redazione il torinese

La Rossa, che passione!

Vettel e la rossa possono finalmente godere e con loro tutti gli innamorati della scuderia per eccellenza, dagli ingegneri ai tecnici ai tifosi tutti, scene di giubilo alle quali non siamo purtroppo piu’ abituati

 

 

ferrariCi sono momenti nella vita di un uomo in cui si sente il  bisogno di prendersi e dedicarsi del tempo,io questa domenica ho deciso di metterlo in pratica. E’ domenica mattina e alle 7,30 sono gia’ sveglio, avrei voluto dormire di piu’ ma ahime’ l’orologio che c’e’ in me non ci sente, mi alzo e penso: che strano, una domenica tutta per me, non mi capita mai: bene, sfruttiamola al meglio. Dopo le operazioni di rito mattutino (bagno) e una prima colazione molto soft (yogurt) scelgo come affrontare la mia giornata e devo dire che la parola “scelgo” non mi dispiace affatto, mi vesto e scendo in strada ,la temperatura e’ molto gradevole, si preannuncia proprio una bella giornata. Chissa’ che oggi pomeriggio non ci scappi un giro in bici o una corsetta, d’altronde l’alternativa sarebbe il divano davanti ad un gran premio di formula 1 ,uno dei tanti dove o vince Hamilton o vince Rosberg,che noia, poi per me tifoso della rossa lo e’ ancor di piu’.

 

Bene, parto con la macchina, finestrino abbassato e musica soft, finalmente  il profumo dell’estate:  non solo afa ma benessere rilassato e conmais il sorriso in volto  respiro profondamente e mi godo l’aria nei capelli, una sensazione meravigliosa. Poi mi blocco all’improvviso e il sorriso scompare: ma io sono pelato,i  capelli non li ho! Non importa, riprendo la via e mi gusto cio’ che la vista mi concede: alla mia sinistra campi di grano color oro e a destra le pannocchie quasi pronte per la mietitura. Sorrido nel ripensare a quella volta in cui mio nonno vide per la prima volta un umano mangiare al ristorante il mais in un’insalata, ne fu inorridito:ma il mais io lo do alle galline !”’l mund a va a l’incuntrari“. Col sorriso stampato scruto  alla mia destra e alla mia sinistra file intere di capannoni: vendesi, affittasi, chiuso,il sorriso stampato non c’e’ piu’, ma non posso farmi rovinare la MIA domenica e proseguo,dove vado?

 

juve stadiumIntanto vado, poi ci penso. Il richiamo del cuore mi porta allo Juventus Stadium ( o so cosa state pensando ,ma sono un’inguaribile romantico), e’ un po’ che non lo vedo e poi faccio un salto ad area 12. All’entrata del centro mi colpisce un banco che vende vino. 6 bottiglie 20€ ,accattivante….ma che roba sara’? Ho passato un’ora e mezza con il ragazzo del banco, un ragazzo magrissimo che come vista sta peggio di me e ce ne vuole, mi ha decantato il suo vino e la sua attività presso la Cantina Sociale di un noto paesino dell’astigiano. Morale, 16 bottiglie e mattinata andata, e sono di nuovo in macchina direzione casa ma divertito per il piacevole incontro,un tipo particolare con ai piedi “le pedule” da montagna in estate bah…..Pranzo fugace, pomeriggio fitness, e vai…

arneis

 

Pranzo rigorosamente leggero: insalata (cicoria),pomodori e scalogna,melanzane impanate con spruzzatin a di limone, fagiolini in insalata e pesche ,il tutto ovviamente condito da un bicchiere di arneis appena comprato col ghiaccio (lo so e’ una bestemmia, ma era a temperatura a mbiente, non avevo alternative), vino discreto che accompagna  bene un pesciolino o carne bianca, infatti il mio menu’ ci azzecca in pieno. Finito il pranzo sono le 13,50 e decido prima di lanciarmi nel mio pomeriggio fitness di sdraiarmi sul divano e vedermi almeno la partenza del GP,tanto poi non c’e’ storia e cosi’ esco.

 

So cosa starete pensando: vedrai che si e’ addormentato…e invece no, perche’ con le nuove regole le macchine “ibride” non fanno neanche piu’ rumore,una volta era  meraviglioso e costante , meglio di un sonnifero,ora mi sembrano tante rane che gracchiano. Si accende il semaforo rosso 1,2,3,4,5,verde….VIA…..,assisto incredulo a cio’ che sta avvedendo davanti  i miei occhi,sbatto le palpebre e salto in piedi,sogno o son desto? Le 2 rosse davanti a tutti? Ebbene sì, non sto sognando, passano i giri e il vantaggio sugli inseguitori  va incrementandosi, addirittura Hamilton 13simo, incredibile, la bici ora puo’ aspettare, una volta tanto e’ un susseguirsi di emozioni e le rosse dominano – perche’ dominano – dietro bagarre e spettacolo, tutti se le danno di santa ragione, al limite della correttezza, ma e’ bellissimo.

 

rosbergTutto prosegue come nessuno si sarebbe mai aspettato……tra me e me spero non avvenga cio’ che temo ovvero:ferrari  safety car e tutti ricompattati e a 20 giri dalla fine voila’…… hulkenberg fuori pista e safety car. Non ci credo,vabbe’ dai , ripartiremo piu’ veloci di prima anche se dietro ci sono gia’ gli altri due, li’ come avvoltoi pronti ad aggredire la preda e a sbranarla ,neanche il tempo di ripartire e Raikkonen (dire sfortunato e’ dire poco) accusa problemi al Kers,fuori uno e Rosberg passa issandosi minaccioso alle spalle di Seb con dietro Hamilton che preme……ma non potevo essere gia’ in bici? Mannaggia, sono quasi le 16, che tensione,tutto scorre velocemente, ora c’e’ anche Ricciardo che preme su Hamilton che preme su Rosberg che preme su Sebastian e io premo il telecomando e alzo il volume,vado sull’interattivita’ in macchina con Vettel ma poi non vedo  chi gli arriva da dietro. Torno alla visione normale,sono sempre piu’ vicini,ma Vettel impavido non molla, perche’ Vettel e’ pilota vero, tedesco come il nostro amato e mai dimenticato Shumi a cui auguro un grande in bocca al lupo  .

 

ferrari gpUn detto dice: tra i due litiganti il terzo gode….oggi e’ diventato tra i 4 litiganti il primo e il quinto godono , infatti primo Sebastian e secondo Kvyat, gli altri, a parte Ricciardo terzo, sono lontani e si annientano tra loro, stavolta le frecce d’argento si affievoliscono di fronte al rosso FERRARI!.

 

Vettel e la rossa possono finalmente godere e con loro tutti gli innamorati della scuderia per eccellenza, dagli ingegneri ai tecnici ai tifosi tutti, scene di giubilo alle quali non siamo purtroppo piu’ abituati. Una dedica al povero Jules che saluto anche io e qualche sassolino che esce dalle scarpe roventi di Arrivabene (chissa’ sotto quelle tute con sto caldo…) che ricorda a chi tanto ha ricevuto dalla rossa che oltre agli spaghetti  noi italiani siamo bravi anche a fare la pizza con tanto peperoncino sopra… Niky a volte i silenzi valgono ben piu’ delle parole…

 

NIBALI

Una gran bella sensazione mi pervade, la gara e’ stata veramente faticosa pure dal divano, ora  si va finalmente in bici. Mi preparo e scendo in garage,temperatura perfetta,indosso casco, guanti e parto carico a mille, prima salita 10 metri a destra, discesa ,rettilineo e boschi a scelta,che spettacolo, ho l’imbarazzo della scelta, devo fare almeno 10 km e invece…Dopo 10 metri vibrazione del posteriore a prima salita neanche ultimata, penso :ma sara’ mica il kers come kimi? No ho semplicemente bucato e non ho nè  la pompa ne’ il cambio ruota. Alzo il braccio destro a cercare l’ammiraglia ,ma non sono al Tour nè mi chiamo Vincenzo Nibali soprannominato lo “squalo”, 3 minuti e sono di nuovo a casa,fine della giornata fitness ,che dire…….una domenica da leoni….

 

Marco Rousset

Edilizia "all'italiana", un patrimonio sprecato

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Settembre 1999: entrano i primi inquilini. Funzionari comunali assicurano che prima o poi si interverrà per la loro parte. Ipotizzando o la realizzazione di altri alloggi, o una biblioteca civica. Vengono contattate organizzazioni imprenditoriali artigiane. Sarebbero disponibili a trasferire le loro sedi in questi locali. Risultato finale? Niente e nulla

 

 

CASE TORINOSiamo nel centro di Torino, via San Secondo angolo via Magenta, case costruite alla fine Ottocento inizi Novecento. Destra di Porta nuova, una delle qualificazioni urbane post Unità d’Italia. Bel “pezzo” di città. Una zona di cerniera tra altri borghi, tra altri pezzi di Storia. Ho amici che abitano nell’edificio che fa angolo. sono soci della coop Giuseppe Di Vittorio. Cooperativa che “affitta” alloggi. Importante realtà imprenditoriale e sociale.

 

della nostra provincia. Al portone d’ingresso una targhetta che ricorda come la parziale ristrutturazione è stata resa possibile da finanziamenti regionali per per edilizia sovvenzionata ed agevolata. (popolare). Parziale? Metà alloggi ristrutturati, e due terzi della facciata rifatta. Come è possibile? Semplice:  due le proprietà. Primo piano e pian terreno del comune di Torino, dal secondo al quarto piano della Coop. Appartamenti mediamente di 90 metri. Vi assicuro, al 4 piano anche con accattivanti terrazzi. Peccato che per accedervi si passa dall’androne e dal primo piano, appunto ancora da ristrutturare.

 

Vediamo i tempi.1997 la Coop inizia la ristrutturazione. Settembre 1999: entrano i primi inquilini. Funzionari comunali assicurano che prima o poi si interverrà per la loro parte. Ipotizzando o la realizzazione di altri alloggi, o una biblioteca civica. Vengono contattate organizzazioni imprenditoriali artigiane. Sarebbero disponibili a trasferire le loro sedi in questi locali. Risultato finale? Niente e nulla. All’Italiana. E non abbiamo finito. Dal cortile interno un edificio abbandonato, via Gioberti angolo via Magenta. Probabilmente di proprietà dello Stato. Fino al 1997 sede del collocamento, Ufficio del Lavoro. Architettonicamente modesto. Forse concepito in periodo fascista, dal 97 in disuso e fonte di notevoli problemi. I residenti rimpiangono otto anni fa: l’edificio occupato dai ragazzi dei centri sociali, pulito e riattato aveva garantito la convivenza. Poi lo sgombero della polizia e l’edificio è ritornato ad essere terra di nessuno, ricovero per tossici e barboni e con la chiusura di piccole botteghe artigianali. Non c’è emergenza abitativa e carenza di servizi? Ci si rende conto che questa conclusione non è determinata solo dalla crisi o da un destino cinico e baro?  Troppa incuria  prodotta da chi è preposto ad evitare proprio ciò che è successo. Sale la rabbia per l’impotenza. Rimane la forza d’urlare la nostra indignazione .

 

(Foto: il Torinese)

Il tappeto islamico e il blitz della Lega

Ci scrive una lettrice a proposito della vicenda del tappeto per la preghiera a Palazzo Civico, rimosso dai consiglieri leghisti

 

islam modaNon c’è nulla di più dannoso che un politico si senta stretto nel suo ruolo. I piemontesi ne hanno alcuni esempi, l’ex presidente della regione, che avrebbe preferito continuare l’esperienza ministeriale. Sappiamo com’è  finita. Ora il sindaco che anziché lavorare e rappresentare i bisogni degli abitanti dell’area metropolitana continua a fare il ministro degli esteri, usando la casa comunale come fosse un ministero!! Poveri torinesi, abbandonati in nome di una integrazione forzata.Caro Sindaco, anziché prendersela con il giovane consigliere leghista , dovrebbe ringraziarlo..perché se non fosse per il tappeto islamico, della sua manifestazione internazionale nessuno ne avrebbe saputo nulla..invece oggi è su tutti i giornali ed anche il torinese meno attento si rende conto che forse la sfilata per donne velate era meglio farla in altro luogo più idoneo..e magari con competenze più  appropriate come la Camera di Commercio?

 

Una torinese disgustata

Scontro tra ambulanza e Fiat panda, quattro feriti

Rimasti feriti in modo lieve i tre componenti dell’equipaggio

 

AMBULANZASono rimaste ferite 4 persone nello scontro tra una Fiat Panda e un’ambulanza, a Torino, nella zona di Madonna di Campagna. E’ grave, in prognosi riservata all’ospedale Giovanni Bosco il conducente dell’auto, un italiano di 40 anni. Rimasti feriti in modo lieve i tre componenti dell’equipaggio dell’ambulanza. La polizia municipale ha verificato che il mezzo di soccorso viaggiava con la sirena accesa.

LA "GIORNATA DEL LAUREATO" ALLA SCUOLA DI APPLICAZIONE

Un momento suggestivo per salutare gli Ufficiali che dopo il periodo formativo vissuto alla Scuola di Applicazione raggiungeranno i Reparti dell’Esercito Italiano per svolgere il proprio ruolo al servizio del Paese

 

applicazione esercitoMercoledì 29 luglio, con inizio alle ore 19:00, si svolgerà presso Palazzo Arsenale, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, la cerimonia che conclude l’intenso ciclo di studi, militari ed universitari, svolti dagli Ufficiali del 192° Corso “CARATTERE”. Durante la cerimonia verranno consegnate agli Ufficiali ed agli studenti civili pari corso, a conclusione delle sessioni dedicate alla discussione delle tesi di laurea (20-29 luglio), le pergamene della Laurea Specialistica in Scienze Strategiche, a cura della Prof.ssa Simonetta RONCHI DELLA ROCCA, Presidente della SUISS (Struttura Universitaria Interdipartimentale in Scienze Strategiche), e del Generale di Divisione Claudio Berto, Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

 

Inoltre, verranno anche conferiti i diplomi di “eccellenza sportiva” agli Ufficiali frequentatori che, nell’Anno Accademico 2014-2015, hanno conseguito il miglior risultato complessivo nelle attività ginnico-sportive svolte nell’ambito dell’Istituto. Nella medesima circostanza verrà altresì conferito l’attestato di “Benemerito della Scuola” ad una personalità che si è particolarmente distinta per il costante impegno profuso in favore della formazione degli Ufficiali frequentatori dell’Istituto. Nella ricorrenza specifica il riconoscimento verrà tributato al Prof. Gian Mario BRAVO, già Professore Ordinario di Storia delle Dottrine Politiche di UNITO.

 

Particolarmente significativa sarà la partecipazione di personalità della cultura e dello sport, dei rappresentanti del corpo docente della SUISS e delle Autorità militari e civili della città di Torino. Saranno, in particolare, presenti, il Presidente del Consiglio Comunale, Dr. Giovanni PORCINO,  il Direttore del quotidiano “ La Stampa”, Dr. Mario CALABRESI (che interverrà per un indirizzo di saluto ai giovani laureati) ed il Presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici, Dott.ssa Tiziana NASI.

 

Un momento suggestivo per salutare gli Ufficiali che dopo il periodo formativo vissuto alla Scuola di Applicazione raggiungeranno i Reparti dell’Esercito Italiano per svolgere il proprio ruolo al servizio del Paese.

Moda islamica, un settore in crescita

Dopo il Turin Islamic Economic Forum 2014, la Città di Torino ha accolto la proposta di Thomas Reuters e Dubal Chamber di organizzare una tavola rotonda sulla moda islamica e gli investimenti in un settore in crescita

islam moda2Si è svolta il 28 luglio a Palazzo Civico , alla presenza del Sindaco Piero Fassino,la tavola rotonda dal titolo “ TURIN MODEST FASHION ROUNDTABLE”.

 

Dopo il Turin Islamic Economic Forum 2014, la Città di Torino ha accolto la proposta di Thomas Reuters e Dubal Chamber di organizzare una tavola rotonda sulla moda islamica e gli investimenti in un settore in crescita. Sostenuto dal Dubai Islamic Economy Development Centre (DIEDC), l’evento ha avuto lo scopo di far emergere opportunità di crescita nell’ambito della moda che le autorità di Dubai considerano un asset strategico.islam moda

 

Per l’occasione hanno potuto incontrarsi attori di altissimo livello della moda italiana con operatori internazionali della moda islamica, imprenditori, produttori, organizzatori di eventi,fashion media e rappresentanti delle istituzioni provenienti dai cinque continenti che hanno potuto per un’intera giornata confrontare le proprie strategie e acquisire conoscenza delle caratteristiche del settore in altri paesi del mondo.

 

Il format della tavola rotonda permetterà ai protagonisti del fashion di concretizzare buone pratiche e soluzioni organizzative che verranno raccolte in un documento ufficiale che Thomas Reuters condividerà con la sua rete mondiale. Durante la tavola rotonda la Città di Torino nella persona del Sindaco ha annunciato che la islam moda2seconda edizione del Turin Islamic Economic Forum si svolgerà a Torino il 19 e 20 ottobre 2015 e si svilupperà su tre principali tematiche: Finanza-Cibo-Moda.

Helen Alterio

Vincent Van Gogh: 125 anni fa prendeva la morte per andare in una stella

 Una vita per l’arte e l’arte come unica ragione di vita: in questa frase si può condensare il senso dell’opera di questo genio, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di più grande, con lo sguardo proiettato lontano, troppo lontano su altri mondi dove le stelle sono vortici e controvortici, dove i colori sono tanto intensi da diventare abbacinanti, da fare male agli occhi, dove tutto si deforma e gli oggetti diventano vivi

 

VAN GOGHIl 29 luglio 1890 moriva l’artista che più di tutti stravolse l’arte, riuscendo, in pochi anni, a passare dalle cupe atmosfere fiamminghe dei “Mangiatori di patate” ai gialli intensi che fendono cieli blu scuro, dai paesaggi dalla chiara influenza impressionista ai rami di mandorlo in fiore dell’arte giapponese fino all’ultimo quadro, il lascito testamentario di un uomo che, nella vita e nella pittura tutto sperimentò: “Campo di grano con volo di corvi”, dipinto poco prima di spararsi nei campi di grano sferzati dal vento di Auver sur Oise.

 

Personalità complessa quella di Vincent Willelm Van Gogh, nato a Zundert Groot in Olanda il 30 marzo 1854, per uno strano scherzo del destino esattamente un anno dopo un fratellino nato morto che portava lo stesso nome, fatto che influirà molto su di lui, facendolo sentire un usurpatore della vita di un altro e portandolo, spesso, a cercare nel sacrificio di se stesso a favore dei più umili e dei diseredati, come la prostituta Sien, come i minatori del Borinage, una sorta di riparazione ad una colpa ancestrale, ad un peccato originale che, suo malgrado, pesava sulla sua anima come un macigno.

 

Dopo un’esperienza fallimentare come commesso nella galleria d’arte degli zii e, successivamente, un breve e sfortunato periodo di studio presso la scuola di teologia per diventare pastore calvinista come il padre, Vincent trova la sua vera strada, il percorso da seguire: la pittura e, sostenuto economicamente dall’amato fratello Theo, inizia il suo cammino in questo difficile mondo, stroncato dai maestri di disegno, marchiato come un imbrattatele, allontanato dalle accademie incapaci di comprendere le grandi trasformazioni artistiche del XIX secolo e legate a modelli classicistici, apprezzato soltanto dai tanti suoi compagni di pittura: Touluouse Lautrec, Pissarro, Gauguin. Proprio Pissarro, anni dopo la morte di quel ragazzone olandese dalla barba e dai capelli rossi, che era capitato a Parigi per scoprire i segreti della pittura avrebbe scritto: “Quando lo incontrai la prima volta mi dissi o che sarebbe impazzito o che ci avrebbe superati tutti. Non avrei mai creduto che avrebbe fatto entrambe le cose”.

 

VAN GOGH GIRASOLIUna vita per l’arte e l’arte come unica ragione di vita: in questa frase si può condensare il senso dell’opera di questo genio, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di più grande, con lo sguardo proiettato lontano, troppo lontano su altri mondi dove le stelle sono vortici e controvortici, dove i colori sono tanto intensi da diventare abbacinanti, da fare male agli occhi, dove tutto si deforma e gli oggetti diventano vivi, come se il Pigmalione Vincent vi avesse trasfuso la sua stessa essenza e la sua stessa ragione, dove le sedie vuote diventano persone e le persone simboli di qualcosa di più alto, della disperazione, della malinconia, del dolore, un mondo che soltanto lui poteva vedere, che soltanto le sue tele potevano rappresentare con una forza devastante.

 

 “Per il mio lavoro, io rischio la vita, e la ragione vi è quasi naufragata a metà“scriveva Vincent in una lettera a Theo, frase che meglio di tutte può esprimere il prezzo che questo uomo stava pagando ad un’arte che, mese dopo mese, diventava sempre più esigente, portandosi via il suo equilibrio, la sua forza, fino alla richiesta dell’estremo sacrificio: quello della vita.

 

Nel 1889 Van Gogh si chiedeva “Perché i punti luminosi del firmamento ci dovrebbero essere meno accessibili delle città e dei villaggi, dei punti neri sulla carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare a Tarascon oppure a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella”, un presagio di quello che sarebbe accaduto forse o, semplicemente, la lucida consapevolezza che soltanto la morte avrebbe potuto restituire la pace al suo corpo stanco e alla sua anima tormentata.Tante ipotesi sono state avanzate sul suicidio di questo artista, non ultima quella di una follia degenerata a tal punto da spingerlo a rivolgere la rivoltella contro di sé.

 

E’ bello pensare, invece, che non gli bastasse più che le stelle, tante volte dipinte, restassero lontane da lui e, consapevole di avere dato a quell’umanità la parte migliore di sé, abbia semplicemente deciso che era venuto il momento di raggiungerle per sempre e di farlo in mezzo alle spighe di grano che hanno la loro stessa luce, che hanno il loro stesso colore, solo, sotto l’immensità del cielo. I critici, il pubblico, il mondo interno, in questi 125 anni hanno celebrato l’artista, il genio, tributando alla sua grandezza tutti gli onori che si devono a chi ha scritto il suo nome nella storia dell’arte e della cultura. Credo che a Vincent, schivo e sensibile, malinconico ed introverso, tutto questo sarebbe pesato.

 

VAN GOGH2Mi piace, quindi, ricordarlo, in questo anniversario, con un’immagine carica di significati: due tombe, sgretolate dalle intemperie, due lapidi di pietra grezza in un piccolo camposanto di campagna, senza fiori, ma coperte da un manto di edera. Su una è scritto: “Ici repose Vincent Van Gogh, 1854–1890”, sull’altra “Ici repose Theodore Van Gogh – 1857-1891”. Sono le tombe di Vincent e Theo che, vicini nella morte come lo sono stati nella vita, dormono il loro ultimo sonno, in un silenzio quasi irreale, visitati dai corvi e da qualche raro passante, distanti dalle luci e dai rumori della città, in un angolo remoto dove forse hanno raggiunto la pace ricercata e mai trovata nelle loro brevi esistenze.

 

Barbara Castellaro

Le sette vite di Chiampa-Gattopardo, il bipresidente. Le dimissioni? Un ricordo

chiampa gofaloneChiamparino riconfermato “presidente dei presidenti”

 

Sergio Chiamparino è stato riconfermato nel ruolo di presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Per il governatore piemontese il celebre motto gattopardesco è  stato probabilmente parafrasato in: “Perchè tutto rimanga com’è bisogna che tutto rimanga com’è”.  Niente dimissioni da presidente della Regione per la vicenda delle firme false, e riconferma del precedente incarico alla giuda della Conferenza. Complimenti. Vicepresidente è Giovanni Toti, il neogovernatore della Liguria. Sono stati eletti entrambi all’unanimità.
   

I leghisti smantellano la "moschea", indagati per discriminazione e violenza

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“Nulla contro la religione musulmana, ma il Comune è luogo laico e istituzionale”

 

 AGGIORNAMENTO Il fascicolo aperto in procura, dopo la rimozione del tappeto di preghiera islamico da parte degli esponenti leghisti Ricca e Carbonero, li vede ora come indagati per possibile “discriminazione razziale e violenza“. L’arcivescovo Nosiglia: “Garantiamo libertà di preghiera per tutti”.

 

Il Comune di Torino, che ha ospitato il convegno internazionale sulla moda islamica, ha allestito nei locali di Palazzo Civico una sala di preghiera per i musulmani ospiti dell’iniziativa. Se avessimo promosso un convegno sulla moda occidentale nei paesi arabi, ci avrebbero permesso di allestire una “chiesetta” per esercitare il culto cristiano?, devono essersi chiesti gli esponenti leghisti in municipio. Infatti,  i consiglieri della Lega Nord, con un inaspettato blitz, hanno rimosso l’allestimento religioso. “Nulla contro la religione musulmana, ma il Comune è luogo laico e istituzionale”, dicono all’Ansa Fabrizio Ricca e Roberto Carbonero, i politici del Carroccio protagonisti dell’azione,nel corso della quale hanno rimosso il tappeto di preghiera. Ma, dice il Pd:  “grave offesa per tutti, è un gesto violento”. Quando Don Camillo andava in Unione Sovietica nascondeva il crocifisso dentro una copia del Capitale di Marx.

Al via le adesioni a "Io Lavoro", al Lingotto in ottobre

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L’azienda potrà scegliere se partecipare a una o più giornate

 

Al via le iscrizioni online per le aziende che intendono prendere parte alla 19/esima edizione di IoLavoro, la più importante job fair italiana che si terrà al Lingotto Fiere di Torino dal 21 al 23 ottobre. L’azienda potrà scegliere se partecipare a una o più giornate, tenere colloqui liberi o con preselezione, o con entrambe le formule. Per info e modalità di partecipazione: www.iolavoro.org.