I soccorsi non hanno potuto salvare un quindicenne di Verzuolo morto ieri dopo aver accusato un malore mentre si trovava nella piscina di un campeggio a Finale Ligure. Il ragazzino era insieme alla squadra di calcio giovanile dove giocava, la under 15 dell’Olimpic Saluzzo. Dopo pranzo era entrato in piscina con alcuni compagni e si è sentito male.
Al Regina Margherita di Torino è ricoverato in codice rosso un ragazzo di 12 anni rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di sabato 30 maggio a Bricherasio, lungo strada Santa Caterina.
In base a una prima ricostruzione dei fatti, il giovane stava percorrendo in discesa la strada a bordo della sua mountain bike quando, per cause ancora da chiarire, è finito contro un trattore.
Lo scontro si è verificato intorno alle 16.30. I soccorritori giunti sul luogo dell’incidente hanno immediatamente constatato la gravità delle sue condizioni. Dopo avergli prestato le prime cure, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso.
Il Paris Saint-Germain si conferma sul tetto d’Europa, conquistando per il secondo anno consecutivo la Champions League. Nella finale disputata a Budapest, i francesi hanno superato l’Arsenal ai calci di rigore dopo una sfida intensa e combattuta.
I Gunners erano partiti meglio, trovando il vantaggio nei primi minuti grazie a Havertz. Il PSG ha però reagito nella ripresa, raggiungendo il pareggio con Dembélé su calcio di rigore. Nonostante le occasioni create da entrambe le squadre, il risultato è rimasto fermo sull’1-1 anche dopo i tempi supplementari.
Dal dischetto, i parigini si sono dimostrati più precisi e hanno chiuso la serie a loro favore, festeggiando così un nuovo storico trionfo europeo.
Enzo Grassano
L’INTERVISTA
Maestro, com’è nata la sua passione per la pittura? Abbiamo avuto occasione di visitare la sua mostra presso il Museo MIIT di Torino e l’abbiamo trovata straordinaria…
Grazie, questa mostra al Museo MIIT mi è molto cara e ringrazio il direttore Guido Folco per avermi concesso l’opportunità di esporre in uno spazio meraviglioso. Allora, come tutti nasco da piccolino (dichiara sorridendo Il Maestro Athos Faccincani), ho cominciato a dipingere molto presto, verso i sei o sette anni. Ricordo che mi nascondevo in cantina a dipingere, perché mia madre non voleva, e rappresentavo già all’epoca, in maniera molto introspettiva, le sofferenze legate alla mia fanciullezza, che ho patito molto. Paradossalmente ho vissuto in una famiglia che mi ha voluto troppo bene, ma la mia paura del mondo ha sempre prevalso e mi ha accompagnato anche successivamente. Per tanti anni ho lavorato intorno a temi quali la sofferenza, il dramma, che mi hanno portato a insegnare nelle carceri e ad approfondire lo studio di queste sensazioni all’interno di esse. Avevo tra i 17 e i 19 anni di età. Ho visitato il Cottolengo, a Torino, per studiare i bambini portatori di handicap, e i manicomi per tentare di comprendere meglio le dinamiche della mente umana. Successivamente il politico e storico Renato Zangheri mi chiese di preparare una mostra sulla Resistenza, stimolandomi con una frase che porto nel cuore:
” La storia la fanno coloro che non l’hanno vissuta”, perché effettivamente sono nato dopo la guerra. Insomma, mi misi a studiare approfonditamente il periodo della Resistenza e preparai una mostra dal titolo “I sentimenti durante la guerra”, che venne inaugurata da Sandro Pertini alla Gran Guardia di Verona. Ne fu talmente entusiasta che mi nominò Cavaliere della Repubblica. Nonostante questa grande soddisfazione, dentro continuavo a sentirmi vuoto, una sofferenza nel cuore che oscurava ogni strada, non sapevo più cosa fare o dove andare, non riuscivo più a dipingere, finché non decisi di intraprendere un viaggio verso il Sud Italia, dove non ero mai stato. Era il 1981. Fu una vera e propria svolta: ebbi la possibilità di conoscere la cordialità e l’energia vitale degli uomini del Sud e rinnovare la mia attraverso contatti umani impareggiabili.
Quella sofferenza oggi è andata via?
Sicuramente è meno intensa, anche se ancora oggi conservo un senso della malinconia che fa parte di me da sempre. Posso dire che le tante passeggiate di quel viaggio nel Meridione, il contatto con il mare e le sue rive, gli uliveti, la terra rossa e gli ampi orizzonti abbiano contribuito ad aprirmi il cuore e l’anima. Una felicità che oggi esprimo dentro e attraverso la mia pittura. Ricordo proprio che buttai la mia “tavolozza dei colori malinconici”, ovvero i neri, i grigi e i viola, per dare spazio ai colori solari, gli stessi che potete ammirare nella mostra di Torino al Museo MIIT.
Quindi la trasformazione della sua pittura è stata totale…
Si, da quel momento la trasformazione è stata significativa, dal punto di vista artistico e psicologico, anche se, come dicevo prima, vivo ancora dei momenti malinconici con i quali ho imparato a entrare in armonia. Guardare i paesaggi, la natura, tutto ciò che Dio ci ha donato, il Sole, l’alba, aspetti che non avevo mai visto veramente, è stato un atto terapeutico e creativo al tempo stesso. Ho capito che la felicità è già dentro ognuno di noi e va ricercata nella nostra anima.
Lei aveva già organizzato altre mostre presso il Museo MIIT?
No, è la prima volta. Ne avevo organizzata un’altra a Torino presso la Camera di Commercio nel 2024. La mia soddisfazione più grande nell’organizzare una mostra si verifica all’ingresso del primo visitatore e questo è valso per tutte le mie esposizioni nel corso degli anni, e ne ho fatte tante, da New York a Tokyo, in tante città del mondo. Provo sempre un piacere particolare nel venire a Torino, un po’ perché lo trovo un luogo bellissimo e un po’ perché ho potuto rivalutare un piccolo pregiudizio nei confronti dei torinesi, ai quali pensavo come persone caratterialmente fredde, dure, distaccate, e che invece mi hanno gratificato tantissimo come persona e artista, e con i quali ho stabilito una forte connessione. Grazie ai torinesi ho potuto capire meglio la forza della mia pittura.
Per lei cosa rappresentano le grandi vedute e i dettagli nei quadri contenuti nei quadri che abbiamo visto esposti al MIIT?
Quando mi capita di fare un incontro o una conferenza mi soffermo sempre sul seguente invito: ”Abbiate il coraggio, tutti i giorni, di soffermarvi a osservare la natura che ci è stata regalata”. Le grandi vedute sono una rappresentazione dell’ampiezza della mia anima, il dettaglio, una restituzione alla vita dell’immenso dono quotidiano.
Mara Martellotta

Porte aperte… là dove il “Salone” nasce
In occasione della “Notte degli Archivi, il “Salone Internazionale del Libro di Torino” apre i propri Uffici al pubblico
Venerdì 5 giugno (primo turno ore 18,30 – secondo turno ore 20)
Memoria aperta. O “Memoria in costruzione. L’archivio vivente del ‘Salone Internazionale del Libro’, dal 2019 ad oggi”, così s’è voluto titolare l’evento. Come dire, più semplicemente, “porte aperte” alla talentuosa, motori sempre accesi, vulcanica fucina del “Salone” torinese. Gli uffici (via Giannone 10 – Scala A, Torino) in cui si pensa, si programma e si comunica la più importante manifestazione letteraria italiana aprono infatti le proprie porte al pubblico nel pomeriggio del prossimo venerdì 5 giugno, in occasione della “Notte degli Archivi” e nell’ambito di “Archivissima 2026”.
L’appuntamento sarà una preziosa occasione per entrare in contatto con un archivio “in cui il passato – spiegano gli organizzatori – dialoga costantemente con il presente e per mettere in luce la compenetrazione tra due dimensioni: una memoria conservata, ampia ma ancora da rendere pienamente accessibile, e una memoria in formazione, visibile, attiva, in continuo aggiornamento”.
Doppio turno di visita – il primo alle 18,30 e il secondo alle 20 – il grande (si spera) esercito di lettrici e lettori potrà visitare e conoscere gli spazi di via Giannone 10, al primo piano, immergendosi appieno nella “memoria” (anche un po’ nostalgica!) delle passate edizioni del “Salone” e della sua quasi quarantennale storia, iniziata nel 1988 – ospite d’onore, in quell’anno, il “Premio Nobel” Iosif Brodskij – grazie all’intuizione di due preziosi intellettuali d’alto rango, quali Guido Accornero (imprenditore, ma anche vicepresidente della casa editrice “Einaudi”, nonché direttore artistico nel 2006 di “Vercelli Book Days”, il ciclo di manifestazioni svoltesi a Vercelli, in occasione di “Torino capitale mondiale del libro”) e il torinese “libraio per eccellenza” Angelo Pezzana, grande con i libri, ma anche coraggioso attivista, politico e giornalista. Manifesti e materiale promozionale del passato, foto d’archivio, lettere, documenti cartacei, supporti audiovisivi, locandine, gadget di vario tipo (dalle spille alle felpe, dalle matite ai taccuini) saranno esposti nelle stanze o attraverso video e fotografie, a testimoniare l’evoluzione del Salone nel corso degli anni.
L’iniziativa prevede anche l’intervento di Marco Pautasso, Segretario Generale del “Salone”, che spiegherà l’importanza della memoria e degli archivi come strumenti imprescindibili per le realtà culturali che guardano al futuro: “non semplici luoghi di conservazione, ma elementi vivi e attivi”. Pautasso proporrà anche una riflessione sulla storia del “Salone del Libro” e sul valore della memoria all’interno di un evento contemporaneo di questo tipo, soffermandosi sull’archivio quale “risorsa dinamica, capace di generare conoscenza e orientare le scelte future”. Particolare attenzione, infatti, sarà dedicata alle sfide e alle prospettive dei prossimi anni, tra cui i “processi di digitalizzazione”, l’“accessibilità dei materiali” e le nuove “possibilità di ricerca”.
Ma come nasce l’idea dell’iniziativa?
Ci illuminano gli organizzatori: “L’idea nasce a partire da una riflessione concreta sullo stato attuale dell’archivio del ‘Salone’ e delle altre iniziative organizzate, da ‘Portici di Carta’ ad ‘Adotta uno scrittore’, da ‘Lungomare di libri’ a Bari alla ‘Festa del libro medievale e antico’ di Saluzzo, fino a ‘Un libro tante scuole’ e ad altri progetti, sviluppati grazie alla collaborazione con diverse realtà ed enti territoriali”.
Attualmente, gran parte dei materiali archivistici sono conservati in un magazzino dedicato, non accessibile al pubblico, situato a Moncalieri che custodisce documenti risalenti alla prima edizione del Salone, nell’anno 1988, e che arrivano fino al 2017. Nello specifico, sono custodite circa 150 unità conservative (scatole) di varie dimensioni, distribuite su 14 bancali: un insieme eterogeneo di materiali, documenti, pubblicazioni, centinaia di supporti audiovisivi (tra CD, cassette, VHS e Betacam), accumulati nel tempo e conservati in una condizione ancora parzialmente non sistematizzata. Di questi materiali saranno trasmesse delle immagini in un video di presentazione visionabile durante la visita. Accanto a questo archivio “depositato”, esiste l’attuale “archivio vivente”: quello che prende forma quotidianamente negli uffici del “Salone” in via Giannone, a Torino. Un “archivio” costituito da bozze, programmi, materiali grafici, oggetti e strumenti di lavoro, legato in particolare agli anni più recenti, dal 2019 ad oggi. Un “archivio” che racconta “come l’identità dell’evento si costruisca nel tempo, attraverso scelte estetiche, variazioni e continuità” e che sarà accessibile al pubblico in occasione di tale iniziativa.
L’ingresso é gratuito, con prenotazione sul sito www.salonelibro.it o sul sito www.archivissima.it.
g.m.
Nelle foto: Un biglietto del “Salone” alla sua prima edizione, 1988; Materiale d’“archivio”; Marco Pautasso; Dario Fo e Franca Rame al “Salone” del 2008
La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni
SOMMARIO: Il 2 giugno, il libro dimenticato di Prunas Tola e Rodolico e quello di Oliva, il Duca d’Aosta oggi – La Prof., Orwell e il fascismo – Lettere






LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com




Nel 2025 vi è stato un incremento del valore di produzione dell’ 8% e un aumento del capitale per Turismo Torino
“Sono stati anni di intenso lavoro che ci hanno condotto al pieno raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati – spiega Maurizio Vitale, presidente di Turismo Torino – riefficientare l’Ente, stimolandone le risorse interne con particolare attenzione al bilancio di esercizio; la società nel 2025 ha mantenuto un virtuoso equilibrio di bilancio il cui valore di produzione è cresciuto dell’8% rispetto all’esercizio precedente, raggiungendo la dimensione più significativa degli ultimi quattordici anni, se si esclude il ricavo di entità eccezionale dell’esercizio precedente, è riuscita a riaccendere una frequente interlocuzione con gli stakeholder e le istituzioni, a riattivare la presenza sui territori con l’individuazione di referenti territoriali dedicati, rivendicando la qualità delle numerose azioni di progettazione e di attuazione. A questo si è affiancato il piano di digitalizzazione, che ha permesso l’implementazione di tre processi strategici, la gestione delle risorse umane, la gestione degli acquisti e la gestione informatica”.
Venerdì 29 maggio scorso si è tenuta, alla presenza dell’86% degli aventi diritto, la quarantesima assemblea dei soci di Turismo Torino e Provincia, presieduta dal Presidente Maurizio Vitale. L’ATL annovera complessivamente 77 soci, tra enti pubblici e soggetti privati, e opera su un territorio che comprende ben 312 Comuni.
Nel corso dell’assemblea è stato approvato il bilancio consuntivo al 31 dicembre 2025 ed è stata evidenziata la straordinaria operazione di aumento del capitale alla quale ha aderito la Regione Piemonte con la sottoscrizione di 320 quote e, nel contempo, è stato espresso il bisogno di un sostegno concreto da parte di ciascun socio affinché l’organizzazione possa crescere, affrontare nuove sfide e cogliere opportunità strategiche. Si è proseguito descrivendo le cinque mission statutarie sulle quali l’ATL ha lavorato.
Circa 40 eventi promozionali in Italia e all’estero tra fiere e workshop, 27 gli operatori qualificati aderenti al registro operatori incoming, oltre 600 agenzie di viaggio, tour operator, OTA e CRAL che programmano la destinazione, circa 100 i giornalisti della carta stampata, online e digitali ospItati annualmente e 27 le guide turistiche nazionali ed estere aggiornate.
Dal 2024 un nuovo portale turismotorino.org, un nuovo database da 200 contatti con CRM Salesforce, 275 k follower sui nostri social Facebook, Instagram, Linkedin, Tik Tok, YouTube, l’apertura del canale ufficiale WhatsApp e di un nuovo sistema di prenotazione eventi.
Oltre 1,2 milioni di visitatori sono stati accolti e sono state evase tre milioni e 200 mila informazioni turistiche, con un incremento medio del 19%. Gli uffici turistici sono aumentati da 13 a 16. Oltre 300 k Torino+ Piemonte Card vendute per un fatturato di 11 milioni , 4700 le Merende Reali servite, circa 2500 persone hanno preso parte alle visite di impresa Made in Torino.
Tra i nuovi prodotti lanciati l’Extra Vermouth con 7500 richieste, il Mangèbin che conta Settanta ristoranti in Torino e Provincia in sinergia con la CCIAA, il cicloturismo UpSlowTour su incarico dell’Unione Montana del Pinerolese, la via Francigena for All, “Torino, Dire, fare, vedere design . Una città creativa UNESCO” e”Residenze Reali Sabaude: un territorio da re”.
Nell’ambito dell’attività del Convention Bureau sono stati acquisiti 82 congressi, con 49440 partecipanti e 59 milioni di ricaduta economica. Turismo Torino si è occupata della gestione operativa di grandi eventi quali le Nitto ATP Finals, Cioccolatò, Eurovision Song Contest ANCI e ha fornito un supporto operativo a eventi nazionali e internazionali, quali il Giro d’Italia, il Kappa Future Festival, il Salone Internazionale del Libro, Special Olympics, lo Storico Carnevale di Ivrea, Terra Madre e il Tour de France.
“ Tourism New Deal” si propone di consolidare la governance, allargare la partecipazione degli stakeholder e attuare il piano strategico “Il racconto di Torino- The Turin Tale” grazie alla partecipazione al progetto Vivacittà lanciato dalla rete internazionale City Destinations all’interno con un obiettivo chiaro, non solo più turisti, ma un turismo che generi un valore duraturo per il territorio e la comunità.
MM
|
Non è solo il fumo a fare male. Anche ciò che resta dopo una sigaretta, se abbandonato nell’ambiente, continua a produrre danni: rilascia sostanze chimiche, metalli pesanti e microplastiche, contamina suolo e acqua e può entrare nella catena alimentare. In occasione della Giornata mondiale senza tabacco, celebrata domenica 31 maggio per sensibilizzare sui danni del fumo alla salute umana, torna al centro anche l’impatto ambientale dei mozziconi di sigaretta, uno dei rifiuti più diffusi e sottovalutati nelle città, sulle spiagge, nei parchi e nei corsi d’acqua. Proprio per accendere i riflettori su questo problema, il 6 e 7 giugno Plastic Free Onlus promuoverà in tutta Italia una grande mobilitazione nazionale dedicata alla raccolta dei mozziconi, con migliaia di volontari attesi in piazze, spiagge, parchi e aree verdi. Il claim scelto è “Il pianeta non è un portacenere”. L’iniziativa, promossa dall’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, coinvolgerà cittadini, scuole, associazioni, aziende e amministrazioni comunali in centinaia di pulizie ambientali dedicate esclusivamente alla rimozione delle cicche disperse sul territorio. “La Giornata mondiale senza tabacco ci ricorda i danni enormi del fumo sulla salute delle persone, ma deve essere anche l’occasione per guardare a ciò che resta nell’ambiente dopo ogni sigaretta – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – Il mozzicone è un rifiuto piccolo solo nelle dimensioni, ma devastante per suolo, acqua, mare e biodiversità. Non scompare: rilascia chimica, si frammenta in microplastiche e può entrare nella catena alimentare. Per questo diciamo con forza che il pianeta non è un portacenere”. Molti cittadini ignorano, infatti, che i filtri delle sigarette non siano fatti di cotone, ma di acetato di cellulosa, una plastica sintetica che può impiegare oltre dieci anni per degradarsi, frammentandosi progressivamente in micro e nanoplastiche invisibili. Ogni anno nel mondo vengono dispersi circa 4,5 trilioni di mozziconi, mentre in Italia si consumano oltre 70 miliardi di sigarette l’anno. Una parte consistente dei filtri finisce su strade, marciapiedi, tombini, spiagge e corsi d’acqua. Un singolo mozzicone può contaminare fino a 500 litri d’acqua, rilasciando metalli pesanti e sostanze tossiche altamente dannose per gli ecosistemi acquatici. Nel solo 2025, Plastic Free ha organizzato in tutta Italia 147 appuntamenti dedicati esclusivamente alla raccolta dei mozziconi di sigaretta, coinvolgendo oltre 2.800 volontari e rimuovendo dall’ambiente più di 3.188 chilogrammi di cicche, equivalenti a circa 13 milioni di filtri dispersi sul territorio. Il problema non riguardi soltanto il decoro urbano, ma la salute complessiva degli ecosistemi. Attraverso tombini e reti fognarie, milioni di mozziconi finiscono nei fiumi e successivamente in mare, mettendo a rischio pesci, tartarughe, uccelli e l’intero equilibrio degli ambienti acquatici. “Il 6 e 7 giugno saremo in piazze, spiagge, parchi e aree verdi con una mobilitazione nazionale aperta a tutti – aggiunge De Gaetano –. Vogliamo coinvolgere cittadini, scuole, aziende, associazioni e amministrazioni comunali in un gesto semplice ma concreto: raccogliere ciò che inquina e, soprattutto, cambiare abitudini. Gettare una cicca a terra non è una distrazione: è un atto di inquinamento”. In questi anni, Plastic Free ha promosso anche l’adozione di misure concrete da parte delle amministrazioni locali, suggerendo l’installazione di smoking area attrezzate, posacenere urbani e bin dedicati alla raccolta dei mozziconi. Diversi Comuni hanno già raccolto l’invito, introducendo aree dedicate ai fumatori e strumenti per favorire il corretto conferimento delle cicche. Accanto a queste iniziative, si stanno diffondendo anche ordinanze comunali per il divieto di fumo sulle spiagge, provvedimenti che contribuiscono a tutelare il litorale, ridurre l’inquinamento e promuovere una fruizione più sostenibile degli arenili. “La politica dei divieti da sola non basta, ma può essere utile se accompagnata da informazione, prevenzione e alternative concrete – conclude De Gaetano –. Smoking area, posacenere dedicati o tascabili e ordinanze sulle spiagge dimostrano che cambiare abitudini è possibile. Ora serve un salto culturale: dobbiamo smettere di considerare normale vedere mozziconi ovunque”. Le iniziative del 6 e 7 giugno saranno aperte a cittadini, scuole, aziende, associazioni e amministrazioni comunali. L’elenco completo degli appuntamenti è disponibile sulla pagina Eventi del sito ufficiale di Plastic Free, dove sarà possibile scegliere l’evento più vicino e iscriversi gratuitamente per partecipare alla mobilitazione nazionale. |
POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
Addio alle armi: l’Italia non sottoscrive il Piano Safe (per ora)
“The Best of Cycling 2025” al Forte di Bard
Il meglio della quinta edizione del concorso fotografico organizzato dal grande Roberto Bettini
Fino al 26 luglio
Bard (Aosta)
Un campione assoluto. La mano destra spalancata, ben in vista – a chiaro monito – le cinque dita. E un grido di vittoria che vola alto al cielo. Cristallizzato in una foto di straordinaria potenza emotiva, l’immagine ci riporta al quinto successo dello sloveno Tadej Pogačar (simbolo dell’annata 2025 del ciclismo mondiale) allo scorso “Giro di Lombardia”. La “Classica delle foglie morte”, partita da Como, si concludeva a Bergamo, sabato 11 ottobre di un anno fa. Lo scatto del milanese Gian Mattia D’Alberto è scatto davvero “da manuale” e, di certo, non poteva scegliersi immagine migliore quale simbolo della nuova edizione (la quinta come i successi per l’appunto di Pogačar nella “Classica” lombarda), della mostra fotografica “The Best of Cycling” che si terrà fino a domenica 26 luglio prossimo al sabaudo “Forte di Bard” ed inaugurata lo scorso sabato 2 maggio, alla vigilia della prossima edizione, numero 109, dell’atteso “Giro d’Italia” (partenza 8 maggio, da Nassebar-Bulgaria ed arrivo il 31 maggio, a Roma), che, anche quest’anno tornerà a solcare, nell’ambito delle sue 21 tappe, la Valle d’Aosta.
Nelle sale delle “Scuderie” del “Forte” troviamo oggi esposte, a cura di Federico Bona, giornalista eporediese che da anni lavora con l’organizzazione del “Giro d’Italia”, una sessantina di immagini selezionate fra quelle che hanno partecipato al “Concorso” (IX Edizione) organizzato da Roberto Bettini, il decano dei fotografi del ciclismo e cofondatore (insieme al figlio Luca, fedele seguace delle orme paterne) con la spagnola “Photo Games Sport Cycling” della “Sprint Cycling Agency”, seconda al mondo solo all’americana “Getty Images”.
Ogni anno, dal 2017, Roberto Bettini coinvolge i colleghi di tutto il mondo per realizzare una “Rassegna” di immagini (rigorosamente riferite alla precedente stagione) che raccontino gli eventi ciclistici degni di memoria; non solo i più importanti ma anche quelli di nicchia, i Grandi Giri e le piccole corse di paese, la strada, la pista e il fuoristrada, il ciclismo degli uomini, delle donne, dei bambini e delle bambine. La Giuria – formata da Lido Andreella (fotografo e organizzatore del Festival Internazionale di fotografia “Dia sotto le Stelle” e del “Busto Arsizio Photo Contest”), Enrico Della Casa, presidente dell’“Unione Ciclistica Europea”, Ornella Badery, presidente del “Forte di Bard”, Ettore Giovannelli, giornalista di “Rai Sport” e Davide Cassani, ex atleta e presidente di “Apt Emilia Romagna” – ha selezionato le migliori tra le oltre 150 foto pervenute in concorso.
Sul gradino più alto del “podio” è salita quest’anno una giovane fotografa italiana, la varesina Sara Cavallini, con uno scatto che, grazie alla tecnica del bianco e nero, rende ancora più suggestivo il panorama delle “Crete Senesi” attraversate dal gruppo durante le “Strade Bianche Women”, corsa in linea femminile che si svolge annualmente (dal 2015) in provincia di Siena. Il secondo posto è andato al belga Stijn Bastens, che è riuscito a catturare l’entusiasmo dei tifosi, birra in mano, mentre tifavano Matthieu van der Poel, l’“Olandese volante”. Il terzo posto è stato assegnato allo scatto dell’olandese Joris Knapen, realizzato durante una tappa del Giro d’Italia, tra gli “anfratti” di un portone. Gran genialata!
Una buona sessantina, s’è detto, gli scatti fotografici esposti. Tutti di notevole spessore e indubbia tecnica. Pur oltre il podio. Tra queste, quella relativa al folto “gruppone” di atleti in transito proprio sotto le mura ottocentesche del “Forte” valdostano – oggi “polo culturale d’eccellenza” nel cuore delle Alpi – durante la ventesima e penultima tappa (Verrés – Sestriere) dello scorso “Giro d’Italia”, tenutosi dal 9 maggio al 25 giugno 2025, 108^ edizione vinta dal britannico Simon Yates. Era sabato 31 maggio. Vincitore di tappa, l’australiano Chris Harper e autore di quella potente immagine, in magnifica contrapposizione alla potenza del “complesso fortificato” della Vallée, proprio quel Luca Bettini, ravennate e figlio di cotanto padre, già prima citato. Uno scatto realizzato esattamente al posto giusto e nel momento giusto. In un perfetto equilibrio di forme e contrasti visivi. Come solo a un grande “creativo” è dato fare. Del resto, che dire, se non “buon sangue non mente”. E ai Bettini, “great cycling photographers”, tutti gli onori!
Gianni Milani
“The Best of Cycling 2025”
Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it
Fino al 26 luglio
Orari: mart. – ven. 10/18; sab. dom. e festivi 10/19
Nelle foto: Immagini di Gian Mattia D’Alberto, Sara Cavallini e Luca Bettini