redazione il torinese

“OMBRE, MISTERI E TORMENTI”, HALLOWEEN ALLA MANTA

Al Castello della Manta nel Cuneese

manta misteroDopo il successo delle passate edizioni, venerdì 30 e sabato 31 ottobre 2015, dalle ore 19 alle 23, torna “Ombre, misteri e tormenti”, un’occasione imperdibile per vivere la festività di Halloween nelle affascinanti sale del Castello della Manta (CN), bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Due serate coinvolgenti a cura degli attori della Compagnia Torino Teatro in cui sarà possibile visitare l’antico maniero alla scoperta dei suoi episodi più nascosti e misteriosi, immersi nell’atmosfera ideale per ascoltare la cupe storie di presenze incorporee che ancora vi aleggiano.

 

Durante questo speciale appuntamento gli spettatori avranno l’opportunità di ascoltare gli avvincenti e tenebrosi racconti di personaggi eterei che vagano per le sale del castello: una cuoca curiosa, attenta custode dei segreti del maniero e dei suoi abitanti, una monaca nostalgica, sofferente vittima di una triste storia d’amore, un giullare arguto, prezioso narratore di enigmatiche storie, e la famosa Dama Bianca che tuttora fa i dispetti a coloro che entrano nei suoi alloggi. Tra sussurri, rumori e bisbigli le stanze del Castello della Manta si animeranno di inquiete presenze per festeggiare le notti più spaventose dell’anno!

 

Al termine del percorso, prodotti in assaggio offerti da Azienda Agricola Biologica Roberta Capannadi Valgrana (CN), produttore di eccellenza della rete Paesi e Paesaggi – Bel Andrè, Bel Anar. L’assaggio è incluso nel costo del biglietto.

                                    

                                                                                              

Le visite guidate, per gruppi di 35 persone, partiranno ogni mezz’ora dalle ore 19 alle ore 22.30 e sono su prenotazione obbligatoria al numero 0175-87822. La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo.

Province e "Grande Torino": ecco cosa cambia da oggi

Il Consiglio regionale  ha approvato la legge di riordino degli enti di area vasta in attuazione della Delrio

 

con reg lascarisChe fare delle ex Province? Il Consiglio regionale ha approvato la legge di riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province e alla Città Metropolitana, come previsto dalla Legge Delrio. Il percorso è stato lungo, a Palazzo Lascaria. Proposta il 20 luglio dalla Giunta regionale, la legge ha iniziato il suo iter in Consiglio il 7 settembre scorso, con le consultazioni, ed è stata licenziata dalla Prima Commissione (Affari Istituzionali) il 12 ottobre. L’esame in Aula è iniziato martedì 13.

 

“Il valore di questa legge – ha dichiarato il presidente della Giunta Sergio Chiamparino, ringraziando Aldo Reschigna per il lavoro paziente e determinato – è che offre certezze ai cittadini rispetto ai servizi e al personale e, contemporaneamente, consente al Piemonte di arrivare preparato al nuovo quadro istituzionale in via di definizione in Parlamento”.

 

“Questa legge – ha sottolineato il vicepresidente della Giunta Aldo Reschigna – è frutto di un lavoro corale, nato dall’apporto di una pluralità di direzioni regionali, dal confronto con i presidenti di Provincia all’interno dell’Osservatorio e con le Organizzazioni sindacali, e che ha visto il Consiglio regionale confrontarsi sul merito del provvedimento. Se vogliamo che questa legge non sia una mera applicazione della Delrio, abbiamo molto da lavorare nella fase di attuazione del provvedimento, con la consapevolezza che se le aree vaste funzioneranno, quando la riforma costituzionale sarà approvata, il Piemonte, a differenza di altri, avrà delle basi di atterraggio. Abbiamo lavorato guardando al futuro, evitando da un lato il centralismo regionale e dall’altro la dispersione amministrativa sui Comuni”.

 

“Viviamo un momento particolare della nostra Repubblica – ha dichiarato Gilberto Pichetto, capogruppo di Forza Italia, annunciando il voto contrario del suo gruppo e aprendo le dichiarazioni di voto sull’intero testo – in cui il disordine sulle riforme creato dall’effetto mediatico degli annunci rischia di produrre una situazione di incertezza giuridica sullo stato di diritto. Dopo le Province, ora l’obiettivo è puntato sulle Regioni. Nell’applicazione di una legge mal fatta come la Delrio, il Piemonte ha perso un’occasione per rendere il sistema omogeneo, creando invece un sistema a geografia variabile che produrrà confusione per i cittadini”. 

 

“Ci saremmo aspettati più coraggio – ha sottolineato Mauro Campo a nome del Movimento 5 Stelle – e un approccio più tempestivo, visto che consiglio lascarisaltre Regioni hanno legiferato prima e con maggiore chiarezza. In Piemonte, invece, si è scelto di non decidere. Prova ne è che non esiste neanche un chiaro elenco delle funzioni esercitate dalla Regione, dalle Province e dai livelli comunali e sovracomunali. La mancata chiarezza rischia di lasciare margini per l’arbitrio dei singoli funzionari e lascia cittadini e imprese nell’incertezza”.

 

Voto contrario al provvedimento anche da parte della Lega Nord. “E’ un momento di caos istituzionale – ha dichiarato Gianna Gancia – dove i livelli decisionali sono tanti. Crediamo che questa forma di Stato non sia più aderente alle esigenze del cittadino”.

 

“Oggi approviamo un provvedimento complicato – ha invece rivendicato Davide Gariglio, presidente del gruppo del Partito Democratico –  che contempera diverse esigenze e che è frutto di un lungo lavoro. Oggi noi non ci limitiamo ad applicare la legge Delrio ma disegniamo uno scenario di più lungo periodo, impegnando le Province a svolgere le funzioni in forma associata, che vedrà pronti, a modifica costituzionale approvata, quattro enti di area vasta. Rivendichiamo inoltre la scelta di differenziare le competenze attribuite alla Città metropolitana sulla formazione professionale, differenziazione prevista già in Costituzione, ad esempio per le Regioni”.

 

Nel corso della seduta del 27 ottobre, sono stati approvati diversi emendamenti presentati dal vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna. Tra questi, uno prevede che la Regione concorra annualmente alle spese per il personale adibito alle funzioni in materia di ambiente per una percentuale massima del 40 per cento della spesa sostenuta, al 31 dicembre 2015, da Province e Città metropolitana. La Commissione Bilancio, riunita in una pausa dei lavori dell’Aula, ha dato parere favorevole all’emendamento, la cui norma finanziaria è stata rinviata alla legge di bilancio. Approvato anche un emendamento che consente di salvaguardare il ruolo della polizia provinciale e di assicurare il mantenimento delle qualifiche agli agenti e ufficiali di polizia locale provinciale. Anche Sel e Forza Italia hanno presentato alcuni emendamenti di precisazione, che sono stati accolti dalla Giunta.

 

 IL DIBATTITO IN CONSIGLIO REGIONALE

 

Sono intervenuti nella discussione anche i consiglieri: Andrea Appiano e Domenico Rossi (Partito Democratico); Gian Luca Vignale, Claudia Porchietto e Massimo Berutti (Forza Italia);  Francesca Frediani e Paolo Mighetti (Movimento 5 Stelle); Marco Grimaldi (Sel); Alessandro Benvenuto (Lega Nord)

 

Collegati alla legge sono stati approvati a maggioranza alcuni ordini del giorno

Il primo, presentato dal gruppo M5S, primo firmatario Paolo Mighetti, impegna la Giunta regionale “a garantire l’espletamento dei controlli utilizzando sia il personale attualmente in capo alla Regione addetto a funzioni di polizia mineraria, sia quello attualmente impiegato nelle province allo stesso scopo, mediante l’assorbimento di quest’ultimo; a garantire il decentramento del personale addetto alle funzioni di polizia mineraria sugli ambiti ottimali, al fine di salvaguardare la capillarità dei controlli sul territorio; a prevedere ed avviare un censimento regionale sulle attività estrattive, in itinere, concluse, sospese e autorizzate, presenti sul territorio regionale, raccogliendo ed aggiornando i dati all’interno del sistema Piemonte; a normare il regime dei controlli, in modo da garantire un minimo di un controllo annuale in cava e negli impianti di prima trasformazione fissi e mobili”.

 

Il secondo, presentato dal gruppo Pd, primo firmatario Davide Gariglio, impegna la Giunta regionale “affinché sia garantita, di norma, la permanenza nelle sedi attuali degli uffici delle ex Comunità montane preposti all’esercizio delle funzioni in materia di agricoltura, specialmente laddove i Comuni, sui cui territori insistono gli uffici stessi, si siano impegnati ad assicurare nel tempo la disponibilità delle sedi e di tutti i beni strumentali necessari all’esercizio delle funzioni”.

 

L’ultimo, sottoscritto da numerosi consiglieri del centrosinistra e del gruppo M5S, primo firmatario Andrea Appiano (Pd), impegna la Giunta regionale “ad attivarsi nei confronti del Governo affinché sia affrontata la questione dei precari attualmente in carico alla Città metropolitana e alle Province, per il periodo successivo alla scadenza dei relativi contratti; a prevedere il trasferimento all’Agenzia Piemonte lavoro di tutto il personale addetto ai Centri per l’impiego di cui all’art. 20 della l.r. 34/2008, ivi compreso quello con contratto di lavoro a tempo determinato in corso, che alla data del 31 dicembre 2015 risulti occupato nei medesimi Centri, per i quali la Città metropolitana o le Province si sono avvalsi della norma di cui all’art. 15, comma 6 bis, del Dl 78/2015, come convertito dalla L. 125/2015; a garantire in prospettiva la piena funzionalità e continuità dei servizi attualmente erogati dai Centri per l’impiego, con personale e risorse finanziarie e organizzative adeguate”.

 

www.cr.piemonte.it – Foto: il Torinese

Eccellenze piemontesi, il secolare "Bra Duro"

La nostra regione vanta il maggior numero di formaggi a Denominazione di origine protetta, la Dop europea, e cioè 6 sui 30 complessivi dell’Italia

 

BraDuro formaggioUna risposta concreta alla crisi del latte viene data dall’eccellenza dei formaggi italiani. Ne sono convinti gli operatori del settore, che lo hanno ribadito  a Torino in Consiglio regionale del Piemonte dove si è parlato di “Bra Duro”, un formaggio di secolare tradizione del Piemonte. A questo vernissage enogastronomico dell’ennesima eccellenza del “made in Italy”, sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero, i presidenti di Confindustria Cuneo Franco Biraghi, di Assopiemonte Dop e Igp Evanzio Fiandino, e del Consorzio vitivinicolo Alta langa Docg Giulio Bava.

 

Oltre ad Angela Motta dell’Ufficio di presidenza, hanno presenziato numerosi assessori e consiglieri regionali, in particolare quelli espressione della Provincia di Cuneo: Francesco Balocco, Maria Carla Chiapello e Gianna Gancia.Il Piemonte dei formaggi, dal punto di vista delle caratteristiche produttive, si può dividere in due grandi aree: da un lato la corona delle Alpi, dove troviamo una variegata serie di tome estive di alpeggio, prevalentemente di latte vaccino, fortemente caratterizzate e in qualche caso ricavate da bovini di razza autoctona. Dall’altro la pianura e le colline, dove incontriamo tipologie molto diversificate sia per il latte di origine che per tecniche di lavorazione.

 

Se invece si considera l’universo caseario piemontese dal punto di vista delle specialità e delle certificazioni legislative, troviamo che questa regione vanta il maggior numero di formaggi a Denominazione di origine protetta, la Dop europea, e cioè 6 sui 30 complessivi dell’Italia. Uno di questi è il “Bra Dop” (produzione 8.000 ql): questo formaggio ha una storia antichissima e prende il nome dalla città di Bra, suo antico mercato, che da sempre è stata un crocevia dei passaggi da e per gli alpeggi, quindi il luogo adatto in cui il formaggio prodotto in montagna veniva lasciato a stagionare, o da cui veniva distribuito a Torino, in Lombardia e soprattutto in Liguria dove, grazie alla sua prodigiosa resistenza agli sbalzi di temperatura, veniva imbarcato sulle navi alla volta di più lontane destinazioni.

 

L’assessore Ferrero ha ribadito come formaggi quali il “Bra Dop” siano prodotti secondo un disciplinare molto rigido che vieta l’utilizzo di latte in polvere. I formaggi Dop sono prodotti tutti con latte genuino, quasi sempre latte crudo, a garanzia della qualità del prodotto, del gusto, della tracciabilità delle produzioni. La trasparenza delle etichette è la strada per garantire i consumatori e i nostri prodotti.

 

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Rogo Continassa 2011: "Frutto di atavico odio etnico"

Furono 7 le condanne inflitte a luglio. Le fiamme divamparono dopo una manifestazione di protesta

 

tribunaleSono state rese note le motivazioni della sentenza relativa all’incendio appiccato da alcuni di torinesi il 10 dicembre 2011 al campo nomadi della Continassa. Si trattò – così l’ansa riporta le parole del giudice Paola Trovati – del  “prodotto di un atavico e mai sopito odio etnico nei confronti degli ‘zingari'” che portò dei “normali cittadini” a compiere “atti di disumana violenza”. Furono 7 le condanne inflitte a luglio. Le fiamme divamparono dopo una manifestazione di protesta contro il presunto stupro di una ragazzina che, si scoprì in seguito, si era inventata tutto.

VACCINI, SAITTA: “NELLA NOSTRA REGIONE I RIFIUTI SONO SOLO IL 2%"

In Piemonte circa il 97% dei nuovi nati si sottopone alla vaccinazione nel primo anno di vita

 

vaccino“Nella nostra Regione è in vigore un Piano regionale di prevenzione vaccinale che, da oltre dieci anni, basa la propria iniziativa sul principio della adesione consapevole alla vaccinazione da parte dei genitori. In Piemonte circa il 97% dei nuovi nati si sottopone alla vaccinazione nel primo anno di vita. Solo il 92% circa accetta invece la vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia proposta all’età di 15 mesi. Se si eliminano i soggetti irreperibili, i ‘rifiuti veri’ (cioè le famiglie che rifiutato in modo convinto e motivato la vaccinazione) sono circa il 2%. Pertanto, se il fenomeno del rifiuto vaccinale è leggermente in crescita anche nella nostra Regione, tuttavia, confrontando i nostri risultati con quelli di altre Regioni, possiamo concludere che l’approccio promozionale degli operatori dei nostri servizi vaccinali ha impedito il radicamento e la crescita nel nostro territorio di movimenti antivaccinali”: è quanto dichiarato dall’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta rispondendo in Aula a un Question time posto dalla consigliera regionale Maria Chiara Chiapello che chiedeva di conoscere la posizione della Giunta regionale in materia di vaccinazioni, a seguito dell’allarme relativo al fenomeno del rifiuto vaccinale.

 

“L’elevato livello di copertura raggiunto nel primo anno di vita è frutto del lavoro di promozione attiva svolto dagli operatori dei servizi vaccinali che sono stati tutti formati nel corso degli anni – ha aggiunto Saitta – Il livello più basso ottenuto dalla vaccinazione antimorbillo indica una particolare diffidenza verso questo specifico vaccino e non verso le vaccinazioni in genere. Le persone diffidenti che rifiutano la vaccinazione rappresentano una minoranza di soggetti generalmente molto informati (anche se in modo distorto), spesso attivamente impegnati nelle campagne di rifiuto delle vaccinazioni e che difficilmente cambiano la propria opinione anche dopo i colloqui con i nostri operatori”. 

“Storie in crescita” con Gruppo Abele e De Agostini

Un progetto educativo all’interno della scuola, laboratorio di vita dove i ragazzi possono vivere esperienze significative per il loro processo di crescita

 

ciottiLa città di Novara ha ospitato la presentazione dei risultati del progetto “Storie in crescita”, ideato dall’associazione Gruppo Abele, (Onlus fondata a Torino da don Luigi Ciotti), realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Novara e finanziato dalla Fondazione De Agostini.Il progetto – che si è svolto tra settembre 2014 e maggio 2015 – ha coinvolto studenti, genitori e docenti della scuola Primaria e della scuola Secondaria di I e di II Grado di Novara e provincia, articolandosi in una serie di incontri formativi in classe e attività extrascolastiche finalizzati a promuovere percorsi educativi incentrati sui valori della dignità, del rispetto, dell’uguaglianza e della solidarietà.La restituzione pubblica dei risultati, presso l’auditorium della Banca Popolare di Novara dalle ore 9.00 alle 13.00, si è aperta con la presentazione dei lavori realizzati dalle classi coinvolte nel progetto; dopo i saluti di Andrea Ballarè, Sindaco di Novara e di Roberto Drago, Presidente Fondazione De Agostini, Mauro Maggi, educatore del Gruppo Abele ha presentato l’iniziativa in tutte le sue fasi. L’incontro è proseguito con la testimonianza di Luca Mercatanti, esperto blogger e l’intervento di don Luigi Ciotti, che ha dato poi vita ad un interessante dibattito.

 

Il progetto “Storie in crescita” è nato dalla consapevolezza del ruolo della scuola quale laboratorio in cui si sperimentano esperienze di vita fondamentali come il rapportarsi con l’autorità̀ dell’insegnante e con i compagni, l’incontro con l’altro e la sua diversità, l’appartenenza a un’istituzione e la costruzione di un’idea di pari dignità tra i generi. In collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, sono stati organizzati seminari e incontri per le famiglie e gli insegnanti, con l’obiettivo di riavvicinare i poli del triangolo educativo “insegnanti-studenti-genitori” e conoscere meglio le nuove culture e gli stili di vita giovanili. In classe il progetto si è invece declinato in attività svolte dai ragazzi in forma di “laboratorio”. Gli allievi si sono così misurati in percorsi formativi, prediligendo le tematiche legate al mondo dei social media e della comunicazione digitale. È emersa l’importanza della figura dell’educatore “virtuale”, sviluppo naturale della tradizionale figura del formatore scolastico ed extrascolastico, che aiuti i giovani di oggi (sempre più proiettati nel virtuale e sempre meno nel reale) a orientarsi tra scelte e valori. In particolare, in molti laboratori i ragazzi hanno svolto le proprie attività, guidati da un educatore del Gruppo Abele, con strumenti quali Facebook, Twitter, Instagram, Whatsapp, Tumbler e Pinterest, diventando più consapevoli dei rischi legati alla tutela del diritto di privacy e alle nuove forme di dipendenza psicologica legata all’uso prolungato della tecnologia.

 

L’intervento della Fondazione De Agostini ha reso possibile l’attuazione del percorso educativo, che ha creato spazi di discussione e condivisione tra il mondo giovanile e quello adulto di fronte alle sfide educative che il contesto tecnologico impone.  “La formazione dei giovani, la loro crescita culturale, etica e umana – ha dichiarato Roberto Drago, Presidente della Fondazione De Agostini – sono per noi obiettivi di primaria importanza. Attraverso questo progetto la nostra Fondazione ribadisce il proprio impegno affinché scuola e famiglia, i principali ambiti formativi di ogni individuo, siano sempre all’altezza del proprio ruolo e sappiano affrontare le nuove sfide educative del presente, per garantire ai più giovani e alle future generazioni una società più giusta e solidale, dove ciascuno abbia i mezzi e le opportunità per affermare liberamente se stesso e la propria identità nel rispetto degli altri”.

 

La collaborazione col Gruppo Abele, realtà impegnata da 50 anni nell’attivazione di percorsi di cittadinanza attiva e consapevole da parte dei più giovani, ha consentito di offrire ai ragazzi un supporto educativo strutturato, in grado di favorire un dialogo libero e aperto, ma anche una sperimentazione sicura dei diversi canali digitali utilizzati.

Il Chiampa punzecchia Carbonato: "Anche gli industriali hanno le loro responsabilità"

Il presidente degli industriali subalpini aveva recentemente espresso un giudizio positivo su Chiamparino, sottolineando però l’inerzia che caratterizza la Regione

 

chiampa scrivaniaDopo la provocazione delle dimissioni dalla presidenza della Conferenza delle Regioni – chiaro segnale a Matteo Renzi – il governatore del Piemonte lancia una stoccata a Confindustria.  Gianfranco Carbonato, presidente degli industriali subalpini, aveva recentemente espresso un giudizio positivo su Sergio Chiamparino, sottolineando però l’inerzia che, a suo parere,  caratterizza la Regione.

 

Ecco, a stretto giro di posta la risposta del presidente piemontese:”Ringrazio il presidente Carbonato per averci ricordato l’agenda che avevamo già approfondito insieme non più di tre settimane fa in un incontro in cui alcune criticità, a cominciare dai limiti in termini di attrattività di investimenti da parte di CEIP sui quali forse anche il mondo industriale non è stato del tutto esente da responsabilità, erano già emerse. Avevamo anche parlato di sanità, e mi risulta che la stragrande maggioranza dei privati avesse siglato gli accordi con l’assessorato sui nuovi budget.

 

“Prosegue Chiamparino: ” Per quanto riguarda la questione dei ritardi sui fondi europei, che in alcuni casi ci sono e che cercheremo di fare il possibile per recuperare, essi sono, come era già emerso, dovuti all’esigenza di concentrare risorse finanziarie e personale sulla chiusura dei bandi POR, FESR e FEASR 2007-2013 al fine di non perdere gli oltre 100 milioni di euro che sono in tutta evidenza importanti per il sistema Piemonte. Per la questione del mercato del lavoro vale invece la pena di ricordare che le incertezze cui allude Carbonato sono legate alla troppo recente definizione delle leggi nazionali, in attesa delle quali la nostra Regione aveva comunque già predisposto tutti i tavoli dedicati allo sviluppo dei vari progetti. Sono sicuro che non mancheranno le occasioni per ulteriori momenti di confronto.” 

Lazio Torino: le pagelle del Torinese

toro bandiera

Il Toro ora dopo avere raccolto un solo punto nelle ultime tre partite è chiamato a riscattarsi nella gara casalinga di mercoledì contro il Genoa di Gasperini e successivamente nel derby di domenica contro gli eterni rivali juventini

 

Il Toro affronta i Biancocelesti guidati da Stefano Pioli all’Olimpico di Roma. I Granata iniziano bene e mettono molta pressione sugli avversari. La prima vera occasione del match tuttavia arriva alla mezzora con una grande conclusione all’incrocio di Bruno Peres sulla quale però Marchetti si fa trovare pronto. Negli ultimi minuti della prima frazione è però la Lazio che passa in vantaggio con Lulic, colpevolmente dimenticato dalla retroguardia torinese,che da dentro l’area tira e supera Padelli, 1-0 Lazio. Il secondo tempo vede la squadra di casa, galvanizzata dal vantaggio, prendere in mano le redini del gioco e cercare a più riprese il goal del raddoppio. Dopo tante occasioni la rete tanto cercata arriva al 25′ con un goal di Felipe Anderson che dopo un bell’inserimento trafigge Padelli con un bel diagonale. La squadra di Ventura cerca di reagire, ma manca la precisione nell’ultimo passaggio e al 93′ Felipe Anderson firma la sua doppietta personale con un bel tiro da fuori area e chiude definitivamente la partita. Il Toro ora dopo avere raccolto un solo punto nelle ultime tre partite è chiamato a riscattarsi nella gara casalinga di mercoledì contro il Genoa di Gasperini e successivamente nel derby di domenica contro gli eterni rivali juventini.

 

Padelli 5: sul primo goal si fa ingannare troppo facilmente dal tiro schiacciato di Lulic accasciandosi subito a terra, sugli altri due goal non ha colpe;

Bovo 5,5: patisce tanto Candreva ed è meno preciso del solito in fase di impostazione e sui calci piazzati;

Glik 5,5: cerca di dare coraggio ai suoi con della grandi chiusure. Sul primo goal cerca di rimediare all’errore di Bruno Peres andando a chiudere su Klose, ma in questo modo lascia smarcato Lulic che è libero di concludere a rete;

Moretti 5: nel primo tempo soffre tanto le iniziative di Milinkovic Savic e viene anche ammonito per un’intervento sul serbo. Nel secondo tempo la sua prestazione non migliora;

Bruno Peres 5: buoni i primi quaranta minuti del brasiliano con due belle conclusioni verso la porta difesa da Marchetti dopodichè si dimentica di marcare Klose sul goal dell’1-0 mandando in confusione l’intera difesa granata e nel secondo tempo non si vede quasi mai. Deve ancora recuperare la giusta condizione fisica dopo l’infortunio;

Acquah 6: è uno dei migliori dei suoi, recupera continuamente palla e le sue accellerazioni danno vivacità alla manovra granata. Deve migliorare nell’ultimo passaggio e nel calibrare i cross ( dal 61′ Benassi 5,5: sbaglia tanti controlli, ma ha il merito sostituire bene il centrocampista ghanese e creare qualche situazione di superiorità con dei buoni inserimenti)

Vives 5: qualche buona apertura e poco altro. Dalle sue parti transita spesso l’uomo partita Felipe Anderson che lo salta sistematicamente con una facilità disarmante. Il Brasiliano era in splendida forma, ma dall’esperto centrocampista napoletano ci si aspetta comunque più concentrazione ( dal 72′ Prcic 5,5: da più fluidità alla manovra granata, ma sbaglia qualche appoggio semplice di troppo);

Baselli 5,5: inizia bene la partita con tante giocate di classe e tanti contrasti vinti, alla distanza tuttavia cala e tocca pochi palloni giocabili;

Molinaro 6: nel grigiore della prestazione della squadra è uno dei pochi a provare con continuità durante tutta la partita a cambiare ritmo alla gara con buoni inserimenti e tante acccellerazioni. Manca un po’ di qualità, ma la grinta è comunque da premiare;

Quagliarella 6: riceve pochi palloni giocabili, ma quando gli arriva palla è uno dei più ispirati della squadra con molte belle aperture e qualche buon tiro;

Belotti 5,5: il Gallo non è ancora entrato negli schemi e a volte fa intravedere qualche lacuna tecnica di troppo probabilmente dovuta a una condizione fisica non ancora ottimale. Tuttavia sono da apprezzare il suo pressing in attaccoo e i suoi continui ripiegamenti difensivi ( dal 61′ Maxi Lopez 6: entra bene in partita e la sua presenza in area mette più pressione sulla difesa avversaria, pecca solo un po’ di precisione nelle conclusioni);

All. Ventura 6: dopo un’ottimo avvio di campionato la sua squadra sta ora attraversando un periodo di flessione. Tuttavia le attenuanti ci sono visti gli innumerevoli infortuni che hanno afflitto la squadra in questi mesi e le ultime due partite contro due squadre di ottima caratura come Milan e Lazio.

 

Filippo Burdese

Patrizia Sandretto tra i 100 big di Art Review

arte sandretto

La torinese si trova  77/a posizione

 

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, alla guida della omonima Fondazione, fa parte della Power 100, la classifica annuale delle persone più influenti del mondo dell’arte. La graduatoria è stilata dal prestigioso magazine americano di arte contemporanea Art Review. La torinese si trova  77/a posizione. Ne fanno parte tra gli italiani anche Miuccia Prada, la Galleria Continua e Massimo De Carlo.

A CASELLE PRIMO VOLO TORINO-CASABLANCA CON ROYAL AIR MAROC

caselle ram

Il collegamento serve la comunità marocchina presente in Piemonte (tra le più numerose d’Italia con oltre 60mila cittadini residenti, circa la metà nella sola provincia di Torino

 

E’ atterrato sulla pista di Caselle alle ore 10.27 in punto  il primo volo Torino-Casablanca della compagnia aerea Royal Air Maroc, ripartito poi  alle 11.50 alla volta della città marocchina. Nel primo giorno di operatività il collegamento ha registrato un Load Factor superiore all’80%. Il volo è attivo ogni martedì, giovedì e sabato. Da Torino è possibile, attraverso l’hub di Casablanca, volare nel resto del Marocco e nell’Africa  Subsahariana. 

 

Il collegamento serve la comunità marocchina presente in Piemonte (tra le più numerose d’Italia con oltre 60mila cittadini residenti, circa la metà nella sola provincia di Torino) e le altre comunità africane residenti in regione, oltre che tutti coloro che viaggiano per motivi di business e di turismo. 

 

Ecco le e tariffe: Casablanca da 143 Euro A/R tasse incluse con bagaglio gratis fino a 23 kg.
Africa Subsahariana da 480 Euro A/R tasse incluse con bagaglio gratis fino a 46 kg.

 

Da 55 anni sul mercato, Royal Air Maroc vanta una flotta moderna (età media 7 anni). E’ tra le migliori compagnie operanti sull’Africa Subsahariana ed ha ottenuto il riconoscimento 4-Star Airline SkyTrax 2015. L’attuale  network collega cinque continenti.