Accadde oggi
Ancora Milan in accadde oggi: sono passati 17 anni da quel triste giorno per i tifosi del Milan. Il 25 maggio del 2005 avvenne l’incredibile rimonta del Liverpool nella finale di Champions League proprio contro i rossoneri. Ad Istanbul un vero e proprio incubo per il Milan, una notte magica per i tifosi dei Reds. La squadra di Ancelotti chiuse il primo tempo con il nettissimo risultato di 3-0 grazie alle reti di Maldini, Crespo e Kakà.Coppa già in bacheca? Macché!!Un Liverpool mai domo ed infatti la squadra di Rafa Benitez operò un’incredibile e storica rimonta. I Reds ribaltarono la gara con le reti di Gerrard, Smicer e Xabi Alonso. Il secondo tempo si chiuse così sul 3-3 e la gara si decise ai rigori con la oramai mitica vittoria degli inglesi. Una delle delusioni più brutte ed avvilenti nella grande storia del Milan.
Enzo Grassano
La madre, Mariuccia Loriga, era cugina della madre di Francesco Cossiga e figlia del medico igienista Giovanni Loriga, un sassarese di Osilo che si occupò delle condizioni mediche e sociali dei lavoratori specializzandosi nello studio della medicina del lavoro tanto da venire considerato uno dei padri della disciplina. Nella città più estesa della Sardegna, nel nord-ovest dell’isola dei Quattro Mori, trascorse infanzia e adolescenza, frequentando il liceo classico Azuni e iscrivendosi a 18 anni, nel 1940, alla facoltà di Giurisprudenza. A metà agosto del 1943 si iscrisse al Pci clandestino ricevendo la tessera nella serra del comunista pistoiese Renato Bianchi. Il ventunenne Berlinguer costituì e divenne segretario del circolo giovanile comunista che, alla fine di quell’anno, contava una cinquantina di aderenti tra giovani operai e studenti. In una Sardegna sempre più povera e affamata, nel gennaio del 1944, il futuro segretario generale del Pci e i militanti del movimento giovanile comunista parteciparono attivamente ai cosiddetti moti del pane di Sassari, rivendicando la distribuzione di generi alimentari, in particolare pane, pasta olio. Arrestato, Berlinguer rimase in prigione quattro mesi, fino al 25 aprile di quell’anno. Il rapporto di polizia scrisse che “il B., seguendo la nota prassi comunista, si è chiuso in un assoluto mutismo”. A settembre si trasferì a Roma con la famiglia e successivamente a Milano dove lavorò nel Fronte della gioventù, il movimento politico fondato da Eugenio Curiel per coordinare l’arcipelago delle organizzazioni giovanili antifasciste. La sua carriera politica nel Pci iniziò nel gennaio del 1948, quando a ventisei anni entrò nella direzione del partito e meno di un anno dopo diventò segretario generale della FGCI, la Federazione giovanile comunista. Nel corso dei trentacinque anni che seguirono la sua vita, il pensiero e l’azione si intrecciarono con la storia della nazione.
In quel sorriso è racchiusa l’anima di Berlinguer. La bellezza di chi ha scelto di occuparsi in maniera disinteressata degli altri; di avere uno scopo nella vita che va oltre se stessi. In quel sorriso è racchiuso un manifesto politico, troppo in fretta archiviato dopo la sua morte e troppo strumentalmente rispolverato per esigenze di propaganda. Il sorriso di un uomo che è ancora tra noi perché le sue intuizioni politiche e culturali avevano scavato nel profondo della crisi italiana, ne avevano tirato fuori i nervi scoperti attraverso i quali si poteva vedere il futuro della nostra società e dell’Europa. Un uomo fatto passare per un conservatore e che, all’opposto, sapeva leggere con visionaria lucidità il cambiamento in corso, cercando di proporre una via d’uscita democratica, non populista. Berlinguer riuscì ad affrontare un tema ostico e da molti mal digerito come l’austerità che non aveva nulla a che vedere con le ricette neoliberiste e monetarie ma con l’idea di affrontare il tema dei consumi e della produzione all’interno di una società più giusta, sobria, solidale, democratica, attraverso una migliore distribuzione dei redditi e una condivisa responsabilità tra le classi che esistevano (e che esistono) ancora. Un discorso che affascinò il cattolicesimo progressista e che confermò quella diversità dei comunisti italiani che si fondava non certo sulla purezza ideologica ma sull’appartenenza a una comunità e a un’idea della politica basata su una visione morale (e non moralista) intesa come servizio, studio, avanzamento e lotta democratica. Si dirà che il mondo è cambiato, è più veloce, ha altre esigenze, e che sono stati commessi tanti errori lungo il cammino. Non c’è nulla di più vero. Gi stessi che sostengono queste tesi spesso argomentano le loro analisi con la denuncia su come il nostro paese sia cambiato in peggio, per la crisi e per lo spazio esiguo che hanno le giovani generazioni, per l’assenza di futuro.
Forse è cambiato in peggio anche perché, invece di contrastare alcune derive, le abbiamo assecondate; perché si è stati troppo indulgenti nello sposare parole d’ordine, modi di essere, ideologie che non appartengono a una parte che si propone di essere la parte dei più deboli; perché così tanto impegnati a ricercare il futuro si è pensato, più volte in questi anni, di trovarlo gettando via le lezioni del passato. Ecco perché, senza nostalgie ma con il senso dell’attualità, riemerge potente l’insegnamento di Berlinguer. Perché non basta un tweet per “riempire la propria vita”, ma occorre riscoprire il pensiero lungo, quello che invita a guardare al mondo con realismo e creatività, innovazione e obiettivi proiettati nel futuro. Quel “pensiero lungo” che non è ideologia arrugginita né fuga dalla realtà, manca molto alla politica di oggi. E Berlinguer qui pensieri lunghi li cercava nelle suggestioni che arrivavano dall’ambientalismo, dal pacifismo, dai movimenti delle donne. Con il sorriso di chi diceva: “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. Parole dette con un sorriso, dolce e determinato. Parole di Enrico Berlinguer.
Uno dei grandi protagonisti di questa tragica storia è stato l’assurdo e misterioso incrocio dei destini delle persone presenti a bordo. Quanto è stato importante questa tematica nello sviluppo narrativo del podcast prima e del libro poi?
Passando all’iconografia della nave (un gigante da 290,20 metri di lunghezza e da 35,5 metri di larghezza), quali sono state le tue prime sensazioni quando hai visto le immagini di quel colosso riverso sul un lato e quasi completamente naufragato nelle acque dell’Arcipelago toscano?
Una “Convention” al “Mastio della Cittadella” e un week-end di “Gran Gala Show” al “Teatro Alfieri”: 1500 illusionisti e oltre 30 star internazionali, una maratona di più di 100 ore consecutive di altissimo spettacolo articolate in una cinquantina di eventi per 4 giorni di full immersion nel mondo travolgente della più straordinaria arte della magia. Questo è “Masters of Magic World Tour” , il più importante spettacolo del “magico” al mondo, che letteralmente travolgerà la città da giovedì 26 a domenica 29 maggio, con la sua XX edizione, trasformando Torino in “Capitale mondiale della magia”. Cuore della kermesse, prodotta da “Masters of Magic” (“engagement company” leader nella produzione di eventi live e televisivi) sotto la direzione artistica di Walter Rolfo (coach ed esperto in processi percettivi), per la regia di Alessandro Marrazzo, sarà il “Gran Gala Show” in programma sabato prossimo 28 maggio alle 17 e alle 21 e domenica 29 alle 15 e alle 19 al “Teatro Alfieri” di piazza Solferino 4 a Torino. A salire sul palco dell’ “Alfieri”, insieme a Walter Rolfo, saranno la super star Dan Sperry per la prima volta in Italia con le sue illusioni uniche e taglienti, accanto a uno dei maghi più amati e seguiti d’Italia, Raul Cremona, e insieme a lui il campione mondiale di mnemonica Vanni De Luca, l’artista del “Cirque du Soleil” specializzato in giocoleria orizzontale Victor Moiseev, il contorsionista australiano figlio d’arte, Captain Frodo, il giovane trasformista coreano Man Ho Han, il fantasista Ernesto Planas, il campione del mondo di manipolazione Niek Takens e il gruppo Campione del Mondo di grandi illusioni Magus Utopia che presenterà per l’occasione uno spettacolo al confine tra teatro e magia. Due ore di pura meraviglia e incanto! E intanto in attesa del “Gran Gala”, al “Mastio della cittadella”, si terrà giovedì 26 la “Cerimonia di apertura” o “Convention 2022” che proseguirà fino a domenica 29 maggio. Anche qui si susseguiranno nomi di altissimo livello: da Richard Wiseman,
professore di psicologia e illusionista britannico di fama mondiale, al già ricordato Raul Cremona fino al mentalista e concorrente di “Italia’s Got Talent 2019”, Andrea Paris, al campione europeo di cartomagia Francesco Fontanelli e al giovane duo di talento Jack Nobile & Hyde, fino allo straordinario “Freak Show” in programma giovedì notte, in memoria del mago Jabba (al secolo Piero Ustignani), di recente scomparso. Da rammentare che “Master of Magic” sarà, anche quest’anno, occasione di lancio per giovani talenti del settore che potranno concorrere al Premio Internazionale “Trofeo Victor Balli”, fra i più importanti riconoscimenti al mondo, al “Campionato Italiano di Magia”, i cui concorrenti vengono selezionati durante l’anno in tutt’Italia per poi sfidarsi nel “Gran Finale” e alla “Grolla d’Oro”, che consacra i migliori artisti dell’illusione al mondo, e che quest’anno verrà assegnato a Richard Wiseman, ospite a Torino venerdì 27 maggio. E non finisce qui. La magia di questa XX edizione del “Masters of Magic World Tour” quest’anno raggiungerà anche la “Reggia di Venaria”, dove, dal 2 al 5 giugno, l’evento proseguirà, fra close-up e corner magici in grado di stupire e incantare i grandi e anche i più piccini, animando di spettacolari performance di street-magic i giardini della “Reggia”, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Il programma si inserisce all’interno del calendario di eventi ed attività culturali della “Venaria” dedicate al tema del “Gioco”.