Riceviamo e pubblichiamo
Allarme per il piccolo canile di frazione Bausano alle prese con la carenza di fondi e un imminente sfratto
Allarme rosso per il piccolo canile di frazione Bausano a Pont Canavese dove la responsabile, Grazia De Palma, da quasi quindici anni accudisce una dozzina di cani particolarmente sfortunati, in molti casi alle prese con malattie gravissime. La struttura è rimasta senza fondi ed entro fine mese è possibile che chiuda definitivamente i battenti.
«La situazione è drammatica – dice la responsabile del rifugio – le spese veterinarie, a causa di alcune operazioni urgenti, sono aumentate. In questo momento non posso garantire la sopravvivenza del rifugio anche perchè è arrivato lo sfratto». Per info ed eventuali donazioni è possibile chiamare il numero 333/4654788 e parlare direttamente con Grazia De Palma.
I randagi, recuperati principalmente nelle valli Orco e Soana, rischiano nuovamente l’abbandono. Anche perché la struttura non riceve sovvenzioni dagli enti locali e la responsabile la gestisce in forma del tutto volontaria.








Antropologia criminale viene più che altro attaccato a causa della collezione anatomica esposta (all’interno della collezione sono presenti i resti di alcuni briganti, tra cui appunto Villella) e a causa delle teorie sostenute all’epoca da Lombroso, considerate da Iannantuoni e dai suoi seguaci offensive e discriminatorie per le persone originarie dell’Italia centro-meridionale. Fino ad oggi i rappresentanti del museo (tra cui il direttore scientifico Silvano Montaldo e la responsabile dell’archivio storico, Cristina Cilli) non si erano ancora esposti pubblicamente, preferendo semplicemente difendersi dalle accuse e continuando il più tranquillamente possibile il proprio lavoro. È stato il polverone suscitato dalla grafica torinese Chiara Ascheri e dalla sua raccolta firme per tenere aperte le porte del Museo (ad oggi la contro-petizione conta circa 7mila adesioni), a far sì che anche i rappresentanti del polo di antropologia criminale esponessero pubblicamente la propria posizione, diffondendo e aderendo anche loro alla petizione dell’Ascheri.
la “restituzione” dei resti di Villella (l’udienza è prevista per il 5 aprile 2016), qualche tempo fa il direttore scientifico Silvano Montaldo è stato addirittura denunciato con l’accusa di vilipendio di cadavere.
visitatore gli strumenti concettuali per comprendere come e perché questo personaggio così controverso formulò la teoria dell’atavismo criminale e quali furono gli errori di metodo scientifico che lo portarono a fondare una scienza poi risultata errata[…] Il Museo torinese che, con attenzione, con rispetto e con la pietas dovuta ad ogni individuo, ne conserva il cranio, ha inserito nella sua mission << l’impegno di negare la teoria dell’atavismo criminale e di mettere in evidenza gli errori di metodo che portarono Lombroso a fondare una scienza poi risultata errata>>. E aggiungono : “La restituzione dei resti, operazione per altro non consentita dall’attuale Codice dei Beni Culturali, disperderebbe del tutto una memoria, certamente dolorosa, che fa parte della travagliata storia del nostro paese”. 




