Dopo la splendida qualificazione ai Mondiali in vasca corta conquistata venerdì pomeriggio nei 400 stile libero da Erica Musso, il Trofeo Nico Sapio è continuato ieri con diverse ottime prestazioni per i nuotatori piemontesi impegnati, che hanno conquistato complessivamente sette medaglie e parecchie finali. Tra gli Assoluti Luisa Trombetti (Fiamme Oro/Rari Nantes Torino) ha vinto l’argento negli 800 stile libero – prima gara del pomeriggio – in 8’29″36 alle spalle della pluricampionessa europea Simona Quadarella. Pochi minuti più tardi Erica Musso (Fiamme Oro) è salita sul podio per la seconda volta in due giorni, chiudendo al terzo posto i 200 stile libero in 1’56″45 – personale eguagliato – dopo la vittoria di ieri sulla doppia distanza. Davanti a lei si sono piazzate Federica Pellegrini e l’americana Lia Neal. La terza medaglia tra gli Assoluti per il nostro Comitato Regionale è arrivata grazie a Alessandro Fusco (Swimming Club Alessandria), secondo nei 200 rana dietro all’azzurro Luca Pizzini con il record personale di 2’07″73; sei decimi esatti meno del precedente, a confermare l’ottimo stato di forma dopo il personale di ieri sui 100 rana, distanza di cui Alessandro è vicecampione europeo Junior.
+Europa Torino e Associazione Radicale Adelaide Aglietta sfidano la Sindaca Appendino e il Consiglio Comunale: “Convochino un referendum consultivo sul TAV!”

Anche noi sabato 10 novembre eravamo in Piazza Castello, con le sole bandiere dell’Unione Europea, per dire basta alle politiche della Sindaca Appendino e per raccogliere le firme su un’istanza di referendum consultivo comunale sul TAV.
Secondo lo Statuto cittadino sarebbero bastate 300 firme, ma la risposta dei torinesi è andata al di là della soglia necessaria. Ben 1000 cittadini residenti a Torino hanno infatti firmato la nostra istanza, che consegneremo in Comune martedì 13 novembre. A questa si aggiunge quella già presentata in Città Metropolitana lo scorso 8 novembre.
I primi firmatari di entrambe le istanze Silvio Viale (Radicali Italiani), Daniele De Giorgis (Coordinatore Associazione Radicale Aglietta) e Andrea Maccagno (Direttivo +Europa Torino) dichiarano: “la Sindaca è riuscita a incanalare un eterogeneo malcontento in un’azione politica che da tempo la città aspettava. Da parte nostra consegniamo ad Appendino la possibilità concreta di consultare i suoi cittadini, nella piena tradizione della democrazia diretta solo all’apparenza tanto cara al Movimento 5 Stelle. La Sindaca può scegliere la strada del referendum consultivo tanto comunale quanto della Città Metropolitana: noi le abbiamo fatto un assist per entrambi. Martedì consegneremo all’URP le firme richieste: sta a lei e al Consiglio Comunale dire SI’ o NO al referendum. La piazza di sabato è stata la risposta dei cittadini alla provocazione NoTav dei 5stelle in Consiglio Comunale. Ora li sfidiamo noi con il referendum”.
La sindaca Appendino, dopo la manifestazione di piazza di ieri critica (anche) nei suoi confronti, posta su Facebook un commento all’indagine sulla sicurezza nelle città pubblicata dal Sole 24 Ore: ” Prefetto, Questore e Sindaco devono confrontarsi ogni giorno con uno dei problemi maggiormente percepiti in ogni grande città: la sicurezza. Condivido con voi queste statistiche, – scrive Appendino – non per sostenere chissà quale tesi ma perché lo ritengo un argomento importante sul quale è bene essere informati. Da una veloce analisi, Torino, pur attestandosi nella parte alta della classifica generale, vede un significativo calo dei reati, migliore della media nazionale”. Prosegue la prima cittadina: “Su tutti, i furti risultano numerosi ma in netto calo, mentre reati più gravi come omicidi e violenze sessuali, ci vedono in parti più basse della classifica ma con dati in aumento. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le Forze di Polizia che lavorano ogni giorno proprio per garantire la nostra sicurezza”.
Tutti a scuola di gemmologia
DAL PIEMONTE Valenza, da sempre, vuole dire oro e gioielli, in Piemonte, in Italia e nel mondo. E non è stato infrequente il caso che, anche negli anni passati da Torino e provincia ci si sia rivolti agli artigiani orafi valenzani per acquistare dei manufatti o per apprendere l’arte
Si tratta di un’arte che si tramanda ormai da generazioni e di un sapere che è famoso in tutto il mondo. Di qui la necessità di tramandarlo. In questo ambito è nato, sin dagli anni Settanta, il corso di gemmologia che tiene il professor Luciano Orsini e che partirà il 20 novembre prossimo al Laboratorio Speranza Cavenago dell’Istituto Cellini in strada Pontecurone, grazie alla disponibilità della dirigente Maria Teresa Barisio ed al sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria che, con il presidente Pierangelo Taverna, ha sempre creduto nell’iniziativa. Il corso, completamente gratuito, si ‘snoda’ in ottanta ore settimanali che si svolgono in orario serale, dalle 20.30 alle 22.30, e si concluderà entro l’anno scolastico. Si rivolge ad operatori del settore o amanti della materia – forze dell’ordine, artigiani, commercianti, appassionati della materia – ma anche a persone che si vogliano avvicinare per la prima volta a questo mondo, non avendone una preparazione specifica e si suddivide in lezioni teoriche e pratiche. E, i partecipanti, sono circa una trentina tutti gli anni, molti dei quali non sono soltanto valenzani, ma vengono anche dalle province e delle regioni vicine. Il docente, Luciano Orsini, è molto conosciuto e non soltanto in ambito valenzano ed il suo curriculum parla chiaro: docente per 40 anni di analisi gemmologica al Cellini, docente a contratto al Politecnico di Torino nel master di Ingegneria del gioiello, perito della Camera di Commercio e presso il Tribunale di Alessandria, consultore della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa, nonché autore di diverse pubblicazioni di carattere scientifico, storico ed artisticom da sempre appassionato della materia, pur non essendo ‘figlio d’arte’. “Il corso è nato – spiega – da molteplici richieste degli operatori e dalla necessità di conoscenze specifiche” e si collega con un altro, sulla conoscenza e la tutela dei beni culturali, che Orsini organizza ogni anno in collaborazione con il comando provinciale dell’Arma dei carabinieri, anch’esso prossimo alla partenza. Le lezioni affrontano diversi aspetti della gemmologia, dall’analisi, alla valutazione, alla storia e simbologia delle gemme a esercitazioni rese possibili grazie alla dotazione scientifica del laboratorio. “Certamente i problemi di oggi – dice ancora Luciano Orsini – non sono quelli di quaranta anni orsono: allora la peggior realtà truffaldina potevano essere le sintesi, oggi sono gli abbellimenti artificiali”.
Massimo Iaretti
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Per informazioni ed iscrizioni, tel. Dalle 9 alle 20 ai numeri 340/1280335 o 0131/940163.
Torna a teatro il poetico “Elisir”
Villadeati: dal 1300 alla Resistenza
partigiani riuscì a fuggire e a denunciare la presenza partigiana nei pressi di Villadeati. Il 9 ottobre del 1944 arrivò la risposta tedesca e fu terribile. Sotto il comando del maggiore Mayer, 24 autocarri e 200 soldati tedeschi, provenienti da Casale e da Valenza raggiungero il paese, entrarono nelle case che furono messe sottosopra, i viveri portati via con prepotenza, i vitelli e le mucche prelevati dalle stalle ed alcune bestie uccise e caricate sugli autocarri. Il peggio, però, doveva ancora venire: Gli abitanti vennero radunati nella piazza del paese ed il comandante scelse quattordici capifamiglia minacciando loro la fucilazione se non si fossero presentati spontaneamente i capi partigiani ricercati. Va detto che due vennero salvati per un intervento del generale Ernesto Botto, pilota mutilato in combattimento e medaglia d’oro al valor militare, già sottosegretario e capo di stato maggiore del ministero dell’Aviazione Nazionale Repubblicana della Rsi. ella Repubblica sociale. Al gruppo dei capifamiglia si aggiunse anche il parroco don Ernesto Camurati che venne considerato dal maggiore Mayer un ‘ribelle’ al pari degli altri partigiani. Il sacerdote chiese al comandante tedesco di essere ucciso lui solo in cambio degli altri che avevano tutti moglie e figli, ma tale richiesta, coraggiosa ed eroica, venne respinta. Don Camurati benedisse, aprì il breviario e una lunga scarica di fucili ruppe il terribile silenzio che era caduto. Erano le 12 del 9 ottobre 1944. Tutti vennero poi passati con il colpo alla nuca. Questo l’elenco delle vittime di Villadeati: don Ernesto Camurati, anni 46; Angelo Caprioglio, anni 50 e tre figli; Carlo Dorato, anni 44, con un figlio; Giuseppe, Dorato anni 50, due figli; Clemente Gippa, anni 60, due figli; Felice Lanfranco, anni 44, due figli; Carlo Odisio, anni 45; Luigi Odisio, anni 49, quattro figli; Giuseppe Odisio, anni 52; Luigi Pietro Quarello, anni 57; Ernesto Vallone, anni 49, quattro figli. Caprioglio fu catturato mentre stava lavorando in cantina. Il 23 ottobre del 1944 il paese su teatro di una nuova incursione dei nazisti che causò una fuga generalizzata degli abitanti ed una nuova uccisione. All’indomani della Liberazione, il 9 maggio 1945, il maggiore Mayer, che nel frattempo si era arreso, rintracciato in campo ad Asti, venne portato nello stesso luogo dove si era verificato l’eccidio ed ucciso. Le vittime delle rappresaglie sono ricordate da un monumento nella piazza principale, che si chiama appunto piazza IX Ottobre, in quanto qui avvenne la barbara esecuzione, e a loro sacrario è stata dedicata la chiesa di San Remigio, recentemente ristrutturata. Ma di questa e di altri beni che si trovano nel Comune di Villadeati, a partire da quello che tutti chiamano ‘Castello Feltrinelli’ si parlerà nelle prossime tappe del viaggio. Infine va ricordato che a Casale Monferrato, in via Mameli (la stessa via dove si trova il palazzo del Municipio), a poca distanza dalla residenza del Vescovo e dalla Curia Vescovile, è stata posta una lapide che ricorda il sacrificio del sacerdote.Un mondo di Cioccolatò
Un paradiso di cioccolato a disposizione per tutti i golosi per ben dieci giorni di eventi nel cuore di Torino, dal 9 al 18 novembre in Piazza San Carlo e via Roma che ospiteranno un centinaio di stand in occasione di CioccolaTò 2018
Un’edizione rinnovata nella formula che promette di attrarre ancora più pubblico degli anni scorsi e coinvolgere appassionati di ogni età. “Sono certo che le famiglie torinesi e i diversi turisti che giungeranno in questo periodo pre-natalizio per ammirare i tesori dei nostri musei, le Luci d’Artista e prendere parte alle manifestazioni del contemporaneo, apprezzeranno la kermesse dedicata alle prelibatezze modellate dalle mani sapienti dei maestri cioccolatieri, con la possibilità di cimentarsi direttamente nell’arte dolciaria nei laboratori che saranno organizzati e misurarsi così con l’estro creativo”. “CioccolaTò è cultura dell’artigianalità. Un evento importante a livello europeo perché si discosta dalle altre fiere monotematiche puramente commerciali. Durante la kermesse torinese, quindi, c’è la possibilità di portare in piazza la propria abilità: da qui arriva l’idea della fabbrica per mostrare come viene lavorato il cacao”, spiega Gregorio Catricalà, organizzatore e responsabile di Craun&Crest. “Con soddisfazione voglio sottolineare la grande attenzione da parte delle nostre imprese dolciarie al ritorno a Torino di CioccolaTò 2018, un’importante manifestazione, che negli anni passati, ha saputo mettere in piena luce l’arte dolciaria dei nostri Maestri cioccolatieri, dei loro laboratori e delle loro botteghe” dichiara Maria Luisa Coppa, Presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia.
Un calendario di eventi che si divide in tre principali blocchi tematici: “Choco Talk”, “Choco Experience” e “Choco Kids”. Gli stand saranno aperti sempre dalle 10 alle 22 (il sabato fino alle 24) e ogni giorno ci sarà la possibilità di degustare, conoscere e divertirsi. Durante i dieci giorni di dolcezza verrà proposto “Cioccolato a Corte”, organizzato da “Viaggi a Corte”: un percorso di degustazioni nelle residenze sabaude e nei caffè storici Torinesi che termina in Piazza San Carlo con la visita alla Fabbrica del Cioccolato e del Gianduiotto (info@viaggiacorte.it). Tra gli altri tour, anche “Torino Golosa Speciale CioccolaTò” che parte in piazza Castello dal punto info Turismo Torino, in collaborazione con SomeWere, ed è un itinerario nel centro storico della città per raccontare la storia del Piemonte più antico e gustare le golosità nate in quell’epoca tra nobiltà e popolo. Sabato 17 novembre, invece, torna “Choco Tram” la cena gourmet sullo special tram Gtt con un menu pensato per l’occasione (infowww.gtt.to.it).
Coinvolti in questa edizione esplosiva di CioccolaTò grandi chef stellati – Claudio Vicina “Casa Vicina” Torino, Andrea Larossa “Ristorante Larossa” Alba, Giovanni Grasso e la Pastry Chef Chiara Petracchini “Ristorante La Credenza” S. Maurizio Canavese, Marcello Trentini “Ristorante Magorabin” Torino – che sveleranno i loro segreti con show cooking di ricette dolci e salate dedicate al cioccolato e il cacao. Per chi vuole sperimentare l’esperienza di una degustazione multisensoriale, venerdì 9 novembre dalle 17 alle 18, il maestro Guido Gobino – ambasciatore del cioccolato di qualità nel mondo – in collaborazione con l’Istitute Internazionale Chocolier proporrà un viaggio alla scoperta del cibo degli
Dei che non si ferma al Gusto ma mescola il piacere del palato con l’Udito. In cuffia per accentuare la concentrazione verrà abbinata una attenta selezione musicale.
A tutto questo si unisce un contest che coinvolgerà più generazioni “Nonni e nipoti al Cioccolato”. E’ il contest 2018 per riscoprire e realizzare antiche ricette dei nonni sulla torta al cioccolato. Un modo per condividere momenti preziosi e tramandare segreti di famiglia ai più giovani. Bisogna inviare le proprie specialità, che sia una ricetta o la foto della creazione a iscrizioni@cioccola-to.eu. Tre ricette fra le più originali, decorate e creative o tradizionali, saranno scelte per la sfida finale: nonni e nipoti si raduneranno domenica 18 novembre al pomeriggio presso il ChocoLab in Piazza San Carlo per realizzare le ricette che verranno giudicate da alcuni dei Maestri Cioccolatieri Piemontesi di Ascom, Epat e Conpait. Grazie alla collaborazione con Selmi Group, azienda leader nel settore dei macchinari per la lavorazione del cioccolato e sponsor tecnico di Cioccolatò, Torino si trasformerà in un laboratorio di cioccolato a cielo aperto con due fabbriche del cioccolato. Non mancherà anche quest’anno la presenza di Centrale del Latte di Torino con degustazioni dei suoi prodotti, ottime merende e Milk break e panna ad accompagnare la cioccolata calda per tutti. Un appuntamento della Città di Torino realizzato da Craun&Crest con il supporto di Conpait e Ascom Confcommercio Torino e Provincia.
Il turismo in Piemonte
– Simona Ricci – Direttore Associazione Abbonamento Musei
– Angelo Pittro – Direttore Lonely Planet Italia
– Francesco Farinetti – Amministratore Delegato Eataly
motivo di grande soddisfazione e orgoglio. Testimonia il lavoro fatto in questi anni e la capacità di guardare al futuro necessaria per far crescere la nostra regione come meta turistica. – ha spiegato il Direttore di Lonely Planet Italia Angelo Pittro – Il Piemonte,
infatti, conserva, accanto alla dinamicità propria delle città manifatturiere e a una tradizione enogastronomica di eccellenza, l’impronta di una antica capitale. Dimora della dinastia sabauda, custodisce intatte residenze reali che, riconosciute dall’Unesco, sono patrimonio universale, in un contesto ambientale di grande fascino.»
della nostra regione, con una selezione gastronomica e a scelta la tessera Abbonamento Musei o la guida Piemonte firmata EDT. In vendita presso Eataly Lingotto, Lagrange, Pinerolo e Monticello. Prezzo al pubblico: 79,90 € (versione con Abbonamento Musei) e 47,90 € (versione con Lonely Planet).Il Consiglio nazionale dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, il 27 ottobre, ha deliberato l’ammissione ad Anpas di Asava Associazione Servizio Autisti Volontari Ambulanza di Alba (Cn) e dei Volontari Vigili del Fuoco Onlus di Santena
Le ammissioni sono avvenute anche grazie al parere positivo espresso da Anpas Comitato Regionale Piemonte.L’adesione al movimento nazionale delle Pubbliche Assistenze ha il preciso significato di inserire l’Asava di Alba e i Volontari Vigili del Fuoco Onlus di Santena come parti integranti e attive di una organizzazione che comprende oggi 929 Associazioni di Pubblica Assistenza, 283 sezioni, 7 organizzazioni affiliate diffuse su tutto il territorio nazionale. Un Movimento nazionale di volontariato che trae le sue origini dalla tradizione solidaristica popolare e si sviluppa costantemente attraverso un profondo rapporto con la gente e con le istituzioni.Anpas ha ideali e scopi precisi ed è caratterizzata da una reale democrazia. È per queste ragioni che chiede a tutte le associazioni di Pubblica Assistenza aderenti di esercitare un ruolo attivo e partecipativo nel Movimento. La struttura è organizzata su due livelli – nazionale e regionale – entrambi dotati di organizzazione, patrimonio e modalità di finanziamento propri.Il presidente Anpas Piemonte Andrea Bonizzoli: «Diamo il benvenuto in Anpas all’Associazione Servizio Autisti Volontari Ambulanza di Alba e ai Volontari Vigili del Fuoco Onlus di Santena. Due diverse realtà di volontariato che hanno in comune la volontà di mettersi al servizio della cittadinanza e dei loro territori. Due associazioni, esempi di solidarietà e partecipazione sociale, che rispecchiano ciò che per Anpas è il concetto di assistenza, ovvero essere presenti, accompagnare, condividere una responsabilità ed essere mediatori tra il supporto e la conquista dell’autonomia».Il presidente Asava di Santena, Leoluca Mancuso: «A nome di tutti i volontari e del Direttivo dell’Asava porgiamo un sincero ringraziamento al Consiglio Nazionale Anpas e al Comitato Regionale Piemonte per il prezioso supporto. Esprimiamo la nostra soddisfazione nell’essere ammessi a far parte della grande famiglia Anpas, un passo storico per la nostra associazione che dopo quarant’anni di attività ha intrapreso il percorso di condivisione degli obiettivi e degli ideali comuni ad Anpas, siamo fermamente convinti che da questa collaborazione potremmo trovare ispirazione per una proficua crescita».Il presidente dell’Associazione Volontari Vigili del Fuoco Onlus di Santena, Gianpaolo Rissone: «Un grazie a nome dei volontari che rappresento per averci dato la possibilità, dopo il previsto percorso, di far parte di questa grande famiglia e Associazione. Grazie al Comitato Regionale Piemonte che ci ha seguiti, consigliati e guidati con tutta la sua struttura e le professionali risorse umane. Grazie al Consiglio Nazionale Anpas per la delibera finale. Da una parte abbiamo tutto da imparare in Anpas sotto il profilo organizzativo, gestionale e operativo in ambito di protezione civile e dall’altra speriamo di portare un piccolo valore aggiunto per la specificità del nostro settore. Ancora un sentito grazie a tutti».
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L’Anpas Comitato Regionale Piemonte rappresenta 81 associazioni di volontariato con 9 sezioni distaccate, 9.471 volontari (di cui 3.430 donne), 6.635 soci sostenitori e 377 dipendenti. Nel corso dell’ultimo anno le associate Anpas del Piemonte hanno svolto 432mila servizi con una percorrenza complessiva di circa 14 milioni di chilometri utilizzando 382 autoambulanze, 172 automezzi per il trasporto disabili, 223 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile.
















