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Centri per l’impiego, arrivano i rinforzi per sostenere l’occupazione

L’assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino ha incontrato i 48 nuovi assunti dall’Agenzia Piemonte Lavoro, ai quali se ne aggiungeranno, entro fine 2021, altri 340. L’obiettivo è quello di creare le condizioni per favorire nuova occupazione puntando su politiche attive, formazione e orientamento, intercettando le esigenze delle imprese e favorendo l’incrocio fra domanda e offerta di lavoro.

Investire sempre di più sul ruolo dell’Agenzia Piemonte Lavoro e sui Centri per l’impiego piemontesi, rafforzandoli, rinnovandoli e rendendoli davvero efficienti e in grado di dare un supporto concreto ai cittadini in cerca di occupazione. Lasciandosi definitivamente alle spalle l’immagine di «ultima spiaggia», con pochissime possibilità di reale utilità, che si era sedimentata negli anni.
È con questo spirito che l’assessore regionale al Lavoro si è recata presso la sede dell’Agenzia Piemonte Lavoro in via Avogadro, a Torino, per incontrare, insieme al direttore dell’Agenzia, i primi 48 nuovi assunti che andranno a rafforzare l’Ente e i Centri per l’impiego piemontesi.

Si tratta della prima tranche di assunzioni: da qui a fine anno è infatti previsto l’arrivo, complessivamente, di 188 persone e, nel 2021 di altre 200. Una buona notizia dal duplice valore: sia perché si vengono a creare circa 400 posti di lavoro in due anni, ma soprattutto perché le nuove risorse contribuiranno a rendere sempre più efficienti i Centri per l’impiego, in un particolare momento storico in cui l’incrocio fra richiesta e domanda di lavoro è più che mai fondamentale e strategico per aiutare chi è in cerca di occupazione.

Rivolgendosi ai nuovi assunti l’assessore regionale al Lavoro ha sottolineato “la grande responsabilità che il loro ruolo comporterà, auspicando che i Centri per l’impiego diventino davvero un punto di riferimento per tutte le persone in cerca di un lavoro, riuscendo a creare sbocchi concreti e a mettere in connessione gli aspiranti occupati con le esigenze delle imprese“. L’esponente della giunta regionale ha ricordato che, nonostante il periodo di crisi, non mancano aziende che non riescono a reperire sul mercato le professionalità di cui hanno bisogno. “Ecco perché – ha ricordato ancora l’assessore – diventa fondamentale puntare sulle politiche attive, su una formazione sempre più mirata e puntuale, sull’orientamento e sulla capacità di guidare le persone in cerca di occupazione in un percorso che possa terminare con il raggiungimento dell’obiettivo“.

Grande soddisfazione per l’avvio del piano di potenziamento del personale che porterà all’Agenzia Piemonte Lavoro e ai Centri per l’impiego della Regione importanti risorse è stata espressa anche dal direttore dell’Agenzia. Il direttore ha sottolineato che Apl intende approcciarsi all’autunno con un consolidamento della propria azione nella direzione dell’incrocio domanda e offerta, potenziando e migliorando i servizi pubblici per il lavoro della Regione che ora potranno avvalersi di un organico, che consentirà di supportare l’attuale personale e di avviare una massiccia attività di matching e marketing territoriale.

Menu stellato per la cena al 35° piano in total white

Il 3 settembre la cena di compleanno per festeggiare il successo dei primi dodici mesi del ristorante torinese guidato da chef Marco Sacco. Musica, intrattenimento, dress code total white e un menù stellato per brindare all’anno trascorso e mandare un augurio di ripartenza a tutta la Città

Giovedì 3 settembre Piano35, il ristorante torinese situato nel rooftop del grattacielo Intesa Sanpaolo, festeggerà il suo primo compleanno: una serata in cui si celebrerà al tempo stesso la passione per l’alta cucina e il successo della formula inaugurata lo scorso anno che vede la piena collaborazione tra i tre ingredienti fondamentali di Piano35: la bellissima sala ristorante a 150 metri d’altezza, il lounge bar con la sua vista unica su Torino e l’elegante spazio eventi a disposizione dei clienti per momenti conviviali privati o eventi pubblici.

La regia della serata vedrà infatti in continua sinergia i luoghi del sistema gastronomico del grattacielo Intesa Sanpaolo. Dalla terrazza dello spazio eventi, dove verrà servito l’aperitivo di benvenuto, si diffonderà l’intrattenimento musicale di dj Bird, artista affermato a livello internazionale attivo fra Nord Italia, Francia e Svizzera che accompagnerà la serata insieme alla simpatia travolgente di Luigi Orfeo, attore della compagnia dei Fools, personaggio artistico fra i più amati del panorama torinese. Per la cena, servita nella panoramica sala ristorante, lo chef Marco Sacco, già patron del ristorante due stelle Michelin il Piccolo Lago a Verbania, ha elaborato uno speciale menù che, attraverso il gusto e la raffinatezza delle sue creazioni più celebri, racconterà l’ultraventennale esperienza della famiglia Sacco, proponendo alcuni dei piatti che hanno segnato la carriera dello chef piemontese, dal preziosissimo Lingotto del Mergozzo, capolavoro di complessità e minimalismo, al trionfo di sapori sprigionato dalla Carbonara au Koque. Per l’occasione, in abbinamento a ogni portata gli spumanti Metodo Classico Trento DOC di casa Altemasi, una delle firme più prestigiose fra le aziende produttrici di bollicine in montagna. Si tornerà infine nella splendida terrazza del 36° piano per il taglio della torta di compleanno, momento finale che coinvolgerà anche i clienti del lounge bar per un brindisi tutti insieme.

In cucina, così come nella vita di tutti i giorni – commenta chef Sacco – ci sono annate che rappresentano una vera a propria sfida per chi è chiamato a viverle: complesse, combattute e, mai come quest’anno, imprevedibili. Ma attraverso passione, ispirazione e maestria è

possibile compiere anche le imprese più audaci. Festeggiare il primo anno di attività in una stagione difficile come quella 2020 è una precisa scelta di speranza e tenacia. Vogliamo lavorare concretamente per dare a Torino e a tutti i suoi abitanti un futuro carico di ottimismo e responsabilità”.

Una festa per deliziare i palati e dare un segnale di forza e ripartenza al settore dell’enogastronomia e a tutta la rete di aziende, imprenditori e produttori che lo compongono. L’evento sarà anche l’occasione per godere della splendida vista su Torino immersi in un colpo di colore davvero suggestivo: il dress code, per un vero e proprio tuffo fra le nuvole, sarà rigorosamente total white.

La sinergia con la Cantina Altemasi inizierà già da mercoledì 2 settembre presso il lounge bar di Piano35. Nel locale gestito dal giovane talento della mixology Simone Sacco, sarà infatti possibile degustare calici Altemasi con possibilità di food pairing dai due menù del lounge, lo “Street Food” più informale e semplice, o “Pescando dal gourmet” il nuovo menù che propone anche ai clienti del 37° piano alcuni piatti del ristorante Piano35.

Allego il comunicato stampa completo, il menù della serata e alcuni scatti dei momenti più significativi del primo anno di Piano35.
 
Costo €120 a persona. Per prenotare il proprio tavolo per l’evento del 3 settembre (fino ad esaurimento posti) chiamare lo 0114387800, rivolgersi all’indirizzo e-mail info@piano35.com, oppure utilizzare la piattaforma TheFork 
Instagram Piano35_torino

Verso la fine i lavori sulla Rotonda del Lingotto

Riapertura della viabilità come da programma per il prossimo 18 settembre

Proseguono a ritmo battente i lavori di realizzazione della viabilità interrata che sono a servizio anche della futura Sede Unica della Regione. Dopo la chiusura del 16 maggio scorso e la posa della cupola in acciaio la più grande in Europa nello scorso mese di luglio, siamo alla fase finale dei lavori. Proprio in queste ore si sta procedendo alla posa dei pannelli fono assorbenti. Inoltre si è provveduto al getto della copertura della seconda rotatoria per una superfice totale di 1500 mq con uno spessore di poco superiore al metro (1,10m.) e un volume totale di 1650 mc.

Per realizzare quest’ultima parte del lavoro sono intervenute 165 betoniere a ritmo continuo per più di dieci ore, un ulteriore dimostrazione della grandezza di un’opera che non uguali. L’illuminazione e la segnaletica stradale saranno gli ultimi interventi programmati prima del via libera, come programmato per il prossimo 18 settembre come da programma. La rotonda sarà percorribile sia a livello interrato (piano stradale del Sottopasso Giambone) sia a livello superficiale (livello Oval-polo Fieristico Lingotto).

 

Tram linea 4: deviazione per lavori ai binari in corso Unione Sovietica

Gtt Informa Da lunedì 31 agosto a mercoledì 25 novembre 2020 per lavori alla sede tranviaria di corso Unione Sovietica nel tratto tra piazzale Caio Mario e via Pernati di Momo, la linea 4 seguirà i seguenti percorsi:

  • Direzione  Falchera: da corso Unione Sovietica deviata in piazzale Caio Mario, corso Tazzoli, corso Unione Sovietica, corso Agnelli, corso Tazzoli, corso Unione Sovietica, percorso normale.
  • Direzione Torino: da corso Unione Sovietica angolo corso Tazzoli deviata in corso Tazzoli, corso Agnelli, piazzale Caio Mario, corso Unione Sovietica, percorso normale.

Retromarcia di Appendino sulla nuova Ztl. Esultano Lega e Pd

La Giunta comunale ha ufficialmente messo la parola fine  alla nuova Ztl ‘Torino Centro Aperto’, che prevedeva un  ticket d’ingresso.

La delibera approvata  afferma “l’insussistenza delle condizioni per procedere alla positiva valutazione di fattibilità” della proposta di project financing elaborata dalla società Municipia. La motivazione è data dalle mutate condizioni per l’emergenza Covid19 che hanno cambiato “i presupposti della proposta dei privati”.  Dunque  l’Amministrazione comunale ritiene di “non poter più procedere alla valutazione della fattibilità della proposta, né a prendere in considerazione una nuova proposta che si basi su una diversa modalità di accesso alla Ztl”.  Per il capogruppo Pd Stefano Lo Russo la sindaca abbandona ‘Torino Centro Aperto’ con la scusa della pandemia, “ma la realtà è che si sono accorti dopo anni che il progetto era sbagliato e dannoso”. Il capogruppo della Lega, Fabrizio Ricca, dice che si tratta di “una vittoria della Lega ma anche dei tanti commercianti che si sono battuti” contro la proposta. Il commissario cittadino di Forza Italia Marco Fontana: “Insomma, dai pentastellati  la solita cortina fumogena per attribuire a qualcun altro una propria sconfitta”.

Coronavirus: 42 contagi, nessuna vittima e fermi a 7 i ricoveri in terapia intensiva

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30

 

26.846 PAZIENTI GUARITI E 467 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 26.846 (+12 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3369 (+7) Alessandria, 1606 (+0) Asti, 848 (+0) Biella, 2556 (+1) Cuneo, 2.400 (+0) Novara, 13.763 (+4) Torino, 1137 (+0) Vercelli, 986 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 181 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 467 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI RIMANGONO 4146

Nessun decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione.

Il totale rimane quindi di 4146 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 681 Alessandria, 256 Asti, 208 Biella, 399 Cuneo, 373 Novara, 1834 Torino, 223 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 32.923 (+ 42 rispetto a ieri, di cui 24 asintomatici. Dei 42 casi, 13 screening, 22 contatti di caso, 7 con indagine in corso. I casi importati sono 19 su 42), i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisi su base provinciale: 4177 Alessandria, 1919 Asti, 1076 Biella, 3114 Cuneo, 3012 Novara, 16.417 Torino, 1558 Vercelli, 1185 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 285 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 180 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono (come ieri ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 92 (- 6rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 1365

I tamponi diagnostici finora processati sono 591.905, di cui 330.273 risultati negativi.

Corsi di recupero: si torna in classe

Al via anche a Torino in numerose scuole superiori, da questa mattina i corsi di recupero per gli studenti che, lo scorso anno scolastico, non hanno raggiunto la sufficienza in alcune materie.

Trascorsi diversi mesi di didattica a distanza per il lockdown gli allievi sono tornati in classe.

I primi tra loro a tornare sui banchi sono stati circa 500 studenti dell’Istituto Amedeo Avogadro.

Molta emozione tra insegnanti e allievi, tutti alle prese con le regole del distanziamento.

L’esperto: “L’albero che ha ucciso le sorelline era malato”

Pierfrancesco Malandrino, dottore forestale e arboricoltore, ha spiegato all’agenzia Agi che l’albero caduto sulla tenda delle bambine torinesi nel campeggio in Toscana “non era sano”

Dice l’esperto: “quel pioppo non vegetava al meglio e con ogni probabilità  un occhio attento si sarebbe accorto dello stato della pianta, che era mal curata”. E aggiunge: “E’ probabile che la chioma sia  stata duramente capitozzata: di conseguenza l’apparato radicale era danneggiato, come  si vede gia’ dalle foto. I  danni non risparmiavano nemmeno il colletto”(l’area che consente di resistere alla pressione del terreno circostante ed è il punto fino al quale le piante devono essere interrate, altrimenti rischiano di morire.

La rassegna dei libri più letti del mese

Ecco una piccola rassegna dedicata ai titoli che maggiormente hanno interessato i lettori iscritti al gruppo di Facebook Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri nel mese di agosto.

Primo posto per l’intenso Fiore di roccia, di Ilaria Tuti (Longanesi), racconto “al femminile” ambientato durante la Grande Guerra; segue l’interessante dibattito sulla saga scritta da Natasha Salomons, I Goldbaum (Neri Pozza); terza posizione per Cinque donne e un arancino, leggero racconto di Catena Fiorello (Giunti).

 

Il sondaggio del mese ha incoronato l’investigatore più amato dai lettori ma la sfida è stata davvero appassionante, così come il dibattito che ne è seguito: se volete saperne di più, potete leggere l’articolo QUI 

Nel mese di agosto ricorreva l’anniversario della nascita di Ray Bradbury, geniale e profondo cantore di un’America ormai scomparsa e autore del celeberrimo Fahrenheit 451, pietra miliare della fantascienza e fulgido esempio di quella che oggi chiamiamo narrativa distopica.

Per conoscere meglio questo grande scrittore, oltre al succitato Fahrenheit 451, noi proponiamo la lettura del classico L’estate incantata e del meno noto, ma inquietante, Il popolo dell’autunno, più volte citato da King come fonte d’ispirazione per il suo It.

 

Per il mese di agosto, la libreria LA CONFRATERNITA DELL’UVA di  Bologna ha scelto per i nostri lettori: L’estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniels (Atlantide Edizioni), un libro di una giovane autrice statunitense che ha già il respiro di un nuovo classico americano; Dal tuo terrazzo si vede casa mia di Elvis Malaj (Racconti Edizioni). Il nuovo corso della produzione letteraria italiana è lasciare che anche gli italiani di seconda generazione possano raccontarsi: in questo romanzo troverete una linfa, una rabbia e una vitalità inedita; La confraternita dell’uva di John Fante (Einaudi), un titolo che è anche un omaggio e una strizzatina d’occhio al nome della libreria!

Per rimanere sempre aggiornati sul mondo dei libri e delle letteratura venite a trovarci sul nostro sito ufficiale e scoprite ogni settimana i consigli letterari del nostro canale Youtube!

A presto e buone letture!

 

redazione@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

Maschere e mascherine

Nell’epoca post Covid, a ridosso dei mesi di lockdown, la mascherina è diventata uno strumento  entrato prepotentemente nella vita quotidiana e nelle nuove forme di socialità con cui ci si è andati pian piano confrontando. Una società in cui, sin da subito, dapprima per fronteggiare l’emergenza della pandemia da Coronavirus, è stato imposto un distanziamento definito dal governo (quasi per un lapsus freudiano) di tipo “sociale”, laddove sarebbe stato più appropriato l’uso dell’aggettivo “fisico”.

Ma se di mascherine si continua a parlare, nell’ambito anche della divisione del pubblico tra detrattori e sostenitori, questo termine riporta, necessariamente, per metafora, alla mente il mondo teatrale. Anche se la distanza tra i due contesti e le motivazioni per cui si usano le mascherine per la prevenzione da Covid 19 e quelle teatrali parrebbe abissale  (e probabilmente lo è), il concetto di maschera rimanda a due elementi. Il primo è lo strumento che un individuo sceglie per far emergere un’identità diversa e separata dalla propria, il secondo è quel ruolo, anche sociale, che egli indossa e che, talvolta, viene ad oscurare e limitare la sua reale personalità individuale.

In fondo di fronte allo svilupparsi, in tutto il suo impeto, nella primavera appena trascorsa, della pandemia da Coronavirus, secondo me, sono cadute tante maschere dai volti delle persone e sono state indossate, al loro posto, tante mascherine. Nei mesi di lockdown e di sviluppo del massimo contagio, non era difficile, infatti, uscendo di casa per quelle poche essenziali azioni consentite ( la spesa alimentare, l’acquisto di farmaci o la visita ad un genitore o congiunto malato, il lavoro), imbattersi in volti dai cui occhi emergeva paura mista a smarrimento.

Chissà che cosa avrebbe scritto, durante o dopo questi mesi di lockdown, se fosse stato ancora vivo, Luigi Pirandello, uno dei più geniali scrittori italiani, che ha avuto l’intuizione di comprendere l’esistenza e comunicare, attraverso la sua opera, la presenza della “maschera” nell’uomo del Novecento. L’uomo pirandelliano accetta, infatti, la maschera che lui stesso si è imposto e con cui gli altri tendono ad identificarlo. Se nella poetica pirandelliana soltanto un tipo di individuo riesce a liberarsi dalla maschera, anzi, dalle maschere che il prossimo gli attribuisce, egli è  il ‘folle’.

In fondo proprio Pirandello ci insegna, in una delle sue opere più straordinarie, il romanzo intitolato “Uno, nessuno e centomila” che l’uomo, soltanto accettando di volta in volta tutte le maschere che è  costretto ad indossare, può riuscire a salvarsi ed evitare di cadere nella crisi dell’Io. Allora, non sarà poi così grande sacrificio accettare, nella società odierna, in questa epoca post Covid, di indossare una mascherina, a patto che questa non rappresenti un innalzamento di una barriera e di rifiuto dell’altro, ma sia un gesto di responsabilità etica e di salvaguardia verso se stessi e gli altri. Non ne risulterà compromessa propria personalità,  anche perché gli occhi, il vero specchio dell’anima, rimarranno sempre ben visibili e risalteranno ancora di più.

Mara Martellotta