Una 74enne è accusata di estorsione nei confronti di un anziano ultraottantenne di Acqui Terme col quale aveva intrapreso una relazione extraconiugale. La donna lo aveva convinto che alcuni uomini dell’Est europeo possedessero foto imbarazzanti che li ritraevano in atteggiamenti intimi e che per non farle avere alla moglie era necessario pagare. Per nove mesi l’uomo si era fatto convincere a nascondere nel vano motore dell’auto il denaro che ignoti prelevavano per non divulgare il segreto, poi l’anziano si e’ rivolto ai carabinieri. I militari all’ennesima richiesta di pagamento, tramite un bigliettino sul parabrezza, si sono appostati vicino all’auto e hanno sorpreso la 74enne che recuperava il denaro.
Art Site Fest. Settima edizione
Sul tema “Closeness/Prossimità”, 14 le sedi coinvolte fra arte, danza e teatro
Dal 16 settembre al 25 novembre

Nel corso di sette edizioni, sono stati centinaia gli artisti coinvolti. “Rassegna di discipline artistiche finalizzate a portare l’arte contemporanea in luoghi – come residenze storiche, dimore reali, musei e luoghi d’impresa – non usualmente destinati ad esposizioni o manifestazioni artistiche”, alla settima edizione di “Art Site Fest” è stato dato il via ufficiale (con una presentazione a Palazzo Madama, che dal 19 ottobre ospiterà, nell’ambito della rassegna, due sculture di grandi dimensioni e site-specific di Carlo D’Oria) giovedì scorso 16 settembre con l’inaugurazione di due mostre davvero speciali. In tutti i sensi. La prima, “Regio Contemporaneo. L’arte incontra l’opera” ospitata all’“Archivio di Stato” di piazza Castello (in mostra bozzetti, disegni, fra cui quelli di di Mastroianni per la cancellata del Regio, costumi e fotografie di scena di Giulio Paolini, Botto & Bruno e Mimmo Paladino che testimoniano appieno la relazione proficua, in oltre trent’anni di produzioni, fra i due Enti) e la seconda “De Sidera” allestita presso le Sezioni Riunite dell’“Archivio di Stato” di via Piave in cui sono visibili dodici opere dedicate al cosmo e alle stelle, progetto realizzato per l’“Archivio” dal pittore di origina argentina Ernesto Morales in cui si racconta (desiderio da “De Sidera”) dell’impossibilità di avvicinarsi ad una dimensione lontana ed anelata. Già, perché se il tema su cui s’incentra l’edizione 2021 della rassegna è la “Prossimità”, dopo i lunghi e difficili mesi di pandemia in cui abbiamo imparato a proteggerci mantenendo la necessaria distanza dagli altri, è pur vero che “sarà difficile recuperare la distanza sociale che ci siamo imposti, dimenticando quanto è accaduto”, dice il direttore artistico, Domenico Maria Papa.
Che prosegue: “Sarà faticoso riprendere l’abitudine al contatto dopo averlo così strettamente legato al contagio. Ma quando riusciremo a farlo, forse, ritroveremo il senso autentico di una prossimità necessaria, con la quale, all’inizio della nostra storia, imparammo a incontrarci, a trasmetterci emozioni, sentimenti e conoscenze”. “Prossimità”, dunque, quale soggetto e obiettivo, cui aiutarci a tendere, di “Art Site Fest”, spalmata, fino al 25 novembre, su ben tredici sedi: Parco delle Vallere (Moncalieri,), Castello di Govone (Govone), Chiesa dello Spirito Santo (Govone), Castello di Ussel (Châtillon), Castello Gamba (Châtillon), Archivio di Stato (Torino), Palazzo Madama di Torino, Palazzina di Caccia di Stupinigi (Nichelino), Castello di Masino (Caravino), Castello della Manta (Manta), Palazzo Madama (Torino), Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (Buttigliera Alta), Area archeologica della “Nuvola Lavazza” (Torino) e “Heritage Lab” Italgas (Torino). Prossimo appuntameno, venerdì 24 settembre (dalle ore 17,30) alla “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, che ospiterà “Neighbours”. Le sale e gli esterni della settecentesca residenza juvarriana vedranno convivere in un’originale “prossimità” di buon “vicinato” le opere site-specific di artisti parecchio distanti per concettualità e linguaggio espressivo fra loro: dal malaghiano Pablo Mesa Capella al più riflessivo Fabian Albertini, da Emilia Faro (con opere fortemente incentrate sulle tracce del vissuto umano) alle suggestioni scultoree dei torinesi Diego Dutto e Carlo D’Oria. Sabato 25 settembre, la rassegna si sposta nella Vallée. Il “Castello di Ussel”, a Chatillon (a partire dalle ore 17), si aprirà per la prima volta all’arte contemporanea con la mostra della giovane fotografa torinese Carola Allemandi, che esporrà per l’occasione i suoi più recenti lavori in bianco e nero ispirati, attraverso un singolare e nuovo punto di vista, alla montagna e alla sua natura. Non solo. Con inizio alle ore 18, sempre al “Castello di Ussel”, sarà di scena l’attore Toni Mazzara con il reading “Jan della balena”, l’incontro immaginario fra Albrecht Durer e un giovane aspirante pittore “in un racconto che tratta il tema della natura, della bellezza e della decadenza”. A chiudere il mese di settembre, domenica 26 (ore 17,30), al “Castello di Masino” a Caravino, sarà “Donne d’arte e di scienza”, reading dell’attrice moncalierese Sara D’Amato, che racconterà importanti figure di donne, fra l’arte e la scienza: spettacolo pensato in collaborazione con il FAI, Fondo Ambientale Italiano, in cui si compie “un viaggio nel tempo, dal tono leggero e divertente, in compagnia di donne che hanno rivoluzionato il mondo della matematica, della fisica, dell’astronomia, della filosofia, della pittura e della scultura”. E gli appuntamenti, nel solco di un’idea privilegiante le “diversità” dei temi e delle discipline, proseguiranno nei mesi di ottobre e novembre, secondo un’agenda consultabile su: www.artsitefest.it
La partecipazione e la visita agli eventi di “Art Site Fest” è gratuita, tranne in alcune sedi dove è previsto un biglietto di ingresso. È necessario fare riferimento ai siti web delle diverse sedi per conoscere modalità e orari di accesso che possono variare da sede a sede.
g.m.
Nelle foto
– Burri: foto di scena “Tristano e Isotta”, 1976
– Inaugurazione mostra “De Sidera” di Ernesto Morales
– Danza contemporanea, Castello di Govone
Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Piemonte): “Il Governo avrebbe dovuto assumersi la responsabilità della salute dei cittadini non imponendo il Green Pass a tutti i lavoratori, ma attraverso l’obbligo vaccinale “
“Una cosa è chiara: va fatto tutto il possibile, affinché non si verifichi una quarta ondata della pandemia che potrebbe portare a nuovi stop della produzione e conseguente nuova cassa integrazione, ad una ulteriore riduzione dei consumi ed ad una gelata sul turismo. Sono fermamente convinto che il diritto alla salute deve accompagnarsi ad un dovere ed alla responsabilità individuale nella cura della propria salute”. Ad affermarlo è Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, commentando il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri.
“Il Governo avrebbe dovuto, però, assumersi la responsabilità della salute dei cittadini non attraverso l’estensione dell’obbligo del Green Pass a tutti i lavoratori, ma attraverso l’obbligo vaccinale – prosegue Felici – Attendiamo, inoltre, un chiarimento da parte del Governo sulla portata finale del passaggio art. 3, perché a nostro avviso c’è poca chiarezza nell’interpretazione per le imprese con meno di 15 dipendenti”.
“Restiamo convinti – conclude Felici – dell’inevitabilità della scelta della vaccinazione, come strumento per accelerare il percorso di uscita dalla crisi e per rilanciare l’economia. Di contro l’obbligatorietà del Green Pass, anche nelle aziende, ci pare una soluzione poco coraggiosa. Rimane ora fondamentale il compito delle parti sociali nell’accompagnare questa scelta con un aiuto alla comprensione e all’attuazione nei confronti delle aziende e dei lavoratori evitando, nel limite del possibile, di aumentare la spaccatura che sul tema si è prodotta nel Paese. In questo momento, però, l’accompagnamento di tutte le parti sociali a questo passaggio è fondamentale ed è un atto di responsabilità evitare azioni o toni divisivi”.
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Il 25 settembre torna il GRAN GALA’ DI ORTI GENERALI.
Arrivano le mucche a Torino sud! A Orti Generali una serata di raccolta fondi per il cibo e le cure di due mucche scozzesi.
Il 25 settembre alle 20:00, Orti Generali organizza per il secondo anno una serata di festa e raccolta fondi con asta di beneficenza a sostegno del prossimo arrivo nella fattoria di due mucche Highlander, una razza scozzese dal lungo pelo fulvo e dalle ampie corna, che vivono allo stato brado.
Sono animali poco esigenti e a differenza delle classiche mucche sono meno selettive al pascolo e mangiano anche piante infestanti. La fattoria di Orti Generali si prepara così ad accogliere ad inizio ottobre una mucca di nome Baboo con il/la su* vitellin*, che diventeranno i protagonisti del parco e contribuiranno a tenerlo curato in maniera ecosostenibile.
I cuochi della cena saranno le ortolane e gli ortolani di Orti Generali che prepareranno 20 piatti con gli ingredienti dell’orto. I partecipanti alla serata potranno assaggiare e votare 10 piatti a scelta, al termine della cena avverranno le premiazioni dei piatti più votati, degli orti più belli e dei look più stravaganti.
Informazioni utili:
COSA: Gran Galà di beneficenza con cena, asta e musica
DOVE: Strada Castello di Mirafiori, 38/15, Torino – Orti Generali
QUANDO: Sabato 25 settembre 2021, dalle 20:00 (in caso di maltempo la cena si svolgerà il 26 settembre)
COME: Acquistando il biglietto su www.ortigenerali.it o presso il chiosco (aperto venerdì 16-22 e sabato e domenica, 10-22) che per 20 € include 10 assaggi di piatti ortolani, 1 bicchiere di vino o birra, partecipazione all’asta, premiazione e musica.
DRESS CODE: Esagerato! Da Gran Galà con tanto di cappello e scarpe da orto.
INFO: www.ortigenerali.it/gran-gala-2021
Ingresso riservato ai soci. Possibilità di associarsi con contributo di € 1 su www.ortigenerali.it/diventa-socio/
E’ un evento realizzato con la partecipazione di Nova Coop con “GranDesco: il cibo che include”, nell’ambito del progetto Im.patto e in collaborazione con Mirafood – Comunità urbana di Slow Food per la valorizzazione del territorio di MirafioriSud, il progetto europeo FUSILLI, Engim San Luca e Fondazione della Comunità di Mirafiori.
L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto Europeo FUSILLI — Urban Food Planning, per stimolare una rete di condivisione delle conoscenze e di apprendimento per affrontare la sfida della trasformazione del sistema alimentare in città. A questa prima serata seguiranno nuovi eventi per favorire la condivisione della memoria storica del quartiere in connessione con il cibo e l’economia circolare.
Antiaging e Anti Invecchiamento. Trova la differenza
IL PENSIERO DI VIRGINIA
L’invecchiamento naturale è un fenomeno prettamente legato al trascorrere degli anni, mentre la parola antiaging significa anti invecchiamento e antietà.
Cerchiamo di non confonderle perchè agiscono su piani diversi.
Oggi è possibile rallentare il processo di invecchiamento cellulare, ma quello che siamo geneticamente e la predisposizione a sviluppare malattie ed infiammazioni, contribuiscono ad accelerare l’invecchiamento.
Usare invece procedure antiaging non vuol dire assolutamente rallentare l’invecchiamento, ma porre rimedi di carattere principalmente estetico per apparire al meglio.
Mi è sembrato doveroso rivolgermi a chi di questi argomenti ne ha tratto dei libri, come il Dott. Marco Zanetti, Biologo, Farmacista e specialista in Scienze dell’Alimentazione:
Dott. Zanetti cosa vuol dire rallentare l’invecchiamento (slow aging) o rivolgersi a procedure antaging?
“C’è una grande differenza tra i due e l’approccio è diverso.
Per rallentare l’invecchiamento dell’orologio biologico e aiutare il nostro corpo a vivere una vita più lunga occorrono una serie di azioni come fare un’attività fisica moderata, mangiare alimenti di origine vegetale in porzioni adeguate, ridurre gli zuccheri, mangiare considerevolmente più proteine, che con gli anni si assorbono di meno e sono alla base di tutti i nostri tessuti.
Infine è importante integrarsi adeguatamente con vitamine e anti ossidanti studiati ad hoc.
A questo punto Dott.Marco Zanetti cosa vuol dire allora attivare azioni anti aging per sembrare più giovani?
“Lei ha usato le parole giuste. Antiaging è tutto ciò che combatte e nasconde il processo di invecchiamento dal punto di vista dell’apparenza. L’invecchiamento è un processo naturale.
Se mi sottopongo ad un trattamento medico estetico o estetico per sembrare più giovane, sto lavorando ad un processo antiaging.
Se faccio pesi ho un effetto antiaging in quanto contrasto l’aspetto estetico dell’invecchiamento legato alla perdita di massa muscolare.
Se mi tingo i capelli faccio estetica anti invecchiamento, ma non lo rallento.
Fare antiaging quindi non significa fare anti invecchiamento.
Se faccio invece anti invecchiamento a volte sto facendo anche antiaging, in quanto i risultati raggiunti esteticamente ne possono essere l’espressione.
Infine le terapie ormonali sostitutive sono terapie antiaging ma non anti invecchiamento: anzi a volte lo potrebbero pure accelerare”.
Scrivetemi a tuchiediloame@gmail.com o contattaci in redazione al numero 348 544 0956 e saremo felici di aprire un contatto diretto o una chat fra me e voi.!!
Turno infrasettimanale serie A: Juve e Toro
5’giornata
Mercoledì 22 settembre ore 18.30
Spezia-Juventus
Giovedì 23 settembre ore 18.30
Torino-Lazio
Dopo 4 giornate di campionato il responso è questo:Toro al decimo posto con 6 punti secondo le aspettative della vigilia e con margini di miglioramento, delusione Juve al 18esimo posto con soli 2 punti.
In casa bianconera l’atmosfera è tesa anche se Max Allegri ostenta tranquillità.C’è una confusione tecnico tattica alla base:rinunciare a Ronaldo è meno facile del previsto.Stanno deludendo i giovani come Chiesa,Dybala, Kulusevsky,De Ligt che dovrebbero trascinare la squadra verso ben altri lidi.Il cambio di modulo continuo non agevola i calciatori che spesso giocano fuori ruolo.L’impressione che si ha da fuori è che la Juve non ha più una sua precisa identità sia dal punto di vista tecnico/ tattico che della personalità.
Situazione ben diversa in casa granata dove si respira ottimismo e voglia di stupire dopo 2 stagioni trascorse a raggiungere una salvezza sofferta alla penultima giornata di campionato.
Juric ha dato un’identità al Toro,voglia di vincere,occupazione del campo in tutti i settori,pressing alto e tanti tiri in porta con tutti i giocatori della squadra,un organico vasto composto, finalmente,da giocatori di qualità sia tra i titolari che tra chi siede in panchina.Forse sarà l’anno buono per la qualificazione in Europa sia essa Europa League o Conference League
Vincenzo Grassano
Una nuova scultura dell’artista sardo Osvaldo Moi dal titolo “La famiglia”, collocata in una rotonda a Pianezza, celebra la ritrovata armonia da parte dei componenti familiari dopo lo tsunami della pandemia
Una nuova opera dello scultore sardo Osvaldo Moi è stata inaugurata lo scorso sabato 18 settembre a Pianezza, nell’aiuola verde della rotonda tra Strada della Cortassa e viale Aldo Moro. L’installazione si intitola “La famiglia” ed è ispirata al concetto di nucleo familiare che torna a fruire, finalmente, dopo il lockdown, della natura.
“Profondo rispetto e ammirazione mi legano – spiega lo scultore Osvaldo Moi – alla città di Pianezza, un Comune in cui valori come patria, famiglia e arte, ma anche natura e cultura costituiscono da sempre un principio ispiratore della vita cittadina. Già nel 2009 ero stato, infatti, coinvolto nella realizzazione e collocazione nel parco della Pace di una copia del monumento ai Caduti di Nassiriya, installato come primo lavoro di arte pubblica nel 2004 a Novara e, due anni dopo, a Torino, in piazza d’Armi”.
“Stiamo vivendo, e mi auguro di poter dire che siamo quasi alla fine di questo periodo – aggiunge lo scultore Moi – un lungo periodo in cui il Covid ha travolto le nostre esistenze. I successivi lockdown ci hanno reso sempre più consapevoli dell’importanza di stare a contatto con la natura. La natura e l’arte, nelle loro varie forme, sono state di grande conforto per molte persone. Il prezzo più alto di questo difficile periodo di distanziamento credo lo abbia pagato la famiglia, intesa come nucleo portante della società e, in particolar modo, la donna. Molte di loro sono state, infatti,oggetto di violenza entro le mura domestiche e a molte di loro è stata tolta la vita.
Ispirata da questi pensieri ha preso le mosse questa mia nuova progettazione artistica, che è stata collocata nello spazio tra Strada della Cortassa e viale Aldo Moro. Si tratta di un progetto nato diverso tempo fa dalla proposta di realizzare una scultura in centro a Pianezza. A distanza di mesi questa idea si è convertita nella volontà di abbellire non più il centro cittadino, ma una più ampia rotonda. Mi hanno, così, proposto un’area verde con piante ecespugli, che per me avrebbe rappresentato lo spazio migliore per celebrare la famiglia e la sua guida, la Donna (con la D maiuscola)”.
“Quell’immagine – prosegue l’artista Osvaldo Moi – e quei profili in lontananza sul prato erano vivi in movimento, capaci di sprigionare energia e quel desiderio di libertà, così profondamente avvertito dopo un anno di chiusure forzate. Ho riportato l’idea su di un pezzo di carta e quel fermo immagine su un A 4, che ha conquistato i non addetti ai lavori. La mia idea ha poi convinto il sindaco che, partendo da un budget limitato, ha voluto cogliere la possibilità di tributare, attraverso la realizzazione di un’opera d’arte pubblica, quei sentimenti di serenità e libertà che stiamo iniziando a percepire, attraverso un omaggio alla Donna. Da artista non ho disdegnato la scelta di mere sagome e su quella lamiera ho inciso sentimenti di spensieratezza che potessero allontanare il ricordo dei mesi di malinconia, tristezza e restrizioni.
L’uomo, in quanto figura maschile, non è assolutamente stato da me dimenticato, anzi colto all’interno delle sei figure oltre la rotonda, nell’atto di guardare la sua famiglia, la sua donna, il suo cane”.
Un messaggio, quello che ha voluto trasmettere lo scultore Osvaldo Moi con questa sua nuova scultura, di ritrovata armonia e rinnovata serenità.
Mara Martellotta
Cani avvelenati, un incontro per evitare il problema
Il progetto IREBA-19 inviato al tavolo della Direzione Generale della Salute e della Sicurezza alimentare e dell’Intergroup on the Welfare and Conservation of Animals della Commissione Europea con il Patrocinio dell’Università di Udine approda in Piemonte, il 26 settembre 2021 con un’evento denominato “indifferenza e rifiuto alle esche e bocconi avvelenati” e si svolgerà nel Comune di RIVA PRESSO CHIERI (Torino) nel centro di Addestramento di Cani da Soccorso S.C.O.V ODV con la collaborazione dell’Associazione Casa di Axel e Mare & Monti Team Cinofilo Genova.
Eventi musicali nelle terre dei Savoia
L’ACCADEMIA CORALE STEFANO TEMPIA 1875 IN COLLABORAZIONE CON ITINERARI IN MUSICA PROPONE
LA ROUTE ROYALE DELL’ARTE E DELLA MUSICA –
“EVENTI MUSICALI E ITINERARI D’ARTE NELLE TERRE DEI SAVOIA”
UN PERCORSO MUSICALE INTERNAZIONALE
PER LA VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI DEL TERRITORIO
Per informazioni soloclassica@gmail.com
Tel. 011 020 98 82
in occasione delle Giornate del Patrimonio
26 SETTEMBRE
DOPPIO SPETTACOLO ORE 11 e alle ORE 15
Palazzo Carignano – Via Accademia delle Scienze 5 Torino
Albinoni e l’ambiente veneziano nel 350° della nascita
Ensemble Trigono Armonico
Maurizio Cadossi, violino
Claudia Monti, violino
Marco Angilella, violoncello
Valentino Ermacora, clavicembalo
Tomaso Albinoni (1671-1751)
Sonata XII in si bemolle maggiore per due violini e b.c. op.1 (1694)
Antonio Vivaldi (1678-1741)
Sonata VI in sol minore per due violini e basso continuo op. 5 (1716)
Alessandro Marcello (1673-1747)
Sonata IV in la minore per violino e basso continuo (1738)
Tomaso Albinoni
Sonata VII in re maggiore per violino e basso continuo (1712)
Improvvisazione su tema di Tomaso Albinoni per violino e clavicembalo
Antonio Caldara (1670-1736)
Sonata III in re maggiore per due violini e basso continuo op. 2 (1699)
ALBINONI E L’AMBIENTE VENEZIANO NEL
350° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA
giovanni tasso
Il 350° anniversario della morte di Tomaso Albinoni costituisce l’occasione ideale non solo per riscoprire la vasta produzione di questo autore – oggi oscurato dalla fama del suo contemporaneo Vivaldi – ma anche per riconsiderare il vastissimo repertorio strumentale che fiorì nella Serenissima nella prima metà del XVIII secolo. In effetti, nonostante la loro altissima levatura artistica molti autori come Benedetto e Alessandro Marcello e il successivo Baldassare Galuppi continuano a godere di una notorietà che spesso – fatti salvi alcuni lavori – non si spinge oltre le non troppo folte schiere di appassionati del Barocco. Lo stesso Albinoni è passato alla storia per un solo brano, l’abusatissimo Adagio in sol minore per archi e organo, che peraltro non è nemmeno suo, visto che venne composto nel 1958 “à la manière de” dal musicologo Remo Giazotto.
Nato nel 1671 in una abbiente famiglia veneziana, Albinoni era solito definirsi “musico di violino dilettante veneto”, perché ai suoi tempi la professione artistica era ritenuta poco confacente con uno status sociale elevato, una scelta che del resto negli stessi anni venne presa anche dal patrizio Benedetto Marcello. Questa posizione non impedì però ad Albinoni di dedicarsi alacremente alla musica per tutta la sua vita, come si può facilmente notare dalla sua vastissima produzione, che conta undici raccolte di sonate e concerti date alle stampe nell’arco di 45 anni, oltre 40 cantate per voce e basso continuo e una cinquantina di opere serie, tuttora in attesa di essere riscoperte. Albinoni venne apprezzato dai suoi contemporanei soprattutto per le sue opere strumentali, basate su una impeccabile struttura formale e pervase da una intensa vena melodica, che veniva spesso affidata al violino e all’oboe, strumento quest’ultimo che iniziò ad assumere una dimensione solistica proprio grazie ai suoi Concerti op. 7 e op. 9. Il valore dell’ispirazione di Albinoni trova piena conferma nel fatto che il giovane Bach studiò a fondo le sue opere e ne trascrisse per organo almeno una, il Concerto in sol minore BWV 983.
Il programma di questo concerto consente di farsi un’idea molto chiara dell’evoluzione dello stile di Albinoni, grazie alla presenza di due opere scritte a quasi vent’anni di distanza l’una dall’altra, la Triosonata in si bemolle maggiore op. 1 n. 12, brano concepito secondo il modello della sonata da chiesa (ossia con una doppia alternanza di movimenti lenti e veloci), con il quale nel 1694 l’appena ventitreenne Albinoni si affacciò sul panorama musicale veneziano, e il ben più maturo Trattenimento armonico per camera op. 6 n. 7, pubblicato nel 1712.
A questi due brani di Albinoni fanno corona altre tre belle pagine, la Triosonata op. 5 n. 6 RV 72 di Antonio Vivaldi, data alle stampe nel 1716 dalla celebre casa editrice di Amsterdam Jeanne Roger, la Triosonata in re maggiore op. 2 n. 3 di Antonio Caldara, autore che seppe affermarsi nelle tre capitali culturali più raffinate della sua epoca, vale a dire Venezia, Roma e Vienna, al punto da essere considerato dai suoi contemporanei uno dei musicisti più autorevoli della sua epoca, e la Sonata quarta di Alessandro Marcello, fratello maggiore del citato Benedetto, che abbinò a una intensa carriera politica e amministrativa (svolse tra le altre cose importanti incarichi diplomatici in Oriente e fu membro sia del Maggior Consiglio sia del Consiglio dei Quaranta, due delle istituzioni di maggior rilievo della Repubblica di Venezia) una brillante attività musicale, che lo vide spesso celato sotto lo pseudonimo arcadico di Eterio Stinfalico. Oggi questo compositore di grande talento e dai molteplici interessi artistici è conosciuto quasi esclusivamente per il suo Concerto in re minore per oboe, archi e basso continuo, che venne prima trascritto da Bach (BWV 974) e oltre due secoli più tardi fu inserito nella colonna sonora del film Anonimo veneziano diretto da Enrico Maria Salerno.
Trigono Armonico
Convinti che i suoni della musica antica (ma non i metodi e la ricerca) siano fatalmente irrecuperabili alle sensazioni e all’orecchio, e che qualsiasi filologia non possa che essere rivolta alla percezione del presente, i membri del Trigono Armonico praticano un lavoro di ricerca e di interpretazione che possa dar ragione del passato in quanto avvertito e vissuto oggi. In questo senso le diverse e molteplici esperienze maturate dai vari componenti offrono punti di vista che permettono di affrontare con soluzioni mai univoche la varietà di problemi e situazioni che i singoli autori di musica antica propongono di volta in volta. Queste ottiche diverse collaborano al lavoro di ricerca del gruppo che, partendo dall’enorme scrigno musicale dell’epoca farnesiana, si proietta alla riscoperta di pagine e autori di musica antica italiana, in particolare quelli operanti nell’area lombardo-emiliana sei-sette – ottocentesca, che possano illustrare la varietà del mondo sonoro di quei secoli, e la sua validità emozionale rimasta intatta anche per gli ascoltatori contemporanei. Dimensione emozionale che si pone come l’iniziale pretesto per rivivificare ed attualizzare, attraverso una visione storicamente corretta, tale realtà che affonda le radici in un contesto culturale assai vario.
Cadossi Maurizio
Nato a Parma nel 1964 dove si è brillantemente diplomato in violino e viola presso il Conservatorio “Arrigo Boito”. Ha frequentato nel 1984 i corsi di alto perfezionamento tenuti da Henrik Szeryng presso il Conservatorio di Ginevra, per perfezionarsi successivamente con Renato Zanettovich (Scuola di Musica di Fiesole), Gigino Maestri e Franco Claudio Ferrari. Da sempre attento alla musica barocca si è altresì diplomato in violino barocco presso la Civica Scuola di Musica di Milano. Particolarmente attivo in ambito cameristico deve la sua formazione ad Elisa Pegreffi e Franco Rossi, membri del celebre Quartetto Italiano, per il quartetto d’archi, al fondatore del Trio di Trieste Dario De Rosa e al violinista Giuliano Carmignola per quanto riguarda la Musica da camera. Premiato in diverse rassegne musicali internazionali ha tenuto concerti, sia in veste di solista che nel ruolo di camerista, affrontando un repertorio che va dal tardo Rinascimento alla Musica di oggi, in tutta Italia nell’ambito di importanti festival e rassegne: Teatro Regio di Parma, Teatro Verdi di Trieste, Estate Musicale Senese, Bologna Festival, Stagione RAI di Milano, Autunno Musicale di Como, Accademia Filarmonica Romana, Festival Barocco di Viterbo, Teatro Massimo di Palermo, Ravenna Festival, Festival Monteverdi di Cremona, Settimane Musicali di Stresa, Festival Lodoviciano di Viadana, Festival MITO, Amici della Musica di Firenze, Amici della Musica di Pistoia, I Concerti del Quirinale, Antiqua di Accademia del Ricercare, ecc.; in tutta Europa: Parigi, Lisbona, Porto, Vienna, Praga, Monaco di Baviera, Barcellona, Palma di Majorca, Santander, Amsterdam, Bruxelles, Nizza, Basilea, Lucerna, Ginevra, Lugano, Düsseldorf, Linz, ecc.; Stati Uniti (New York, Palazzo dell’ONU, Washington, Baltimora, Athens, ecc.) Canada, Messico (Festival Cervantino, ecc.), Sud America (Teatro Colon di Buenos Aires, ecc.) e Giappone (esecuzione delle Quattro Stagioni di Vivaldi alla Concert Hall di Kyoto, ecc.) Ha collaborato con artisti come G. Carmignola, M. Brunello, U.B. Michelangeli, G. Garbarino, A. Lonquich, G. Bernasconi, F.M. Bressan, S. Montanari, M. Crippa, C. Bartoli, K. Ricciarelli, J. Galway e altri. È primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Savona dove compare tra i fondatori dell’Ensemble Voxonus, gruppo strumentale con strumenti originali nato all’interno dell’orchestra stessa.
Il bollettino Covid di martedì 21 settembre
COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16,30
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 225 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 90 dopo test antigenico), pari all’ 1,0% di 22.240 tamponi eseguiti, di cui16.798 antigenici. Dei 225 nuovi casi, gli asintomatici sono 121(53,8%).
I casi sono così ripartiti: 98 screening, 111 contatti di caso, 16 con indagine in corso, 4 importati (3 dall’estero).
Il totale dei casi positivi diventa quindi 381.253, così suddivisi su base provinciale: 31.223 Alessandria, 18.111 Asti, 12.018 Biella, 54.987 Cuneo, 29.673 Novara, 203.119 Torino, 14.245 Vercelli, 13.595 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.575 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.707 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 21 (- 3 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 199 (– 6 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 3.536.
I tamponi diagnostici finora processati sono 6.895.221 (+ 22.240rispetto a ieri), di cui 2.131.745 risultati negativi.
I DECESSI DIVENTANO 11.749
Un decesso (nessuno nella giornata di oggi) di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte.
Il totale diventa di 11.749 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.572 Alessandria, 717 Asti, 434 Biella, 1.458 Cuneo, 947 Novara, 5.614 Torino, 532 Vercelli, 375Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.
365.748 GUARITI
I pazienti guariti diventano complessivamente 365.748 (+289rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 29.266Alessandria, 17.171 Asti, 11.485 Biella, 52.975 Cuneo, 28.558Novara, 195.588 Torino, 13.571 Vercelli, 13.144 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.486 extraregione e 2.504 in fase di definizione.