ilTorinese

Sognando Venezia

Non possiamo andarci per il momento e non possiamo neanche specchiarci nell’acqua miracolosamente cristallina e pulita dei suoi canali, come abbiamo visto in televisione, sgombri da motoscafi, gondole piene di turisti, mercati galleggianti, melma e rifiuti ma, in attesa di tornarci, possiamo leggere qualche bel libro su Venezia

Uno di questi, pubblicato di recente, è “La splendida. Venezia 1499-1509”, di Alessandro Marzo Magno, Laterza. Alla fine del Quattrocento Venezia è una superpotenza europea, più o meno come oggi gli Stati Uniti o la Russia. Tutti la temono ma il suo essere tra i grandi d’Europa segna anche l’inizio della fine. Gli altri Stati italiani decidono di correre ai ripari alleandosi tra loro. Venezia sarà sconfitta dalle potenze europee della Lega di Cambrai nel 1509 e ridimensionata. La Serenissima è in lacrime, abbattuta dagli Stati europei che si sono coalizzati contro di lei.

Rischia perfino di scomparire dalla mappa geografica, sopravvive a fatica. Ma a quel punto risorge e inizia un fase di splendore che durerà tre secoli. Venezia tornerà potente e soprattutto splendente, e, come scrive l’autore, “riuscirà a mantenere un ruolo centrale nel mondo utilizzando l’arte e l’architettura e riuscirà a meravigliare con il tintinnare delle monete. La Venezia del Cinquecento è quella del mito arrivato fino a noi: la città dei palazzi di Sansovino, della celebrazione del governo perfetto e della rivoluzione del colore che influenzerà tutta la pittura successiva”. Nel grandioso decennio narrato nel libro Venezia diventa il cuore del mondo. Le storie e gli eventi che si intrecciano in pochi anni sono tanti. Da un breve soggiorno in laguna nel 1500 di un famoso Leonardo da Vinci a un giovane di belle speranze chiamato Tiziano che, lasciata la natia Pieve di Cadore, nel 1503 comincia a dipingere nella bottega dei Bellini, Gentile e Giovanni, la più importante di Venezia. Nel 1507 muore, a 78 anni, Gentile Bellini, il ritrattista della nobiltà veneziana e non solo. È autore del celebre ritratto di Maometto II, oggi esposto alla National Gallery di Londra. Il sultano lo chiama a Costantinopoli e il doge lo invia sul Bosforo dove si fermerà due anni. Un tal giorno il dipinto arriva a Venezia, non si sa come e quando, forse venduto a qualche mercante veneziano perchè il figlio e successore del Conquistatore, Bayazid II, disprezzando l’arte figurativa, aveva spedito al bazar gli oggetti preziosi del padre, quadro compreso. Sono anche gli anni in cui Gorgione dipinge la misteriosa Tempesta mentre il primo libro tascabile della storia viene pubblicato da Aldo Manuzio, il “portatile”, come lo chiamava lui. Mentre Ottaviano Petrucci stampa il primo libro musicale a caratteri mobili, il fòndaco dei tedeschi, il magazzino-locanda dei mercanti tedeschi, brucia e viene ricostruito in appena tre anni. Nel frattempo, i portoghesi circumnavigano l’Africa e interrompono il monopolio veneziano nel commercio delle spezie. Nella città lagunare risiedono Albrecht Durer e il filosofo Erasmo ma l’inizio del Cinquecento è anche il periodo veneziano di Caterina Corner, l’ex regina di Cipro, divenuta signora di Asolo che crea l’unica corte mai esistita sul territorio della Serenissima, una delle più colte del Rinascimento italiano. E poi la battaglia che rischia di cancellare la Serenissima dalla carta geografica, combattuta ad Agnadello, presso Cremona, il 14 maggio 1509, tra le forze della Lega di Cambrai e la Repubblica di Venezia con la vittoria di Luigi XII che costringe i veneziani a rinunciare alle mire espansionistiche sul resto della penisola.

Filippo Re

I medici di Serie A: “Campionato sì ma in sicurezza”

I  responsabili sanitari dei club di calcio di Serie A hanno ricevuto il protocollo organizzativo e di screening proposto dalla Commissione medico scientifica della Figc e hanno  proposto delle osservazioni “al fine di coniugare sicurezza ed applicabilità, inviandole all’attenzione della Commissione e della Lega Calcio Serie A”.

Così hanno detto all’ANSA i 20 responsabili medici di Serie A specificando la loro posizione. I medici non hanno preclusioni  a finire il campionato,  va ritengono vada fatto in sicurezza. “Noi siamo convinti – affermano – che questa sicurezza si possa ragionevolmente raggiungere, e la questione decisiva dunque è la variabile tempo”.

Edicole, Scanderebech: “Reinventare i chioschi”

Si è svolta  una commissione consiliare sul tema delle edicole. La  consigliera comunale Federica Scanderebech commenta:

“Il tema delle edicole e dei chioschi dismessi è molto sentito da diverse categorie anche di costruttori e architetti, infatti, se il Comune riuscisse a prevedere in deroga attività diverse, ogni volta che un’edicola/chiosco viene abbandonata potrebbe ampiamente rivivere reinventata e dando vivacità alla zona. E non dobbiamo pensare che le edicole attive possano essere aiutate solo col progetto di stampa dei certificati anagrafici, bisognerebbe avere vedute ben più ampie”.

Aggiunge Scanderebech: “Nell’anno 2016 la consistenza delle edicole attive ammontava a 430. A novembre risultavano attive 343 edicole di cui 100 sono collocate su suolo pubblico (chioschi). Risulterebbe pertanto che negli ultimi tre anni abbiano cessato l’attività 87 edicole. In particolare nel corso del 2019, risulterebbe la chiusura di 52 edicole (considerando le richieste di cessazione dell’attività ed i provvedimenti di decadenza); di queste 13 sono chioschi.”

Conclude la consigliera: “Mai come in questi giorni di emergenza e lockdown abbiamo capito l’importanza di presidi attivi sul territorio che le medesime possono apportare, un ragionamento serio con gli uffici dei Tributi, Commercio e Arredo Urbano andrebbe davvero finalmente svolto”.

Petrolio regalato, benzina no

Stabile Torino, appunti per un menù teatrale

#stranointerludio #laricetta  Il Teatro Stabile di Torino in questi giorni mantiene vivo il filo diretto con il suo pubblico attraverso il web: con #stranointerludio  – l’iniziativa promossa sul sito istituzionale, sui canali Facebook, Instagram e Youtube – artisti e registi hanno portato nelle case testi teatrali, poesie, semplici riflessioni che hanno saputo catturare l’interesse delle persone, ma anche dei media, con un numero importante di visualizzazioni e condivisioni.

A partire da  martedì 28 aprile 2020,  l’iniziativa proporrà nuove clip dedicate al tema della cucina e del cibo: artisti amati e testi insospettabili di grandi autori per parlare dell’intimità di un gesto quotidiano, che in questo momento è diventato centrale nella vita domestica. Una “ricetta” o un “menù” tutto virtuale per affrontare le prossime settimane e il graduale ritorno alla normalità. Protagonisti di #stranointerludio #laricetta saranno Valerio Binasco, Laura Curino, Gabriele Vacis, Orietta Notari, Eugenio Allegri, Matthias Martelli, Filippo Dini, Milvia Marigliano.
I primi due appuntamenti vedranno Laura Curino cimentarsi con Cuoco Martino da Como e i suoi ricettari rinascimentali scritto dalla stessa Curino (martedì 28 aprile 2020) e Gabriele Vacis con Le golose , poesia di Guido Gozzano (giovedì 30 aprile 2020).
Le clip verranno pubblicate con cadenza bisettimanale al link https://www.teatrostabiletorino.it/stranointerludio

Prosegue su Instagram #albumdifamiglia, un ritrovo virtuale per raccontare il proprio essere spettatore nelle sale del Teatro Stabile di Torino, per condividere un ricordo speciale in attesa di ritrovarci tutti in sala: #albumdifamiglia #teatrostabiletorino #stranointerludio sono gli hashtag per postare le foto scattate al Carignano, Gobetti, Fonderie, taggando @teatrostabile_torino che farà il repost. Un modo per sentirci vicini e per un arrivederci a presto.

Grazie alle fotografie delle produzioni dello Stabile sarà possibile intraprendere un viaggio a ritroso nelle Stagioni appena passate. Quotidianamente verranno pubblicate sui canali Instagram e Facebook del teatro immagini degli spettacoli che hanno fatto emozionare migliaia di spettatori.

Per chi voglia mettersi alla prova come spettatore, magari ricordare uno spettacolo molto amato e riscoprire il patrimonio digitale del nostro Centro Studi prosegue l’appuntamento con i quiz sulla storia del nostro teatro, e delle nostre più grandi produzioni del passato.

Il Teatro continua a lavorare per il suo pubblico con nuove modalità per stare insieme e per dare appuntamento in sala, appena possibile. Nel frattempo invitiamo tutti a seguirci tramite gli aggiornamenti che verranno comunicati sul nostro sito e sui nostri profili social!


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Sanicare: Autocrocetta mette il cliente al sicuro

La Concessionaria Autocrocetta dà vita al Servizio Sanicare creando un ambiente accogliente ed esclusivo che mette al primo posto la sicurezza del cliente

Gli ambienti del Centro Service Autocrocetta di Via Corrado Corradino, 8 a Moncalieri vengono sanificati giornalmente con gli impianti ad Ozono riconosciuti dal Ministero della Sanità come presidio naturale per la sterilizzazione di spazi contaminati da batteri, virus, spore, muffe ed acari con protocollo del 31 Luglio 1996 n. 24482.
Il nuovo Servizio Sanicare di Autocrocetta prevede un locale dedicato alla sanificazione dell’auto, che avviene sempre per mezzo degli Ozonizzatori Protea, impiegati anche per la sanificazione delle ambulanze della Croce Rossa Italiana.
Le nuove tecnologie messe in campo da Autocrocetta, i sitemi di prevenzione adottati quali mascherine, guanti, visiere e la formazione del personale in merito alle procedure di accoglienza e di prevenzione permettono alla Concessionaria di poter garantire il servizio di officina anche in questo difficile momento, tutelando la sicurezza del cliente.
É possibile richiedere informazioni inerenti alla sanificazione della vettura scrivendo a: service.torino@autocrocetta.bmw.it

A spasso con il cane spara contro la porta a vetri di un condominio

 Ha sparato contro i il portone d’ingresso di un condominio di Chivasso. Un italiano di 52 anni, disoccupato, con precedenti penali, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Chivasso per ricettazione, porto abusivo di armi, oltraggio e violenza o minaccia a pubblico ufficiale.

Ieri sera, l’uomo era a spasso con il cane e un passante lo ha visto visto estrarre una pistola e sparare un colpo contro la porta a vetri di un condominio.
Il testimone ha chiamato il 112 e l’immediato intervento dei carabinieri ha permesso di rintracciare lo sparatore. Era visibilmente alticcio e ha minacciato e insultato i carabinieri. In tasca nascondeva una pistola a tamburo, calibro 6,35, priva di matricola che è stata sequestrata. L’uomo ha dichiarato ai carabinieri di aver acquistato l’arma a Torino.
La pistola sarà inviata al Ris dell’Arma per verificare se sia stata eventualmente utilizzata per commettere delitti.
Le indagini dei Carabinieri proseguono per accertare la provenienza della pistola e per capire ricostruire la rete di collegamenti dell’arrestato.

In Procura nasce il pool di pm “antivirus”

Sono quattro i pubblici ministeri che seguiranno le indagini riguardanti L’emergenza sanitaria a Torino e in Piemonte. 

Ad oggi gli esposti giunti  alla procura di Torino sono circa quaranta. L’obiettivo è di verificare anche  eventuali responsabilità amministrative. Le indagini sono affidate al nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza e dei carabinieri del Nas. Dicono in Procura: “Il nostro compito non è punire o fare cacce alle streghe, ma dare risposte ai cittadini di fronte a questa emergenza straordinaria”.

Sono arrivati gli infermieri militari per le Rsa

Venticinque nuovi marescialli infermieri in ferma annuale del Corpo sanitario dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare destinati alle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) del Piemonte, sono stati accolti questa mattina nell’aula magna del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, a Torino, dal generale di Divisione Salvatore Cuoci, comandante dell’Istituto di formazione, dal commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Vincenzo Coccolo e dall’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Genesio Icardi, alla presenza del comandante della Brigata alpina Taurinense generale Davide Scalabrin, e del colonnello Fabio Zanichelli in rappresentanza dell’Aeronautica Militare.

Nel dettaglio, gli infermieri militari da domani saranno a disposizione delle Asl piemontesi di Alessandria, Asti, Cuneo 1, Alba (Cn2), Novara, Torino, Collegno-Pinerolo (To3), Ciriè-Chivasso-Ivrea (To4), Chieri-Carmagnola-Moncalieri (To5), Vercelli e Verbania, a supporto esclusivo delle case di riposo più in difficoltà sul territorio. 

«Siamo riconoscenti allo Stato maggiore della Difesa per il generoso e puntuale apporto offerto al Piemonte in questa drammatica emergenza del coronavirus – ha osservato l’assessore Icardi -, sappiamo che si tratta di un aiuto sul quale possiamo sempre contare, tempestivo, quanto altamente affidabile».

Dall’ospedale di Verduno all’Area sanitaria temporanea delle Ogr a Torino, dai servizi logistici e di movimentazione sul territorio alle operazioni di sanificazione nelle case di riposo, fino alla rete di 120 posti letto nelle caserme per l’isolamento domiciliare fiduciario, l’assessore Icardi e il commissario Coccolo hanno ricordato i principali fronti di impegno dei militari in Piemonte. Un intervento straordinario che sta coinvolgendo stabilmente oltre 700 uomini, tra Esercito, Aeronautica, Marina Militare e Arma dei Carabinieri, senza contare le mobilitazioni per le necessità occasionali.

L’ESERCITO IN PIEMONTE

Nello specifico, in Piemonte il contributo dell’Esercito nell’ambito delle tre linee operative (sicurezza, supporto sanitario e concorsi operativi) coordinato dal Comando Truppe Alpine, è garantito dai Comandi presenti su tutto il territorio regionale. In particolare, il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito e il Comando militare Esercito Piemonte hanno messo a disposizione della Regione rispettivamente i padiglioni della caserma “Riberi” e l’intera Base logistico addestrativa di Bardonecchia, per un totale di 120 posti letto, per alloggiare persone che non hanno possibilità di isolamento domiciliare, mentre gli alloggi del ex circolo ufficiali di corso Vinzaglio vengono utilizzati per ospitare i medici e gli infermieri civili che lavorano nei reparti Covid, arrivati anche da fuori Regione, e che ne hanno fatto richiesta.

La Brigata alpina Taurinense ha poi integrato, su richiesta della Prefettura di Novara, con 53 Dragoni del 1° Reggimento Nizza Cavalleria di Bellinzago Novarese, il dispositivo già in atto di “Strade Sicure” per l’attività di controllo sul territorio assicurato dai due Raggruppamenti presenti, su base rispettivamente del Reggimento Artiglieria a Cavallo di Vercelli e del 5° Reggimento Lancieri di Novara di Codroipo (UD).

In termini di concorsi operativi, la Brigata ha garantito il trasporto di materiali (DPI, tute protettive) e attrezzature sanitarie dagli aeroporti di Torino-Caselle e Milano-Malpensa ai magazzini regionali della Protezione civile di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, oltre che la movimentazione interregionale e la distribuzione di materiale sanitario a favore della Protezione civile piemontese, compresa l’area sanitaria presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Infine, a seguito della richiesta avanzata dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, a partire dalla giornata del 25 aprile, la Brigata “Taurinense” al comando del generale di Brigata Davide Scalabrin, ha iniziato le operazioni di sanificazione nelle case di riposo maggiormente colpite dall’emergenza e che, entro il 10 maggio, prevede l’intervento su oltre 30 Rsa e circa 2.700 posti letto in tutto il Piemonte.

L’attività del personale medico e infermieristico militare di tutte e quattro le Forze Armate in supporto alla Regione, coordinata dal tenente colonnello Antonio Liguori (direttore del Poliambulatorio del Comando Militare Esercito Piemonte), è già in atto da settimane in molte province, a partire dal nuovissimo ospedale di Verduno e dal circostante territorio di Alba-Bra, dove già un nucleo di medici militari è impegnato nel sostegno ed nell’organizzazione delle Residenze sanitarie assistenziali, in forte sofferenza in questo periodo.

Inoltre, medici e infermieri con le stellette sono impiegati anche in altri nosocomi regionali come l’ospedale di Cuneo, presso cui opera un neurochirurgo, gli ospedali di Rivoli, Pinerolo, Vercelli, Alessandria, Saluzzo e l’Ospedale Oftalmico di Torino.

L’attuale dispositivo sanitario militare finora costituito da 19 medici e 29 infermieri, si è quindi potenziato ulteriormente da oggi, a seguito della richiesta di supporto da parte dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte, con l’arrivo dei nuovi 25 marescialli infermieri da impiegare nelle Rsa del territorio regionale.

La giustizia a Torino ai tempi del Coronavirus

Per fornire ai lettori un quadro di sintesi della situazione attuale nelle aule di giustizia torinesi durante il periodo emergenziale in corso e per discutere delle prospettive prossime e future in questo importante e delicato settore, la redazione del Torinese ha interpellato l’avvocato Paolo Alberto Reineri, che si occupa prevalentemente di diritto civile e diritto amministrativo.

 

“Presso il Tribunale di Torino, come in quelli di tutta Italia – spiega l’avvocato torinese Paolo Alberto Reineri – hanno trovato ovviamente applicazione il rinvio delle udienze e la sospensione del decorso dei termini processuali decisi intorno a metà marzo dal Governo, a seguito dell’aggravamento dell’emergenza Covid in Italia.

 

Tuttavia, nelle ultime settimane, la situazione è in parte cambiata ed oggi risulta molto articolata.

 

Abbiamo fatto fatica anche noi avvocati a dipanare la matassa normativa, tra decreti legge, decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, ordinanze regionali, provvedimenti dei presidenti di Tribunale, protocolli tra Consigli dell’Ordine e Uffici Giudiziari…”

 

“Un primo problema che è apparso subito evidente – spiega l’avvocato Paolo Alberto Reineri – è   stato quello della nostra mobilità, che si riflette sulla tutela dei clienti.

 

A livello nazionale, l’attività degli studi legali è tra quelle consentite (per codice AT.ECO.) dal D.P.C.M. del 22 marzo 2020, ma in alcune Regioni  come Lombardia e Piemonte  gli studi professionali sono stati chiusi (sino, per ora, al 3 maggio) con decreto del Presidente regionale. In Piemonte rimane consentito il cosiddetto “lavoro agile” mentre, presso lo studio, è possibile solo lo svolgimento delle attività urgenti. La valutazione dell’urgenza è rimessa all’avvocato ed è coperta da segreto professionale (così è specificato nei chiarimenti resi dalla Regione Piemonte). È però avvenuto che alcuni avvocati milanesi siano stati “multati” mentre si recavano in studio per ritirare fascicoli, come segnalato dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano. Non conoscendo i casi in questione nello specifico, non posso esprimermi in maniera tranchant, ma è probabile che si tratti di verbali illegittimi”.

 

“Per quanto riguarda la sospensione dei termini processuali civili – prosegue l’avvocato Paolo Alberto Reineri – dopo quasi dieci giorni di incertezze interpretative, dovute all’ambigua formulazione del decreto legge n. 11/2020 dell’8 marzo, la sospensione dei termini è stata disposta dal decreto legge n. 18/2020 del 17 marzo scorso, salvo che per limitate materie aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona (ad esempio, ordini di protezione contro abusi familiari, convalida di espulsioni ecc.), la cui trattazione è stata considerata urgente dal legislatore. In ogni caso, in qualsiasi materia il giudice è tenuto a dichiarare l’urgenza se la sospensione può gravemente pregiudicare le parti del processo. La sospensione dei termini è stata, quindi, prorogata dal decreto legge n. 23/2020 fino all’11 maggio prossimo.

Tuttavia, sebbene le previsioni di legge riguardino l’intero territorio nazionale, per determinate attività non vi è stata e non vi è ancora piena uniformità applicativa. Molti Tribunali, d’intesa con i Consigli dell’Ordine degli Avvocati, hanno adottato dei protocolli; a Torino, ad esempio, è stato stabilito il divieto (salvo che per i pochi procedimenti non sospesi) di depositare atti sino all’11 maggio prossimo per i giudizi in Corte d’Appello e – a seconda del tipo di atto – sino al 19 aprile, 26 aprile o 3 maggio per i giudizi al Tribunale. Diversamente il Tribunale di Cuneo ha continuato ad accettare depositi di atti introduttivi di nuove cause. Tali difformità dipendono –  è stato detto – dall’impossibilità, per il personale, di “scaricare” i depositi lavorando da casa in modalità smartworking. A Torino non vi sarebbe sufficiente personale presso il Palagiustizia, anche in considerazione del numero di vertenze, sicché si è preferito vietare tout court i depositi. I tribunali più piccoli hanno, invece, minori difficoltà da questo punto di vista”.

 

“Le udienze civili – prosegue l’avvocato Reineri – non si terranno sino all’11 maggio prossimo (salvo quelle urgenti);

poi, almeno sino a fine giugno (ma potenzialmente anche oltre, fino alla fine della fase emergenziale), la gran parte delle udienze civili si terrà mediante scambio di note scritte (se si tratta di udienze che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori), oppure mediante collegamento da remoto tramite l’applicativo Microsoft Teams (se le udienze non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti).

 

La sospensione dei termini nel processo amministrativo si è, invece, già conclusa il 15 aprile scorso, salvo che per la notificazione dei ricorsi (per questi ultimi la sospensione vige sino al 3 maggio prossimo . Tuttavia, le udienze nei giudizi amministrativi sono sostituite (sino a fine giugno) da brevi note che gli avvocati possono depositare fino a due giorni prima dell’udienza (che non è partecipata dai legali e dalle parti nemmeno da remoto). In questa fase i giudici del TAR decidono le cause previo collegamento tra loro in videoconferenza. Quanto, invece, ai termini di tutti i procedimenti amministrativi (quali, per esempio, le istanze di accesso ai documenti amministrativi, le pratiche edilizie, …), sono sospesi sino al 15 maggio prossimo”.

 

“Non mi occupo – spiega l’avvocato Paolo Alberto Reineri – se non marginalmente, di diritto penale e non posso, pertanto, esprimermi in merito con sufficiente competenza; è in atto, tuttavia, un acceso dibattito relativamente alla possibilità che una consistente parte delle udienze penali si tenga mediante collegamenti da remoto. Tale possibilità è stata prevista, sino (per ora) al 30 giugno, dalla legge di conversione del decreto legge n. 18/2020 (che è stata approvata dal Parlamento il 24 aprile ma non è ancora entrata in vigore).

Per alcuni l’udienza penale tramite collegamento da remoto è, in questa fase, necessaria e, comunque, rappresenta un elemento di importante innovazione; per altri (tra questi, le Camere penali) determina la violazione di alcuni principi (oralità e immediatezza su tutti), può ledere la privacy e – soprattutto –  limita la piena esplicazione del diritto di difesa, che si esercita anche osservando appieno il comportamento in aula delle parti e dei testimoni.

 

Il timore è che l’avvocato difensore possa essere messo in un angolo – relegato in un “quadratino” di Skype o Microsoft Teams – anche quando sarà terminata l’emergenza.

Considerando che nei processi penali è in gioco la libertà delle persone, vanno a mio avviso attentamente valutati tutti i pericoli di una smaterializzazione del giudizio”.

 

“A proposito di questioni che lambiscono il penale – aggiunge l’avvocato Paolo Alberto Reineri – ho ricevuto, insieme all’avvocato Daniele Labbate, mandato difensivo da un cliente a cui è stato notificato a metà aprile un DASPO (divieto di accesso a manifestazioni sportive), con obbligo di firma presso l’ufficio di polizia in occasione degli incontri sportivi. Poiché, in tal caso, la legge prevede che la memoria difensiva al GIP vada depositata entro 48 ore dalla notifica del DASPO (ed il relativo termine non è sospeso), sono stato costretto ad incontrare in studio il cliente per la sottoscrizione della procura, con tutte le complicazioni del caso. Questo è avvenuto in relazione a fatti dell’ottobre scorso e, soprattutto, in un momento in cui le competizioni sportive sono tutte sospese; occorrerebbe, forse, più ragionevolezza anche nelle prassi applicative, per scongiurare rischi di contagio quando possono essere evitati.

In generale, il quadro è estremamente composito, e comunque in evoluzione. Vi è il rischio che i prossimi mesi siano particolarmente caotici e che la “macchina della giustizia”, già precedentemente difettosa, possa gravemente sbandare.

A maggior ragione, noi avvocati dovremo essere in grado di essere un punto di riferimento per i cittadini, tutelando al meglio i loro diritti in un momento così difficile per tutti”.

Mara Martellotta