ilTorinese

Manifestanti in piazza per commemorare “le vittime degli effetti avversi del vaccino”

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Alcune decine di manifestanti si sono radunati oggi nel centro storico di Torino “per commemorare le vittime dei cosiddetti effetti avversi del vaccino”.

Sono scesi in piazza indossando camici bianchi e mostrando cartelloni con titoli di giornale e con  i nomi di persone decedute.

L’iniziativa, denominata  ‘Chiediamo giustizia’, è stata organizzata  dal Coordinamento Piemonte per i diritti umani. Nelle immagini il corteo in piazza Solferino.

(Foto M. Martellotta)

Vivicitta’, la non competitiva per i diritti

Dopo 38 anni a Torino Vivicittà  cambia volto. Per la prima volta non sarà la solita corsa competitiva, ma una staffetta che toccherà 6 punti della città, che avranno un particolare valore sportivo e sociale pensati per promuovere le attività del territorio periferico e mettere al centro i diritti.

L’appuntamento è per il 2 aprile alle 9,30 per camminare per i diritti.

La prima tappa, il diritto allo sport per tutti e pari opportunità, sarà un luogo simbolo della UISP torinese: il centro polisportivo Massari di via Massari 116. La struttura polisportiva gestita da una asd è da sempre un importante presidio sportivo per la promozione dello sport come diritto, inclusivo, per tutti e sociale. Il simbolo è la piscina femminile che da ormai 15 anni promuove inclusione e pari opportunità in una cornice di interazione tra donne di diverse culture.

La seconda tappa è dedicata alla riqualificazione urbana, spazi e beni comuni, quale luogo migliore del parco Dora di via Orvieto 1? Un’area che ha cambiato volto da architettura post industriale, è diventata un importante punto di riferimento per i giovani che la usano come campo sportivo e rampe per lo skate. sarà il momento per incontrare le asd che da tempo la utilizzano come loro base per promuovere lo sport.

La terza tappa di via Cecchi 14 sarà all’insegna dell’inclusione e dei diritti dei nuovi cittadini. Da tempo Balon Mundial organizza con Uisp un torneo calcistico che è cresciuto e si è evoluto nel tempo rivolto alle comunità straniere.

La quarta tappa si inserisce in lungo Dora ponte del carbone,  il diritto di essere protagonisti del proprio futuro. In quest’area ci sono da tempo attività promosse dal progetto Uisp Torino Aurora in Movimento.

La quinta tappa si snoderà in lungo Dora Savona: il diritto alla salute e ad uno sport a misura di ognuno. Qui c’è la sede del centro di salute mentale, dove UISP organizza attività motorie e sportive per i pazienti psichiatrici.

La sesta e ultima tappa sarà la Rai di via Verdi 16 per il diritto all’informazione e sarà l’occasione per consegnare il testimone di questa staffetta e chiedere più visibilità e informazione per lo sport per tutti e sociale

Come iscriversi:

presso gli uffici dell’Uisp Torino di via Nizza 102, dal lunedi al venerdi, dalle 9,30 alle 13 e dalle 14 alle 17, fino al 31 marzo oppure dalle 8,30 alle 9,15 alla partenza della prima tappa.

Info utili:

Chi desidera aggiungersi alle tappe successive può farlo liberamente previa iscrizione.

Ci sarà la maglietta in regalo per i primi 100 partecipanti che partiranno dalla prima tappa e in caso di iscrizioni superiori, sarà possibile prenotare la maglia presso il comitato Territoriale Uisp di Torino. La camminata non prevede blocchi del traffico agli incroci, si cammina sui marciapiedi e si rispettano i semafori. Non sono previsti punti ristoro.

Per chi lo desidera è previsto un deposito borse che rimarrà aperto per il ritiro fino alle ore 14.

Info: 011/677115

Intossicazione alimentare per 40 studenti in gita scolastica

Nausea, vomito e diarrea per 40 ragazze e ragazzi  del liceo Peano di Tortona di ritorno da una gita a Napoli. A bordo di due pullman, nella notte gli studenti si sono fermati per una probabile intossicazione alimentare, in una stazione di servizio in autostrada, all’altezza di Fiorenzuola D’Arda dove sono giunte 13 ambulanze e la polizia stradale. Cinque ragazzi sono stati ricoverati mentre gli altri sono già  a casa. Sulla vicenda  indagano i carabinieri del Nas.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Lirica a Corte nella Palazzina di Caccia di Stupinigi con Turandot

Domenica 2 aprile, ore 19

Opera incompiuta di Giacomo Puccini, Turandot (Milano, Teatro alla Scala, 1926) rappresenta la trasformazione della favola di Carlo Gozzi, da cui è tratta, in un dramma psicologico di straordinaria modernità. La rabbiosa principessa Turandot – che vendica la violenza subita dalla sua antenata sui pretendenti alla sua mano, ai quali propone tre enigmi indecifrabili da risolvere, facendo tagliare la testa a quanti non riescono a farlo – è l’emblema di un Novecento turbato e disturbante che fa il suo ingresso nella società del secolo breve, sconvolgendo le convenzioni musicali e teatrali della più tradizionale delle forme del teatro musicale, l’opera lirica.

INTERPRETI

Dario Prola, Calaf

Raffaella Angeletti, Turandot

Eugenia Braynova, Liù

Achille Lampo, pianista

Roberto Tagliani, guida al concerto

 

PROGRAMMA

Signore, ascolta!… Non piangere Liù! (Liù, Calaf)

In questa reggia (Turandot)

Straniero, ascolta! (Turandot, Calaf)

Nessun dorma (Calaf)

Sia lasciata!… Parla!… No!… piuttosto morrò!… Tu che di gel sei cinta (Turandot, Liù)

Principessa di morte! Principessa di gelo!(versione Alfano 1926; Calaf, Turandot)

 

Lirica a Corte è organizzata dal Teatro Superga in collaborazione con STM e Fondazione Ordine Mauriziano.

INFO E BIGLIETTI

Palazzina di Caccia di Stupinigi, piazza principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino

Posto unico: 35 euro.

Info e prenotazioni: 011.6279789biglietteria@teatrosuperga.it

www.teatrosuperga.itbiglietteria@teatrosuperga.it

IG + FB: teatrosuperga

Telegram: https://t.me/tsnteatrosuperga

Migliaia di bottiglie restituite ai produttori derubati. La polizia sventa la truffa del vino pregiato

Sono 4mila le bottiglie di vino (Barolo, Barbaresco e altri) e liquori pregiati oggetto di truffa e ricettazione sequestrate dalla polizia del commissariato Barriera di Milano di Torino. In alcuni bar del quartiere venivano nascoste nei retrobottega. Il valore complessivo ammonta a circa  50mila euro. In tutto 13 le persone denunciate per ricettazione mentre  7 lo sono per truffa e una cinquantina i produttori piemontesi truffati. I truffatori impiegavano lo stratagemma del ‘doppio ordine’ da parte dei sedicenti clienti ai produttori con l’accordo del pagamento della merce solo dopo la seconda consegna. Alla prima consegna i fattorini dovevano consegnare la merce in una zona di Torino lontana  dal luogo della consegna della seconda  parte del carico e del pagamento della merce ordinata. Una volta arrivati nel luogo indicato non c’era però nessuno. Circa tremila delle bottiglie sequestrate sono state restituite ai legittimi proprietari, una trentina. I produttori truffati sono oltre 50, con sede a Torino e in Piemonte.

Note di Classica: Ning Feng, Giovanni Sollima e Alexandre Kantorow, le “Stelle” di aprile

GLI EVENTI MUSICALI DEL MESE

Sabato primo aprile alle 20, al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, il Trio Amatis eseguirà musiche di Schubert e Enescu. Lunedì 3 alle 20 sempre al teatro Vittoria, Alena Dantcheva soprano e Michele Pasotti liuto, eseguiranno musiche di Merula, Cavalli, Frescobaldi e D’India. Mercoledì 5 alle 20.30 all’Auditorium del Lingotto, l’Orchestra da Camera di Mantova con Carlo Fabiano violino concertatore e Giovanni Sollima violoncello, eseguirà musiche di Sollima, Haydn e Mozart.


Sempre mercoledì 5 alle 20.30, al Conservatorio per l’Unione Musicale, Pietro De Maria al pianoforte, prosegue nell’esecuzione delle sonate per pianoforte  di Beethoven. Giovedì 6 alle 20.30 presso l’Auditorium Toscanini, “Concerto di Pasqua” . L’Orchestra Rai  diretta da Fabio Luisi e con Gun-Brit Barkmin soprano, eseguirà musiche di Wagner. Martedì 18 alle 20.30 all’Auditorium del Lingotto, Alexandra Dovgan al pianoforte eseguirà musiche di Schubert, Schumann e Brahms. Sempre martedì 18 alle 20 al teatro Vittoria, per l’Unione Musicale, i Sentieri Selvaggi diretti da Carlo Boccadoro, eseguiranno musiche di Nyman, Ferrero, Boccadoro, Montalbetti, Bryars, Lang, Antonioni, Daugherty. Mercoledì 19 alle 20.30 al Conservatorio, il Quartetto E’bène eseguirà musiche di Mozart, Dubugnon e Bartòk. Giovedì 20 alle 20.30 e venerdì 21 alle 20, all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Thomas Guggies e con Alexandre Kantorow al pianoforte, eseguirà musiche di Kodàly, Rachmaninov e Bèla Bartòk. Mercoledì 26 alle 20.30 al Conservatorio, per l’Unione Musicale, Ning Feng violino eseguirà i 24 capricci di Paganini. Giovedì 27 alle 20.30 e venerdì 28 alle 20, all’Auditorium Toscanini,  l’Orchestra Rai diretta da Robert Trevino e con Antoine Tamestit viola, eseguirà musiche di Stravinskij e Schnittke.

Pier Luigi Fuggetta

I tulipani dei Crociati

E’ facile arrivarci, si lascia l’auto in paese e si percorrono a piedi poche centinaia di metri, poi si prende un sentiero sterrato che, tra vigneti, noccioli e tanta poesia, sale sulla sommità di una collinetta dove si trova una chiesetta campestre con vista sulla Valle Versa, nell’astigiano.
Qui la sorpresa si spalanca davanti ai nostri occhi, un tappeto di tulipani rossi circonda una parte della cappella, non tulipani normali ma tulipani arrivati dalla Terra Santa, dalla Palestina, che nascono qui spontaneamente forse dai tempi remoti delle Crociate, come si dice da queste parti. Accade nei dintorni di Corsione d’Asti, attorno alla chiesetta della Madonna dell’Aniceto, eretta alla fine del Duecento ma più volte ristrutturata, una sorta di mistero. Eppure anche quest’anno, nonostante la penuria d’acqua, i tulipani sono fioriti ugualmente, più forti della siccità, e ora in paese li chiamano i tulipani dei Crociati. In condizioni climatiche più favorevoli questi fiori creano uno scenario ancora più suggestivo ma quel che vediamo in questi giorni ci appaga lo stesso. Un mistero, si mormora in questo piccolo paese di 200 corsionesi, perché nessuno ha mai seminato quei bulbi che appartengono alla famiglia dei “tulipa agenensis”, tulipani perenni di origine mediorientale. Pare che ci fossero già prima del 1500, forse portati da qualche crociato al ritorno dalla Terra Santa.
Su questo colle, tra infiniti silenzi, si aspetta invano che passi qualche cavaliere venuto dall’Oriente a sciogliere ogni dubbio ma è decisamente più probabile che il mistero continui a vivere per sempre. In paese comunque parlano con orgoglio di questa bella storiella condita di leggenda. E non è l’unica perché il fazzoletto di terra che da Corsione porta a Tonco d’Asti profuma di terre lontane e di vicende che legano questo territorio ai Paesi del Vicino Oriente. A pochi chilometri di distanza, su un’altra collina, si trova il paese di Tonco d’Asti da dove sembra provenisse il nobile cavaliere Gerardo il quale, seguendo gli ideali cavallereschi, partì per la Terra Santa a combattere per il Santo Sepolcro. Gerardo di Tonco, secondo alcuni studiosi, fu il primo Gran Maestro dell’Ordine Ospitaliero di San Giovanni in Gerusalemme, poi di Rodi, divenuto infine Sovrano Ordine Militare di Malta. Vissuto nell’XI secolo Fra Gerardo sarebbe nato proprio a Tonco d’Asti e mille anni fa avrebbe creato il più antico degli Ordini cavallereschi.
Gerardo si trasferì a Gerusalemme per dare una mano ai pellegrini cristiani tornati nella Città Santa liberata dopo la Prima Crociata ma secondo altri storici la verità è un’altra. Il vero nome del fondatore dell’Ordine sarebbe Fra Gerardo Sasso nato ad Amalfi. Da questa città intorno al 1050 partirono i primi mercanti diretti in Terra Santa per costruire una chiesa e un ospedale e Fra Gerardo divenne il responsabile dell’Ospizio per i pellegrini a Gerusalemme. I misteri ora sono due nelle terre del basso Monferrato astigiano.
Infine è importante far sapere che “questi tulipani sono protetti e non si possono raccogliere per evitare i saccheggi che si sono verificati negli scorsi anni”, come sottolinea Marco Rosso, guida Naturalistica Regionale e responsabile dell’Associazione culturale e turistica “Quattro passi a nord ovest”.
                           Filippo  Re
nelle foto
tulipani intorno alla chiesetta campestre
la chiesa della Madonna dell’Aniceto a Corsione d’Asti
Fra Gerardo Sasso, fondatore dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme

Ivrea Canoa Club alla competizione giovanile FICK di Canoa Slalom

Ivrea Canoa Club parteciperà alla prima competizione nazionale giovanile FICK di Canoa Slalom a Subiaco il prossimo 1 e 2 aprile con due gare tra sabato e domenica. La nostra squadra agonistica sarà impegnata nelle categorie Slalom K1 e C1 e in numerose gare a squadre per iniziare al meglio la stagione, collezionare punti preziosi e potersi confermare per il terzo anno al vertice della classifica nazionale di canoa Slalom.

I nostri atleti conosceranno un campo gara importante sul fiume Aniene. Il Canoanium Club di Subiaco è noto agli appassionati per essere sempre presente nelle competizioni nazionali e internazionali annoverando nel proprio albo d’oro atleti di punta della nazionale italiana come Roberto Colazingari e Flavio ed Elena Micozzi, plurimedagliati anche ai mondiali di Ivrea.

I tecnici federali e selezionatori per la squadra nazionale Under 16 avranno gli occhi attenti e critici per valutare il miglioramento dei ragazzi di Ivrea. Il nostro club sa di aver lavorato molto nella pausa invernale e ci sono importanti aspettative da parte del tecnico Lorenzo Biasoli che segue i nostri ragazzi da diversi anni e che li accompagnerà nella lunga trasferta a più di 700km da casa.

Ivrea Canoa Club parteciperà alla competizione con 15 giovani promesse. Tra questi, Brando Belot e le gemelle Ester e Viola Gambella, tutti classe 2007 che sono cresciuti molto e sono attesi sul campo gara di Subiaco, un canale impegnativo di secondo grado. Questo è il pensiero di Lorenzo Biasoli, tecnico selezionatore federale e responsabile tecnico dell’Ivrea Canoa Club. E aggiunge, a Subiaco potremo avere anche altre sorprese con le giovani atlete cadette, in gara per guadagnarsi la selezione nella squadra nazionale Under 16. Per tutti gli altri sarà l’occasione di crescere e confrontarsi assieme a circa 150 atleti di qualità provenienti da tutta Italia.

La prova di Subiaco rappresenta quindi un importante appuntamento che apre ufficialmente la stagione agonistica giovanile del 2023 per l’Ivrea Canoa Club.

L’ufficio stampa del club è a completa disposizione per fornire maggiori informazioni sulla gara e i suoi atleti.

Marcolino / “Facce da scuola” 3

COSA SUCCEDE(VA) IN CITTÀ

Quarant’anni fa, a Vallette…I “migliori” anni della mia scuola

 

Gianni Milani

Entrò per primo, in tutta la sua imbarazzante evidenza, il copioso moccio al naso. A seguito fece il suo sgangherato ingresso anche lui: Marcolino (Marco), portatore sano e ben conscio di quel mocciolone che arrivava a lambirgli, deformandone i contorni, il labbro superiore. E che lui cercava, con ampie inutili spatolate di lingua, di ricacciare all’indietro. Pulirsi col fazzoletto?  Manco a parlarne. Quello era il suo acclarato segno d’identità che lui aveva deciso di incollarsi addosso in ogni importante e decisivo passo della sua vita. E il primo giorno di scuola, ad anno abbondantemente iniziato, non era forse passo importante? Il primo giorno di una nuova scuola, poi. Al suo braccio, bianco come un cencio e senza il fiato per profferire un , il giovane, educato educatore. Lungo magro allampanato. Luigi, il “santo” educato educatore. Piegato ma non vinto. Ovvio…la classe scoppiò senza ritegno in una fragorosa, assordante risata. Miii…Che schifo…!, il commento più pacato e salottiero delle raffinate donzelle. I maschi si espressero invece con ben altre sonorità e coloriti anziché no contributi verbali. Una frazione di secondo e Marcolino si svincolò dalla presa del quasi “beato” Luigi e, con una sorta di ghigno lamentoso, iniziò a correre come un demone alato per l’aula, travolgendo tutto e tutti e di più. E rideva. Rideva e non parlava. Rideva e non parlava e correva. Del resto, non avrebbe quasi mai parlato. Per tutto l’anno scolastico, solo qualche borbottio e molti no sottolineati con una trafila di sorrisi ironici, ingrugniti e testardi. Eravamo sotto Natale.  Marcolino dribblò con destrezza l’albero natalizio, scansò a rotta di collo il presepe, con una furia tale che pure al Bambin Gesù parvero drizzarglisi i capelli dorati in testa e terminò la folle corsa, con un acrobatico tuffo all’indietro, sulla sedia in prima fila lato muro. Schiena a parete, in improbabile equilibrio sulle due gambe posteriori della sedia, il banco davanti accessorio praticamente inutile: fu quella la sua posizione ufficiale per quasi tutto l’anno scolastico.

E sì, perché la filosofia di Marcolino era proprio questa. Presentarsi al mondo e ripararsi dalle sue norme e dalle sue beffe, giocando solo ed esclusivamente sul lato della negatività, della maleducazione e dell’antipatia. Impegno scolastico neanche a parlarne. La scuola, come la comunità in cui l’avevano “costretto” a vivere, era per lui un mezzo attraverso il quale gridare tutta la sua ribellione al mondo. All’esser stato “chiamato” al mondo. E, a 11 anni, portato a Torino, dalla natia Puglia. Con il ricordo che di sicuro batteva forte di una madre di cui si avevano, almeno a scuola, scarsissime notizie e che viveva al paese con altri figli e con un padre di cui invece nulla si sapeva.  Preparazione scolastica pressoché nulla. Intelligenza tanta. Troppa! Lontano dai genitori, da fratelli e sorelle, in prima media era arrivato (non ricordo il perché) a Torino, affidato ai servizi sociali e alloggiato in una comunità protetta con altri tre o quattro ragazzi affidati, come lui, ad un gruppo di giovani che per loro rappresentavano il mondo intero. Marcolino era biondissimo, era un  meridionale del Foggiano, di quelli che testimoniano ancor oggi con i loro capelli chiari e l’attitudine a svilupparsi in lungo più che in largo, il passaggio remoto per quelle terre millennarie di antichi civilissimi popoli del nord. Da lì arrivava Marcolino con i suoi 11 anni e un concentrato da brivido di paure, delusioni ed infinite amarezze. E tristezze. Avrei voluto parlargliene. Eccome! Ma non c’era verso. Marcolino rifiutava ogni forma di dialogo. Per mesi fu animale solitario. Un giorno, secondo quadrimestre abbondantemente inoltrato, leggo su quello che aveva solo più la parvenza di un quaderno  Se non ci fosero (sic!) Elisa e Salvatore sarei già scapato(sic)!. Ecco! Elisa e Salvatore. I suoi “unici” compagni di classe. Elisa, piccola, minuta, capelli ricci, occhi color del cielo, un sorriso indifeso di una dolcezza che ti pugnalava al cuore. Salvatore, il buon “Garrone” deamicisiano. Un colosso di ragazzo, che, arrivato dalla Sicilia, viveva solo con il padre, muratore o meglio “capomastro”, come diceva lui. Manone anche le sue da muratore. Che erano servite in più occasioni proprio per tirare fuori dai guai Marcolino. Salvatore era il suo santo protettore. Elisa, forse, la sua prima cottarella. Vicino a lei, miracolosamente, il mocciolo spariva e il biondo piccolo-grande vichingo di Puglia tentava perfino di darsi un’aggiustatina ai riccioli d’oro. Si andava verso la fine dell’anno scolastico. L’ultimo giorno di scuola – in programma la festicciola prevacanziera – fu quasi un finale da film. Di quelli, però, tristi tristi. Marcolino non si presentò. Fino alla fine volle giocare il suo ruolo di duro e dannato. Nessuno se l’aspettava. Salvatore, ammutolito, si scolò da solo almeno due bottiglie magnum di aranciata, seduto al posto del suo “compagno da proteggere”.

Dietro, Elisa non toccò una pasta. Gli occhi più azzurri che mai e lucidi e tristi. In mano, il foglio lasciato sotto il banco il giorno prima proprio da lui, da Marcolino. Stavano lì, in quegli sgorbi quasi illeggibili, il suo ultimo “ciao” ed il suo infinito “grazie”: “Grazie…profe…Elisa…Salvatore”. Marcolino non tornò più alla “Carlo Levi”. Chissà dov’era volato? Chissà dove avrebbe continuato a correre, moccio al naso e disperata solitudine sotto pelle. Lo vedo ancora macinare fughe fra i banchi e nei corridoi della scuola (dietro, affannati ed ululanti, orde di bidelli…si chiamavano ancora così allora, quelli che da tempo vanno sotto il nome di personale ATA!) gridando al mondo, con la stranezza di un sorriso senza logica apparente, tutta la sua disperazione. Fino all’improvviso fermarsi braccato dalle manone da muratore di Salvatore e sedato dagli occhi azzurri della piccola e triste Elisa. Un gigante dal cuore d’oro e un angelo d’irreale bontà. Quanti ne avrai ancora trovati lungo la tua strada, piccolo biondo Marcolino?

Gianni Milani