ilTorinese

A Marco Travaglini il primo premio per il giornalismo

Con un ricordo di Nino Chiovini / In Svizzera la premiazione della XI° edizione del premio letterario internazionale “Salviamo la montagna”

Sabato 10 ottobre, alle 15, la sala multiuso di Carvegnofrazione del comune svizzero di Cevio nel Canton Ticino (distretto di Vallemaggia) ospiterà la cerimonia di premiazione dell’undicesima edizione del  “Premio letterario internazionale Andrea Testore – Plinio Martini – Salviamo la Montagna”. Durante l’evento, promosso dalla Fondazione Valle Bavona (Svizzera) e dal Comune di Toceno (Italia), verranno assegnati i premi delle quattro sezioni  (narrativa, poesia, giornalismo,emigrazione) riservate a opere in lingua italiana. Il concorso letterario è focalizzato sulla difesa e valorizzazione del territorio di montagna, sulle sue genti e le sue tradizioni. Favorisce le riflessioni, lo scambio di storie e vissuti, il confronto transgenerazionale e il consolidamento di rapporti e amicizie oltre i confini nazionali.

La Giuria  presieduta da Alessandro Martini, poeta ed ex professore di letteratura italiana all’Università di Friburgo,ha assegnato il primo premio della sezione giornalismo a Marco Travaglini per l’articolo intitolato “Nino Chiovini e l’eredità della cultura contadina di montagna”. Lo scrittore nato a Baveno sul lago Maggiore e residente a Torino ha così bissato il successo della scorsa edizione, sempre nella categoria riservata al giornalismo.

La scelta di scrivere su Nino Chiovini, scomparso prematuramente a Verbania nel maggio 1991, è stata un giusto tributo al partigiano, scrittore e storico, studioso della Resistenza e della cultura contadina di montagna delle valli tra il Verbano, l’Ossola e la Val Vigezzo. Negli ultimi anni la casa editrice verbanese Tararà che ne ha ripubblicato le opere. A Chiovini sarà dedicato un parco letterario nel parco nazionale della Val Grande,l’area selvaggia più vasta d’Italia,una wilderness a due passi dalla civiltà, stretta tra l’entroterra del lago Maggiore e le alpi Lepontine.

Il concorso letterario  è stato realizzato con il contributo di Fondazione Valle Bavona, Comuni di Cevio e Lavizzara, OTLM Regione Vallemaggia, Comune di Toceno, Museo regionale  dell’emigrazione vigezzina nel mondo, il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio regionale del Piemonte, Provincia del VCO, Unione Montana dei Comuni della Valle Vigezzo, Parco Nazionale Val Grande.Tutti i testi premiati potranno essere consultati sul sito della Fondazione Valle Bavona (www.bavona.ch) a partire da metà ottobre.

Le due personalità alle quali è stato intitolato il premio hanno ricoperto ruoli molto importanti per le comunità di frontiera italo-svizzere. Andrea Testore (Toceno 1855 –1941),maestro elementare di Toceno, Consigliere e Deputato Provinciale a Novara nei primi anni del ‘900, per migliorare il tenore di vita dei Vigezzini fondò la Società Operaia di Mutuo Soccorso e organizzò corsi serali per artigiani e lavoratori.

Promosse la Società Elettrica Vigezzina, la Pro Montibus et Fluminibus, per salvaguardare il territorio dalle calamità naturali. Il suo nome è soprattutto legato,unitamente a quello del cavergnese Francesco Balli, allora sindaco di Locarno, all’impresa titanica di collegare con una ferrovia elettrica l’Italia alla Svizzera.

Nacque così, nel 1923, la ferrovia internazionale Domodossola-Locarno.Lo svizzero Plinio Martini (Cavergno 1923 –1979) è soprattutto conosciuto per il libro  “Il fondo del sacco”, 25 edizioni in italiano con traduzioni in francese e tedesco. Molto amato e apprezzato anche nell’arco alpino ossolano, in particolare nella Valle Vigezzo, che ha ritrovato nel suo romanzo, accomunato a quello della confinante Vallemaggia, il suo passato, fatto di stenti,sacrifici,emigrazione ma anche di incrollabile tenacia e grande dignità. Diplomatosi alla Magistrale di Locarno, allievo di Piero Bianconi, Plinio Martini insegnò tutta la vita nelle scuole elementari e medie della sua Vallemaggia, difendendone con un’intensa attività di scrittore e giornalista il patrimonio storico e culturale. Scrisse una dozzina di volumi di narrativa, poesia e saggistica.

In Piemonte un miliardo di danni per il maltempo

Il governatore Alberto Cirio scrive su Facebook: “ i danni del maltempo che ha colpito il Piemonte nel fine settimana si aggirano sul miliardo di euro.”

E aggiunge: “Ho appena consegnato al ministro degli Interni Lamorgese una prima rendicontazione dei danni e l’elenco degli interventi di somma urgenza necessari al ripristino in sicurezza del nostro territorio.  Le cifre non sono ancora definitive, ma sommando i danni alle opere pubbliche a quelli subiti dai privati, famiglie e aziende parliamo di una cifra che si aggira intorno a un miliardo di euro. Ringrazio il ministro per l’attenzione. Il Piemonte ha sempre pagato tanto e ricevuto poco. Ma ora è necessario che il Governo faccia la sua parte“

All’Oftalmico la nuova area di degenza Covid

Alla presenza del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, del Commissario per la gestione delle politiche sanitarie dell’Unità di Crisi Carlo Picco e del direttore sanitario del Presidio Oftalmico Michele Morandi, si è tenuta oggi la presentazione della nuova area di degenza COVID dell’ASL Città di Torino.

 

Presenti anche il commissario generale dell’Unità di crisi, Vincenzo Coccolo, e il coordinatore dell’Area Giuridico-Amministrativa, Antonio Rinaudo, con il segretario generale di Compagnia di San Paolo, Alberto Anfossi, e il presidente di Fondazione Crt, Giovanni Quaglia.

 

Il progetto ricolloca presso il Presidio Ospedaliero Sperino Oftalmico i posti letto dell’ex area temporanea del Covid Hospital delle OGR di Fondazione Crt.

 

Il nuovo Covid Hospital sarà articolato in 3 reparti, suddivisi in camere a 2 posti letto e in un’area, con 15 posti letto, dedicata alla terapia sub-intensiva.

 

Come da programmazione è stata rispettata la tempistica di esecuzione dei lavori, sono infatti terminati gli interventi dell’area di degenza COVID del secondo e del terzo piano, per un totale di 40 posti letto.
Ogni reparto è stato ristrutturato rispettando i requisiti per la cura dei pazienti COVID.
L’investimento complessivo, di oltre 600.000,00 €, è stato sostenuto interamente dalla Compagnia di San Paolo, attingendo a quanto risparmiato dall’allestimento del COVID Hospital delle Ogr.

 

Entro l’inizio del mese di novembre sarà consegnata un’altra area di degenza, al 1° piano, dotata di 25 posti letto e dopo il 15 novembre sarà operativa l’area dedicata alla terapia sub intensiva, che trova la sua collocazione al 4° piano dell’edificio.
In questo modo l’area di Torino potrà contare su un “polmone” complessivamente di 80 posti letto dedicato ad affrontare le eventuali necessità di ricovero di pazienti COVID+, a bassa e media intensità di cura, così come era stato previsto dal modello COVID Hospital Ogr.

 

Venerdì sono previsti i primi ingressi dei pazienti COVID positivi.

 

“L’apertura di questo ospedale Covid è importante – sottolinea il presidente Cirio – perché dà al nostro territorio un supporto fondamentale per la gestione dell’emergenza sanitaria, ma anche perché l’Oftalmico è una struttura ospedaliera che doveva chiudere e che invece riapriamo, perché se c’è una cosa che il Covid ci ha insegnato è che sulla sanità non si taglia”.

 

“L’impegno è stato rispettato nei tempi e nei modi concordati con la Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, dobbiamo gratitudine a quanti hanno reso possibile centrare l’obiettivo, con encomiabile dedizione e generosità. Sappiamo quanto sia preziosa la disponibilità di posti letto covid, soprattutto per venire incontro, in caso di necessità, alle esigenze degli ospedali. È un modello che abbiamo sperimentato con successo nella fase più acuta della pandemia, certamente è stato importante mantenerlo attivo”.

Bollettino Covid: due morti e 259 contagi

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17.30

28.416 PAZIENTI GUARITI E 403 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 28.416(+86 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3494 (+8) Alessandria, 1645 (+0) Asti, 895 (+2) Biella, 2763(+6) Cuneo, 2619 (+11) Novara, 14.430 (+56) Torino, 1346 (+5) Vercelli, 1027 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 197 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 403 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SONO 4170

2 decessi di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione,nessuno verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4170 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 683 Alessandria, 256 Asti, 209 Biella, 401 Cuneo, 381 Novara, 1842 Torino, 225 Vercelli, 133 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 36.571(+259 di cui 185 sono asintomatici.74 screening, 132 contatti di caso, 53 con indagine in corso. Ambito: 26 RSA, 21 scolastico, 212 popolazione generale. I casi importati sono 7 su 259) i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisi su base provinciale: 4478 Alessandria, 2016 Asti, 1209 Biella, 3622 Cuneo, 3493 Novara, 18.270 Torino, 1699 Vercelli, 1229 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 306 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 249 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 15 (+0 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 293(+20 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 3274

I tamponi diagnostici finora processati sono 756.165 di cui 416.276 risultati negativi.

A Torino nascerà la Casa dell’Architettura

La posa della prima pietra 
alla futura Casa dell’Architettura di Torino

Martedì 6 ottobre la futura Casa dell’Architettura di Torino, che ospiterà la sede dell’Ordine degli Architetti di Torino e della Fondazione per l’architettura / Torino, in Via Piave 3, cuore degli antichi quartieri militari a pochi passi da via Garibaldi, ha visto la posa della prima pietra alla presenza di consiglieri e partner.
Lo spazio in locazione conta 1200 metri quadri disposti su 4 piani (di cui uno interrato), una corte interna e un affaccio su strada, adeguato a criteri minimi come l’accessibilità ai disabili. Il futuro degli architetti lo si immagina tutti i giorni e il senso è progettare un luogo dove i professionisti e gli studenti, la comunità creativa, di impresa e tutti i cittadini, possano incontrarsi per conoscere e aggiornare il canone dell’architettura di Torino. A seguito dei lavori di ristrutturazione, nel 2023, l’edificio si animerà di spazi per il lavoro, per offrire servizi aggiuntivi agli iscritti, luoghi aperti agli architetti per forme di coworking, la formazione e il tempo libero, prestandosi come punto di riferimento per la progettazione, la creatività e l’innovazione, aperto ad architetti e cittadini.
“L’avvio del cantiere per noi architetti significa iniziare a pensare a una nuova vita, a una nuova forma, è immaginare il futuro. La prima pietra di un futuro che vogliamo ideare e progettare insieme, istituendo un nuovo spazio dedicato all’architettura, una casa aperta all’internazionale, alla città e al quartiere.” dichiarano Alessandra Siviero, presidente Fondazione per l’architettura/ Torino e Massimo Giuntoli, presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino.
Entro fine anno la Fondazione e l’Ordine lanceranno un bando per pensare all’identità della Casa dell’Architettura con un concorso per la brand identity. Ma intanto, il luogo inizia a vivere e creare connessioni. Tra i partner presenti martedì figura il rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco. Grazie al recente accordo tra il Politecnico di Torino e l’Ordine degli Architetti, la Casa sarà la sede anche di Polito Studio, il programma che permette agli architetti di fare esperienze professionali in Cina e America Latina.

https://www.fondazioneperlarchitettura.it/la-fondazione/casa-dell-architettura/
https://www.oato.it/ordine-di-torino/futura-sede/

Sgominata la gang dei taser che minacciava i camionisti. Venti arresti

Razziavano aziende sfondando i cancelli d’ingresso conmezzi rubati e minacciavano con un taser i camionisti in sosta per rubare la merce trasportata.  ventina gli arresti in corso di esecuzione.

Dalle prime ore dell’alba oltre 100 carabinieri del Comando Provinciale di Torino stanno eseguendo una ventina di misure cautelari in carcere nei confronti di appartenenti ad un gruppo criminale di origini rom, ormai da tempo stanziali nell’hinterland del capoluogo piemontese. Contestati dalla Procura della Repubblica torinese, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, rapina, furto in abitazione e con strappo, ricettazione, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento, nonché truffa e danneggiamento seguito da incendio. Razziavano di tutto aziende del luogo e camionisti in sosta, usando talvolta mezzi rubati come arieti per sfondare cancelli e vetrine, e minacciando gli autotrasportatori con un taser detenuto illegalmente per asportare loro la merce.Complessivamente i militari dell’Arma hanno documentato 44 furti aggravati, 10 rapine, 5 truffe e 9 episodi di ricettazione di materiali di provenienza furtiva.

Venaria e Valenza al Centrodestra. La soddisfazione di Zangrillo

ELEZIONI, ZANGRILLO (FI): STRAPPATE DUE CITTÀ ROSSE ALLE SINISTRE. PREMIATA L’UNITÀ DEL CENTRODESTRA E LA VOGLIA DI CAMBIARE DEGLI ELETTORI

“Esprimo la mia soddisfazione per le due vittorie raccolte a Valenza e Venaria, nel turno di ballottaggio appena concluso. Abbiamo strappato come centrodestra due città al governo delle sinistre. É stata sicuramente premiata l’unità del centrodestra e la voglia di cambiare di sempre più elettori. Ringrazio tutti i candidati, militanti e simpatizzanti di Forza Italia che da mesi hanno lavorato per raggiungere questo risultato. Il nostro partito è stato determinante per questo vittorie e ora dobbiamo impegnarci per portare quel buon governo che abbiamo promesso in campagna elettorale e che già stiamo dimostrando alla guida della Regione Piemonte”. Ad affermarlo in una nota il deputato di Forza Italia Paolo Zangrillo, coordinatore regionale degli Azzurri in Piemonte.

“Argenti preziosi” a Palazzo Madama

In mostra  “opere degli argentieri piemontesi” da inizio Settecento a fine Ottocento. Dal 2 luglio al 15 novembre

“Assaggiatore d’argento”. Mestiere improbabile o, quanto meno, bizzarro? Assolutamente, no! Niente di più concreto e impegnativo, ai tempi dell’antica corte sabauda. Di tal mestiere – mestiere di Stato !– se ne ha infatti contezza (per chi ancora ne avesse ignorato l’esistenza) in apertura della mostra“Argenti preziosi”, curata da Clelia Arnaldi di Balme e allestita (nell’ambito del progetto della Regione Piemonte “L’essenziale è Barocco”), in “Sala Atelier” di Palazzo Madama dal 2 luglio al 15 novembre.

Lì, infatti, s’apprende che già nel lontano 1476 a parlare di “assaggiatore d’argento” era un’antica normativa piemontese, successivamente ripresa e ufficializzata nel 1677 da Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, la seconda Madama Reale, madre dell’editto che ufficialmente istituì – nell’ambito delle attività dell’Università degli Orafi e Argentieri di Torino – proprio la figura (“assaggiatore”) del funzionario statale incaricato del compito assai importante di certificare con un marchio il titolo della lega, ossia la quantità di argento presente nel metallo con cui veniva realizzato ogni oggetto che usciva in allora dalle botteghe cittadine. Di quella Torino che fra inizi Settecento e per tutto l’Ottocento vantò una tradizione di maestri argentieri di assoluta eccellenza ed originalità. A darne prova è proprio la suggestiva mostra di Palazzo Madama che in esposizione vede autentiche mirabilia, selezionate dalle collezioni dello stesso Palazzo juvarriano. In una ricca panoramica che cavalca due secoli d’arte e di storia, si va così dalla comune “argenteria da tavola” (con posate, zuppiere, cioccolattiere, teiere, zuccheriere e quant’altro accanto alle piemontesissime “paiole” o tazze da puerpera dove le donne erano solite sorseggiare il primo brodo dopo il parto) agli “oggetti da arredo” più preziosi, fino agli “argenti destinati al culto”, come un “Reliquiario di San Maurizio” (1740 ca.) – che nel corso del restauro per la mostra ha rivelato la presenza del punzone con San Rocco da riferire a Giovanni Francesco Paroletto, membro di una delle più importanti famiglie di argentieri sabaudi – e il “Calice” di Giovanni Battista Boucheron, realizzato nel 1789 in memoria di Carlo Emanuele III, accanto ad alcuni “argenti ebraici” come un bel piatto per la cena durante le celebrazioni della Pasqua ebraica (Seder) e un calice per la benedizione sul vino recitata nel giorno del riposo (Kiddush). Di Giovanni Battista Boucheron (Torino, 1742 – 1815) la rassegna presenta anche grandiosi “disegni preparatori” alle opere in argento insieme a raffinati “Ritratti” degli argentieri della sua famiglia, autentica culla di generazioni di importanti maestri orfèvres. Vera chicca della mostra, la “Mazza cerimoniale” della Città di Torino, restaurata ed esposta al pubblico per la prima volta. Realizzata in argento sbalzato e cesellato, fra il 1814 ed il 1824, la Mazza veniva portata a mano dall’usciere comunale nelle occasioni ufficiali e riprende i tre progetti della prima Mazza civica eseguita da Francesco Ladatte nel 1769, con tanto di testa taurina e corona, sostituita nel 1849 da quella “turrita”, opera dell’argentiere di corte Carlo Balbino. A proseguire l’iter espositivo, sono le “armi” d’epoca con preziose decorazioni in argento, una serie di “monete” che ripercorrono la storia del Ducato di Savoia e una scelta accurata di disegni di Lorenzo Lavy (Torino, 1720 – 1789), fra i più apprezzati incisori di monete e medaglie della settecentesca Zecca torinese. In chiusura, alcune tavole dell’“Encyclopedie”, una selezione di “bastoni da passeggio” con il pomo d’argento (autentica sciccheria per gli elegantoni del tempo) e un curioso nucleo di “dorini” della seconda metà dell’Ottocento, ornamenti da acconciatura e spilloni in argento lavorato a filigrana, che madame e madamin piemontesi amavano vezzosamente appuntarsi fra trecce e capelli ai dì di festa.

Gianni Milani

“Argenti preziosi”
Palazzo Madama – Sala Atelier, piazza Castello, Torino; tel. 011/4433501 o www.palazzamadamatorino.it
Fino al 15 novembre
Orari: gov. e ven. 13/20; sab. e dom. 10/19

 

Nelle foto

– Giovanni Damodé: “Paiola”, 1740-1750 ca.
– Argentiere piemontese: “Reliquiario di san Maurizio”, argento sbalzato, cesellato e inciso, 1740 ca.
– Giovanni Battista Boucheron: “Calice”, argento cesellato e inciso, argento dorato, 1789
– Manifattura torinese (Luigi Schenone): “Carabina monocanna”, 1857
– “Bastoni da passeggio”

Il territorio consumato, ferita da rimarginare per prevenire i danni

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni / L’improvvisa alluvione ai primi di ottobre in Piemonte e’ un qualcosa che non capitava da tempo perché il periodo per questi eventi e’ quasi sempre prevedibile alla fine del mese

 

E’ bastata una forte pioggia battente per un giorno e mezzo e gli equilibri sono saltati nel Cuneese a Limone Piemonte e lungo il corso del Tanaro a Garessio, con danni superiori all’alluvione del 1994. Un vero e proprio disastro che segna in modo evidente il cambiamento del clima e delle stagioni, ma che indica anche in modo inequivocabile errori e inerzie Imperdonabili. Sono crollate villette costruite ai bordi di torrenti che mai si sarebbero dovute costruire in quei terreni. Ogni volta è sempre lo stesso ritornello: si interverrà in futuro sul piano delle prevenzione. Ricordo le sterili litanie di Chiamparino. Va riconosciuto che la Protezione civile piemontese che non aveva brillato nel periodo piu’ drammatico della pandemia, si e’ mossa subito e bene. E va detto che il Presidente Cirio in questa occasione sta dando il meglio di se’ con un impegno personale impensabile nei suoi predecessori.

Abbiamo visto finalmente in funzione il Mose di Venezia e abbiamo constatato che funziona, al di là delle polemiche strumentali e delle ruberie che ci sono state. E’ un esempio su cui meditare. E’ bastato un sindaco di Venezia bravo per smuovere tutte le inerzie e le lentezze burocratiche accumulate nei decenni. In ogni caso il “maltempo”, come lo ha definito il Presidente della Repubblica, non deve essere subito come una calamità naturale.  Occorre prevenire la possibilità di danni. Lo scriveva già Machiavelli nel “Principe” che bisogna erigere per tempo dei buoni argini per prevenire la piena che non si può prevedere, ma è possibile contenere. Sono passati secoli, ma sembra che, malgrado l’alto livello tecnologico raggiunto, si sia rimasti fermi al fango da cui sono stati invase le vie di Limone e di Garessio. A Limone negli ultimi decenni si è costruito troppo.

Era già evidente l’eccesso di costruzioni vent’anni fa. Sono errori che si pagano e bisognerebbe anche capire chi sono i responsabili di una cementificazione priva di senso. Qualcuno dovrebbe pagare, ma soprattutto la lezione dovrebbe servire per capire, traendone le dovute conseguenze, che il territorio va rispettato e non usato a piacimento di certi interessi. Consumare il territorio a danno dell’agricoltura, come ha scritto Salvatore Vullo e’ il gravissimo errore dei nostri anni. In particolare in montagna. Nel contempo balza evidente all’occhio la vera e propria stupidità di certi ecologisti che hanno affermato che i letti dei torrenti e dei fiumi non vanno toccati. La mancanza di interventi di manutenzione e’ una delle cause del disastro. Vedendo Cirio a Limone in mezzo alla gente in difficoltà, mi e’ tornato alla mente Aldo Viglione, ilPresidente della Regione che rappresenta il modello a cui dice di guardare Cirio. In questa occasione Aldo sarebbe orgoglioso di ciò che sta facendo Cirio. Speriamo in un futuro migliore per il nostro Piemonte.

Sua Maestà la regina dalla A alla Z

Daniel Craig alias James Bond 007 arriva a Buckingham Palace nello studio verde di Sua Maestà, che lo saluta pronunciando il rituale «Good evening mister Bond!», nel ruolo cameo per il video inaugurale di Danny Boyle per i Giochi Olimpici di Londra del 2012.

É stata la Regina Elisabetta in persona ad accettare la parte. Nel 2022, festeggeranno 70 anni, Bond dal battesimo letterario di Ian Fleming, lei dalla salita al trono. Questo ed altri gustosi aneddoti, sono raccontati nella bella biografia di Lavinia Orefici ” Elisabetta II dalla A alla Z” ( edizioni Piemme 381 pagg. 2020 ) presentato a Casale Monferrato il19 settembre 2020 nella cantina 20store di via Vallarino 1 in collaborazione con la libreria Mondadori. L’ originalità del testo di Lavinia Orefici è di non avere una trama continua, ma di essere spezzato in argomenti tematici, così il lettore può saltare attraverso l’ordine alfabetico, alla voce che più lo interessa. Si può passare da argomenti più frivoli, a fatti storici in senso stretto. D’altra parte la sintesi era obbligatoria, per una personalità che ha incontrato quattordici primi ministri, sette papi e attraversato due secoli. Scrivere di storia vuol dire incuriosire e non annoiare i lettori con troppe date anche se queste si dice ne siano i suoi occhi. E in questo compito Lavinia riesce compiutamente. Elisabetta II nasce a Londra il 21 aprile 1926. Cinque settimane più tardi, viene battezzata nella cappella di Buckingham Palace con il nome di Elisabetta Alessandra Maria. Si apprende che Sua Maestà non ha l’obbligo come tutti i suoi sudditi di guidare con la patente e che tra l’ altro ha uno stile di guida piuttosto veloce e spericolato quando porta gli ospiti stranieri in visita alle sue proprietà, come la tenuta di Balmoral in Scozia. Se inviate lettere a questo indirizzo:
Her Majesty The Queen

Buckingham Palace

London SW1A 1AA

non capita abitualmente, ma può rispondervi, a patto che si sorvoli su temi politici e questioni personali, cui la Regina in genere non é tenuta ad occuparsi. Il vestirsi di verde come nel suo primo discorso alla nazione del 1991, in occasione del lockdown mentre il premier Johnson era in terapia intensiva, ne rivela la sua profonda attenzione ai dettagli della comunicazione. É dotata di un certo senso dell’umorismo, quando anni fa a suo marito il Duca di Edimburgo malato di polmonite, manifestandone i sintomi durante una crociera sul Tamigi disse: ” Non morire proprio adesso”. Ottiene così l’effetto benefico di avvicinare la famiglia reale alla gente comune, in grado in questo modo di seguirne le gesta, gli amori e i comportamenti. Fin da giovane Lilibet (il suo soprannome nell’ idioletto di famiglia) impara ad andare a cavallo fino a diventare un’eccellente amazzone e durante la seconda guerra guida i camion, imparando fra l’altro a riparare i motori e a cavarsela in qualsiasi situazione. Una figura storica di monarca moderna che a 94 anni ha saputo tenere saldamente in pugno le redini della Corona e della Gran Bretagna fino al terzo millennio in attesa di una sua degna e compiuta successione. Right or wrong is my Country.

Aldo Colonna