Ne hanno parlato, all’interno del palinsesto “Edizione Digitale- L’agricoltura al Centro” condotto da Simona Riccio, Gianluca Cornelio Meglio e Stefano Cavaglia’, rispettivamente Direttore Generale del CAAT e presidente di APGO
Agricoltura e food possono e devono essere al centro dell’attenzione del grande pubblico anche servendosi dell’ausilio dello strumento digitale.
Una dimostrazione, in epoca post Covid, è rappresentata proprio dal palinsesto dal titolo “Edizione Digitale-L’agricoltura al Centro”, che annovera lintervento di diversi Operatori chiamati a discernere sul peperone di Carmagnola in occasione della 71esima edizione della Fiera nazionale del Peperone di Carmagnola.
A condurre questo palinsesto è la Social Media Manager Simona Riccio, che ha dialogato, lunedì 31 agosto scorso, con il Direttore generale del CAAT – Gianluca Cornelio Meglio – e il Presidente di A.P.G.O. FedagroMercati Torino ( Associazione Piemontese Grossisti Ortoflorofrutticoli ) – Stefano Cavaglia’.
“I Centri Agroalimentari – spiega il Direttore generale Gianluca Cornelio Meglio – rappresentano un’evoluzione dei vecchi mercati ortofrutticoli sia dal punto di vista delle gamme merceologiche trattate che dei servizi al loro interno erogati. Questa evoluzione non si traduce solo in un adeguamento strutturale, bensì attiene anche allaspettoculturale; in tal senso, il Grossista di oggi è un operatore più sensibile rispetto alle specificità delle produzioni locali e più attento rispetto alle esigenze di un mercato profondamente mutato.
Il Centro Agroalimentare di Torino che il Direttore generale ricorda essere tra i primi tre mercati italiani – deve fungere da anello di congiunzione e cassa di risonanza per favorire la distribuzione delle eccellenze del territorio e con esse del made in Italy.
“Questo sarà il primo anno – aggiunge Cornelio Meglio – in cui il Centro Agroalimentare di Torino prenderà parte alla Fiera del Peperone di Carmagnola; ritengo questa partecipazione fondamentale, in quanto coerente con tutta una serie di iniziative funzionali a far conoscere sempre di più il Centro Agroalimentare di Torino e il ruolo strategico che lo stesso ricopre allinterno della filieraagroalimentare”
“La partecipazione a questo palinsesto digitale – prosegue Gianluca Cornelio Meglio – consentirà di testimoniare il ruolo centrale e strategico ricoperto dal CAAT nellambitodel segmento B2B allinterno della filiera agroalimentarecon un focus su quella che è la produzione del territorio con le sue eccellenze.
“Affinchè gli attori allinterno della filiera agroalimentare prosegue Gianluca Cornelio Meglio possano esprimere al meglio le proprie potenzialità occorre che anche i diversi soggetti istituzionali coinvolti nel processo concorrano ad ottimizzare talune pratiche amministrative; mi riferisco, inparticolare, allattività di esportazione di prodotti ortofrutticoli in ambito extra UE realtà cresciuta nellultimo periodo allinterno del Centro – che richiede particolari adempimenti da parte degli Organi di Controllo preposti.
Talvolta le pratiche funzionali al rilascio delle relative attestazioni, da parte dei soggetti alluopo autorizzati, non si conciliano con i rigidi tempi dettati dagli slot aeroportuali e dalla deperibilità di un prodotto che richiede celerità per conservarne freschezza e qualità; in tal senso è auspicabile un intervento di semplificazione di talune pratiche burocratiche.
Anche il Presidente del CAAT Marco Lazzarino ha espresso viva soddisfazione per la partecipazione del CAAT alla 71esima Fiera di Carmagnola, sottolineando lo stretto rapporto che intercorre tra il Centro Agroalimentare di Torino, i produttori locali e le eccellenze presenti sul territorio, quale è il peperone di Carmagnola.
“Una delle funzioni fondamentali del CAAT – spiega il suo Presidente Marco Lazzarino – è, d‘altronde, quella di promuovere la commercializzazione dei prodotti locali e proprio il peperone rappresenta uno degli esempi più significativi delle eccellenze locali. Gli organizzatori della Fiera di Carmagnola hanno, inoltre, dimostrato la capacità di riformulare, in un tempo piuttosto breve, il format della manifestazione annuale, adattandolo alle esigenze dell’epoca post Covid e garantendone la massima sicurezza, pur senza compromettere la magia, legata ad unprodotto come il peperone“.
“La partecipazione quale Presidente dell’A.P.G.O.Fedagromercati Torino (Associazione Piemontese Grossisti Ortoflorofrutticoli) alla Fiera del Peperone di Carmagnola – spiega Stefano Cavaglià – risponde al nuovo ruolo che proprio i grossisti sono chiamati ad assumerequale snodo essenziale per la filiera ortofrutticola del nostro Paese, promuovendo la visibilità dei propri prodottinei confronti dei clienti, nonchè permettendo di sottolinearne loperato ad un evento di rilevante impatto mediatico e che gode di risalto nel territorio piemontese e a livello nazionale.
Il cambiamento del mercato e la sua globalizzazione, impongono al Grossista, da un lato, di puntare su un prodotto di elevata qualità, stringendo relazioni con le produzioni, proprio al fine di meglio valorizzare quanto il nostro territorio è in grado di offrire e, dallaltro, implementare i Servizi, per riuscire a raggiungere anche quelle quote di Mercato ad oggi inesplorate. Il peperone di Carmagnola rappresenta uno dei numerosi prodotti tipici del nostro territorio che, attraverso gli Operatori Grossisti, raggiungono lampio bacino dutenza del Centro Agro Alimentare che comprende, oltre al Piemonte, la Valle dAosta, buona parte della Liguria e diversi mercati della Francia subalpina“.
“Questo obiettivo prosegue Stefano Cavaglià si persegue sia attraverso un ampliamento della gamma merceologica offerta allinterno del Centro, sia attraverso lattivazione di servizi ad elevato valore aggiunto quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il confezionamento, la lavorazione, il deposito a temperatura controllata ed un moderno sistema di delivery rispondente alle esigenze dellattuale approccio distributivo.
Loccasione mi permette anche di ricordare il ruolo dei tanti Operatori Grossisti, le loro famiglie, i dipendenti, i facchini e tutti i collaboratori delle aziende, che, durante i mesi più bui dellemergenza sanitaria, con senso di responsabilità e sacrificio, pur legittimamente impauriti dal rischio di contagio, hanno continuato a svolgere il loro lavoro, garantendo alle famiglie piemontesi lapprovvigionamento di generi alimentari freschi, così significativi durante questo periodo, adattandosi, con sacrificio, alle misure stringenti adottate per il contenimento dellepidemia. Inoltre, in questa circostanza, i Grossisti del C.A.A.T. hanno mostrato, ancora una volta ed in modo incisivo, la loro sensibilità verso i concittadini in difficoltà, tramite costanti donazioni di frutta e verdura ad enti di vario genere. Tra i beneficiari di tali donazioni si annoverano il personale medico e paramedico di 5 ospedali dellarea metropolitana di Torino, il Fondo di solidarietà Covid-19, istituito dal Comune di Torino, diversi enti benefici e mense che si adoperano per offrire pasti ai senza fissa dimora e ai poveri.”
Mara Martellotta
Rom, Forzese (FdI): “Comune doppiogiochista”
“Apprendiamo con stupore che, dopo aver negato per quasi una settimana l’esistenza del problema, finalmente l’Amministrazione comunale si sia decisa ad intervenire per sgomberare il campo rom abusivo sorto dopo l’abbandono di via Germagnano.” Così Enrico Forzese di Fratelli d’Italia.
“Per primi, come Fratelli d’Italia, ci siamo recati sul posto per vedere la situazione con i nostri occhi ed ascoltare i residenti. L’Appendino aveva risposto alle sollecitazioni dell’opposizione sostenendo che, di fatto, ci fossero soltanto due roulotte abusive: ancora una volta ha mentito ai torinesi.” continua Forzese.
“Chiediamo chiarezza al Comune: quali misure saranno attuate per recuperare i 1000€ assegnati alle famiglie sgomberate in via Germagnano che non hanno rinunciato al nomadismo? Pretendiamo che quei soldi vengano recuperati coercitivamente, se necessario: si tratta di soldi e risorse dei torinesi che non possono esser buttate via nell’ennesimo regalo agli irregolari. Il Sindaco ci deve delle risposte e, per una volta, dovrà essere Chiara.” conclude Forzese.
COMMENTARII di Augusto Grandi / Il “modello Milano” va in crisi, distrutto dai disastri del governo degli Incapaci e dei loro seguaci locali. Ma nessuno guarda alle ricadute sui piccoli centri.
Se ne occupano solo gli architetti, assicura uno dei tg nazionali di servizio, ed è un pericolo enorme, considerando come hanno sconciato l’Italia. Ma gli altri? Liberi professionisti, imprenditori costretti a chiudere l’attività nelle grandi città, artigiani. Perché fermarsi a Milano, Torino, Roma, Napoli?
Se ne occupano gli architetti e nei loro occhi compare il simbolo dell’euro che gira vorticosamente. Sognano di riempire di nuove orrende costruzioni l’intera Penisola. Colate di cemento in campagna, nei borghi antichi, sulle coste, nelle vallate alpine…
… continua a leggere:
In memoria di Dalla Chiesa
Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani in occasione del 38° Anniversario dell’omicidio del generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa intende ricordare la sua statura morale, prezioso patrimonio di valori civili da trasmettere alle nuove generazioni.
Il 3 settembre del 1982 il prefetto di Palermo e generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa insieme alla sua seconda moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo perse la vita in uno dei più violenti agguati mafiosi del nostro Paese. L’auto dove viaggiavano le tre vittime, l’Autobianchi A112, fu dilaniata da una violenta scarica di trenta colpi di Kalashnikov AK47.
I killer scelsero, infatti, un’arma da guerra per mettere a tacere per sempre un coraggioso servitore dello Stato troppo scomodo per Cosa nostra, il quale si era inserito efficacemente nelle dinamiche della “Seconda guerra di mafia”, dove i corleonesi stavano massacrando tutti i nemici per avere il controllo totale della “zona”. Per Dalla Chiesa “l’arroganza mafiosa doveva cessare” e in tempi brevi. Al generale bastarono poco più di 100 giorni nella prefettura di Palermo per dar voce alla speranza dei palermitani onesti, speranza che durò pochissimo perché Cosa nostra attraverso i sicari di via Carini, “sette o otto di quelli terribili”, fece ripiombare i cittadini nell’orrore delle stragi e della violenza criminale.
Cosa nostra, che aveva già compiuto tanti crimini efferati uccidendo magistrati e politici, voleva chiudere il cerchio, degli uomini onesti e difensori della Legge, proprio con la morte di Dalla Chiesa inviato a Palermo all’indomani dell’omicidio del sindacalista Pio La Torre. E così, dopo Boris Giuliano, Piersanti Mattarella, Pio La Torre e ancora tante altre vittime, quella mattina a via Isidoro Carini la rappresaglia mafiosa fece tremare una volta ancora l’Italia. E la fece tremare nel momento in cui la nostra nazione stava sperando grazie alla figura del generale Dalla Chiesa, che aveva avviato il processo di disgregazione del fenomeno terroristico in Italia, di porre ormai fine alle stragi violentissime degli Anni di piombo.
Lo Stato italiano, dopo l’ingiusta morte di Dalla Chiesa, dovette fare i conti con l’amarissimo rimpianto di non avergli mai concesso i pieni poteri, che il generale chiedeva a gran voce, per combattere Cosa nostra. Quindi, il prefetto inviato in Sicilia per combattere la mafia dopo anni di lotta al Terrorismo conclusi con gli arresti dei vertici delle Brigate Rosse, fu ucciso prima di ottenere i poteri necessari per distruggere la malavita organizzata.
Sono passati 38 anni da allora, ed ogni volta che leggiamo l’ultima intervista rilasciata a Giorgio Bocca e apparsa su Repubblica il 10 agosto 1982, ci sentiamo investiti sempre di una grande responsabilità che è quella di mantenere viva la memoria di un grande uomo, di “un innovatore attento e lungimirante” come lo ha definito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di un difensore della giustizia, medaglia d’oro al valore civile, che di valori civili ha riempito il nostro Paese negli anni in cui Terrorismo e mafia lo deturpavano insieme e senza alcuna pietà. Il 3 settembre siamo chiamati tutti a ricordare perché è il giorno del ricordo.
Il CNDDU invita tutti a ricordare la figura straordinaria del generale Dalla Chiesa, soffermandosi sulle vicende che lo hanno trascinato alla morte, rileggendo o riguardando sul canale You tube le sue interviste, ne segnaliamo una in particolare rilasciata al giornalista Enzo Biagi.
Ci rivolgiamo poi in particolare ai colleghi docenti della scuola italiana affinché continuino a portare avanti tutte le iniziative finalizzate alla legalità e alla costruzione di una forte e autentica coscienza civile. Tra pochi giorni inizierà la scuola e tra tanti dubbi e difficoltà si fa strada, a passo deciso, l’educazione civica che diventerà ufficialmente una materia come tutte le altre.
Noi crediamo fortemente che commemorare uomini come Carlo Alberto Dalla Chiesa sia già fare educazione civica, perché significa parlare ai ragazzi del ruolo attivo dei cittadini e del modo di operare dello Stato. Dilatiamo, quindi, il tempo del ricordo e facciamo in modo di non arrivare, ogni anno, digiuni al 3 settembre. Educhiamo i nostri ragazzi al vivere civile e ai valori della legalità.
Prof.ssa Rosa Manco
CNDDU
Parole e musica in Monferrato
Sarà il Monferrato, sito Unesco, ad ospitare dal 1° settembre la quindicesima edizione di una rassegna di incontri, racconti e musica che è diventata da tempo un punto di riferimento ben oltre i propri confini.
È “PeM ! Parole e Musica in Monferrato”, la manifestazione piemontese che si snoderà tra San Salvatore, Lu-Cuccaro e Valenza e che anche quest’anno ha in serbo una serie appuntamenti di grande rilievo lungo il mese di settembre, tutti a ingresso gratuito.
Una edizione particolarmente importante questa, perché vuole essere, dopo la pandemia dei mesi scorsi, anche un segnale di rinascita per il Monferrato, una terra di grande suggestione, incastonata nella provincia di Alessandria, a un’ora da Torino, Milano e Genova.
Sette gli appuntamenti in programma, che confermano la vocazione della manifestazione a toccare mondi musicali e culturali diversi.
Parte consistente di “PeM!” è quella costituita da incontri con cantanti e cantautori che si raccontano accompagnati da una manciata di canzoni. Non concerti quindi, ma occasioni per scoprirli meglio al di là della musica. Quest’anno saranno: Motta, esponente di spicco della nuova scena rock, che presenterà il suo libro “Vivere la musica”, uscito per il Saggiatore (in programma il 1° settembre a San Salvatore), Enrico Ruggeri, punto fermo della miglior canzone d’autore italiana, recentemente anche apprezzato conduttore televisivo (il 13 settembre a Lu-Cuccaro alle ore 18) e Tosca, interprete di raffinatezza unica che l’ultimo Sanremo ha fortemente rilanciato (il 17 settembre a San Salvatore). Dal mondo musicale arrivano anche un personaggio di grande notorietà come Carlo Massarini, che porterà un volume prezioso, “Dear Mister Fantasy”, uscito per Rizzoli Lizard, che ripercorre parte della sua storia umana e professionale (il 16 settembre a Valenza), e Gildo Farinelli, storico fonico valenzano che festeggerà i suoi 70 anni con molti musicisti locali (il 24 settembre a Valenza).
“PeM!” però vuole come sempre anche scavalcare il confine strettamente musicale e quest’anno ricordare il centenario di Gianni Rodari con due appuntamenti: quello con Fabio Troiano, attore noto al pubblico sia televisivo che cinematografico in una serata in cui si racconterà e leggerà testi dello scrittore e pedagogista piemontese (il 18 settembre a San Salvatore), e la tradizionale passeggiata sulle colline, che quest’anno sarà in compagnia del poeta e paesologo Franco Arminio (il 27 settembre a San Salvatore).
“PeM ! Parole e Musica in Monferrato” si avvale della direzione artistica di Enrico Deregibus, coadiuvato da Riccardo Massola, ideatore della manifestazione nel 2007.
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito ma con prenotazione su www.pem2020.eventbrite.it (per info: 3240838829 dalle 10 alle 12 dal lunedì al venerdì oppure biglietteria@valenzateatro.it )
Tutti gli aggiornamenti su: www.facebook.com/PAROLEeMUSICAinMONFERRATO
La rassegna negli anni ha ospitato nomi come Nada, Diodato, Zen Circus, Luca Barbarossa, Irene Grandi, Roy Paci, Ex-Otago, Frankie hi nrg, Marina Rei, Giovanni Truppi e, in ambiti non musicali, Guido Catalano, Ernesto Ferrero, Rosetta Loy, Gianluigi Beccaria, Natalino Balasso, Guido Davico Bonino, Anita Caprioli.
PROGRAMMA
1 settembre, ore 21: incontro con Motta (San Salvatore Monferrato)
13 settembre, ore 18: incontro con Enrico Ruggeri (Lu-Cuccaro Monferrato)
16 settembre, ore 21: incontro con Carlo Massarini (Valenza)
17 settembre, ore 21: incontro con Tosca (San Salvatore Monferrato)
18 settembre, ore 21: Fabio Troiano legge Gianni Rodari (San Salvatore Monferrato)
24 settembre, ore 21: “La musica di Gildo” (Valenza)
27 settembre, ore 17: Passeggiata in collina con Franco Arminio (San Salvatore Monferrato)
PeM! è organizzato dai Comuni di San Salvatore Monferrato, Valenza, Lu-Cuccaro Monferrato
Grazie a Fondazione CRT e Fondazione CRA
Media Partner: RadioGold, Mei, Traks
Con il patrocinio di Provincia di Alessandria, Regione Piemonte, Associazione Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sito Unesco
Le schede degli appuntamenti e degli ospiti di PeM
MOTTA
“Vivere la musica”, specie se è rock
martedì 1 settembre – ore 21, Parco Torre, San Salvatore Monferrato
Cantautore e rocker fra i più importanti delle ultime leve, Motta ha da poco scritto un libro, “Vivere la musica” (Il Saggiatore), in cui racconta cosa spinge a voler diventare musicisti, che ostacoli si incontrano e in che modo affrontarli. Un libro in cui condivide, riavvolgendo il nastro della sua vita, storie e riflessioni. Di questo parlerà con Enrico Deregibus, ma anche del suo suono, unico in Italia, e delle sue canzoni, forti, ipnotiche, emblematiche. Che farà sentire voce e chitarra, nude come sono nate.
ENRICO RUGGERI
Il signore della canzone
domenica 13 settembre – ore 18, Via Colonnello Mazza, 1 (Località Cuccaro), Lu-Cuccaro Monferrato
Le canzoni scritte per sé (Il portiere di notte, Mistero, Polvere), quelle per altri (Il mare d’inverno, Quello che le donne non dicono), quelle di altri (Si può dare di più), il punk e la chanson. È un mondo pieno di sfaccettature quello di Enrico Ruggeri, che sarà intervistato da Enrico Deregibus e regalerà alcuni di quei brani, tasselli di un ormai lungo percorso. Dal 1972 e dalla sua prima band sino ad oggi, quando ha affiancato alla musica la conduzione televisiva. Cadute e rinascite, profondità e leggerezze, domande e risposte. Ad esempio: Contessa era dedicata a Renato Zero?
CARLO MASSARINI
Dear Mister Fantasy
mercoledì 16 settembre – ore 21, Arena Carducci, via Carducci 4, Valenza
Dai Rolling Stones al prog rock e ai primi grandi concerti in Italia, dalle voci della West Coast ai cantautori, attraverso il punk e la scena newyorkese. Carlo Massarini presenterà, con Enrico Deregibus e Riccardo Massola, un volume prezioso, “Dear Mister Fantasy” (Rizzoli Lizard), in cui ripercorre gli anni 70 e 80 con parole e fotografie, ricordi di un giornalista e vj che ha fatto storia portando in Rai, per primo e prima di Mtv, la “musica da vedere”. Una serata per raccontare il sogno di una generazione che, grazie al rock, si è aperta al resto del mondo.
TOSCA
La classe, la voce, l’anima
giovedì 17 settembre – ore 21, Parco Torre, San Salvatore Monferrato
Ascoltarla cantare è come entrare in un universo sospeso, piccolo e immenso, lontano dalla superficialità, dalle mode, dalla musica fatta a tavolino. Ed è stata ed è così la carriera di Tosca, fra tante collaborazioni, in Italia e all’estero, una vittoria insieme a Ron a Sanremo nel 1996, molto teatro e vari, mirati, dischi. Fino all’ultimo, “Morabeza”, e a “Ho amato tutto”, il brano che l’ha riportata a una popolarità che negli anni non ha mai anteposto ad una ricerca di qualità e di autenticità. Di questo e altro la cantante romana converserà con Enrico Deregibus, inframezzando alle parole una abbondante manciata di canzoni.
Ci vuole (sempre) un fiore
FABIO TROIANO legge Gianni Rodari
venerdì 18 settembre – ore 21, Parco Torre, San Salvatore Monferrato
A 100 anni dalla nascita, 50 dal Premio Andersen, 40 dalla morte, verrà ricordato il genio di Gianni Rodari. Lo faremo insieme all’attore Fabio Troiano (”Cado dalle nubi” al cinema, “RIS” in televisione), che leggerà pagine rodariane, all’editore Roberto Cicala e a Fabio Prevignano. Introdurrà Riccardo Massola. I ragazzi del coro del quarantesimo Campanone d’Argento eseguiranno il brano scritto da Gianni Rodari, musicato da Sergio Endrigo e arrangiato da Luis Bacalov “Ci vuole un fiore”. In collaborazione con Fondazione Carlo Palmisano e Biennale Junior di Letteratura per ragazzi.
GILDO FARINELLI
50 anni di musica a Valenza e dintorni
giovedì 24 settembre – ore 21, Arena Carducci, via Carducci 4, Valenza
Intervistato da Fabrizio Laddago e Luca Ficalbi di Radiogoldtv, Gildo Farinelli racconterà 50 anni “al servizio” della musica come fonico. Per una sera si esibiranno per lui: Andrea Amisano (Utopia), Jo Jo Giolo (Asilo Republic), I Mambo, Max Charlie Chiarlone (Anime in plexiglass), Lucio Milano (Amici del jazz Valenza) e il chitarrista Roberto Pasino. Un modo per sottolineare l’indispensabile contributo di tutti gli addetti ai lavori del settore musicale, un comparto economico di vitale importanza per il nostro Paese.
CAMMINATA POETICA RICORDANDO RODARI CON FRANCO ARMINIO e la COLTELLERIA EINSTEIN
domenica 27 settembre – partenza ore 17, Crossodromo Rizzetto Loc. Valdolenga, San Salvatore Monferrato
Camminata di circa 5 km, al tramonto, sulle colline del Monferrato accompagnati da Franco Arminio, poeta e “paesologo” che come sempre “porterà la poesia ai generosi”, e omaggerà la figura di Gianni Rodari. Letture a cura della Coltelleria Einstein. In collaborazione con la Biennale Junior di Letteratura per ragazzi
Laura Curino per la Salute delle Piante e la Responsabilità Sociale.
Nell’Anno Internazionale della Salute delle Piante Agroinnova, il Centro di Competenza per l’innovazione in campo agro-ambientale dell’Università di Torino, festeggia 18 anni di attività di ricerca, trasferimento tecnologico, formazione permanente, e comunicazione. I suoi ricercatori, improntati all’innovazione, hanno sempre lavorato per valorizzare e rendere più competitive le imprese del territorio piemontese e non solo, anche aiutandole a fare rete con imprese di altri paesi.
Non è un caso che il 15 settembre 2020, alle ore 21, presso il Centro Congressi Unione Industriale Torino (Via Fanti, 17 – Torino) andrà in scena la prima in Italia di ‘Partita Doppia – la responsabilità sociale in scena’, spettacolo di e con Laura Curino, distribuito dall’Associazione Culturale Muse.
Un dialogo immaginario e a più voci tra imprenditori che, in epoche e in situazioni geograficamente e culturalmente diverse, hanno cercato di coniugare la dimensione del profitto economico con la creazione di un benessere sociale e ambientale per tutti. Visionari e sognatori, impegnati con coraggio a creare una nuova dimensione dell’economia hanno anticipato una lettura del mercato oggi sempre più attuale.
Agroinnova prosegue l’azione di sensibilizzazione intorno a temi di sostenibilità, cambiamenti climatici, sicurezza alimentare. “In questo momento – precisa Angelo Garibaldi, Presidente del Centro – in cui tutti sono stati chiamati a continuare il proprio lavoro, ma con modalità differenti, Agroinnova conferma il proprio impegno per promuovere valori importanti per la salute di tutti, consapevole della necessità di guardare al futuro con occhio critico, in considerazione che la globalizzazione a tutto campo, i cambiamenti climatici e la scarsa attenzione per l’ambiente sono alla base di questa crisi che ha coinvolto tutti. D’altra parte, le crisi rappresentano sempre una grande opportunità per rivedere criticamente il passato per ripensare il futuro.”
Tra fine Ottocento e inizio Novecento nacquero personaggi che si confrontarono per la prima volta con i grandi numeri. Oggi stiamo affrontando forse la più grande sfida dall’inizio del nuovo millennio. “Partita Doppia” parla di responsabilità attraverso le parole di Einaudi, Ford, Olivetti, Duttweiler, Churchill, Machiavelli, Gandhi, Einstein, Mandela, Roosevelt e tanti altri “pionieri del fare”.
Un tema quanto mai attuale. “È un anno importante quello che stiamo vivendo – racconta Laura Curino, attrice e produttrice dello spettacolo – pieno di difficoltà, ma anche ricco di opportunità di riflessione. Le responsabilità verso gli altri, l’ambiente e le piante, diventano centrali. Conosco Agroinnova da anni e ne apprezzo lo spirito. So quanto la ricerca sia importante per il nostro futuro, sia in campo medico, sia in campo agro-alimentare. L’innovazione passa dalle imprese e dalle Università, le mette in relazione produttiva. Le Università devono sapere mettere le proprie competenze al servizio delle imprese. Le imprese devono sostenere le Università. Queste sono forme di responsabilità attiva. In questo momento particolare – in cui ci paiono precluse la festa e la gioia – è un vero piacere festeggiare la maggiore età del Centro con questo spettacolo.”
L’iniziativa si svolge nell’ambito del Festival Plant Health 2020, organizzato da Agroinnova (Centro di Competenza per l’Innovazione in campo agroambientale dell’Università di Torino), con il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino, Società Italiana di Patologia Vegetale, UNICEF Italia, Federazione Italiana Scienze della vita, International Plant Protection Convention, con il contributo di Iren e SMAT.
Agroinnova ha attivi un sito web (https://planthealth2020.di.unito.it/), una pagina Facebook (@lepiantealcentro) e un profilo Instagram (@lepiantealcentro) per raccontare storie, temi e attività con focus su “Le Piante, al Centro”.
Durante la serata saranno assicurate le norme di sicurezza e sarà necessario prestarsi ai controlli in ingresso muniti di mascherina di protezione. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti.
In attesa della Granfondo di Alassio
Il GS Alpi annuncia che domenica 18 ottobre 2020 si terrà la settima edizione della Granfondo Internazionale Alassio. La manifestazione, inizialmente prevista per il 15 marzo, è stata posticipata a causa del lockdown legato all’emergenza sanitaria Covid-19: ad oggi, il comitato organizzatore è già al lavoro per regalare a tutti i partecipanti un evento che si svolgerà nella massima sicurezza secondo i vigenti regolamenti anti contagio.
I due percorsi della Granfondo Internazionale Alassio saranno rispettivamente di 65 km e 106 km: entrambi avranno inizio da Corso Dante Alighieri e termineranno in cima al Santuario della Madonna della Guardia: un arrivo in salita a picco sul mare, dalla cui cima sarà poi possibile scendere fino a tornare al quartier generale di gara, dove si svolgeranno le premiazioni conclusive.
Come da tradizione per questa Granfondo, la pianura sarà davvero poca lungo il tracciato, anche perché un’altra ascesa molto impegnativa da affrontare sarà il Ginestro, famosa per tutti i ciclisti che scelgono la Liguria per i propri allenamenti.
Al fine di rispettare tutte le norme anti contagio, il GS Alpi ricorda a tutti i partecipanti che sarà necessario scaricare e compilare l’autocertificazione disponibile sul sito della Granfondo. Inoltre, è a disposizione per tutti il regolamento che sarà necessario seguire il giorno della gara, a questo link: https://www.granfondoalassio.it/images/DOCUMENTI-PDF/Regole-min.pdf
Fino al 13 settembre vi è la possibilità di partecipare a Granfondo Alassio al prezzo promozionale di 40 euro. Ulteriori informazioni sono disponibili su https://www.granfondoalassio.it
“Umano molto umano” Alla Casa De Rodis di Domodossola, dall’11 luglio al 20 ottobre, in memoria dei volti e delle vite segnati dalla pandemia
Cristallizzato in un intenso scatto del fotografo leccese Andrea Frazzetta, il suo volto, con quegli occhioni increduli aperti sul vuoto e tutto il suo carico d’angosce e ferite tracciate nell’anima e nella carne al termine dell’impari guerra quotidiana, si é guadagnato nell’aprile scorso la copertina del “New York Times Magazine”.
Quello di Monica Falocchi, capoinfermiera della Terapia intensiva agli “Spedali di Brescia” è sicuramente uno dei volti simbolo che hanno segnato la drammatica emergenza sanitaria dei mesi scorsi. A lei è ispirato anche “Ritratto di un ritratto (COVID-19, Brescia)”, olio e smalto su tela realizzato dalla pittrice milanese Barbara Nahmad (docente di Tecniche e Tecnologia della Pittura all’Accademia di Brera e opere in varie collezioni e sedi museali italiane) con cui si apre la mostra “Umano molto umano”, dedicata al tema del “ritratto” ed ospitata fino al 20 ottobre in “Casa De Rodis”, il palazzetto di origine medioevale – un tempo dimora della famiglia De Rodis di antica nobiltà antigoriana – affacciato sulla piazza del Mercato al civico 8, nel centro storico di Domodossola.
Progetto di “Casa Testori” a cura di Giuseppe Frangi, la rassegna nasce su proposta e supporto della locale “Collezione Poscio”, nata dall’“appassionata incompetenza” (ironico titolo del catalogo della Collezione) dell’imprenditore edile Alessandro Poscio, scomparso nel 2013, “complice” la moglie Paola, che nell’arco di cinquant’anni ha saputo mettere insieme un’importante, prestigiosa raccolta di opere (pittura, disegno e scultura) datate fra fine Ottocento e Novecento. Spunto da cui partire, i drammatici mesi segnati dall’epidemia del Coronavirus.
“Mesi durante i quali – sottolineano gli organizzatori – siamo stati tutti profondamente segnati dai volti di coloro che erano in prima linea negli ospedali e nelle terapie intensive. Immagini che ripropongono il senso del fare un ‘ritratto’: che non è semplice restituzione delle sembianze di una persona, ma esplorazione e disvelamento di una condizione umana”. “È una coscienza” che la mostra si propone di riscoprire attraverso la presentazione di 13 grandi ritratti dall’inizio del ‘900 ai giorni nostri, proposti per 13 settimane in sequenza – come un palinsesto teatrale – nella grande vetrina di “Casa De Rodis”. Ogni sabato si assisterà al rito di “apparizione” di un nuovo volto, secondo un preciso calendario: i visitatori e i passanti saranno invitati ad esplorare e ad approfondire il singolo ritratto grazie a un testo su pannello che, oltre ai dati storici, offrirà una lettura in profondità dell’opera.
L’esposizione può dunque definirsi una vera e propria mostra “sulla piazza” con quei 13 ritratti che si affacceranno, naturalmente in riproduzione, dalle finestre dell’antico palazzetto sulla centralissima piazza Mercato di Domodossola. Secondo questo calendario:
11 – 17 luglio: Barbara Nahmad, “Ritratto di un ritratto (COVID-19, Brescia)”
18 – 24 luglio: Ottone Rosai, “Ritratto di Ottavio Fanfani”, 1946
25 – 31 luglio: Beppe Devalle, “Ritratto di Jo”, 2010
1 – 7 agosto: Giovanni Testori, “Ritratto di vecchia”, 1977
8 – 14 agosto: Filippo De Pisis, “Garçon de Boulevards”, 1928
15 – 21 agosto: Carlo Fornara, “Ritratto della sorella Marietta davanti alla chiesa del lazzaretto a Prestinone”, 1896
22 – 28 agosto: Aldo Mondino, “Ritratto”, 1987 (Coll. Privata, Milano)
29 agosto – 4 settembre: Giosetta Fioroni, “Liberty in gabbia”, 1969
5 – 11 settembre: Mario Schifano, “Ritratto di Boccioni”, 1985
12 – 18 settembre: Renato Guttuso, “Ritratto di Mario Alicata”, 1940
19 – 25 settembre: Gianfranco Ferroni, “Autoritratto”, 1946
26 settembre – 2 ottobre: Matteo Fato, “Ritratto di Charles Duke” (Moon1972)2019
3 – 11 ottobre: Umberto Boccioni, “Ritratto della madre”, 1911/12
Per info: tel. 347/7140135 o mostre@collezioneposcio.it
Gianni Milani
Nelle foto
– Barbara Nahmad: “Ritratto di un ritratto (COVID – 19, Brescia)
– Renato Guttuso: “Ritratto di Mario Alicata”, 1940
– Umberto Boccioni: “Ritratto della madre”, 1911-12
– Ottone Rosai: “Ritratto di Ottavio Fanfani”, 1946
– Filippo De Pisis: “Garcon de Boulevards”, 1928
L’assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino ha incontrato i 48 nuovi assunti dall’Agenzia Piemonte Lavoro, ai quali se ne aggiungeranno, entro fine 2021, altri 340. L’obiettivo è quello di creare le condizioni per favorire nuova occupazione puntando su politiche attive, formazione e orientamento, intercettando le esigenze delle imprese e favorendo l’incrocio fra domanda e offerta di lavoro.
Investire sempre di più sul ruolo dell’Agenzia Piemonte Lavoro e sui Centri per l’impiego piemontesi, rafforzandoli, rinnovandoli e rendendoli davvero efficienti e in grado di dare un supporto concreto ai cittadini in cerca di occupazione. Lasciandosi definitivamente alle spalle l’immagine di «ultima spiaggia», con pochissime possibilità di reale utilità, che si era sedimentata negli anni.
È con questo spirito che l’assessore regionale al Lavoro si è recata presso la sede dell’Agenzia Piemonte Lavoro in via Avogadro, a Torino, per incontrare, insieme al direttore dell’Agenzia, i primi 48 nuovi assunti che andranno a rafforzare l’Ente e i Centri per l’impiego piemontesi.
Si tratta della prima tranche di assunzioni: da qui a fine anno è infatti previsto l’arrivo, complessivamente, di 188 persone e, nel 2021 di altre 200. Una buona notizia dal duplice valore: sia perché si vengono a creare circa 400 posti di lavoro in due anni, ma soprattutto perché le nuove risorse contribuiranno a rendere sempre più efficienti i Centri per l’impiego, in un particolare momento storico in cui l’incrocio fra richiesta e domanda di lavoro è più che mai fondamentale e strategico per aiutare chi è in cerca di occupazione.
Rivolgendosi ai nuovi assunti l’assessore regionale al Lavoro ha sottolineato “la grande responsabilità che il loro ruolo comporterà, auspicando che i Centri per l’impiego diventino davvero un punto di riferimento per tutte le persone in cerca di un lavoro, riuscendo a creare sbocchi concreti e a mettere in connessione gli aspiranti occupati con le esigenze delle imprese“. L’esponente della giunta regionale ha ricordato che, nonostante il periodo di crisi, non mancano aziende che non riescono a reperire sul mercato le professionalità di cui hanno bisogno. “Ecco perché – ha ricordato ancora l’assessore – diventa fondamentale puntare sulle politiche attive, su una formazione sempre più mirata e puntuale, sull’orientamento e sulla capacità di guidare le persone in cerca di occupazione in un percorso che possa terminare con il raggiungimento dell’obiettivo“.
Grande soddisfazione per l’avvio del piano di potenziamento del personale che porterà all’Agenzia Piemonte Lavoro e ai Centri per l’impiego della Regione importanti risorse è stata espressa anche dal direttore dell’Agenzia. Il direttore ha sottolineato che Apl intende approcciarsi all’autunno con un consolidamento della propria azione nella direzione dell’incrocio domanda e offerta, potenziando e migliorando i servizi pubblici per il lavoro della Regione che ora potranno avvalersi di un organico, che consentirà di supportare l’attuale personale e di avviare una massiccia attività di matching e marketing territoriale.