redazione il torinese

Le stelle cadevano a briciole

ORTA1Dalla fine del cinquecento, il complesso religioso dedicato a San Francesco, proprio grazie a questa sua specificità – l’essere dedicato ad un santo anziché alla vita di Cristo o di Maria – si differenzia nettamente dagli altri Sacri Monti

Questa notte, diciassette novembre, il cielo verrà  illuminato dalle Leonidi, le “lacrime del leone”, stelle cadenti d’inverno. Il cielo è terso e si vedranno bene, qui dal Sacro Monte d’Orta. Chissà se sarà come due anni fa, quando all’improvviso lo sciame di luminoso fece irruzione nel cielo e migliaia di stelle caddero a briciole, ardendo in volo fino a dare l’impressione di spegnersi nei boschi che dominano le due sponde del lago. Come lucciole d’estate, belle ed effimere. Il lago è immobile, liscio, senza rughe. Pare un volto di ragazza. Non c’è vento e in cielo appaiono immobili quelle rare nuvole, di cui s’intuisce a malapena il color fuliggine. Né scure,né chiare. Sembrano le lenzuola della signora Beatrice quando, fresche di bucato, vengono lasciate stese dal Nando, suo marito, dalla parte sbagliata della casa; non sulla facciata che dà sul piccolo frutteto ma su quella opposta, a pochi metri ORTA2dalla ferrovia. Cammino e sento un peso in me, quasi portassi una croce. Forse perché sale ripida quest’antica via che da piazza Motta porta al bivio tra il viale del Sacro Monte e, sulla destra, il piccolo cimitero del paese. I miei passi risuonano appena sull’acciottolato , quasi che le foglie ingiallite fossero state sparse da una mano discreta per soffocare i rumori e non disturbare questo silenzio che avvolge e ovatta ogni cosa. Tra belle ville e case di pietra, in poco tempo  guadagno qualche centinaia di metri di questa salita . Mantengo un buon passo, nonostante la sensazione – non piacevole – che qualcosa non stia andando per il verso giusto. Più un fastidio che un male vero e  proprio. Dev’essere la pressione che mi provoca lievi vertigini. Poca cosa, solo un accenno. Molto meno di quelle che si provano uscendo dall’osteria della Maria , in quelle sere d’inizio autunno quando i bicchieri si riempiono di  quel vino novello fatto con l’uva americana. Asprigno e dolciastro,al tempo stesso; è un vino di contrasti e di piaceri. Ma, soprattutto, è un vino che tradisce chi lo beve. Non serve abusarne per farti segare le gambe e portarti, leggero come una piuma, a immaginare di  toccare le nuvole.  E’ “il vino degli aviatori”, come lo chiama Ludovico, l’usciere della Pretura che frequenta – pure lui – l’Osteria dei Gabbiani quando sente il bisogno “ di un buon bicchiere per cacciar via dalla gola tutta la polvere dei faldoni delle udienze”. Scaccio quest’ immagine dalla testa ORTA STELLEche mi gira. M’appoggio al vecchio muro, tirando il fiato. Non l’ho mai trovata così lunga  questa strada a salire. Nemmeno d’estate quando il caldo è soffocante o, nei giorni più freddi dell’anno, a gennaio, quando respirando a bocca aperta si prova la sensazione spiacevole dei polmoni  che prendono fuoco , arsi dall’aria ghiaccia. Riprendo a salire, senza fretta e finalmente arrivo al Sacro Monte. L’insieme delle cappelle sembra protendersi sul lago, sovrastando  l’abitato di Orta. Dalla fine del cinquecento, il complesso religioso dedicato a San Francesco, proprio grazie a questa sua specificità – l’essere dedicato ad un santo anziché alla vita di Cristo o di Maria – si differenzia nettamente dagli altri Sacri Monti. E’, come dire, più popolare, alla portata di tutti, credenti e non credenti. Senza voler togliere nulla agli altri Sacri Monti, per carità. Però questo di Orta ha un qualcosa in più che non saprei spiegarvi ma che si sente, si vede e quasi si può toccare. Il portone della chiesa è chiuso ma sento distintamente il canto dei vespri. Frate Gioacchino mi ha spiegato che sono la preghiera del tramonto , cioè una delle maggiori ore canoniche  della Chiesa.  Sono divisi in due parti: la salmodia, cioè il canto dei salmi, e una seconda parte con preghiere varie. Tra i canti, lo sento bene, s’erge poderoso il Magnificat. “Magnificat anima mea Dominum,et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo.Gloria Patri et Filio  et Spiritui Sancto, sicut erat in principio et nunc et semper  et in saecula saeculorum. Amen”.  Non sono un credente. Anzi, forse credo a modo mio, al di fuori dagli schemi e ORTA5dalle logiche di chi afferma di esserlo e lo fa sapere ai quattro venti. Io ho sempre creduto nel riserbo e nella misura. E comunque non è questo che conta o che possa interessarvi. Ascolto i canti ma non oso aprire il portone e varcare la soglia della chiesa. Restò lì, esposto all’alito freddo del vento. Mi vengono in mente tante cose. Ad esempio la frase del Cantico delle Creature di San Francesco che ho visto al Convento del Monte Mesma, non molto distante da quassù, ad Ameno: “Laudate sie mi Signore, per sora acqua, la quale è molto hutile, et humile et preziosa et casta”. Quanto sia utile e preziosa l’acqua lo sanno  bene i frati del Mesma. “Il fontanino” è l’unica sorgente naturale sul Monte e sebbene povera d’acqua, non è mai capitato che si prosciugasse completamente. I frati ,per sopperire alla mancanza d’acqua, già secoli or sono pensarono di utilizzare l’acqua piovana, quella che “la provvidenza regala generosamente ai buoni e ai cattivi”. L’ingegno, ai francescani, non mancava.  L’acqua piovana, da allora, è  raccolta con appositi canali nel primo chiostro. Da qui, passando attraverso a filtri di sabbia e di carbone, giunge purificata nel secondo chiostro in una cisterna che termina con una caratteristica costruzione a forma di tempietto.  Un’opera , quella dei due chiostri, ultimata nella prima metà del ‘600 e utilissima nei secoli a venire, con il pluviometro per la raccolta dei dati utili alle statistiche sulle precipitazioni in tutto il bacino del Cusio. Non so perché mi è venuto in mente questo fatto ma adesso sento che il freddo mi intorpidisce. Guardo giù verso il lago. E’ buio e si notano le luci nelle case e nelle vie. Paiono fiammelle tremolanti. Improvvisamente il cielo s’illumina al passaggio di due, tre, quattro stelle cadenti che, rapidissime, disegnano un arco che attraversa da parte a parte il lago. E poi altre, in sequenza, come quando scoppiano i fuochi di San Vito a Omegna. E’ uno spettacolo che lascia senza fiato: le “lacrime del leone”, al loro passaggio, arabescano il cielo. Anche quest’anno non mi hanno tradito. La fatica che ho fatto per arrivare quassù, per non mancare all’appuntamento, è stata ripagata.

Marco Travaglini

 

Il Carpe Diem di Varoufakis, il movimento della speranza

VAROUFAKIS1Sarà il tempo a decidere se Diem 25 potrà modificare l’Europa e, con essa, la storia dei prossimi anni. Al momento, però,  questo vento di cambiamento sembra dare risposte a chi si sentiva sperduto e deluso, regalando un nuovo sogno, una via diversa da percorrere

È partito partito da Torino il percorso italiano di Carpe Diem 25 (Diem 25) il movimento di idee e pensiero lanciato, qualche settimana fa, a Berlino, dall’ex ministro delle finanze ellenico Yanis Varoufakis finalizzato alla democratizzazione di un’Europa che sta perdendo la sua integrità morale e la sua anima. Al Campus Luigi Einaudi, giovedì 17 marzo 2016, Varoufakis ha ricevuto la cattedra ad honorem all’International University College, un riconoscimento che ha definito un “magnifico onore” e ha tenuto un’intensa lectio magistralis dal titolo “The Political Economics of an Epic Struggle”, durante la quale ha ripercorso i mesi che l’hanno visto coraggioso protagonista di una politica di sfida alle regole imposte dalla troika alla Grecia, regole inique destinate a far sprofondare ancora di più nella crisi e nell’indigenza un popolo impoverito e disperato, la sua battaglia solitaria contro la Germania, lotta conclusasi con le dimissioni a sorpresa il giorno successivo allo storico referendum con il quale i cittadini greci avevano pronunciato il proprio no forte e deciso a nuove politiche di austerità, ultimo disperato tentativo di difendere la primavera di Atene. Dopo alcuni mesi, Yanis Varoufakis torna ancora protagonista con un nuovo progetto, un nuovo modello che si pone come obiettivo quello di salvare un’Europa composta da democrazie, maVAROUFAKIS2 senza uno spirito democratico, in cui il demos è privato dei propri diritti e in cui sono un gruppo di tecnocrati a prendere le decisioni. Il manifesto sul quale si fonda Diem 25 parte dalla considerazione che i popoli europei hanno il diritto e il dovere di riprendere il controllo della loro Europa, basandosi su quattro fondamentali principi: nessun popolo europeo può essere libero se la democrazia di un altro viene violata; nessun popolo europeo può vivere nella dignità finché un altro ne è privato;  nessun popolo europeo può sperare di avere prosperità se è precipitato nell’insolvibilita’ e nella depressione permanenti; nessun  popolo europeo può svilupparsi senza impegni mentali per i suoi cittadini più modesti, senza sviluppo umano, equilibrio ecologico e determinazione a svincolarsi totalmente dalle energie fossili, in un mondo che cambia i suoi modi di funzionamento e non il clima del pianeta. Varoufakis, ancora una volta, offre un’opportunità, quella di riappropriarsi di una libertà di pensiero e di decisioni che ci è stata sottratta senza che nemmeno ce ne accorgessimo, rendendo i popoli europei sempre più simili agli uomini del mito della caverna nella Repubblica di Platone che, incatenati nell’oscurità, non sanno che il sole brilla all’esterno, che esiste un altro mondo, un’altra realtà e che, spesso, basta sfidare l’ostilità della massa, dei contemporanei, per raggiungerla, basta avere coraggio di andare controcorrente, di guardare oltre le ombre proiettate sul muro, di uscire a contemplare le stelle. L’indicazione per creare un’ “Europa della Ragione, della Libertà, della Tolleranza e dell’Immaginazione” arriva ancora una volta dall’appello di un figlio di quella terra che ha VAROUFAKIS3regalato al mondo intero la filosofia, la politica, la retorica, l’epica, la poesis, l’arte e la mitologia, da quella terra di dei, eroi e grandi ideali che ha insegnato al mondo che, liberati tutti i mali, sul fondo del vaso di Pandora rimase la consolazione più grande: la speranza. È una forte speranza quella che domina il pensiero che anima Diem 25, la speranza di poter far scaturire un cambiamento, la speranza di costruire un’Europa di uomini con lingue e culture diverse, ma con l’obiettivo comune di realizzare una società nella quale dominio pace e solidarietà, in cui si annullino le diseguaglianze, i nazionalismi, i fanatismo, gli estremismi, i razzismi.Varoufakis, nel libro “È l’economia che cambia il mondo”, intensa riflessione dedicata alla figlia Xenia: scrive: “È incredibile la facilità con cui tendiamo a considerare logica, naturale e giusta la distribuzione della ricchezza che abbiamo sotto gli occhi, specialmente se ci favorisce. Quando ti sembra di propendere per questo tipo di pensieri, ricorda: tutti i bambini nascono nudi, ma per alcuni è già stata pronunciata la condanna alla fame,  allo sfruttamento e alla miseria. Non cedere mai alla tentazione di accettare una spiegazione logica per le disuguaglianze che finora, da ragazza che sei, hai ritenuto inaccettabili”. In questa frase credo sia racchiuso tutto il senso del nuovo progetto dell’ex ministro greco. Sarà il tempo a decidere se Diem 25 potrà modificare l’Europa e, con essa, la storia dei prossimi anni. Al momento, però,  questo vento di cambiamento sembra dare risposte a chi si sentiva sperduto e deluso, regalando un nuovo sogno, una via diversa da percorrere.

Barbara Castellaro 

Lancio di oggetti contro il pullman della Juventus

juve tifosi 2Due i tifosi fermati dalle forze dell’ordine

Il derby della Mole incomincia sotto cattivi auspici. Dopo il tentativo di incendiare il bar dei tifosi granata davanti al Filadelfia, oggi un  finestrino del pullman della Juve è stato danneggiato dal lancio di oggetti mentre giungeva allo stadio Olimpico.  Due i tifosi fermati dalle forze dell’ordine, che  effettueranno un sopralluogo per accertare i danni provocati al bus.  All’ingresso dei pullman delle due squadre nello stadio, cori  e slogan al passaggio del mezzo del Toro,  qualche insulto e fischio all’indirizzo di quello  bianconero. L’impianto sportivo è presidiato in forze da polizia e carabinieri.

(Foto: archivio il Torinese)

 
 

Premio a Riondino, il “Giovane Montalbano” televisivo

Il riconoscimento consegnato presso il Teatro Fassino di Avigliana: è il Premio Bruno Carli

riondinoMichele Riondino e il Comitato di cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto hanno ricevuto domenica 20 marzo al Teatro Fassino di Avigliana il Premio Bruno Carli. Riondino, il “Giovane Montalbano” televisivo da anni fa parte del Comitato tarantino. Il Valsusa Filmfest, di cui si è celerata un’anteprima, in ogni edizione ricorda la figura di Bruno Carli, partigiano e presidente dell’associazione Valsusa Filmfest fino al 2002, con l’omonimo premio che viene destinato ad esponenti di realtà impegnate in difesa dei diritti e dell’ambiente. Dietro richiesta dello stesso Riondino, alcuni esponenti del Valsusa Filmfest gli riconsegneranno il Premio anche  sul palco del concertone del 1 Maggio tarantino, di cui Riondino è direttore artistico.  Dopo la premiazione e l’incontro con Michele Riondino è stato proiettato il film “Con il fiato sospeso” di Costanza Quatriglio, ispirato a una storia vera, narrata nel diario di Emanuele Patané, interpretato da Michele Riondino, un dottorando di ricerca nel Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Catania, morto di tumore al polmone nel 2003. Il Valsusa Filmfest si svolgerà dal 9 aprile all’8 maggio prossimi e si svolgerà in otto comuni della Valle, Almese, Avigliana, Bardonecchia, Bussoleno, Caprie, Condove, Mattie, Torino, Venaus, oltre che a Giaveno e a Torino.

Massimo Iaretti

Racket e usura: che fare?

comune palazzo civicoIncontro lunedì 21 marzo, nella Sala Orologio del Comune

“Racket e usura: quali possibili interventi delle istituzioni ?” è l’interrogativo che pone il convegno che si tiene lunedì 21 marzo, nella Sala Orologio del Comune di Torino, dalle ore 14.30 in occasione della ventunesima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Intervengono Fosca Nomis, coordinatore di Avviso Pubblico Piemonte, l’assessore alla Polizia municipale e Politiche Sicurezza della Città di Torino Giulia Tedesco, Daniela Ruffino dell’Osservatorio sul fenomeno dell’usura – Piemonte, il sindaco di Villastellone Davide Nicco, Nicola Rossiello segretario generale Silp Piemonte, Giovanni Dei Giudici presidente di Federconsumatori Piemonte, l’avvocato Alessandro Curletti, Francesca Rubino del Servizio Sos Giustizia Nord Ovest. Modera Massimiliano Quirico. “Così come è fondamentale fare memoria, in particolare tra le nuove generazioni – spiega Fosca Nomis – allo stesso modo è necessario agire concretamente e collaborare a tutti i livelli della società per togliere terreno alle mafie, aggredire i loro patrimoni e sostenere le vittime incolpevoli di racket e usura attraverso vari strumenti: il Fondo vittime proposto dal Comune di Torino, l’Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento (Occ) previsto dalla legge 3/2012 (che sta aprendo nel Comune di Villastellone con lo Sportello “La rinascita degli onesti”), il Servizio Sos Giustizia.”.

(Foto: il Torinese)

Massimo Iaretti

Sicurezza a Chieri: il vicino di casa come antifurto

vicinato iar

Ma che cos’è il Controllo del Vicinato, carabinieriabbreviato CDV ? Si tratta di un sistema di deterrenza e prevenzione per la microcriminalità di origine anglo – sassone, da attuarsi in stretto contatto e collaborazione con le forze dell’ordine e le istituzioni, basato soprattutto sulla solidarietà tra i cittadini

Martedì 22 marzo alle ore 18, in Sala Conceria a Chieri si parla di Controllo del Vicinato. L’incontro, a cura dell’Associazione Controllo del Vicinato e dell’Amministrazione Comunale di Chieri sarà incentrato sul tema “Chieri Sicuro – Il migliore antifurto è il tuo vicino”. I lavori saranno introdotti dall’Assessore alla Polizia Locale, Massimo Gaspardo Moro, cui seguiranno gli interventi di Ferdinando Raffero, referente per la Città Metropolitana di Torino dell’Associazione Controllo del Vicinato e di Massimo Iaretti, referente per il Piemonte e componente del Comitato Esecutivo Nazionale dell’Associazione. Le conclusioni verranno tratte dal Sindaco di Chieri, Claudio Martano. L’incontro verrà moderato dall’Assessore alla comunicazione e partecipazione, Ferdinando Massucco. Si tratta del primo incontro dopo la costituzione della Sezione Piemonte dell’Associazione, deliberata domenica dal Comitato Esecutivo – terza in Italia – che vede come responsabile regionale Massimo Iaretti e vice Ferdinando Raffero.

Ma che cos’è il Controllo del Vicinato, abbreviato CDV ?

BANDIERA CARABINIERISi tratta di un sistema di deterrenza e prevenzione per la microcriminalità di origine anglo – sassone, da attuarsi in stretto contatto e collaborazione con le forze dell’ordine e le istituzioni, basato soprattutto sulla solidarietà tra i cittadini, sul notare fatti o persone insolite nella zona, sul dialogo con le forze dell’ordine ed è agli antipodi delle cosiddette “ronde” che prevedono un intervento attivo. Inoltre alla base ha la filosofia del recupero di quella coesione sociale ed aiuto reciproco che sempre si è avuto nei comuni, soprattutto in quelli rurali e che si è andato progressivamente perdendo con i processi di inurbamento ed i mutamenti demografici degli ultimi decenni. Negli anni scorsi si è sviluppato soprattutto il Lombardia ed in Veneto, ma in periodi più recenti anche in Toscana, Umbria, Lazio, Emilia Romagna. In Piemonte, dopo è approdato nel 2013, ancora in Monferrato, a Casorzo in Provincia di Asti. Negli ultimi mesi ha avuto un notevole sviluppo con l’adozione da parte delle municipalità di San Mauro Torinese e la costituzione di un gruppo di volontari a Riva di Pinerolo e poi ancora a Givoletto, San Raffaele Cimena, Gassino, San Sebastiano da Po (nella città metropolitana di Torino), Scurzolengo, Calosso, Moransengo, Fontanile (Asti), Ponzano Monferrato, Villamiroglio ed Unione dei comuni della Valcerrina, Rivarone e poi ancora a Sezzadio, a Casale Monferrato dove sono stati costituiti diversi gruppi di volontari, Coniolo, Giarole, Valmacca (Alessandria), a Guarene, Ceresole d’Alba, Corneliano d’Alba, con manifestazioni di interesse molto concrete anche a Canale, Monticello d’Alba, Santa Vittoria d’Alba (Cuneo) ed si sta incominciando a parlarne anche in Provincia di Biella e di Vercelli (a Rive Vercellese e Stroppiana), ma soprattutto sta avendo uno sviluppo importante nel Comune di Asti, primo capoluogo in Piemonte ad adottarlo ufficialmente con una delibera della giunta Brignolo”. In tutto, ad oggi, sono stati censiti ufficialmente dall’Associazione in Piemonte, 19 comuni che hanno espresso condivisione del sistema, senza alcun onere per le casse comunali, e 28 gruppi costituiti da cittadini in tutto il territorio regionale, ma si tratta di dati che sono in crescita esponenziale.

 

Sepolto vivo dalla valanga, salvataggio in Val Pellice

soccoros alpino elicotteroIl bollettino Arpa segnala anche in questi giorni il pericolo valanghe

Una persona è stata estratta viva dalla valanga staccatasi questa mattina in Val Pellice, sul sentiero diretto al rifugio Willy Jervis, a 1.732 metri sulle Alpi Cozie. Sono intervenuti il soccorso alpino e un elicottero del 118. Il bollettino Arpa segnala anche in questi giorni il pericolo valanghe,  tra moderato e marcato per la neve abbondante dopo le precipitazioni dei giorni scorsi, e per il rialzo termico di queste giornate di sole. La persona salvata era con una comitiva di amici che stava effettuando una escursione con le ciaspole. E’ stata portata in elicottero a scopo precauzionale  all’ospedale di Pinerolo. Le sue condizioni non sembrano destare preoccupazione.

Forza Italia, ora Pichetto chiede un tavolo unitario con il centrodestra

pichetto“Trovare una soluzione che unisca tutto il centrodestra non deve essere un’opzione“ – conclude il leader di Forza Italia – “ma un dovere nei confronti di tutti i nostri elettori”

All’’incontro organizzato alla Gam dalla lista civica “Un sogno per Torino” il coordinatore regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto, (nella foto) trovatosi ormai isolato rispetto a Leg e Fratelli d’Italia che hanno deciso di convergere sul notaio Alberto Morano come candidato sindaco, ha detto di condividere “l’appello lanciato dalle oltre quattrocento persone presenti alla Gam questa mattina sulla necessità di rimanere uniti: da sempre Forza Italia sostiene questa posizione che tutti gli elettori di centrodestra darebbero per scontata”. “Per questo motivo” – spiega Pichetto – “lancio un appello agli amici alleati affinché ci si sieda intorno ad un tavolo per chiudere la questione Piemonte, quindi Novara compresa, al fine di agevolare i lavori del tavolo nazionale che si riunirà la settimana prossima”. Nel frattempo il candidato sindaco in pectore dei berlusconiani, Osvaldo Napoli, aveva già detto che si farebbe da parte in caso venisse individuato un nome su cui convergere unitariamente, in grado di portare consensi elettorali. “Trovare una soluzione che unisca tutto il centrodestra non deve essere un’opzione“ – conclude il leader di Forza Italia – “ma un dovere nei confronti di tutti i nostri elettori che davvero non capirebbero il motivo di certe divisioni, le quali avrebbero solo il merito di alimentare l’astensionismo “

(Foto: il Torinese)

Anche due piemontesi ferite sul pullman della strage in Spagna

soccorsi ambulanzaIn Spagna a Frejinals, in Catalogna sull’autostrada Ap7

Anche due ragazze piemontesi tra le studentesse Erasmus rimaste ferite in Spagna a Frejinals, in Catalogna sull’autostrada Ap7, nel terribile incidente (13 vittime) sul pullman che  domenica le stava riportando a Barcellona.. Si tratta di Serena Saracino , in gravi condizioni, di 23 anni,  studia Farmacia a Barcellona e ha lavorato all’Auditorium Rai di Torino e di Annalisa Riba, 22 anni, figlia di un commercialista  del Cuneese con studio a Torino , che non è in pericolo di vita.

(Foto: archivio)

La Venaria riapre i battenti con mostre e meraviglie dal Medioevo al Novecento

VENARIA NOTTE E ogni domenica e nei giorni festivi i Giardini propongono  gli spettacoli delle Giornate da Re

Dopo la chiusura invernale riapre in grande stile la  Reggia di Venaria, Patrimonio dell’Umanità, che inaugura la nuova stagione. Nel  2016  tre rassegne  di prestigio nella residenza sabauda: il made in Italy, le  foto di Steve McCurry e le sculture di Penone.

Protagonista anche ‘Fatto in Italia. Dal Medioevo al made in Italy’. Proposti  fino al 10 luglio i percorsi della produzione artistica italiana  tra Medioevo e Novecento, riconoscibili per il loro stile che diventati di tendenza sono stati esportati nel resto d’Europa.

Apre il 24 marzo ‘Giuseppe Penone. Anfora’, con sette opere dello scultore nelle  Grotte del muro castellamontiano del Parco basso dei Giardini. Dal primo aprile, e fino al 25 settembre, la mostra ‘Il mondo di Steve McCurry’, con l 250 opere. Si tratta della più ampia e completa tra le mostre dedicate alla lunga carriera del fotografo americano, tra i più grandi maestri contemporanei dello scatto.VENARIA FONTANE

Inoltre, il percorso della Reggia ‘Teatro di Storia e Magnificenza’ con installazioni multimediali e sonore, ‘Ripopolare la Reggia’ di Peter Greenaway e ‘Music for the Great Gallery’ di Brian Eno. Poi anche le esposizioni ‘La Regia Scuderia. Il Bucintoro dei Savoia’ e ‘Le Carrozze Regali’, ‘L’Arte della Bellezza. I Gioielli di Gianmaria Buccellati’ (fino al 5 giugno), ‘Le Belle Arti. Mostra/Atelier dalle collezioni dell’Accademia Albertina di Torino’, ‘Ospite d’onore: il Veronese’, ‘I quadri del Re. La Galleria Sabauda alla Reggia di Venaria’ e ‘Rappresentare il mondo. Percorso di sculture alla Reggia di venaria ortinfestivalVenaria’. Lunedì 28 marzo, giorno di Pasquetta e poi dal 24 aprile, lo spettacolo del Teatro d’Acqua della Fontana del Cervo nella Corte d’onore, il tour nel parco basso con il trenino ‘La Freccia di Diana’, la navigazione nella Peschiera con la gondola della Reggia, il giro dal Gran Parterre con la Carrozza a cavalli. E ogni domenica e nei giorni festivi i Giardini propongono  gli spettacoli delle Giornate da Re: domenica 20 marzo il Roero Days 2016, una esposizione e libera degustazione dei vini Roero Docg, alla Cascina Medici del Vascello nei Giardini. Dal primo maggio, ogni giorno festivo la Venaria tornerà a ospitare  ‘Musica a Corte – I Concerti di Mezzogiorno’.