Ogni Scuola ha portato con sé fino a 5 lavori nei settori delle arti figurative e cinematografiche, del teatro, del video e delle arti performative in genere
Nella serata di domenica 5 luglio, al Temporary Space di Asja Ambiente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Cascine Vica – Rivoli, si è svolto l’evento conclusivo di FISAD 2015, Primo Festival Internazionale delle Scuole d’Art e Design, che ha visto la partecipazione di 60 Accademie e Scuole d’Arte e di Design provenienti da tutto il mondo. Ogni Scuola ha portato con sé fino a 5 lavori nei settori delle arti figurative e cinematografiche, del teatro, del video e delle arti performative in genere: 300 opere ispirate al tema scelto per il Festival “Il senso del corpo “, legato idealmente a Torino Capitale Europea dello Sport 2015 e ad EXPO 2015 di Milano.
Il presidente e il direttore dell’Accademia Albertina, Fiorenzo Alfieri e Salvatore Bitonti hanno consegnato con Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione, l’Albertina International Award a Carol Rama, artista di levatura mondiale (Torino, 1918) tra le più geniali ed irriverenti, che con i suoi acquerelli e le sue installazioni ha contribuito alla ricerca ed alla sperimentazione intorno al corpo. E’ attualmente in corso la sua prima personale parigina, frutto di un progetto itinerante che approderà nella fase finale in Italia, nella sua città natale.
Sono stati inoltre assegnati i premi della Consulta regionale dei Giovani, alle cinque migliori opere prodotte dalle Accademie, scelte da una giuria internazionale di cui facevano parte anche Nazan Ermen, direttrice del Graphic Art Department della Dogus University di Istanbul e il noto regista Davide Ferrario.
Hanno consegnato i premi Nino Boeti, Vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte e Serena Di Viesto, componente dell’Ufficio di presidenza della Consulta Giovani. “Creatività, colore e cultura : questi i tratti distintivi della scommessa artistica di un Festival che diviene un’occasione importante per i giovani creativi di confronto e crescita “ ha affermato Boeti . Serena di Viesto ha poi sottolineato che le opere premiate “testimoniano l’impegno ed il valore dei futuri professionisti della bellezza e della comunicazione sociale. L’arte è un volano di cultura ed economia ”.
Il primo premio di Euro 2.500,00 è stato attribuito a Sebastian Krok (pittura) dell’Academy of Fine Arts di Varsavia (Polonia), il secondo premio di Euro 2.000,00 a Eetu Huhtala (installazione) dell’University of the Arts di Helsinki (Finlandia), il terzo premio di Euro 1.500,00 a Giuliana Rosso (pittura) dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, il quarto premio di Euro 1.200,00 a Fatma Hasbolat (fotografia) della Marmara University, Faculty of fine Arts (Turchia) ed il quinto premio di Euro 1.000,00 a Roberta Gervasi (fotografia) dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.
Sono state infine riconosciute otto menzioni speciali, con la consegna di un attestato a Jianlu Zhang della School of Art & Design Polytechnic University (Cina), ad autori vari di un video della HfBK – Dresden Academy of Fine Arts (Germania), ad Angela Anzi della Hochschule fur bildende Kunste, Hamburg (Germania), a Cumming Sun della ENSBA – Lyon (Francia), a Corinne Cortinovis dell’Accademia “Carrara” di Belle Arti di Bergamo, a Fabiola Napoli dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, a Dmitry Lobach dell’Academy of Fine Arts, Julia Repin (Russia), a Jorge Eduardo Maita della Pontificia Universitad Catolica del Perù, Lima .
L’ultima menzione è stata attribuita ai Masbedo dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino per la performance Per| formare: Diego Bonelli, Cecilia Ceccarini, Giorgia Ghione, Caterina Giansiracusa, Ilaria Mercuri, Francesca Parisi, Martino Tarantola e Leonardo Sciacoviello, già vincitore del premio speciale della giuria per il bando “Art’Ecò : l’ecologia nel tuo spazio”, promosso dalla Consulta regionale dei Giovani.
Teatro Regio e la Città di Torino, in collaborazione con la Fondazione per la Cultura Torino, hanno deciso di dedicare il mese di luglio 2015 al grande pubblico dell’Expo Universale, avvenimento nel quale Torino svolge un ruolo fondamentale, sia per le proposte culturali che, come sempre, è capace di offrire, sia per la posizione strategica, a soli 33 minuti di treno da Expo 2015.
Caleidoscopio, il nuovo spettacolo di Torino Séance ACT torna a Torino, all’ Infernocafé (Via Calvo 3) giovedì 9 luglio alle ore 20.30
L’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (che ha sede a Torino) ha riportato alla luce la versione integrale del documentario sulla visita di Mussolini a Trieste, del 18 settembre 1938, durante la quale il capo del fascismo pronunciò pubblicamente per la prima volta la decisione di adottare una legislazione razziale tale da espellere dalla società gli ebrei. «La storia c’insegna che gli imperi si conquistano con le armi ma si tengono con il prestigio. E per il prestigio occorre una chiara, severa coscienza razziale, che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorità. Il problema ebraico non è dunque che un aspetto di questo fenomeno» dice in un passaggio chiave del suo discorso il duce, parlando davanti a una piazza strapiena di folla. Il documentario,in quaranta minuti, propone un documento storico di drammatica importanza in cui sono evocati gli spettri di un contesto europeo quanto mai complesso e la possibilità della guerra, a cui rispondere con le armi di una “chiara coscienza razziale” che spiega il sinistro avvertimento sull’ “ebraismo internazionale” come “nemico irriconciliabile del fascismo”; un discorso intessuto di oscure minacce come quella che risuona nell’affermazione “il mondo si stupirà della nostra generosità ma anche del nostro rigore”.
sicurezza internazionale. Il documentario sulla visita di Mussolini a Trieste, di cui l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza conservava una copia unica, sarà presto restaurato in collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà. L’ANCR, recentemente, ha presentato in anteprima anche il film “I giorni di Torino. 18 aprile – 6 maggio 1945”, dove si raccontano i giorni della liberazione di Torino, dal grande sciopero del 18 aprile, al giorno della grande parata delle forze partigiane il 6 maggio, passando attraverso l’occupazione e la difesa delle fabbriche dagli assalti nemici del 25 aprile e 26 aprile, l’ingresso in città delle formazioni partigiane fra il 26 e il 27 aprile, lo scontro con i tedeschi e i fascisti barricati nel centro cittadino. Per raccontare questa vicenda si sono scelte nella videoteca delle testimonianze dell’Archivio le voci di tanti protagonisti, ciascuno dei quali ricostruisce in un montaggio incalzante una tessera, un’esperienza, una situazione. Il contesto dei luoghi, il clima, i fatti sono evocati ampiamente dai materiali cinematografici più o meno amatoriali d’epoca e dalle foto scattate in vari frangenti di quei giorni.
Grave incidente per un operaio di 43 anni, che è in coma farmacologico con ustioni di secondo grado sul 40% del corpo. E’ caduto in una cisterna colma di olio bollente in una azienda che produce grassi alimentari nella zona nord di Torino. Ora si trova al Cto, dove i medici dicono che non è in immediato pericolo di vita. Sulla vicenda stanno indagando gli ispettori dello Spresal dell’Asl To2.


La temperatura media registrata in Piemonte in questo torrido luglio è stata di 28.2 gradi, solo un grado in meno rispetto al record di 29.2, dell’11 agosto 2003, che fu il giorno più caldo da quando esistono le misurazioni. Il rapporto Arpa indica però che le notti sono state più bollenti rispetto a 12 anni fa: infatti la media delle minime è stata di 22.7 gradi, 26.8 a Torino. La media più alta delle massime, pari a 34.4 gradi, è stata inferiore al luglio 2003, 2011, 2012 e 2006. Ecco la relazione dell’Arpa.
34.4°C, valore alto ma non da record. Infatti risulta inferiore non solo a diversi giorni di agosto 2003, ma anche dei mesi di agosto del 2011 e 2012 e del luglio 2006. La stazione che ha registrato il massimo assoluto è quella di Acqui Terme con 39.1°C. Il 6 luglio ad Alessandria (38.7°C), Vercelli e Torino (entrambe con 37.4°C) sono stati stabiliti record di temperatura massima del nuovo millennio per il mese di luglio. Anomalia di temperatura massima della prima settimana di luglio rispetto alla climatologia del periodo 1971-2000. I 28.2°C di temperatura media giornaliera del 6 luglio sono stati superati soltanto dai 29.2°C dell’11 agosto 2003, la giornata più calda in assoluto dell’ultimo secolo. L’anomalia termica delle temperature massime (differenza rispetto al clima) è stata più elevata nelle zone di montagna: dal 3 al 7 luglio ben 27 stazioni termometriche della rete di Arpa Piemonte hanno registrato valori di 7-8 gradi superiori ai valori climatici registrando il valore massimo assoluto di temperatura dal momento della loro installazione”.