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La maggior parte di noi è solita attribuire le cause di una patologia, o di una sindrome, ad un batterio o un virus, al cibo indigesto, al freddo o a cause “tradizionali”; pochi pensano che l’ambiente in cui vivono possa in qualche modo essere responsabile o co-responsabile di quanto ci stia accadendo.
Da anni si è capito che lo stress, quello cattivo o distress, è in grado di indebolire il nostro sistema immunitario spianando la strada ad alcune patologie, promuovendo l’ipercloridria (produzione eccessiva di acido cloridrico nello stomaco), l’insonnia, la dispepsia (cattiva digestione) e così via.
Solo in tempi più recenti, invece, si è cominciato ad attribuire una enorme importanza alla relazione tra ambiente e genesi delle patologie; non arriveremo a parlare di epigenetica perché dovremmo parlare di DNA, istoni e mRna, ma tratterò l’aspetto sociale ed ambientale nell’insorgenza delle patologie.
Per ambiente si intendono numerosi fattori: non soltanto acqua e aria ma anche rumore, stress, relazioni con il prossimo, rapporto fra ore di luce e di buio, clima, meteo, attività fisica e altro ancora.
Sicuramente vivere in una latitudine dove per 6 mesi ogni anno vivi al buio crea enormi disfunzioni nella sintesi della vitamina D, con gravi problemi di accrescimento osseo e, per le donne in menopausa, di osteoporosi; se vivo in una metropoli dove non si hanno mai ore di totale silenzio i problemi saranno di altro genere e così via per ogni situazione che possa minare l’organismo umano; ovviamente non siamo tutti uguali, e ciò che può danneggiare una persona può risultare totalmente innocuo per un’altra.
Come sostengo spesso, l’individuo va visto nella sua totalità ma considerando la sua unicità: qualcuno necessita di almeno 8 ore di sonno, qualcun altro con 5 ore si sveglia riposato, qualcuno ha il risveglio tragico mentre altri appena svegli potrebbero correre la maratona ma dopo cena si spengono velocemente.
Come evitare, o almeno attenuare, quindi i danni? Evitando coraggiosamente tutti gli ambienti in cui non ci sentiamo a nostro agio, che provocano in noi reazioni di qualsiasi natura (cambio di abitudini intestinali piuttosto che sessuali, intolleranza ad alcuni cibi piuttosto che esantemi diffusi, irascibilità, tic nervosi) e controllo periodico almeno dei valori ematici.
Scherzando, dico che “Tutti siamo immortali fino a prova contraria”: il problema è che spesso la prova si preannunciavelatamente ma non la riconosciamo; quanti di voi, in assenza di sintomi palesi, effettua esami del sangue o dell’urina periodicamente? E mammografia/PapTest per le donne? PSA per gli uomini? Saltuariamente controllate la pressione arteriosa ed il peso? Considerate che, escludendo alcune zone della penisola, viviamo in un Paese ricco di industrie e centrali termoelettriche, dove l’agricoltura e la zootecnia ricorrono sempre più a fertilizzanti e mangimi chimici, dove i ritmi di vita (per lavoro e per svago) sono lontani da quelli ideali e dove molti medici prescrivono farmaci per curare i danni prodotti da altri farmaci, limitandosi a curare i sintomi anziché rimuovere la causa.
Le soluzioni possibili sono tre: la prima è cambiare totalmente ambiente ma pochissimi sono in grado, economicamente e culturalmente, di farlo; le altre due soluzioni, che viaggiano affiancate, sono da un lato la prevenzione, adottando uno stile ed una filosofia di vita più adatto a noi, eliminando ogni possibile situazione o abitudine che possano nuocerci e, al tempo stesso, monitorando periodicamente la nostra salute. Chi non abbia nozioni anche elementari di medicina sarà portato a non riconoscere in alcuni cambiamenti del nostro organismo il campanello d’allarme verso il nostro stile di vita, inclusi lavoro, relazione affettiva, situazione economica, liti condominiali, ecc.
Sun Tsu, stratega cinese del V sec. a.C., sosteneva che bisogna combattere soltanto le battaglie che siamo sicuri di vincere; con ciò è implicito che bisogna avere l’umiltà di ammettere che in alcuni casi potremmo riportare sconfitte clamorose. Se noi pensiamo di combattere contro i mulini a vento rappresentati dal condominio o dalla politica attuale, dall’ordinamento scolastico o dalla malasanità e ci limitiamo a lamentarci o incamerare astio, siamo i candidati giusti ad un’infinità di patologie psicosomatiche causate proprio dall’ambiente in cui viviamo.
Se le accettiamo o, ancor meglio, ce le facciamo scivolare addosso limitandoci a fare ciò che è realmente in nostro potere cercando di incanalare le energie verso qualcosa di realmente modificabile, ecco che il nostro organismo, come per miracolo, vivrà meglio in quello stesso ambiente che prima poteva esserci ostile.
Con questo non sto dicendo di praticare l’atarassia, che è tipica della schizofrenia, ma piuttosto di concentrarci su ciò che è davvero importante e il nostro organismo, non subito, non all’improvviso ma sicuramente, non ci invierà più quei segnali di SOS generati dalla nostra interazione con l’ambiente. E’ assodato che le patologie psicosomatiche, ovvero quelle che, generate dalla psiche, si manifestano con sintomi fisici sono in aumento e non certo per l’evoluzione della specie quanto, piuttosto, per il diffondersi di uno stile di vita sempre meno a misura di uomo e per l’incapacità di questo di fronteggiare gli attacchi di ogni genere che quotidianamente lo colpiscono.
L’organismo umano ha la capacità di adattarsi, ma solo nel lungo tempo; nel giro di pochi decenni abbiamo creato un ambiente ostile senza dare il tempo all’organismo di adattarsi: onde elettromagnetiche, stimoli visivi e mentali continui, aumento della sedentarietà sono solo alcuni esempi.
Nei miei seminari insegno (anche) proprio a gestire le emozioni, ad avere consapevolezza di quali messaggi ci stia inviando il corpo e, ancora più importante, cambiare l’approccio ai problemi.
Cosa vi costa provare, anziché demordere subito con mille scuse? E, soprattutto, ricordate: non c’è limite al peggio.
Sergio Motta
sergiomotta.net
Da mercoledì 13 a domenica 17 marzo
Organizzato dall’Associazione Culturale italo-polacca (con sede a Torino) “Polski Kot”, torna in città (alla sua settima edizione) “Slavika Festival”, il primo Festival italiano dedicato alle culture slave. L’appuntamento è articolato in cinque giornate, da mercoledì 13 a domenica 17 marzo, rese possibili grazie al sostegno di “Fondazione CRT”, del “Consolato della Repubblica di Polonia” in Milano, dell’“Istituto Polacco di Roma” e al contributo di “Arci Torino”.
Nato nel 2015 da un’iniziativa di Alessandro Ajres, presidente del “Circolo Polacco Torinese” fino al 2021, dopo una breve pausa dovuta alla pandemia, dal 2023 il Festival è tornato con la consueta generosa “carrellata” di laboratori, ospiti internazionali, musica e reading. E, fresca novità, con un nuovo simbolo, quello della “Rusałka”, figura mitologica riconducibile al folklore slavo, un essere magico associato a fiumi e laghi che assume la forma femminile accompagnata all’ “ombrello nero”, invitante a distogliere lo sguardo dal suo corpo nudo individuale, che a una lettura pubblica si tramuta nel corpo collettivo di tutte le donne vittime di violazioni dei propri diritti in Polonia e altrove.
“Per questa nuova edizione – spiega Daria Anna Sitek di ‘Polski Kot’ – abbiamo ampliato il programma con un cospicuo numero di workshop artistici e letterari con professionisti e artisti internazionali. L’obiettivo è far conoscere le nuove personalità di spicco della cultura dei Paesi slavi, alcune già acclamate a livello internazionale, altre ancora poco conosciute al pubblico italiano, con l’intento di suscitare interesse e curiosità verso l’universo dei linguaggi, scenari e racconti delle culture slave”.
“Arci Torino – dichiara Luca Bosonetto, responsabile ‘Cultura’ del Comitato territoriale- è felice di sostenere nuovamente ‘Slavika”, ospitando quest’anno in due circoli la parte più consistente delle attività, sempre più in linea con il nostro impegno nella realizzazione di eventi, format e attività transculturali capaci di promuovere, attraverso l’aggregazione, l’arte e lo spettacolo, i valori della pace e la cultura dei diritti”.
Il programma di quest’anno prevede l’arrivo a Torino di ospiti internazionali, provenienti principalmente dall’area balcanica, dalla Russia e dalla Polonia, ma anche dall’Italia. Non mancheranno, come sempre, interessanti workshop artistici e letterari per permettere una partecipazione e un coinvolgimento attivo da parte del pubblico, nonché talk con autori e autrici, presentazioni, proiezioni e concerti. Il tutto, coinvolgendo diverse zone di Torino, la maggior parte all’interno della rete “Arci”. La sede principale del Festival sarà il “Kontiki” di via Cigliano 7B, nuovo circolo (dove iniziano, il 13 marzo, gli incontri festivalieri) nato nel cuore di Vanchiglietta, prima sede di “Fridays for Future Italia”. Le perfomance saranno, invece, ospitate al “Magazzino sul Po”(Murazzi del Po Ferdinando Buscaglione, 18). Il Festival trova casa anche allo “Studio Abra” di via Carlo Goldoni 5, nuovo spazio che è contemporaneamente laboratorio e residenza per gli artisti che transitano a Torino, e al “Circolo dei Lettori” di via Bogino, 9. E proprio qui, giovedì 14 marzo, alle 21, è atteso lo scrittore e reporter polacco di fama internazionale Witold Szabłowski che presenterà il suo ultimo libro “Come sfamare un dittatore” (Keller, 2023), in cui si racconta dei grandi tiranni del ‘900 attraverso lo sguardo (curioso!) dei loro cuochi. A dialogare con l’autore ci sarà Monica Perosino, giornalista de “La Stampa”.
Altri (fra i tanti) appuntamenti da segnalare: sabato 16 marzo, al “Kontiki”,dalle 10, il laboratorio di traduzione letteraria dal polacco all’italiano tenuto dallo slavista Riccardo Campion e dedicato alla traduzione di alcune poesie di Joanna Oparek, (con la quale sarà possibile avere un confronto diretto durante il laboratorio), seguito nel pomeriggio (ore 17,30) dalla proiezione degli ultimi due cortometraggi realizzati da Zulfikar Filandra, regista di “Minotaur” (2020), e membro della commissione di selezione del “Sarajevo Film Festival”. In chiusura, domenica 17 (ore 17,30), sempre al “Kontiki”, la premiazione del vincitore del “Premio Polski Kot”, il primo premio in ambito editoriale dedicato alla traduzione dalle lingue slave all’italiano e le note della chitarra di Liuzzi, cantautore pugliese che, per l’occasione, si esibirà con alcune canzoni italiane tradotte in russo, e viceversa.
Per info: slavika.fest@gmail.com; programma completo: https://linktr.ee/polskikot
g.m.
Nelle foto:
– “Rusalka”, logo del Festival
– Witold Szablowski
– Joanna Oparek
– Zulfikar Filandra, ph. Nemanja Knezevic
Picchetto delle transfemministe dell’associazione Non una di meno con i militanti dei collettivi universitari, oggi davanti a Palazzo Nuovo , “contro la violenza partriarcale”. 8 marzo di sciopero anche al Campus universitario Einaudi. Qui le femministe e i collettivi studenteschi come Cambiare Rotta interrompono le lezioni invitando gli studenti e i docenti a partecipare alla mobilitazione. Nelle scorse settimane all’Università i movimenti femministi hanno protestato contro le molestie sessuali all’interno dei dipartimenti denunciate dalle studentesse.
Le parole del sindacalista a favore dello stop alla regolarizzazione del centro sociale.
“Bene ha fatto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio con la propria giunta a fermare la regolarizzazione di Askatasuna”.
Lo afferma Luca Pantanella, segretario generale provinciale torinese della sigla ‘FSP Polizia di Stato’. “Un provvedimento che finalmente riporta la questione nei giusti binari di legalità e rispetto per istituzioni, cittadini, commercianti offesi e forze dell’ordine”, prosegue il sindacalista.
“E’ ora di dire basta a questa farsa ignominiosa per cui si continua a prendere in giro l’opinione pubblica raccontando la barzelletta dei locali liberi: che risultano, invece, ancora nella disponibilità dei soliti noti, pronti puntualmente a infiltrarsi illecitamente ovunque vi sia occasione di disordine e scontri”.
Per poi concludere: “Persino il Direttore Mario Giordano ieri sera ha mandato in onda su Retequattro a ‘Fuori dal coro’ un servizio che presenta oggettivamente e con dovizia di fondate argomentazioni Torino come capitale italiana degli anarchici, in barba al glorioso passato di questa città che ha dato i natali all’Italia, ai motori, alla moda, al cinema, alla radio e alla televisione. Domando dunque al sindaco Stefano Lorusso e alla sua giunta se è davvero questa l’immagine che vogliamo continuare a dare del capoluogo piemontese”.
Si chiude la terza giornata di gare allo Stadio del Nuoto di Riccione: i piemontesi in gara conquistano altre tre medaglie e un record!
La prima medaglia piemontese della giornata è targata Anita Gastaldi (CS Carabinieri/Vo2 Nuoto) che conquista l’argento nei 200 Misti con una prestazione da 2’11’’87.
Continuano i successi della cuneese Sara Curtis (CS Roero) che diventa vice campionessa italiana dei 100 Stile Libero con 54’’31, tempo che le vale come nuovo primato tricolore della categoria cadette. “Ho dato tutto quello che avevo e devo dire che sono felicissima. – racconta l’allieva di Thomas Maggiora – Sono molto fiduciosa per il futuro e adesso punto a far bene anche al Settecolli in estate”.
Un’altra medaglia arriva sui 100 Stile Libero maschili dove Alessandro Miressi (GS Fiamme Oro/CN Torino) conquista il titolo italiano stampando un 48’’77. “Non mi aspettavo molto da questi Assoluti onestamente – racconta Miressi – Sono però contento della vittoria di questa sera e di vedere tanti compagni andare così forte. Vuol dire che alle Olimpiadi presenteremo una staffetta molto forte e ambiziosa”.
Tra le migliori prestazioni della giornata troviamo il settimo posto di Eleonora Marra (RN Torino) con 2’22’’69 e l’ottavo posto di Sofia Pelisseri (RN Torino) con 2’23’’50 nella finale Junior dei 200 Misti. Quarta è invece Francesca Fresia (CC Carabinieri/Aquatica Torino) nella finale A di questa distanza con 2’13’’77.
Nella finale A dei 200 Misti maschili si classifica ottavo Lorenzo Altini (CN Torino) con il tempo di 2’03’’78.
In chiusura di giornata, nella staffetta 4×100 Misti conclude in settima posizione la formazione maschile del Centro Nuoto Torino (Ruggiero, Viberti, Francavilla, Febbraro) con il tempo di 3’43’’60. Ottavo posto invece per la formazione femminile della Rari Nantes Torino (Lasorsa, Venturi, Demasi e Marra) con il crono di 4’16’’03.
Foto Deep Blue Media
Gli agenti della Questura di Torino insieme al personale del Commissariato di P.S. Centro e dell’UPSGP, hanno tratto in arresto un uomo trentunenne di origini rumene.
Sono circa le ore 13:00 di domenica, quando durante la manifestazione “Just The Woman I am” in Piazza San Carlo, un’anziana signora riferisce agli operatori di essere stata appena derubata del suo portafoglio contenente alcune carte bancomat.
Nel frattempo alla signora arrivano sul cellulare messaggi trasmessi da diversi istituti bancari relativi a plurimi tentativi di prelievo effettuati con le sue carte.
Gli agenti si dirigono immediatamente all’ultima postazione bancomat segnalata nel messaggio, dove trovano 3 soggetti che alla loro vista tentano di allontanarsi. Uno di questi viene visto gettare a terra delle carte bancomat, che successivamente verranno recuperate dagli operatori e in seguito si dà alla fuga per le vie del centro.
Ne nasce un inseguimento appiedato che si conclude in via Palazzo di Città dove il 31enne viene definitivamente raggiunto e tratto in arresto.
La refurtiva consistente anche in un’agenda con riportati i diversi pin delle carte è stata recuperata e restituita alla vittima.
Sulla vicenda dell’eredità della famiglia Agnelli la procura di Torino ha indagato anche Lapo e Ginevra Elkann. L’accusa ipotizzata è truffa ai danni dello Stato. Ginevra, Lapo e John Elkann avrebbero omesso di versare alle casse dell’erario le tasse di successione di una parte del patrimonio della nonna Marella Agnelli per circa 700 milioni di euro.
Laura ha recentemente raccontato un percorso personale e un tema di grande importanza attraverso i social media: il congelamento degli ovuli. Questo argomento, ancora in parte tabù nel nostro paese, è stato portato alla ribalta grazie al coraggioso percorso di Laura. Il suo messaggio ha raggiunto milioni di donne e uomini, suscitando un interesse notevole che ha trovato riscontro su diverse testate giornalistiche e piattaforme online.
Durante l’intervista con Laura, è stato evidenziando quanto sia importante diffondere informazioni corrette su questa pratica. È fondamentale comprendere che, come molte altre questioni legate alla salute e alla scelta personale, il congelamento degli ovuli è un diritto delle donne e una forma di libertà nella gestione del proprio corpo e della propria vita.
Qui di seguito, vi presentiamo la nostra intervista completa, con l’inviata della redazione Cristina Taverniti e Laura Comolli. Lo scopo di questo incontro è quello di trasmettere informazioni, colmare domande, curiosità emerse e non solo, alle ragazze e alle donne di Torino e di chiunque ci legga.


Tuttavia, sono fermamente convinta che ognuno di noi sia il padrone della propria vita. Nessuno ha il diritto di influenzare le nostre scelte o farci sentire inadeguate. Ognuno ha la propria storia e va bene così.
Ringraziamo Laura Comolli per il tempo dedicato al Il Torinese,
Grazie per questa importante discussione. Nella speranza che possa aver dato delle risposte interessanti a molte donne, auguro Buona Festa della Donna,
Oggi e Tutti i Giorni.
Cristina Taverniti
La Città di Torino, anche quest’anno, in occasione della “Giornata Internazionale della Donna” organizza per l’8 marzo una serie di iniziative
La centralità del ruolo femminile nella famiglia, nucleo fondante della società di ieri come di quella odierna, è ricordata nel video che il Consiglio regionale del Piemonte ha voluto realizzare in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna.
“A tutte le donne che hanno fatto la storia contribuendo al progresso della civiltà e a tutte le donne che la storia la scrivono quotidianamente impegnandosi nei molteplici ruoli di madri, figlie, nonne, compagne di vita. A loro dedichiamo un video che vuole sottolineare l’insostituibile e molteplice contributo della donna, a partire dal suo prezioso ruolo in famiglia”, ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia. “Con la ricorrenza dell’8 marzo vogliamo così celebrare non un concetto astratto, ma ricordare doti e qualità che spesso sono connaturate al femminile: empatia, determinazione, capacità di prendersi cura, flessibilità, capacità di comporre i conflitti. Una dedizione e una sensibilità che si esprimono innanzitutto in famiglia, ma che ritroviamo anche al di fuori: in ufficio come in fabbrica, a scuola o in ospedale, nel volontariato come in politica, nell’arte così come nella scienza. La società è senz’altro migliore quando a parteciparvi attivamente sono anche le donne ed è quindi indispensabile che si creino sempre maggiori opportunità affinché le donne possano esprimere appieno se stesse in ogni ambito del vivere civile”.
Sono poi numerose le iniziative che il Consiglio regionale – attraverso la Consulta femminile – ha voluto mettere in campo per celebrare l’8 marzo.
“Il ricco carnet di incontri ed eventi promossi per la Giornata internazionale della donna rappresenta l’occasione per un bilancio dell’attività della Consulta femminile regionale che si accinge a rinnovare l’Assemblea con l’imminenza della nuova legislatura”, ha commentato la presidente della Consulta, Ornella Toselli. “È stato un quinquennio travagliato, perché segnato dalla pandemia e da tutti i disagi conseguenti anche per il nostro organismo. Ma, nonostante ciò, la Consulta ha promosso tante idee, progetti e iniziative. Proprio le difficoltà hanno dimostrato più che mai la forza delle donne, la loro passione e un impegno rinnovato nel promuovere la parità di genere all’interno della società”.
Dopo il successo, nonostante la pioggia, della manifestazione “Just the woman I am”, la corsa-camminata per promuovere la ricerca universitaria sulla salute e sul cancro, che si è svolta il 3 marzo con il sostegno di Consulta femminile e Stati Generali della Prevenzione e del Benessere, il calendario è ancora fitto di appuntamenti.
Fino al 29 marzo all’Urp del Consiglio regionale saranno esposti i manifesti di Monumenta Italia, un progetto di arte pubblica a cura di Lisa Parola e Tea Taramino e dell’Associazione Fermata d’Autobus, che si interroga sull’esiguità dei monumenti dedicati alle donne nelle nostre città. La riflessione sul patrimonio artistico urbano prosegue con l’inaugurazione di una mostra negli spazi dell’associazione culturale Recontemporary (in via Gaudenzio Ferrari 12b fino al 28 marzo). Le videopere dell’artista Irene Pittatore saranno presentate come strumenti di riflessione sulla presenza delle donne nello spazio pubblico e come spunto per incontri e laboratori. I manifesti che contengono dati e interrogativi rispetto alla presenza delle donne nel patrimonio pubblico monumentale piemontese sono esposti anche in piazza Bottesini, nell’ambito della rassegna Opera Viva Barriera di Milano (fino all’11 marzo), e alla stazione della metropolitana di piazza Bengasi (dal 6 al 31 marzo).
Il 7 marzo alle 15.30 alla Biblioteca Umberto Eco della Regione Piemonte (in via Confienza 14) verrà conferito il premio “Marcellina Gilli” a tre giovani ricercatrici: Beatrice Demarchi, Valentina Fusari e Valentina Sola. Interverranno il consigliere regionale segretario Gianluca Gavazza e la presidente della Consulta femminile Ornella Toselli.
L’8 marzo alle 10 nella sala Viglione di Palazzo Lascaris si svolgerà il convegno “Fiori d’acciaio: la rinascita delle donne e le leggi a tutela”, a cura dell’associazione Genitori Autismo Quercia Rossa in collaborazione con lo Studio legale Imperiale e patrocinato dalla Consulta femminile regionale insieme con il Comitato regionale per i diritti umani e civili. Parteciperanno il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia, la consigliera regionale e vicepresidente del Comitato regionale per i diritti umani e civili Sara Zambaia e la presidente della Consulta femminile regionale Ornella Toselli.
Sempre l’8 marzo alle 17 a Rivoli, presso la Casa del Conte Verde (in via fratelli Piol 8), sarà inaugurata la mostra “Donna: avanguardia del futuro”, promossa dalla Città di Rivoli e patrocinata dalla Consulta femminile regionale e dal Comitato regionale per i diritti umani e civili. L’esposizione, aperta fino al 31 marzo intende valorizzare il contributo delle donne – spesso sottovalutato- nella società di tutti i tempi e ospita opere di Yessica Alessandro, Margherita Bobini, Sarah Bowyer, Marzia Ciliberto, Cikita Zeta (Nadia Zanellato), Virginia Di Nunzio, Hanieh Eshtehardi, Laura Fortin, Nice and The Fox (Francesca Nigra), Okno (Valeriya Shebelnichenko), Agapi Kanellopoulou, Roberta Toscano, Elena Veronica Zambon e Olga Zuno.
Nella sala Cinema del Museo del Risorgimento l’8 marzo alle 17 sarà proiettato il docufilm “La versione di Anita” dedicato alla figura di Anita Garibaldi, diretto da Luca Criscenti e scritto da Silvia Cavicchioli. A introdurre il film saranno il regista, la sceneggiatrice e la prorettrice dell’Università di Torino Giulia Carluccio. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. La prenotazione è consigliata, chiamando il n. 0115621147.
Il docufilm sarà proiettato anche sabato 9 e domenica 10 marzo alle 11, 14 e 16. Per testimoniare la vitalità della presenza femminile nell’Italia risorgimentale il museo organizza anche una visita tematica su “Le donne del Risorgimento” nei giorni 8 marzo (alle 15.30), 9 e 10 marzo (alle 10.15,13.15 e 15.15 al costo di 4 euro + l’ingresso al museo). L’ingresso al museo l’8 marzo è gratuito per tutte le donne. Per prenotazioni tel. 0115621147.
Infine, il 28 marzo alle 15 nella sala Trasparenza del grattacielo della Regione Piemonte si terrà il convegno “La violenza non guarda in faccia a nessuno. Il passo breve dal maltrattamento animale alla violenza sulle persone”, a cura dell’associazione EWMD ASP delegazione di Torino e con il sostegno del Consiglio regionale, attraverso Consulta femminile, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza e Garante regionale per i diritti degli animali. L’evento intende sensibilizzare la cittadinanza sulla stretta relazione esistente fra il maltrattamento e l’uccisione di animali e le condotte devianti e criminali. Ad analizzare questo fenomeno, ancora poco conosciuto in Italia, saranno vari esperti fra cui giuristi, medici veterinari, ricercatori e criminologi.
Il giorno 8 marzo è stato proclamo lo sciopero generale, per l’intera giornata, di tutte le lavoratrici e i lavoratori dei settori pubblici, privati e cooperativi dalle organizzazioni sindacali SLAI COBAS, USB P.I., USI, CUB SANITA’ E P.I., ADL COBAS, COBAS SANITA’ E RICERCA. Pertano, nella giornata, non si garantisce il regolare funzionamento del servizio pubblico.