Si farà il referendum per la fusione tra i comuni di Gattinara e Lenta in un’unica entità comunale previsto originariamente per l’8 e 9 novembre ?
L’interrogativo è d’obbligo alla luce dell’evoluzione in aumento dell’emergenza sanitaria derivante dall’epidemia di Coronavirus. Le probabilità che la consultazione referendaria, che ha un carattere meramente consultivo lasciando la decisione finale al voto del Consiglio Regionale, si tenga sono in diminuzione ma ad oggi non vi è alcuna indicazione in merito pervenuta dal governo regionale o dalla Prefettura di Vercelli. Intanto sei consiglieri comunali di Gattinara – Lara Filiberti, Mauriello Negro, Iolanda Russo, Veronica Biondi, Luisa Cerri, Francesco Patriarca – e tre di Lenta – Beatrice Fontana, Sergio Mombellardi, Roberto Cremante – oltre ad un ex consigliere comunale di Gattinara hanno richiesto in una lettera lo spostamento della consultazione referendaria. Sull’argomento torna anche il Movimento Progetto Piemonte – MPP. Spiega Massimo Iaretti (nella foto), presidente del Movimento Progetto Piemonte e consigliere comunale a Villamiroglio: “L’auspicio è che, come abbiamo chiesto oltre un anno fa, la Regione Piemonte metta finalmente mano all’iter legislativo per le fusioni di Comuni, andando a modificare la legge che prevede la sola natura consultiva del passaggio referendario, andando in questo modo a dare voce all’effettiva volontà dei cittadini. Non è solo la questione di Gattinara e di Lenta ma in questo modo si eviterebbero fusioni fredde, volute dall’alto come è avvenuto nel caso di Lu e Cuccaro Monferrato, di Gattico e Veruno, di Cassano Spinola e Gavazzana. Presto formalizzeremo questa richiesta con una lettera al presidente della Regione, al vice presidente ed assessore agli enti locali, al presidente del Consiglio regionale”.
Arturo Zanni
TUTTA MIA LA CITTÀ /
passanti e ciclisti. Un aspetto altrettanto sgradevole è quello del decoro urbano “sfregiato”. Si incomincia a trascurare una buca, non si strappano le erbacce, si lasciano proliferare i graffiti sui muri “et voila’”, la decadenza di un quartiere è iniziata. Ci auguriamo che il Comune consideri la sua segnalazione e presti più attenzione a questi piccoli dettagli che tanto piccoli non sono.
Aggiunge Nespolo: “Bisogna fare il punto, partendo dalla nostra storia per guardare avanti. Occorre riproporre e ripresentare le nostre eccellenze artistiche di ogni epoca, raccontandole, valorizzandole e, soprattutto, mettendole in connessione col futuro, creando un ponte attraverso i secoli e le generazioni. Dalla consapevolezza delle nostre radici, della nostra storia, si può ripartire guardando avanti, immaginando quello che ci aspetta e cosa vogliamo”.
Cambia look la “Galleria Giappone” del MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino. E lo fa, mandando a riposo, per alcuni mesi e per ragioni di tutela e conservazione, i delicatissimi “kakemono” e gli “ukiyo-e” (stampe su carta periodicamente sostituite con altre opere delle collezioni) offrendo così ai visitatori la possibilità di ammirare esposizioni costantemente rinnovate.
Al primo gruppo appartengono un dittico di Kanō Chikanobu (1660-1728), che raffigura due samurai a cavallo, e un ramo di ciliegio fiorito di Kawamura Bunpō (1779-1821). Le due opere si ispirano all’antico detto “Tra i fiori, il ciliegio. Tra gli uomini il samurai” facente riferimento alla bellezza e alla caducità della vita terrena: così come il ciliegio fiorisce e sfiorisce in brevissimo tempo, la vita del guerriero può rivelarsi intensa ma fugace.
“Samurai, poeti e uomini d’ingegno”