redazione il torinese

Storia di un portafogli rubato. E un grazie ai nostri Carabinieri

carabinieri torino

STORIE DI CITTA’ /  di Patrizio Tosetto

 

Ero sul pullman 75, et voilà,  il gioco è fatto. Aspetto per 45 minuti e dopo un paio di fermate è pieno. Spinte e controspinte  e  mi accorgo di non averlo più. Tutto sommato sono stato fortunato,  essendo la prima volta

 

Qualche giorno fa mi hanno rubato il portafogli. Ero sul pullman 75, et voilà,  il gioco è fatto. Aspetto per 45 minuti e dopo un paio di fermate è pieno. Spinte e controspinte   e mi accorgo di non averlo più. Tutto sommato sono stato fortunato,  essendo la prima volta. Prima reazione : che stupido che sono! Racconto il tutto agli amici che mi stavano aspettando. Che stupido che sei. Una volta si diceva sparare sulla croce Rossa. Lunedì giro per le banche per nuovi bancomat e martedì scelgo i carabinieri .Mia moglie:  sei un temerario. Il piantone si raccomanda : ha il numero dei bancomat?  No…Rinviato tutto a venerdì. Alle 8, 30 mi presento, puntuale come un soldatino. 

 

Palazzo appena costruito.Tutto lindo. Non devo fare coda.Un carabiniere di sesso femminile, gentilmente mi chiede se ho due foto, altrimenti non può rilasciarmi la dichiarazione sostitutiva per la patente. Possiamo fare  lo stesso la denuncia? Dopo le porto le foto. Ok, va bene. Molto carina. Direi bella, la divisa le fa torto. Due penetranti occhi azzurri si mettono a roteare tra il computer ed il sottoscritto. Tempo un’ ora. Viene sempre interrotta per aprire la porta e far firmare chi ha l’obbligo di firma. Una decina di persone, tutte “non nate nella nostra città” ( magari in questo modo evito accuse di razzismo, come quelle rivoltemi per l’articolo precedente sul “suk” ). Fatto.

 

Entrando in bar chiedo dove posso fare le  foto tessera. Anche questa è fatta. Ritorno dal carabiniere donna. Se non ha un documento non posso fare nulla.  Prontamente rispondo che ho una carta d’identità scaduta. Deve chiedere al superiore. Gentilissimo mi suggerisce: se la faccia rinnovare per sei mesi. Obbietto: essendo scaduta ho bisogno di due testimoni all’anagrafe. Altro non posso fare. Con il graduato non mi è andata bene. Capisco, ma un po’ contrariato esco e penso che mia moglie forse aveva ragione. Debbo andare al Liceo Albert Einstein, vicino all’anagrafe decentrata. Tento con poche speranze di seguire la strada indicatami. 

 

Spiego il tutto. L’ impiegata mi dice al bruciapelo: va bene, si accomodi allo sportello 8. Mi scende una lacrimuccia dalla commossa consapevolezza che forse si sta risolvendo  il tutto. Sono entrato con una carta d’identità scaduta e dopo 10 minuti posso tornare dai carabinieri. Rivedo con piacere il piantone. E nel mentre inizia la parte triste di questo racconto. Un altro uomo italiano un po’ “schizzo ” deve firmare. Molte altre volte  l’ha fatto. Una signora anziana lo segue e con lo sguardo lo controlla. Arrivano due anziani mano nella mano, tremanti. Lui spiega: hanno rubato il portafogli a mia moglie. 

 

Teneri. Alla fine chiedo: in molti hanno l’obbligo di firma? Guardi. E mi indica un voluminoso faldone. Capisco.La mattina se n’è andata. Pazienza, e sono consapevole che che c è di peggio rispetto a questa storia che non è  la mia consueta esperienza. Storie di Barriera di Milano. Storie di naturale tristezza. Storie che questi carabinieri vivono tutti i giorni. E  mia moglie non aveva ragione. Almeno ho visto ciò che non sapevo ed ho scritto per ringraziare gli uomini e le donne dell’Arma. 

 

(Foto: il Torinese)

Concordia al via con la stagione teatrale

concordia teatro

concordia papaleoAnche quest’anno, alcuni grandi protagonisti calcheranno le scene del Teatro, catturando ed appassionando il pubblico con spettacoli di prosa, cabaret, lirica, danza, circo contemporaneo, teatro ragazzi e grandi concerti

 

Si è svolta nei giorni scorsi la conferenza stampa che ha visto la presentazione della nuova stagione teatrale 2015/2016 del Teatro della Concordia di Venaria Reale. Le caratteristiche particolari del Concordia, all’insegna della modernità e della flessibilità di utilizzo, hanno permesso di mantenere anche per quest’anno le peculiari caratteristiche di eterogeneità culturale della programmazione; caratteristiche che hanno reso questo Teatro uno dei punti di riferimento metropolitani per lo spettacolo dal vivo.

 

Il Teatro Concordia ha messo a punto per questo cartellone 2015/2016 una stagione eclettica e significativa, grazie anche alla sinergia e al contributo di tutti i suoi collaboratori. Con la Fondazione Piemonte dal Vivo ad esempio – ricordiamo che la Fondazione ha ottenuto nel 2015 il riconoscimento ministeriale di Circuito Regionale Multidisciplinare – la collaborazione è diventata sempre più significativa e fondamentale, evidenziando così il forte radicamento del Concordia nel tessuto teatrale dell’area metropolitana e del territorio regionale.

 

Anche quest’anno, alcuni grandi protagonisti calcheranno le scene del Teatro, catturando ed appassionando il pubblico con spettacoli di prosa, cabaret, lirica, danza, circo contemporaneo, teatro ragazzi ed infine grandi concerti. Insomma un fil rouge che parte dall’opera, coinvolge il mondo della scuola con spettacoli realizzati a stretto contatto con gli istituti scolastici, e arriva ad esempio fino all’appuntamento con il Mentalismo di Marco Bellantuono, la grande novità di questo cartellone.

 

Quest’anno più che mai, il Concordia vive e pulsa negli occhi degli spettatori e nel duro lavoro dei collaboratori, dimostrando che questo Teatro “è di tutti e soprattutto rivolto a tutti”.Non resta che aspettare con curiosità ed un pizzico di impazienza il mese di Novembre, affinché “il buon spettacolo” abbia inizio.

 

Simona Pili Stella

 

Tra gli spettacoli: Rocco Papaleo, con “Una piccola impresa meridionale” (13 gennaio), Paolo Rossi, con  “Molière: la recita di Versailles” (4 marzo), e Juri Ferrini:  “Cyrano de Berge­rac” (4 febbraio). Poi la lirica con il “Barbiere di Siviglia” il 5 dicembre e la “Boheme” il 16 febbraio 2016.

 

Info: www.teatrodellaconcordia.it

 

“Vie di comunicazione e trasporti: occasione di rilancio per il Chivassese”

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l’assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco e l’amministrazione chivassese, guidata da Libero Ciuffrida, incontreranno e si confronteranno con la cittadinanza sul tema

 

“Vie di comunicazione e trasporti: occasione di rilancio per il Chivassese” è il titolo dell’incontro che si terrà giovedì, a partire dalle ore 21, a palazzo comunale. Nell’occasione l’assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco e l’amministrazione chivassese, guidata da Libero Ciuffrida, incontreranno e si confronteranno con la cittadinanza su un tema che è particolarmente sentito. In particolare l’associazione Identità Comune ormai da alcuni anni di batte affnché venga creata sul territorio comunale di Chivasso una stazione che consenta la fermata dell’Alta Velocità. E in una nota, indirizzata al sindaco evidenzia ancora una volta come “il rilancio del Chivassese con i trasporti non può essere che con la stazione Alta Velocità Porta del Canavese Monferrato, perché il raddoppio Chivasso – Ivrea, per quanto utilissimo è occasione di sviluppo per Ivrea ma poco o nulla porta a Chivasso, l’aumento delle corse del servizio metropolitano Torino – Chivasso da solo rischia di trasformare Chivasso in un quartiere dormitorio dell’estrema periferia di Torino, la razionalizzazione delle linee di autobus perché facciano nodo su Chivasso è indispensabile per la razionalizzazione e la sostenibilità del servizio ma non certo determinante per lo sviluppo di Chivasso”: Di qui l’annunciata intenzione di intervenire nella parte dedicata al contributo del pubblico per ribadire tali concetti.

 

Massimo Iaretti

 

Mattarella rende omaggio alla Resistenza a Forno di Coazze

Fossa comune forno coazze

Il presidente è stato accompagnato dal sindaco di Torino Piero Fassino

 

Dopo la giornata torinese di ieri e il pernottamento al Principi di Piemonte, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato questa mattina a Forno di Coazze, dove ha reso omaggio alla Fossa Comune e all’Ossario dei Caduti della Resistenza, nell’Alta Val Sangone. Questo secondo giorno di visita nel Torinese è stato dedicato alla memoria del 70° anniversario della Resistenza.  Mattarella è stato accompagnato dal sindaco di Torino Piero Fassino, dal presidente del Comitato dell’Ossario. Il sito dedicato alla Resistenza è stato infatti realizzato su proposta dal padre, che fu comandante comandante partigiano.

 

(foto: archivio)

Rubato in treno apparecchio salvavita: ma la Polfer salva il cardiopatico

treno porta susa

Lo strumento è stato poi consegnato alla Polizia di Porta Susa, ed è stato recapitato in tempo per salvare il paziente

 

Un malato di cuore ieri è stato salvato dalla polizia ferroviaria di Bologna e Torino. L’uomo, di 73 anni, residente nel capoluogo piemontese – informa l’agenzia Ansa –  era in attesa di un dispositivo di assistenza ventricolare cardiaca, ma l’apparecchio è stato rubato sul treno a Bologna. Gli agenti della polfer  sono  riusciti ad arrestare il ladro. Nel bagaglio recuperato hanno trovato il dispositivo salvavita. Lo strumento è stato poi consegnato alla Polizia di Porta Susa, ed è stato recapitato in tempo per salvare il paziente.

 

(foto: il Torinese)

Richiesta di asilo per Touil dopo la libertà

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Il ragazzo è uscito dal Cie  in forte stato confusionale, stentava persino a riconoscere la madre Fatima che è giunta in treno a Torino 

 

Il giudice di pace non ha convalidato la permanenza nel Cie di Torino di Abdel Majid Touil, il giovane marocchino 22 enne arrestato nel maggio scorso per la strage al museo del Bardo a Tunisi e scarcerato mercoledì dal carcere di Opera, nel Milanese, dopo il no all’estradizione della Corte d’Appello di Milano. Touil  è uscito dal Cie  in forte stato confusionale, stentava persino a riconoscere la madre Fatima che è giunta in treno a Torino per venirlo a prendere. I legali del ragazzo, Silvia Fiorentini e Guido Savio, hanno annunciato di voler presentare richiesta di asilo politico, poiché in Marocco rischierebbe pesanti ripercussioni. Ora Touil è tornato a Gaggiono, dove era stato arrestato lo scorso maggio.

   

 

JUVE, VITTORIA D’ORO: TORO BEFFATO DALLO SCHERZETTO BIANCONERO NELLA NOTTE DELLE STREGHE

torinojuve

Amara sorpresa per i granata che, questa volta, guardavano il derby numero 189 dalle zone alte della classifica

 

JUVENTUS-TORINO 2-1
Reti: 19′ pt Pogba (J), 6′ st Bovo, 49′ st Cuadrado.

 

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Padoin, Barzagli, Bonucci, Evra; Khedira (11′ Cuadrado), Marchisio, Pogba; Hernanes; Morata (33′ st Mandzukic), Dybala (42′ st Alex Sandro). A disp: Neto, Audero, Alex Sandro, Caceres, Rugani, Sturaro, Lemina, Zaza. All. Allegri.

 

Torino (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Bruno Peres, Acquah, Vives, Baselli (20′ st Benassi), Molinaro (16′ st Zappacosta); Maxi Lopez  (42′ st Belotti), Quagliarella. A disp. Ichazo, Castellazzi, Pryyma, Gaston Silva, Prcic, Amauri. All. Ventura

 

Durante la notte delle streghe la Juventus serve un bello scherzetto agli avversari granata che, questa volta, guardavano il derby numero 189 dalle zone alte della classifica. Ma come per il 2014 con Pirlo Cuadrado regala all’ultimo respiro il derby della mole alla Juventus . I bianconeri si riscattano, almeno in parte, dopo la sconfitta con il Sassuolo, ma ancora non riescono a convincere del tutto, infondo solo due giorni di ritiro che di certo non bastano per ritrovare qualità. La prestazione è tra le più volenterosa viste sin ora, Pogba inizia a ritrovare la sua lucentezza ed ancora una volta, se pur senza gol, Dybala ha mostrato gran carattere per la squadra bianconera. Dall’altro lato il Toro si mangia le mani, ancora una volta vede sfumare la vittoria a pochi metri dal traguardo, dopo aver saputo tenere testa ai bianconeri fino alla fine ,con una rimonta all’inizio del secondo tempo.

 

Allegri decide di scendere in campo con il 4-3-1-2 lasciando in panchina Cuadrado, Hernanes dietro Morata e Dybala; Ventura propone il 3-5-2 buon centrocampo e Quagliarella di supporto a Maxi Lòpez. Per i bianconeri in poco meno dieci minuti Khedira si fa male, Allegri è costretto a stravolgere il suo piano tattico inserisce Cudrado, che alla fine si rivelerà fondamentale, e si ricomincia. Al 17’ arriva il primo squillo dei bianconeri: Pogba dal limite con il destro va al tiro, troppo centrale e non dà problemi a Padelli. In men che non si dica arriva la risposta granata con il destro di Quaglairella che si spegne sull’esterno della rete. Ma l’emozione del derby è ancora lontana, se non che, al 19’ Pogba regala una perla dal limite dell’area: ben ispirato da Dybala manda il pallone dritto sotto la traversa. Dal colpo subito gli uomini di Ventura si riprendono alla mezz’ora con Quagliarella che di pochissimo manda fuori servito dal limite da Maxi Lopez. Sullo scadere del primo frangente non manca l’alternarsi dei botta e risposta ma nulla si concretizza.

 

Si ritorna in campo e il Toro risponde subito presente con un capolavoro di Bovo: un sinistro dalla distanza sulla respinta della barriera dopo un calcio di punizione dello stesso Bovo. Caricati dal gol gli ospiti iniziano a farsi sentire sugli spalti e non solo. Sono i miracoli di Buffon a respingere il pallone colpito di testa da Glick al 12’, così come il gran tiro dai trentacinque metri di Vives al 25’. I bianconeri non ci stanno e al 30’ arriva una fiammata di Hernanes con il sinistro che si frantuma sopra la traversa. Tra una lampo e l’altro si volge verso lo scadere e Bonucci illude di poter riaccorciare le distanze, anticipa tutti di testa ma incorna la traversa. A tempo quasi scaduto ecco che arriva la ciliegina sulla torta: tap-in dritto in porta grazie a Alex Sandro ed ecco che Cuadrado spinge a zero metri e serve la beffa ai granata. Tre punti di morale per i bianconeri e,un mordersi le mani per a squadra di Ventura ben organizzata tecnicamente ma reduce dalla quinta partita senza vittoria, con la squadra di Allegri col fiato sul collo.

 

Roberta Perna

Valeria Tuberosi

 

Nosiglia a Lanzo: "Parrocchie e comuni, fate rete"

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Il gruppo coordinato dal vicario episcopale don Claudio Baima Rughet ha portato l’Arcivescovo a vedere realtà produttive di nuovo conio, di giovani che stanno tornando nelle aree montane

 

L’Arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia è stato nei giorni scorsi a Lanzo in un incontro promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro. L’incontro segue alle molteplici visite che Nosiglia ha fatto nelle Valli di Lanzo, conoscendo imprenditori e rappresentanti di associazioni, terzo settore. Il gruppo coordinato dal vicario episcopale don Claudio Baima Rughet ha portato l’Arcivescovo a vedere realtà produttive di nuovo conio, di giovani che stanno tornando nelle aree montane, ha proposto IoLavoro per il Ciriacese e le Valli di Lanzo a inizio ottobre, ha invitato Nosiglia ai tavoli di Gal e Unione montana che hanno presentato attività, istanze, modelli di intervento con fondi europei. Nosiglia ha ascoltato e promesso un’azione della Diocesi per aiutare parrocchie e Comuni a fare rete, comunicare meglio quello che già esiste, attuare quanto previsto dalla dottrina sociale della Chiesa”.

 

Importante il richiamo di Nosiglia ai temi della Laudato Si, in particolare all’“Ecologia integrata”. “Solidarietà e sussidiarietà sono i valori che devono ispirare il lavoro politico e istituzionale della nostra associazione, così come dei Comuni e delle Unioni montane, della Città metropolitana e della Regione – dice Marco Bussone, vice presidente di Uncem Piemonte – Oggi il superamento del vecchio municipalismo, l’uscita dai tradizionali modelli di sviluppo urbanocentrici, la fine del sistema assistenzialista centro-periferia, la ridefinizione del patto tra città e montagna con la prima che deve riconoscere i servizi ecosistemici-ambientali prodotti dalle Terre Alte, impongono nuove azioni che la Laudato Si ci aiuta a declinare in norme e scelte. Abbiamo un grande lavoro da fare e la vicinanza della Chiesa alle istituzioni è fondamentale.”

 

Massimo Iaretti

L'isola che sognava i leoni. Artwork in Cuba

cuba arteOggi Cuba più che da raccontare è da osservare

 

Un insieme di elementi compositi si intrecciano nella storia e nell’identità cubana, l'”isla” più grande dei Caraibi, che arriva dall’impastarsi storico e genetico di popoli e di culture dall’Africa, dagli Stati Uniti, dall’Europa. Genti autoctone, come i Tainos, schiavitù africane, colonizzatori europei; negli anni Cinquanta, con Fidel Castro, si concretizza il sogno della rivoluzione e di una società egualitaria con il mito di Che Guevara e dell’Uomo Nuovo. Mai, come in questi cinquant’anni, Cuba ha rappresentato una perfetta metafora dell’isola, un pezzo di terra, di mare e di cielo che sognava la libertà, che sognava di correre libera, come i leoni nella savana. Un anelito che è stato ruggito continuo e che connota la natura cubana. Questo mondo complesso, stratificato e difficilmente riassumibile in una definizione, sta vivendo una situazione dinamica di evoluzione e mutamento: oggi una nuova via si è aperta, ancora da costruire e indefinita.

 

Attraverso l’opera di un gruppo di artisti si può provare ad aprire uno sguardo su quella che è l’identità cubana degli ultimi decenni, in cui passato e futuro si collocano come estensioni concrete e possibili del presente, tra radici e prospettive.Opere che sono pittura, installazione, performance, matrici per incisioni, video, fotografia. Opere che trovano un punto comune nel loro essere connaturate all’idea di ibridazione, a livello sia concettuale sia materiale. Un racconto espositivo che prende il nome giocando con la frase con cui Hemingway chiudeva il suo romanzo Il vecchio e il mare, nel 1952, scritto, e ambientato, proprio a Cuba.Questo vecchio, fatto di mare ma che sogna terre bollenti e polverose, con zampe e artigli come fossero pinne, impastati di Africa e sole, è una metafora di Cuba. Era Cuba, per Hemingway. 

 

La mostra è un’evoluzione del progetto espositivo La Tercera Orilla (la terza riva), presentato a Valencia l’anno scorso, in collaborazione tra la galleria Kir Royal, il Politecnico di Valencia e la Facoltà di Belle Arti di Sant Carles.Si tratta di una collettiva di artisti con un focus che parte dagli anni Novanta per arrivare a oggi, appartenenti a generazioni differenti, alcuni con un percorso affermato altri, invece, giovani. Un decennio che fa da base come arrivo e partenza. Testimoniano senza didascalismi e con presenza poetica una comunità artistica dall’altalenante rapporto con le istituzioni e il mondo esterno, così come con la tradizione, che ha visto momenti di grande dibattito e vitalità succedere ad altri di silenzio e chiusura, fenomeni di organizzazione autonoma e altri di dialogo e sostegno da parte del governo. Ma anche diaspore. E ritorni.  La mostra arriva adesso ad Ameno, nello Spazio Museale di Palazzo Tornielli, arricchita da altri nomi e opere, che ampliano lo sguardo nel tempo e nello spazio rispetto alla scena artistica cubana attuale, con figure storiche di riferimento. Fa parte del progetto una residenza dell’artista cubano Lazaro Navarrete.

 

Espongono:
Wilber Aguilera, Glauber Ballestrero, José Bedia, Los Carpinteros, Alexis Esquivel, René Francisco, Félix Gonzalez-Torres, Kcho, Glenda Léon, Carlo Martiel, Ana Mendjeta, Lazaro Navarrete, Osmeivy Ortega, Eduardo Ponjuan, Carlos Quintana, Guilbert Rosales, Leonardo Salgado.

 

Durante il periodo della mostra, inoltre, il progetto si articolerà in un programma multidisciplinare di incontri tra letteratura, musica e cinema cubano, in collaborazione con l’Associazione di amicizia Italia – Cuba/ Circolo di Novara e il Novara Jazz Festival.

 

Questo il calendario degli appuntamenti:

 

8 novembre 2015 – musica
Tiziano Tononi, in collaborazione con il Novara Jazz Festival, terrà una lezione aperta/concerto su ritmi e struttura della tradizione musicale cubana. 

 

11 novembre 2015 – musica
ll trio newyorkese Digital Primitives si esibirà in un concerto jazz tra musiche etniche e africane.

 

28 novembre 2015 – letteratura/arte
Gian Luca Favetto e Davide Vanotti racconteranno la Cuba letteraria da Hemingway a Pedro J. Gutiérrez con la sua Trilogia sporca dell’Havana.
A seguire le testimonianze di due artisti: Irina Novarese racconterà la sua esperienza di residenza presso lo studio di Kcho a Cuba, mentre Leonardo Salgado parlerà dellaFucina Des Artistas de L’Havana, lo spazio da lui fondato per promuovere l’interscambio culturale e l’interdisciplinarietà dei progetti.
Al termine della giornata Olga Gambari presenterà il catalogo della mostra.

 

5 dicembre 2015 – cinema
Luca Scaffidi Damaniello realizzerà un excursus sul cinema cubano, individuandone le tappe significative dalle origini ai giorni nostri.

 

8/9/10 gennaio 2016 – cinema
Bruno Fornara indagherà il tema di attualità dell’incontro con l'”altro”, esplorando attraverso il linguaggio cinematografico le componenti di incontro/scontro tra alterità culturali e sociali.

 

A cura di Olga Gambari e Eleonora Battiston

Media partner ArteSera produzioni


Sede
Spazio Museale Palazzo Tornielli
Piazza Marconi 1, Ameno (NO)
www.museotornielli.it

Opening
31 ottobre ore 18

Giorni e orari mostra
31 ottobre 2015 – 10 gennaio 2016
gio/ven/sab/dom
15.00 – 18.30
ingresso libero

Gli scambi: Il mercato globale sottopone le aziende a sfide critiche

imprese

E’ necessario promuovere una Compliance specializzata per l’export che possa essere strumento adottabile ed adattabile in modo proporzionato alla complessità dimensionale e operativa delle aziende coinvolte. Si tratta di uno strumento di tutela specifica per le aziende e il loro management che operano nell’ambito dell’import/export, che richiede professionalità ad hoc che padroneggino le normative internazionali

 

di Paolo Pietro Biancone *

 

Il mercato globale sottopone le aziende a sfide critiche legate alle attività di importazione ed esportazione. Il rischio di sanzioni legali e pecuniarie per la mancata applicazione delle norme internazionali è alto e ha conseguenze rilevanti per la continuità di impresa. Le aziende devono quindi fare i conti con nuovi aspetti professionali legati all’export compliance. Si tratta di un nuovo strumento per ridurre i rischi legati alle importazioni ed esportazioni, che fornisce sostegno fondamentale alle Organizzazioni di qualsiasi dimensione nella gestione del Compliance Risk, ossia il rischio di sanzioni legali o amministrative, perdite finanziarie o deterioramento della reputazione per il mancato rispetto di leggi, regolamenti e legislazione, codici di condotta e best practices (Dual Use, Sanzioni, Dlgs 231 ecc.), per tutte le attività d’importazione ed esportazione. L’Export Compliance nasce dall’esigenza di rispondere a normative a livello internazionale e nazionale sempre più complesse, che richiedono metodi e standard di Governance e di conformità (Compliance) adeguati per tutelarsi dalle pesanti sanzioni legali.

 

Il metodo chiave di Management dei rischi derivanti da una mancata od erronea conformità alle norme, individuato e sviluppato internazionalmente da Università, operatori economici, organizzazioni di standard e certificazione, autorità regolatrici è la Compliance normativa: in un mondo globalmente integrato, la cooperazione a livello europeo ed internazionale è possibile solo con strumenti specializzati ed efficienti conformi alle leggi. Da qui l’esigenza di professionalità che siano in grado di comprendere le diverse normative vigenti nei vari Paesi e siano in grado di formalizzare strumenti di management a tutela del rischio derivante dall’Export Compliance. Il tutto a tutela della governance aziendale che si assume in proprio il rischio di eventuali sanzioni e penalità dovute al mancato rispetto delle norme internazionali in tema di export.

 

In particolare, vi è la necessità di promuovere una Compliance specializzata per l’export (Export Compliance) che possa essere strumento adottabile ed adattabile in modo proporzionato alla complessità dimensionale e operativa delle aziende coinvolte. Si tratta di uno strumento di tutela specifica per le aziende e il loro management che operano nell’ambito dell’import/export, che richiede professionalità ad hoc che padroneggino le normative internazionali e comprendano le peculiarità di ogni singola azienda, al fine di ridurre con strumenti ad hoc il rischio. Per rispondere a questa necessità la risposta strategica individuata e sviluppata in modo collaborativo sia negli USA (BIS) che nella UE è un Framework multidisciplinare (ECF) implementato da EIFEC (l’organizzazione europea che promuove e mantiene il Framework per l’Export Compliance) (www.eifec.eu).

 

Nell’ambito del Framework EU di Export Compliance (ECF) è stato attivato l’EU Universities Network for Export Compliance (EUNIFEC) coordinato dall’Università di Torino e il Politecnico di Torino. Si tratta di un’alleanza strategica tra le principali università tecnologiche e di management europee con obiettivi principali: in primo luogo, integrare a livello nazionale, i principi, gli standards, le best practices, le procedure operative, per permettere un metodo comune a tutti i paesi EU per il controllo delle esportazioni quali strumenti adottabili ed adattabili in modo proporzionato alla complessità dimensionale e/o operativa degli operatori. Importante è essere un supporto tecnico per le decisioni dei Governi ed Autorità nazionali e dei responsabili politici, quali custodi del più alto livello di conoscenza. Così come è opportuno stabilire e mantenere un sistema esperto per assistere le Autorità Nazionali e gli esportatori a valutare e determinare / classificare se un prodotto (per il suo contenuto tecnico) è conforme ai sensi dei Regolamenti ( Dual Use, Sanzioni ecc.). Infine, saranno promossi corsi accademici e master, con oggetto la formazione di qualificati professionisti con capacità di Export Compliance.

 

* Director of the European Research Center for Islamic Finance

Editor in Chief European Journal of Islamic Finance

Department of Management

University of Turin