redazione il torinese

Pericolo carni rosse? A Torino consumi già in calo ma si eviti l'allarmismo assurdo

“Basta con queste banalizzazioni aberranti. I produttori piemontesi non usano ormoni e processi di allevamento industriali, e questo fa la differenza”

 

mucca rossaLa vendita di carne a Torino e in Piemonte, a un giorno dall’allarme dell’Oms sulla pericolosità delle carni rosse, è in netto in calo. la Regione interviene con fermezza: “Basta con queste banalizzazioni aberranti – afferma l’assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero – I produttori piemontesi non usano ormoni e processi di allevamento industriali, e questo fa la differenza. E’ allucinante parlare di carne in modo generico. Basta anche con questa mentalità fordista, come se la carne fosse tutta uguale. Non è così, le caratteristiche dipendono dall’alimentazione degli animali e dalle modalità di allevamento. Noi in Piemonte non ci confrontiamo con un mondo che usa ormoni e processi industriali”.

 

Carne-rossaL’ Assomacellai-Confesercenti, attraverso il presidente Luigi Frascà, annuncia  sul sito Ansa l’impegno per “una campagna di corretta informazione”. Anche nei ristoranti il consumo di carne è diminuito. 

 

“La disinformazione – aggiunge invece  l’assessore Ferrero- è totale, ma noi siamo pronti alla sfida. Se la comunicazione non è superficiale e chiarisce che all’origine dei pericoli per la salute non è la carne in sé ma quella frutto di un certo tipo di allevamento, i produttori piemontesi hanno solo da guadagnarci”. Ferrero conclude sostenendo che “saremo felici se anziché alimentare un’inutile psicosi si andrà ad approfondire quali sono le cause reali della mortalità per cancro. Perché con una produzione di qualità come la nostra, sappiamo di non rientrare in quella categoria”.

 

Firme false: dieci rinvii a giudizio per il Pd, ma il Tar sospende i ricorsi di Lega e grillini

tribunale

Il tribunale regionale ritiene che si debba attendere l’esito di una causa  che il tribunale civile di Torino inizierà a discutere soltanto il prossimo anno

 

Sono dieci i dieci rinvii a giudizio chiesti dalla procura della repubblica di Torino nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità riguardanti la raccolta delle firme per  la presentazione di alcune liste a sostegno della candidatura di Sergio Chiamparino alle ultime elezioni regionali del 2014. Il provvedimento coinvolge funzionari e collaboratori del Pd. E’ loro contestata la violazione della legge per la presentazione delle candidatura. Sei le proposte di archiviazione, una delle quali per Marco Grimaldi, consigliere regionale e capogruppo di Sel a Palazzo Lascaris.

 

Ma intanto il Tar del Piemonte ha sospeso il procedimento  legato ai ricorsi elettorali dell’esponente leghista Patrizia Borgarello contro alcune delle liste che sostenevano Chiamparino alle regionali. Il tribunale regionale ritiene che si debba attendere l’esito di una causa  che il tribunale civile di Torino inizierà a discutere soltanto il prossimo anno. Rinviata  per la stessa motivazione anche la decisione sull’ammissibilità o meno del ricorso ‘ad adiuvandum’ presentato dal Movimento 5 Stelle.
   

 

(Foto: il Torinese)

Il Consiglio regionale aderisce a "Nastro Rosa"

 

Su invito del presidente Mauro Laus il Consiglio regionale aderisce alla campagna “Nastro Rosa”, della Lega italiana per la lotta contro i tumori, che ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella. In apertura della seduta del 27 ottobre tutti consiglieri hanno simbolicamente indossato il nastrino di colore rosato.In Italia si stima che ogni anno vengano scoperti 48mila nuovi casi di tumore al seno, patologia che presenta una percentuale di guarigione del 78% anche grazie alle campagne di prevenzione.

 

Nella seduta del 20 ottobre l’Assemblea aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno sull’argomento, presentato dalla prima firmataria Valentina Caputo (Pd).Il documento impegna la Giunta regionale “a intensificare la collaborazione con le associazioni presenti sul territorio prevedendo la realizzazione di campagne di divulgazione e informazione per aumentare la consapevolezza e la conoscenza dei cittadini piemontesi in merito alla prevenzione dei tumori e a individuare modalità atte a consentire l’adesione della Regione alla campagna di sensibilizzazione ‘Nastro rosa’ sensibilizzando altresì i rappresentanti delle istituzioni e i cittadini a indossare il nastro rosa per il mese di ottobre come simbolo della battaglia contro il tumore, che può essere vinta anche grazie alla sinergia tra le realtà presenti sul territorio, per contribuire a salvare più donne”.

 

dbarattin – www.cr.piemonte.it

I sei caprioli curati dal Centro Animali saranno liberati a fine inverno

caprioliSono stati portati nel centro di riambientamento di Caprie, dove trascorreranno l’inverno

 

I sei caprioli ospitati dal Centro Animali Non Convenzionali della Università di Torino godono di ottima salute. Erano stati trovati in montagna e i veterinari del centro, convenzionato con la Città Metropolitana di Torino, li hanno curati con grande impegno. Ora i  sei esemplari sono stati portati nel centro di riambientamento di Caprie, dove trascorreranno l’inverno. Quando le loro condizioni e il livello di crescita lo permetteranno, saranno liberati nelle montagne.

SCIVOLA LA JUVENTUS, 1-0 PER IL SASSUOLO

SASSUOLO JUVE

Sansone decide il match, i bianconeri restano in dieci già dal primo tempo per la doppia ammonizione di Chiellini. Ora in ritiro fino al derby

 

SASSUOLO-JUVENTUS 1-0

 

RETE: pt 20’ Sansone.

SASSUOLO (4-3-3): Pegolo; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Missiroli, Magnanelli, Biondini (dal 26’ s.t. Duncan); Berardi (dal 36’ s.t. Laribi), Floccari (dal 25’ s.t. Defrel), Sansone. (Pomini, Longhi, Ariaudo, Gazzola, Terranova, Pellegrini, Falcinelli, Politano, Floro Flores). All. Di Francesco.

JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Cuadrado, Sturaro, Lemina (dal 37’ s.t. Hernanes), Pogba; Mandzukic (dal 15’ s.t. Morata), Dybala (dal 33’ s.t. Zaza). (Neto, Audero, Rugani, Evra, Padoin, Khedira). All. Allegri.

Note: espulso Chiellini per doppia ammonizione (proteste e gioco scorretto) al 39’ p.t

 

Altro tonfo della Juventus in casa del Sassuolo, che perde altri punti per strada. Adesso la scalata per le zone alte della classifica diventa sempre più ardua. La squadra bianconera parte subito in avanti, fa girare molto palla ma non si rende concretamente pericolosa. Partita che si incattivisce sempre più e Gervasi è costretto a tirare qualche cartellino giallo in più. Occasioni di gol non se ne vedono, fin quando al 20’ arriva il primo vero tiro per i neroverdi con Sansone , steso in area da Lemina, che conquista il tiro su punizione: il destro scavalca la barriera bianconera e il pallone s’infila nell’angolino della porta dove Buffon non prova nemmeno ad arrivare. La Juventus non china la testa e cerca di ripartire con una timida risposta da parte di Pogba con il tiro a giro che Pegolo spinge in corner. Al 39’ Chiellini commette un brutto fallo su Berardi, il direttore di gara non ci pensa molto e per il centrale livornese è il secondo giallo, lasciando così i suoi in 10. Si va al riposo nel peggiore dei modi per la Juve con un gol subito e un uomo in meno. Nella ripresa i bianconeri tornano in campo con un briciolo di cattività in più, i neroverdi vanno in affanno e Pogba prova a farsi subito pungente in mischia, ma il tiro del francese si perde a pochi centimetri dalla porta di Pegola. Continua anche Cuadrado ma il tiro sul primo palo viene respinto. La Juventus attacca con grinta nonostante l’inferiorità numerica ma i ragazzi di Di Francesco ritrovano ordine e restano ben compatti in campo. Sul finale Allegri prova a inserire forze nuove: Zaza ed Hernanes, qualche tentativo anche per loro che però non riescono a finalizzare, e il Sassuolo chiude ogni spazio. Dopo quattro minuti di recupero arriva la quarta sconfitta per i bianconeri che ora si devono preparare per il derby della Mole, mentre il Sassuolo conquista altri tre punti e si porta a quota 18.

 

Roberta Perna

 

Nuova stagione per la giovane Orchestra Polledro diretta dal maestro Bisio

polledro

Un’orchestra di livello costituita da 40 elementi underground 30, una start up per cambiare musica

 

La giovane orchestra Polledro ha appena inaugurato, il 22 ottobre scorso, al Piccolo Regio la sua nuova stagione musicale, con un programma incentrato su musiche di Mozart, Schubert e Beethoven. Il secondo concerto è in programma giovedì 19 novembre prossimo alle 21, al Conservatorio Giuseppe Verdi,  con un programma d’eccezione,  costituito dalla Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore K. 543 di Wolfgang Amadeus Mozart e dalla Sinfonia n. 3 op. 55 “Eroica” di Ludwig van Beethoven. A dirigere sarà il maestro Gilberto Serembe.  È sicuramente unica nel panorama italiano un’orchestra come la Polledro che vanta ben quaranta musicisti under 30 di livello e bravura.

 

“L’Orchestra Giovanni Battista Polledro – spiega il suo direttore stabile, il maestro Federico Bisio – nasce per volontà dell’omonima associazione, che si configura come una vera e propria start-up, capace di offrire una qualificata occasione di lavoro a quaranta giovani musicisti. L’orchestra è nata come una sfida, nel 2012, da parte di un moderno mecenate, che ha scelto di scommettere sul rapporto tra musica classica e giovani, riaffermando, già a partire dal nome, un forte legame con la tradizione musicale del territorio piemontese.  L’orchestra,  infatti, si intitola all’ultimo grande rappresentante della scuola violinistica piemontese, Giovanni Battista Polledro, protagonista della rinascita dell’attività musicale torinese, all’indomani dell’epoca napoleonica”.

 

“Sì tratta – aggiunge il maestro Bisio – di una figura simbolica cui ispirarsi per costruire una realtà che sia capace di conquistarsi un ruolo originale nel panorama italiano, diffondendo la passione per la musica con un repertorio di accostamenti mai banali. A tre anni dalla sua fondazione, risulta una formula molto ben riuscita di mecenatismo culturale privato, aperto al dialogo con le pubbliche istituzioni e capace di dimostrare come la musica possa essere una professione proiettata nel futuro. Il progetto “Play the youth” sottolinea come freschezza, curiosità e entusiasmo siano i motori di questa dinamica realtà artistica. L’orchestra vanta, infatti, un repertorio molto ampio, che si estende dai capolavori del barocco a quelli del Novecento, ed è anche impegnata nella diffusione della musica sacra collaborando con cori del territorio.

 

Mara Martellotta

L'INCHIESTA DEL "TORINESE" SULLE PROSPETTIVE CULTURALI DELLA CITTÀ

 

Vanellibiffi gentili fototorino 2015 23mole vittorioLa percezione della città agli occhi dei torinesi, dell’Italia e del mondo e’ completamente cambiata: non solo una realtà industriale e produttiva, ma anche una metropoli apprezzata per il proprio patrimonio architettonico, artistico, paesaggistico ed enogastronomico di qualità . Tutto ciò ha concorso in qualche modo a rendere meno severi gli effetti della crisi economica e sociale di Torino e del Piemonte nell’ultimo decennio

 

A partire dalla metà degli anni ’90 Torino ha iniziato un percorso di riconversione della sua immagine: da città grigia legata esclusivamente all’industria  ad una metropoli dal volto più accogliente , consapevole della sua storia e della sua bellezza .  La città doveva trovare delle opportunità alternative a fronte della ormai prevista crisi dell’industria dell’auto e ciò fu possibile grazie alla straordinaria stagione di concordia istituzionale tra i governi nazionale, regionale e municipale che,  se pur di colore politico differente , hanno collaborato per raggiungere obbiettivi comuni. Nel recupero del patrimonio storico e culturale si sono avviate e realizzate importanti trasformazioni nel territorio , come ad esempio il superlativo recupero della Reggia di Venaria, ed inoltre sono stati promossi con grande successo la Fiera del Libro, il Salone del Gusto, i Giochi Olimpici Invernali 2006, Torino World Design Capital, le celebrazioni dell’Unita’ d’Italia e i grandi rinnovamenti urbanistici come la metropolitana e il passante ferroviario. Con questi mutamenti la percezione della città agli occhi dei torinesi, dell’Italia e del mondo e’ completamente cambiata: non solo una realtà industriale e produttiva, ma anche una metropoli apprezzata per il proprio patrimonio architettonico, artistico, paesaggistico ed enogastronomico di qualità . Tutto ciò ha concorso in qualche modo a rendere meno severi gli effetti della crisi economica e sociale di Torino e del Piemonte nell’ultimo decennio. Su questi temi,  il Torinese ha avviato un’inchiesta sulla situazione attuale e sulle prospettive di rilancio dell’azione pubblica e privata per la valorizzazione culturale e turistica della nostra città e del nostro territorio . Su questo, abbiamo incontrato  Alberto Vanelli (a sinistra nella foto in alto), uno dei protagonisti di questa trasformazione della città , già dirigente dei Beni Culturali della Regione Piemonte e direttore della Reggia di Venaria, che alla luce degli importanti e ambiziosi risultati raggiunti ci ha illustrato il suo punto di vista. Ecco il link all’intervista:

 

http://www.iltorinese.it/vanelli-generazione-imprenditori-creativi-per-aumentare-pil-torino-culturale/

 

Dopo Vanelli abbiamo intervistato Enzo Biffi Gentili (a destra nella foto in alto) , che da decenni si occupa di mostre e iniziative culturali di livello. Dal 2000 è l’anima del Miaoo, il Museo Internazionale delle Arti Applicate, in via Maria Vittoria 5,  nel complesso monumentale di San Filippo Neri:

 

http://www.iltorinese.it/biffi-gentili-torino-cultura-tradita-dibattito-langue-proliferanio-i-fabbriconi-costosi/

 

L’inchiesta proseguirà nei prossimi giorni con altre interviste. Attendiamo anche proposte, commenti e interventi da parte dei nostri lettori

 

IL TORINESE

Delrio promette tavolo dei sindaci No Tav

Derlrio,non utilizzeremo fondi Ue per cuneo fiscale

 “Con questa iniziativa vogliamo recuperare il tempo perduto”

 

Presto sarà avviato  un tavolo di confronto permanente tra governo, istituzioni e sindaci contrari alla linea Torino-Lione. Lo promette il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, che ha incontrato gli amministratori che si oppongono alla Tav,  a margine dell’assemblea nazionale Anci che si tiene al Lingotto. “Con questa iniziativa vogliamo recuperare il tempo perduto – dice all’Ansa Delrio – svelenire il clima e costruire un luogo di confronto dove ridiscutere con serenità e apertura ascoltando i suggerimenti del territorio”.
   

Piovono i gol in quel dell'Olimpico: TORINO-GENOA 3-3

TORO STADIO

torino genoaI granata hanno tutte le occasioni e possibilità per mettere il risultato in cassaforte, se non fosse che al 10′ della ripresa gli ospiti di una partita alquanto rocambolesca quasi trovano il gol della rimonta

 

Marcatori: 26’pt, 49’st Laxalt (G), 28’pt M. López (T), 34’pt Zappacosta (T), 22’st Pavoletti (G), 44’st Tachtsidis (aut.).

 

Torino (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti, Zappacosta (40 st Bruno Peres), Benassi, Vives, Acquah (23 st Baselli), Molinaro; Maxi Lopez, Belotti (30 Martinez). A disp. Ichazo, Castellazzi, Pryyma, Gaston Silva, Prcic, Amauri, Quagliarella. All. Ventura.

Genoa (3-4-1-2): Perin; Izzo, Munoz, Ansaldi; Figueiras (16 st Gapké), Rincon (37 st Cissokho, 43 st Tachtsidis), Tino Costa, Laxalt; Ntcham; Pavoletti, Perotti. A disp. Lamanna, Ujkani, De Maio, Lazovic. All. Gasperini.

 

Piovono i gol in quel dell’Olimpico in un match alquanto ricco di sorprese tra Toro e Genoa con un risultato finale di 3-3 decretato proprio in zona Cesarini. Entrambe le squadre a secco di vittoria, i granata ormai in calo da circa un mese, e gli ospiti relegati nella parte bassa di classifica con cinque sconfitte su sei in trasferta. Ne escono di sicuro meglio i rossoblù che possono dirsi contenti di aver strappato il pareggio ai granata proprio all’ultimo minuto; non troppo bene invece per Ventura e suoi che, dovendosi accontentare di un punticino, scivolano in sesta posizione. Tutto poi più amplificato in vista del derby contro i bianconeri che, dal canto loro, non se la passano neanche troppo bene dopo la sconfitta a Sassuolo. A livello tattico, parecchie rinunce da entrambe le parti: Ventura opta per la panchina di Baselli, Quagliarella e Bruno Peres in vista di sabato, mentre Gasperini, costretto a rinunciare a Dzemaili, Marchese, Capel e Pandev, schiera in esordio Ansaldi nelle retroguardie e Perotti come unica punta.

 

Partenza granata che di prepotenza movimenta il match già dai primi minuti di gioco: Belotti entra da subito in partita con un paio di giocate interessanti, la migliore di sicuro al 18′ quando il numero 9 serve Maxi Lopez che sbaglia di poco la conclusione. Come si dice nel calcio gol sbagliato, gol subito, e infatti ai diversi tentativi granata segue il primo gol del Genoa. Complice, in realtà, la leggerezza di Padelli che al 26′ esce completamente dall’area lasciando il via libera al colpo di testa inevitabile di Laxalt. Non fanno neanche in tempo ad esultare i trecento fedelissimi rossoblù che ci pensa Maxi Lopez al 28′ a mettere la toppa rimediando all’errore di poco prima: l’attaccante ruba palla al limite dell’area e insacca la palla in rete ristabilendo la parità. La squadra di casa alza la testa e non vuole starci questa volta: dopo 6′ è Zappacosta a prendere l’iniziativa vincente che da fuori aria mette dentro un destro micidiale a cui Perin non può ribattere.

 

I granata hanno tutte le occasioni e possibilità per mettere il risultato in cassaforte, se non fosse che al 10′ della ripresa gli ospiti di una partita alquanto rocambolesca quasi trovano il gol della rimonta. Ancora Laxalt calibra un cross pericolosissimo per Pavoletti anticipato in modo provvidenziale da Glick. Non sbaglia questa volta Pavoletti al 22′ che servito dal neoentrato Gapkè la mette dentro in scivolata. Sullo scadere del match, è la retroguardia genoana a sbagliare: Tachtsidis la mette erroneamente in rete portando a termine l’iniziativa di Benassi. Non sono finiti i colpi di scena perché Ventura e i suoi , già convinti di aver finalmente portato a casa i tre punti, vengono sorpresi dalla doppietta di testa di Laxalt che riporta tutto in pareggio. Pareggio che fa storcere il naso ai granata, forse con la testa già al big match contro la Juventus,

 

di cui sono state troppe le imprecisioni in difesa, e troppo poca la concentrazione nei momenti in cui si poteva portare a casa il risultato.

 

Valeria Tuberosi