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Il personale del Commissariato di P.S. Barriera di Milano ha arrestato un giovane italiano gravemente indiziato di detenzione di sostanza stupefacente e resistenza a pubblico ufficiale.
I fatti sono accaduti mercoledì pomeriggio quando, durante il servizio di controllo del territorio, la squadra di Polizia Giudiziaria del commissariato, recatasi in Via Musinè, si accorge di alcuni movimenti sospetti. Nello specifico gli operatori notano un giovane italiano consegnare un sacchetto di nylon, che successivamente risulterà contenere hashish, ad un altro ragazzo in cambio di denaro.
Mentre alcuni agenti procedono a bloccare il presunto acquirente, altri individuano il giovane che aveva ricevuto il denaro e che nel frattempo era entrato in un bar. Quest’ultimo, alla vista degli agenti, tenta di fuggire ingaggiando con gli stessi una colluttazione e cercando di richiamare l’attenzione di alcuni suoi conoscenti all’interno del dehors del locale, ai quali tenta di passare un mazzo di chiavi, ma viene subito bloccato e messo in sicurezza.
La perquisizione personale permette di rinvenire la somma di 320 euro in banconote e un telefono cellulare mentre nel domicilio del giovane gli agenti trovano circa 4 kg di hashish, quasi 1 kg di marijuana, diverse pastiglie di extasy e 19 grammi di cocaina. Inoltre, nell’abitazione vengono rinvenuti anche 79 confezioni di caramelle a base di cannabinoidi, 38 confezioni di sigarette elettroniche con liquido a base di cannabinoidi, 6 scatoline contenenti diverse tavolette di cioccolato mista a sostanza allucinogena, oltre a 12.430 euro in contanti e materiale da confezionamento.
Il giovane è stato arrestato e tutto il materiale sequestrato.
Nell’ambito dell’“Extend Programme” di “EXPOSED Torino Foto Festival”, la Galleria “metroquadro” di Torino ricorda il celebre fotografo olandese
Fino al 1° giugno
Credo di non sbagliare. All’interno dei lavori fotografici di Erwin Olaf Springveld, in arte solo Erwin Olaf (Hilversum, 1959 – Groningen, 2023), sono parecchie e insistenti le citazioni e i riferimenti (tributo) a quel senso di ovattata, triste e inquietante solitudine, propria del grande, realistico cantore dell’“Amercan Way”, Edward Hopper. Di quel profondo, spirituale, “realismo americano”, in parte sbirciante alla più “intimististica” e “romantica” (ma per Olaf meno pregnante) architettura narrativa dell’altrettanto celebre pittore e illustratore statunitense Norman Rockwell.

Di fronte agli scatti sospesi in un deserto di silenzio ed attesa, propria delle opere di Olaf raccolte in un’interessante retrospettiva (l’artista è di recente scomparso) organizzata da Marco Sassone, fino a sabato 1° giugno, nella “metroquadro” di corso San Maurizio, a Torino, non si può non andare con occhi e mente agli interni – universi senza voci e scatole del tutto chiuse all’empatia umana, fino alla celeberrima “I nottambuli” pagina aperta su una notte di solitudine a New York – opere del grande Hopper. Che pare fosse solito ripetere “non dipingo quello che vedo, ma quello che provo”. Ed Olaf “dovrebbe esserci un enigma in ogni immagine potente, che ti incuriosisca e ti inviti a guardare più e più volte”. Come dire. A te, spettatore, per ogni mia opera, la tua storia. Per la giovane nuda di colore, affogata in un oceano di tormenti e silenziosamente seduta ai bordi di un letto in una misera stanza di albergo o per la distinta signora di antica eleganza appesa al filo della memoria o ad una chiamata dal bianco telefono che sembra per lei non aver più voce … a te, spettatore, il filo della storia. Sono quattro le serie di fotografie messe insieme, nell’ambito del mese dedicato da Torino alla Fotografia, da Marco Sassone: “Rain” (2004), “Hope”(2005), Grief (2007) ed “Hotel” (2010). E proprio in quest’ultima, Olef trasmette con maggiore intensità quel senso di “distacco dal mondo esterno” che diventerà il suo massimo segno distintivo.“La serie ‘Hotel’ – diceva lo stesso artista – riguarda l’alienazione e la sottile gamma di oscure emozioni che essa provoca in una persona. Le stanze di hotel in cui dormo quando viaggio sono tutte diverse, ma la sensazione che trasmettono è sempre la stessa, ha luogo una sorta di distacco”. Camere simili a rifugi anonimi, senz’anima, in cui i personaggi (quasi sempre donne) appaiono intrappolati in un’annoiata e inquieta attesa. Scrive bene Marco Sassone: “I bellissimi nudi femminili delle foto sono avvolti in sofisticate atmosfere di velluto che evocano sottilmente le diverse città in cui le camere d’albergo si trovano. L’ambiguità e il senso di nostalgica frustrazione che le immagini trasmettono contrastano con la perfezione meticolosa dei dettagli della rappresentazione, confermando ancora una volta l’abilità dell’artista nel ricostruire il contesto e la scena fin nei minimi dettagli, con un’attenzione quasi cinematografica al trucco, all’acconciatura, all’abito, all’oggetto d’arredo, alla luce dell’ambiente”.

Se n’è andato troppo presto Erwin Olaf. A soli 64 anni, nel settembre del 2023, per un enfisema polmonare che lo aveva portato, qualche settimana prima, al trapianto di un polmone. E qualcuno afferma lo avesse predetto. Nella Galleria newyorkese “Hasted Kraeutler”, in occasione della presentazione della sua serie di “autoritratti” del 2009, si ferma davanti alla parete che espone il trittico “I Wish/I am/I Will Be” … si gira lentamente verso il giovane fotografo che lo sta ritraendo e diventa così il quarto ritratto della serie. “Ovvero un momento già passato all’interno di una storia che va avanti”.

Contemporaneamente alla retrospettiva di Erwin Olaf, prosegue, fino a sabato 22 giugno, alla Galleria “metroquadro”, la mostra “Marks and Traces” di Shinya Sakurai, che con questa rassegna (venti le opere esposte) celebra il ventennale del suo arrivo sotto la Mole. Nato a Hiroshima nel 1981e laureatosi ad Osaka in “Belle Arti”, Shinya si divide oggi fra l’isola di Honshu e la nostra (ma ormai anche sua) Torino, dove ha studiato “Scenografia” all’“Accademia Albertina”, portando avanti con parametri tutti suoi una pittura di evidente “chiave astratta”, in cui s’intrecciano, su monocrome superfici di raffinato “velluto” e in un perfetto connubio di segno e colore (olio, resine e colle traslucide), citazioni stilistiche, piacevolmente contese ed ammiccanti alla serialità neo-pop, fra cifre di matrice orientale ed occidentale, capaci di tenere ben insieme echi della tradizione e della più audace contemporaneità.
Gianni Milani
Erwin Olaf
Galleria “metroquadro”, corso San Maurizio 73/f, Torino
Fino al 22 giugno
Orari: giov. – sab. 16/19
Nelle foto: Erwin Olaf: “Hope Portrait”, 2005; “Hotel Winston Salem, Room 304”, 2010; “Hotel Paris, Feline Portrait”, 2010; Shinya Sakurai: “Marks & Traces n. 17”, tecnica mista su velluto, 2023
Domenica 19 Maggio in città si svolgerà la gara podistica la TUTTADRITTA.
La manifestazione sportiva avrà un percorso rettilineo e si svolgerà lungo l’asse di corso Turati/corso Unione Sovietica con partenza fissata alle ore 9.00 da piazza San Carlo e arrivo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi.
L’impatto della manifestazione sul territorio comunale è di circa 1 ora e mezza. Il percorso sarà chiuso a partire dalle ore 8.20 fino alle 10.30 circa e non sarà in alcun modo possibile attraversare l’asse viabile corso Turati /corso Unione Sovietica.
Percorso di gara
PARTENZA – piazza San Carlo, piazza C.L.N., via Roma, piazza Carlo Felice, corso Vittorio Emanuele II (carreggiata laterale nord), via Sacchi (corsia riservata GTT), corso Turati (carreggiata centrale), corso Unione Sovietica (carreggiata centrale), piazzale Caio Mario (contromano), corso Unione Sovietica (semi-carreggiata centrale contromano), rotonda Drosso (contromano), corso Unione Sovietica (semi-carreggiata centrale contromano), via Torino (Nichelino) e ARRIVO alla Palazzina di Caccia di Stupinigi.
L’intero percorso sarà interdetto alla circolazione veicolare dalle ore 8.20 per il tempo necessario al transito della manifestazione e in particolare saranno chiuse le carreggiate centrali degli assi viabili di corso Turati e corso Unione Sovietica.
Chiusi al transito veicolare anche gli attraversamenti del percorso di gara sull’asse viabile corso Turati/Unione Sovietica:
Corso Sommeiller, tratto via Nizza – corso Turati;
Corso Sommeiller, tratto corso Re Umberto – corso Turati;
Corso Dante, tratto via Nizza – corso Turati;
Corso Rosselli, tratto corso Re Umberto – corso Turati;
Corso Bramante, tratto piazza Carducci – corso Turati;
Corso Lepanto, tratto piazzale Costantino il Grande – corso Unione Sovietica;
Corso Cosenza, tratto corso Agnelli – corso Unione Sovietica;
Corso Giambone, tratto corso Corsica – corso Unione Sovietica;
Corso Traiano, tratto via Pio VI – corso Unione Sovietica.
Dalle ore 7.00 alle ore 9.15 circa, chiusa anche via Santa Teresa nel tratto via XX Settembre-via Roma.
Dalle ore 8.45 e fino alle ore 10.40, chiuse entrambe le uscite per Stupinigi della Tangenziale Sud.
Parcheggi sotterranei
Parcheggio sotterraneo di via Roma. Chiusa l’uscita di piazza Carlo Felice, lato piazza Paleocapa.
Trasporto pubblico
I percorsi dei mezzi di trasporto pubblico transitanti nell’area interessata dalla manifestazione subiranno alcune deviazioni.
Per dettagli sulle linee deviate, visionare il sito Internet di GTT https://www.gtt.to.it/cms/
Finisce 3-1 il match tra Torino e Milan, valido per la 37esima giornata di Serie A. Per il Toro tre punti importantissimi che piazzano la squadra al nono posto, facendo sognare l’Europa.
Il Torino con Duvan Zapata (26′) su assist di Rodriguez e poi Ivan Ilic(40′) su cross di Bellanova è sul 2-0 all’intervallo. Nella ripresa il tiro dalla distanza del capitano ed ex di giornata Ricardo Rodriguez (46′) grazie allo scarico di Pellegri. A nulla vale il gol dal dischetto di Ismael Bennacer (55′) che accorcia le distanze per i rossoneri concludendo la partita sul 3-1.
SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO
Marco Orsi è un nuotatore olimpico italiano specializzato nelle distanze brevi degli stili libero, delfino e dorso. Marco nasce a Budrio il comune dell’Emilia-Romagna conosciuto per l’ocarina, uno strumento musicale a fiato tipico di quella località. Da poco tempo però l’atleta si è trasferito a Torino per il suo allenatore Antonio Satta e ha iniziato ad amare la città sabauda.
Oggi è con noi per raccontarci alcune sue esperienze.
Sui social sei stato definito “il bomber” come mai questo nome tipico del calcio?
Perché da piccolo giocavo a calcio, ma ero già molto alto e muscoloso e mi mettevano davanti come punta, io tiravo fortissimo ma il pallone non andava mai in porta, così scherzando gli amici hanno iniziato a chiamarmi “bomber”!
Qual è il tuo palmarès?
Ho iniziato a nuotare quando avevo 5 anni e ho iniziato l’agonismo a 7 quindi ho passato la vita in piscina. Ai Campionati Italiani ho ottenuto 8 titoli individuali e ho il primato italiano per i 50 e 100 m. nello stile libero. Ho vinto diverse medaglie di cui 35 internazionali e 44 titoli italiani e ogni volta mi batteva sempre il cuore come se fosse la prima volta.
La prima volta che hai partecipato al Mondiale che cosa hai provato?
E’ stato nel 2009 avevo 19 anni ed è stata un esperienza indimenticabile, ho capito che stavo davvero facendo qualcosa di importante, non solo per me anche per i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto, sono sempre stati vicino a me ma sempre un passo indietro, l’amore di un genitore verso un figlio è spesso infinito e per paure si tende a frenare il proprio figlio, loro non l’hanno mai fatto, mi hanno sempre fatto capire che se volevo potevo arrivare dove desideravo e loro sarebbero sempre stati lì a sostenermi, questo è stato il vero premio della mia vita.
Qual è stato il momento più difficile della tua carriera?
I fallimenti ci sono e a volte fanno anche bene, nel 2016 prima mi sono preso la mononucleosi e il citomegalovirus, quel momento mi ha segnato, arrivavo dall’europeo ero uno dei migliori al mondo, uno stop in quel momento avrebbe significato non partecipare alle Olimpiadi che si sarebbero svolte poco dopo. Mi sono sentito solo, annientato, ho pensato addirittura di mollare tutto, poi l’amore per questo sport mi ha fatto riprendere e solo dopo tre anni sono riuscito a ritornare in forma. Anche i miei fans e la mia famiglia mi sono stati molto vicini in quel periodo così difficile.
Molte volte dai fallimenti se non molliamo impariamo a crescere e a diventare più forti, a volte vorremmo eliminarli dalla nostra vita, ma fanno parte di noi, sarebbe come voler togliere un filo dal nostro abito preferito, rischieremmo di rovinarlo interamente.

Che cosa ne pensi del doping?
Il doping ovviamente c’è come in tanti sport, io mi dissocio totalmente, purtroppo ho avuto colleghi che hanno fatto uso di sostanze illecite per andare più veloci, ma sono stati scoperti e quando abbiamo gareggiato ad armi pari sono riuscito anche a batterli.
Il tuo più grande successo?
Aver ripagato i miei genitori per tutti gli sforzi fatti per me e poi essere un esempio per i ragazzi giovani che mi seguono e percepiscono quanto amore e impegno impiego per questo sport. Spesso non è solo una questione di talento quanto più di determinazione ed è proprio questo che cerco di trasmettere loro.
Anche trasferirti a Torino è stato un successo?
Sicuramente sì per i miei compagni di allenamento, il mio allenatore e poi perché la trovo una città molto elegante e raffinata, mi ha seguito anche la mia compagna di vita Stefania e quindi sono veramente grato di tutto ciò che mi circonda.
Ringraziamo Marco Orsi per questa sincera e toccante intervista. Alla prossima.
Noemi Gariano

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA:
Un corteo di manifestanti Pro Palestina si è snodato nel pomeriggio nel centro di Torino fino a raggiungere Palazzo di Città. Qui alcuni attivisti vestiti da clown hanno macchiato con vernice rossa la bandiera europea.
I partecipanti si erano dati appuntamento alle 15.30 davanti all’ex stazione Dora, in corso Giulio Cesare, per dare il via alla manifestazione in ricordo della Nabka, l’esodo dei palestinesi avvenuto 76 anni fa.
In piazza sono scesi gli attivisti dei collettivi universitari che occupano le sedi degli atenei torinesi, fedeli delle moschee, oltre ad associazioni, centri sociali e sindacati di base.

Secondo i manifestanti “La politica europea è complice di Israele l’Italia è la terza esportatrice di armi verso Israele: missili che colpiscono Gaza sono anche italiani”, dicono i manifestanti, che hanno affisso un cartello ‘Piazza Palestina Libera” sul palazzo.
I partecipanti al corteo hanno anche dichiarato di voler denunciare “la vergognosa scelta dell’amministrazione comunale e del Pd che hanno deciso di intitolare strade torinesi a personaggi e aree geografiche israeliane mentre il popolo palestinese sta subendo un massacro che ha già provocato 40.000 morti”.

Ieri i collettivi universitari legati a ‘Cambiare Rotta’ e al ‘collettivo universitario autonomo’ hanno invece raggiunto prima la facoltà di Fisica con gli occupanti, l’istituto superiore Regina Margherita, fino al Politecnico, in corso Duca Degli Abruzzi. Gli studenti hanno sfilato per i corridoi dell’ateneo, dove hanno tenuto un’assemblea. Nella serata di ieri alcuni attivisti hanno proiettato sulla facciata della Mole la bandiera della Palestina.
Oggi al termine della manifestazione è stato dedicato un minuto di silenzio ai “20.391 martiri palestinesi uccisi dall’esercito dal 7 ottobre ad aprile”.
Marco Porcedda è il nuovo assessore alla Legalità e alla Sicurezza del Comune di Torino: sostituisce Gianna Pentenero che aveva rassegnano le dimissioni per candidarsi alla presidenza della Regione Piemonte per il centro sinistra.
Al nuovo assessore vengono assegnate le deleghe in precedenza affidate alla vicesindaca relative a Legalità, Servizi generali ed economato, Contratti ed appalti insieme quelle precedentemente di competenza dell’assessora uscente di Polizia municipale e Politiche per la sicurezza, Sistemi informativi e cybersecurity. La vicesindaca Michela Favaro assumerà invece le deleghe a Lavoro, formazione professionale, attività produttive e sviluppo, Rapporti con il sistema carcerario e Sicurezza sul lavoro in ambito comunale e nei rapporti con gli enti competenti e interessati, precedentemente assegnate alla Pentenero insieme a quelle di nuova istituzione alla Partecipazione e al Comitato Unico di Garanzia. Rimarranno invece in capo al sindaco, Stefano Lo Russo, le deleghe precedentemente in capo all’assessora uscente del Coordinamento politiche per la multiculturalità. Tenente Colonnello dell’Arma dei Carabinieri, nato a Ragusa il 23 aprile 1980, sposato e con due figli, Porcedda lavora a Torino già agli inizi degli anni Duemila per alcuni tirocini formativi, ma il primo incarico operativo è nel 2004 al Castello di Moncalieri presso il Primo Battaglione “Piemonte”, dove gestisce le attività esterne di Ordine Pubblico sia in territorio piemontese che nel resto del nord-ovest.
Caro direttore,
un bambino di cinque mesi è morto dopo essere stato attaccato da un pitbull a Palazzolo Vercellese (Vc) mentre era in braccio alla nonna. Ennesima vittima di quella che ormai sembra essere la moda del momento: comprare o adottare un cane molosso o molossoide senza avere le necessarie competenze per gestire questi tipi di cane, osserva l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), che torna a chiedere al legislatore nazionale di regolamentare con urgenza la detenzione di determinate razze o simil-razze. Allo stesso tempo, osserva che chi cede o vende incautamente “cani da presa” è moralmente responsabile di questi gravi fatti. Molto spesso, questi animali provengono da cucciolate casalinghe, quando non da traffici illeciti.
Gli altri casi recenti. Il 13 maggio scorso una bambina è stata ferita gravemente da un pitbull A Sesto San Giovanni (Mi), pochi giorni prima, il 3 maggio, un bambino di dieci anni è stato morso da un altro pitbull a Milano, mentre ad aprile un piccolo di 15 mesi è stato ucciso da due pitbull in provincia di Salerno e a una donna di 83 anni sono state amputate le braccia dopo essere stata attaccata dai suoi sette cani, amstaff e american bully in provincia di Padova.
L’Oipa sottolinea che certi cani troppo spesso vengono scelti anche da persone non in grado di gestirli correttamente. A livello locale, alcuni Comuni, come quello di Milano, hanno regolamentato la materia, ma occorrerebbe una norma nazionale per imporre a tutti i Comuni di regolamentare il tema.
Come gestire un cane cosiddetto “pericoloso” e cosa dice la legge sulla loro gestione? Risponde l’Oipa, che chiarisce come anzitutto non esista un elenco di cani ritenuti “pericolosi”. Nel 2006 il Ministero della Salute ha emesso un’ordinanza riguardante la “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”, nella quale era prevista una lista di razze canine ritenute pericolose. Successive ordinanze hanno poi abolito questo elenco a causa della relativa incertezza e, soprattutto, della discriminazione delle razze.
«Attualmente la pericolosità di un cane viene determinata a seconda di fatti specifici», spiega l’avvocato Claudia Taccani, responsabile dell’Ufficio legale dell’Oipa. «In caso morsicatura o zuffa tra cani, infatti, il cane e il suo proprietario vengono segnalati al Servizio veterinario Asl, che tiene un registro dei cani dichiarati aggressivi, e sono obbligati a seguire un corso formativo. Il corso è organizzato dal Comune, insieme al Servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale, avvalendosi della collaborazione degli Ordini professionali dei medici veterinari e di associazioni di protezione animale. Le spese sono sostenute dal proprietario del cane “impegnativo”. In caso di pericolosità grave, scatta l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa e l’obbligo di utilizzare il guinzaglio e la museruola nelle strade e nei luoghi aperti al pubblico».
A Orbassano nella notte, nel corso di una lite una donna di 29 anni ha accoltellato il proprio compagno. Dalle prime notizie sembra che l’uomo sia stato colpito più volte con un coltello da cucina. Pare che la coppia di sordomuti litigasse spesso. Il ferito non è in pericolo di vita ed è ricoverato alle Molinette. La donne è stata arrestata.