Pareggio in casa per i Granata con la Salernitana: 0-0 mentre il prossimo turno vedrà il Torino impegnato a Sassuolo. Toro a quota 32 in classifica senza a riuscire ad arrivare all’ottavo posto della Fiorentina. Salernitana bloccata a cinque punti dal trio che la supera: Verona, Cagliari ed Empoli.Oggi all’Olimpico Grande Torino la squadra di Juric non trova occasioni concrete, intanto quella di Inzaghi ottiene il primo punto del nuovo anno.
Timbretti e Pesce in coppia ai mondiali di Doha
Irene Pesce ed Eduard Timbretti Gugiu (CS Esercito/Blu 2006) un po’ condizionati dall’emozione chiudono all’ottavo posto la finale dalla piattaforma sincro mixed, che apre il secondo pomeriggio dei 21esimi Mondiali all’Hamad Aquatic Center di Doha.
La gara dei due azzurri: l’ordinario indietro carpiato (35.40) e il rovesciato carpiato (42.00) sono buoni in partenza, tecnicamente ma mancano leggermente nel sincronismo. La coppia dopo gli obbligatori è ottava con 77.40. Comandano, già con margine, i cinesi Jiaqi Zhang e Jianjie Huang, destinati a dominare nelle gare individuali il prossimo quadriennio, con 108.60. Secondi sono i nordcoreani Yong Im e Jin Jo con 98.40, terzi i tedeschi Tom Waldsteiner ed Elena Wassen con 97.80.
Poi i liberi, che come sempre indirizzano le gare sincro. Il triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato è discretamente in sincro, ma Irene perde le gambe e l’ingresso è scarso (36.00): Timbretti e Pesce rimangono ottavi con 113.40. La Cina è sempre più solitaria in testa con 188.70, poi Nord Corea con 168.60, Germania con 161.16 e Messico quarto con 156.12.
Quarta routine con gli azzurri che presentano il triplo salto mortale e mezzo ritornato raggruppato. Sincronismo ancora una volta buono ma Pesce non riesce a controllare la velocità (32.64): Irene ed Eduard scendono al nono posto con 146.04, scavalcati anche da Macau con 146.91. Prime tre posizioni che non mutano.
Pesce e Timbretti concludono con un discreto successo in tutte le fasi (presalto, avvitamento e arrivo) doppio salto mortale e mezzo indietro (40.32) e risalgono all’ottavo posto con 186.36. Vince, o meglio stravince, la Cina con 353.82 punti, seguita da Nord Corea a 303.96 e dal Messico, che sorpassa la Germania, con 296.13.
“Irene è stata bravissima oggi, perché non era al massimo ma non ha mollato. – ha dichiato l’allievo di Claudio Leone – Questa è una coppia nuova, appena formata e quindi abbiamo margini importanti di miglioramento. Sapevamo che davanti a noi c’erano nazionali irragiungibili per il momento”.
Al Pannunzio “Dalla Chiesa e gli anni di piombo”
Lunedi 5 febbraio in sede al Centro Pannunzio in via Maria Vittoria 35 h alle ore 17,30 il Generale dei Carabinieri Mauro Tornatore parlerà su “Il generale Dalla Chiesa e gli anni di piombo”. Introdurrà Lucia Groppo . Il gen.Tornatore fu stretto collaboratore di Dalla Chiesa nella lotta al terrorismo rosso.
GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA
Lunedì. Al Cafè Des Arts suonano i 4 Strings Family. Recital di Massimo Ranieri per 2 sere consecutive al teatro Alfieri.
Mercoledì. All’Osteria Rabezzana si esibisce il quartetto del sassofonista Andrea Abbadia. Al Blah Blah suona il trombettista Ramon Moro. Al Jazz Club blues con Fast Frank mentre al Capolinea 8 si esibisce RednakS. Al Lambic sono di scena gli Umami.
Giovedì. Al teatro Colosseo doppia data per lo show “Human Nature” dedicato a Michael Jackson. Paolo Benvegnu è di scena all’Hiroshima Mon Amour. Al Jazz Club suona il quartetto della vocalist Mirella Gallo. Al Blah Blah sono di scena Swanz, Onyricon e Fabio Bosco. Al Dash suonano i BlueSuitcase. Al Capolinea 8 è di scena Marco Nieloud. Al Magazzino sul Po si esibisce il cantautore Massimo Silverio.
Venerdì. All’Hiroshima si esibisce il Trio Marciano di Vito Miccolis e Mao. Al Teatro Alfieri “Queen At Opera” per tre giorni consecutivi. Allo Spazio 211 suona il duo Cyberpunkers. Al Magazzino di Gilgamesh blues con l’armonicista Nico Wayne Toussaint. All’Imbarchino suonano i Manticora e Unviable. Al Blah Blah si esibiscono Le Carogne.
Sabato. All’audiodrome di Moncalieri è di scena Nina Kraviz. Al Folk Club suona il quintetto As Madalenas. Al Bunker si esibisce Pearson Sound. Al Magazzino sul Po è di scena Marcobello. Al Blah Blah suonano i Dobermann.
Pier Luigi Fuggetta
L’antico carnevale del Balon
La Rusnenta, la maschera tradizionale del Borgo Dora il cui nome deriva dall’antico mercato delle “cose vecchie” che ancora oggi caratterizza il tipico quartiere del Balon a Borgo Dora con i numerosi negozi di antiquariato, è stata accolta oggi a Palazzo Civico dalla vicesindaca Michela Favaro che, tramite il simbolico gesto della consegna delle chiavi della città, ha proclamato l’apertura ufficiale dello storico Carnevale del Balon. Ad accompagnare l’arrivo nel cortile d’onore del corteo guidato da Gianduja e Giacometta sono state le note della Banda della Polizia municipale di Torino.
“Amianto nell’acqua” e gli rubano 5 mila euro
Falsi tecnici dell’acquedotto si sono introdotti in casa di un anziano di Biella affermando che l’acqua era inquinata da amianto. Gli hanno fatto deporre soldi e oggetti preziosi nel forno e non appena si è distratto sono fuggiti con il malloppo. Il valore della refurtiva è di 5 mila euro.
NOTIZIE DAL PIEMONTE
Cattolici, o si pesa politicamente o è testimonianza
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
Diceva Mino Martinazzoli in tempi non sospetti che l’unità politica dei cattolici non è mai stato un
dogma. E, aggiungeva, neanche la diaspora dei cattolici lo è mai stato. Una osservazione corretta
ed ineccepibile perchè anche nella lunga esperienza della Democrazia Cristiana si registrò la
convergenza dei cattolici attorno ad partito ma per ragioni storiche e non per motivazioni
intregralistiche o, peggio ancora, di natura confessionale. Una fase, comunque sia, che abbiamo
ormai consegnato agli archivi storici e alla convegnistica.

Ora, al di là dell’esperienza democristiana e dei partiti che sono succeduti al tramonto del “partito
italiano”, cioè la DC, è indubbio che la presenza politica dei cattolici può diventare, laicamente, di
nuovo protagonista solo se riesce ad essere politicamente autorevole e culturalmente
significativa. È perfettamente inutile l’operazione di reclutare in un partito un gruppo di cattolici
per poi potere esibire pubblicamente che anche in quel partito c’è un pluralismo culturale di
fondo. Quelle, come noto, si chiamano più comunemente “quote panda”, cioè un modo come un
altro per sottolineare che “anche noi abbiamo i cattolici”. Una operazione antica perchè ricorda,
ad esempio, i “cattolici indipendenti di sinistra” del vecchio Pci o, per venire all’oggi, quei cattolici
presenti in molti partiti ma che si riducono ad essere un banale ed insignificante specchietto per le
allodole.
Ecco perchè oggi la vera sfida – politica, culturale, programmatica e forse anche organizzativa – è
un’altra. E cioè, i cattolici, seppur nel rispetto del pluralismo delle varie opzioni politiche, o
riescono a costruire, con altri, il progetto politico complessivo del partito in cui militano oppure, e
al contrario, diventano una appendice del tutto insignificante e forse anche inutile se rapportata
alle vicende della storia democratica del nostro paese. Certo, non passa attraverso la richiesta,
questa sì umiliante ed incommentabile, di avere “un posto nella segreteria nazionale del partito –
come avviene nel Pd della Schlein – la strada per riaffermare una rinnovata presenza dei cattolici
in politica. Come, d’altro canto, non è con presenze singole, e quindi del tutto testimoniali,
all’interno dei “partiti personali” la via migliore per riaffermare una cultura politica e anche un
universo valoriale, seppur da mediare con altri filoni ideali.
Per queste motivazioni, semplici ma essenziali, la presenza dei cattolici in politica nella società
contemporanea – ancora in assenza, purtroppo, di un partito di riferimento più o meno identitario,
anche se nel profondo rispetto della laicità dell’azione politica – può ritrovare un senso, una
funzione ed una “mission” specifica solo se riesce ad essere politicamente incisiva e
culturalmente determinante. In caso contrario, purtroppo, o continueremo a rimpiangere i tempi
antichi da un lato – con un carico nostalgico del tutto improduttivo e sterile – oppure, e dall’altro, a
pensare che il tutto si risolve regalando gentilmente una manciata di parlamentari nei vari partiti di
appartenenza. Due modi che sono accomunati solo da un disvalore. E cioè, dalla riduzione della
tradizione, della cultura, dei valori e della storia del cattolicesimo politico italiano ad un fatto
folkloristico. E questo non possiamo e non dobbiamo accettarlo.
Dopo tre settimane dall’inaugurazione, avvenuta venerdì 12 di gennaio, il Museo Regionale di Scienze Naturali, aperto al pubblico dopo interventi resi necessari a seguito dell’incendio (agosto 2013) che ha danneggiato parte dell’edificio, ha totalizzato 45 mila prenotazioni. Di questi in 6.500 hanno già riservato i loro biglietti per i prossimi giorni.
“È entusiasmante riscontrare ancora una volta il grande successo che sta registrando il Museo Regionale di Scienze Naturali – affermano il Presidente Alberto Cirio e l’assessore alla cultura della Regione Piemonte, Vittoria Poggio -. Averlo restituito alla cittadinanza era doveroso e l’affluenza record conferma come fosse necessario farlo”.
Da oggi il Museo, che ha festeggiato la riapertura omaggiando l’ingresso (su prenotazione) per i primi 20 giorni, sarà visitabile con un biglietto di 5 euro.
Numeri importanti anche per gli accessi alle piattaforme online. A visitare il sito e i canali social sono stati in oltre 400 mila. Anche il totem con l’avatar di sir Alfred Wallace, in grado di parlare con i visitatori grazie all’uso dell’intelligenza artificiale generativa, novità assoluta del Museo 2024, ha totalizzato ben 10 mila interazioni. Dal MRSN hanno verificato che le domande più frequenti a lui poste sono state “cos’è la linea di Wallace?” (una linea immaginaria che separa dal punto di vista biologico, la regione asiatica da quella relativa all’Oceania) e “qual è il suo rapporto con Darwin?” (avevano idee molto diverse, talvolta opposte).

“Credo che la risposta del pubblico a questi primi giorni di riapertura sia straordinaria e vada al di là di ogni più rosea previsione – dichiara Marco Fino, Direttore del Museo Regionale di Scienze Naturali –. Vedere le sale piene e vissute, come questi giorni, è qualcosa di realmente appagante che ripaga tutti noi dello sforzo affrontato negli ultimi mesi. Ci riempie di orgoglio toccare con mano l’amore che i visitatori, torinesi e non, hanno per questo Museo. Vedere i bambini emozionarsi e sognare ad occhi aperti davanti alle immagini della barriera corallina è meraviglioso. Lo è anche osservare le persone ammirare le collezioni con gli occhi di chi aspettava questo momento da anni. Questo, oltre a renderci molto contenti, ci motiva ulteriormente a continuare con impegno sulla strada intrapresa.
Stanno, inoltre, proseguendo le visite didattiche al Museo organizzate con le scuole contattate e invitate dalla Regione.
Informazioni:
Via Accademia Albertina, 15 Torino (TO) – https://mrsntorino.it/