ilTorinese

Coppa Tokyo 2020, Eduard Timbretti Gugiu oro nella piattaforma sincro

Tuffi / I campioni torinesi a Bolzano

Sabato scorso nella seconda giornata della Coppa Tokyo 2020 di tuffi terminata oggi a Bolzano, Eduard Timbretti Gugiu è salito sul gradino più alto del podio nella gara sincro dalla piattaforma. Il 17enne atleta cuneese tesserato per la Blu 2006 Torino ha gareggiato in coppia con Andreas Sargent Larsen (Circolo Canottieri Aniene); i due hanno totalizzato 375 punti netti, precedendo i fratelli Maicol e Julian Verzotto (360,93), padroni di casa e tesserati rispettivamente per Fiamme Oro e Carabinieri, al termine di una gara incerta fino all’ultimo salto. Due settimane fa Eduard e Andreas si erano tuffati ai campionati britannici, chiudendo in seconda posizione; ieri hanno concluso la prova con una quarantina di punti in più, mostrando un buon miglioramento a livello individuale e di sincro. L’articolo completo su https://www.federnuoto.piemonte.it/finpiemonte/home_new/appro_new.asp?id_info=20200209002229&area=3&menu=agonismo&read=tuffi

Con Biblio Tour alla scoperta dei libri

Il nuovo format di conferenze promosso da GiovedìScienza e Biblioteche civiche torinesi

Primo appuntamento mercoledì 12 febbraio ore 17.45 – Biblioteca civica Centrale Via Cittadella 5, Torino

La conferenza scientifica cambia volto e il pubblico diventa protagonista attivo! Prende il via a Torino BIBLIO_TOUR, il nuovo format di conferenze partecipate promosso da GiovedìScienza in collaborazione con le Bilioteche civiche torinesi.

Un ciclo di quattro incontri che si terranno nelle biblioteche aderenti al progetto, in cui verranno affrontati gli obiettivi fissati nell’Agenda 2030.

Cambiamento climatico, economia e finanza per il cittadino, rivoluzione digitale e rapporto tra scienza, tecnologia e società. Il pubblico, nelle settimane precedenti l’incontro, avrà l’opportunità di informarsi e approfondire questi temi grazie ai materiali messi a disposizione dalle biblioteche e potrà depositare le domande per i relatori online, tramite l’apposito modulo a disposizione sui siti di GiovedìScienza e delle Biblioteche civiche torinesi o presso le biblioteche stesse.

A partire dalle domande del pubblico i relatori avranno due settimane di tempo per preparare la conferenza, individuando gli argomenti da approfondire.

Gli incontri saranno così costruiti grazie alla collaborazione del pubblico che continuerà ad interagire con il relatore anche durante la conferenza.

Un nuovo format che ha già ottenuto grande successo in tutta Europa e che sta muovendo i primi passi in Italia. BILBLIO_TOUR è un progetto nato con l’obiettivo di trovare nuove modalità per parlare di scienza e che mira al coinvolgimento diretto di nuovi pubblici.

 

CALENDARIO CONFERENZE

Mercoledì 12 febbraio 2020 ore 17.45

Biblioteca civica Centrale Via Cittadella 5

Scienza e società a cura di Observa Science and Society, con Giuseppe Pellegrini e Andrea Rubin.

Observa Science and Society è un centro di ricerca indipendente che promuove la riflessione e il dibattito sui rapporti tra scienza e società, favorendo il dialogo tra ricercatori, politica e cittadini. Ogni anno pubblica l’Annuario Scienza Tecnologia e Società, in cui fotografa la percezione dei temi scientifici nella cittadinanza. Giuseppe Pellegrini e Andrea Rubin, ricercatori di Observa, parleranno dei temi caldi del dibattito contemporaneo, dai vaccini al cambiamento climatico, cercando di capire cosa ne pensino i cittadini e come sia possibile discuterne in modo civile ed efficace. Saranno presenti anche gli studenti di una scuola superiore cittadina che presenteranno una loro ricerca sulla percezione dei temi scientifici nei giovani.

 

Giovedì 12 marzo 2020 ore 17.45

Biblioteca civica Villa Amoretti, Corso Orbassano 200

Cambiamento climatico con Elisa Palazzi.

Il cambiamento climatico generato dalle attività umane è forse l’argomento più discusso negli ultimi tempi in ambito scientifico. C’è molta confusione e molti sono i dubbi e le domande del pubblico. Proverà a mettere ordine nel dibattito Elisa Palazzi, ricercatrice presso l’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima presso il CNR di Torino, esperta di modelli climatici e protezione ambientale, ma soprattutto appassionata divulgatrice.

Mercoledì 15 aprile 2020 ore 17.45

Biblioteca civica Don Milani, via dei Pioppi 43

Economia per il cittadino con Pietro Terna.

L’economia e la finanza negli ultimi anni si sono legate a doppio filo alle rivoluzioni tecnologiche della nostra epoca: il denaro circola con velocità impressionante, grazie alla rete e a sofisticati algoritmi; affidarsi alle macchine, però, in alcuni casi porta a disastri come crisi generalizzate e crolli in borsa. Si ha l’impressione che il cittadino risparmiatore sia del tutto impotente di fronte a certe dinamiche. A dissipare dubbi in materia sarà Pietro Terna, professore emerito di Modelli per l’economia all’Università di Torino, autorità nel campo delle applicazioni della matematica e della fisica alle scienze economiche.

Mercoledì 13 maggio 2020 ore 17.45

Biblioteca Calvino, Lungo Dora Agrigento 94

Rivoluzione digitale con Marco Mezzalama

Chi avrebbe scommesso, anche solo alle soglie del millennio, che le tecnologie informatiche e di rete avrebbero rivoluzionato in modo così clamoroso le nostre vite? Oggi tutto passa attraverso macchine e algoritmi, che ci permettono di comunicare con il mondo intero e spesso ci facilitano la vita, ma che comportano anche rischi di alienazione. E in un prossimo futuro delegheremo agli automi sempre più cose, come per esempio la guida delle automobili. Per fare il punto della situazione abbiamo chiamato Marco Mezzalama, del Politecnico di Torino, esperto informatico con una lunga carriera di conferenziere e divulgatore.

Per maggiori informazioni:

www.giovediscienza.it

www.comune.torino.it/cultura/biblioteche

Moduli online per depositare le domande ai relatori:

www.comune.torino.it/cultura/biblioteche

www.giovediscienza.it/it/biblio_tour

Alla Gam: Giulio Paolini. Disegno geometrico, 1960

Martedì 11 febbraio alle 18 – Sala Uno GAM – Via Magenta, 31 Torino

GLI AMICI DELLA BIBLIOTECA D’ARTE
Per il ciclo Esercizi di lettura. Libri, album, cataloghi

 

Presentano il volume di Fabio Belloni
Giulio Paolini. Disegno geometrico, 1960
Corraini Edizioni-Fondazione Giulio e Anna Paolini, Mantova-Torino 2019

Intervengono
Fabio Belloni, 
Università di Torino
Flavio Fergonzi, 
Scuola Normale Superiore di Pisa
Elena Volpato, 
GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Nel 1960 il ventenne Giulio Paolini realizzò un’opera con l’aiuto di un manuale, un tiralinee e un compasso. Su una tela dipinta di bianco vergò a inchiostro la squadratura della superficie, intitolandola Disegno geometrico. Alcuni anni dopo egli riconobbe in quel quadro di modeste dimensioni il proprio battesimo d’artista: punto di inizio, ma anche di continuo ritorno – mentale quanto formale – di ogni sua prova. Per quale ragione un lavoro così precoce e dall’evidenza tanto essenziale è divenuto fondamento della poetica paoliniana? Fabio Belloni avanza per la prima volta un’approfondita lettura critica di Disegno geometrico. Ne indaga genesi e significati: anche il valore del formidabile ruolo, nelle vicende dell’autore come della contemporaneità artistica. Il volume costituisce la quinta uscita della serie “In collezione,” curata dalla Fondazione Giulio e Anna Paolini e dedicata ad approfondimenti monografici di alcune opere di Giulio Paolini.

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti.
L’accesso sarà consentito fino al raggiungimento della capienza massima della sala

 

Antisemitismo e negazionismo delle Foibe, unica matrice di ottusità

Proprio un bel modo di commemorare il giorno della Memoria, imbrattando lapidi a Casale come a Torino

Matrice antisemita o negazionismo verso le foibe. Estrema destra ed estrema sinistra si toccano la mano dopo un giro di 360 gradi nell’ideale abbraccio della loro ignoranza. Torino ed il Piemonte hanno il non invidiabile primato di questi gesti assurdi. Ma che cosa hanno in testa questi delinquentelli?

Ai più sconosciuti. La loro stupidità è coperta da mandanti sia a destra come a sinistra. Negazionismo e giustificazionismo tipico della nostra nazione dove non esiste una memoria condivisa. Da entrambe le parti un cumulo di parole inutili per coprire e (appunto) giustificare. Di tutta un’ erba un fascio per autoassolversi. Sia ben chiaro, non bisogna fare confusione. In italia se si esalta il fascismo e Mussolini, oltre a dire una stupidità si commette un reat . Se si esalta Stalin si dice una stupidita’. Ma se si giustificano le Fobie come risposta alle atrocità fasciste italiane, si legittima il massacro delle Fobie che i partigiani Titoisti hanno commesso. In Istria ci andarono di mezzo tutti gli italiani, non perché fascisti ma perché italiani. Non fu un atto di giustizia proletaria ma di pulizia etnica. Non si condanna la Storia, si condanna un genocidio. Sul negazionismo. In Italia non c è una legge che punisce il negazionismo. In Austria gli storici che hanno negato l’ esistenza dei campi di concentramento nazisti sono finiti in galera. Giustificazionismo e negazionismo sono la faccia della stessa medaglia. Impossibile negarlo. Del resto, comunque, mi sono già beccato del del qualunquista, equidistante. Pazienza, ce ne faremo una ragione. Fin tanto che rimangono delle opinioni, va bene così. Rimangono delle stupidaggini, e va bene così. Per me rimane il buon senso, la logica e le constatazioni. Non va bene invece quando si intacca la scuola, l’ insegnamento, la conoscenza. Importante è che i nostri figli studino, capiscano e quindi si formino. Ma anche qui siamo, come italiani, decisamente deboli. E non ce ne facciamo una ragione, non lo  accettiamo. Nessuno pretende di pensarla come noi. Pretendiamo però che  chi la pensa in modo diverso o alternativo abbia, comunque, solide basi nel conoscere. Vietato parlare a vanvera. Sappiamo di avere un nemico nell’ottusità che alimenta ignoranza e stupidità. L’ ottusità, in particolare, è una montagna troppo alta da scalare. Ma non impossibile. Noi non ci arrendiamo. È anche una questione di buon senso.

 

Patrizio Tosetto

Smog, semaforo arancione: mezzi fermi fino a euro 4

E’ di nuovo  livello arancione per le misure antismog

Sono quattro giorni che Arpa Piemonte registra nell’aria di Torino livelli di micropolveri oltre i limiti di attenzione.

Il Comune informa pertanto  che, da martedi 11 e fino a giovedì 13 febbraio, dalle ore 8 alle ore 19 non potranno circolare  auto e mezzi per il trasporto merci con alimentazione diesel e omologazione fino all’ euro 4 compreso. Restano in vigore anche  le limitazioni permanenti previste dall’ordinanza.

 

(foto Liguori)

La tragedia delle foibe: commemorazione al Monumentale

“Oggi la tragedia delle foibe e dell’esodo fanno parte della memoria di tutti gli italiani e della storia del Paese: ricordarla deve rappresentare l’occasione per rafforzare una storia condivisa nella coscienza degli italiani, contribuire alla costruzione di un’identità consapevole delle tragedie del passato, contro ogni pulizia etnica e ogni odio razziale”

Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Stefano Allasia in occasione della commemorazione per la Giornata del Ricordo, tenutasi questa mattina al Cimitero Monumentale di Torino, presso il Monumento dedicato.

“Le ideologie fondate sulla discriminazione e sulla negazione dell’altro, di qualunque colore politico o religioso esse siano, inevitabilmente conducono alla negazione dei valori dell’uomo” ha aggiunto il presidente dell’Assemblea regionale.

Insieme alle autorità politiche e religiose è intervenuto anche Antonio Vatta, presidente regionale dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Questa giornata di grande valore civile, destinata soprattutto ai giovani, è stata istituita da una legge votata dopo un lungo iter da quasi tutti i partiti nel 2004, in coincidenza con il Trattato di pace del 10 febbraio 1947 tra Italia e Jugoslavia che ridisegnava i confini dei due Paesi. Tra le vittime delle foibe ci furono anche numerosi semplici cittadini, colpevoli solamente di essere italiani.

L’altro dramma fu il grande esodo che costrinse centinaia di migliaia di italiani a lasciare la casa e gli affetti per finire profughi in Italia. Celeberrimo il “treno della vergogna”, il convoglio ferroviario che nel 1947 trasportò da Ancona gli esuli di Pola, su cui si scateneranno le invettive e le infamie più brutali

Dipendente del supermercato ruba dalla cassaforte

Arrestato. Si era impossessato di una somma di denaro 

Da tempo che i responsabili del supermercato di via Gaidano si erano resi conto che dal fondo cassa dell’esercizio mancava denaro contante, ammanchi sempre più alti fino a raggiungere la somma di 5800 euro. Tutto ciò fino a giovedì, quando un dipendente del supermercato viene visto entrare in Direzione, stanza dalla quale si accede al locale cassaforte. L’uomo viene colto dal direttore proprio mentre richiude la porta di quest’ultima stanza, fornendo una scusa sulla sua presenza lì. Del fatto viene avvertita la Polizia, nel frattempo, però, il reo un cittadino italiano di 45 anni cerca di disfarsi delle chiavi della stanza cassaforte.

Al loro arrivo gli agenti, fermano l’uomo ed effettuano una perquisizione dei locali Direzione e cassaforte al fine di ricercare eventuale denaro mancante. Le ricerche hanno esito positivo poiché, nella stanza della Direzione trovano, occultata dietro un apparecchio elettronico, una mazzetta fascettata con 100 banconote da 5 euro della quale il reo si era disfatto nel momento in cui il direttore lo aveva sorpreso entrando nella stanza.

A casa del quarantacinquenne, gli agenti della Squadra Volante rinvengono poi altre 5 banconote da 5 euro, di nuova emissione e non usurate, riconducibili a quelle consegnate giornalmente dall’istituto di vigilanza. Per questi fatti, il dipendente del supermercato viene arrestato per furto aggravato e posto ai domiciliari. Tutto il denaro rinvenuto è stato poi riconsegnato all’avente diritto.

La Dc non torna più, e neanche i democristiani

Dunque, ormai è un fatto abbastanza condiviso. E cioè, la Dc non torna più perché la Dc, per dirla con Guido Bodrato, è stata un “fatto storico” e pertanto e’ una pratica politicamente archiviata

Ancora da studiare a lungo, da approfondire e da indagare sotto il profilo politico, culturale e  storico. Uscendo definitivamente, speriamo, da quella delegittimazione e da quella demolizione politica e storica che ha caratterizzato, e per molti anni, il comportamento della stragrande maggioranza dei commentatori, dei politologi e degli intellettuali cosiddetti “progressisti”.

Esaurita
la Dc e steso un sincero silenzio verso tutti coloro che, maldestramente e con un pizzico di
tenerezza, pensano di riproporla nell’attuale contesto politico italiano, resta aperta una domanda. E
cioè, ma chi tenta, goffamente, di scimmiottare oggi il comportamento, la prassi e la politica dei
“democristiani” che ruolo e che futuro potranno avere? Perché in questa singolare categoria non ci
sono soltanto alcuni settori nostalgici o di chi usa strumentalmente quel marchio per ritagliarsi uno
spazio di potere personale e cercare disperatamente di strappare qualche seggio parlamentare. In
effetti, e come da copione, prosperano personaggi in cerca d’autore e, soprattutto, leader politici di
primo piano che riscoprono tardivamente e misteriosamente una curiosa vocazione democristiana.
Lo leggiamo quotidianamente su molti organi di informazione e lo ascoltiamo, quasi con
incredulità, nei diversi e svariati convegni sulla presunta eredità politica e culturale della
Democrazia Cristiana.

 

Ne ha parlato curiosamente anche il Presidente Conte quando, ad un
convegno ad Avellino e di fronte a molti leader e statisti Dc del passato, ha trasmesso la
sensazione di un forte attaccamento allo stile, al progetto e all’esperienza della Democrazia
Cristiana. Cito il Presidente Conte ma gli esempi si potrebbero moltiplicare perché non passa
settimana che germoglino, qua e là, vocazioni a riproporre e a rideclinare – seppur in forma
aggiornata e rivista – l’esperienza cinquantennale della Dc nella cittadella politica italiana. Una
tentazione trasversale che spazia dal centro destra al centro sinistra. Per non parlare delle
fantomatiche espressioni di “centro” che da circa 25 anni, cioè dalla fine dalla Dc, cercano
disperatamente di riproporsi all’attenzione del circo mediatico/politico.
Ora, di fronte a questo rifiorire periodico delle più diverse e svariate Dc bonsai, forse è giunto
anche il momento per arrivare a due conclusioni, semplici ma dirette.

Innanzitutto chi è stato democristiano, chi ha votato la Dc e chi ha condiviso lo stile e il
comportamento politico dei democratici cristiani, difficilmente può rinnegare o respingere quella
straordinaria esperienza politica culturale, programmatica e di governo. E anche quella irripetibile
comunita’ di uomini e di donne. E questo al di là delle mode, dello scorrere del tempo e del
profondo cambiamento storico e politico della società italiana.

In secondo luogo, però, e con altrettanta chiarezza, forse va detto che tutti gli innumerevoli e
neofiti aspiranti democristiani hanno poco senso e poco spazio politico senza quel contenitore
politico, culturale, programmatico ed organizzativo che si chiamava semplicemente Democrazia
Cristiana. E questo perche’ quella straordinaria esperienza politica si intrecciava con i suoi dirigenti
e con i suoi elettori. In una parola, con il “suo popolo”. Dividere l’uno dall’altro, oltreche ‘
impossibile, rischia anche di essere una operazione maldestra per il dovuto rispetto della storia
della Dc da un lato e per evitare di confondere la cultura e il progetto politico di un grande partito
con la comprensibile e legittima ambizione di potere di qualche gruppo o di qualche singolo
dall’altro.

In sintesi, non esiste la Dc senza i democristiani ma, soprattutto e semplicemente, non esistono i
democristiani senza la Dc.

Giorgio Merlo

Ricercato prenota visita medica ma in ambulatorio trova la polizia

Individuato grazie ad una intuizione. Fermato dagli agenti del commissariato Barriera Nizza

Il provvedimento che ne disponeva la carcerazione era arrivato agli inizi del mese di gennaio agli uffici del
Commissariato Barriera Nizza (nella foto).
L’uomo però, un trentenne italiano, era risultato irreperibile. A nulla erano valsi i
controlli nelle sue precedenti residenze, compresa quella dei genitori, che peraltro non lo incontravano da
mesi. Ma gli inquirenti del Commissariato non si sono arresi. Utilizzando la conoscenza di un dettaglio relativo alle
condizioni di salute del condannato, hanno verificato se lo stesso avesse prenotato da lì a breve qualche
vista specialistica presso alcune strutture mediche. La ricerca dati ha fornito esito positivo. Infatti, veniva
appurato che lo stesso si sarebbe recato a sostenere un esame diagnostico il 3 Febbraio presso un ospedale
cittadino. Gli agenti hanno pertanto predisposto tutte le misure necessarie per dare seguito all’ordine di
carcerazione. Infatti, una volta terminata la visita, l’uomo è stato fermato e portato in commissariato per la
notifica del provvedimento di carcerazione per un periodo di 3 anni e 6 mesi per rapina.

Giorno del Ricordo, Salizzoni: “No a rancore e ignoranza”

Il vice Presidente del Consiglio regionale del Piemonte: “Minano la memoria condivisa”

Il Giorno del Ricordo, come quello della Memoria ed il 25 aprile, sono i capisaldi del nostro calendario civile.

Non solo preziosi momenti celebrativi ma commemorativi, ovvero occasioni per ritrovarsi intorno ad una memoria comune e condivisa. I fatti di questi ultimi giorni, dalle scritte nazifasciste sulle porte dei familiari di deportati (da Aldo Rolfi a Marcello Segre) all’atto vandalico contro la lapide in ricordo delle foibe a Casale Monferrato, dimostrano che i valori fondanti la nostra comunità oggi sono messi a rischio non solo da quelle che il Presidente Mattarella ha definito ‘sacche di deprecabile negazionismo militante’, che esistono e sono attive all’estrema destra come all’estrema sinistra, ma da un diffuso clima di rancore e ostilità nonché da una inquietante ignoranza della nostra Storia. Un contesto che rende ancora più rilevante il peso della responsabilità delle istituzioni, chiamate non tanto e non solo a presenziare nelle occasioni celebrative, ma a farsi promotori dei valori dell’antifascismo, della solidarietà, della pace”

Mauro SALIZZONI