ilTorinese

Informateci ma non opprimeteci

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni     L’informazione televisiva continua ad essere concentrata quasi esclusivamente  sul virus in modo quasi  ossessivo. Poi si aggiungono le trasmissioni serali anch’esse principalmente, se non esclusivamente, dedicate  al Coronavirus. E’ ovvio che le altre notizie vengono escluse o minimizzate, senza fornire al telespettatore l’informazione a cui avrebbe diritto. Anche la televisione commerciale segue gli stessi criteri, se eccettuiamo le piccole televisioni che continuano con il solito palinsesto per mancanza di mezzi

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Possibile che in Rai e in Mediaset non venga in mente la necessità di rivedere i programmi inserendo dei film che consentano un minimo di svago durante la giornata trascorsa agli arresti domiciliari?
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Quando c’è un film è quasi sempre di violenza, con morti, sparatorie e feriti, secondo i gusti  perversi che hanno invaso la tv da anni. Dai morti a causa del virus si passa a quelli provocati da omicidi di tutti i tipi. I giornali di carta sono anch’essi pieni di articoli angoscianti che non danno  una buona informazione, ma cavalcano l’onda e non rendono un servizio al lettore che, comprando il giornale, avrebbe diritto ad un’ informazione completa,  riguardante l’Italia, l’estero, la regione, la città dove si vive. Già prima le notizie erano lasciate alla scelta  discrezionale dei giornalisti e non commisurate al dovere di informare, ma oggi, nel tentativo di vendere qualche copia in più, i giornali rincorrono la Tv. Manca un equilibrio informativo, anche se i giornali rivendicano a sè  un ruolo di competenza  professionale che sinceramente si stenta a vedere. Il tutto potrebbe essere giustificato dalla necessità di far sì che la gente, spaventata, stia in casa e non vada a cazzeggiare, come fanno alcuni irresponsabili, vittime a loro volta  della minimizzazione da parte del governo e dei politici fino ad un mese fa del contagio. Adesso il governo minaccia provvedimenti severissimi a chi trasgredisce le norme non sempre chiare e univoche, emesse dal governo centrale e dalle regioni . A volte i Comuni vogliono dire anch’essi la loro.
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Il problema che emerge gravissimo è la mancanza di senso civico da parte di troppi cittadini . Una società fondata sui consumi, sul possesso di tv, di elettrodomestici e di automobili , ha smarrito per strada i valori civici, indispensabili nelle grandi tempeste nazionali. Si evocano Caporetto e l’ 8 settembre , ma in quei frangenti c’era un senso nazionale che non c’è più da tempo, anche se dovrebbero soprattutto, in tempi pandemia, prevalere valori umanitari anch’essi oscurati da un individualismo nichilistico impressionante. La stessa Europa non ha saputo o non ha voluto affrontare insieme il virus, dimostrando una insipienza drammatica di cui stiamo pagando e pagheremo  i costi. C’è il rischio che la pazienza dei cittadini finisca e la tragedia si drammatizzi ancora in termini di conflitto  sociale. Sembra che a Roma  e a Bruxelles non ne siano pienamente consapevoli. Stiamo vivendo la pagina più terribile della nostra vita. Informateci, ma non opprimeteci. Sappiate governare con una comunicazione oculata. Lo chiedono milioni di  Italiani chiusi in casa anche a causa delle insipienze, delle sottovalutazioni e degli errori di alcuni. La classe politica, e non solo quella , si è rivelata davvero inadeguata di fronte alla prova difficile che stiamo vivendo.
Scrivere a quaglieni@gmail.com

Tenta furto con il proprietario in casa, i carabinieri arrestano ladro

Pinerolo / Individuati due spacciatori, un arresto e una denuncia. Fermati dai carabinieri durante i controlli per il rispetto delle prescrizioni connesse all’emergenza sanitaria

Spacciava droga in strada nonostante i divieti. Lo hanno scoperto i carabinieri di Bricherasio durante i controlli per il rispetto delle prescrizioni connesse all’emergenza sanitaria.  L’hanno fermato in strada Baudenasca , ieri sera dopo aver consegnato due dosi di marijuana a un ragazzo di 23 anni.

A casa lo spacciatore nascondeva atri 44 grammi di marijuana e 6 grammi di hashish. Il tutto è stato sequestrato e il ragazzo è stato denunciato all’autorità giudiziaria, mentre l’acquirente è stato segnalato alla Prefettura per la violazione amministrativa legata all’assunzione per uso personale di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito dello stesso servizio, i carabinieri hanno perquisito la casa di un altro pusher di Frossasco, un ragazzo di 28 anni che vive con la madre. All’interno della camera da letto del giovane, i militari dell’Arma hanno rinvenuto 365 grammi di marijuana e nella cantina associata all’appartamento una piccola serra artigianale in cui erano in fase di coltivazione due piante di marijuana alte circa un metro. Tutta la sostanza stupefacente e i materiali necessari alla coltivazione sono stati sequestrati mentre il ragazzo è stato arrestato e condotto al carcere di Torino.

L’attività preventiva dei carabinieri ha permesso di arrestare un romeno di 20 anni, residente a Cumiana, già noto alle forze dell’ordine, perché giovedì  sera intorno alle 19,30 ha tentato di commettere un furto in un’abitazione di Cumiana, situata in località Berga, nonostante in casa vi fosse il proprietario, un uomo di 61 anni, che ha sorpreso il ladro all’interno della camera da letto. Il ladro per fuggire ha spintonato il proprietario dell’abitazione, che è rimasto illeso, ma non è riuscito a guadagnarsi la fuga venendo arrestato dai Carabinieri che sono giunti subito dopo e condotto presso il carcere di Torino.

Accordo tra Federfarma Torino e Defendini per i farmaci a domicilio

Per i cittadini di Torino e provincia impossibilitati a uscire di casa, Federfarma Torino offre una nuova modalità di consegna dei farmaci a domicilio, che si aggiunge a quelli offerti attraverso i numeri verdi già messi a disposizione dei cittadini fragili già operativi dall’inizio della emergenza coronavirus

È stato infatti siglato un accordo con DEFENDINI, società di corrieri, grazie al quale, in modo completamente gratuito, sarà possibile ricevere i medicinali necessari al proprio domicilio.
I cittadini, che non possono muoversi da casa, si potranno rivolgere alla propria farmacia, la quale provvederà a chiamare la ditta Defendini per la consegna al domicilio.

“La consegna attraverso Defendini – dichiarano i vertici di Federfarma Torino – aggiunge un ulteriore servizio per i cittadini: visto il gran numero di richieste e la assoluta necessità che le persone rimangano a casa il più possibile, abbiamo pensato di aumentare le offerte di consegna dei farmaci a domicilio.”

Quindi ricapitolando, è possibile avere i medicinali necessari, chiamando:
800 189 521
se hai disabilità o gravi malattie e non puoi delegare ad altri l’acquisto
attivo da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 18.00

800 065510, in collaborazione con la CROCE ROSSA ITALIANA
se hai più di 65 anni
se sei un soggetto con febbre o sintomi da infezione respiratoria
se sei non autosufficiente
se sei in quarantena o positivo al Covid19
attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

La tua Farmacia
in collaborazione con Defendini
Se non rientri in queste categorie, ma sei comunque solo e non puoi uscire

Tutti i servizi di consegna sono GRATUITI

Dal Caat prima tranche di frutta e verdura agli ospedali

 “Il CAAT  ha un grande cuore. Uniti ce la faremo”. Conclusa la prima tranche della consegna benefica di prodotti ortofrutticoli freschi a favore del personale medico e paramedico di alcuni presidi ospedalieri piemontesi sul fronte Covid 19

 

“Di fronte all’emergenza del Covid 19 il CAAT (Centro Agroalimentare di Torino ) – affermano con soddisfazione il suo Presidente Marco Lazzarino ed il Direttore Gianluca Cornelio Meglio – ha dimostrato di essere vicino a chi si trova a combattere in prima linea questa battaglia, negli ospedali, a difesa della salute dei cittadini torinesi.

Con soddisfazione il CAAT ha, infatti, risposto all’appello social #aiutiamochiaiuta, promuovendo un’iniziativa benefica, la cui prima fase si è appena conclusa con successo. Si è articolata nella donazione di oltre tremila kg. di prodotti ortofrutticoli freschi al personale medico e paramedico, che opera presso cinque presidi ospedalieri dell’area metropolitana torinese, impegnati nella lotta contro il Covid 19″.

“I nosocomi interessati da questa consegna – precisano Presidente e Direttore del CAAT- sono stati gli ospedali di Rivoli, il San Luigi di Orbassano e, a Torino, l’Amedeo di Savoia, il Maria Vittoria e le Molinette. Il progetto dallo slogan “Il CAAT ha un cuore grande. Uniti ce la faremo” è  stato coordinato dal CAAT e reso possibile grazie al contributo dell’Associazione Piemontese dei Grossisti Ortoflorofrutticoli, che ha con prontezza risposto alla chiamata e che, grazie alla generosa disponibilità dei suoi associati, ha contribuito alla raccolta di prodotti ortofrutticoli da donare. La scelta è ricaduta su arance, mandarini, kiwi, mele, pere e finocchi, in virtù della preziosa vitamina C che contengono”.

“L’ottima riuscita dell’iniziativa – concludono l’ingegner Marco Lazzarino ed il dottor Gianluca Cornelio Meglio – è stata possibile grazie ad un’azione sinergica, che ha visto, da un lato, impegnati generosamente gli operatori del CAAT, dall’altro la società di trasporto Global Truck, che ha messo a disposizione i propri autisti per le consegne, e non meno prezioso è stato il supporto dell’Agrifood & Organic Specialist, Simona Riccio”.

Respira Torino, un aiuto per superare l’emergenza

Riceviamo dalla Fondazione Caterina Farassino e pubblichiamo / “Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi ” è la frase che Brecht nella Vita di Galileo fa pronunciare al grande scienziato, subito dopo l’umiliante abiura alla quale fu costretto di fronte al Tribunale dell’Inquisizione in risposta ad un’ingenua osservazione del suo interlocutore, A. Sarti, il quale aveva definito “sventurata la terra che non ha eroi”

In questo drammatico periodo storico che stiamo attraversando a causa della diffusione del Covid-19, il
pianeta Terra tutto e anche la nostra città si trovano nella sventurata condizione di aver bisogno di quegli
eroi che da sempre combattono quotidianamente in prima linea per garantire la salute di tutti noi, di
accudire e curare i contagiati e continuare in ogni caso la cura e le terapie per i malati generici e
intensivi. Questi eroi sono i nostri medici ed il personale infermieristico dei reparti di terapia intensiva,
lunga degenza e pronto soccorso. Purtroppo l’emergenza alla quale bisogna fare fronte in questi giorni
ha evidenziato, da parte degli operatori sanitari impegnati alacremente senza requie, la carenza di alcuni
dispositivi di sicurezza indispensabili al contenimento del contagio quanto mai subdolo ed
indiscriminato.

Sovente i gangli della burocrazia e la carenza materiale sanitario impongono tempistiche e prassi che si
scontrano con la drammatica urgenza contingente. Non possiamo permetterci di attendere oltre.
Bisogna agire subito! Il momento richiede uno sforzo unanime e rapido da parte di tutti. Di noi e voi che
lavoriamo da casa, che stiamo giustamente rispettando le norme e i divieti imposti dal Decreto
Ministeriale -DPCM 11 marzo 2020 – di non uscire di casa ed avere comportamenti individuali etici e
responsabili.

Per questo motivo la Fondazione Caterina Farassino ha deciso all’unanimità, su proposta della sua
Presidentessa Valentina e del Comitato Scientifico tutto, di fare una deroga allo Statuto fondativo che
prevede interventi mirati di raccolta fondi con la finalità del sostegno e della tutela dei bambini – come
era nel sogno incantato che vedeva attraverso gli occhi di Caterina – e di destinare i proventi delle
raccolte fondi del 2019 e di aprire oggi – con delibera di massima urgenza – un crowdfunding specifico
chiamato RESPIRA TORINO mirato all’acquisto immediato ed urgente, con consegna immediata ed
urgente, dei dispositivi di profilassi e sicurezza:

• Visor
• Occhiali
• Tute in Tyvek
• Mascherine FPP3
• Termometri auricolari con copri sonda monouso

Ad oggi sono state consegnate 380 tute in Tivek al reparto Covi2 dell’Ospedale Molinette, 80 tute
in Tyvek al reparto Covid dell’Ospedale di Rivoli . Abbiamo ordinato15 termometri auricolari
per l’Ospedale “Umberto I” Mauriziano e verranno consegnati tra circa 7 giorni. 500 mascherine
FPP3 sono in arrivo per gli Ospedali Torinesi e la consegna è stata stimata in 7-10 giorni.

Siamo in contatto con un fornitore Ospedaliero che la prossima settimana ci darà notizie riguardo
l’acquisto di “Invertitori di flusso” e proprio questa mattina abbiamo contattato un’azienda che si
potrebbe occupare di stampare in 3D le valvole dei respiratori in modo da riuscire a sdoppiarli.
Riguardo a questo ultimo punto stiamo però aspettando il parere dei medici dei reparti Covid.
Il ricavato della raccolta fondi, lanciata oggi tramite tutti i canali di comunicazione a nostra
disposizione, sarà devoluto ai Reparti Covid della Città di Torino.

L’obiettivo della donazione è l’acquisto dei dispositivi di sicurezza e prevenzione elencati in
favore di chi, eroicamente sta svolgendo un ruolo fondamentale a livello locale, nazionale ed
internazionale nel cercare di limitare la diffusione di Covid-19 e di curare chi risulta positivo
al contagio. Un aiuto non solo per Torino, per l’Italia ma per tutti i Paesi e gli esseri umani
colpiti da questa emergenza sanitaria.

Si potrà fare una donazione attraverso il portale di Crowfunding Gofundme al seguente link:
https://www.gofundme.com/f/respira-torino
oppure all’Iban della Fondazione Caterina Farassino : IT43P0608501000000000020300

Sempre Brecht affermava che «Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano
un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono
quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili».

I nostri medici ed infermieri non sono degli eroi, fanno semplicemente e con devozione il loro
lavoro, ma sono qualcosa di più: sono gli indispensabili.

Diventa un po’ indispensabile anche tu: sostieni con noi RESPIRA TORINO!

Valentina Farassino – Presidente Fondazione Caterina Farassino
Il Comitato Scientifico Fondazione Caterina Farassino

Per maggiori informazioni: info@fondazionecaterinafarassino.it

Test covid a tutti gli ospiti e al personale delle case di riposo

L’Unità di crisi della Regione Piemonte ha disposto di effettuare il test sierologico a tappeto per tutti i dipendenti e gli ospiti delle oltre settecento case di riposo della regione

Lo annuncia l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, che ieri ha incontrato in videoconferenza le rappresentanze dei datori di lavoro delle case di riposo e, oggi, la rappresentanze sindacali dei lavoratori delle stesse strutture, ottenendo da tutti la più ampia condivisione dell’operazione.

Domani mattina saranno campionate le prime due case di riposo per la validazione delle procedure, dopo di che, fatte le necessarie valutazioni di efficacia, si procederà progressivamente su tutte le strutture.

«I test sierologici – osserva l’assessore Icardi – offrono un primo screening rapido dell’infezione, in grado di identificare infezioni tardive, pregressi contatti col virus e avvenuto sviluppo di immunità e possono essere utili per confermare la possibilità di consentire il ritorno al lavoro del personale sanitario risultato negativo al tampone. In più – conclude Icardi -, permettono di raccogliere preziosi dati per le analisi epidemiologiche dell’avvenuto contatto col virus in ampie fasce di popolazione».

Sul piano tecnico, il dosaggio degli anticorpi IgM e IgG anti-COVID valuta l’avvenuto contatto col virus da parte delle difese immunitarie del soggetto.

A seconda della presenza e del dosaggio delle une e delle altre, è possibile avere delle informazioni rispetto alla fase della malattia, ovvero se questa è in fase acuta o se è stata superata.

Raggiunge in stampelle l’ex moglie e la minaccia

Nella serata di giovedì personale della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. di Ivrea e Banchette ha arrestato in flagranza del reato di stalking ai danni dell’ex moglie, B.M.A. cittadino italiano classe 1954

L’uomo è stato denunciato per aver attestato, producendo l’apposita autodichiarazione, circostanze non vere in merito ai motivi per i quali si era recato presso il luogo di lavoro dell’ex coniuge e sanzionato amministrativamente per inosservanza dei Decreti emanati per contenere l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

L’attività investigativa è partita a seguito delle denunce presentate, nei giorni scorsi, dalla ex moglie dell’indagato al personale specializzato in materia di reati di genere del Commissariato di Ivrea e Banchette per cui ora la Procura della Repubblica di Ivrea ha attivato la procedura prevista del “codice rosso”.

La donna aveva narrato che l’ex marito, che in quel momento aveva difficoltà di deambulazione poiché aveva una gamba fratturata ed ingessata, non si era rassegnato alla fine della loro relazione e continuava a tormentarla, anche in ore notturne, con numerosi messaggi vocali in cui venivano proferite gravi minacce nei suoi confronti. In particolare, l’uomo ingenerava nella donna un concreto timore per la sua incolumità e un crescente stato d’ansia, facendo una sorta di macabro countdown il cui termine era fissato per il giorno in cui avrebbe rimosso l’ingessatura. A causa delle predette minacce la donna era stata costretta ad abbandonare la sua abitazione sita in Bollengo (TO) e a rifugiarsi, insieme al figlio minorenne, in un alloggio preso in affitto nel centro di Ivrea.

In effetti, l’ingessatura veniva rimossa il 24 marzo scorso e, proprio la  notte del 25 marzo 2020, l’uomo si recava presso l’abitazione di Bollengo, ove credeva di trovare l’ex moglie, e inviava ulteriori messaggi minacciosi che aumentavano ulteriormente lo stato d’ansia e d’angoscia della vittima. Nella tardo pomeriggio di ieri la denunciante riferiva che l’ex marito si stava recando in Via Circonvallazione ad Ivrea per cercare di incontrarla entrando nello studio ove Lei svolge la sua attività professionale.  Il personale dell’Ufficio Investigativo, in effetti, intercettava B.M.A.  in Via Circonvallazione mentre, dopo essere uscito dalla sua abitazione e aver percorso con le stampelle un tragitto di circa quattro chilometri, stava cercando di introdursi dal retro nello stabile ove è ubicato lo studio dell’ex moglie per coglierla di sorpresa.

Il fermato dichiarava falsamente che si era recato in quel luogo per recuperare la sua auto pertanto veniva tratto in arresto per atti persecutori e denunciato per falsità ideologica in atto pubblico. Nel telefono cellulare dell’arrestato gli agenti della Polizia di Stato intervenuti accertavano la presenza dei messaggi minacciosi inviati all’ex coniuge con l’applicazione Telegram, alcuni dei quali risultavano trasmessi pochi secondi prima del fermo.

Cirio lancia l’allarme: “Terapia intensiva verso la saturazione”

Il governatore del Piemonte lancia l’allarme: “Stiamo arrivando al livello di saturazione della terapia intensiva”

Questo, dice il presidente Alberto Cirio, “nonostante la Regione Piemonte abbia raddoppiato i posti letto. Se questa curva non si abbassa rischiamo davvero di non farcela, di qui il mio appello accorato a Roma di inviare ventilatori in base alle effettive urgenze e agli effettivi bisogni”.

Il governatore ne ha parlato ai microfoni di Centocittà, su Radio Uno Rai. A proposito del materiale sanitario, Cirio ha osservato: “Qualcosa inizia ad arrivare ma è ancora poco”

I dipendenti dei supermercati chiedono sicurezza per sé e per i clienti

Il sindacato  Uiltucs Piemonte, l’organizzazione del commercio della Uil, sulla base delle segnalazioni dei lavoratori, “sempre più spaventati” sostiene che diverse  aziende della grande distribuzione non rispettano le misure di sicurezza prescritte dalla normativa

Inoltre vi sarebbero carenze nel rispetto delle procedure della sanificazione dei locali e difformità nei comportamenti previsti in caso di positività al Covid-19. 

“Abbiamo delegato le organizzazioni territoriali e le Rsa/Rsu a dichiarare lo sciopero, anche nella giornata di domenica ma non solo, nelle realtà produttive in cui le lavoratrici e i lavoratori siano stati sottoposti a carichi di lavoro eccessivi  o a orari di particolare disagio. I lavoratori garantiscono un fondamentale servizio alla collettività, ma devono poter tutelare la propria salute, quella delle loro famiglie e dei clienti con i quali entrano a contatto”, commenta il segretario regionale Giannantonio Pezzetta.

Come spiegare il coronavirus ai bimbi

“In questi giorni particolari può essere molto difficile per gli adulti spiegare ai più piccoli la nuova realtà che si trovano a vivere con parole chiare, semplici e il più possibile rassicuranti”

Lo sostiene la garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza Ylenia Serra, che si propone di divulgare il decalogo elaborato a livello nazionale per aiutare i genitori a illustrare l’emergenza senza spaventare, a dialogare sui rischi e sui comportamenti da tenere.

Il decalogo fornisce una serie di spunti per affrontare argomenti di stringente attualità: che cosa sia il Coronavirus, perché non sia possibile andare a scuola, far visita ai nonni o frequentare gli amici, perché sia necessario lavare con frequenza le mani o prestare particolare attenzione quando si starnutisce e quale sia il corretto atteggiamento da mantenere nei confronti degli animali domestici e della vita all’aria aperta.

“Usiamo questo periodo – suggerisce la garante – non solo per trascorre più tempo con i figli, ma anche per migliorare qualitativamente le relazioni con loro”.

“Un pensiero particolare – conclude – va ai minori che, a diverso titolo, vivono situazioni difficili e che soffrono più di altri l’attuale emergenza: le istituzioni e i servizi territoriali stanno facendo quanto in loro potere per provvedere alle loro necessità e ai loro bisogni. E un grazie alle istituzioni scolastiche che si stanno impegnando per assicurare la didattica, contribuendo ad assicurare e mantenere una sorta di normalità”.