Sicurezza a Chieri: il vicino di casa come antifurto

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Ma che cos’è il Controllo del Vicinato, carabinieriabbreviato CDV ? Si tratta di un sistema di deterrenza e prevenzione per la microcriminalità di origine anglo – sassone, da attuarsi in stretto contatto e collaborazione con le forze dell’ordine e le istituzioni, basato soprattutto sulla solidarietà tra i cittadini

Martedì 22 marzo alle ore 18, in Sala Conceria a Chieri si parla di Controllo del Vicinato. L’incontro, a cura dell’Associazione Controllo del Vicinato e dell’Amministrazione Comunale di Chieri sarà incentrato sul tema “Chieri Sicuro – Il migliore antifurto è il tuo vicino”. I lavori saranno introdotti dall’Assessore alla Polizia Locale, Massimo Gaspardo Moro, cui seguiranno gli interventi di Ferdinando Raffero, referente per la Città Metropolitana di Torino dell’Associazione Controllo del Vicinato e di Massimo Iaretti, referente per il Piemonte e componente del Comitato Esecutivo Nazionale dell’Associazione. Le conclusioni verranno tratte dal Sindaco di Chieri, Claudio Martano. L’incontro verrà moderato dall’Assessore alla comunicazione e partecipazione, Ferdinando Massucco. Si tratta del primo incontro dopo la costituzione della Sezione Piemonte dell’Associazione, deliberata domenica dal Comitato Esecutivo – terza in Italia – che vede come responsabile regionale Massimo Iaretti e vice Ferdinando Raffero.

Ma che cos’è il Controllo del Vicinato, abbreviato CDV ?

BANDIERA CARABINIERISi tratta di un sistema di deterrenza e prevenzione per la microcriminalità di origine anglo – sassone, da attuarsi in stretto contatto e collaborazione con le forze dell’ordine e le istituzioni, basato soprattutto sulla solidarietà tra i cittadini, sul notare fatti o persone insolite nella zona, sul dialogo con le forze dell’ordine ed è agli antipodi delle cosiddette “ronde” che prevedono un intervento attivo. Inoltre alla base ha la filosofia del recupero di quella coesione sociale ed aiuto reciproco che sempre si è avuto nei comuni, soprattutto in quelli rurali e che si è andato progressivamente perdendo con i processi di inurbamento ed i mutamenti demografici degli ultimi decenni. Negli anni scorsi si è sviluppato soprattutto il Lombardia ed in Veneto, ma in periodi più recenti anche in Toscana, Umbria, Lazio, Emilia Romagna. In Piemonte, dopo è approdato nel 2013, ancora in Monferrato, a Casorzo in Provincia di Asti. Negli ultimi mesi ha avuto un notevole sviluppo con l’adozione da parte delle municipalità di San Mauro Torinese e la costituzione di un gruppo di volontari a Riva di Pinerolo e poi ancora a Givoletto, San Raffaele Cimena, Gassino, San Sebastiano da Po (nella città metropolitana di Torino), Scurzolengo, Calosso, Moransengo, Fontanile (Asti), Ponzano Monferrato, Villamiroglio ed Unione dei comuni della Valcerrina, Rivarone e poi ancora a Sezzadio, a Casale Monferrato dove sono stati costituiti diversi gruppi di volontari, Coniolo, Giarole, Valmacca (Alessandria), a Guarene, Ceresole d’Alba, Corneliano d’Alba, con manifestazioni di interesse molto concrete anche a Canale, Monticello d’Alba, Santa Vittoria d’Alba (Cuneo) ed si sta incominciando a parlarne anche in Provincia di Biella e di Vercelli (a Rive Vercellese e Stroppiana), ma soprattutto sta avendo uno sviluppo importante nel Comune di Asti, primo capoluogo in Piemonte ad adottarlo ufficialmente con una delibera della giunta Brignolo”. In tutto, ad oggi, sono stati censiti ufficialmente dall’Associazione in Piemonte, 19 comuni che hanno espresso condivisione del sistema, senza alcun onere per le casse comunali, e 28 gruppi costituiti da cittadini in tutto il territorio regionale, ma si tratta di dati che sono in crescita esponenziale.