Dopo il Turin Islamic Economic Forum 2014, la Città di Torino ha accolto la proposta di Thomas Reuters e Dubal Chamber di organizzare una tavola rotonda sulla moda islamica e gli investimenti in un settore in crescita
Si è svolta il 28 luglio a Palazzo Civico , alla presenza del Sindaco Piero Fassino,la tavola rotonda dal titolo “ TURIN MODEST FASHION ROUNDTABLE”.
Dopo il Turin Islamic Economic Forum 2014, la Città di Torino ha accolto la proposta di Thomas Reuters e Dubal Chamber di organizzare una tavola rotonda sulla moda islamica e gli investimenti in un settore in crescita. Sostenuto dal Dubai Islamic Economy Development Centre (DIEDC), l’evento ha avuto lo scopo di far emergere opportunità di crescita nell’ambito della moda che le autorità di Dubai considerano un asset strategico.
Per l’occasione hanno potuto incontrarsi attori di altissimo livello della moda italiana con operatori internazionali della moda islamica, imprenditori, produttori, organizzatori di eventi,fashion media e rappresentanti delle istituzioni provenienti dai cinque continenti che hanno potuto per un’intera giornata confrontare le proprie strategie e acquisire conoscenza delle caratteristiche del settore in altri paesi del mondo.
Il format della tavola rotonda permetterà ai protagonisti del fashion di concretizzare buone pratiche e soluzioni organizzative che verranno raccolte in un documento ufficiale che Thomas Reuters condividerà con la sua rete mondiale. Durante la tavola rotonda la Città di Torino nella persona del Sindaco ha annunciato che la
seconda edizione del Turin Islamic Economic Forum si svolgerà a Torino il 19 e 20 ottobre 2015 e si svilupperà su tre principali tematiche: Finanza-Cibo-Moda.
Helen Alterio
Il 29 luglio 1890 moriva l’artista che più di tutti stravolse l’arte, riuscendo, in pochi anni, a passare dalle cupe atmosfere fiamminghe dei “Mangiatori di patate” ai gialli intensi che fendono cieli blu scuro, dai paesaggi dalla chiara influenza impressionista ai rami di mandorlo in fiore dell’arte giapponese fino all’ultimo quadro, il lascito testamentario di un uomo che, nella vita e nella pittura tutto sperimentò: “Campo di grano con volo di corvi”, dipinto poco prima di spararsi nei campi di grano sferzati dal vento di Auver sur Oise.
Una vita per l’arte e l’arte come unica ragione di vita: in questa frase si può condensare il senso dell’opera di questo genio, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di più grande, con lo sguardo proiettato lontano, troppo lontano su altri mondi dove le stelle sono vortici e controvortici, dove i colori sono tanto intensi da diventare abbacinanti, da fare male agli occhi, dove tutto si deforma e gli oggetti diventano vivi, come se il Pigmalione Vincent vi avesse trasfuso la sua stessa essenza e la sua stessa ragione, dove le sedie vuote diventano persone e le persone simboli di qualcosa di più alto, della disperazione, della malinconia, del dolore, un mondo che soltanto lui poteva vedere, che soltanto le sue tele potevano rappresentare con una forza devastante.
Mi piace, quindi, ricordarlo, in questo anniversario, con un’immagine carica di significati: due tombe, sgretolate dalle intemperie, due lapidi di pietra grezza in un piccolo camposanto di campagna, senza fiori, ma coperte da un manto di edera. Su una è scritto: “Ici repose Vincent Van Gogh, 1854–1890”, sull’altra “Ici repose Theodore Van Gogh – 1857-1891”. Sono le tombe di Vincent e Theo che, vicini nella morte come lo sono stati nella vita, dormono il loro ultimo sonno, in un silenzio quasi irreale, visitati dai corvi e da qualche raro passante, distanti dalle luci e dai rumori della città, in un angolo remoto dove forse hanno raggiunto la pace ricercata e mai trovata nelle loro brevi esistenze.



Con 30.6 milioni di ore richieste nel primo semestre 2015 (come informa la Uil) è la città più cassintegrata d’Italia. E d’accordo, per le ferie dei dipendenti il Polo Reale non resta aperto del tutto durante il mese di agosto. Ma, a fronte di problemi piccoli o grossi, la svolta in città è visibile




