
Tutti i brand registrano un’impennata, soprattutto Jeep e Fiat
Il mercato italiano dell’auto è in continua crescita, tanto che a marzo le immatricolazioni sono state 190.381, ovvero il 17,38% in più dello stesso mese dello scorso anno. Il totale dei tre mesi sale a 519.023, con una crescita notevole del 20,83% sull’analogo periodo dell’anno precedente. I dati del Ministero dei Trasporti indicano anche che aumenta più del mercato il gruppo Fiat Chrysler Automobiles: le immatricolazioni di marzo sono 56.032, il 21,6% in più dello stesso mese del 2015 e la quota sale dal 28,4% al 29,4%. Nel primo trimestre 2016 le consegne Fca sono 150.952, in crescita del 24,5% sullo stesso periodo del 2015 e la quota arriva al 29,08%, prima era 28,23%. Tutti i brand registrano un’impennata, soprattutto Jeep e Fiat. Si tratta del quindicesimo mese in cui Fca migliora più della media del mercato.
(Foto: il Torinese)

La squadra ora è in vantaggio di 6 punti sul Napoli
Un convegno che si svolge, in due tempi, lunedì e martedì 4 e 5 aprile






sarà presentato venerdì 8 aprile, alle18.00, nella Sala Musica del Circolo dei Lettori di Torino, al numero 9 di via Bogino. A discuterne con l’autore ci saranno Donatella Sasso, storica dell’Istituto Salvemini e Cesare Panizza, dell’Isral, l’istituto per la Storia della Resistenza di Alessandria .Una storia in larga parte dimenticata o volutamente nascosta da parte italiana per celare il passato fascista e la rovinosa ritirata dopo l’8 settembre 1943, per non inficiare i rapporti internazionali del nuovo ordine geopolitico postbellico, ma anche per semplice quanto banale inerzia amministrativa e politica. Nei primi anni ’90, dopo il crollo del regime di Enver Hoxha, decine di migliaia di profughi
provenienti dall’Albania sbarcarono sulle coste pugliesi in cerca di un futuro migliore, solo in pochi si accorsero che tra di loro vi erano anche numerosi cittadini italiani abbandonati al di là dell’Adriatico alla fine della Seconda guerra mondiale. Risucchiati nell’oblio della storia e lasciati al loro destino in un Paese che presto si sarebbe chiuso ermeticamente al mondo, essi erano ciò che restava della sconsiderata politica imperiale mussoliniana e il tragico prodotto della Guerra Fredda. La loro drammatica vicenda è rimasta sconosciuta per tutto il periodo del regime totalitario e solo negli ultimi anni, grazie all’impegno degli stessi rimpatriati, è potuta venire alla luce in tutta la sua assurdità. Attraverso la storia del tormentato rapporto tra l’Italia e l’Albania nel corso del XX secolo, il volume di Bonapace intende ricostruire le loro vicende umane, restituendo ai protagonisti la parola, grazie a lunghi e intensi incontri tenutisi in Italia e in Albania, così come recuperando le memorie personali da loro trascritte nel timore che potessero svanire per sempre, e quindi risarcire, almeno in parte, il debito contratto dal nostro e loro paese per quelle mancanze politiche e morali che sono costate la vita a tante persone dimenticate al di là del mare.
viticole europee, ha lanciato la proposta in occasione della presentazione delle nuove etichette di ‘Piemonte Barbera, tradizione che si rinnova’, il progetto della Cia di Asti, della cantina di Vinchio e del Consorzio della Barbera all’Enoteca regionale di Nizza Monferrato.