ilTorinese

Ondata di calore sul Piemonte, temperature vicine ai 40 gradi

Lo scenario meteorologico europeo è caratterizzato da un’alta pressione di matrice africana in fase di espansione verso l’Europa centro-occidentale; la struttura anticiclonica posizionerà i suoi massimi barici a ovest dell’arco alpino tra il pomeriggio di domenica e la mattinata di lunedì. Pertanto, prevede l’agenzia Arpa, sul Piemonte ci saranno condizioni di tempo soleggiato con annuvolamenti limitati ai rilievi nelle ore centrali della giornata. Sono previste temperature elevate su zone pianeggianti e appenniniche; oggi, sabato,  il caldo sarà rilevante su Astigiano e Aalessandrino e nei giorni successivi su quasi tutti i settori pianeggianti piemontesi. Sensibile anomalia termica positiva anche sulle Alpi, con zero termico in graduale rialzo fino a 5000 m.

Il picco dell’ondata di calore è previsto tra domenica e lunedì, quando la media delle temperature massime in pianura sarà attorno ai 34°C, con locali valori sui 38-39°C. Anche per buona parte della prossima settimana le temperature dovrebbero essere sopra la norma; è previsto che nell’ultimo fine settimana di agosto si potrà assistere a una diminuzione dei valori termici, ma la previsione dovrà essere confermata nei prossimi giorni.

Focus settimanale Covid Piemonte

 SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA E VACCINALE

In Piemonte l’occupazione dei posti letto ordinari si attesta all’1,0 %, quella dei posti letto in terapia intensiva è allo 0%, mentre la positività dei tamponi è al 5,2%.

Questa settimana si registra un andamento crescente rispetto al periodo precedente ma la situazione rimane sotto controllo.

VACCINAZIONI

Dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate in Piemonte 10.898.387 dosi, di cui 3.346.778 come seconde, 2.965.381 come terze, 817.001 come quarte, 162.010 come quinte.

Tra giovedì 10 agosto e giovedì 17 agosto sono state vaccinate 22 persone: 7 hanno ricevuto la prima dose, 3 la seconda, 4 la terza, 2 la quarta, 6 la quinta.

FOCUS CONTAGI NELLE PROVINCE

In Piemonte nel periodo da giovedì 10 agosto a mercoledì 16 agosto i casi medi giornalieri dei contagi sono stati 56. Suddivisi per province: Alessandria 9, Asti 4, Biella 2, Cuneo 4, Novara 2, Vercelli 2, VCO 2, Torino città 13, Torino area metropolitana 13.

In totale, su base regionale, i casi degli ultimi 7 giorni sono stati 391 (+111). Questa la suddivisione per province: Alessandria 61 (+27), Asti 31 (+14), Biella 17 (+10), Cuneo 29 (+12), Novara 12 (-8), Vercelli 15 (+12), VCO 17 (-12), Torino città 92 (+41), Torino area metropolitana 68 (+17).

INCIDENZA DEL CONTAGIO NEGLI ADULTI

Nel periodo 10-16 agosto l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è stata 9.2 in aumento (+39,6%) rispetto ai 6.del periodo precedente.

Nella fascia di età 19-24 anni l’incidenza è 6.7 (-11,8%). Nella fascia 25-44 anni è 6.0 (+17,6%). Tra i 45 ed i 59 anni si attesta a 7.9 (+97,5%). Nella fascia 60-69 anni è 11.5 (+85,5%). Tra i 70-79 anni è 13.1 (+3,1%). Nella fascia over80 l’incidenza risulta 23.0 (+41,1%).

INCIDENZA DEL CONTAGIO IN ETÀ SCOLASTICA

Nel periodo 10-16 agostol’incidenza nella fascia 0-2 anni è 20.6 (+70,0%), nella fascia 3-5 anni 5.3 (386%), nella fascia 6-10 anni 0.6 (-48,5%), nella fascia 11-13 anni 0.9 (la scorsa settimana non si sono registrati casi)mentre nella fascia tra i 14 ed i 18 anni è 1.0 (-61,5%).

Da Torino alla conquista di “Mister Italia”

Quattro torinesi in Abruzzo per le fasi finali del concorso di bellezza

 

Ci sono anche quattro ragazzi torinesi (due del capoluogo, uno da Rivoli e uno da Susa) tra i pretendenti allo scettro di “Mister Italia 2023”.

Si tratta di Marcello Buzzi, 21 anni impiegato in uno studio commercialista, Gianni Comperchioli, 33 anni ballerino, Nicolò Maida 25 anni operaio di Susa e Dino Ceravolo, 26 anni rivolese impiegato nell’azienda di famiglia.

I quattro esponenti della bellezza torinese saranno tra i 95 prefinalisti provenienti da tutta Italia che giovedì 24 agosto a Giulianova (TE) si contenderanno i 40 pass per la finalissima condotta da Jo Squillo in programma due sere dopo allo Stadio del Mare di Pescara.

Marcello, Nicolò, Gianni e Dino in Abruzzo potranno quindi andare a caccia del titolo più ambito in un concorso che nel corso degli anni ha lanciato, tra gli altri, alcuni protagonistidel mondo dello spettacolo e della tv come Luca Onestini,Raffaello Balzo, Paolo Crivellin, Luciano Punzo e Luca Vetrone.

Insieme ai 40 bellissimi finalisti sul palco di Pescara sabato 26 agosto ci saranno anche le 25 ragazze finaliste del concorso di Miss Grand Prix.

Entrambi i concorsi, organizzati da patron Claudio Marastoni, hanno il sostegno e la partnership di Ducati, Caffe Mokambo, Bes Italy, e il patrocino del Comune di Pescara e del Comune di Giulianova.

Per restare aggiornati con tutte le news sul concorso si possono seguire i canali social: Instagram e Facebook @concorsomisteritalia e @missgrandprix.

Imu e immobili non abitabili, come comportarsi

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Se l’immobile è inagibile o inabitabile l’Ici (o l’Imusi dimezza. L’imposta va pagata nella misura del 50%, nell’anno fiscale di riferimento, per tutto il perdurare dello stato di inagibilità o inabitabilità dell’immobile. E non occorre la reiterazione della richiesta per godere della riduzione per gli anni successivi. Lo mette nero su bianco la Corte di Cassazione con l’ordinanza 19665 dell’11 luglio 2023. Ma c’è una condizione: il contribuente deve poter provare di avere avvertito l’ente impositore della non fruibilità del fabbricato. Qualora l’ente impositore venga a conoscenza del ripristino dell’immobile la riduzione viene meno e torna l’obbligo di versamento in misura integrale per gli anni successivi.

Ma non solo: qualora il Comune sia già in possesso di informazioni secondo le quali l’immobile versa in uno stato di non abitabilità, allora l’importo dell’imposta va ridotto del 50% anche senza che il cittadino avanzi la sua richiesta. A questo riguardo la Cassazione invoca il principio di collaborazione e buona fede alla base dei rapporti fra ente impositore e contribuente, secondo quanto disposto dall’articolo 10 comma 1 della legge 212 del 27/7/2000. Testualmente: “I rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede”.

Al riguardo si applica anche la regola secondo la quale al cittadino non può essere chiesta prova di fatti già noti alla pubblica amministrazione. Testualmente dall’articolo 43 del dPR445 del 2000: “Le singole Amministrazioni non possono richiedere atti o certificati concernenti fatti, stati e qualità personali che risultino attestati in documenti già in loro possesso o che esse stesse siano tenute a certificare”.

L’ordinanza della Cassazione deriva da una valutazione in merito a un caso di pluriennale inagibilità di un immobile. I giudici hanno stabilito che qualora un Comune abbia già acquisito informazioni in merito, anche se per finalità extratributarie, allora lo sconto del 50% sulle imposte scatta immediatamente e in automatico. Ma c’è il rovescio della medaglia: lo sconto decade anche in mancanza di comunicazione del contribuente quando il Comune apprenda tramite qualsiasi canale del ripristino dei luoghi. La Cassazione stabilisce infine che debba essere il giudice di merito a dirimere eventuali controversie che potrebbero sorgere fra contribuente e Comune.

I supremi giudici si erano già espressi in materia di Imu/Ici relativamente ai fabbricati inagibili o inabitabili. Con l’ordinanza 1263 del 21 gennaio 2021 la Cassazione aveva stabilito che per comunicare lo stato dei luoghi all’ente creditore bastasse una semplice autocertificazione, sempre nel rispetto del principio di collaborazione e buona fede. Autocertificazione che, naturalmente, non fa mai venire meno il diritto del Comune di effettuare le sue verifiche. L’alternativa all’autocertificazione è un accertamento dell’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Rimpatriato da Torino detenuto cinese

Si è conclusa poche ore fa l’ennesimo rimpatrio, avvenuto a cura dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino, di un cittadino straniero, irregolare sul territorio nazionale e responsabile di diversi reati per i quali stava scontando la pena definitiva della reclusione.

Questa volta a essere rimpatriato è stato un cittadino cinese detenuto presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cotugno” ove lo stesso stava scontando la pena definitiva di oltre 5 anni di reclusione per rapina ed estorsione.

Grazie al costante monitoraggio della popolazione carceraria della provincia e alla cooperazione con il consolato, il cittadino cinese è stato prelevato dall’istituto penitenziario e scortato a Pechino da personale dell’Ufficio Immigrazione.

Che notte all’ippodromo: nuovo appuntamento il 27 agosto

Agosto in pista e rigorosamente in Notturna per l’Ippodromo di Vinovo con quattro appuntamenti già fissati: il trotto vi aspetta mercoledì 2, mercoledì 9, domenica 27 e mercoledì 30, ultima riunione serale e ideale preambolo per il GP Marangoni in programma domenica 3 settembre.

Sette le corse al via il 2 agosto, per un programma di buona qualità che si aprirà alle 20. Il clou è rappresentato dal premio Cuneo, con otto cavalli di quattro anni impegnati sulla distanza del miglio. Nel mirino per una prova che dimostri il suo salto di qualità sicuramente Demon di No, allievo di Mauro Baroncini affidato come sempre ad Andrea Farolfi che cercherà di bissare il recente successo. Un po’ come come Dakar, Team Casillo – Di Nardo anch’esso reduce da bella vittoria sulla pista. Jussy De Paumar, allieva svizzera di Andrea Guzzinati, è chiamata invece a dimostrare quello che fino ad oggi si è solo intravisto.

I due anni invece saranno in pista nel premio Alba. Fra i sette impegnati sul miglio spiccano Folletocar, vincitore in bello stile al debutto a Vinovo, Felipe Roc, che in quella occasione gli era arrivato alle spalle, e Forbidden Dance, anch’essa autrice di debutto vincente. La corsa riservata alla categoria dei gentlemen avrà in Duello il favorito della corsa: Giovanni Scrima cercherà di portare anche questa corsa, dopo i due precedenti successi. D’Artagnan Bar con Michele Bechis sembra l’avversario più agguerrito insieme a Damocle Degli Dei con Marco Castaldo. Una serata piacevole sotto tutti gli aspetti, anche quello conviviale: aperto come al solito infatti il ristorante-pizzeria “La Scuderia” con affaccio sulla pista. Ingresso come al solito gratuito e libero.

Ambrogio (Fdi): “Torino e la vocazione turistica”

“I numeri del mese di agosto certificano la vocazione turistica di Torino e del Piemonte, con i nostri territori che si confermano meta ambita all’interno dei flussi internazionali. Si tratta di una dinamica preziosa che ingenera orgoglio, certo, ma da cui discendono grandi responsabilità.
Qualcuno però non sembra averlo capito: metropolitana fuori servizio per un mese, ancorché per straordinaria manutenzione, il principale servizio di car sharing fermo da un giorno all’altro, senza preavviso, e i mezzi pubblici a scartamento ridotto per contenere i costi sono la fotografia di una città ancora acerba. Poiché il turismo è, pacificamente, un elemento imprescindibile per il futuro di Torino, sembra sempre più inevitabile una completa riprogrammazione delle dinamiche operative e gestionali: considerare il mese di agosto come una zona franca, in cui la città possa fermarsi senza conseguenze, è un errore clamoroso”.
Ad affermarlo Paola Ambrogio, Senatore di Fratelli d’Italia.

Usa e getta? No, grazie

L’umanità ha più volte nel corso della storia modificato le abitudini per poi tornare sui suoi passi, per poi modificarle nuovamente.

Ne sono un esempio l’abbigliamento, che periodicamente torna di moda (pantaloni a zampa di elefante, per citare un caso) e l’arredamento, settore che ha visto sparire i mobili dei nostri nonni a favore dei mobili componibili per poi vedere comparire nuovamente quegli stessi mobili nei mercatini, presentati su riviste apposite, venduti spesso a caro prezzo e ricercati per il loro valore storico, per la storia che portano con sé ma, soprattutto, perché così è la moda.

Non dimentichiamo che, quasi esclusivamente nel mondo occidentale, c’è un’eterna rincorsa alla novità ed un consumismo sfrenato che ci portano a cambiare gli oggetti, anche se ancora perfettamente funzionanti e idonei allo scopo per cui li abbiamo comprati, soltanto per il gusto di cambiare, di far vedere agli altri il nostro nuovo acquisto e, purtroppo, non sentirci inferiori agli altri come se l’oggetto fosse lo status symbol anziché fingere di rappresentarlo.

Questo è probabilmente il motivo più frequente per cui cerchiamo di adeguarci alle mode in un crescendo rossiniano di spese, cambi, acquisti, vendite a prezzi irrisori perché l’acquirente è più furbo del venditore o, più spesso, abbandono dell’oggetto in fondo ad un cassetto o in cantina.

Come non bastasse, al danno economico si aggiunge lo stress della competitività a tutti i costi.

Conosco diverse persone che cambiano il cellulare ogni 6 mesi-1 anno (quindi ancora in garanzia) perché il modello successivo ha una fotocamera con una risoluzione maggiore (neanche dovessero fotografare una mosca sul marciapiede di fronte), oppure ha anche l’impronta digitale per sbloccarlo (se te lo rubano il dito ti serve a poco) o altre banalità simili.

Allo stesso modo vi sono gli acquirenti di televisori che passano da un modello a quello di dimensioni maggiori, non considerando che abitano in un appartamento e non in una sala cinema) e soprattutto che a distanza ravvicinata gli occhi si danneggiano.

Non dimentichiamo che quasi sempre i beni superflui vengono acquistati facendo ricordo ad un finanziamento, solitamente con un tasso di interesse diverso da zero, che aggiunge idiozia alla stoltezza.

Un mio conoscente batteva tutti i record. Sfogliava i volantini di alcuni ipermercati, vedeva se ci fossero offerte eccezionali (“solo oggi il tal articolo è scontato del 75%”) e lo acquistava (TV, stereo, smartphone) e, essendo nuovi e “in più” li lasciava nella confezione originale. Peccato che non utilizzandoli subito non si accorgesse di eventuali difetti di fabbricazione e quando si decideva ad usarli spesso la garanzia era già scaduta, il modello era obsoleto e, è capitato, fosse fuori produzione quindi eventuali ricambi fossero irreperibili.

Il consumismo è, ipso facto, uno stile di vita che induce profitti enormi per le imprese produttrici e per tutto l’indotto (dagli agenti di commercio ai trasportatori, ai pubblicitari, alla GDO ed ai commercianti minori) ma danneggia enormemente l’anello debole della catena: il consumatore finale.

Marketing strategico, esperti di comunicazione, strateghi dell’upselling e del cross-selling riescono a rendere appetibile un prodotto che, di per sé o per quell’utente, è superfluo se non addirittura inutile: un oggetto che svolge le stesse funzioni di quello in nostro possesso o è predisposto per un uso futuro che non si sa quando diventerà attuale, dimensioni ridotte di qualche millimetro vantate come un risparmio di spazio indispensabile.

Un paio di anni fa mi recai ad acquistare uno smartphone, perché l’altro si era suicidato nell’acqua: la commessa, proponendomi alcuni modelli nella fascia di prezzo che avevo indicato e che avessero ciò che mi serviva, mi propose un modello “che ha già il 5G”. Con la faccia più eloquente possibile feci notare alla signorina che al momento il 5G non era in funzione e che, quando lo fosse stato, il mio smartphone sarebbe stato già da cambiare; la signorina cambiò discorso.

E che dire del cambio di elettrodomestici per sostituire la nostra lavatrice classe A+ con una di classe A++ “perché consuma meno”?  A fronte di un risparmio (per la sola lavatrice) di…. 10 euro al mese? spendiamo all’incirca da 400 a 600 euro, cioè il risparmio da 40 a 60 mesi di energia. Dopo tale periodo probabilmente avremo già cambiato nuovamente la lavatrice non avendo non soltanto risparmiato, ma speso di più per un cambio inutile. Moltiplicate questo discorso per lavastoviglie, freezer, frigorifero e asciugatrice e capirete quanto sia potente il marketing e quanto impotenti siamo noi.

Sergio Motta

L’arte come una “Jam Session”

Al “Flashback Habitat” di Torino le arti visive dialogano con la musica in un armonico intreccio di voci

Fino al 1° ottobre

Variazioni improvvisate ma perfettamente gestite. Libere nel gioco virtuoso delle note e nell’assoluta arbitrarietà di segno e colore. Una vera e propria Jam Session, totalmente dedicata alla creatività e alla “ricerca metropolitana”. Di qui il titolo, “Torino Jam Session. Energiche e liberatorie ibridazioni nell’arte”, dato alla mostra con cui prende avvio l’estate 2023 di “Flashback Habitat. Ecosistema per le Culture Contemporanee”, il nuovo hub culturale aperto nel novembre scorso in corso Giovanni Lanza a Torino, in occasione di “Flashback Art Fair”, la Fiera diretta da Ginevra Pucci e Stefania Poddighe. Nata da una bizzarra ma brillante idea di Alessandro Bulgini, artista e direttore artistico di “Flashbak Habitat”, la rassegna, in agenda fino a domenica 1° ottobre, si pone ai visitatori come una sorta di “display espositivo” in cui far confluire il più variegato gioco di nuove, e perfino improbabili, sperimentazioni attraverso la musica e le arti visive. Le cifre: 70 opere, per 15 differenti Jam Session, “risuonanti” in 15 sale, che allo stesso tempo sono “luogo di partenza e luogo di arrivo della composizione”. Come nasce l’idea della mostra ce lo spiega lo stesso Bulgini: “Nel 1989 avevo un ‘blues bar’ a Livorno, ‘Vernice Fresca’, un luogo dove arti visive e musica si mescolavano. In una di quelle sere vennero a mangiare da noi due importanti musicisti afroamericani della grande ‘jazz band’ di Lionel Hampton che si trovava in città per due spettacoli. Mentre mangiavano pensai di provocarli chiedendo al mio amico Richard di suonare al piano uno ‘standard’ per vedere le loro reazioni. La reazione non tardò ad arrivare, entrambi lasciarono le forchette e imbracciarono tromba e sax. A fine serata ubriachi di ‘Vecchia Romagna’, ringraziando Dio per quanto avvenuto, chiesero di poter tornare il giorno dopo e così fu, e con loro gli altri trenta componenti della band più altrettanti musicisti livornesi. Ne nacque una serata indimenticabile nonostante fosse improvvisata”.

Da ripetere, in versione “Flashback Habitat”. Ed eccoci all’oggi, al secondo piano dell’hub di corso Giovanni Lanza , con “terzetti” e “quartetti” di opere di artisti visivi combinati in intriganti atmosfere scandite dal ritmo della batteria di Donato Stolfi. In un suggestivo percorso “misto”, che ci porta dai “Dervisci” di Aldo Mondino alle tele dal “forte ritmo musicale” di Giorgio Griffa. Dai plurimaterici lavori di Marco Gastini ai paesaggi alieni di Pierluigi Pusole e alle fotografie di Monica Carocci, per non dimenticare i “taciti ritratti” della tedesca, torinese d’adozione, Elke Warth e gli scatti “etici” di Turi Rapisarda, ideatore nell’‘80 del torinese “Gruppo Fotografia Psicogeografica”. E via ancora con le creative composizioni di Bartolomeo Migliore,Victor Kastelic (origini americane da Salt Lake City), Luigi Gariglio, Enzo Obiso con il suo “Fish Eye”, Pierluigi Meneghello, Alessandro Rivoir e Bruno Zanichelli. Per finire nello spazio esterno della struttura. Dove, nell’ambito del progetto “Vivarium” (parco artistico in divenire), troviamo una nuova opera a firma di Fabio Cascardi, una surreale installazione in acciaio e vernice antirombo dal titolo “Sedie nello spazio”: nulla di strano per l’artista torinese, la cui costante è proprio il riutilizzo e la conversione di oggetti e di materiali di recupero.

In questo caso sedie riattate e prolungate in altezza in un “gioco” d’arte in cui immaginazione e creatività fanno sentire alla grande i loro diktat. Il tutto, mentre fuori dagli spazi di “Flashback Habitat”, nella Barriera di Milano in piazza Bottesini, mercoledì 21 giugno scorso, s’è avviata la nona edizione (creatura sempre di Alessandro Bulgini) di “Opera viva, il Manifesto”, che quest’anno porterà il titolo originale di “Opera viva, Luigi l’addetto alle affissioni”, con manifesti che si ritroveranno (per sbaglio di Luigi?) tutti capovolti, testa all’ingiù. Primo appuntamento con Sergio Cascavilla e il suo “L’arte povera E’ INGombraNTE OBsoleTA”.

Gianni Milani

“Torino Jam Session. Energiche e liberatorie ibridazioni nell’arte”

“Flashback Habitat. Ecosistema per le Culture Contemporanee”,corso Giovanni Lanza 75, Torino; tel. 393/6455301 o www.flashback.to.it

Fino al 1° ottobre

Orari estivi: ven. sab. e dom. 11/20

Nelle foto:

–       Aldo Mondino: “Dervisci”, olio su linoleum, 1999

–       Fabio Cascardi: “Sedie nello spazio”, acciaio e vernice antirombo, 1995

–       Sergio Cascavilla: “L’arte povera E’ INGombraNTE OBsoleTA”