|
|---|
|
|---|
|
|---|
|
|---|
L’azienda torinese, leader nel settore della sicurezza in manifestazioni pubbliche e grandi eventi, advisor per tutte le gare ciclistiche del Gruppo RCS.
Dopo Strade Bianche, la prima gara ciclistica post covid del calendario mondiale, prosegue con il Giro d’Italia la collaborazione fra GAe Engineering e lo staff Tecnico e la direzione di RCS Sport per permettere a questi eventi sportivi di svolgersi in condizioni di sicurezza anti Covid.
L’intervento di GAe, in coordinamento con tutti i soggetti coinvolti nella gara (RCS Sport, organizzatori, comitati locali, enti pubblici e forze dell’ordine) riguarda tutte le aree della PARTENZA e dell’ARRIVO, quindi l’accoglienza e la gestione in sicurezza di atleti, personale coinvolto nell’organizzazione e ospiti. Il percorso e il pubblico sono gestiti dalla presenza delle forze dell’ordine in apertura e chiusura del gruppo di atleti, e dai Comuni delle 21 tappe. Saranno gestiti i villaggi commerciali come aree mercatali in cui l’ingresso sarà contingentato al fine di garantire il distanziamento interpersonale tra i fruitori di tali spazi. Le aree Hospitality saranno aperte agli invitati all’interno del quale sono state predisposte misure anti covid come l’igienizzazione delle superfici e la distribuzione di food&beverage in mono porzioni. In concomitanza al grande evento del Giro d’Italia partirà anche il Giro E, gara ciclistica amatoriale, in cui i ciclisti utilizzeranno bici elettriche. Anche per questa manifestazione sono state predisposte misure atte a contenere la diffusione del virus.
«Attraverso strumenti di calcolo – spiega Giuseppe Gaspare Amaro – siamo in grado di simulare il tempo di accesso alle aree degli eventi ed il movimento dei flussi, per valutare il distanziamento sociale necessario a garantire la sicurezza delle persone, necessaria per arginare possibili contagi. I risultati consentono di visualizzare una proiezione dei movimenti “post covid” e definire il protocollo di comportamento individuale. Lo studio di questi flussi è stato utile riferimento per la pianificazione della sicurezza dell’evento”.
Qui Juve:
il Napoli non si è presentato e l’arbitro Doveri ha decretato la non regolarità della partita di stasera che sarebbe stata in programma contro la Juventus. Ora il direttore di gara trasmetterà gli atti al Giudice Sportivo, che decretarà il 3-0 a tavolino per i bianconeri ed un punto di penalizzazione in classifica per i partenopei, che presenteranno ricorso contro questa decisione.
Nei prossimi giorni vedremo cosa accadrà
Qui Toro:
Prosegue la preparazione dei granata approfittando della pausa per le gare delle nazionali.Nessuna novità dal mercato a poche ore della chiusura prevista lunedì sera alle 20.
Prima le uscite,almeno 5,poi 3 ingressi probabili..attaccante, trequartista e regista.
Il seme, la zolla il dirupo
Coprimi
la nuda ferita della trasmutazione
cruda
come il segno strappato
nell’inguine di una terra alla deriva.
CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17
28.261 PAZIENTI GUARITI E 385 IN VIA DI GUARIGIONE
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 28261 (+86 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3474 (+14) Alessandria, 1643 (+1) Asti, 891 (+2) Biella, 2754(+9) Cuneo, 2599 (+13) Novara, 14.339 (+30) Torino, 1340 (+16) Vercelli, 1025 (+1) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 196 (+0) provenienti da altre regioni.
Altri 385sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.
I DECESSI SONO 4167
1 decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione,nessuno verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale rimane quindi 4167 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 683 Alessandria, 256 Asti, 209 Biella, 401Cuneo, 380 Novara, 1840 Torino, 225 Vercelli, 133 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Sono 36.183(+ 173 rispetto a ieri di cui 126 asintomatici. Dei 173 casi, 62 sono screening, 73 contatti di caso, 38 con indagine in corso. Ambito: 19 RSA, 20 scolastico, 134 popolazione generale. I casi importati sono 6 su 173 ) i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisi su base provinciale: 4428 Alessandria, 2014 Asti, 1189 Biella, 3574 Cuneo, 3442 Novara, 18.076 Torino, 1691 Vercelli, 1225 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 301 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 243 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 13 (+1 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 216 (+2 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 3141
I tamponi diagnostici finora processati sono 744.159 di cui 410.291 risultati negativi.
Si naviga a vista ovunque causa pandemia coronavirus: il calcio non fa eccezione. Giornata calcistica stravolta per le squadre Torinesi
Qui Toro:
Genoa-Toro rinviata causa positività totale di ben 22 componenti calciatori e staff della squadra rossoblù.I granata di Giampaolo avranno ora 2 settimane per assimilare meglio i dettami di gioco del nuovo tecnico,sfruttando anche la pausa per le nazionali.Mercato in fermento a 48 ore dalla chiusura:quasi fatta per gli arrivi del trequartista uruguagio Ramirez dalla Samp e dell’attaccante croato Kalinic dalla Atletico Madrid.Prosegue la contestazione al presidente del Toro Cairo,non solo sui social amo anche all’esterno degli stadi Grande Torino e Filadelfia,con esposizione di striscioni eloquenti contro il suo operato in 15 anni di presidenza.
Qui Juve:
l’ASL di Napoli ha impedito la partenza per Torino,causa 2 calciatori del Napoli positivi al covid 19 e focolaio coronavirus e così la squadra partenopea
sarà impossibilitata a scendere in campo stasera nel big match serale contro la Juve.La squadra bianconera si presenterà regolarmente in campo,come comandato dalla lega calcio:
probabile quindi la vittoria per 3a0 a tavolino per la formazione torinese.Vedremo come si evolverà la situazione in giornata.
A fronte mercato bianconero grandi problemi a cedere Kedira e Douglas Costa per spazio all’acquisto dell’attaccante viola Federico Chiesa.
Certo che questo campionato non è partito,al momento,sotto la protezione di una stella fortunata.
Chiesto lo stato di emergenza insieme alla Liguria per gli enormi danni al territorio. In 24 ore la pioggia caduta ha superato il record storico dal 1958. Domenica sopralluogo del Presidente della Regione in alcune delle aree colpite
3 ottobre – Il duro bilancio della calamità che nelle scorse ore ha colpito il Piemonte è di una vittima e un disperso.
Il Presidente della Regione Alberto Cirio , a nome di tutto il territorio, si stringe alla famiglia di Samuel Pregnolato, il giovane di 36 anni, residente a Quarona, il cui corpo è stato recuperato sul greto del fiume Sesia a Borgosesia, in provincia di Vercelli. La sua auto è finita nel fiume venerdì notte. Il fratello di anni 21 che era con lui si è salvato aggrappandosi ad alcuni rami.
Proseguono in queste ore le ricerche del margaro caduto con la sua auto in un torrente in provincia di Cuneo.
Sono per fortuna vivi e stanno bene, invece, gli altri 21 dispersi sul Col di Tenda (19 italiani e 2 tedeschi) rimasti bloccati a Vievola, sul fronte francese. È in corso il loro recupero da parte di Vigili del fuoco, Guardia di Finanza e Soccorso alpino.
L’evento alluvionale che ha colpito il Piemonte è stato caratterizzato da precipitazioni eccezionali su gran parte del territorio regionale, con punte di 630 mm a Sambughetto (VB), 610 mm a Piedicavallo (BI) e 580 mm a Limone Piemonte (CN) in 24 ore. Il valore di pioggia giornaliera ragguagliato sull’intera regione ha superato il record storico della serie dal 1958.
Le piogge intense e concentrate hanno prodotto estese e diffuse esondazioni dei corsi d’acqua, erosioni spondali ed in alcuni casi il crollo di ponti. Sui versanti attivazioni di diffuse frane, colate di fango e trasporto di materiale che hanno causato danni a infrastrutture viarie e centri abitati.
Il Presidente della Regione Piemonte, insieme al Governatore ligure Toti ha firmato una lettera congiunta trasmessa al Governo per chiedere lo stato d’emergenza.
Domani mattina il Presidente della Regione Piemonte sarà in sopralluogo in alcune delle aree colpite.
Nel pomeriggio, in frazione Terranova di Casale Monferrato, sono state evacuate 55 persone per l’esondazione del Sesia e sono ora ospitate al Palafiera di Casale.
Per alcune ore è stata interrotta l’autostrada Torino-Milano, ora riaperta, mentre rimane chiusa la Torino-Aosta, tra Scarmagno e Quincinetto.
Per ora permane l’allerta arancione sulle aree interessate dai corsi d’acqua principali dove è atteso il transito dell’onda di piena che potrà dar luogo a locali allagamenti e per l’incremento dei livelli del Lago Maggiore. Le aree interessate sono: nel cuneese in Valle Tanaro, Belbo e Bormida, nel novarese e verbano lungo il fiume Toce, e nella pianura settentrionale.
Confermata l’allerta gialla nel torinese.
Rovesci e isolati temporali sono attesi stasera e nella giornata di domani e considerando le precipitazioni antecedenti viene mantenuta la condizione di rischio per fenomeni franosi sul settore settentrionale.
La situazione della viabilità risulta critica a causa della chiusura di alcuni ponti e strade provinciali.
Si consiglia ove possibile di evitare di viaggiare ed attendere che la situazione generale torni ad uno stato di normalità, in caso di necessità si invita a contattare preventivamente le Provincie e le Prefetture di zona e di usare la massima cautela nell’attraversamento dei ponti e delle strade colpite dal maltempo.
Sono stati attivati circa 80 Centri Operativi Comunali (COC) ed oltre 700 volontari sono in attività su tutto il territorio piemontese.
Prosegue la modalità H24 della Sala Operativa della Protezione Civile di corso Marche 79 a Torino aperta dalle ore 08.00 di ieri.
Sono oltre 365mila i cittadini della provincia di Torino (otto milioni in Italia) che hanno attivato il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) tramite Poste Italiane, scegliendo un’unica modalità di autenticazione per accedere ai servizi delle diverse amministrazioni. Il servizio di digitale SPID, infatti, permette a tutti i cittadini di accedere ai siti della pubblica amministrazione e ai servizi dei fornitori che hanno aderito a SPID.
Poste Italiane è tra gli Identity Provider che forniscono agli italiani l’identità digitale SPID. 8 identità digitali su 10 sono state attivate attraverso i canali messi a disposizione da Poste Italiane. Il mese di luglio, in particolare, ha fatto registrare un record per Poste Italiane, che ha attivato oltre 1 milione di identità digitali SPID, di cui 46mila in provincia di Torino, confermando il ruolo primario dell’Azienda nel processo di digitalizzazione del Paese.
Le previsioni per il futuro sono di continua crescita, perché, in coerenza con le indicazioni del Decreto Semplificazioni, aumentano le amministrazioni che si stanno attivando per il passaggio a SPID.
Attivare SPID tramite Poste Italiane è molto semplice, ciascun cittadino potrà recarsi presso uno dei 420 Uffici Postali presenti tra Torino e provincia ed effettuare gratuitamente l’operazione allo sportello. Alla fine del processo l’operatore rilascerà una scheda di sintesi con i dati del cliente e le istruzioni per il completamento dell’operazione on line entro 10 giorni dalla registrazione. Per rendere la pratica in Ufficio Postale ancora più veloce, è anche possibile effettuare una registrazione preliminare comodamente da casa sul sito posteid.poste.it e completare la procedura successivamente presso la sede di Poste Italiane più vicina. I cittadini in possesso di un passaporto o di una carta d’identità elettronica, inoltre, possono richiedere SPID comodamente da casa tramite l’app PosteID.
Per poter accedere agli uffici postali, inoltre, Poste Italiane ricorda che è possibile prenotare il proprio turno sia attraverso la App dedicata Ufficio Postale sia tramite Whatsapp al numero 3715003715.
Accordo raggiunto all’Assessorato regionale alla Sanità del Piemonte anche con i sindacati della Dirigenza (medici e dirigenti) sulle risorse aggiuntive per il personale sanitario impegnato in prima linea nell’emergenza coronavirus covid-19 in Piemonte.
Complessivamente, il bonus vale 13.847.115 euro, vale a dire il 25 per cento delle risorse stanziate dalla Regione (36 milioni di euro) e dallo Stato (18 milioni di euro). Gli altri 41 milioni sono già stati distribuiti al personale del Comparto (infermieri, operatori socio assistenziali, tecnici amministrativi), che rappresenta in realtà l’80 per cento del totale del personale.
I compensi e le indennità correlati alle particolari condizioni di lavoro previsti dal contratto, compresi eventuali compensi per lavoro straordinario, relativi al periodo marzo – aprile 2020 e correlati all’emergenza Covid-19, saranno prioritariamente corrisposti ai Dirigenti dell’Area Sanità con la retribuzione del mese di novembre.
Le restanti risorse saranno destinate all’attribuzione, ai dirigenti dell’Area Sanità e dell’Area PTA, di una quota aggiuntiva di retribuzione di risultato, da riproporzionare in base alle giornate di effettiva presenza in Azienda, relative al periodo marzo – aprile 2020:
– Fascia 1 – dirigenti dell’Area Sanità direttamente impegnati nell’emergenza Covid-19: max € 2.000;
– Fascia 2 – restanti dirigenti dell’Area Sanità, non rientranti nella fascia 1, in ragione del supporto garantito nell’emergenza COVID-19: max € 1.000;
– Fascia 3 – dirigenti dell’Area PTA, in ragione del supporto garantito nell’emergenza COVID-19: max € 500.
Tale quota aggiuntiva di retribuzione di risultato si intende al lordo delle ritenute previdenziali e fiscali, nonché comprensiva di oneri riflessi e Irap.
L’accordo comprende, infine, disposizioni aggiuntive fornite alle Asl sulle guardie notturne di libera professione, con indicazioni di tariffe e modalità di elevazione delle indennità di pronta disponibilità e di turno notturno.
Come dicevamo, ad “ammortizzare” la perdita di posti di lavoro ci penserà l’economia sommersa. Gli ultimi dati disponibili ci dicono che in Italia ci sono oltre 3,3 milioni di occupati in nero e il 38% del totale è presente nelle regioni del Sud. Questo esercito di “invisibili” ogni giorno si reca nei campi, nei cantieri edili, nelle fabbriche o nelle case degli italiani per prestare la propria attività lavorativa. Pur essendo sconosciuti all’Inps, all’Inail e al fisco, gli effetti economici negativi che originano questi soggetti sono “devastanti”. Essi, infatti, producono 78,7 miliardi di euro di valore aggiunto sommerso.
«Il quadro che si prospetta è disarmante – spiega Marco Contemi, fondatore di Applavoro.it -. Per contrastare il lavoro nero, il primo passo da fare è sicuramente quello di riuscire a colmare la tantissime offerte occupazionali che restano insoddisfatte. È in netta crescita, infatti, la difficoltà di reperimento per artigiani e operai specializzati delle lavorazioni alimentari (3.680 assunzioni, nel 43,7% dei casi difficili da reperire, +7 punti su settembre 2019) o degli artigiani e operai specializzati delle costruzioni e nel mantenimento di strutture edili (13.190 entrate, il 29,6% difficili da reperire, +4 punti) e degli artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (11.870 entrate, 49,9% la difficoltà di reperimento, +7 punti). Con un tasso di disoccupazione così alto e con delle previsioni così catastrofiche è davvero inaccettabile che ci siano migliaia e migliaia di posizioni lavorative che non vengono ricoperte. Questo porta anche enormi svantaggi alla produttività delle aziende. Un ruolo importante possono giocarlo anche le scuole: già dalle scuole medie gli insegnanti dovrebbero investire più energie per scovare le attitudini e i talenti dei singoli studenti per indirizzarli così verso i corsi di studio più appropriati, così da migliorare l’affinità tra le capacità degli alunni e i titoli di studio. Questo fattore diventa ancora più importante quando le attitudini degli studeni combaciano con le mansioni attualmente più richieste e dove scarseggia la forza lavoro».
«Con troppe tasse, un sistema burocratico e normativo eccessivamente oppressivo e tanta disoccupazione – segnala il segretario della Cgia Renato Mason – l’economia irregolare ha trovato un habitat ideale per diffondersi, soprattutto in alcune aree del Paese. Inoltre, chi opera completamente o parzialmente in nero fa concorrenza sleale, altera i più elementari princìpi di democrazia economica nei confronti di chi lavora alla luce del sole ed è costretto a pagare le imposte e i contributi fino all’ultimo centesimo. Anche per questo è necessario che l’esercizio abusivo delle professioni artigianali vada contrastato e perseguito».
L’Ufficio studi della Cgia ha stimato come si ripartiscono a livello regionale i 78,7 miliardi di euro di valore aggiunto in nero all’anno prodotto da questi lavoratori abusivi. A livello territoriale la situazione più critica si presenta nel Mezzogiorno. A fronte di poco più di 1.253.000 occupati irregolari (pari al 38 per cento del totale nazionale), nel Sud il valore aggiunto generato dall’economia sommersa è pari a 26,8 miliardi di euro, che corrisponde al 34 per cento del dato nazionale. La realtà meno investita dal fenomeno è il Nordest: il valore aggiunto prodotto dal sommerso è pari a 14,8 miliardi di euro. Come si è detto, a rimetterci non sono solo le casse dell’erario e dell’Inps, ma anche le tantissime attività produttive e dei servizi, le imprese artigianali e quelle commerciali che, spesso, subiscono la concorrenza sleale di questi soggetti.
I lavoratori in nero, infatti, non essendo sottoposti ai contributi previdenziali, a quelli assicurativi e a quelli fiscali consentono alle imprese dove prestano servizio – o a loro stessi, se operano sul mercato come falsi lavoratori autonomi – di beneficiare di un costo del lavoro molto inferiore e, conseguentemente, di praticare un prezzo finale del prodotto/servizio molto contenuto. Condizioni, ovviamente, che chi rispetta le disposizioni previste dalla legge non è in grado di offrire.
Inoltre, non vanno nemmeno sottovalutate le condizioni lavorative a cui sono sottoposti gli irregolari: spesso a queste persone vengono negate le più elementari tutele previste dalla legge in materia di sicurezza nei luoghi in cui operano e in queste condizioni lavorative, gli incidenti e le malattie professionali rischiano di essere molto più frequenti.
Oltre 3,3 milioni di lavoratori irregolari, dicevamo, costituiti prevalentemente da lavoratori dipendenti che per una parte della giornata fanno il secondo/terzo lavoro, da cassaintegrati o pensionati che arrotondano le magre entrate o da disoccupati che in attesa di rientrare nel mercato del lavoro sopravvivono grazie ai proventi riconducibili a un’attività irregolare.
A livello territoriale sono le regioni del Mezzogiorno ad essere maggiormente interessate dall’abusivismo e dal lavoro nero. Secondo l’ ultima stima redatta dell’Istat e relativa al 1° gennaio 2018, in Calabria il tasso di irregolarità è pari al 21,6% (136.400 irregolari), in Campania al 19,8% (370.900 lavoratori in nero), in Sicilia al 19,4% (296.300), in Puglia al 16,6% (229.200) e nel Lazio al 15,9% (428.200). La media nazionale è pari al 13,1%.
«Non è un caso che il Mezzogiorno sia anche la parte d’Italia meno digitalizzata, anche dal punto di vista lavorativo – conclude Contemi -. Le istituzioni competenti, in questo caso i Centri per l’impiego, probabilmente dovrebbero spingere maggiormente i loro iscritti a utilizzare canali digitali, per aumentare la loro visibilità on line, e raggiungere più facilmente le aziende. Sul portale www.applavoro.it