ilTorinese

Rivalta, Tav: “Avigliana-Orbassano meglio linea storica”

Il progetto di RFI troppo impattante per il territorio di Rivalta

Venerdì 1 aprile sono ripresi i lavori dell’Osservatorio tecnico per la realizzazione dell’asse
ferroviario Torino-Lione, guidato dalla scorsa estate dal neo Commissario straordinario
Calogero Mauceri.

L’incontro è stato l’occasione per la Città di Rivalta per ribadire quanto già emerso nella
riunione convocata dal Prefetto di Torino il 23 novembre scorso con attori istituzionali e tecnici
interessati alla tratta Avigliana-Torino.

In quell’occasione il Commissario Mauceri si era detto intenzionato ad avviare e concludere
entro il 2022 la progettazione dell’intera tratta nazionale (da Bussoleno ad Orbassano) per
richiedere il cofinanziamento europeo ai lavori e di rendere il progetto sostenibile dal punto di
vista ambientale, sociale, economico e di governance.

Come noto, l’incarico di definire la nuova linea è in capo a RFI, Rete Ferroviaria Italiana, che
continua la progettazione sulla base di quanto presentato nella redazione del 2010, unico
elaborato attualmente disponibile. Tale progetto, però, risulta fortemente impattante per il
territorio, per il paesaggio e per i beni storici che rischia di lambire a Rivalta, lontano dalla
sostenibilità ambientale auspicata dal Governo.

Un impatto che inciderà su un territorio che ancora si sta interrogando sull’opportunità di una
nuova tratta rispetto alla reale saturazione di quella storica. Per questo motivo, nei primi
incontri lavorativi dell’Osservatorio, Rivalta chiederà nuovamente che per la tratta AviglianaOrbassano sia preso in considerazione l’utilizzo della linea storica anche per il traffico
merci, per limitare il consumo di suolo, rendendo così il progetto più sostenibile.

Spiega il vicesindaco della Città Agnese Orlandini: «Sono temi molto delicati sui quali
occorre continuare a ragionare con calma, prudenza e attenzione per avere, alle condizioni
date, il miglior progetto possibile. È fondamentale tutelare Rivalta nelle fasi progettuali per
ottimizzare tutti gli interventi di mitigazione possibili, anche attraverso la partecipazione ai
tavoli di discussione per far valere le ragioni e le preoccupazioni. È bene ricordare che ci
muoviamo all’interno di un quadro decisionale che ha visto il Parlamento, a stragrande
maggioranza, favorevole al proseguimento dei lavori».

Infine, riguardo alle “opere di accompagnamento” nessuna stima né ipotesi è stata
presentata per la tratta che interessa Rivalta. Anche alla luce di questa assenza nell’attualità
del tavolo, si ritiene doveroso non intraprendere ancora ragionamenti compensativi, ma
provvedere con ogni strumento a disposizione di un’amministrazione comunale alla tutela del
territorio

Compagnia dei Caraibi, accordo con Right Beer

 RUOLO DI PLAYER NEL MONDO PREMIUM BEVERAGE  

Compagnia dei Caraibi S.p.A. Società Benefit (ticker 1TIME) (“Compagnia dei Caraibi” o la “Società”), azienda leader nell’importazione, sviluppo, brand building e distribuzione di distillati, vini e soft drink di fascia da premium a ultra-premium e prestige di tutto il mondo, comunica di aver sottoscritto un accordo vincolante finalizzato all’acquisizione in una prima fase di una partecipazione pari al 75% del capitale sociale di Right Beer S.r.l. (“Right Beer” e l’“Operazione”) primario player distributivo di birra artigianale italiana con sede in Piemonte. La restante parte del capitale sociale di Right Beer potrà essere acquisita in una seconda fase attraverso specifici meccanismi di put e call.

Dopo una chiusura di bilancio 2021 con ricavi pari a Euro 42,5 milioni (+71% rispetto al 2020) e l’ingresso nel Metaverso con una landing che racconta i valori dell’azienda, continua l’espansione di Compagnia dei Caraibi con l’annuncio della firma dell’accordo di acquisizione della società Right Beer (che ha chiuso il 2021 con ricavi pari a Euro 436 mila).

L’Operazione consente al Gruppo guidato da Edelberto Baracco l’ampliamento del catalogo con oltre 500 referenze di birra di 17 produttori artigianali italiani. L’ingresso di Compagnia dei Caraibi nel capitale sociale di Right Beer porterà allo sviluppo di una strategia su due livelli a beneficio di entrambe le aziende: da un lato Right Beer avrà l’opportunità di estendere a tutto il territorio nazionale il suo raggio distributivo finora legato al Piemonte e alla Valle d’Aosta, mentre Compagnia dei Caraibi troverà un partner esperto per la divulgazione della cultura birraria e della qualità della craft beer italiana e, nella sede di Right Beer nell’ex Lanificio di Torino, una unit strategica per lo sviluppo del servizio di prossimità rivolto al mondo Ho.Re.Ca e i Publican moderni.

Commissione Intergovernativa “Alpi del Sud

Si è svolta  la riunione della CIG Commissione Intergovernativa “Alpi del Sud” tra Italia e Francia per il ripristino dei collegamenti stradali e ferroviari tra il Piemonte, Region Sud e la Liguria, dove nell’ottobre 2020, la tempesta Alex provocò distrusse il versante di uscita del tunnel di Tenda, che ha reso necessaria una variante progettuale dell’opera in costruzione.

La CIG g Alpi del Sud di oggi ha definito un’unica opzione progettuale delle molteplici in campo. Le Regioni coinvolte, che ha visto per il Piemonte la presenza dell’assessore ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi, hanno richiesto che il cronoprogramma precedente non fosse dilatato, anzi che si procedesse speditamente per anticiparlo. Tutti i soggetti hanno garantito che non vi saranno ritardi, ma solo alcuni approfondimenti. «Vigileremo e collaboreremo – conferma l’assessore Gabusi – affinché tutto si concretizzi a breve».

L’uomo e il suo mistero

Abbiamo compreso tutto della nostra vita? Quale il significato del nostro comparire, evolvere, per scomparire di nuovo, dopo un periodo più o meno lungo di permanenza nella dimensione fisica in cui ci veniamo a trovare?

Domande che, da sempre, assillano l’umanità e a cui non è ancora stata trovata una risposta; quesiti che hanno portato un numero sterminato di studiosi a formulare le teorie più singolari riguardo il lato più nascosto delle nostre esistenze, teorie in cui è stato raccolto e esaminato tutto quanto non era stato possibile inserire nell’ordine di eventi dimostrabili razionalmente, non prima di avere selezionato e escluso quanto riconosciuto come frutto di antiche superstizioni o di pura fantasia.
Eppure ci sono branche di studio, non riconosciute dalle istituzioni classiche, capaci di avere suscitato correnti di pensiero diffuso a livello planetario, così potenti nella loro contrapposizione con la Scienza Ufficiale, da avere alimentato la produzione di un numero incredibilmente elevato di volumi scritti da Maestri il cui sapere è indubbio, come indubbie sono le capacità artistiche dei pittori che illustrano antichi saperi, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, il cui scopo è quello di tentare di comprendere cosa vi sia nella dimensione spirituale della nostra esistenza, avvertita con differente intensità individuale dalla popolazione dell’intero pianeta, che prova con tecniche differenti, quali le preghiere, le cerimonie e riti di ogni genere, a stabilire un contatto per potersi garantire una crescita individuale che non sia solo legata alla materialità.

Uno di questi studi, fra i più misteriosi, è rappresentato senza dubbio dall’Alchimia, un termine che, nel passato, dava adito a insinuazioni poco lusinghiere e che veniva affrontato talvolta a rischio della propria vita, poiché chi si occupava di una simile tematica poteva venire bollato di eresia e condotto al rogo. Per comprendere appieno quali possano essere i motivi di tanto rigore è necessario cercare di esaminare il mondo con la mentalità delle generazioni che ci hanno preceduto che, di certo, non godevano dei privilegi tecnologi e scientifici da cui la nostra vita e il nostro apprendimento sono stati facilitati. Cominciamo, dunque, ad affrontare la questione chiedendoci come nasca e che senso abbia l’alchimia oggi, dopo tutte le scoperte scientifiche, dopo tutto quello che è successo nel corso dei secoli. Quando ha inizio lo studio dell’Alchimia, che cos’è l’Alchimia, da dove arriva questa misteriosa Alchimia?
Qualcuno sostiene che sia di origine cinese. Non si sa con certezza da dove provenga. I primi testi, i più antichi testi che possediamo di alchimia, sono di origine greco-alessandrina e risalgono al secondo secolo d.C. Sono legati a una particolare visione filosofica che si usa chiamare Ermetica. Sono già legati a un particolare tipo di simbolismo, a un particolare tipo di tradizione, a un preciso tipo di linguaggio, che si mantiene costante nel tempo, fornendone la sua prima caratteristica. L’alchimia è, dunque, indifferente al tempo. Prendiamo un testo di alchimia del 200 avanti Cristo e ne prendiamo uno del 1800 o del 1900, il simbolismo è lo stesso, l’insegnamento il medesimo; sono trascorsi 2000 anni e nulla è cambiato. Possono essere mutati gli insegnamenti da un punto di vista formale. Possiamo mettere a confronto antichi testi egizi e testi francesi del 1800, ma si potrà notare che vengono utilizzati lo stesso tipo di linguaggio e lo stesso tipo di fraseologia. Ogni autore può presentare un suo particolare modo di porgere il messaggio, di offrire il proprio insegnamento ma, sostanzialmente, noi ritroviamo ovunque lo stesso tipo di simbolismo, lo stesso tipo di dottrina.

L’alchimia non è localizzata solo nel mondo mediterraneo, anche se si parla molto di più dell’alchimia occidentale, perché è quella che conosciamo più da vicino, ma troviamo testi di alchimia in Cina, specialmente applicata alla tradizione Taoista, che risalgono all’incirca a un’epoca di poco precedente l’era cristiana e anche questi presentano una simbologia che si mantiene costante nel tempo. Disponiamo di testi di alchimia anche nella tradizione indiana. Libri dedicati al suo studio sono presenti nel mondo musulmano, specialmente di tradizione sciita e di nuovo incontriamo lo stesso linguaggio, lo stesso simbolismo e la stessa fraseologia. L’alchimia è indifferente allo spazio. Ovunque ritroviamo lo stesso linguaggio, lo stesso insegnamento, la stessa fraseologia, lo stesso simbolismo e risulta interessante notare che è indifferente alla cultura del luogo, in particolare è indifferente alla religione. L’alchimia Taoista, l’alchimia egiziana, l’alchimia musulmana sono sicuramente inserite all’interno del linguaggio culturale del loro rispettivo luogo. Evidentemente gli alchimisti cristiani sono profondamente cristiani, gli alchimisti musulmani profondamente musulmani, gli alchimisti Taoisti sono profondamente Taoisti, ma sono prima di tutto alchimisti. Sicuramente l’origine è nei templi egizi, migra nel mondo romano e ne segue le sue vicende fino alla decadenza, alla sua scomparsa. Secondo secolo: per un po’ quel poco di alchimia che resta lo si ritrova a Bisanzio.

E a un certo punto anche da Bisanzio fugge, ci sono dei problemi in Occidente, che toccano anche l’intero mondo orientale e l’alchimia sopravvive per lo più in Persia. Gli Arabi scoprono l’alchimia che risorge di nuovo, traducono i testi dal greco, la importano a Damasco, nel Marocco, in Egitto, in Spagna e, intorno all’anno 1000, si ha l’incontro degli occidentali con i musulmani e le crociate, che sono anche un grande momento culturale, tale da permettere il ritrovarsi di civiltà diverse, di incontro specialmente fra le cavallerie religiose mistiche che riportano l’alchimia in Occidente. Come prima cosa traducono i testi arabi in latino e poi producendo i testi in originale. E’ questo l’inizio della grande storia dell’alchimia occidentale, rappresentata da personaggi carismatici come Arnaldo da Villanova, Raimondo Lullo, San Tommaso d’Acquino, Alberto Magno, che era suo maestro e così via. Dopo alterne vicende e diverse migrazioni, l’Alchimia approda in Italia e il paese di elezione in cui si sviluppa l’alchimia diventa la Germania del 1600. Tanto per avere un’idea di quello che capita in Germania, specie alla corte di Rodolfo d’Asburgo nel ‘500, è opinione comune che vi fosse un alchimista in ogni angolo del suo palazzo tanto che, nel 1600, in Germania vennero pubblicati qualcosa come ventimila testi di alchimia.

Disgraziatamente la Germania rimase coinvolta in una guerra, la Guerra dei Trent’anni, da cui deriverà una desolazione terribile. Alla fine dei trent’anni rimarrà vivo un terzo dei tedeschi. Infine finisce questa grande epoca storica, una delle ultime nella tradizione ermetica dell’Occidente e l’alchimia non cresce più, divaga. Nel ‘700 vive una vita sicuramente immaginifica, legata a tutta una serie di sette, ma ormai via via depauperata.Nell’800 la cultura dominante scientista e positivista la dichiara morta quando in Francia,
verso la fine del secolo, viene pubblicato un libro a cui Balzac dedica un romanzo, ispirato a tale lavoro. Poi, all’inizio del ‘900, quando ormai si ritiene che l’alchimia sia definitivamente cancellata dalla memoria degli studiosi, all’inizio del secolo scorso, fa la sua comparsa un testo che, almeno in certi ambienti, è ben conosciuto, anzi vengono pubblicati due testi di un autore misterioso il cui nome è Fulcanelli. I volumi appena pubblicati hanno il titolo, rispettivamente de: “Il Mistero delle Cattedrali” e “Le Dimore Filosofali” , ancora oggi rintracciabili nelle eleganti edizioni delle edizioni Mediterranee.

Questi due volumi sono la prova di come l’antica Scienza sia sopravvissuta al trascorrere del tempo e sia ancora ben presente nel pensiero dei contemporanei, presentandosi in ottima forma. Fulcanelli ha lasciato un unico allievo, Eugene Canseliet, il quale ha tramandato il segreto a poche persone, un gruppo di allievi ormai ridotto ai minimi termini, un chiaro segnale di come, in Occidente, la Tradizione resista e si presenti ancora in ottima forma e venga esaminato, anche se con occhio critico, da personaggi titolati in ogni campo dello scibile, studiosi interessati a tutto quello che riguarda l’arcano principale della nostra vita, ovvero cosa sarà di noi una volta scomparsi dalla dimensione fisica. L’alchimia rientra, a pieno titolo, nella branca di studi in questione e rappresenta solo uno degli aspetti che verrà preso in considerazione e ampliato ni prossimi articoli che saranno pubblicati in questa rubrica, il cui scopo è quello di estendere una conversazione a tutti i lettori interessati a una dimensione sovra fisica dell’essere umano. Nei prossimi articoli verrà esaminato il modo in cui l’alchimia, la cui credenza principale è semplicemente quella di poter ottenere la Pietra Filosofale per trasmutare i metalli vili in oro, sia stata utilizzata, in realtà, per ampliare la coscienza e stabilire un rapporto con il mondo dell’invisibile. Verranno in seguito prese in considerazione altre manifestazioni dello Spirito umano, esaminate anch’esse da persone di grande Cultura, da considerarsi al di fuori di ogni sospetto, studiosi titolati e indipendenti, che cercano di comprendere quale possa essere il significato di tutto quello che siamo chiamati a vivere. Quanto successo negli ultimi anni, l’apertura mentale indubbiamente verificatisi anche in ambienti accademici, è giunta a un punto tale da non lasciare più indifferenti anche i più tenaci fra gli scettici e è questo lo scopo di questa serie di articoli che vuole essere un viaggio verso mondi poco o per nulla conosciuti, suscitando un dibattito con il lettore che si spera possa essere costruttivo.

Rodolfo Alessandro Neri

 

Peste suina, approvato il piano regionale

 

Via libera immediato a 24 ore dal provvedimento nazionale che ha stanziato finalmente i primi 10 milioni per indennizzi e reti di contenimento  Il presidente Cirio: “In questi mesi ci siamo fatti carico della situazione solo con le nostre forze”

 

 

A 24 ore dall’approvazione da parte del Governo del provvedimento che regolamenta a livello nazionale la gestione dell’emergenza peste suina africana, la Regione Piemonte ha recepito la normativa dando immediatamente via libera oggi al proprio Piano Regionale.

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“Finalmente è arrivato l’intervento che attendevamo da Roma – ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ieri pomeriggio ad Acqui Terme ha incontrato gli Enti locali ed i rappresentanti del comparto insieme al commissario straordinario alla peste suina africana Angelo Ferrari, con i parlamentari e consiglieri regionali del territorio  -. Avremmo auspicato una azione più rapida perché nel frattempo la Regione ha dovuto far fronte alla situazione solo con le proprie forze, dalle prime ordinanze già a fine gennaio, all’anticipo di 3 milioni di euro per gli indennizzi per gli allevatori che hanno dovuto abbattere capi sani perché all’interno della zona rossa, fino al fondo da quasi 2 milioni per l’agricoltura e le altre realtà danneggiate. Abbiamo dovuto insomma anticipare ciò che a livello nazionale è stato definito solo ieri con lo stanziamento dei primi 10 milioni di euro, che serviranno a creare una rete di contenimento per bloccare il passaggio dei cinghiali infetti dall’area rossa a quelle non contaminate e agli indennizzi per le nostre aziende che dopo le conseguenze del covid, della guerra e dei rincari dell’energia e delle materie prime si trovano adesso a fronteggiare questa nuova emergenza e non possono essere lasciate sole”.

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Il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso si è soffermato sulla “certezza dei finanziamenti” e sul fatto che “da lunedì inizieranno i sopralluoghi per il posizionamento delle reti di recinzione. Un passo necessario per avere le deroghe che permetteranno, non appena partita questa operazione, di riprendere in parte le attività forestali e di outdoor”. Inoltre, ha garantito che “la Regione con gli enti locali supporterà l’attività del Commissario”.

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“Abbiamo un milione e 300 mila capi suini da salvare, avendone già dovuti uccidere 3.000 sani, che avevano l’unica colpa di trovarsi all’interno della zona infetta – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa . Questo comporta dei danni, e abbiamo affrontato con l’Europa il problema dei ristori. Lo abbiamo fatto quando ancora nessuno aveva capito l’entità del problema. Oggi finalmente abbiamo un decreto e anche delle risorse: se potrà servire per fare in modo che tutte le restrizioni attualmente in campo possano progressivamente essere eliminate avremo fatto un passo avanti. Il decreto dice che dobbiamo erigere una recinzione, a questo punto scatta la disponibilità degli amministratori a collaborare per posizionarla nel modo migliore possibile. Il virus – ha aggiunto – si sposta di un chilometro alla settimana. Occorre tempismo, sono già passati due mesi: mi auguro che il Commissario per l’emergenza abbia davvero tutti i poteri che servono per agire in tempi rapidi”.

Allarme ‘ndrangheta, Grimaldi (LUV): “Criminalità organizzata sempre più forte”

“Non possiamo lasciare stazioni appaltanti, imprese e cooperative ai vampiri”.

Le inchieste sono efficaci ma la presenza della ‘ndrangheta in Piemonte non è in diminuzione, anzi, ‘si ritiene potrà continuare a rivestire un ruolo di primissimo piano sullo scenario piemontese’. Lo dice la Direzione investigativa antimafia. Organizzazione, capillarità, sodalizi strategici e inquinamento dell’economia e della democrazia. Sono segnali che non possiamo più ignorare” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, commentando la relazione semestrale della Dia relativa ai mesi da gennaio a giugno del 2021.

“Ogni ora in Piemonte chiudono due aziende” – prosegue Grimaldi. – “È sotto gli occhi di tutti il deserto che la crisi sociale e pandemica si sta lasciando alle spalle in termini di attività commerciali e imprenditoriali. Sappiamo da rapporti e ricerche che la ‘ndrangheta si è infiltrata al Nord vampirizzando imprese, strutture sanitarie, Comuni. La ‘variante criminalità’ sta infettando il tessuto economico e sociale del Paese più di prima grazie alla pandemia. Servono nuovi protocolli anti-mafia per non lasciare le stazioni appaltanti, i piccoli imprenditori, le organizzazioni di artigiani, le cooperative, i commercianti da soli a combattere i vampiri”.

Vola alto la “Sinfonia” di Alessandro Sciaraffa

 

Dalla “GAM” di Torino alla Fondazione e Galleria “TSE Art Destination” di Nur-Sultan, capitale del Kazakhstan

Fino al 30 aprile

Sound art: ovvero lo studio delle onde sonore e dei fenomeni invisibili della Natura, rappresentate con l’aiuto di tecnologie sperimentali che spesso prevedono il coinvolgimento del pubblico. E’ questo il tema centrale intorno al quale ruota l’attività artistica, originale e altamente suggestiva, del torinese Alessandro Sciaraffa. Presente nelle più importanti Gallerie e Musei internazionali, dal 21 ottobre del 2021 Sciaraffa è rappresentato negli spazi espositivi della “GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea” di Torino con l’installazione immersiva e partecipativa “Sinfonia”, presentata nel suo allestimento da Sara d’Alessandro Manozzo, storica dell’arte romana e curatrice indipendente. Destinata alla collezione permanente della “GAM”, l’opera ha vinto il bando “Italian Council (IX edizione, 2020)”, programma di promozione internazionale dell’arte italiana voluto dalla “Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura”.

Dopo essere stata esposta dunque, per la prima volta, al Museo torinese di via Magenta, “Sinfonia” si è trasferita, fino al 30 aprile, nelle sale della “Fondazione e Galleria TSE Art Destination”, a Nur-Sultan, dal 1997 capitale e una delle realtà più dinamiche nel panorama artistico contemporaneo del Kazakhstan. Un “prestito” importante per un progetto “che si colloca – dicono alla ‘GAM’ –nell’ambito delle attività internazionali della‘Fondazione Torino Musei’, che vede il coinvolgimento e il supporto dell’‘Ambasciata d’Italia’ a Nur-Sultan e rafforza le collaborazioni tra i nostri musei e le realtà culturali della capitale kazaka, con un significativo omaggio alle Relazioni Diplomatiche tra l’Italia e il Kazakhstan che celebrano nel 2022 il 30° Anniversario”.

“ L’installazione di Alessandro Sciaraffa – sottolinea a sua volta Baurzhan Sagiyev, direttore della ‘Tse Art Destination’ ci ricorda che il linguaggio dell’arte e il gesto artistico non hanno confini e distanze. L’opera ci immerge in un mondo di vuoto disincarnato ed effimero dove tutti possono vivere il non-essere pur rimanendo parte di qualcosa di più grande. Quest’opera è allo stesso tempo misteriosa e comprensibile, e lo è in particolare per i discendenti degli antichi nomadi che adoravano il sole, Padre Cielo e Madre Terra, e che eseguivano riti che includevano pratiche di interazione con i suoni della natura e con gli strumenti che li imitavano”. 

“Sinfonia” è composta infatti da un gong, unsistema sonoro e da una proiezione video su uno schermo specchiante inseriti dentro uno spazio buio a unire due dei temi fondamentali nell’opera di Sciaraffa: il suono primitivo del gong e l’osservazione delle aurore boreali. Il risultato del suo lavoro è così caratterizzato dalla simbiotica presenza di suono, tecnologiae natura. Esperimento non nuovo. Già presente in “Aurora” – esposta nel 2019 sempre alla “GAM” in occasione di “Luci d’Artista” – in cui oggi come allora Sciaraffa “esplora e rende tangibile la luce scintillante, con le infinite sfumature di colori e forme, e il suono inudibile generato dall’aurora boreale, catturato mediante apparecchiature in grado di captare le basse frequenze. “Manovratore” e “regista” di queste surreali “macchine” capaci di riprodurre i suoni delle “profondità naturali”, in un onirico viaggio immaginifico attraverso realtà fisiche sconosciute e anche un po’ inquietanti, è il visitatore che attiva suono e luce interagendo con il “gong”. A lui dice lo stesso Sciaraffa: “Ci sarà il suono delle aurore boreali che inizieranno a scoppiettare, a luccicare. Tu potrai stare a guardare questi bagliori di luce, come dei grandi dipinti che scorrono in uno spazio tempo, per poi farli esplodere con il gong”.

 

Per info: “GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea”, via Magenta 31, Torino; tel. 011/4429518 o www.gamtorino.it

g.m.

Nelle foto:

–       Alessandro Sciaraffa: “Sinfonia”, 2021

–       Alessandro Sciaraffa

A Rivoli lo street food è internazionale

Dopo il grande successo delle precedenti edizioni  riparte l’International Street Food 2022, la più importante manifestazione di street food esistente in Italia organizzata da Alfredo Orofino.
Sarà la città di Rivoli ad accogliere la quinta tappa che avrà luogo in Piazza Martiri della Libertà venerdì 8 aprile dalle ore 18, sabato 9 e domenica 10 aprile 2022, dalle ore 12.
Per questa edizione 2022 sono previste 150 tappe in tutta Italia.

In questa quinta tappa ci saranno 30 cucine diverse e tanti ristoranti itineranti con chef qualificati pronti a stupire con le loro particolarità e qualità.
Come nelle precedenti edizioni, che hanno riscosso grandissimo successo grazie all’entusiasmo del pubblico, sarà possibile gustare prodotti di paesi diversi, con cucine internazionali, senza tralasciare però le nostre gastronomie regionali.

La piscina per la terapia è funzionante e riscaldata, ma non utilizzata: vergognoso

USU di Torino

Dalle proteste dello scorso autunno nulla è cambiato all’Unità Spinale Unipolare del CTO, lungi dall’essere ripristinata a pieno ritmo nonostante il mio impegno a Palazzo Lascaris e le proteste di pazienti e Associazioni. A questa situazione di immobilismo si aggiunge la beffa della vasca piena e potenzialmente attiva ma chiusa al pubblico: uno spreco di risorse inaccettabile (anche le due bagnine, regolarmente stipendiate, sono impiegate in altre mansioni). Chiederemo conto di tutto in Consiglio Regionale.

Qualche mese fa le proteste, poi la mia interrogazione in Aula, quindi un lungo immobilismo e oggi lo scandalo della piscina per le terapie funzionante ma non utilizzata: questa la realtà dell’Unità Spinale Unipolare del CTO, in via Zuretti 24 a Torino.

Lo stato dell’arte: il pian terreno dell’edificio ospita la piscina per le terapie. Attualmente, niente altro. La piscina è perfetta, potenzialmente funzionante, riscaldata, puntualmente monitorata e costantemente manutenuta. Alle due bagnine, pagate in teoria per svolgere la loro mansione a bordo vasca, sono in realtà affidati altri compiti: nello specifico, una è stata ricollocata a svolgere attività di fattorino e l’altra dà una mano in palestra. Perché? Perché la piscina è chiusa al pubblico, cioè ai pazienti e agli utenti, fino a data da destinarsi. Uno spreco difficile da definire e qualificare senza usare aggettivi come folle, assurdo, vergognoso. Di tutto questo chiederemo conto in Aula.

Il secondo piano della struttura, nonostante richieste e proteste, resta chiuso. Le liste d’attesa restano lunghissime, pertanto si dà la precedenza ai pazienti più gravi: il risultato è che altre situazioni rischiano di diventarlo, proprio perché non si interviene costantemente e tempestivamente secondo un normale programma di cure. Non si arrestano le defezioni tra il personale (sono molti i trasferimenti in altri reparti o presso altre strutture), scarseggiano gli infermieri e gli operatori socio-sanitari. L’ambulatorio di vulnologia è stato spostato altrove. L’unione di diversi reparti non è stata senza conseguenze organizzative e operative.

L’USU era un’eccellenza: la Giunta Regionale ha il dovere di intervenire. In fretta.

Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte

Quando il Pd torinese insegue Fruttero & Lucentini…

DI AUGUSTO GRANDI

Prendi due politici del Pd e mettili a scrivere un “noir” ambientato tra Torino e Langa.

E, per completare il quadro, inserisci il tutto negli ultimi giorni di campagna elettorale che hanno portato alla guida di Torino il loro compagno Stefano Lo Russo (ora Stefano L’ucraino). Poteva uscirne un polpettone illeggibile, una squallida operazione di propaganda partitica ammantata di un raccontino giallo per nascondere i veri obiettivi. Invece Michele Paolino, con la collaborazione di Sergio Chiamparino, è riuscito a scrivere una storia gradevole, leggibile anche al di fuori delle sezioni del partito o delle bocciofile di riferimento.

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Quando il Pd torinese insegue Fruttero & Lucentini..