ilTorinese

Nuova vita per gli impianti sportivi del Piemonte, in arrivo i fondi regionali

Buone notizie per gli impianti sportivi del Piemonte. Oltre 4,1 milioni di euro dalla Regione con il bando per l’assegnazione di contributi a fondo perduto a sostegno di interventi sugli impianti sportivi.

“Con questo bando, mettiamo a disposizione ulteriori risorse a favore del movimento sportivo piemontese. La legge regionale 23/2020 riconosce alla Regione il ruolo di promuovere la diffusione e la qualificazione delle attività sportive, fisico motorie e, a tal fine, sostiene interventi di riqualificazione dell’impiantistica sportiva, assicurando alla collettività livelli adeguati di strutture sportive, favorendo l’innovazione tecnologica, il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale- affermano il presidente Alberto Cirio e l’assessore allo Sport Fabrizio Ricca. Favorire la diffusione e la promozione dello sport, anche attraverso risorse che contribuiscano al miglioramento degli impianti, significa promuovere stili di vita sani. Praticare sport significa divertirsi, essere solidali, diffondere i valori della tolleranza e della collaborazione e far del bene al corpo e allo spirito.”

In particolare, sono previsti interventi di “messa a norma, efficientamento energetico, recupero funzionale, manutenzione straordinaria e completamento degli impianti esistenti” con queste tipologie di progetto:

interventi di adeguamento degli impianti esistenti alle norme di sicurezza, igienico-sanitarie, di abbattimento delle barriere architettoniche e funzionali al miglioramento dell’accessibilità e della fruizione a favore delle persone con disabilità; interventi a sostegno dell’impiego delle fonti rinnovabili e per l’efficientamento energetico per ridurre l’impatto sull’ambiente e migliorare le condizioni di utilizzo degli impianti, agevolando l’affidamento in gestione degli stessi; interventi di manutenzione straordinaria degli impianti sportivi esistenti, non ricadenti nelle precedenti tipologie Sono compresi anche gli interventi di rifunzionalizzazione di spazi sportivi esistenti, finalizzati ad attribuirne una diversa destinazione sportiva.

Possono presentare domanda di contributo:

  • Enti locali: Province e Città metropolitana, Unioni di Comuni, Comuni e loro consorzi.

  • Organizzazioni sportive ed altri enti con o senza personalità giuridica.

Sono previsti 2 assi di intervento:

Asse 1- Interventi ordinari: a sostegno degli interventi, o lotti funzionali, il cui costo complessivo (corrispondente all’importo totale del quadro economico) è compreso tra 10.000 e 500.000 euro, ai quali sarà concesso un contributo in conto capitale del 50% della spesa ritenuta ammissibile e, comunque, entro il limite di contribuzione massimo di 80.000 euro- spesa regionale complessiva pari a 2.155.610,60 euro.

Asse 2- Interventi strategici ACES Europe (riservata ai Comuni): a sostegno degli interventi, o lotti funzionali, rientranti nelle tipologie previste, riferiti agli impianti sportivi dei Comuni che hanno richiesto/ottenuto un riconoscimento in ambito sportivo da parte di Aces Europe, relativo agli anni 2024 e successivi, cui sarà concesso un contributo in conto capitale fino all’80% della spesa ritenuta ammissibile e, comunque, entro il limite di contribuzione massimo di 300.000 euro – spesa regionale complessiva 2.000.000 euro.

Il termine per la presentazione delle domande scade il 2 aprile 2024 alle ore 12.

Per informazioni sul bando

https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/assegnazione-contributi-sostegno-interventi-impiantistica-sportiva-anno-2024

Le scomposte. I mondi di Marguerite

 

Per “ContemporaneA. Parole e storie di donne”, alla Galleria “Bi-Box” di Biella, si entrerà nel profondo della vita e dell’opera di Marguerite Yourcenar

Sabato 24 febbraio, ore 16,30

Biella

Scrittrice e poetessa francese, prima donna ad essere eletta nel 1980 all’“Académie  française” e candidata nel 1951 al “Premio Nobel per la Letteratura” per “Memorie di Adriano” (il suo più celebre capolavoro realizzato nell’arco di un trentennio), Marguerite Yourcenar, al secolo Marguerite Antoinette Jeanne Marie Ghislaine Cleenewerck de Crayencour (Bruxelles, 1903 – Mont Desert, 1987), sarà al centro con la sua avventurosa e non semplice vita e con la sua opera letteraria, della prossima lezione (sabato 24 febbraio, ore 16,30) di “Le scomposte”, il corso organizzato presso la Galleria “Bi-Box Art Space” di Biella (via Italia, 38), da “ContemporaneA. Parole e storie di donne”, a cura di Maria Laura Colmegna: un’altra occasione (dopo l’incontro dedicato a Toni Morrison, prima scrittrice afroamericana a vincere il “Nobel” nel 1993) per conoscere da vicino la vite e le opere di scrittrici del passato che “con il loro talento hanno saputo intrecciare il loro tempo al nostro, in maniera indissolubile”. L’appuntamento sarà condotto da Eugenio Murrali, giornalista, collaboratore de “Il Foglio” e “Vatican News” nonché autore di libri  tra cui, con Dacia Maraini e prefazione di Dario Fo, “Il sogno del teatro. Cronaca di una passione” (BUR, 2013) e “Vincere le delusioni. Contromosse per superarle e non farsi avvelenare la vita” (con Pascale Chapaux-Morelli; Feltrinelli Urra, 2017).

A partire dal suo primo romanzo “Marguerite è stata qui” ( pubblicato da “Neri Pozza” e omaggio appassionato di uno scrittore esordiente “a una scrittrice vertiginosa e amatissima”, in cui biografia romanzata e memoir si intrecciano), nella lezione alla biellese “Bi-Box”, dal titolo “I mondi di Marguerite Yourcenar” , Murrali descriverà la vita avventurosa di Marguerite Yourcenar (pseudonimo scelto dalla scrittrice anagrammando il cognome originario, Crayencour), raccontata dalle figure che l’hanno “abitata”. Tra narrazione e monodia, vengono ripercorse le varie tappe: a Bruxelles la nascita segnata dalla perdita (dieci giorni dopo) della madre, l’infanzia in un castello tra gli alberi centenari della Fiandra francese nel Mont-Noir, le cure delle bambinaie Barbe e Camille, lo sguardo di Michel René, il padre innamorato che la inizierà ai segreti della conoscenza e della bellezza. “È anche – sottolinea Murrali – un viaggio dentro le geografie dei sentimenti e degli spazi: la costa olandese affacciata sul mare del Nord, la Grecia, l’Italia, l’America come nuova casa e quell’isola nel Maine dove la scrittrice troverà un luogo di possibile abbandono e concluderà la stesura delle Memorie di Adriano’”. Murrali, nel corso della sua “lezione” darà corpo al significativo itinerario di una donna “coraggiosa e libera” che ha percorso il “secolo breve”, attraversando due conflitti mondiali, la guerra fredda e, nella vita privata, le passioni degli anni Trenta, il lungo amore condiviso con la sua compagna Grace Frick(insegnante di letteratura inglese) e l’ardore doloroso degli ultimi anni con Jerry Wilson, giovane fotografo americano. Fino alla scomparsa della scrittrice presso l’ospedale di Bar Harbor, sull’isola di Mont Desert (Maine) il 17 dicembre 1987. La sua tomba si trova a Somesville, nel Maine, accanto a quelle di Grace e Jerry.

Per info e prenotazioni: tel. 392/5166749 o www.contemporanea-festival.com / segreteria.contemporanea@gmail.com

 

Nei prossimi incontri: Elena Varvellopresenterà Flannery O’Connor, la scrittrice delle visioni (23 marzo) e Patrizia Bellardone, presidente di “BI-BOx Art Space”, racconterà il rapporto tra la storia dell’arte e la storia delle donne a partire dal romanzo di Anna Banti“Artemisia” del 1947, dedicato ad Artemisia Gentileschi (20 aprile).

g.m.

 

Nelle foto:

–       Marguerite Yourcenar, Bailleul, 1982 – Bernard De Grendel

–       Immagine guida di “Le scomposte”

–        Eugenio Murrali

A Mondo Juve arriva la fiera del Disco

Sabato 24 e domenica 25 febbraio

 

Sabato 24 e domenica 25 febbraio, dalle 9:00 alle 20:30, Ernyaldisko presenta nelle gallerie di Mondojuve Shopping Village la seconda Fiera del Disco, un appuntamento con l’ingresso gratuito dove appassionati e collezionisti potranno tuffarsi tra dischi, vinili nuovi o usati da collezione.

Il grande successo dell’iniziativa registrato durante il primo appuntamento tenutosi lo scorso novembre, ha spinto lo Shopping Village a replicare l’evento. Un appuntamento diventato imperdibile per gli appassionati di collezionismo e della buona musica, una full immersion tra i vinili a 33, 45 giri, mix e CD di musica metal, punk, psichedelica, folk, funky, rock, sound, disco dance, progressive, hip hop, jazz, classica, cantautorato italiano e molti altri. Durante i due giorni di fiera sarà possibile incontrare tanti collezionisti e amanti della musica con i quali condividere passioni e opinioni ed entrare a far parte di una vera e propria community. L’iniziativa sarà l’occasione per acquistare, scambiare e vendere vinili e dischi, anche rari e preziosi, grazie al supporto e alla professionalità degli espositori. Una bella opportunità per incontrare persone che condividono lo stesso amore per la musica.

 

Mara Martellotta

Ruffino (Azione): Giandujotto IGP, Davide contro Golia

     Ha ragione Guido Gobino: è stata la vittoria di Davide contro Golia. Il riconoscimento del gianduiotto come prodotto a “indicazione geografica protetta” è il giusto premio alle imprese e ai lavoratori piemontesi che vedono così consacrata una specificità secolare dell’industria dolciaria piemontese. La fine del contenzioso avviato nel 2017 con la svizzera Lindt consente di voltare pagina e riaffermare la bontà di un prodotto che è parte non secondaria della nostra identità territoriale. Il made in Italy è la somma di tante “made” regionali e locali meritevoli di tutela. Il risultato è stato reso possibile grazie alla collaborazione di tanti soggetti, dal presidente della Regione Alberto Cirio che si è speso dal primo momento, a tutte le imprese e istituzioni locali. È un bel giorno per l’impresa piemontese e italiana.

Così l’on. Daniela Ruffino, deputata piemontese di Azione.

Reale Mutua Fenera Chieri ’76 all’ultimo respiro, il Levallois Parigi sconfitto 3-2

Nella semifinale d’andata della Coppa CEV

Torino, 21/02/2024

Un’altra vittoria al tie-break nella CEV Volleyball Cup per la Reale Mutua Fenera Chieri ’76, che dopo aver eliminato nei quarti il Volero Le Cannet con un doppio 3-2 si aggiudica con questo punteggio anche la semifinale d’andata contro un’altra formazione francese, il Levallois Paris Saint Cloud.
Si tratta di un’affermazione all’ultimo respiro per Grobelnae compagne, capaci di mettere in campo le energie fisiche e mentali necessarie per chiudere a loro favore un confronto lungo 130 minuti. Perso 20-25 un primo set quasi sempre a inseguire, le biancoblù vincono la seconda frazione 25-17 per poi cedere nella terza di un’incollatura (23-25). Al quarto set conquistato in scioltezza 25-15 segue un combattutissimo tie-break che vede infine Chieri esultare 15-13.
A far pendere l’ago della bilancia a favore delle ragazze di Bregoli contro una squadra capace di esprimere una pallavolo concreta e intelligente, non a caso ai vertici del campionato transalpino, sono probabilmente due aspetti: il servizio (11 ace e tanta pressione) e l’apporto della panchina, di nuovo decisiva.
Il premio di MVP va a Morello che entra stabilmente nel terzo set e conduce la squadra alla vittoria. La miglior realizzatrice è Skinner con 24 punti seguita da Grobelna a 18, gli stessi punti messi a segno dalle due top scorer ospiti, Palgutova e Kecman.
La semifinale di ritorno andrà in scena mercoledì 28 febbraio a Parigi. Per passare il turno e volare alla doppia finale Chieri deve vincere, non importa con quale risultato.

Reale Mutua Fenera Chieri ’76-Levallois Paris Saint Cloud 3-2 (20-25; 25-17; 23-25; 25-15; 15-13)

REALE MUTUA FENERA CHIERI ’76: Malinov 2, Grobelna 18, Weitzel 8, Gray 8, Skinner 24, Omoruyi 5; Spirito (L); Morello 2, Kingdon 7, Rolando, Anthouli, Zakchaiou. N. e. Jatzko, Kone (2L). All. Bregoli; Daglio.
LEVALLOIS PARIS SAINT CLOUD: Alanko, Cugno 4, Herrera 16, Thater 6, Palgutova 18, Kecman 18; Gelin (L); Verger, Depié 2, Zyani, Enright. N. e. Gilfillan, Ngolongolo, Chemana (2L). All. Orefice; 2° Pentassuglia.
ARBITRI: Teixeira (Portogallo) e Deneri (Turchia).
NOTE: presenti 3086 spettatori. Durata set: 24′, 32′, 29′, 24′, 21′. Errori al servizio: 11-10. Ace:11-5. Muri vincenti: 14-12. MVP: Morello.

La cronaca

Primo set – Dopo una partenza incoraggiante (5-1) Chieri subisce il pareggio ospite sul 6-6 a firma di Cugno che subito dopo porta anche in vantaggio la sua squadra. Dall’8-9 (Grobelna a tutto braccio) il distacco sale a 5 punti quando il capitano attacca in rete (10-15). Con due ace consecutivi di Gray le biancoblù si riavvicinano a 15-18, ma dopo il time-out di Orefice un attacco fuori di Grobelna dopo due miracolosi salvataggi francesi e il muro


di Thater fanno volare Parigi sul 15-20. È ancora un attacco fuori di Grobelna a consegnare la frazione sul 20-25 alle ospiti alla prima palla set.

COMUNICATO STAMPA

Secondo set – Chieri riparte bene (4-1, Skinner d’astuzia), come nel primo set Parigi torna a contatto (6-5, veloce di Herrera) ma questa volta le chieresi non si scompongono e tornano sopra 11-6 con il mani-out di Kingdon. Al nuovo riavvicinamento ospite (12-9) risponde Skinner che vola sul muro e sigla il 15-9. Il distacco raggiunge i 7 punti grazie al muro di Weitzel. Dopo un lungo videocheck Parigi è a 19-14, replicano Gray con un attacco veloce e Morello con un ace. Sul 23-17 Skinner dà a Chieri il primo set-point, sfruttato al meglio dal muro Malinov-Weitzel: 25-17.

Terzo set – Sul 5-5 Chieri sale a 10-8 (muro di Gray), Parigi capovolge il punteggio in 11-13 (ace di Kecman), poi è di nuovo parità a 15. Le biancoblù sono sopra 19-18 grazie a Grobelna, ma Kecman con un attacco e un ace sigla il 19-20, che diventa 19-21 col muro di Palgutova. La stessa Palgutova dà due palle set a Parigi (22-24): Skinner annulla la prima, quindi Kecman mette a terra l’attacco del 23-25.

Quarto set – Dopo un avvio all’insegna dell’incertezza (9-9) l’ace di Grobelna dà il la a una fase decisamente favorevole a Chieri che piazza un break di 5 punti allungando a 14-9 (Skinner). Il successivo turno di battuta di Weitzel vale un nuovo strappo a 19-11. Il vantaggio chierese raggiunge il massimo di 10 punti sul 23-13 (ace di Omoruyi). Al secondo set-point Weitzel sigla il 25-15 che porta l’incontro al tie-break.

Quinto set – Da 4-1 (attacco di Grobelna) Chieri subisce il pareggio ospite sul 4-4, quindi riprende un leggero vantaggio che permette di cambiare il campo avanti 8-6, ma Herrera e Alanko riportano tutto in parità (8-8). All’11-10 di Grobelna replicano le ospiti che passano a condurre 11-12. Time-out di Bregoli e Skinner fa 12-12. Il videocheckconferma l’attacco out di Cugno (13-12), poi Skinner sigla l’ace del 14-12. Al secondo match-point l’attacco di Omoruyi fa scendere i titoli di coda sul 15-13.

Il commento

Rachele Morello: «Ormai ci aspettiamo questo tipo di partite, le squadre che sono arrivate fin qua hanno fatto il nostro stesso percorso sappiamo che c’è sempre a lottare. Il servizio è una nostra arma vincente, le partite in cui riusciamo a mettere sotto pressione il gioco avversario con il servizio abbiamo un vantaggio, sono felice che oggi l’abbiamo sfruttato».

I vitigni minori del Piemonte

Venerdì 23 febbraio, ore 14, Acqui Terme (AL), Hotel Meridiana, Sala Congressi

Il Piemonte è la regione nella quale si conservano, e si usano per la produzione di vini a denominazione di origine, il maggior numero di vitigni tradizionali e rari, di antica tradizione, che costituiscono un autentico patrimonio di biodiversità.

Venerdì 23 febbraio, dalle ore 14, ad Acqui Terme (AL), Hotel Meridiana, Sala Congressi

si terrà il convegno organizzato dallAccademia di Agricoltura di Torino, OICCE (Organizzazione Interprofessionale per la Comunicazione delle Conoscenze in Enologia), UGIVI (Unione Giuristi della Vite e del Vino), in collaborazione con l’Assessorato Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte e al qualeparteciperà l’Assessore regionale all’Agricoltura e al Cibo Marco Protopapa.

Saranno affrontati numerosi aspetti della coltivazione dei vitigni minori, in particolare:

  • la caratterizzazione viticola e ampelografia di alcuni vitigni minori e relativi aspetti agroecologici e di biodiversità

  • la valorizzazione enologica dei vitigni minori

  • esempi virtuosi di valorizzazione commerciale e comunicative dei vitigni minori

  • protezione intellettuale dei nomi dei vitigni, marchi collettivi e iscrizioni al registro

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (in seguito Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante) iniziò uno studio sistematico di tali vitigni per conoscerne il patrimonio genetico con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio genetico dei vitigni tradizionali, talora autoctoni, reperibili nei territori vitati piemontesi, talvolta nelle valli montane, autentica miniera per la grande varietà di viti coltivate.

Le conclusioni sul lavoro svolto costituiscono un importante patrimonio di conoscenza per la viticoltura che potrà essere utilizzato anche per attività di miglioramento genetico delle piante del futuro, grazie alle particolari resistenze dei vitigni autoctoni e alle loro caratteristiche di adattabilità alle future condizioni climatiche più sfavorevoli.

Il programma del convegno:https://www.accademiadiagricoltura.it/events/i-vitigni-minori-del-piemonte/

A Settimo partiti i lavori della scuola del Borgo Nuovo

Sono partiti i lavori per la costruzione della nuova scuola del Borgo Nuovo, in via Fantina. L’obiettivo è realizzare non soltanto una scuola, ma anche uno spazio aperto alla cittadinanza, uno dei principali luoghi di aggregazione del Borgo Nuovo e della città.

La scuola-centro civico nasce per sostituire la Martiri della Libertà e verrà realizzata nell’ex area mercatale di via Fantina. Progettata con criteri di alta qualità architettonica, avrà una palestra-auditorium da 300 posti, un co-working per i genitori, una biblioteca aperta al quartiere. In fase di progettazione è stata pensata insieme al personale scolastico con un’attenzione particolare alla didattica innovativa e alle materie STEAM (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica). Le aule saranno strutturate con pareti mobili, con la possibilità di unire più classi e lavorare insieme, e gli spazi saranno polifunzionali. Per esempio l’atrio principale, con la sua grande scalinata, potrà essere utilizzato per piccole rappresentazioni teatrali e per incontri.
L’edificio sarà certificato nZEB: avrà quindi consumi energetici quasi nulli. Al suo interno avrà un corte con spazi verdi e aiuole dove i bambini potranno giocare.
Finanziato anche grazie a fondi del PNRR, nasce come primo elemento del futuro polo scolastico: il complesso nei prossimi anni verrà esteso e ospiterà anche una scuola dell’infanzia, che sostituirà la Pezzani.

I lavori propedeutici al cantiere vero e proprio sono partiti in questi giorni. Come prima cosa, per fare posto alla scuola verrà smantellato il centro Aglietta. Dopodiché partiranno gli scavi, con la previsione di chiudere il cantiere nell’autunno del 2025, quando potrebbero partire le lezioni. Una volta realizzata la nuova scuola, la Martiri verrà abbattuta e su quello spazio si potrà impostare l’ulteriore trasformazione del quartiere.
Le funzioni del centro Aglietta, in futuro, verranno trasferite in un complesso poco lontano, nell’attuale mensa della Olon che sarà dismessa al Comune e diventerà la casa delle associazioni di Settimo. Nel frattempo, per permettere occasioni di incontro ai sodalizi, il Comune sta montando una tendostruttura in via Monviso, utile ad esempio ad ospitare le serate danzanti.

«Finalmente vediamo partire il principale cantiere di questo mandato – interviene la sindaca Elena Piastra – La scuola del Borgo Nuovo è un investimento nel futuro, certamente per gli studenti e le studentesse che la frequenteranno ma anche per la cittadinanza in generale. A partire dai servizi pubblici, in particolare la scuola, stiamo incardinando la trasformazione del Borgo Nuovo. Tutti i progetti si tengono insieme: quelli già completati coMuCh – Museo della Chimica e il polo sportivo dell’8 marzo e quelli in partenza, dalla scuola al comando della polizia municipale, fino appunto alla casa delle associazioni». (Facebook)

La Regione: monitoraggio sui treni per garantire accessibilità

«Fin dal nostro insediamento, nel 2019, è massima l’attenzione per l’accessibilità ai servizi di trasporto da parte delle persone più fragili e con mobilità ridotta. Lo dimostrano, ad esempio, le oltre 40mila tessere di libera circolazione in uso e le tante azioni di monitoraggio. A questo proposito, all’interno dei controlli sul trasporto ferroviario (puntualità, qualità, pulizia, affidabilità), la Regione ha previsto monitoraggi specifici sui livelli di accessibilità di treni e stazioni. Nel 2023 sono state fatte oltre cento ispezioni su tutto il territorio». Lo dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi commentando l’indagine sulle misure di accessibilità e supporto agli utenti fragili del servizio Sfm di Torino realizzata da Federconsumatori, Adiconsum e Adoc, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino.
«Questo piano di monitoraggio – aggiunge l’assessore Gabusi – se da un lato ci permette di misurare concretamente l’efficienza dei servizi, dall’altro ci consente di intervenire tempestivamente per risolvere le problematiche riscontrate. Tale azione è facilitata dalla raccolta e dalla presa in carico di tutte le segnalazioni che ci pervengono dagli utenti. È prevista anche una procedura per monitorare la tempistica di soluzione dei disservizi segnalati. Il nostro operato – conclude l’assessore – si svolge in dialogo e confronto costante con i gestori dei servizi e delle infrastrutture e con le associazioni di consumatori. Il nostro obiettivo è garantire la piena accessibilità dei mezzi del trasporto pubblico a tutti gli utenti».

Stasera ultima replica all’Alfieri: “Chicago”, un gioco perfetto nelle mani di Chiara Noschese

Le avventure giudiziarie di Roxie e Velma, gli omicidi e le sbarre del carcere e il ritrovato successo hanno origine con una versione nel periodo del muto, nel 1927. Quindici anni dopo ci provò Ginger Rogers: ma esplosero con quel musical, “Chicago”, che vide al timone nel 1975, a essere sinceri senza troppo successo ma poi applaudito e pluripremiato, John Kander per le musiche e Fred Ebb&Bob Fosse per il testo e la regia (la triade fuori di ogni giudizio di “Cabaret”), memori tutti loro di un omonimo spettacolo teatrale visto in qualche teatrino di Broadway che narrava di due killer dell’età del jazz. Il film poi (2002), con gli indiavolati Richard Gere, Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones (premio Oscar) e un impareggiabile John C. Reilly come Amos, decretò il successo definitivo e quella storia appartenne di lì in poi alla cultura alta e importante dello spettacolo. Una lunga storia, lunga quasi un intero secolo.

Per arrivare al palcoscenico torinese dell’Alfieri (tre repliche soltanto, un esempio di divertimento mordi e fuggi, da inseguire, da accaparrarsi, da godere in fretta, ti siedi in platea e la compagnia è già quasi partita), con l’ultima replica dello spettacolo, stasera, encomiabile, grandiosa, rutilante produzione alla cui guida è per l’occasione Chiara Noschese, nella doppia veste di regista, che non bada a suggestive invenzioni, a far marciare senza tentennamenti la macchina, a cogliere appieno e a sviluppare ogni singolo racconto, e di una torrentizia Mama Morton, secondina che a suon di dollari distribuisce appoggi e favori alle prigioniere del carcere. Velma lì c’è arrivata per aver fatto fuori consorte e sorella che se la spassavano mentre lei eseguiva numeri e canzoni la sera nel night dove recuperava un po’ di quattrini (siamo nella capitale dell’Illinoiis del 1924 e si sa come andasse la vita di ognuno a quei tempi), Roxie Hart per aver detto addio all’amante a suon di pistolettate. Suo marito, un bonaccione, un uomo semplice della miglior specie, riuscirà ad assoldare per la sua difesa il più cialtrone – ma anche il più talentuoso – degli avvocati della città, Billy Flynn, di quelli che si ritrovano sempre con l’asso in mano e le parole adatte per rimandar liberi gli assassini (ma sono davvero passati quei quasi cento anni?). Nel frattempo, i giorni dell’invidia di Velma nei confronti di Roxie sempre più sotto i riflettori, sempre sulle prime pagine dei giornali, sempre più pronta ad accaparrarsi i favori di questo o quel giornalista, sempre più disposta a costruire il proprio personaggio (arriverà anche a inventare una gravidanza: in vena di parallelismi, avvicinando quell’epoca alla nostra, “un’epoca in cui essere un caso e finire sulle prime pagine dei giornali o diventare virali nel web sembra la necessità primaria”, sottolinea Chiara Noschese nelle note di regia), i giorni del processo e dell’assoluzione, di Roxie come pure di Velma, pronte insieme a ricominciare e a riprendere in mano una carriera che ormai non incontra più l’attenzione di nessuno: un nuovo numero sarà tutto loro, il successo è nuovamente a un pugno di metri di distanza, tutto loro.

Gran materiale per le mani, tanto jazz, una quindicina di canzoni sparse attraverso lo spettacolo, una più bella e orecchiabile dell’altra (“Funny Honey”, “Roxie”, “Mister Cellophane” che è un gran pezzo di bravura di Amos e di Cristian Ruiz che qui lo interpreta con una remissività e una debolezza d’amore che strappano non soltanto un applauso, “Nowadays”), c’è anche il tempo e la saggezza di recuperare quello che il film aveva tagliato (“Class”), materiale che Noschese costruisce con grande quanto spiritosa e divertita padronanza. Gran ritmo, un inseguirsi di fatti e di sensazione che non lasciano un attimo di respiro, luci e suoni e musiche, ogni cosa al proprio posto, azzeccatissima. Merito altresì di un mago della coreografia che è Franco Miseria, preciso, dinamico, freneticamente mutevole, che la sfrutta appieno con ballerini e ballerine, una quindicina: da soli valgono il biglietto!, le scene di Lele Moreschi (una sorta di circo – come sono il mondo dello spettacolo e la vita? -, con ampi velari sul fondo, con gradinate e sancta sanctorum lassù in alto, gran sinfonia di rossi, dove inquadrare assolo e numeri mozzafiato) e i costumi di Ivan Stefanutti, fiumi di lamé nei più differenti colori, il tutto festosamente assimilato con affettuosa complicità dal pubblico che si gode la traduzione, l’adattamento e i versi italiani di Giorgio Calabrese. Eccellente gruppo d’attori, Stefania Rocca come Velma, Giulia Sol che è Roxie, mettendo magari su un gradino poco più alto le prove straconvincenti di Ruiz che già ho detto, di Brian Boccuni che è il grandioso avvocato, grandi ammiccamenti e perfetta padronanza del palcoscenico, di quella gran sorpresa che è Luca Giacomelli Ferrarini come Mary Sunshine, una presenza e una bellissima voce di soprano, tutta “al” femminile, che ad un certo punto della serata si svela dandoci un intervallo di inattesa e profonda voce maschile attorno a cui l’intera platea prova incertezza, d’un attimo, il gioco è presto svelato sì, ma sempre incertezza c’è stata. Di grande, immensa, strabiliante bravura. Gran successone, risate, applausi a scena aperta, osanna finali più che convinti. Una delle più positive pedine dell’annata teatrale torinese.

Elio Rabbione

Il premio “Mani che Pensano” si prepara alla quinta edizione

Il prestigioso premio “Mani che Pensano” si prepara per la sua quinta edizione, continuando la tradizione di riconoscere e celebrare l’eccellenza nell’ambito della professione infermieristica. Sono sette i professionisti, nell’ambito della professione infermieristica, che sono stati selezionati per essersi distinti per il loro straordinario impegno e contributi nell’ambito sanitario.

 

I candidati in lizza che saranno votati dal comitato organizzatore, Consulta Giovani OPI Torino e Ordine della Professioni infermieristiche di Torino, per aggiudicarsi l’edizione 2023/24 sono:

Anna Arnone, infermiera che si occupa di informazione sanitaria e docenza universitaria. Ha pubblicato due libri e condivide costantemente le sue conoscenze con la comunità infermieristica, oltre a collaborare con colleghi di diverse parti d’Italia per la realizzazione di un manuale sulla responsabilità professionale; Stefano Gianolio riconosciuto per il risalto mediatico per la professionalità in campo infermieristico; Francesco Casile apprezzato per il suo impegno nel coltivare la cultura umana e professionale all’interno della comunità infermieristica; Carmine Creazzo nominato per le sue missioni umanitarie in aree ad alto rischio e il suo contributo al progetto street care a Torino; Martina Benedetti apprezzata per il suo impegno nella divulgazione scientifica attraverso i social media e i canali tradizionali; Francesco Barbero che ha lavorato a Wuhan in Cina nell’emergenza-urgenza e ha contribuito alla diffusione delle informazioni durante la pandemia, anche attraverso la collaborazione con l’OMS. Sabrina Massola riconosciuta per il suo impegno nella diffusione delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e della defibrillazione precoce, coinvolgendo attivamente la comunità e le istituzioni locali.

Il comitato organizzatore si prepara ora per la cerimonia di premiazione, che si terrà il 7 marzo a partire dalle 18 in via Stellone 5, Torino. «Il premio “Mani che Pensano” continua a essere un importante riconoscimento per coloro che, con il loro impegno e dedizione, contribuiscono a migliorare la professione infermieristica e il settore della salute nel suo complesso», sottolinea Ivan Bufalo presidente Ordine professioni infermieristiche.

«Sono ormai da 5 anni che il premio “Mani che pensano” permette di far conoscere alla comunità i professionisti che attraverso le loro competenze, progetti e azioni hanno dato risalto alla professione infermieristica e soprattutto al suo riconoscimento sociale e incoraggiamo tutti coloro che conoscono persone meritevoli di riconoscimento di segnalarcele portando avanti questo progetto e  celebrare chi si è contraddistinto nel mondo sanitario», dichiara Ilaria Carboneroreferente della Consulta Giovani di OPI TORINOr.

Conclude Bufalo: «La tutela della salute è un diritto, e coloro che si dedicano a preservarla meritano il nostro plauso e riconoscimento».