giunto
anche il momento di dire che questa politica non si traduce con un nuovo partito ma all’interno di
partiti già esistenti. Perché ci sarà pure un motivo se le decine di esperienze e di tentativi messi in
campo in questi lunghi 25 anni dopo la fine della Dc sono miseramente ed irreversibilmente falliti.
E questo, quindi, resta il vero nodo da sciogliere. Un nodo che chiama in causa anche e
soprattutto i cattolici democratici e i cattolici popolari. La vera sfida, dunque, seppur in un contesto
politico, sociale, e culturale fortemente trasformistico e quindi destinato a cambiare rapidamente e
rocambolescamente, resta quella di far sì che la “politica di centro” tanto decantata ricominci ad
avere una cittadinanza attiva all’interno della dialettica politica italiana. Una politica che, come tutti
sanno, significa molte cose contemporaneamente: dal senso della moderazione alla cultura di
governo; dalla capacita’ di ricomporre gli interessi contrapposti attraverso una sintesi feconda e
costruttiva al senso delle istituzioni; da una cultura riformista alla qualità della democrazia alla
volontà stessa di battere la radicalizzazione della lotta politica italiana. Altroché il “linguaggio
dell’odio” e la riproposizione del semplice – seppur sempre utile – “buon senso ed educazione”.
Un patrimonio e un giacimento culturale, politico, sociale, di governo, etico e intellettuale che non
possono più essere sacrificati sull’altare della povertà e della mediocrità del dibattito politico
contemporaneo. E il doppio, anche se opposto e alternativo, richiamo dei nostri commentatori,
opinionisti e politologi sulla necessità della “politica di centro” e, al contempo, sulla inconsistenza
“dei partiti di centro”, alla fine ci aiuta a riflettere e a ritrovare una via d’uscita da uno stallo ormai
sempre più insopportabile e nocivo per la stessa democrazia italiana e per le nostre istituzioni
democratiche.

Giorgio Merlo

Leggende e segreti dello sci

Fino al 21 gennaio 2020 a Pragelato per iniziativa del Comune e della Fondazione G. Guiot Bourg viene presentata la mostra “La Storia dello Sci a Pragelato e nelle Valli” a cura del Museo Civico Entografico del Pinerolese – Musep e Centro Arti e Tradizioni Popolari.

La mostra documenta il vissuto dello sci, dell’approccio e della pratica di questa disciplina
sportiva con successo di atleti e della passione unica nutrita da tantissimi, delle gare e della neve
bella e tanta. Mostra sciatori, generazioni sugli sci, gli impianti dell’epoca, e con essa il paesaggio,
i villini, l’equipaggiamento. Dai bianchi e neri si arriva alle immagini a colori e si raggiunge
l’esperienza dei Giochi Olimpiici Invernali di Torino 2016 e dei IX Giochi Paralmpici. Le Valli
Olimpiche, Pragelato al centro dell’attenzione del mondo.
Lo fa con immagini poste su pannelli, vecchie cartoline e fotografie color seppia, articoli,
documenti, ma anche oggetti ed articoli del mondo dello sci e della Olimpiadi provenienti dal
Musep, da collezioni private e dai pragelatesi.
“La mostra sulla Storia dello Sci a Pragelato e nelle Valli”  presso
l’Ufficio del Turismo rappresenta uno spaccato importante per la storia e l’identità del nostro
Comune e della nostra comunità. Riscoprire le radici culturali e ambientali di un territorio è sempre
un’iniziativa lodevole e di qualità. – Afferma il Sindaco di Pragelato Giorgio Merlo – E rileggere
come si è dipanata la storia dello sci in queste vallate non può che essere un momento fortemente
aggregante e anche istruttivo per non dimenticare la nostra antica e moderna vocazione. Per questi
motivi ritengo questa mostra importante e significativa per Pragelato, per la Via Lattea, per il
pinerolese e per l’intero Piemonte.”
L’esposizione allestita negli spazi dell’Ufficio del Turismo verrà inaugurata giovedì 26 dicembre
alle ore 17 con la partecipazione delle autorità e sarà visitabile nel periodo, tutti i giorni dalle ore 9
alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.
“La Fondazione G. Guiot Bourg ha collaborato volentieri nella ricerca di documenti, articoli di
giornale e vecchie fotografie sulla storia dello sci di discesa e di fondo a Pragelato. – dice Elena
Ghezzi Matheod Presidente Fondazione Gujot Bourg – Io personalmente ricordo quegli anni con
nostalgia: il 1970 la salita nel cestello al Clot della Soma, il 1977 con la collaborazione alla nuova
scuola di sci di discesa, il 2006 le Olimpiadi. Guardando le foto di ieri e di oggi non si può non
provare sentimenti contrastanti.”
“Siamo lieti di aver potuto collaborare alla definizione di questa mostra sulla storia dello Sci a
Pragelato e nelle valli, con l’operato del Direttore Ezio Giaj e altre professionalità e per questo
ringrazio l’Amministrazione Comunale, il Sindaco Giorgio Merlo e la Fondazione G. Guiot
Bourg, la Presidente Elena Ghezzi Matheod – evidenzia la Presidente del Musep e Centro Arti e
Tradizioni Alessandra Maritano. – . Il Museo Etnografico del Pinerolese è una realtà dinamica e
aperta, e la sua espressione si manifesta nella disponibilità ed impegno a far conoscere e a
valorizzare il patrimonio culturale e sociale delle comunità e la loro storia in ogni possibile luogo
di incontro e a collaborare per farlo emergere e portarlo a contatto dei visitatori con proposte
diverse.”
L’iniziativa ha il patrocinio della Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e di Turismo
Torino e Provincia

Bollettino annuncia l’intenzione di non ricandidarsi a sindaco di Parella

Pesa il mancato avvio del procedimento di fusione dei Comuni dell’ex Pedanea

“Ci ho pensato a lungo e sono stato molto combattuto, ma negli ultimi giorni ho deciso di non ricandidarmi a sindaco alle prossime elezioni comunali. Con i nuovi impegni che ho è naturale fare un passo di lato e lasciare che sia qualcun altro, con più tempo a disposizione, a prendere il mio posto”.

Attraverso questo passo contenuto in una lettera indirizzata ‘a tutti i cittadini di Parella’, Marco Bollettino, dal 2015 sindaco del paese della Pedanea ha comunicato, con largo anticipo rispetto alla prossima consultazione elettorale, la sua intenzione di non voler correre per un secondo mandato. Nella sua missiva evidenzia che su questa decisione pesa sicuramente l’aver vinto il concorso da dirigente scolastico e di essere oggi alla guida del Liceo Gramsci di Ivrea, incarico di responsabilità in ambito scolastico. Questo, però, non è l’unico motivo alla base della sua decisione, come si affretta subito a precisare: “Pesa molto di più il non essere riuscito a portare a compimento quello che era l’obiettivo più importante del nostro programma elettorale nella scorsa consiliatura: la fusione dei comuni dell’ex Pedanea”. Ed evidenzia di aver tentato negli ultimi due anni di giungere alla fusione in un unico ente comunale delle attuali municipalità di Parella, Colleretto Giacosa, Quagliuzzo e Strambinello, avendo avanzato anche la proposta di creare una commissione intercomunale che avviasse tavoli di lavoro aperti a tutti i cittadini interessati ed esperti per ‘scrivere il progetto tutti insieme’. La proposta aveva assunto anche la forma di una delibera che i consigli comunali avrebbero dovuto votare in settembre ma non ha trovato un’unanimità. Perché se è vero che è passata a  maggioranza a Parella, Strambinello e Colleretto Giacosa (con il voto contrario delle minoranze di Parella e Strambinello e l’astensione di quella di Colleretto Giacosa) da Quagliuzzo era stata rispedita al mittente, e neppure passata in consiglio comunale, con un deciso ‘no grazie’ sia del sindaco Ernesto Barlese che della sua opposizione. Di fatto, pertanto, il no di Quagliuzzo ha chiuso ogni discorso per la fusione a quattro perché Strambinello non confina con Colleretto Giacosa e Parella. Ed anche nel suo stesso Comune i rapporti con la minoranza di Progetto Parella MPP ultimamente non sono stati poi così idilliaci come nel resto nella consigliatura: in un’occasione il capogruppo Bruno Tegano ha fatto mancare il numero legale, nella seduta successiva ha contestato la non regolare convocazione d’urgenza nei termini del regolamento del consiglio comunale e, nell’ultima seduta che si è svolta il 29 dicembre scorso (di domenica mattina) ha depositato un’interpellanza nella quale evidenziava una composizione dell’esecutivo municipale non rispettosa della parità di genere. Nella sua lunga lettera di cittadini di Parella, Bollettino – che a tuttoggi è anche presidente dell’Unione dei comuni delle Terre del Chiusella – persiste nello spiegare le ragioni dell’opportunità della fusione e spiega che comunque continuerà a portarla avanti da cittadino e chiude dicendo che “Non so chi sarà il mio successore, ma sono convinto che durante la campagna elettorale chiunque dovrà dare una risposta chiara alla domanda: ‘Sei favorevole ad un progetto di fusione con i Comuni dell’ex Pedanea’. Se il candidato dovesse provenire dalla mia maggioranza, la risposta non potrebbe che essere affermativa, visto che la fusione era nel nostro programma elettorale e che in questi cinque anni, nessuno ha mai manifestato il proprio dissenso in proposito. E’ bene però fare lo stesso la domanda, di cambi repentini di opinione ne ho visti tanti in questi anni’. Evidentemente non si riferisce alla posizione della minoranza di Progetto Parella e del Movimento Progetto Piemonte che si sono sempre detti, sin dalla passata legislatura 8quando Marco Bollettino non era presente in consiglio comunale) favorevoli ad una più forte integrazione dell’Unione della Terre del Chiusella, ma decisamente contrari alla fusione, proposta avanzata – e correva l’anno 2013 – dall’allora vice sindaco di Colleretto Giacosa. Su questo punto Massimo Iaretti, consigliere sino al 2014 a Parella, e Bruno Tegano, attuale capogruppo sono sempre stati molto chiari.

I.T.

In visita a Novara ripercorrendo la storia del Divisionismo

Dal Piemonte / Eventi culturali

Sta registrando un notevole successo in termini di afflusso del pubblico la mostra ‘Divisionismo. La rivoluzione della luce’ che si svolge a Novara al Castello Visconteo Sforzesco e che chiuderà il 5 aprile prossimo

L’evento è promosso ed organizzato da Comune di Novara, Fondazione Castello Visconteo ed associazione Mets Percorsi d’Arte ed è curata dalla studiosa Annie-Paule Quinsac, tra i primi storici dell’arte ad essersi occupata del Divisionismo sul finire degli anni Sessanta a partire da Giovanni Segantini, Carlo Fornara e Vittore Grubicy de Dragon. In otto sale, con un’esposizione di facile comprensione per chiunque, anche non cultore della materia, si ripercorre il cammino del Divisionismo, nato a Milano e poi sviluppatosi in tutto il Nord Italia, allargandosi in particolare al Piemonte, terra di Giuseppe Pellizza da Volpedo ed Angelo Morbelli (del quale nel 2019 ricorrevano i 100 anni della scomparsa). E proprio per la sua posizione geografica a 45 chilometri dal Monferrato, fonte iconografica imprescindibile nell’opera di Morbelli, ad appena 100 dalla Volpedo di Pellizza, senza dimenticare la Valle Vigezzo di Fornara, che Novara è stata designata come il punto di incontro ideale di questi artisti e deputato ad ospitare la rassegna. In esposizione ci sono 70 opere suddivise in 8 sezioni: ‘Prologo’, ‘La I Triennale di Brera.

Uscita ufficiale del Divisionismo Italiano’, ‘L’affermarsi del Divisionismo’, ‘Pellizza da Volpedo. Tecnica e simbolo’, ‘Il colore della neve’, ‘Previati verso il sogno’, ‘Segantini. Il gioco dei grigi’ e ‘Il nuovo secolo, gli sviluppi del divisionismo’.Un catalogo scientifico accompagna l’esposizione, il saggio della curatrice è corredato da schede biografiche degli artisti, con schede critiche delle singole opere affidate agli specialisti di riferimento.

L’apertura è tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 19, con chiusura della biglietteria dalle 18.30. Aperture straordinarie sono previste il 6 ed il 22 gennaio. Costo del biglietto 10 euro, ridotto 8.

Massimo Iaretti

 

Arrestato pusher in taxi

Fermato dagli agenti del commissariato Barriera Milano

 

Lunedì scorso, transitando in corso Vigevano, gli agenti del Commissariato Barriera Milano notano un taxi che procede nella stessa direzione ma non si affianca mai alla volante.  Ogni volta si ferma alcuni metri prima, non accostandosi all’auto della polizia. Non appena uno degli operatori scende dall’auto, il passeggero del taxi esce dal veicolo e si dà alla fuga. Inseguito, il fuggitivo viene raggiunto all’interno di un cortile del corso dove ingaggia una colluttazione per garantirsi nuovamente la fuga. Prima di essere messo in sicurezza, l’uomo, un senegalese di 24 anni, si disfa di un calzino tentando anche di spegnere il suo cellulare.

Nel calzino, poi, gli agenti rinvengono 85 dosi di crack/cocaina per un peso di 80 grammi. A casa dell’arrestato, i poliziotti hanno poi trovato il materiale necessario al confezionamento delle dosi.

Alla luce dei fatti, il ventiquattrenne cittadino senegalese è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente, resistenza e lesioni per le contusioni procurate a uno degli agenti nel corso della colluttazione.

Quattro Nazioni: Italia batte Grecia 11-8

Cuneo, 3 gennaio 2020

 

Un’Italia solida, granitica e a tratti spettacolare supera 11-8 la Grecia, nella prima giornata del Quattro Nazioni in svolgimento fino al 5 dicembre a Cuneo.  Azzurri sempre avanti nel punteggio (9-5 massimo vantaggio in apertura di terza frazione) e  trascinati dalla cinquina di Di Fulvio, appena nominato miglior giocatore al mondo della stagione 2019, e dalle parate di Del Lungo comandate di una difesa che concede appena un gol in superiorità numerica agli ellenici sulle sei chance a disposizione. Domani la nazionale di Alessandro Campagna, oro iridato a Gwangju 2019, affronta alle 20.30, sempre in diretta su Waterpolo Channel, gli Stati Uniti sconfitti 15-10 dall’Ungheria nel match che ha aperto il programma del Quattro Nazioni.

Italia-Grecia 11-8
Italia: Del Lungo , Di Fulvio 5, Luongo 1, Di Somma , Fondelli , Velotto 1, Renzuto Iodice , Echenique 1, Figari 2, Bodegas 1, Bruni , Dolce , Nicosia . All. Campagna.
Grecia: Zerdevas , Genodounias 3, Kakaris 1, Kapotsis 1, Fountoulis 1, Papanastasiou , Gkiouvetsis , Argiropoulos Kanakakis , Mourikis , Kolomvos , Gounas 2, Vlachopoulos , Galanidis . All. Vlachos
Arbitri: Tiozzo (Cro) e Ortega (Esp)
Note: parziali 5-4, 3-0, 2-3, 1-1. Superiorità numeriche: Italia 1/2 e Grecia 1/6 + 3 rigori. Spettatori 1000 circa. In porta Galanidis (G). Zerdevas (G) subentra a Galanidis a inizio terzo tempo. Del Lungo (I) para un rigore Fountoulis a 2’22 del quarto tempo
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