ilTorinese

Nutraceutica: a tavola in salute

La nutraceutica al centro della puntata di giovedì 4 marzo di PARLACONME su Radiovidanetwork, condotta dall’Agrifood & Organic Specialist Simona Riccio

 

La nutraceutica, come modo di far prevenzione a tavola, attraverso il miglior consumo di frutta e verdura, sarà il tema portante della puntata in programma giovedì 4 marzo della trasmissione PARLACONME, in onda ogni giovedì dalle 18 alle 19, sulla Radio web Radiovidanetwork e condotta da Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist.
Sarà ospite la Healthy food Specialist e Chef nutraceutico Paola Di Giambattista.
Il termine nutraceutica, coniato nel 1989 da Stephen L. De Felice, fondatore e presidente della “Foundation for Innovation in Medicine”, è composto dai due sostantivi, “nutrizione” e “farmaceutica”, e indica la disciplina che indaga i componenti e principi attivi degli alimenti che hanno effetti positivi per la salute, la prevenzione e il trattamento della malattie. La parola può essere riferita a varie tipologie di prodotti e derivati alimentari, ai quali si attribuiscono, oltre al valore nutrizionale di base, anche uno o più benefici aggiuntivi. A seconda della giurisdizione, i prodotti della nutraceutica possono essere definiti come “preventivi delle malattie croniche, migliorativi del processo di invecchiamento, capaci di favorire la longevità e sostenitori di alcuni apparati o funzioni corporee”.
Invece di mangiare e curarsi, risulta fondamentale curarsi attraverso la nutrizione. La nutraceutica assume un compito complesso e fondamentale, vale a dire quello di sgomberare il campo dalle approssimazioni e affrontare l’argomento con la scientificità e il rigore che merita. Feuerbach affermava che siamo quello che mangiamo e, in tal senso, l’alimentazione assume un ruolo decisivo per il nostro benessere.
Nel corso della trasmissione si parlerà di frutta e verdura declinate sotto quattro punti di vista: gli integratori, per aumentare le proprie difese immunitarie; frutta e verdura a colori, seguendo i principi della cromoterapia e della prevenzione, attingendo a ben cinque gruppi di colore; i falsi miti e benefici; la dieta alimentare vegetale anche per atleti professionisti.
Un atleta, infatti, è un professionista con una forma mentis aperta e determinata, capace di curare la sua mente e la sua alimentazione in modo tale che il suo corpo sia il carburante in grado di migliorarla sua performance.
Per seguire la trasmissione di si può collegare al sito www.vidanetwork.it
Oppure alla app ufficiale Radio Vida Network scaricabile per Ios e Andriod, su speaker Alexa e Google Home
Replica il giorno successivo venerdì alle ore 9 e il sabato mattina della settimana successiva alle ore 11.30

Mara Martellotta

Il bollettino Covid di mercoledì 3 marzo

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 1.537nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 275 dopo test antigenico), pari al 7,3% dei 21.062tamponi eseguiti, di cui 12.257 antigenici. Dei 1.537 nuovi casi, gli asintomatici sono 601(39,1% ).

I casi sono così ripartiti: 252 screening, 837 contatti di caso, 448 con indagine in corso; per ambito: 24 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 126 scolastico, 1.387 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 255.463così suddivisi su base provinciale: 22.086 Alessandria, 12.928 Asti, 8.668 Biella, 34.540 Cuneo, 19.773 Novara, 135.202 Torino, 9.522 Vercelli, 9.509 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.232 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.003 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 181(+1rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.140(+ 1rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 15.597

I tamponi diagnostici finora processati sono 3.057.198(+21.062rispetto a ieri), di cui 1.176.453risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 9.411

Sono 16 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 1 oggi(si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 9.411deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.417 Alessandria, 600 Asti, 380 Biella, 1.111 Cuneo, 782 Novara, 4.297 Torino, 425 Vercelli, 314 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 85 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

Scuole, si va verso la chiusura almeno per due settimane nel Torinese

Da lunedì in tutto il Piemonte è prevista la didattica a distanza nelle scuole  sebbene con intensità diverse provincia per provincia.

La chiusura sarà totale per gli istituti di ogni ordine e grado nel Torinese e anche nel Cuneese, Vercellese e Verbano Cusio Ossola.

Nei territori dell’ Astigiano, Alessandrino, Biellese e Novarese le lezioni si terranno in presenza fino alla prima media compresa, e a distanza per tutte le altre scuole.  La chiusura parte dunque contemporaneamente al nuovo Dpcm, dalla data 6 marzo, con il blocco delle scuole dalla prossima settimana, almeno per  15 giorni.

La Finanza scopre supermarket della droga

La Guardia di Finanza di Torino, nei giorni scorsi, ha arrestato un trentenne torinese per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

 

Un vero e proprio supermarket della droga quello che hanno scoperto i Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego, dopo un’indagine che ha portato al fermo dell’uomo.

 

Nel corso della quotidiana attività di controllo del territorio, infatti, i militari delle Fiamme Gialle avevano rilevato un anomalo movimento di persone che entravano ed uscivano da uno stabile sito nel quartiere “Santa Rita” a Torino dove viveva il giovane, già noto agli investigatori per i suoi precedenti legati al mondo della droga.

 

I sospetti sono stati confermati quando, nel corso della perquisizione eseguita presso l’abitazione del soggetto dai Baschi Verdi, unitamente ai militari cinofili, proprio il fiuto del cane antidroga Joy, pastore belga addestrato alla ricerca di sostanze stupefacenti, ha consentito di rinvenire, occultati nella dispensa della cucina, 8 panetti di hashish pronti per essere tagliati e venduti, oltre ad un centinaio di grammi di marijuana per un totale di circa 700 grammi. La sostanza stupefacente è stata immediatamente sequestrata unitamente a 2000 euro in banconote e monete di piccolo taglio, frutto verosimilmente della vendita dello stupefacente.

 

All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti, altresì, bilancini elettronici per la pesatura, taglierini con lame di ricambio, nastro adesivo e bustine in plastica utilizzate per il “confezionamento” della droga da cedere agli acquirenti.

 

L’uomo è stato arrestato e condotto presso il carcere Lorusso-Cotugno di Torino a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

 

L’attività di servizio svolta dalla Guardia di Finanza torinese si inserisce nel quadro della costante azione di controllo del territorio, finalizzata a tenere alto il livello di attenzione e di contrasto alla diffusione delle droghe a salvaguardia della vita umana.

Siglato l’accordo sul soccorso alpino

 

A Bolzano la firma dell’accordo tecnico a favore di interventi congiunti tra le due realtà, nel segno di una forte sinergia per la sicurezza in montagna. Riguarda anche il Piemonte. Coinvolti militari della nostra regione 

 

BOLZANO, 2 MARZO – Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ed il Comando Truppe Alpine dell’Esercito Italiano hanno firmato oggi un importante accordo tecnico, per istituzionalizzare ed incrementare la stretta collaborazione operativa e addestrativa nell’ambito del soccorso alpino sul territorio nazionale. Il documento è stato siglato a Bolzano dal Presidente del Soccorso Alpino, Maurizio Dellantonio, e dal Comandante delle Truppe Alpine, Gen. C.A. Claudio Berto.

L’accordo nasce dopo una pluri-decennale collaborazione fra il Soccorso Alpino e gli Alpini: due realtà che dalle proprie specificità e dalle peculiarità di soccorso civile e militare hanno saputo creare un unicum di grande efficacia, distinguendosi in tanti interventi e scenari operativi per la sicurezza in montagna. La firma dell’accordo rafforza ulteriormente questo legame, sancendo la nascita di un protocollo operativo che non potrà che avere risvolti positivi in tutte quelle situazioni dove è necessario portare soccorso specializzato a persone in pericolo di vita in territorio impervio o montano.

L’accordo si inserisce in un quadro di cooperazione più ampio sancito dal protocollo d’intesa che da alcuni anni regola i concorsi fra il Soccorso Alpino e Speleologico nazionale e lo Stato Maggiore della Difesa, e ha aperto la strada ad una maggiore integrazione, nello specifico settore, fra il comparto civile e quello militare.

 

I dettagli operativi dell’accordo fra CNSAS e Truppe Alpine

 

Il documento firmato oggi a Bolzano avrà importanti e immediati risvolti: saranno rafforzate le collaborazioni nella attività formative, addestrative e operative in ambiente montano. E sarà immediatamente avviato – a livello di soccorso – un piano di attivazione congiunto fra il Soccorso Alpino e Speleologico e le Truppe Alpine, che andranno ad intervenire fianco a fianco in numerosi interventi di soccorso in ambiente montano e impervio.

Queste operazioni congiunte avverranno a favore del soccorso di carattere sanitario e non sanitario, per il recupero di persone in imminente pericolo di vita, la ricerca e soccorso di persone disperse in territorio montano e zone impervie, anche, ma non solo, nell’ambito degli interventi di Protezione Civile, eventualmente disposti dalle Prefetture e dagli Enti Locali competenti, dove sia richiesto l’intervento del CNSAS o delle Truppe Alpine.

Secondo quanto previsto dalla legge, il coordinamento e la direzione delle operazioni spetteranno al CNSAS, e le Truppe Alpine parteciperanno con proprio personale tecnico e squadre specializzate nel soccorso alpino militare, fatti salvi prioritari impieghi operativi di Forza Armata. Il contributo alle operazioni verrà espresso, sotto il coordinamento delle Brigate alpine, da parte di questi Comandi:

⮚                 2° Alpini (Cuneo);

⮚                 3° Alpini (Pinerolo);

⮚                 9° Alpini (l’Aquila);

⮚                 5° Alpini (Vipiteno);

⮚                 7° Alpini (Belluno);

⮚                 8° Alpini (Venzone);

⮚                 1° Artiglieria Montagna (Fossano);

⮚                 3° Artiglieria Montagna (Remanzacco);

⮚                 6° Alpini (Brunico);

⮚                 Reggimento logistico “Julia” (Merano);

⮚                 Reparto Comando e Supporti Tattici “Tridentina” (Bolzano);

⮚                 Centro Addestramento Alpino (Valle D’Aosta).

 

Dalle primule di Arcuri al tricolore del generale

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Non si può non essere soddisfatti per la rimozione del commissario Domenico Arcuri, manager targato Pd, sempre vissuto di incarichi pubblici, senza mai aver dato prova di efficienza.

Arcuri appare come una vistosa espressione di quel sottobosco romano che ammorba la vita di questo Paese da sempre. Grave colpa di Conte fu scegliere questo grigio personaggio per un incarico così delicato e inedito, mettendo in secondo piano la Protezione Civile che con le emergenze ci convive da sempre e che quasi sempre ha centrato gli obiettivi, specie durante la gestione Bertolaso.  Non voglio infierire ulteriormente su Arcuri che è stato oggetto di tanti miei articoli nel corso un anno zeppo di errori , di inefficienza e persino di arroganza . Non ripeterò qui l’elenco delle sue vistose responsabilità che molti giornali hanno sempre taciuto o minimizzato e che pure apparivano sempre più evidenti anche agli occhi di semplici cittadini . Solo ieri certi giornali si sono accorti degli errori di Arcuri , da tempo ormai inviso a buona parte dell’opinione pubblica . Solo ieri il “Corriere della Sera” ha scritto quanto segue e che dovrebbe da solo portare la Magistratura ad aprire un’indagine : “Il solito consociativismo italiano che porta a distribuire le poche dosi di vaccino disponibili fra ordini professionali , amici degli amici e varie categorie non esposte, mentre milioni di anziani aspettano “. Di quel consociativismo Arcuri è stato ed è l’emblema, anche se non basta cacciarlo per rimediare . Il Presidente Draghi ha scelto il suo successore in un generale degli Alpini di grande esperienza proprio nel campo della logistica che nobilmente e sobriamente ha parlato di voler “servire la Patria”. Non si sentiva da tempo immemorabile ascoltare la parola Patria . Le primule appassite di Arcuri e il tricolore del Generale Figliuolo, potremmo dire, sintetizzando.
C’è stato subito qualche fazioso imbecille che ha palato di “militarizzazione “ del Paese . In effetti il ricorso ad un militare dimostra in modo lampante l’emergenza di oggi che un anno di incompetenze ha aggravato. Dopo un anno ci troviamo in condizioni peggiori senza poter intravvedete un’uscita. La gente e’ sempre più angosciata e di questo Draghi si è reso conto. Resta un mistero la sopravvivenza del piccolo politicante lucano al ministero della Salute .
Auguriamoci che la Penna Bianca possa fare il miracolo. Conte chiamo’i militari solo per “smaltire“ i morti di Bergamo, Draghi chiama il Generale per tutelare la vita degli Italiani che solo una vaccinazione di massa può preservare. Oggi ci sono le condizioni per tornare ad aver fiducia nello Stato, fermo restando che non si può fare di Arcuri il capro espiatorio di una gestione fallimentare della pandemia da parte del Governo Conte di cui si salva il solo viceministro Sileri, l’unico competente e, ironia della sorte, grillino: un vero ossimoro,  anch’esso espressione dei tempi pazzi che viviamo.

Vince la Juve ed accorcia le distanze dall’Inter capolista

Juventus-Spezia 3-0
Morata
Chiesa
Ronaldo

I bianconeri di Pirlo battono lo Spezia con 3 gol di scarto nella partita che di fatto ha aperto la venticinquesima giornata di Serie A. Le reti di Morata, Chiesa e Ronaldo affossano uno Spezia che nel primo tempo ha a larghi tratti dominato, ma nella ripresa l’hanno spuntata i bianconeri. Nel finale Szczesny ha parato un rigore a Galabinov.Una Juve in ripresa nonostante abbia faticato nel primo tempo contro una compagine coriacea e ben disposta in campo come quella spezzina.
Poi i bianconeri hanno dilagato trascinati dal solito fuoriclasse Ronaldo ben supportato dagli attaccanti Morata e Chiesa.

La zona rossa si estende ad altri 14 comuni piemontesi

Si amplia la zona rossa in Piemonte. Entrano nell’area off limits  12 comuni della Valle Po, nel Cuneese, e anche due nel Torinese connessi al  focolaio di Cavour , comune “rosso”  da sabato scorso

Il provvedimento riguarda Barge, Bagnolo Piemonte, Crissolo, Envie, Paesana, Gambasca, Revello, Martiniana Po, Oncino, Ostana, Rifreddo, Sanfront, tutti nel Cuneese, e Scalenghe e Bricherasio, nel Torinese.

Sono oggi  22 i Comuni piemontesi in zona rossa, compresi Cavour e i 7 Comuni della Val Vigezzo  nel VCO.

In questi Comuni è sospesa l’attività didattica nelle scuole di ogni ordine e grado ed è disposta la dad per gli studenti che vivono nell’area, ma frequentano le lezioni in altri Comuni non inseriti in zona rossa.

Previsto anche il potenziamento del tracciamento attraverso i tamponi e la messa in priorità per la vaccinazione degli anziani over80 domiciliati in zona rossa.

L’ordinanza sarà valida fino al 12 marzo.

 

Agriturismo in crisi, l’allarme degli operatori del settore

RISTORAZIONE. CARENINI (CIA PIEMONTE): AD UN ANNO DA INIZIO PANDEMIA URGE SERIA VALUTAZIONE SU RIAPERTURE

“Ad un anno dall’inizio della pandemia, ci troviamo a fare i conti con un’economia territoriale che va a singhiozzo, con i bilanci inesorabilmente in rosso delle nostre aziende agrituristiche, con la sofferenza di chi lavora soprattutto grazie al canale Horeca. Il 2020 è stato un anno decisamente duro per tutti ed è innegabile che la ristorazione e tutto il suo indotto abbiano pagato un prezzo altissimo in termini di perdite”. Così Gabriele Carini, presidente di Cia Piemonte, esprime preoccupazione per lo stallo del settore.

“Il nuovo Dpcm, il primo del governo Draghi, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, non introdurrà, purtroppo, alcuna novità rispetto al recente passato. Noi, però, crediamo – spiega Carenini – che si debba consentire l’apertura di bar e ristoranti laddove non vi sia rischio di assembramento. Servono provvedimenti mirati che tengano conto del diverso grado di rischio, non si devono accomunare le vie dello shopping e del divertimento tipiche delle grandi città con gli esercizi ubicati nei piccoli paesi e nelle aree rurali.  Ovviamente occorre agire con la massima attenzione alle norme di sicurezza per contrastare il contagio e avendo il massimo rispetto per la salute di ognuno”.

“Un’azienda a cui non viene permesso di lavorare – sottolinea il presidente di Cia Piemonte – è un’azienda che non produce. E di sicuro non è sufficiente il sistema di ristori attuato finora per risolvere i problemi. Si dovrà agire con consapevolezza, offrendo agevolazioni che davvero possano essere d’aiuto. Pensiamo al rimborso dei costi vivi sostenuti, al blocco dei mutui e delle tasse che vada oltre il periodo contingente e prosegua fin quando non ci sarà l’effettiva opportunità di lavorare e produrre reddito”.

“Rivolgiamo un appello ai parlamentari piemontesi – conclude Carenini -, e confidiamo nel fatto che possano portare a Roma le istanze delle centinaia di agriturismi che, loro malgrado, dovranno restare chiusi anche la prossima Pasqua”.

Dove Portano i Venti, la programmazione culturale 2021 del Polo del ‘900 di Torino

Crisi, transizioni, opportunità del nuovo decennio Decidere oggi come abitare il decennio che verrà. Con Dove portano i Venti, il Polo del ‘900 di Torino e i 22 Enti partner presentano il programma culturale 2021.

Un’ampia articolazione di progetti, iniziative, formati, linguaggi, luoghi e strumenti che attorno ai Venti costruisce una narrazione tra passato e futuro, per intercettare e rispondere a crisi, transizioni, opportunità del nuovo decennio.

Gli Anni Venti suggeriscono diverse dimensioni che verranno esplorate attraverso i numerosi progetti 2021 in partenza a marzo.

  • Venti sono gli anni del decennio che si apre con la sfida ecologica da vincere, modelli e approcci da ridefinire, dal sistema dei diritti al concetto di democrazia, dagli sviluppi dell’ingegneria genetica e dell’intelligenza artificiale, ai rischi di conflitti nucleari o biologici, dal rapporto tra lavoro e lavoratori fino ai crescenti squilibri in termini di accesso alle opportunità tra aree e popolazioni del pianeta, resi ancora più acuti dalla Pandemia.
  • Venti gli anni passati dall’inizio del nuovo millennio, segnato dall’attacco alle Torri Gemelle, cresciuto di pari passo con la rivoluzione digitale e l’esplosione di Internet, fratturato dalla crisi finanziaria del 2008.
  • I Venti del secolo scorso, un decennio denso di avvenimenti e fatti storici a livello nazionale e internazionale, generativo di visioni, ideologie, modelli di società e di sviluppo che hanno influenzato e informato in modo significativo gli anni a seguire. Un decennio che nasceva dopo una pandemia.
  • I venti sono anche i ventenni, la generazione Z, nata con il nuovo millennio, portatrice di modelli comportamentali, aspirazionali e visioni di futuro radicalmente diverse rispetto ai millennials e ai boomers. Non meri destinatari delle varie iniziative ma protagonisti attivi.
  • Questi anni Venti che ci apprestiamo a vivere portano anche verso il bilancio dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile, countdown che si chiude nel 2030 quando saremo chiamati a valutare la capacità di risposta di ognuno alle sfide globali.

Le dimensioni che i Venti suggeriscono costituiscono l’architettura di Dove portano i Venti, programma dall’ambizione biennale, che si svilupperà a livello regionale, dal vivo e in streaming, con format consolidati e proposte inedite, per mobilitare l’opinione pubblica sulle sfide più urgenti, locali e globali, con uno sguardo privilegiato al mondo della formazione e alle nuove generazioni.

FEBBRAIO

A cominciare dai Progetti Integrati 2021, frutto della filosofia collaborativa degli Enti partecipanti del Polo, come Polo Internazionale. Avere Vent’anni in…, cinque appuntamenti per approfondire lo stato dei diritti umani attraverso lo sguardo dei ventenni in cinque stati: Turchia, Egitto, Balcani, Siria e Libano – coordinato dalla Fondazione Vera Nocentini e dall’Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini.

Il progetto si apre questa settimana (22 febbraio), con un’azione a sostegno dei diritti umani: a un anno dalla carcerazione di Patrick Zaky – attivista e ricercatore all’università di Bologna detenuto in Egitto – negli spazi del Polo del ‘900 troverà posto l’installazione #unasediaperZaky dell’artista Gianluca Costantini, immagine scelta da Amnesty International come simbolo della campagna per la sua liberazione. L’immagine di Zaky accompagnerà tutti gli eventi della programmazione 2021. A partire da maggio, si entrerà nel vivo delle attività con il primo appuntamento Avere vent’anni nei Balcani.

 

MARZO

Il mese di marzo si apre su due temi centrali per la programmazione 2021 del Polo: futuro e ambiente.

Con VentiTrenta. Aspirazioni, capacità e progetti per cambiare il prossimo decennio verranno esplorati una vasta gamma di “scenari futuri”: da rappresentazioni e interpretazioni su trend, scenari e previsioni possibili alla dimensione progettuale a breve e medio termine.

Un percorso, coprogettato dal Polo del ‘900 e Forwardto – Studi e competenze per scenari futuri, fatto di talk, laboratori, workshop in partenza il 16 marzo con Visioni 2040 e strategia 2025, tra riflessioni e risultati a partire da un esercizio di immaginazione di futuri desiderabili condotto con metodi di foresight da parte di un centinaio di cittadini di Torino, da seguire sui canali del Polo – nell’ambito del progetto Felicità Civica in collaborazione con ass. Nessuno/Lombroso16.

Con I Venti dell’ambiente, invece, avrà inizio un percorso di meteorologia sociale, volto a indagare il tema della sostenibilità, interconnesso a economia, società, ambiente e cultura.

Nel workshop di apertura, 24 marzo alle ore 17.30, coprogettato con Nesta ItaliaArts and technology for Climate Change, a confronto arte e tecnologia per sensibilizzare e mobilitare sui temi del cambiamento climatico, in una diretta streaming da seguire sui canali social del Polo e di Nesta Italia, con l’intervento di Joseph GrimaMarco ScotiniOlga KisselevaSalvatore Iaconesi e Oriana Persiconell’ambito del progetto S+T+ARTS.

Molti altri progetti di Dove portano i Venti si attiveranno progressivamente nel corso dell’anno.

 

Come Dirittibus, che a partire dal mese di aprile trasformerà un bus in un museo itinerante arricchito con oltre 150 libri sui diritti, uno spazio aperto a eventi educativi, ludici, performativi in dialogo con i quartieri della città – guidato dal Museo Diffuso della Resistenza, in collaborazione con le Biblioteche Civiche.

Lo sport diventerà un prisma per interpretare le sfide attuali, ripercorrendone l’epopea dagli anni Venti del Novecento fino a oggi, con Sfide Sconfinate. Lo sport che cambia il mondo – coordinato dall’Unione Culturale Franco Antonicelli. Lo sport sarà anche il focus di N, magazine del Polo del ‘900, con un numero dedicato in uscita a maggio.

Con 9Cento Storie. Le culture politiche alla prova del tempo presente, un’indagine sulle culture politiche del Novecento e del loro significato oggi, attraverso sette protagonisti del Novecento d’ispirazione per i giovani – coordinato dal Centro Studi Piero Gobetti (settembre).

Alfabeto civico. Parole in gioco, un inedito percorso di didattica, rivolto a studenti dai 14 ai 19 anni, porterà il Polo del ‘900 e i suoi Enti all’interno delle scuole, per studiare l’educazione civica attraverso il gaming – capofila Fondazione Carlo Donat-Cattin, nell’ambito del Bando Civica di Compagnia di San Paolo (marzo).

Proseguiranno nel corso dell’anno importanti collaborazioni con Biennale Democrazia e con i festival Archivissima, CinemAmbiente, Lovers, Salone Internazionale del Libro di Torino e Festival delle Colline Torinesi sui temi dell’ambiente, dei diritti e delle nuove generazioni.

Continueranno i lavori di integrazione e valorizzazione dei patrimoni culturali custoditi dal Polo del ‘900 e dagli Enti partner grazie a 9centRo, hub degli archivi digitali del Polo, che nel 2021 amplia l’offerta integrando i patrimoni archivistici storici del Politecnico di Torino. L’importanza di valorizzare i patrimoni custoditi si concretizza in un progetto integrato dedicato: Archivi Con-nessi, con inediti percorsi di storytelling digitale per avvicinare nuovi destinatari alle fonti d’archivio – coordinato dall’Istituto Piemontese Antonio Gramsci (aprile).

Gli archivi saranno protagonisti anche della mostra 50 anni Fuori!, ospitata dal Polo del ‘900, curata dal Museo della Resistenza in collaborazione con la Fondazione Penna / Fuori! in occasione del cinquantesimo anno dalla nascita del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano (settembre).

Altri percorsi espositivi abiteranno il Polo del ‘900 nel corso del 2021, a cominciare da “75 anni dopo. La liberazione di Torino nelle fotografie di Felix de Cavero (in corso), “Ricordati di non dimenticare. Nuto Revelli, vita per immagini” (aprile), “Dai medici condotti al Sistema Sanitario Nazionale” (maggio), e dal percorso multimediale “Amazonia. The deep breath of the world” (ottobre).

Continuano anche per tutto il 2021 i contest creativi Accendi la Resistenza dell’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza, Filmare la Storia dell’Archivio Nazionale della Resistenza, HOME – House of Memory & Engagement dell’Istituto Gramsci, il Club dei Creativi del Centro Pier Giorgio Frassati e i progetti didattici Linguaggi della Contemporaneità con la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, e Novecento: storie di passaggi e di diritti – 1920-2020: Diritti conquistati, diritti negati, dell’Istoreto. Si avvia, inoltre, una collaborazione con la rivista Doppiozero su tutto il programma dei Venti. Continuano anche per il 2021 le attività di animazione territoriale in collaborazione con la Portineria di Comunità della Rete Italiana di Cultura Popolare. Il tema dell’Europa verrà sviluppato nell’ambito di un progetto promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo sui giovani e l’Europa.

Tre progetti speciali completano il programma 2021 con numerosi momenti di approfondimento che avranno luogo nella seconda metà dell’anno: Colonialismo, a cura dell’Archivio Nazionale della Resistenza; Tra guerra e dopo-guerra: una tregua, un nuovo inizio dedicato a Primo Levi, a cura del Centro Internazionale di Studi Primo Levi, e infine DuemilaVenti. Retrospettiva, critica generazionale sul 2020, a cura del Centro di Studi Piero Gobetti.

Dove portano i Venti, programmazione 2021 del Polo del ‘900 e dei suoi 22 Enti partner, in collaborazione con una fitta rete di realtà nazionali e non, è stata pensata in forma doppia e ibrida, da seguire in presenza in Via del Carmine, 13 e 14 a Torino, secondo le norme di sicurezza in vigore, e online sui canali web del Polo del ‘900.

Per tutti gli aggiornamenti: www.polodel900.it.

Sergio Soave, presidente della Fondazione Polo del ‘900: “Ho temuto, in questi mesi, che la pandemia costituisse un ostacolo per la vita e l’identità del Polo del ‘900, e ho tante volte pensato che il malefico virus avesse ahimè ridotto il “treno ad alta velocità” con cui si procedeva speditamente. Per fortuna non è andata così e, sebbene fortemente rallentata da tutti i vincoli delle chiusure, la nostra attività ha saputo trovare nuove vie che ci hanno permesso di ripartire con tutta l’energia, l’inventiva e la passione con cui ci si è mossi nei tre anni precedenti. Ne è un esempio questo programma “Dove portano i venti”, costruito grazie all’apporto e al confronto reciproco di tutte le fondazioni afferenti al Polo che sentitamente ringrazio. Chi avesse pensato che per noi i venti, cioè gli anni Venti, significassero solo una rimemorazione del decennio fatale del secolo scorso, sarà forse sorpreso dalle molteplicità di significati e di indicazioni che quel semplice titolo comporta. Certo sarà importante recuperare e ridiscutere la memoria di eventi, personaggi, esperienze del passato, ma, come si vede, lo si farà per affrontare i temi cruciali che questo decennio del nostro secolo pone alla cultura e, conseguentemente, alla politica, all’economia, alla società. Lo spettro molto ampio di argomenti e di tematiche sarà inoltre affrontato cercando linguaggi nuovi adatti all’incontro con le giovani generazioni, primario obiettivo del nostro quotidiano impegno. Qualcuno ha detto che, per parlare con loro, dovremmo intanto definirci “Polo del 2000”. Si vedrà, ma intanto, senza rinnegare origini e vocazioni, “i venti del 2000” soffieranno proprio in quella direzione”.

 

Alessandro Bollo, direttore della Fondazione Polo del ‘900: “Un programma di eventi e attività di respiro biennale, che delle grandi sfide del nuovo decennio fa il suo focus centrale. Dove portano i Venti è il risultato della collaborazione e del lavoro corale del Polo e dei suoi 22 Enti partner; un percorso che ha coinvolto moltissimi compagni di viaggio del panorama nazionale e internazionale grazie ai quali il tema dei Venti troverà espressione in numerose forme e linguaggi. Sarà un programma ibrido, pensato non solo per (r)esistere alla prova del Covid-19, ma per sperimentare nuove modalità di fruizione, dal vivo e online e che coinvolgerà numerosi spazi aperti del territorio a Torino e in Piemonte. La componente digital rimarrà molto viva, nel corso del 2020 abbiamo avuto la possibilità di sperimentare numerosi format digitali che viaggiano molto oltre le mura del Polo: maratone online, podcast e contenuti on demand, accolti con grande interesse dai nostri interlocutori abituali e non, che miglioreremo ulteriormente per permettere ai nostri pubblici, vicini e lontani, di partecipare alle tante iniziative pensate per loro. Per cominciare un percorso insieme che indaghi i problemi più urgenti del presente e che con la stessa urgenza trovi delle risposte per spostare anche di un solo centimetro la direzione in cui vogliamo che vada il decennio a venire”.