A Torino il ricordo della tragedia di Hiroshima e Nagasaki 

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Giovedì 6 agosto alle h 21.00 si è tenuta la tradizionale commemorazione della tragedia di Hiroshima e Nagasaki 

Come negli anni scorsi la meritoria iniziativa è stata promossa dal Comitato A.GI.T.E. e la serata è stata condotta  con grande capacità e passione da Giorgio Mancuso.
Si sono susseguiti vari interventi e ascoltate riflessioni come quella di Paolo Candelari, del Centro Sereno Regis, che insieme a Giorgio Mancuso ha rilanciato l’importanza di smuovere opinione pubblica e politica affichè il Parlamento ratifichi l’adesioni dell’Italia al trattato ONU  sulla abolizione della armi nucleari.
Negli ultimi anni, in effetti il rischio dell’uso  delle armi atomiche e della loro proliferazione è molto aumentato.
Rispetto a questo pericolo esiziale per l’umanità, è intervenuto Giampiero Leo a nome del Coordinamento Interconfessionale del Piemonte e del Comitato per i diritti umani del Consiglio regionale (unica istituzione che, grazie al Presidente Davide Nicco, ha inviato una rappresentanza ufficiale).  
Leo convenendo  con gli altri relatori e ringraziandoli, ha sottolineato un ulteriore problema connesso alle armi nucleari. Ovvero che il loro possesso e la minaccia del loro uso da parte di Stati autocratici e aggressivi – come hanno fatto ultimamente la Russia e la Corea del Nord – renda invasioni militari o ferocissime repressioni interne impunibili, a causa del rischio, punto, dello uso delle armi atomiche, 
Per migliorare la situazione sarebbe oltremodo necessario dare alle  Nazioni Unite, e alle organizzazioni e al diritto internazionale nuova forza e autorevolezza. 
Infine è indispensabile promuovere una cultura della pace e della non violenza  a tutti i livelli, non facendo sconti – come recentemente affermato dal Cardinale Repole  e dall’autorevole magistrato Giancarlo Caselle – a chi la violenza la teorizza,la pratica, o anche solo la giustifica.
L’incontro si è concluso con una bellissima meditazione sulla necessità di un reale cambiamento umano che inizi a espungere la violenza dalla nostra vita quotidiana, dai comportamenti, dai pensieri, dal nostro orizzonte di vita.
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