ilTorinese

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

 

Rachel Cusk  “Onori”   – Einaudi-   euro  16,50

Rachel Cusk, nata in Canada 52 anni fa, cresciuta in America ed ora residente in Gran Bretagna (tra Londra e il Norfolk) è considerata una delle maggiori scrittrici contemporanee. Con “Onori” (dopo “Resoconto” e “Transiti”)  chiude la trilogia iniziata nel 2014 e definita “dell’ascolto”, perché ha destrutturato il romanzo tradizionale e buttato a mare convenzioni letterarie come trama, suspense, personaggi, inizio e fine. Lei non fa scendere in campo un narratore tipico, bensì un coro di voci che raccontano a Faye, suo alter ego, che di tutto prende nota. Ne scaturisce un affresco corale in cui si intrecciano temi come la questione femminile, quella ecologica, la famiglia come nucleo in cui i fallimenti diventano intollerabili, l’incomunicabilità, l’inganno del capitalismo,….Ritroviamo Faye a bordo di un aereo verso l’Europa dove l’attendono festival e incontri letterari. Nel sedile di fianco c’è un uomo che ha appena seppellito il suo cane e da questo dolore inizia a raccontarle sprazzi della sua vita. E’ solo l’inizio di pagine in cui appaiono e parlano tanti personaggi, per lo più legati al mondo dell’editoria. Attraverso le parole, i dialoghi, i sentimenti, le ambizioni, le delusioni e gli aneddoti di vita di giornalisti, scrittori, agenti, editor e organizzatori di festival, Faye raccoglie tanti tasselli di un’umanità confusa. In un certo senso è una saccheggiatrice di storie e vite che ruotano intorno alla letteratura e alla spettacolarizzazione di un mondo che può rivelarsi anche fasullo e irto di inganni.

 

 

John Dos Passos  “USA. La trilogia”  -Mondadori-    euro 35,00

Un volume corposo che comprende “Il 42° parallelo”, “Millenovecentodiciannove”, “Un mucchio di quattrini” e racconta i primi 30 anni del 900 americano. E’ stato scritto dal prolifico John Dos Passos, autore di romanzi, saggi, poesie, ma anche pittore e reporter, nato a Chicago nel 1896, morto a Baltimora nel 1970. Non fatevi impressionare dalla mole del libro perché potete gustarlo un po’ per volta, senza fretta, leggendolo come un puzzle e scegliendo le parti che più vi attraggono. Di fatto è un poderoso affresco che narra i nervi scoperti della Grande Depressione e dei conflitti sociali di un paese che ha rincorso una velocissima modernizzazione. Ritrae una trance di storia americana importante e lo fa con un linguaggio e un intreccio inediti nel panorama letterario dell’epoca. Dos Passos costruisce un capolavoro assoluto sperimentando più cifre narrative: le storie di 12 personaggi di fantasia, brevi biografie di 27 americani famosi concentrate in un paio di pagine (folgoranti quelle della dinastia dei Morgan iniziata da un albergatore e diventata scialuppa  di salvataggio degli Usa tra ferrovie, banche, e tutte le ricchezze possibili; o quella del rampollo viziato e lungimirante William Randolph Hearst, l’editore più potente d’America). Poi cine-giornali con slogan pubblicitari, brani di canzoni popolari e titoli di giornale che interrompono le narrazioni e danno respiro alla lettura. Vi avventurerete anche in squarci di riprese cinematografiche e fotografiche e leggerete pagine in cui l’autore dispiega i suoi stati d’animo. Un grande intellettuale nomade che sperimentò più linguaggi artistici, viaggiò molto, conobbe personaggi della caratura di Hemingway e Fitzgerald nella Parigi degli espatriati dei ruggenti anni 20. Importante sarà anche il suo impegno politico, all’inizio come adepto del socialismo e difensore di Sacco e Vanzetti; poi la rottura con la sinistra radicale nel 1935 e la virata a destra come sostenitore del Maccartismo e detrattore del potere dei sindacati. Una decisa inversione politica che, secondo la critica, coincise con un inaridimento della vena creativa. Ma questa trilogia rimane imprescindibile per chi vuole ripercorrere alcuni elementi fondanti della grande nazione a stelle e strisce.

 

Delphine De Vigan  “Le gratitudini”   -Einaudi –   euro 17,50

Questo breve romanzo è un potente squarcio sulla vecchiaia e i danni che può arrecare alle persone. Protagonista è Michka  “…una vecchia signora con un’aria da ragazza. O una ragazza invecchiata per sbaglio” che non ha parenti e non può più vivere da sola senza correre dei rischi. Finisce in una residenza per anziani e nelle grinfie di una direttrice senza cuore. Gli anni le stanno ruzzolando addosso e la feriscono nel linguaggio facendola ammalare di “parafasia”. Non sta perdendo la memoria ma il linguaggio, proprio lei che è stata correttrice di bozze…oltre al danno anche la beffa. Mentre trascorre le giornate relegata in una piccola stanza asettica, continua a rincorrere e trasformare le parole che “le scarpano”. Al posto dei termini esatti ne mette di sbagliati, o cambia l’ordine a parole e sillabe, le sostituisce con altre inventate che spesso sono lapsus che smascherano qualcosa di più profondo.  La finestra si può aprire perché “…mica svaporiamo”, il rosbif diventa il “rospo”, il tè invece che al limone è “al salmone”, i residenti si trasformano in “rassegnanti” e la cremazione sfuma in una “crematura”.

Sono solo due le consolazioni alla sua solitudine: le visite e le amorevoli attenzioni di Marie, la giovane vicina di casa alla quale ha fatto da vice-madre. E le sedute con Jérȏme, l’ortofonista che dovrebbe aiutarla a trattenere le parole, ma che abbandona gli esercizi che la “sfioriscono” e diventa depositario dei suoi ricordi. Michka sa di essere vicina alla fine e a Marie confessa: “…non ci vorrà tanto, credimi. Voglio dire la fine senza la testa, persa, puff, con tutte le parole volate via. La fine del corpo non si sa…ma la fine senza la testa è cominciata, le parole “scarpano” via, e ciao”.

Resta un desiderio a tenerla ancora in vita. Rintracciare la giovane coppia che durante la guerra accolse lei -piccola ebrea marchiata dalla stella di David-, correndo enormi rischi e salvandola da morte certa. Saranno Marie e Jérȏme ad aiutarla nella ricerca, perché comprendono l’immensa importanza del”gratis” che lei vuole dire a chi l’ha sottratta alle camere a gas e al lager in cui i suoi genitori sono finiti in fumo.. Un “grazie” dalla portata enorme perché “…invecchiare è imparare a perdere…incassare …un nuovo deficit, una nuova alterazione, un  nuovo danno”.  E perdere la memoria significa perdere i punti di riferimento”. E questo romanzo ha un tocco lieve, tenero e struggente che mette a nudo l’ultima tranche della vita.

Ripensare il regionalismo in tempi di pandemia?

Nel corso di più di due mesi di stato di emergenza in conseguenza della diffusione del coronavirus si è sviluppato un ampio dibattito sui provvedimenti adottati dallo Stato e dai governi sub-nazionali, a cominciare dalle Regioni, per il controllo dell’epidemia (poi diventata pandemia).

In particolare, è emersa una posizione che ritiene che la gestione della crisi abbia messo in luce una articolazione dei poteri tra centro e periferia inadeguata, in quanto impedisce una guida unitaria a fronte di troppe differenziazioni degli interventi regionali (non solo nella sanità), rendendo necessaria in futuro oltre a una ricostruzione economica anche una sorta di “ricostruzione istituzionale” del Paese.
Una valutazione di quel tipo può comportare una sostanziale riconfigurazione delle relazioni tra livelli di governo riportando allo Stato le funzioni in materia di tutela della salute che risultano centralizzate in gran parte dei sistemi decentrati. Si auspica anche l’introduzione nell’ordinamento costituzionale di una clausola di supremazia in favore dello Stato (presente nella riforma costituzionale bocciata dal referendum del 2016) che garantirebbe sempre una regia unitaria delle principali politiche pubbliche.
Tutto questo vorrebbe dire ripensare profondamente il modello regionale italiano sulla scia di un evento eccezionale proprio al compimento del suo cinquantesimo compleanno, quando erano preannunciate numerose iniziative di approfondimento e riflessione da parte di studiosi, amministratori e operatori. Non solo, ma ciò avviene dopo due anni di accesi dibattiti e scontri sulle prospettive del regionalismo differenziato, che finalmente sembravano arrivare a qualche proposta condivisa e coerente con il nostro ordinamento.

Vi è il rischio che invece di una proficua riflessione su cinquant’anni di regionalismo si inneschi una critica distruttiva del Titolo V della Costituzione invocando un riaccentramento delle competenze ora attribuite alle Regioni. Non è nello spazio di una nota come questa che si può affrontare una tematica così complessa. Può però essere utile qualche sintetica considerazione, che possa sollecitare lo sviluppo di una dibattito più approfondito e di tipo interdisciplinare rispetto ad una questione così rilevante come il decentramento regionale nel nostro Paese.

 

Da un punto di vista giuridico Valerio Onida ha recentemente evidenziato che lo Stato dispone di sufficienti competenze derivanti sia dalla Costituzione sia dalla legislazione ordinaria (fin dalla legge n. 833/78), che consentono un adeguato coordinamento delle Regioni nonché la possibilità di sostituirsi ad esse. A maggiore ragione questo avviene nei confronti degli enti locali. Bisogna inoltre ricordare come la distinzione tra competenze concorrenti ed esclusive sia sempre molto labile a fronte delle complessità e intersettorialità delle principali politiche pubbliche, che consentono sempre interventi centrali in nome delle cosiddette competenze trasversali.

 

È curioso che si critichi la differenziazione dei provvedimenti regionali quando gli studiosi del federalismo sanno bene che uno dei vantaggi del decentramento è proprio quello di permettere di adattare meglio le politiche alle specificità dei diversi territori e alle differenti preferenze delle popolazioni. Da questo punto di vista si possono giustificare provvedimenti più restrittivi in alcune Regioni, così come si è riconosciuto che possa avvenire con la legislazione ambientale. Ugualmente gli interventi regionali possono sperimentare soluzioni innovative (laboratory federalism), come sembra sia avvenuto negli studi epidemiologici sui tamponi in Veneto.

Restano certo tutti i problemi legati alle esternalità reciproche tra Regioni (specie nel caso di epidemie), così come alle necessità di regolamentazione unitaria, che devono essere opportunamente assicurate con il coordinamento statale e/o la negoziazione diretta tra i soggetti locali.

Le implicazioni di policy che derivano dai punti precedenti portano a concentrarsi su una priorità, quella di fare funzionare bene le “istituzioni della cooperazione”, ovvero gli organismi misti tra Stato, Regioni ed autonomie locali. Negli ultimi venti anni è all’interno del “sistema delle Conferenze” che si sono dispiegate le principali politiche pubbliche, al di là dell’assetto formale delle competenze. Ciò è avvenuto anche nel settore della salute, con risultati spesso positivi per la definizione di una regolamentazione amministrativa unitaria (ad esempio con i Patti per la Salute), anche se a volte eccessivamente laboriosi.

Va ricordato che anche laddove erano previste funzioni esclusive dello Stato, come per la definizione dei LEA (livelli essenziali di assistenza), questo ha scelto con legge ordinaria di determinarli con intese nella Conferenza Stato-Regioni. L’esperienza del passato e quella in corso per la gestione della epidemia potranno ben suggerire aggiustamenti nel loro funzionamento, anche con specifici interventi legislativi, più praticabili di nuove riforme costituzionali difficili da ipotizzare nel breve periodo.

Sono solo spunti che si pongono l’obiettivo di ragionare in maniera equilibrata sul decentramento, sapendo che storicamente i periodi di crisi economica e sociale, come quelli che abbiamo passato dopo la crisi del 2008 e quello che si annuncia in futuro, non solo nel nostro Paese, tendono, se non adeguatamente gestiti, a favorire un eccessivo accentramento dei poteri.

Stefano Piperno
Centro Studi sul Federalismo

Le proposte di Cia per il settore vitivinicolo

Cia Agricoltori italiani Piemonte, nei lavori del Gruppo di Interesse Economico del settore Vino, ha elaborato alcune proposte indirizzate alla Regione Piemonte per gli strumenti da adottare a salvaguardia delle aziende, il cui comparto economico è messo a rischio dall’emergenza Coronavirus.

Eccole nel dettaglio:

–              Aumento dal 15% al 30% dei tagli migliorativi: la legge prevede che si possano fare dei “tagli di annata” mettendo nella stagione attuale una percentuale di vino nell’annata precedente (che risolve le giacenze passate)

–              Vendemmia verde facoltativa, ossia le operazioni di diradamento delle uve per diminuire le rese dei vigneti entro il 30 luglio. Cia chiede l’attivazione di questo strumento per alleggerire la produzione 2020 che avrà un deficit di mercato. Con domande presentate nel mese di maggio/giugno, le aziende possono percepire un contributo  regionale o nazionale che vada a compensazione del reddito, in modo da garantire il reddito dell’anno precedente.

–              Distillazione facoltativa: adottata in bassa percentuale ed anche per piccole quantità in modo da poter essere utilizzata dalle piccole-medie aziende. La situazione si configura quando si ha un prodotto giacente in cantina che difficilmente sarà venduto sul mercato. L’intervento di sostegno prevede di portare in distillazione una parte di produzione, percependo un contributo, per la produzione di alcool per altri scopi rispetto all’alimentare (fine sanitario, ad esempio). Come ultima cosa, la distillazione facoltativa.

–              OCM (Organizzazione Comune di Mercato) investimenti: Cia chiede di utilizzare queste misure di contribuzione pubblica per investimenti in materiali e attrezzature, per aumentare lo stoccaggio di piccole e medie imprese, anche al fine di trattenere la mancata vendita del vino, eseguita con domande da trasmettere e chiudere in modo veloce, entro sei mesi dalla presentazione della stessa.

–              Accordi commerciali e promozione: è necessario lavorare sin da questo momento ad accordi commerciali tra Stati, specie con i mercati asiatici, per avere nuovi sbocchi alternativi all’esportazione e scongiurare l’introduzione di eventuali dazi, di protezione di ciascun mercato interno, al riavvio del mercato globale.

–              Cambiali agrarie o mutui a conduzione: Cia chiede una linea veloce di accesso al credito e non costosa per le aziende, con garanzie fornite dallo Stato e basato su percentuali di perdita del fatturato basato sull’anno precedente; sarebbe uno strumento da utilizzare per sopperire alla poca liquidità e finalizzato al pagamento di fornitori e dipendenti.

–              I Consorzi inoltre hanno all’interno dei propri disciplinari una serie di strumenti, come la riserva vendemmiale, a cui possono accedere per calmierare questo periodo e combattere le consueguenze della crisi.

Il documento, elaborato e condiviso dai presidenti provinciali Cia del Piemonte, sarà trasmesso alla Regione e all’Assessorato all’Agricoltura di Marco Protopapa.

In quarantena alla conquista dello spazio

La mostra della NASA SPACE ADVENTURE e ANONIMA FUMETTI presentano #PlanetExplorer. L’iniziativa social: in quarantena, come gli astronauti, si vola con la fantasia e si disegna lo spazio.I disegni diventeranno una sezione della mostra Space Adventure a Torino.

In quarantena, proprio come gli astronauti in partenza o al ritorno dalle loro missioni spaziali!

All’inizio furono Armstrong, Aldrin e Collins che, rientrati dalla Luna durante la Missione Apollo 11, dopo il loro atterraggio nel Pacifico il 24 luglio 1969, furono recuperati e portati a bordo della portaerei USS Hornet e immediatamente confinati in quarantena per evitare la contaminazione della biosfera terrestre. Ancora oggi per gli tutti astronauti che si stanno preparando ad essere lanciati verso la Stazione Spaziale Internazionale la quarantena è semplicemente la normalità. Si tratta di una precauzione necessaria per evitare che vengano portati agenti patogeni sulla stazione spaziale internazionale (ISS).

E allora perché non vivere la quarantena da COVID-19 come una divertentissima missione spaziale?

L’iniziativa lanciata dalla mostra Space Adventure e dalla Anonima Fumetti ai bambini ma anche a tutti gli appassionati si chiama #PlanetExplorer e nasce proprio sulle tracce (lunari) degli astronauti: provare ad immaginarsi astronauti per un giorno e a disegnare la propria avventura nello spazio.

Sul sito www.space-adventure.it è pubblicata una breve storia, firmata da Pino Zappalà e Nico Vassallo, che tutti possono leggere e che servirà da traccia per la realizzazione dei disegni.

Un altro spunto per tutti gli aspiranti artisti è il racconto LA CASASTRONAVE, realizzato da Pierpaolo Rovero & Luca Feliciani e patrocinato dall’Anonima Fumetti, disponibile gratuitamente sul sito www.space-adventure.it. Per realizzare i disegni è consigliato visitare anche il sito www.Casastronave.it dove si possono trovare traduzioni, filmati e materiali utili per realizzare i disegni.

I disegni, che devono essere inviati via mail all’indirizzo planet.explorer@space-adventure.it  entro il 10 maggio prossimo, saranno condivisi con il pubblico sui canali social della mostra – Facebook e Instagram – divisi in due categorie: BABY ASTONAUTI (fino a 11 anni) e ASTRONAUTI (da 12 a 99 anni e oltre).

Fino al 20 maggio, su Facebook, si potrà votare con un ‘mi piace’ le opere e, in base al gradimento social ricevuto, i primi 3 classificati per ogni categoria riceveranno un premio spaziale e 4 biglietti omaggio per la mostra.

Grazie a tutti i disegni pervenuti la storia sarà illustrata e si trasformerà in una grande avventura a fumetti che si svelerà in mostra e diventerà parte integrante dell’allestimento di Space Adventure.

Space Adventure si apre con i sogni dei pionieri del volo lunare, da Jules Verne a Von Braun, prosegue con il racconto e i memorabilia delle missioni lunari per terminare nell’ultima, grande sfida che aspetta l’uomo nello spazio: Marte. I disegni di bambini e ragazzi costituiranno l’ultima sezione della mostra, accanto al simulatore della camminata su Marte e alla nuova navicella spaziale della Nasa Orion, dedicata alle nuove esplorazioni dello spazio profondo.

Il trucco è volare con la fantasia… spingersi fuori dall’atmosfera con audacia, a qualche centinaio di km dalla Terra per vivere un’avventura incredibile proprio come hanno fatto i pionieri dello spazio!

Maggiori informazioni nel comunicato stampa in allegato.

Tutti i dettagli per partecipare all’iniziativa sono pubblicati sul sito www.space-adventure.it

Guariti 1298 pazienti, 99 nuove vittime. In tutto 16.733 casi finora positivi in Piemonte

Il bollettino della Regione Piemonte delle ore 19 di domenica 12 aprile

1.298 PAZIENTI GUARITI E 1.155 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è di 1.298 (118 in più di ieri): 74 (+13) in provincia di Alessandria, 68 (+3) in provincia di Asti, 71 (+2) in provincia di Biella, 124 (+11) in provincia di Cuneo, 93 (+11) in provincia di Novara, 701 (+62) in provincia di Torino, 76 (+8) in provincia di Vercelli, 68 (+5) nel Verbano-Cusio-Ossola, 23 (+3) provenienti da altre regioni.

Altri 1.155 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 1.788

Sono 99 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi, di cui 17 al momento registrati nella giornata di oggi. Occorre ricordare che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente dall’Unità di crisi può comprendere anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi covid.

Il totale complessivo è ora di 1.788 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 352 ad Alessandria, 93 ad Asti, 117 a Biella, 124 a Cuneo, 177 a Novara, 727 a Torino, 94 a Vercelli, 82 nel Verbano-Cusio-Ossola, 22 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 16.733 le persone finora risultate positive al “Covid-19” in Piemonte: 2.255 in provincia di Alessandria, 782 in provincia di Asti, 665 in provincia di Biella, 1.473 in provincia di Cuneo, 1.606 in provincia di Novara, 7.978 in provincia di Torino, 820 in provincia di Vercelli, 868 nel Verbano-Cusio-Ossola, 201 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi.

I restanti 85 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 381

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 69.003 di cui 36.037 risultati negativi.

Tutti insieme con Tennis United

Tennis United è l’iniziativa che Atp e Wta hanno lanciato. Si tratta di un nuovo show settimanale che andrà in onda tutti venerdì sulle loro piattaforme digitali

A condurlo saranno Vasek Pospisil e  Bettanie Mattek-Sands, vincitori di Gran Slam in doppio. Il format proporrà interviste e discussioni con protagonisti di entrambi i circuiti e con altri personaggi del mondo del tennis, oltre a  un collage degli spunti più interessanti della settimana attraverso i post dei giocatori sui social media. Non mancherà uno sguardo su ciò che la comunità del tennis sta facendo sotto il profilo del sostegno a chi in questo momento è grande difficoltà. La “prima” dello show è stata postata sulle pagine Facebook e sui canali YouTube di Atp e Wta, mentre alcuni spezzoni  sono anche su Twitter e Instagram.

In fuga con lo scooter a 140 all’ora

Gli agenti della Squadra Volante notano in via Bologna uno scooter viaggiare a forte velocità. Gli agenti raggiungono il motociclo all’altezza di piazza Croce Rossa

Nonostante gli venga intimato l’alt, il conducente, non solo non si ferma, ma aumenta la velocità e si dà alla fuga. Ne nasce un inseguimento, lo scooter fugge a folle velocità, circa 140 km/h. In corso Regio Parco angolo via Rossetti, il conducente rischia prima di investire dei pedoni e poi prosegue la sua marcia contromano. Più avanti, oltrepassa un semaforo con luce rossa, rischiando che le auto in transito collidano tra loro. Zig-zagando cambia ripetutamente corsia; in fuga su Strada Settimo supera un altro semaforo rosso per poi proseguire
ancora una volta contromano, costringendo le auto in transito in direzione opposta a brusche manovre per evitare l’impatto. In via Cuoco, rischia nuovamente di investire un altro pedone. Giunto sul ponte Amedeo VIII, la marcia della moto viene rallentata da una pattuglia della Polizia Municipale che cerca di ostacolarne la fuga. La volante della Polizia raggiunge la moto che tenta una nuova manovra repentina per invertire la marcia, così facendo, però, cade per terra. L’uomo, un quarantatreenne italiano, si rialza e cerca di fuggire a piedi ma viene fermato da poliziotti nonostante cerchi di colpire i poliziotti. Dagli accertamenti, emerge che il motociclista, con precedenti di polizia a carico, guidava senza patente poiché revocata a seguito di reiterazione alla guida di un veicolo con patente già sospesa. Il veicolo risulta sprovvisto di copertura assicurativa e viene sottoposto a sequestro. Il reo viene arrestato per resistenza a P.U. e denunciato in stato di libertà per danneggiamento e per le violazioni al codice della strada. Sempre in base a quest’ultimo, per altre infrazioni, il quarantatreenne viene anche sanzionato amministrativamente. Altre sanzioni sono elevate per il mancato rispetto delle norme di contenimento del COVID-19 e per il possesso di inflorescenze di marijuana.

Supermercati chiusi a Pasquetta

I supermercati resteranno chiusi a Pasquetta, dopo la decisione del governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio

La sua  ordinanza prevede la chiusura di tutti gli esercizi commerciali dalle 13 di domenica 12 aprile fino alle 20 di lunedì 13 aprile. Le catene della grande distribuzione  pensavano invece di tenere aperto  mezza giornata nel lunedì di Pasqua, mentre i sindacati avrebbero voluto la chiusura anche la mattina di domenica.  Sull’apertura di domenica al mattino Cirio ha spiegato che lo ha deciso per evitare una ressa il venerdì e il sabato. Restano ovviamente aperte farmacie, parafarmacie e gli esercizi dedicati alla vendita  di prodotti sanitari. Sono permesse le consegne a domicilio per tutti i settori merceologici.

Cirio conferma la proroga al 3 maggio delle misure più restrittive

L’ordinanza sarà firmata in giornata dal presidente della Regione  Il Piemonte prosegue con la linea del rigore per il contenimento del coronavirus. Tutte le regole in vigore in questo momento sul territorio regionale saranno prorogate fino al 3 maggio. Restano quindi chiuse anche le librerie, le cartolibrerie e i negozi di abbigliamento per l’infanzia.

Resta salva, però, la possibilità di vendita con consegna a domicilio per tutte le diverse categorie merceologiche.

Lo comunica il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che questa mattina ha convocato una Giunta per affrontare il tema dell’ordinanza che verrà firmata nelle prossime ore.

“Oggi è un giorno che abbiamo sempre vissuto come una festa e so che per tutti è un grande sforzo continuare a mantenere e rispettare la linea del rigore, ma è l’unico modo per non vanificare i sacrifici fatti finora“, ha commentato il presidente Cirio.

“Capiamo bene la difficile situazione che stanno vivendo i nostri commercianti – sottolinea l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio della Regione Piemonte Vittoria Poggio – ma le esigenze di tutela della salute ci impongono queste scelte. Non li lasceremo però soli, non soltanto sostenendoli in ogni forma di vendita a domicilio oggi, ma soprattutto con misure economiche specifiche di risarcimento per chi, come loro, ha subito insieme alla chiusura anche la concorrenza della grande distribuzione”.

Martedì, inoltre, la Giunta proseguirà il suo confronto con il Politecnico di Torino e le categorie, settore per settore, con l’obiettivo di definire un documento da proporre al governo ed essere pronti, non appena le condizioni lo consentiranno, ad un piano di riapertura delle attività produttive nel rispetto della sicurezza.

Sempre martedì, insieme a prefetture ed Ance verrà fatto anche un approfondimento sulla situazione dei cantieri.

Lutto per la scomparsa del sindaco Panaro

Dal Piemonte / La mattina di Pasqua è morto  Giuseppe Panaro, 60 anni, sindaco di Castelletto d’Erro, comune dell’Acquese

Si trovava  in ospedale a Casale, dopo essere stato ricoverato ad Acqui. La morte sarebbe stata causata da una polmonite bilaterale,  che già tempo fa lo aveva colpito. Era primo cittadino del suo paese dal 2014 e ora stava svolgendo il suo secondo mandato. Da 25 anni lavorava come geometra al comune di Ponzone. Lascia la moglie e un figlio.