“Apriamo agli abbattimenti selettivi per difendere i nostri allevatori”
Arriva dal Parlamento europeo la richiesta ufficiale ai ministri di Ambiente e Agricoltura di sostenere, per il Governo italiano, la proposta di emendamento per la modifica della Convenzione di Berna relativa allo status di conservazione del lupo.
“Un passaggio fondamentale – commenta il presidente della Terza commissione del Consiglio regionale del Piemonte, il leghista Claudio Leone – visto l’aumento esponenziale della specie e i gravi danni agli allevamenti in tutte le aree montane dell’Unione europea, primo tra tutti il nostro Piemonte. Modificare lo stato di protezione del lupo, non certamente a rischio di estinzione, permetterebbe agli Stati di proteggersi in modo più adeguato da un proliferare sempre più pericoloso e dannoso. Ringrazio i colleghi della Lega, in particolare l’europarlamentare piemontese Alessandro Panza, per essersi fatto portavoce nell’emiciclo di Bruxelles di una situazione grave e di una interlocuzione che vedrà sempre il sottoscritto in prima fila per risolvere il problema degli allevatori anche con politiche di abbattimento che reputo, personalmente, strumento proporzionato a questa situazione di emergenza”.
“Bisogna consentire l’abbattimento selettivo dei lupi che uccidono i nostri animali d’allevamento – aggiunge il capogruppo regionale della Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni -, come già avviene altrove. Vista l’escalation di un problema che si sta diffondendo non più solo in montagna, ma anche in pianura e nei centri abitati, non c’è più tempo da perdere. Impossibile pensare di correre ancora questo rischio: il quadro richiede azioni in sede europea e nazionale. Dobbiamo dire basta a chi con il paraocchi continua ad appoggiare insostenibili posizioni animaliste. Lo scenario è mutato radicalmente e la presenza del lupo e degli animali selvatici e predatori è in costante aumento, come dimostrano le segnalazioni ormai all’ordine del giorno. Dobbiamo consentire agli allevatori di proteggere le loro greggi con misure efficaci, anche imbracciando i fucili. Solo così intere famiglie che da generazioni abitano in montagna potranno continuare a tutelare le loro comunità; l’alternativa, il rischio concreto che si va profilando senza interventi forti, sarebbe l’abbandono del territorio e degli alpeggi da parte delle piccole e medie attività. E questo nessuno di noi lo vuole”.
Si ritorna a parlare, qua e là, di riscrivere un nuovo “Statuto dei Lavoratori” funzionale alle nuove




Stefano Vignaroli, medico veterinario di Jesi (AN), è ormai noto, non solo nella sua città e dintorni, per i suoi romanzi, gialli e thriller storici, le cui trame sono sempre ambientate nelle sue amate terre marchigiane, ma spesso si allargano anche ad altre zone d’Italia. Prendendo spunto da alcuni elementi architettonici della città di Jesi e da fatti effettivamente avvenuti nella storia (vedi il Sacco di Jesi, la guerra tra Francesco I di Francia e l’imperatore Carlo V, il sacco di Roma), è nata una serie dedicata a un tipografo del XVI secolo, Bernardino Manuzi, e a una giovane studiosa dei nostri tempi, Lucia Balleani, che, ritrovando e archiviando antichi testi, ci fa rivivere insieme a lei oscure vicende del passato. Al primo episodio, “L’ombra del campanile” (2016) è seguito il secondo, dal titolo “La corona bronzea”, presentato nel 2017. “Nel segno del leone” è il terzo (ma non diciamo ultimo) episodio di una saga storica davvero appassionante e avvincente. La trama di questo terzo episodio ovviamente si riaggancia a quella dei primi due, ma comunque nulla toglie al fatto che il libro possa essere letto a sé, senza dover per forza conoscere gli episodi precedenti.

