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Il Piemonte apre in anticipo gli asili nido

Asili nido, micro nidi, sezioni primavera, centri di custodia oraria e nidi familiari potranno riaprire lunedì prossimo, in anticipo rispetto alle altre Regioni. La soddisfazione del Presidente della Regione e dell’Assessore regionale all’Istruzione.

 
La data è confermata. La firma dell’ordinanza del Presidente della Regione Piemonte ha sancito ufficialmente la riapertura dei servizi destinati all’infanzia, fissata lunedì prossimo, 31 agosto.

Un risultato che porta il Piemonte tre le prime Regioni che riapriranno i servizi per l’infanzia, per quanto riguarda la fascia di età 0-3 anni.

Asili nido, micro nidi, sezioni primavera, centri di custodia oraria e nidi familiari potranno quindi ripartire con l’attività ordinaria a partire da lunedì.

Per il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e per l’Assessore regionale all’Istruzione Elena Chiorino si tratta di un risultato molto importante, frutto di un lungo percorso finalizzato a riaprire il prima possibile, venendo così incontro alle esigenze delle famiglie, dei bambini e di tutti i lavoratori del comparto.Tutti soggetti che sono stati costretti, dall’emergenza coronavirus, a subire immensi disagi, sia di natura economica che personale.

Per tale ragione la Regione ha voluto, compatibilmente con le direttive nazionali, anticipare il più possibile la data di riapertura dei servizi 0-3 anni, confidando che questa scelta sia davvero il primo passo per un ritorno alla normalità ordinata e nella più rigorosa sicurezza.

In attesa del Giro il “Trofeo senza fine” esposto da Biraghi

 

Il negozio Biraghi ospita il “Trofeo Senza Fine”

 

Dal 28 al 30 agosto torinesi e turisti potranno ammirare il celebre trofeo esposto nel punto vendita torinese dell’azienda, fornitore ufficiale del grande evento sportivo

In attesa della partenza ufficiale del Giro d’Italia 2020, venerdì 28 agosto il “Trofeo Senza Fine” arriva a Torino, in piazza San Carlo, dove sarà ospitato nel negozio Biraghi, azienda piemontese tra le più importanti realtà italiane della trasformazione casearia e per la prima volta fornitore ufficiale del grande evento sportivo. La famosa spirale in rame placcato oro, su cui sono riportati i nomi di tutti i vincitori del Giro d’Italia, rimarrà in esposizione sotto l’elegante porticato fino a domenica 30 agosto, per dare anche a torinesi e turisti la possibilità di scattare una foto-ricordo con la celebre coppa e condividerla sui social network con l’hashtag #biraghinisnack.

 

Dopo il lungo stop a causa dell’emergenza Covid, riparte il conto alla rovescia verso la 103ª edizione della corsa ciclistica più amata dagli appassionati delle due ruote, che prenderà il via il prossimo 3 ottobre da Monreale per concludersi in piazza Duomo a Milano il 25 ottobre. In tutte le 21 tappe Biraghi sarà al fianco dei corridori e presente all’interno dei villaggi di partenza con il proprio Truck brandizzato, nel quale si potranno acquistare i Biraghini Snack ad un prezzo promozionale e dove saranno distribuiti omaggi e buoni sconto.

 

«Nonostante Torino non sia inclusa nel percorso del Giro d’Italia, siamo orgogliosi di essere riusciti a portare anche qui il Trofeo Senza Fine che racconta una lunga storia di passione, uomini straordinari e imprese sportive e che, quest’anno ancor di più, è il simbolo di un Paese in ripartenza – dichiara Claudio Testa, Direttore Marketing e Strategie Commerciali –. Il sostegno al Giro d’Italia come fornitori ufficiali è la conferma dell’impegno di Biraghi, da sempre vicino al mondo dello sport, a farsi portavoce di uno stile di vita sano e più consapevole, caratterizzato da una corretta e bilanciata alimentazione».

 

Dal 4 settembre al 25 ottobre, inoltre, le vetrine del punto vendita Biraghi saranno impreziosite da alcuni cimeli storici originali, di inestimabile valore per il pubblico del Giro d’Italia, concessi per l’occasione dal Museo dei Campionissimi di Novi Ligure. Tra questi, si potranno ammirare la Maglia rosa conquistata da due leggende come Fausto Coppi e Marco Pantani, rispettivamente nel 1949 e nel 1998, la bici da corsa del “Pirata” nel 1998 e la copia di “Lo sport illustrato” del 10 luglio 1952 che ritrae lo scambio di borraccia tra “l’Airone” e Gino Bartali, istantanea diventata icona della sportività e del rispetto reciproco che ha animato i due storici rivali.

Tre anni di Ogr. Un mese di eventi nel segno del futuro

· Davide Dattoli (TAG) e Christian Greco (Museo Egizio) i primi due ospiti di OGR Public Program

· Per la prima volta il grande pubblico entrerà nell’area OGR Tech, il laboratorio del futuro

· Incontri gratuiti previa prenotazione dal 3 settembre sul sito www.ogrtorino.it

Le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino compiono tre anni nel segno del futuro: dal 10 settembre si apre un mese di eventi per tutti, che culmineranno con il lungo weekend del 10 ottobre, con l’evento Continuum che proporrà, nell’area OGR Cult, mostre, musica, performance artistiche, visite guidate, dibattiti e attività didattiche.

LE OGR TORINO COMPIONO TRE ANNI: DAL 10 SETTEMBRE AL 10 OTTOBRE UN MESE DI EVENTI NEL SEGNO DEL FUTURO

Prendono il via, infatti, i primi quattro appuntamenti post estivi di OGR Public Program, il progetto di formazione gratuito messo in campo dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT per far incontrare il grande pubblico con personalità di fama nazionale e internazionale per delineare nuovi orizzonti possibili per la società e il pianeta nell’era post Covid su tematiche di estrema attualità quali le competenze digitali, la rinascita, la cura del pianeta e delle relazioni sociali, i cambiamenti climatici e ambientali. Per la prima volta le persone di ogni età potranno entrare negli spazi delle OGR Tech, il luogo dove startupper, innovatori e grandi aziende progettano ogni giorno il futuro in campo scientifico, tecnologico, industriale in settori d’eccellenza come Big Data, intelligenza artificiale, blockchain, gaming, smart mobility.

 

Davide Dattoli (CoFounder e CEO di Talent Garden) e Christian Greco (Direttore del Museo Egizio di Torino) saranno gli ospiti dei primi due incontri, giovedì 10 settembre (ore 18.30) e venerdì 18 settembre (ore 18.30), con focus rispettivamente sul coworking e sulla “Uhem mesut”, ossia la morte non come fine ma come nuovo inizio nell’Antico Egitto.

 

Il Public Program proseguirà lunedì 21 settembre (ore 18.30) con la rassegna dal titolo profetico “La cura del mondo”, dell’Associazione Doppiozero di Marco Belpoliti, che proporrà un intervento fortemente evocativo di Gabriella Caramore sul tempo ultimo della vita, mentre giovedì 24 settembre (ore 18.30) per l’Associazione CentroScienza Elisa Palazzi e Marco Ferrari racconteranno come il clima stia cambiando in montagna molto più rapidamente che altrove, con forti ricadute sull’intero ecosistema.

 

Sempre a settembre ripartirà anche OGR YOU, il progetto di formazione promosso dalla Fondazione per l’Arte CRT dedicato ai giovani tra i 18 e i 21 anni. Curato dal celebre gallerista torinese Guido Costa in collaborazione con il giovane curatore ucraino Sergey Kantsedal, il progetto si intitola NOVA CONVENTION e si configura come un esperimento di educazione alla complessità della cultura: 15 ragazzi selezionati tramite open call a inizio anno, si ritroveranno una volta al mese nella nuova Aula didattica delle OGR per confrontarsi su temi diversi con personalità illustri in diversi campi. Al termine del corso, ad ogni partecipante sarà riconosciuta una borsa di studio del valore di 500 euro.

 

“I progetti OGR Public Program e OGR YOU sono nati con lo scopo di offrire specifiche occasioni di formazione, apprendimento e approfondimento per tutto il pubblico OGR, insieme a iniziative specifiche pensate anche per un audience più giovane; un terreno comune su cui potersi confrontare, imparare dal passato e guardare al futuro, in perfetta armonia con l’essenza stessa delle OGR – dichiarano Fulvio Gianaria e Massimo Lapucci, rispettivamente Presidente e Direttore Generale delle OGR – Ed è proprio dal pubblico e dalla formazione che le OGR sono pronte a riprendere in presenza un dialogo che è sempre proseguito grazie a una proposta digitale di contenuti: ripartiamo a settembre con una programmazione di incontri dal vivo per la prima volta in OGR Tech, il luogo in cui quotidianamente si progetta il futuro, con focus su temi molto attuali, come le competenze digitali, la rinascita, le relazioni sociali, la cura dell’ambiente. Un mese di appuntamenti che ci avvicineranno al week end del 10 ottobre, quando sarà possibile ritrovarsi anche negli spazi di OGR Cult per continuare a vivere, tutti insieme, l’arte e la cultura”.

Tutti gli incontri di OGR Public Program sono gratuiti previa prenotazione disponibile sul sito www.ogrtorino.it a partire dal 3 settembre 2020
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Nubifragi e tombini intasati

“Sono circa 160 mila le caditoie, gli scoli dell’acqua lungo la viabilità cittadina ed alcune di esse non riescono ad assorbire tutta l’acqua piovana e questo avviene perché probabilmente sono intasate e mal pulite da chi preposto alla manutenzione ordinaria delle stesse, inoltre essendo le precipitazioni intense presumibilmente l’insufficiente dimensionamento della rete fognaria non è in grado di sopportare la pressione dell’acqua.

La rimozione del fogliame è di competenza dell’Amiat mentre Smat si occupa dello spurgo e della disostruzione delle camerette di raccordo, del rifacimento delle griglie o della ricostruzione delle condotte di drenaggio. Da informazioni della Smat nel 2018 sono stati effettuati 16 mila interventi e nel 2019 20 mila. Smat interviene grazie ad una attività programmata di manutenzione, oppure su segnalazione di cittadini, uffici circoscrizionali o vigili urbani”.

E’ quanto afferma il  Capogruppo di Sicurezza e legalità Raffaele Petrarulo che ha depositato un’interpellanza in Comune “per sapere se sia possibile monitorare tutti i punti critici della città, chiedere assistenza ai tecnici per verificare la corretta funzionalità delle caditoie, se sia possibile chiedere almeno una volta all’anno la pulizia di tutte le caditoie, se intendano attivarsi al fine di richiedere la costruzione di un collettore mediano che servirebbe tra l’altro  ad assorbire grossi volumi di acqua piovana”

Nuovi voli da Caselle per Sardegna e Romania

Blue Air annuncia due nuove destinazioni da Torino. In vendita i voli per Bucarest e Olbia per volare da marzo 2021.

 Crescono le operazioni di Blue Air dalla base di Torino a partire da marzo 2021. Bucarest e Olbia le due nuove destinazioni che si aggiungono al network.

Blue Air aumenta la propria offerta di voli nazionali e internazionali da Torino: a partire da marzo 2021 si aggiungono le due nuove rotte per Bucarest e Olbia al network della compagnia aerea.

I nuovi voli sono già in vendita sul sito web del vettore www.flyblueair.com.

Saranno 4 le frequenze settimanali del volo per Bucarest (lunedì, mercoledì, venerdì e sabato) e 2 le frequenze a settimana del collegamento per Olbia (martedì e venerdì).

Blue Air conferma per la prossima stagione estiva anche i nuovi voli da Torino per Bari e Cagliari, recentemente annunciati, che prendono il via il 7 settembre 2020.

Per l’estate 2021 l’offerta di voli nazionali e internazionali di Blue Air da Torino comprende così 10 rotte, di cui 8 nazionali (oltre alla new entry Olbia dal 31 marzo 2021, anche Alghero, Bari, Cagliari, Catania, Napoli, Lamezia Terme e Trapani) e 2 internazionali (la novità Bucarest dal 29 marzo 2021 e Bacau).

–          Torino – Alghero 3 voli settimanali

–          Torino – Bari 5 voli settimanali (DAL 7 SETTEMBRE 2020)

–          Torino – Cagliari 4 voli settimanali (DAL 7 SETTEMBRE 2020)

–          Torino – Catania 12 voli settimanali

–          Torino-Lamezia Terme 7 voli settimanali

–          Torino – Napoli 3 voli settimanali

–          Torino – Olbia 2 voli settimanali (NUOVA ROTTA)

–          Torino – Trapani 2 voli settimanali

–          Torino – Bacau 4 voli settimanali

–          Torino – Bucarest 4 voli settimanali (NUOVA ROTTA)

“Siamo molto soddisfatti degli ulteriori investimenti fatti da Blue Air sulla base di Torino. I biglietti per le destinazioni che si aggiungono a partire dalla stagione estiva 2021 sono già disponibili: questo aspetto rappresenta un valore aggiunto per i passeggeri di Torino Airport, che ora dispongono di un più ampio ventaglio di offerta per volare verso il Sud Italia e la Romania. Poter prenotare e programmare il proprio viaggio con anticipo consente infatti ai viaggiatori di godere così di tariffe molto convenienti” ha dichiarato Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport.

“Siamo lieti di annunciare il lancio del nostro programma estivo 2021 dalla base di Torino, che è stato progettato per soddisfare il crescente interesse dei nostri clienti verso le destinazioni più popolari del Sud Italia. Ci impegniamo a fornire la migliore offerta di voli economici e un network attraente in Italia, oltre a un numero maggiore di voli diretti dalla Romania all’Italia. Ringraziamo i nostri clienti per la costante fiducia nel volare con Blue Air e continuiamo a sviluppare la nostra rete e i nostri servizi, per fornire la migliore esperienza ai passeggeri e le tariffe più basse per le loro destinazioni preferite” ha commentato Krassimir Tanev, Chief Commercial Officer di Blue Air.

Coronavirus, i nuovi contagi sono novanta

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17.00

 

26.763 PAZIENTI GUARITI E 493 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 26.763 (+73) rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3344 (+16) Alessandria, 1602 (+3) Asti, 848 (+0) Biella, 2548 (+13) Cuneo, 2390 (+3) Novara, 13.738 (+31) Torino, 1128 (+6) Vercelli, 985 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 180 (+1) provenienti da altre regioni.

Altri 493 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI RIMANGONO 4145

Nessun decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione, (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è quindi di 4145 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 681 Alessandria, 256 Asti, 208 Biella, 399 Cuneo, 373 Novara, 1834 Torino, 222 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 32.784 (+ 90) rispetto a ieri, di cui 59 asintomatici. Dei 90 casi, 24 screening, 54 contatti di caso, 12 con indagine in corso. I casi importati sono 24 su 90, i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisi su base provinciale: 4166 Alessandria, 1916 Asti, 1075 Biella,3094 Cuneo, 3001 Novara, 16.365 Torino, 1526 Vercelli, 1179 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 284 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 178 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 5(1 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 81 (-rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 1297

I tamponi diagnostici finora processati sono 582.786 di cui 324.539risultati negativi.

Ciclista investito in piazza Statuto

L’autista dell’autocarro Nissan che proveniva da via Cibrario, svoltando a destra in piazza Statuto ha investito un ciclista, che stava attraversando su un attraversamento ciclopedonale.

Il ciclista è stato subito soccorso dall’autista e poi dai sanitari che lo hanno trasportato all’ospedale Maria Vittoria.

“ Quell’incrocio è troppo pericoloso, il comune dovrebbe mettere un semaforo, si sono già verificati troppi incidenti, speriamo la prossima volta non ci scappi il morto” dichiara Lorenzo Ciravegna del Comitato Torino BCPS.

L’aperitivo che ci piace

MANGIARE CHIARO / Ormai si parla sempre più di “sano stile di vita”, associato ad una sana alimentazione e a del movimento costante. Ed è in effetti fondamentale per mantenersi quanto più possibile in salute e ridurre il rischio di insorgenza di patologie cronico-degenerative.

Ma è altrettanto importante evitare di sfociare nell’ossessione dell’healthy a tutti i costi, con il rischio di privarsi di tasselli fondamentali di quello stesso sano stile di vita che tanto si va ricercando. Tasselli come la convivialità, ad esempio.

E diciamocelo, soprattutto in estate, quanto fa star bene un aperitivo in relax con gli amici?

Forse dovrei dirvi che l’assunzione di alcol dovrebbe essere pari a zero, dato che è classificato come sicuramente cancerogeno (classe 1) dall’IARC, ma siamo onesti: ogni tanto uno spritz in compagnia è indiscussa fonte di gioia. Quindi no, non sono qui per consigliarvi di ordinare un estratto di verdura al prossimo aperitivo che avete in programma.
Ci tengo tuttavia a darvi qualche dritta, perché di fronte ad una bottiglia di rosso e ad un tagliere è davvero facile fare il pieno di calorie.

Drink →  1 birra da 33 cl, 1 bicchiere di prosecco, 1 spritz, 1 calice di vino: una volta ogni tanto ce li si può concedere senza problemi. Se dovessero capitare più aperitivi nella stessa settimana, le altre volte sarebbe preferibile ordinare un analcolico.
Un esempio salutare? Personalmente trovo squisito il succo di pomodoro condito con tabasco, limone e un pizzico di sale!

Food → potendo scegliere, perché non optare per crudités di verdure accompagnate da hummus o da un formaggio spalmabile? Un’idea può essere anche di stuzzicare della frutta secca tostata non salata: mandorle, pistacchi, anacardi, noccioline. Con moderazione però, si tratta sì di alimenti sani, ma pur sempre ad alta densità calorica! Oppure, perché no, delle olive potrebbero essere una valida alternativa. E se ci sono solo arachidi salate e patatine fritte? Basta assaggiarne una piccola manciata, ma senza esagerare per non fare il pieno di sale.
E ancora… che fare davanti ad un buffet con i fiocchi? Non ci si può certamente limitare a guardare! L’aperitivo si trasforma in una cena, cercando di scegliere comunque con criterio e moderazione, et voilà, il gioco è fatto!

L’importante è ricordare sempre che non è l’eccezione a fare la regola, bensì la somma di tutte le nostre scelte quotidiane.

Vittoria Roscigno

Vittoria Roscigno, classe 1995, laureata con lode in Dietistica presso l’Università degli studi di Torino e con il massimo dei voti nella Magistrale in Scienze dell’Alimentazione presso l’Università degli studi di Firenze. Ha conseguito i titoli di “Esperta in nutrizione sportiva” e “Nutrition expert” mediante due corsi annuali e sta attualmente frequentando un Master di II livello in Dietetica e Nutrizione Clinica presso l’Università degli studi di Pavia. Lavora in qualità di dietista presso le strutture Humanitas Gradenigo e Humanitas Cellini, oltre a svolgere attività di libera professione a Torino.

 

“Che la scienza e la buona forchetta siano sempre con te”.

Sito: vittoriaroscigno.it
Instagram: @dietistavittoriaroscigno
Facebook: Dott.ssa Vittoria Roscigno – Dietista

In viaggio con Contrera per le strade di Barriera di Milano

La trilogia di Contrera è una trilogia sulla saga di Barriera di Milano, scritta da Christian Frascella. Poche le speranze di tornare agli antichi splendori. Bel libro anche l’ultimo,  e soprattutto scritto in modo magistrale ed accattivante, come del resto i primi due della serie.

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L’autore è nato in Barriera nel 1973 e probabilmente ha sentito, o gli e stato raccontato di una Barriera viva  e presente, direi (forse eccessivamente) identitaria. Prima ci nascevi,  ci vivevi e ci morivi. Ora puoi solo scappare. L’invenzione di Contrera, detective ed ex poliziotto che ha il suo ufficio in una lavanderia a gettoni gestita da un marocchino è assolutamente originale. Contrera è un campione nel fare ciò che non dovrebbe fare per raggiungere ciò che vorrebbe raggiungere. Fallisce in tutto meticolosamente, tranne capire chi è l’assassino.
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Ex poliziotto- perché corrotto – che ha deluso il padre, mitico poliziotto di Barriera che tutti stimavano, un poliziotto di strada che amava ed era amato da una intera collettività. Collettività che ora non esiste più. Negli anni 70 il commissariato di Zona era in via Malone. Tra corso Giulio Cesare e Corso Vercelli. Per gioco, noi ragazzi di Barriera, ci avvicinavamo ai muri scrivendo slogan politici. Il commissario sapeva. Ci faceva fare sapendo della nostra innocuità’. In via Feletto i bar dei calabresi: dalle sei di sera si riempivano di muratori che bevevano birra mangiando noccioline americane. E i pugliesi che inondavano piazza Foroni ed il suoi banchi del mercato. In via Crescentino si produceva ancora con una miriade di artigiani. Tanti falegnami nei cortili delle case. Come i materassai che al cambio di stagione venivano a riattare i materassi. Tra falegnami e materassai quanta polvere! Torniamo alla letteratura.
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Anche negli affetti Contrera è un disastro. Separato con figlia adolescente ha decisamente rapporti difficili improntati alla più totale rottura. Non ci fosse la sua amorevole sorella dormirebbe per strada. Adorato dai nipoti e disprezzato dal cognato direttore di banca. Vivono dalle parti di via Oxlia dopo piazza Rebaudengo. Mi ricordo che fino alla fine degli anni 60 era poco costruita, poi il boom delle case popolari. Minima la comunità Rom. Qualche piccolo furto, ma nel complesso la situazione era accettabile. In Piazza Rebaudengo c’è ancora la pesa pubblica,  ovviamente in disuso.
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Dalle basse di Stura partivano i carbonai che vendevano il carbone a Porta Palazzo. Dopo corso Vercelli si infilavano in via Renato Martorelli, pochissime auto con il solo rumore degli zoccoli. Il carretto si fermava. L’oste si chiamava Giacu e versava un quartino di vino rigorosamente rosso e poi via, verso l‘altra osteria. Si sa che il carbone asciuga e l’acqua era controindicata. Ora corso Giulio Cesare e corso Vercelli sono  tra i più grandi supermercati di droga. Tra i più convenienti. Contrera sguazza in questa melma tra improbabili giustizieri della notte, capi mafiosi e gang senegalesi. Non è una novità che in corso Novara angolo corso Giulio Cesare bande rivali si prendano ad accettate. Proprio davanti alla lapide di Elio Barontini, partigiano anarchico. E le case di ringhiera di via Cuneo e via Bra dove ora trovarci un italiano è pressoché impossibile, ma negli anni 60 ci abitavano mia nonna materna e gli zii sempre materni. Primo turno alle sei del mattino tra Grandi Motori e Facis in Corso Emilia. Ora Contrera indaga su omicidi e degrado. Una volta la Barriera era terra di operai ed artigiani, ora è terra di spacciatori ed emarginati. Un territorio in balia di se’ stesso ad un paio di chilometri dal centro e dal quadrilatero romano, dove ebbe i natali la nostra bella città.
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Confessiamo un un nostro personale debito verso l’autore. Riesce a descrivere questa disperazione con una certa leggerezza che rende la lettura gradevole e meno onerosa per chi ci è nato e vissuto, come il sottoscritto. Il suo racconto penetra nelle strade dandone una visione nitida. Contrera usa l’auto della sorella. La sua gli è stata bruciata perché ha pestato i piedi a chi non doveva pestarli. È un uomo capace schiacciato dal troppo peso del ricordo di suo padre. Piccoli viaggi in auto  che, concretamente ti fanno capire che cosa è diventata Barriera. Ad una cena tra vecchi amici mi sfottevano perché invocavo l’intervento dell’Esercito e  poi dicevano, giustamente , che Chistian Frascella era un grande per questi suoi romanzi. Nel terzo libro mi sembra che le conclusioni siano molto ma molto simili. A mali estremi estremi rimedi. Quando c’è cancrena bisogna amputare. Viceversa tutto il corpo si ammala. Francamente è dura sperare, ma è l’unica carta in mano che abbiamo da calare. Proprio il finale pessimismo dell’autore potrebbe essere un buon viatico affinché qualcosa cambi. Si diceva una volta che per ritornare in paradiso bisogna scendere negli inferi. Indubbiamente Barriera di Milano sta conoscendo qualcosa di molto simile all’inferno. Durissima la risalita,  ma è un nostro dovere impegnarci e sperare ancora.
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Patrizio Tosetto
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(Le foto di Barriera sono di Urban Lab Torino)

Assistenti sociali: «I have a dream»

«I have a dream». L’Ordine Assistenti sociali del Piemonte fa sue le parole pronunciate il 28 agosto del 1963 da Martin Luter King per porre l’attenzione sulle difficoltà del periodo storico attuale.

 

«I have a dream» («Io ho un sogno») è il titolo del discorso tenuto da Martin Luther King Jr. il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili nota come la marcia su Washington per il lavoro e la libertà. Nel suo discorso esprimeva la speranza che un giorno la popolazione di colore avrebbe goduto degli stessi diritti dei bianchi.

Si tratta di uno dei discorsi più famosi del ventesimo secolo ed è diventato simbolo della lotta contro il razzismo negli Stati Uniti.

Spiega Antonio Attinà, Vice Presidente dell’Ordine Piemontese: «è importante oggi ricordare e celebrare la ricorrenza del famoso discorso di King, centrato sui diritti e contro il razzismo perché, come è ribadito nel nostro Codice deontologico, la professione dell’assistente sociale è fondamentale per garantire i diritti umani e lo sviluppo sociale, a tutela della persona e delle comunità. Si tratta di valori che riflettono l’impulso morale di tutta una comunità professionale che si impegna a perseguire la giustizia sociale e a riconoscere la dignità intrinseca di ogni essere umano».

«Gli assistenti sociali prosegue Antonio Attinà, attraverso la presenza del Presidente nazionale Gazzi agli Stati generali di giugno, hanno portato davanti al Governo, al presidente Conte, a ministri, vice ministri e sottosegretari i bisogni e le speranze di cittadini fragili che rischiano di restare dimenticati dal sistema, ai quali cerchiamo di dare risposte con il nostro lavoro quotidiano. Come ribadito in più sedi e riconosciuto anche al livello di stato centrale, gli assistenti sociali appartengono ad una professione sempre in prima linea, fondamentale per la tenuta del Paese, ancor più in questi mesi di emergenza sanitaria”».

 

«Siamo preoccupati di quanto sta accadendo in questo periodo, commenta Barbara Rosina (Presidente Ordine Assistenti Sociali del Piemonte), osserviamo un tentativo di riduzione dei diritti, una esacerbazione dei conflitti, del clima di violenza verbale e fisica. Siamo preoccupati per tutti gli Evan e i Gioele, le cui famiglie non hanno trovato soluzioni idonee per far fronte ai loro problemi forse perché, a causa di un’errata rappresentazione della nostra professione, hanno ritenuto di non potersi avvicinare al sistema dei servizi per trovare sostegno nelle difficoltà. E non si può negare la grande responsabilità mediatica e politica nel distruggere a priori la fiducia non solo negli assistenti sociali ma nell’intero sistema di protezione e tutela del nostro Paese: il rischio è che le persone si allontanino e che non si rivolgano agli assistenti sociali quando ne hanno bisogno. Ma come diceva King nel suo discorso non potremo mai essere soddisfatti neppure fino a quando a tanti colleghi, persone vere e non astratti bersagli da social network, saranno indirizzati, per motivi diversi, auguri di morte o insulti reiterati di varia gravità, crudeltà, intensità. E ancora, non potremo esserlo fino a quando esisteranno casi Blacke o Floyd chiare testimonianze del razzismo che ancora oggi è presente nei diversi continenti».

«Sarebbe un grave errore – conclude Barbara Rosina – smettere di utilizzare il concetto di sogno, usato da King nei suoi discorsi sin dal 1960, perché ora, nel nostro contesto, come allora in uno completamente diverso, il divario presente fra i principi affermati nella nostra Carta Costituzionale e la realtà è persistente. Il discorso di King fu accolto con favore dal governo Kennedy, impegnato nella campagna per i diritti civili. Fu considerato un successo di protesta organizzata, tanto che non venne eseguito neanche un arresto. Ci chiediamo come in nome dell’auspicata integrazione possa essere possibile continuare a lavorare in un clima di sfiducia, disinteresse, odio, scarsezza di risorse, precarietà lavorativa. King esortava gli americani ad agire affermando «adesso è il momento», ribadiamo a nome degli assistenti sociali piemontesi, perno del sistema dei servizi di sostegno alle situazioni di fragilità, che la rotta deve essere invertita. Se non siamo del tutto responsabili della situazione in cui siamo, lo saremo se non faremo nulla per cambiarla».