L’ex agente ha notato un tipo sospetto che frugava nell’abitacolo della macchina di un suo amico.
E’ andato in pensione ma non ha perso lo smalto del poliziotto. Così ieri è riuscito a fare arrestare un ladro d’auto d’auto in corso Trapani angolo via Monginevro. E lì che l’ex agente ha notato un tipo sospetto che frugava nell’abitacolo della macchina di un suo amico. Il ladro si è allontanato, ma subito dopo è stato visto nelle vicinanze dall’ex poliziotto e dal proprietario che era stato chiamato per controllare l’entità dei danni. Il ladro ha cercato di scappare su un’auto guidata da un complice, ma è caduto. Per non farsi prendere ha minacciato gli inseguitori con un paio di forbici da elettricista, ma il poliziotto in pensione lo ha bloccato e fatto arrestare dagli ex colleghi della squadra volante. Il ladro, di 39 anni, aveva con sé un’autoradio risultata rubata e non sarebbe dovuto uscire, poiché già in regime di arresti domiciliari.
La casa è immersa nel verde della Mandria
E’ successo la sera di Pasqua nella frazione Casabianca di Verolengo
Un netto contrasto cromatico: la Mole si nasconde dietro gli alberi che stanno per mettere le foglie. La suggestiva foto è di Vincenzo Maiorano.
torinese per dimostrare il proprio interesse verso la città non abbia avuto il coraggio di votare una mozione che avrebbe salvato il destino di un ospedale fondamentale.”, aggiunge d’Amico.
“Dare vita a un patto sociale e generazionale per una più stretta condivisione di intenti e di esperienza di fede tra giovani, adulti e anziani, disponibili a operare insieme per il bene comune e la collaborazione fraterna, sia nella Chiesa che nella società” 
schiavitù. Solo la grande speranza, quella che è veramente affidabile e definitiva, non solo per se stessi ma per tutti, non solo per oggi o domani, ma per sempre, può rompere il cerchio dell’assolutezza che regola le speranze umane e di fatto le vanifica: è la speranza che la Pasqua del Signore rivela possibile e si radica nel cuore e nella vita di coloro che la credono realizzabile. Noi viviamo ogni giorno di piccole o più grandi speranze che ci sorreggono nell’affrontare il cammino della vita. Ma senza la grande speranza pasquale nel cuore, esse non bastano a dare serenità e gioia. 3 Dio è il fondamento di tale speranza, non un Dio qualunque però, ma quel Dio che possiede un volto umano e che ci ha amati sino alla fine ed è Padre e Salvatore di ogni uomo e di tutta l’umanità. Il suo regno non è qualcosa di immaginario e lontano in un futuro che non arriverà mai, ma è qui tra noi oggi nella presenza del suo Figlio risorto da morte e dunque vincitore dell’ultimo nemico dell’uomo, il più invincibile. È il suo amore ha vinto anche la morte ci dà la garanzia di poter essere vincitori insieme con lui; è la sua vita che dà la speranza della vita eterna; è la sua azione misteriosa, ma reale nel tempo e nelle vicende della storia che la conduce verso la sua realizzazione secondo il progetto di Dio. Per questo niente di ciò che è veramente umano è al di fuori di questo nuovo umanesimo che nasce dalla Pasqua e orienta ogni realtà della nostra vita al suo fine: il lavoro come la sofferenza, la famiglia, come la società, la cultura e l’educazione, la cittadinanza e i grandi valori della pace e della giustizia. Di questo nuovo umanesimo che è Cristo morto e risorto, noi credenti siamo testimoni e annunciatori e siamo chiamati a farci carico nel tessuto concreto dei comportamenti e delle scelte di ogni giorno. Cari fratelli e sorelle, Questa luce del Cero pasquale acceso durante la notte santa che è qui davanti a voi ricorda che Cristo è la luce che illumina le tenebre del peccato e della morte; egli è a luce di verità e di amore che rende luminosa la sua Chiesa e ogni suo discepolo perché siano portatori nel mondo di quella fede che hanno professato e che si sono impegnati a vivere nel Battesimo, nella Cresima e nelle diverse vocazioni che hanno scelto. È la stessa fede che da duemila anni ha aperto il cuore di tante persone alla speranza affidabile della risurrezione, li ha uniti a Cristo e alla sua Chiesa e li ha resi martiri, santi, confessori della fede e coraggiosi testimoni di fronte a tutti e in ogni ambiente di vita. Di questa schiera facciamo oggi parte anche noi, con tutte le nostre debolezze e peccati, ma anche con la coscienza di essere stati prescelti per grazia ad annunciare il Vangelo della Pasqua vivendolo con gioia in famiglia, come in ogni situazione. A tutti confessiamo con le labbra, crediamo con il cuore e testimoniamo con la carità la preghiera della sequenza pasquale:Cristo mia speranza è risorto.
In gravi condizioni un senegalese di 55 anni alla guida di una Fiat Punto che si è ribaltata, e un marocchino