Il Consiglio comunale ha deliberato con 25 voti favorevoli ed una astensione la variante parziale n. 283 al piano regolatore concernente la Zona Urbana di Trasformazione (Z.U.T.) “Ambito 8.15 Quartiere Dora”.
Si tratta di una porzione di territorio di circa 130.000 mq compresa tra corso Marche, corso Francia e via Madonna delle Salette, dal 2009 oggetto di una trasformazione che prevede la creazione di insediamenti
di edilizia residenziale, edilizia convenzionata, aree per servizi pubblici e aree a destinazione commerciale. L’Amministrazione si era impegnata sin da allora a procedere alla revisione del progetto “con particolare riferimento alle previsioni insediative collocate a tergo dell’edificazione residenziale preesistente, con il fine di attenuare l’impatto ambientale e percettivo su tale edificazione preesistente”.
Il nuovo progetto approvato prevede una maggior distanza dai fabbricati esistenti generando un’area libera destinata a verde pubblico e l’insediamento di un edificio residenziale inizialmente non previsto. Viene modificato così il mix funzionale riguardante le destinazioni d’uso previste per la Z.U.T., che passa da un minimo del 40% delle superfici a un minimo del 25%, mentre le aree per “Residenza libera” passano dal limite massimo del 30%, inizialmente previsto, al 45%. La variante genera una maggior superficie di aree per Servizi pubblici ed un incremento di 199 abitanti. A causa della valorizzazione indotta dalla variante, la proprietà corrisponderà un contributo straordinario di valorizzazione di Euro 552.807,00 oltre interessi legali.
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I 400 licenziamenti annunciati sono stati congelati per 3 settimane


Paolo Michieletto
Ieri sera davanti a Palazzo Civico erano alcune centinaia i residenti del centro città intervenuti per protestare


collaborazione con Amnesty International un dibattito sulla gravissima situazione dei diritti umani in Iran. 
est di Berlino, il campo venne costruito tra i primi del sistema concentrazionario nazista, nel 1939, allo
scopo di internare le donne tedesche considerate asociali e le delinquenti comuni. Successivamente, nelle sue baracche e dietro ai suoi reticolati, finirono le donne deportate dai paesi progressivamente occupati dai nazisti: zingare, ebree, oppositrici al regime, lesbiche, testimoni di Geova. A Ravensbrück furono immatricolate 132.000 donne e decine di migliaia di loro persero la vita, fucilate o soffocate camere a gas con lo Zyklon B, il micidiale acido cianidrico, conosciuto anche come “acido prussico”. Tantissime altre morirono per malattia e stenti, sfiancate dal lavoro, dalla fame e dal freddo, oppure a seguito degli esperimenti
medici di cui erano le cavie. La conoscenza e la Memoria di questo luogo, se pure negli anni ha conservato poco dell’originaria struttura concentrazionaria, può e deve essere un doveroso omaggio a tutte le donne che nel campo hanno sofferto e trovato la morte. Recentemente è stato presentato al Polo del ‘900 di Torino un libro di immagini su quel lager. Ovviamente un libro non può restituire qualcosa alla sofferenza patita da quelle donne ma nel tentativo compiuto dall’autrice, Ambra Laurenzi , c’è l’impegno e la volontà di non dimenticarle e di non far dimenticare l’inferno di Ravensbrück. Con l’inserimento di fotografie realizzate negli ultimi dieci anni, l’autrice ha scelto di privilegiare non tanto l’immagine storica del campo, ma la sua contemporaneità attraverso le sensazioni che il luogo sollecita oggi. Una scelta che deriva dalla convinzione che un luogo della
memoria debba essere percepito come testimonianza di una terribile pagina della storia, ancora in grado di interrogarci e di stimolare un viaggio interiore nella consapevolezza di ciò che è stato e che ci si augura non sia mai più. Una delle due sezioni conclusive di questo lavoro è dedicata alle donne sopravvissute che, dopo aver creato nel 1948 un primo nucleo di ex-deportate appartenenti a quattro diverse nazioni, nel 1965 hanno costituito ufficialmente, con l’iniziale partecipazione di 11 Paesi, il Comitato Internazionale di Ravensbrück, che ancora oggi persegue i suoi obiettivi di tener viva la memoria di una delle vicende più atroci della seconda guerra mondiale e dei crimini nazisti.

LA VERSIONE DI GIUSI di Giusi La Ganga
