Gli agenti del Commissariato di P.S. San Paolo hanno tratto in arresto un cittadino colombiano di 32 anni gravemente indiziato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Nei giorni scorsi, gli agenti del commissariato sono intervenuti alle prime ore del mattino in uno stabile di corso Mediterraneo per la presenza di una persona molesta che bussava alle porte degli appartamenti. Sul posto gli agenti hanno trovato un uomo seduto sulle scale che ha riferito loro di abitare lì. Una volta che l’uomo ha aperto la porta d‘ingresso dell’alloggio, gli agenti hanno percepito un forte odore, presumibilmente di marijuana, che pervadeva gli ambienti. I poliziotti hanno trovato conferma del loro intuito riscontrando, la presenza, nel soggiorno di un borsone contenente 500 grammi di Marijuana e diversi panetti di hashish per un peso complessivo di 600 grammi.
È il film (che abbiamo amato, come già il romanzo) della maturità, intriso ad ogni inquadratura di una malinconia che si sparge su uomini e cose, di una maturità che porta Bruno a consolidare i legami che ha stretto con la sua montagna, a trovare un punto stabile in quei ruderi verso cui s’impegna a ridare nuova quanto solida vita, quella montagna che ogni giorno va raggiunta con il fisico e con la mente, a cercare una maggiore fermezza nella famiglia, ma capace anche di ripetere gli stessi errori da sempre rinfacciati alla figura paterna; e che porta Pietro a cercare il proprio posto nel mondo, tra quelle montagne cui ad ogni momento è pronto a ricongiungersi, con un atteggiamento e con un una speranza sempre nuovi, per poi immediatamente abbandonarle, in un continuo susseguirsi di fughe e di ritorni, sino a spingersi sin nel lontano Nepal, dove forse troverà quella pace che per anni ha inseguito. Disegnare su un foglio un grande cerchio a simboleggiare il mondo, creare otto montagne e otto mari, al centro una montagna più alta: per scommettere chi ha appreso di più, se Pietro attraversando quelle montagne o Bruno richiudendosi su quell’unica vetta. Due diversi cammini; e nella scelta da parte degli autori, tra campi lunghi e inquadrature fisse, tra riprese dall’alto e visi catturati da vicino, del formato quadrato c’è la volontà di racchiudere in uno stretto spazio visivo l’intera storia di rapporti per porre in secondo piano la verticalità delle montagne.